Area inquinata alla foce del Chienti,
«dove sono gli esiti delle consulenze?»
CIVITANOVA - La minoranza presenta una nuova interrogazione per lamentare le poche informazioni fornite sugli studi condotti da una ditta incaricata di verificare lo stato dell'inquinamento e sui procedimenti in corso per la bonifica: «Quali sono le ragioni che stanno bloccando la realizzazione del ponte ciclopedonale sul fiume?»

Inquinamento dell’area alla foce del Chienti, i consiglieri di minoranza presentano una nuova interrogazione. E’ stata presentata nei giorni scorsi a firma Mirella Paglialunga (Per Civitanova), Francesco Micucci, Lidia Iezzi, Yuri Rosati (Partito democratico) Elisabetta Giorgini (Dipende da noi), Letizia Murri (Ascoltiamo la città), Piero Gismondi (La nuova città) una nuova interrogazione riguardante gli esiti delle consulenze richieste per la bonifica della zona e cosa determina lo stallo nelle procedure per la realizzazione del ponte ciclopedonale nell’area oggetto dell’inquinamento.
La minoranza lamenta la scarsità di informazioni a riguardo da parte dell’amministrazione: «è passato oltre un anno dalla relazione del geologo Taddei e da parte di Ciarapica non è pervenuta alcuna informazione ufficiale e pubblica sugli sviluppi dei procedimenti avviati e sulle decisioni assunte o da assumere per la bonifica dell’area inquinata. Evidentemente Ciarapica continua a non considerare questo tema importante per la salute dei civitanovesi – si legge in una nota firmata da tutti i consiglieri di opposizione firmatari – e si sottrae al confronto».
L’opposizione riassume gli ultimi step sulla vicenda: «siamo ancora fermi ad una conferenza dei servizi indetta il 27 luglio 2023 per la validazione dell’analisi di rischio che, trasformata nella stessa seduta in tavolo tecnico, non ha provveduto a validare il documento e di fatto ha rimandato la questione ad ulteriori approfondimenti. Gli incarichi sono stati conferiti ben sette mesi fa: la giunta con delibera 331 ha “incaricato la ditta Sea gruppo srl di supporto scientifico e giuridico per un’analisi tossicologica ed un approfondimento delle analisi di rischio dell’area della pista ciclabile” e la dirigente ha richiesto al geologo Luciano Taddei la “rimodulazione dell’analisi di rischio relativa alla pista ciclabile ricadente nell’ex sito di interesse nazionale basso bacino del fiume Chienti. Di questi due incarichi, ad oggi, non si conosce alcun esito e quindi la grave questione dell’inquinamento sembra stagnare: i documenti in questione sono stati richiesti con accesso agli atti ma di essi, ad oggi, non c’è alcuna traccia. Interessante notare che in data antecedente alla conferenza dei servizi la giunta ha anche deliberato un incarico da conferire ad un legale per esaminare, tra l’altro, “i rapporti tra le procedure per l’individuazione delle aree da bonificare ed il potere di ordinanza in capo al sindaco”. Consulenza che l’avvocato incaricato, con parcella di 8.754 euro ha provveduto a consegnare al sindaco a settembre.

I consiglieri di opposizione
Sollecitiamo quindi il sindaco non rimandare ulteriormente l’assunzione di responsabilità in fatto di trasparenza ed informazione ed è inoltre necessario che il sindaco relazioni urgentemente sulle ragioni che stanno bloccando la realizzazione del ponte ciclopedonale sul fiume Chienti e se esistano connessioni fra i lavori programmati dalla regione Marche e le operazioni di bonifica necessarie per il sito in questione. Al riguardo facciamo notare che a Porto Sant’Elpidio la ciclovia adriatica che arriva all’innesto della rampa da costruire a Civitanova è terminata il 22 luglio scorso e manca da realizzare il ponte ciclopedonale. Il 12 dicembre 2023 il Sindaco di Porto Sant’Elpidio, a proposito dello stallo dei lavori sul versante maceratese, ha dichiarato: “Sul versante civitanovese il progetto del ponte e della rampa ricade nel sito del basso bacino del Chienti e nel sito inquinato della ciclabile per cui è stato necessario verificare la compatibilità dell’opera col progetto di bonificare il sito”. Ebbene anche di questa questione, peraltro già da noi sollevata in consiglio comunale al momento dell’approvazione dell’opera, sarebbe opportuno che il sindaco spieghi lo stato dell’arte per la realizzazione del ponte ciclopedonale sul Chienti».
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