Consigli di quartiere e centro commerciale
animano l’assise comunale

MACERATA - Il neo consigliere dei 5stelle Roberto Spedaletti, appena eletto vicepresidente della terza commissione, dice la sua sulla maxioperazione di Piediripa. Dal Pd un emendamento alla delibera: «I consiglieri di quartiere vengano eletti direttamente dai residenti, senza seguire direttive partitiche»

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Roberto Spedaletti in Consiglio comunale con il capogruppo Roberto Cherubini

 

di Luca Patrassi 

E’ in aula da poche settimane, ma Roberto Spedaletti, consigliere comunale subentrato ad Andrea Boccia ed eletto con i Cinque Stelle, ha ben chiaro cosa lo attende, in particolare i prossimi impegni. Intanto si parte dal primo ruolo che andrà a svolgere: «sono stato eletto vicepresidente della terza commissione, quella che si occupa di Territorio e Ambiente».

Un argomento che vi vedrà protagonisti a breve scadenza? «Sicuramente l’argomento che è caldo di cronaca, quello legato alla proposta realizzazione del centro commerciale Simonetti: credo sia l’impegno più grande, non solo per me ma per l’intero Consiglio comunale».

La vostra posizione sulla questione? «Quella di sempre, posizione contraria alla realizzazione di ulteriori centri commerciali ed al consumo di ulteriore territorio. Peraltro vogliamo tutelare il commercio, compresi gli operatori del centro storico che hanno consegnato le chiavi della città al sindaco, forse è il caso ora di cambiare la serratura. Bisogna agire anche a tutela degli abitanti di Piediripa che avranno ben poco di cui essere felici».

Arriverà in Consiglio un progetto che è però già stato autorizzato da un’amministrazione di centrosinistra. «Non è ancora ben chiaro di cosa dovremo parlare: se l’oggetto della discussione è il progetto di un’opera non ricade nelle competenze del Consiglio, lo è invece se si tratta di una variante. Se il progetto è conforme a quello che il piano urbanistico già prevede, può farlo da subito, i giochi sono fatti».

Resta il problema del consumo del territorio: «Il nostro capogruppo Roberto Cherubini lo afferma da molto tempo , basta pensare a Valleverde, alla Minitematica, al Piano casa fatto dalle passate amministrazioni. Secondo loro a Macerata dovevano arrivare altri 80mila abitanti da chissà quale pianeta, poi hanno adottato il Suam con le procedure in deroga al piano regolatore e ci siamo trovati attività commerciali in piena campagna».

La prima mossa che farete? «Domani la consegna nelle mani del sindaco delle 2500 firme raccolte contro il centro commerciale».

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Il gruppo consiliare del Pd di Macerata, a sinistra Maurizio Del Gobbo e Alessandro Marcolini

Tra i punti da discutere nella seduta del Consiglio comunale convocato per domani, c’è anche il ritorno dei consigli di quartiere, sui quali  intervengono i consiglieri del Pd. Il dem Alessandro Marcolini ha presentato un emendamento alla delibera che si andrà a discutere, la proposta è la seguente: «I quindici consiglieri di quartiere, presenti in relative liste separate, debbono essere eletti direttamente dai residenti del quartiere in quanto portatori delle istanze e delle necessità dei residenti stessi. La convocazione per l’insediamento dovrà avvenire entro 30 giorni dalla loro elezione. I consiglieri eletti eleggeranno al loro interno il coordinatore e il vice coordinatore)». Così Marcolini motiva l’emendamento presentato: «la maggioranza intende nominare i consiglieri di quartiere, io chiedo, proprio per fini democratici che i consiglieri di quartiere vengano eletti direttamente dai residenti del quartiere, senza seguire direttive politiche o partitiche. Ciò perché il consiglio di quartiere deve proporre i propri bisogni al consiglio comunale liberamente, proprio al fine di migliorare il servizio, non deve essere il consiglio comunale a dettare le linee e i bisogni dei comitati di quartiere». La questione è al centro anche di una riflessione di un altro consigliere Dem Maurizio Del Gobbo: «Con la delibera – rileva l’esponente consiliare dei Dem – sui consigli di quartiere (cdq), dietro la facciata apparentemente nobile, si cerca invece di portare gli equilibri e i limiti del consiglio comunale nei quartieri, ridurre le questioni e i problemi della quotidianità a logiche di maggioranza/minoranza, questo e’ l’aspetto più inquietante. Due liste proposte rispettivamente da maggioranza e minoranza per trasformare i cdq in piccoli consigli comunali dove la politica oscurerà e complicherà le questioni di quartiere che invece andrebbero affrontate con la massima trasversalità e condivisione possibili, come avveniva in passato con i consigli di circoscrizione formati da persone che assolutamente non rispondevano a logiche di partito ma si impegnavano esclusivamente a migliorare il loro quartiere».

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