In 300 alla scoperta
della rinascita di Visso (Foto)

CANTIERI APERTI - Tanti visitatori nel cuore della zona rossa per tutta la giornata, accolti dai giovani in abiti medievali. Ecco i progetti per la collegiata di Santa Maria e Palazzo dei Priori
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Cantieri aperti a Visso

di Monia Orazi 

Dai sensori ipertecnologici che monitorano secondo per secondo il “respiro” delle mura della collegiata di Santa Maria a Visso, il cui cantiere dovrebbe partire a primavera 2023, dall’analisi dei muri crollati del palazzo dei Priori al progetto su come farli rinascere, alla passione dei giovani che stanno riportando in vita il torneo delle Guaite, agli accorgimenti su come si restaurano i dipinti murali: piazza Martiri Vissani cuore della zona rossa di Visso oggi si è popolata di presenze per l’iniziativa “Ophera, cantieri aperti”, voluta dal segretariato regionale Marche del ministero della cultura, per far rendere conto di come si interviene sui monumenti.

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L’interno della collegiata di Santa Maria

Dopo la tappa di ieri a Pieve Torina (leggi l’articolo), oggi è stata Visso a far bella mostra di sé, grazie ad un’organizzazione impeccabile, che ha permesso a tante persone di conoscere come si sta intervenendo sui due monumenti storici della piazza. Nel silenzio della zona rossa è da marzo 2021 che il team del progetto, rappresentato durante l’evento dalla dottoressa Maria Giovanna Masciotta, dal professor Daniel Oliveira e dalla dottoressa Pilar Montero Vilar, su iniziativa del segretariato regionale del ministero della cultura, in collaborazione con l’Università Politecnica delle Marche, ha piazzato dei sensori per il monitoraggio strutturale della chiesa, uniti ad un sistema antintrusione ed antincendio. Si tratta di piccoli accelerometri che registrano le minime vibrazioni, sono collocati in scatolette grigie, visibili sulla torre campanaria, l’abside, le pareti, il pavimento. Saranno lasciati in minima parte anche dopo la conclusione dell’intervento di restauro. Servono per comprendere il momento più propizio per intervenire, misurano con un tracciato ben visibile da computer quello che è stato definito il “battito cardiaco” della collegiata, per cui è già stato consegnato il progetto preliminare. Adesso si è in una fase conoscitiva dei materiali di cui è fatta la chiesa, la cui prima edificazione risale a quasi novecento anni fa.

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I progettisti ArchLiving dentro la collegiata

E’ stato presentato alla Soprintendenza ai beni architettonici il progetto delle indagini, non invasive, che dovranno essere effettuate sulla pavimentazione, geofisica e geognostica sul terreno in cui è stata edificata, che era anticamente il corso del torrente Ussita, che lambiva persino il palazzo dei Priori, il cui corso è stato poi deviato dietro la chiesa di San Francesco. Altre indagini riguarderanno la consistenza della muratura ed i materiali di cui è costituita. Ne uscirà fuori un modello di calcolo, che servirà per stabilire come rinforzare la chiesa, per aumentare il suo livello di sicurezza, tramite miglioramento sismico, in vista degli inevitabili terremoti che ci saranno in futuro.

WhatsApp-Image-2022-05-29-at-19.04.19-325x244Per il palazzo dei Priori, ex sede del Comune, è stata Per il palazzo dei Priori, ex sede del Comune, è stata l’architetto Ilaria Manetta a presentare le conclusioni del suo progetto di tesi, scritto in collaborazione con il collega Gaetano Pacinella, attraverso il quale ha conseguito due anni fa la laurea in architettura all’università di Ferrara. Per l’edificio in realtà è stata di recente conclusa la progettazione esecutiva del completamento della messa in sicurezza, a cui seguirà la progettazione degli interventi definitivi. Accanto al palazzo, che risale al 1250 circa, anticamente scorreva il torrente Ussita. E’ stato restaurato nel 1482 a seguito di un incendio da Bartolomeo Da Camerino, alle cui intuizioni si sono ispirati i due architetti, che però hanno effettuato i rilievi con un drone e un laser scanner, ottenendo un modello tridimensionale dell’edificio, con cui hanno studiato minuziosamente il danneggiamento, il quadro della fessurazione e del collassamento della muratura, il suo ribaltamento sul fronte ovest.

WhatsApp-Image-2022-05-29-at-19.04.491-325x244Un danno rilevante è stato il crollo della copertura in cemento inserita negli anni Ottanta, che è implosa su se stessa, causando il crollo della parte superiore dell’antica muratura. La tesi si conclude con un ambizioso progetto di restauro architettonico, che propone una copertura a capriata lignea per la sala del consiglio e la parte superiore intonacata a calce, il resto della muratura a vista. Per il resto è stata la piazza secolare nella sua bellezza, tra sole, nuvole e sprazzi di pioggia a regalare un’atmosfera unica. Oltre trecento le persone che si sono succedute per far visita ai due cantieri, tra mattina e pomeriggio, oltre il novanta per cento da fuori Visso. Hanno trovato ad accoglierli la passione e l’emozione dei giovani del torneo delle Guaite, in costume medievale tornato a rivivere dopo il sisma.

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Caterina Molinaro

Racconta la presidente dell’associazione Torneo delle Guaite Caterina Molinaro: «Il nostro è un nuovo direttivo che si è costituito qualche mese fa, abbiamo trovato una situazione in cui l’associazione stava morendo, avevano chiuso anche il conto corrente, avevano perso i libri contabili, i vestiti non si sa in che condizioni fossero. Abbiamo deciso sette mesi fa di ributtarci in questa avventura l’occasione dei cantieri aperti, per tornare con i vestiti del torneo delle Guaite in piazza, non potevamo perdercela. Siamo tornati e siamo felici, ci siamo emozionati davvero tanto, perchè questa piazza è per noi il luogo dei ricordi dell’infanzia, litigi, chiacchiere, pettegolezzi e passeggiate. Abbiamo voluto rifare questa rievocazione al Santuario di Macereto, 22 e 23 luglio a Visso, 24 luglio a Macereto con gara di tiro con l’arco».

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Il sindaco Gian Luigi Spiganti Maurizi

Soddisfatto per la riuscita dell’iniziativa il sindaco Gian Luigi Spiganti Maurizi: «Una giornata importante che mette a nudo lo studio fatto sui monumenti, sia la collegiata che il palazzo dei Priori, che restituisce visibilità alla nostra perla dei Sibillini, perché nonostante il tempo c’è stata una marea di gente. Abbiamo una storia millenaria, tantissime cose ancora da mostrare e far vedere, Visso è ricchissima di cultura, torneremo a mostrare le nostre opere d’arte nell’area museale predisposta nella nuova area commerciale».

WhatsApp-Image-2022-05-29-at-19.04.29-325x244Così illustra gli interventi previsti l’ingegnere Pierluigi Pascale, in rappresentanza del team di progettazione ArchLiving che comprende architetti, ingegneri e restauratori, che dalla Diocesi di Camerino-San Severino Marche ha avuto l’incarico di progettare il recupero del santuario di Macereto e degli edifici annessi, del complesso di Sant’Agostino e della collegiata Santa Maria a Visso: «Si procede su due binari differenti come intervento e canali di finanziamento. Il complesso di Sant’Agostino segue la ricostruzione privata, le ordinanze 19 e 100, mentre la collegiata di Santa Maria segue l’ordinanza 105, dunque la ricostruzione pubblica. Per Sant’Agostino è già stato presentato ad agosto 2021 il progetto esecutivo di restauro e miglioramento sismico di tutto il complesso, per cui siamo in dirittura di arrivo per l’approvazione da parte dell’ufficio della ricostruzione. Si attende il parere della soprintendenza, che si è espressa per gli edifici annessi a Macereto, entro l’autunno potrebbe essere approvata la pratica. Per il complesso di Sant’Agostino si interviene con l’ottica del recupero dei diversi corpi che costituiscono l’aggregato, attraverso l’intervento di cuci cuci, rifacimento di alcune coperture crollate, ritrovando quello che era l’aspetto e le caratteristiche originarie degli edifici. Dovendo rispettare le prescrizioni della Soprintendenza, non si attuano interventi invasivi, ma si rispetta la struttura pre-sisma dell’edificio».

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Ingegnere-Pascale-di-ArchLiving

L’ingegner Pierluigi Pascale

Spiega l’ingegnere Pascale rispetto alla collegiata Santa Maria: «Possiamo definire quello della collegiata come il cantiere della conoscenza, stiamo attuando tutte le fasi propedeutiche alla progettazione per conoscere i materiali, le loro caratteristiche meccaniche, la geometria. Si tratta di un organismo fatto da cinque corpi, ci stiamo avvalendo delle informazioni derivanti dall’attività di monitoraggio attuata dalla soprintendenza».

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Ilaria Manetta ha presentato la sua tesi di laurea

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