«Ho sette figli, ma il sostegno manca:
quest’anno i bus ci costano il doppio»
CORRIDONIA - Eleonora Fabiani lamenta che per 184 euro in più di reddito non ci sarà lo sconto del 50% per i mezzi pubblici dell'Apm di Macerata per andare a scuola. «Si parla di denatalità, ma poi quando hai una famiglia numerosa come la mia al momento di accedere ai servizi o agli aiuti ti scontri con muri burocratici»
di Giulia Sancricca
«Si parla tanto di denatalità, ma quando una famiglia numerosa c’è davvero, il sostegno concreto manca». Così Eleonora Fabiani, mamma di sette figli che vive a Corridonia, simbolo vivente di quella crescita demografica di cui tanto si discute ma che, nei fatti, sembra rimanere una priorità solo sulla carta.
«Lo vedo ogni giorno nella vita reale – racconta Fabiani – ho sette figli e già questo dovrebbe essere un esempio di quanto crediamo nella famiglia. Ma quando arriva il momento di accedere ai servizi o agli aiuti, ci scontriamo con muri burocratici e rimpalli di responsabilità. Questo dovrebbe far riflettere».
Il caso più eclatante riguarda il trasporto pubblico locale. Tre dei suoi figli usufruiscono degli autobus Apm di Macerata e per fare l’abbonamento annuale, fino all’anno scorso, in base al reddito Isee, la famiglia aveva diritto al 50% di sconto. Quest’anno, però, per soli 184 euro in più di reddito, hanno perso la riduzione. Risultato? Niente agevolazioni e un costo pieno di 675 euro l’anno solo per gli abbonamenti, che rispetto a 337,50 euro fanno una bella differenza. «Avere una spesa raddoppiata incide molto sul bilancio di una famiglia numerosa» sottolinea. Diversi sono gli aspetti che la mamma tiene a evidenziare: «La stortura sta nel fatto che una famiglia che sottoscrive un solo abbonamento, ma che ha un reddito di pochi euro inferiore al nostro, ha comunque la riduzione del 50% sul contratto. Noi che superiamo la soglia per 184 euro e sottoscriviamo tre abbonamenti dobbiamo pagare per intero. Anche i privati, soprattutto nell’iscrizione di più figli ai corsi sportivi, prevedono delle agevolazioni. Non capisco come mai il pubblico non lo faccia o almeno non preveda delle riduzioni a scaglioni, così da non passare dal 50% a nulla».
A proposito di pubblico, Fabiani ha provato a esporre il problema agli enti preposti, ma non è riuscita a trovare una soluzione: «Probabilmente la mia è una battaglia contro i mulini a vento – dice – ma credo che sia importante parlarne, soprattutto per far capire che il vero sostegno alla famiglia sarebbe questo. Ho sottoposto il problema in Regione ma mi dicono che non si può fare niente, indirizzandomi verso il Comune e l’azienda di trasporti. Ma anche in questi due casi c’è stato un rimpallo di responsabilità verso la Regione. È un peccato che non ci sia la volontà di rimodulare le riduzioni nemmeno per gli anni prossimi».
Infine la questione green: «Si dice anche di voler incentivare i cittadini a utilizzare il trasporto pubblico locale, ma se per accompagnare tre figli a scuola devo sostenere una spesa del genere, destinata ad aumentare nei prossimi anni perché anche gli altri cresceranno, allora è più conveniente accompagnarli in auto».
Finora, da parte delle Autorità tutto tace.
Vedremo se ci saranno iniziative, oppure no.
Politiche a favore delle famiglie numerose andate su chi l’ha visto forse qualcosa trovano………..
A leggere i commenti so tutti figli unici o possidenti..che la sera a letto prima di consumare..facevano du conti…Allora Pè..tanto per magnà.tanto per l’assicuraziò de la macchina–tanto per le bollette..li sordi pe nandru fiju non ce stàà..che dici la rmannimo alla prossima..??….E gnende…questo siamo..
Capisco il risentimento, ma è come quando uno va a fare la denuncia dei redditi e per quei 184€ sfora lo scaglione IRPEF e gli arriva la stangata…purtroppo queste sono le regole e non guardano in faccia nessuno.
se cce lu mitti ce lu rtroi.
La signora ha fatto notare che non può più usufruire della riduzione del biglietto perché il reddito supera di poco la soglia.
Non chiede nulla. Ma è evidente a chiunque che sia necessario aggiornare i parametri per chi ha più figli. Tutto qua.
Quando le culle sono vuote la Nazione invecchia e decade.
Mentre ci sono altri che con il ventre delle loro donne aumenteranno di numero e prenderanno il potere… Riportando tutta questa banda di femminucce che si gestiscono l’utero a loro piacimento e fuori delle regole della Natura a contare il 50 per cento…
Per cui, quando una di queste femmine progressiste anti-patriarcato vorrà fare un contratto con un maschietto, dovrà farsi accompagnare da un’altra femmina progressista: poiché “Due” 50 per cento fanno “Un” maschio…
Legge fascista? No, Legge che Dio NON ha ispirato, ma che ha DETTATO… E che viene fatta rispettare, con le buone, o con le cattive…
Quindi, cari politici, e cittadini progressisti o meno, la via da prendere è quella di figliare per riempire i vuoti di una società che diventando decrepita – “sazie e disperata”, come definiva la gioventù decenni fa il Cardinale Siri – perché si è perduto il gusto di “creare la vita” come forma vera di felicità… Almeno per continuare il mantenimento dei nostri secolari valori culturali e artistici, senza bisogno di accodarsi ad altre civiltà provenienti dal Medio Oriente. Che sono ancora contenute dall’ultimo nostro baluardo di Sam Giovanni d’Acri. Ossia da Israele…