Cosmari, Pezzanesi lascia l’incarico:
«Nessun sindaco si è fatto sentire»
Cda e assemblea indecisi sul ricorso

IL PRESIDENTE è decaduto dopo il parere dell'Anac che ritiene non potesse ricevere la nomina. Ha fatto il punto sul lavoro e i risultati ottenuti e si è tolto qualche sassolino. Intanto Sandro Parcaroli ha già detto no all'impugnazione al Tar. Se ne riparla giovedì
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Giuseppe Pezzanesi saluta e lascia l’assemblea

di Monia Orazi

Il presidente del Cosmari Giuseppe Pezzanesi si congeda (è decaduto dopo il parere dell’Anac che ha ritenuto inconferibile l’incarico) mentre i sindaci rinviano la decisione se fare o meno ricorso al Tar (il presidente della Provincia e sindaco di Macerata, Sandro Parcaroli si è detto contrario). Riunione incandescente oggi con Pezzanesi che si è tolto qualche sassolino, fatto il punto sui risultati raggiunti in un anno di mandato ha fatto anche presente la sua “solitudine” in questa vicenda con “ex” colleghi sindaci che non si sono fatti vivi anche solo per manifestare solidarietà umana. Il tutto nel corso del cda e dell’assemblea dei soci del Cosmari sulla questione della delibera dell’Anac che ha dichiarato «l’inconferibilità» della carica di presidente Cosmari a Giuseppe Pezzanesi ma che prende anche di mira i sindaci.

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Confronto tra i sindaci

Nell’agosto 2021 quando Pezzanesi è stato nominato presidente Cosmari, era sindaco di Tolentino comune con più di 15mila abitanti. La decisione che doveva essere presa oggi pomeriggio è stata rinviata, per avere maggiori approfondimenti dai legali del Cosmari (Tiziana Bonaduce e Alessandro Lucchetti), durante l’assemblea ristretta dei sindaci che comprende una ventina di comuni, in programma per giovedì della prossima settimana. Ad aprire l’assemblea di oggi è stato proprio Giuseppe Pezzanesi che ha ricordato tutti i progetti portati avanti durante il suo mandato, da quelli presentati per il Pnrr, ai cassonetti intelligenti, alla vertenza per la discarica Santa Lucia di Tolentino per cui al Cosmari mancano la riscuotere 100mila euro, l’avvio del rinnovo del parco automezzi, gli ispettori ambientali, l’incasso di 8 milioni di euro dalla Regione per le macerie, il sollecito al presidente della Provincia Sandro Parcaroli, per trovare una discarica ulteriore di appoggio, dopo la scadenza di quella di Cingoli. Pezzanesi è entrato nel merito della delibera Anac: «Certi documenti finiscono prima ai giornali che al presidente, i dipendenti sono tutti corretti salvo qualche eccezione, ma c’è un problema che non è stato risolto. Abbiamo approfondito anche con Roberto Camporesi che è esperto di queste cose il documento è stato consegnato all’Anci che ha pubblicato sul suo sito anche con il monito di restituire gli emolumenti da me percepiti. Sia da sindaco che da presidente Cosmari, non mi sono portato a casa niente, il compenso di luglio dopo 5 giorni l’ho restituito per la cifra di 1.068 euro. In dieci anni da sindaco e uno da presidente Cosmari, non ho contribuito alla mia fortuna economica, questo per correttezza e trasparenza e per il mio carattere.

assemblea-cosmari-3-650x488Invece per Manuele Pierantoni, all’epoca vicesindaco del comune di Corridonia con più di 15mila abitanti, per lui è possibile rimanere nel Cda. Singolare che il presidente, che non ha incarichi decisionali, invece non possa. Esco da quella porta ringraziando per essere stato eletto, non sono tesserato a nessun partito e le elezioni comunali hanno dato un esito diverso, ma mi sono sempre raccordato con il centrodestra. Non ho avuto nessuna telefonata da un sindaco ma io non pretendo niente. Non appena ho ceduto il mio ufficio al nuovo direttore generale, è arrivato via fax il parere del 20 luglio dell’Anac che qualcuno nel centrodestra già conosceva. Ci sono passaggi particolari. L’unico che ho chiamato è Sandro Parcaroli. Ci siamo chiariti sotto l’aspetto umano. Noi a livello interpretativo abbiamo fatto quanto previsto dalla legge, abbiamo proceduto perché io non ho deleghe amministrative come presidente.

Non voglio essere presidente per forza, ma voglio giustizia, posso farla da solo o col Cosmari. La sentenza non tocca solo il presidente ma anche i sindaci, quindi è un controsenso sapere che non volete fare ricorso al Tar. Ma visto il comportamento che avete avuto, il non avermi fatto neanche una telefonata devo pensare che per voi sia meglio sacrificare un cittadino come me, che non appartiene a nessun partito piuttosto che far prevalere rispetto ed amicizia. Esco da quella porta e vi lascio liberi». Dette queste parole Pezzanesi è uscito, all’assemblea hanno preso parte il 79,84% dei comuni aventi diritto. È stato poi il collegio degli avvocati sollecitato dal vicepresidente Giuseppe Giampaoli, che ha assunto la guida dell’assemblea, a spiegare nei dettagli come la delibera dell’Anac coinvolga l’intera assemblea, i 42 sindaci che hanno votato il Cda. «Le scelte possono essere di tipo diverso – ha detto Giampaoli -, rispetto alla delibera Anac perché non deve restare la faccia di chi avrebbe fatto un errore madornale, ma vogliamo fare chiarezza. Non vogliamo essere giudicati come persone che decidono senza criterio, non è così,. Abbiamo fatto una scelta seria e importante, una scelta fatta consapevolmente insieme. Noi siamo qui per salvare un’istituzione, abbiamo passato momenti difficili e qualcuno vuole distruggerlo, ma Cosmari è un patrimonio, io stesso subisco da settimane attacchi continui. La decisione che prenderemo sarà per l’interesse dell’azienda».

È stato l’avvocato Lucchetti a spiegare la situazione, in particolare cosa accade se si fa ricorso al Tar, ha insistito sul punto che Pezzanesi non aveva deleghe gestionali in Cosmari, in quanto il modello di governance del consorzio prevede tutte le deleghe gestionali in capo al direttore generale. Ha spiegato Lucchetti: «L’aspetto deludente della delibera Anac, per cui siamo andati in audizione, è che non indica una soluzione alternativa per arrivare a pronunciare la legittimità della nomina conferita a Pezzanesi. I sindaci hanno votato un modello gestionale e quindi la delibera anche investe un problema di sistema di governance, per me l’incarico è conferibile». Il legale Tiziana Bonaduce ha aggiunto: «L’ipotesi di inconferibilità era palese ed è stata valutata consapevolmente, il deliberato dell’Anac mette in discussione la nostra valutazione, fatta a carte scoperte in istruttore. La scelta di poter nominare che Pezzanesi era stata ben valutata». Il vicepresidente Giampaoli ha aggiunto: «Gli atti assunti dal Cda sono totalmente validi, le sanzioni preoccupano i sindaci». Ha aggiunto Luchetti: «Gli atti societari non hanno nulla a che vedere con l’inconferibilità, una terza parte deve ricorrere atto per atto per metterne in discussione la legittimità. Le delibere assunte sono tutte efficaci».

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Il sindaco Sandro Parcaroli

Ha poi preso la parola Sandro Parcaroli: «È una vicenda che dà molto fastidio, tutti noi non siamo contenti di ciò che è successo. Non possiamo però fermare il Cosmari, è un momento molto difficile anche per la scelta della discarica, abbiamo un anno e quattro mesi, dobbiamo affrontare questo problema per evitare forti costi sui cittadini. Noi ci siamo sentiti, fare il ricorso al Tar da profani comporta il rischio che diano ragione all’Anac. Mi dispiace per Pezzanesi, la nostra decisione è di non presentare il ricorso al Tar».

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Il sindaco Fabrizio Ciarapica

Ha poi parlato il sindaco di Civitanova Fabrizio Ciarapica: «Abbiamo voluto tutti all’unanimità la nomina di Pezzanesi anche se qualche perplessità c’era stata, qualcosa di anomalo in questa elezione c’era. Ora arriva il verdetto dell’Anac, il presidente è decaduto possiamo avere un consiglio di amministrazione funzionante a quattro». Lucchetti ha confermato che Pezzanesi di fatto è decaduto e che ci sono 30 giorni per il ricorso al Tar, decorso dopo la sospensione dei termini giudiziari nel mese di agosto in cui ci sono le ferie. Quindi c’è stata una sospensione dell’assemblea dei sindaci, hanno discusso tra loro e alla ripresa si è deciso di rinviare tutto al all’assemblea ristretta dei sindaci, per approfondimenti legali. Il sindaco di Pollenza Mauro Romoli ha detto che la mancanza di un ricorso può indebolire eventuali ricorrenti, come nel caso del primo classificato al primo concorso da direttore generale, altre domande sono state fatte dal sindaco di Fiuminata Vincenzo Felicioli.

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