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Distributori di metano in ginocchio:
«Non ci sono entrate, meglio chiudere»
Si salva chi ha contratti a prezzi fissi

CRISI - Adriano Staffolani della stazione di servizio in contrada Vallonica, a Treia: «Stiamo andando malissimo, non si lavora. Riforniamo a 2.999 euro e le vendite si sono quasi azzerate». Simone Marzola, gestore di Metanauto a Macerata: «Situazione drammatica». Adriano Massaccesi (Metano Pieve): «Non ci sono entrate e non so come pagare i dipendenti. Facevamo 12mila metri cubi di metano al giorno, ora ne facciamo 14mila in dieci giorni». A Civitanova Maurizio Giustozzi ha chiuso da una settimana: «Costretti a fare questa scelta, altrimenti lo avremmo venduto a 4.999 euro». A Sarnano, Tolentino e Mogliano ci sono alcuni dei pochi distributori ancora aperti e con prezzo abbordabile diventati meta di tanti automobilisti

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La fila di auto alla Bonfigli Metano di Tolentino

di Giulia Sancricca

C’è chi fa fatica a gestire la colonna di auto in fila per fare rifornimento e chi, invece, è costretto a sospendere momentaneamente il servizio. L’unico comune denominatore che mette in ginocchio le stazioni di servizio è il prezzo del metano in continua crescita. Una situazione che mette a dura prova l’intero settore e che presto potrà portare a conseguenze ben più gravi.

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Il prezzo del metano più basso della provincia a Sarnano e Mogliano

Basta sentire i proprietari e i gestori dei distributori di metano, dall’entroterra alla costa, per capire che il momento è preoccupante ovunque.

A Sarnano, Tolentino e Mogliano ci sono alcuni dei pochi distributori ancora aperti e con un prezzo abbordabile. Lucrezio Perroni, insieme alla sua famiglia, è titolare delle stazioni di Sarnano e Mogliano che in questi giorni sono letteralmente prese d’assalto.

«Al momento siamo a 1.55 euro al chilo – dice – ma non so fino a quando riusciremo a tenerlo a questo prezzo, perché aumentano giorno per giorno. Noi abbiamo queste due realtà a conduzione familiare da 50 anni e riusciamo a contenere i prezzi perché cerchiamo di accordarci con i fornitori e non mettere tanto ricarico. È un servizio che vogliamo dare, soprattutto per agevolare i clienti: Sarnano è un po’ lontano dagli altri centri e i cittadini lavorano quasi tutti fuori paese, se aumento i prezzi non possono più andare nemmeno al lavoro».

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La fila di auto alla Bonfigli

Grande affluenza anche a Tolentino, in contrada Ributino: stamattina Gianni Bonfigli, il titolare dell’omonima stazione, era fuori dal cancello per dividere le auto in fila che attendevano di entrare e fare rifornimento. «La situazione è imbarazzante – ammette il fratello Luca -. Noi riusciamo per il momento a vendere il metano a 1.799 euro, ma è un prezzo temporaneo perché abbiamo i prelievi del gas giornalieri e mensili sotto i quali mantenerci. Una volta che avremo raggiunto la soglia prevista dal contratto andremo a pagare il prezzo del mercato attuale che è improponibile, quindi dovremo stare chiusi fino alla fine del mese. Finora siamo stati agevolati dal contratto al prezzo fisso, ma prima o poi anche noi supereremo la soglia e non potremo più lavorare se le cifre continueranno ad essere proibitive».

A Tolentino arrivano, così, automobilisti di molte zone della provincia che non possono più rifornirsi nella propria città perché il distributore di fiducia è chiuso o ha un prezzo più alto.

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Il distributore lungo la superstrada

Tra i primi a sospendere l’attività, addirittura nel mese di dicembre, era stato Adriano Staffolani, gestore della stazione di servizio in contrada Vallonica, a Treia.

«Stiamo andando malissimo – ammette – perché purtroppo non si lavora. Riforniamo a 2.999 euro e le vendite sono calate nettamente, si sono quasi azzerate. A dicembre, d’accordo con la Ama srl titolare dell’impianto, avevo sospeso due settimane, ma ora i prezzi sono addirittura più alti e anche questa settimana siamo stati chiusi quattro giorni. Per fortuna non abbiamo dipendenti: siamo solo io e mia moglie e stiamo cercando di tirare avanti. Comprendo che la questione sia generale, perché anche i carburanti stanno aumentando a dismisura. Ci siamo resi conto che, quando il prezzo di acquisto del metano è troppo alto, conviene stare fermi. Già non vendiamo con le tariffe attuali, figuriamoci quando sono più alte. I clienti per il momento si spostano dove hanno il prezzo più conveniente: inizialmente decidevano di andare a benzina, ma ora è aumentata anche quella».

Lungo la superstrada Valdichienti, infatti, all’altezza del castello della Rancia di Tolentino, il distributore Ip lavora solo con benzina e gasolio, mentre per il metano la Goldengas, società distributrice, ha deciso di sospendere il servizio che avrebbe visto il prezzo sfiorare i cinque euro.

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Simone Marzola

Aveva chiuso ed ha riaperto ieri, invece, Simone Marzola, gestore di Metanauto in via Domenico Concordia, a Piediripa di Macerata. «Sono stato chiuso una settimana – racconta – e ho ripreso l’attività ieri con un prezzo di 2.999 euro. È sempre alto, ma meno degli altri giorni in cui sarebbe stato proibitivo. È chiaro – ammette – che non c’è più lo stesso numero di clienti di prima: ieri abbiamo servito circa 50 auto». Marzola evidenzia come alla quotazione nazionale del metano si debba aggiungere anche il prezzo dell’energia. «Facendo una media tra i due prezzi – dice – il costo finale al cliente sta a 4.99 euro. La situazione è drammatica e non solo per noi che stiamo chiusi. Chi al momento riesce ad essere più competitivo, perché ha contratti vecchi con i prezzi fissi, si troverà comunque in difficoltà quando arriverà la bolletta dell’energia elettrica. A quel punto dovranno adeguarsi agli standard più alti. Si tratta di un problema che prima o poi tutti dovranno affrontare».

È sfinito Adriano Massaccesi, gestore di Metano Pieve a Macerata. «Attendo la chiamata dell’azienda distributrice – spiega – e spero che mi dica di chiudere. Così non è possibile, non ci sono entrate e non so come pagare i dipendenti. Noi facevamo 12mila metri cubi di metano al giorno, ora ne facciamo 14mila in dieci giorni. Nel fine settimana siamo stati chiusi per manutenzione, ma anche perché avremmo dovuto tenere prezzi assurdi. Ora da noi il metano è a 2.299 euro, ma facciamo comunque fatica».

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Il distributore in zona Pieve a Macerata

Situazione difficile anche verso la costa: è chiuso da una settimana Maurizio Giustozzi, che gestisce la stazione di servizio in via Cavallino a Civitanova. «Finché il prezzo non arriverà ad essere abbordabile resteremo chiusi – dice -. Siamo stati costretti a fare questa scelta, altrimenti lo avremmo venduto a 4.999 euro ma non credo che avremmo avuto clienti. Valutiamo giorno per per giorno, sperando che i prezzi scendano. Il nostro servizio è quasi a orario continuato e significherebbe pagare i dipendenti senza avere entrate. La nostra è una impresa familiare che conta un solo dipendente, ma ci sono comunque spese fisse che dobbiamo sostenere. Quando il prezzo al pubblico tornerà intorno ai 2.50 euro allora potremmo riaprire, ma ora no. È una situazione davvero difficile e la perdita è per tutti: non siamo solo noi gestori a pagarne le spese, ma anche gli utenti che devono fare più chilometri per rifornirsi comunque a prezzi alti».

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