Appalti-spezzatino al Cosmari,
rinviato a giudizio Giampaoli
«Affidamenti per favorire delle imprese»

TOLENTINO - Il direttore deve rispondere di abuso d'ufficio e turbata libertà del procedimento di scelta del contraente. Sotto la lente gli affidi sotto soglia alle stesse aziende e reiterati nel tempo. Per la procura alcuni non sarebbero stati motivati e inoltre non sarebbe stato utilizzato il principio della rotazione. Tra le assegnazioni ce n'è una di 718mila euro, un paio sono di 678mila euro, altre ancora superano i 300mila euro. La difesa: «Dimostreremo che le contestazioni sono infondate»
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Giuseppe Giampaoli (a destra) con l’avvocato Vando Scheggia

 

di Gianluca Ginella

Appalti per centinaia di migliaia di euro affidati direttamente perchè spezzettati, favorendo una serie di imprese. In estrema sintesi è quanto viene contestato al direttore del Cosmari Giuseppe Giampaoli che oggi è stato rinviato a giudizio dal gup Claudio Bonifazi del tribunale di Macerata. I reati contestati sono abuso d’ufficio e turbata libertà del procedimento di scelta del contraente.

Per la difesa però quelle accuse sono destinate a cadere al processo: «come sempre dimostreremo che sono infondate».

I fatti contestati a Giampaoli sarebbero avvenuti nel corso di vari anni e riguardano l’affidamento di servizi che vanno dalla riparazione dei mezzi, al rifornimento di questi, al trasporto dei rifiuti. L’indagine, coordinata dalla procura di Macerata, è stata condotta dal Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di finanza di Macerata, diretta dal colonnello Massimiliano Bolognese.

GuardiaFinanza_Archivio_arkiv_FF-11-650x434Diversi i capi di imputazione che vengono contestati. Ad esempio, per il periodo che va dal marzo 2017 all’ottobre 2019, viene contestato a Giampaoli di aver affidato «con provvedimenti privi di motivazione specifica», la fornitura di gasolio per un totale di 718mila euro, senza motivazione sulla reale necessità, ad una ditta di Corridonia. Si parla di diciotto affidamenti diretti, per un importo unitario di 39.900 euro, ossia ogni assegnazione aveva indicato questo valore, che è sotto soglia (non serve fare il bando), e complessivo di 718mila euro. Per l’accusa Giampaoli avrebbe turbato i procedimenti amministrativi diretti all’attribuzione degli appalti per questa fornitura. Si parla poi di una azienda che ha vinto un appalto per il trasporto rifiuti sotto i 45 chilometri a 10,78 euro a tonnellata ma che avrebbe, per un periodo, continuato a percepire e fatturare 14,80 euro per tonnellata a seguito della proroga della precedente gara informale, con un vantaggio patrimoniale, dice l’accusa (oggi sostenuta in aula dal pm Vincenzo Carusi) superiore a 50mila euro tra il 9 novembre 2017 e il 20 dicembre 2017.

Inoltre Giampaoli, prosegue l’accusa, avrebbe affidato tramite gara informale, ad un raggruppamento temporaneo di imprese il servizio di trasporto macerie per percorrenze superiori a 95 chilometri: con aggiudicazione formale per 39.900 euro e una liquidazione totale di 227mila euro (determina del 3 agosto 2018), dice l’accusa.

Altra determina, del primo marzo 2019, per il servizio di trasporto sopra i 95 chilometri, con aggiudicazione per importo formale di 39.900 euro e liquidazione complessiva di 137mila euro. Altra determina dirigenziale, del 2 agosto 2019, vede affidato sempre lo stesso servizio, sempre alla stessa azienda, a un importo unitario di 39.900 euro con liquidazione finale complessiva di 303mila euro.

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Il Cosmari di Tolentino

Si parla poi dell’affidamento ad una ditta di Civitanova di un servizio di trasporto rifiuti: per importato formale di 39.900 euro e una liquidazione complessiva di 48mila euro. Questo un primo affidamento, che risale ad aprile 2017. In un secondo, del luglio 2017, avrebbe affidato il servizio sempre alla stessa azienda, sempre con importo 39.900 euro e liquidazione di 38.948 euro. Il 7 agosto 2017 Giampaoli comunica all’azienda che è rimasta aggiudicataria del servizio trasporto macerie procedendo alla proroga dell’incarico. Nell’ambito di quest’ultimo affidamento, invece dell’importo di 39.900 euro, venivano liquidati 142mila euro. Secondo la procura Giampaoli, affidando a più tranche i servizi, avrebbe, tra l’altro, disatteso il principio di rotazione per gli affidamenti dei contratti sotto soglia.

Nove gli affidamenti diretti ad una ditta di San Severino per il servizio di “nolo a freddo di attrezzature e prestazioni di personale per la rimozione delle macerie del sisma” per conto del Mibact, per un importo unitario, ad ogni affido, di 39.900 euro e un importo complessivo di 359mila euro. Pur avendo nelle determine ripetutamente evocato la necessità di procedere con gara aperta, Giampaoli non lo avrebbe fatto, dice l’accusa, predisponendo «un illecito razionamento degli appalti».

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Giampaoli nel sito di smaltimento di Tolentino

Altra contestazione riguarda gli affidamenti ad una ditta di Caldarola tra maggio 2018 e febbraio 2019 con proprie determine dirigenziali, previa gara informale, del servizio demolizione macerie a terra nelle zone del sisma e caricamento sui mezzi per un importo unitario di 39.900 euro. Il primo incarico avrebbe fruttato alla ditta 82mila euro ( a fronte di un importo unitario 39.900), il secondo 115mila euro invece di 39.900, l’ultimo 240mila invece di 39.900 euro.

Sotto la lente anche 17 affidamenti ad una ditta per la riparazione dei mezzi. Anche in questo caso sarebbero stati affidi sotto soglia, per 39.900 euro, e per un totale di 678mila euro. Sempre aggiudicati con determine dirigenziali. Il servizio era stato affidato ad una ditta di Macerata. Per l’accusa senza fornire motivazioni circa la necessità né le ragioni della scelta di tale fornitore. Fatti che sarebbero avvenuto tra il dicembre 2016 e l’ottobre 2019.

Proseguendo con la riparazione dei mezzi: 17 anche gli affidi ad una ditta di Pollenza anche questi oggetto di contestazione dall’accusa. Anche in questo caso gli importi unitari erano di 39.900 euro e complessivi di 678mila euro. In questo caso gli affidi sarebbero stati fatti tra gennaio 2017 e ottobre 2019. Un’altra azienda ancora, in questo caso di San Severino, aveva ricevuto incarichi, con 8 distinte determine, per la riparazione di mezzi. Costo unitario 39.900 euro, totale di 319mila euro.

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L’avvocato Vando Scheggia

Un’ultima contestazione riguarda l’affido, tra giugno 2017 e febbraio 2018, del servizio trasporto dei residui di pulizia stradale assegnato ad una ditta di Ancona, via via con 9 determine, anche qui importi unitari di 39.900 euro e totali di 359mila euro. Per l’accusa questi molteplici affidamenti sarebbero stati immotivati.

Sin qui le contestazioni. Giampaoli oggi è stato rinviato a giudizio al 14 novembre quando a Macerata si aprirà il processo. È difeso dagli avvocati Vando Scheggia e Vito Iorio. «Attendiamo il giudizio con un sentimento di ansia positiva perché siamo certissimi che le accuse si riveleranno ancora una volta infondate» dice Scheggia.

 

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