Acqua per i pascoli in quota,
allevatori “all’asciutto” da anni:
«Dobbiamo portarla a nostre spese»

VISSO - Il terremoto ha prosciugato i fontanili. Maurizio Sabbatini: «Ogni viaggio costa circa 300 euro. I problemi sono noti a tutti, ma non c'è interesse a risolverli. Invece per noi è prioritario. Anche i turisti che percorrono il Grande anello dei Sibillini lamentano che non c'è acqua»
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Abbeveratoi sui Sibillini

 

di Monia Orazi

Allarme siccità sui pascoli dei Sibillini, stoppato il progetto di costruire alcuni bacini di accumulo in quota per consentire agli allevatori di abbeverare i pascoli. Già da metà maggio chi ha ovini e bovini in quota ha iniziato a trasportare l’acqua, essendo venuto meno già da due anni il trasporto di emergenza post terremoto, gestito dalla Protezione civile regionale. Ogni viaggio costa circa 300 euro. «Sono già 15 giorni che trasportiamo a nostre spese l’acqua sui pascoli per i nostri animali. Questa sarà un’estate siccitosa e sono molto preoccupato» dice l’allevatore di Visso, Maurizio Sabbatini. Dopo il terremoto i fontanili nella zona di Macereto, dove si trovano i suoi animali, sono rimasti a secco e sino ad oggi nessun intervento è stato messo in campo, per risolvere il problema. Una situazione che non riguarda solo lui, ma anche altri allevatori sui Sibillini.

«Attendiamo da anni che si risolva il problema dell’acqua sui pascoli, il terremoto ha distrutto una serie di condotte e fontanili, disseccato diverse sorgenti. Sino ad oggi non c’è stata tra le istituzioni la volontà di sedersi intorno ad un tavolo e risolvere le problematiche che sono a tutti note da anni. Sino ad oggi sono stati spesi almeno 300mila euro per il trasporto, che fino all’anno scorso era gestito dalla Protezione civile. L’acqua è un bene pubblico, i comuni come Visso, Pieve Torina e Ussita dovrebbero unirsi intorno ad un tavolo, esaminare i problemi e risolverli insieme. Va evitata la dispersione delle sorgenti in quota, le acque vanno convogliate dove servono. Servono nuovi acquedotti, che possano rifornire i bottini di presa, se non si fa questo non si risolve niente».

Sabbatini ricorda come la zona sia anche battuta in estate dai turisti che percorrono il Grande Anello dei Sibillini: «La mancanza di acqua si ripercuote anche su di loro, ci sono state lamentele per la mancanza di acqua. Questo non favorisce il ritorno delle persone in questi luoghi. Sono stati stanziati due anni fa 65mila euro di fondi per la ricerca di acqua nella zona di Cupi di Visso, ma non ha dato frutto perché la ricerca andrebbe svolta ad ampio raggio. Di fatto sino ad oggi sono state buttate via delle risorse, manca un progetto serio e di ampio respiro per risolvere il problema. Riportare l’acqua sui pascoli dei Sibillini è prioritario per noi allevatori, ma c’è molto disinteresse. Io ho investito 150mila euro, per nuove stalle a Cupi e Macereto, in attesa che si risolvesse il problema dell’approvvigionamento idrico, ma sto ancora aspettando. Abbiamo anche raccolto le firme ed inviato una lettera al commissario straordinario alla ricostruzione Giovanni Legnini». L’allevatore punta il dito contro il disinteresse degli enti locali: «Gli allevatori di Visso pagano 103mila euro l’anno di tassa sui pascoli, sono fondi che andrebbero reinvestiti per la montagna, la sistemazione dei fontanili e delle condotte. Quando venne l’allora ministro Centinaio a Pieve Torina si parlò del problema dell’acqua, ci fu detto che se c’erano i programmi pronti si sarebbe investito, ma dopo vari anni non ci sono né programmi, né investimenti. Le amministrazioni locali sinora non hanno dato dimostrazione della capacità di voler risolvere questi problemi».

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