«Occuparsi di Greta in Consiglio comunale?
A Macerata le emergenze sono altre»

L'INTERVENTO di Carlo Cambi che risponde alla mozione del consigliere Alberto Cicarè: «Il vero inquinamento è il luogocomunismo verde. Polemica inutile sulla risposta sarcastica dell’assessore Laviano alla mozione di Strada Comune sui cambiamenti climatici. La città ha onestamente altro a cui pensare essendo il terzo capoluogo di provincia meno inquinato d’Italia»
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Carlo Cambi

 

di Carlo Cambi

C’è un’efficacissima frase di Elias Canetti, premio Nobel per la letteratura, che mi pare dovrebbe essere affrescata nella sala delle adunanze del Consiglio comunale di Macerata come, credo, in tutte le aule dove si esercita la politica: “La retorica altrui e l’avversione che suscita ci servono a trovare la strada per uscire dalla nostra”. Chiedo ospitalità a Cronache Maceratesi, che ringrazio, perché mi pare che negli ultimi giorni il dibattito cittadino si sia infiammato su di una questione epocale che invera il pensiero di Canetti, la distopica mozione del consigliere Alberto Cicaré del gruppo Strada Comune – Potere al Popolo. Cicaré ha inteso richiamare, con due pagine fitte di considerazioni, ma prive di dati scientifici, l’assemblea cittadina sull’emergenza climatica. Ora Macerata di emergenze ne ha molte, ma forse quella ambientale non è la prima visto che è considerata la terza città meno inquinata d’Italia per quel che riguarda il traffico, che ha perduto ormai quasi del tutto il suo tessuto industriale e che dopo l’incendio alla Orim (a proposito si è fatta chiarezza su chi e come concesse le licenze?) sui temi ambientali è calato il silenzio. Sarebbe stato opportuno che al di là del luogocomunismo delle sue dichiarazioni d’intenti Cicarè ci avesse fatto sapere che ne pensa della mini-tematica e del piano casa voluti dal Pd e sostenuti dall’ex sindaco Romano Carancini senza che vi fossero preoccupazioni eccessive per l’efficienza energetica degli edifici, sarebbe interessante che Cicarè ci parlasse del Cosmari come degli autobus dell’Apm, che ci dicesse che pensa dei riscaldamenti degli edifici pubblici, che ci facesse sapere se il nuovo polo scolastico Dante-Mestica è autosufficiente dal punto di vista energetico, se la progettazione pubblica segue criteri di eco-compatibilità.

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Alberto Cicarè

Ma no il consigliere si occupa delle intemerate della giovane Greta Thumberg forse ignorando che dietro queste si celano dei business consistenti. Per dirne una: sa Cicaré che la fondazione Clinton e quella Rockfeler sono impegnate molto nelle energie alterative sfruttando le terre africane che vengono sottratte ai contadini? Sa quant’è l’ammontare della speculazione finanziaria sui certificati verdi? E’ a conoscenza che il green-washing cioè che l’affermazione di essere verdi per le multinazionali vale 7,8 miliardi di euro all’anno senza che vi sia un vero impegno ambientale? Ne è seguita una risposta sarcastica dell’assessore Laura Laviano che ha seguito le indicazioni di Cicaré ponendo in atto un provvedimento anti-inquinamento: ha fermato la retorica. A dimostrazione di ciò è intervenuto il consigliere regionale pentastellato Mauro Coltorti con affermazioni che hanno poca confidenza con la realtà. Sostiene Coltorti che il sindaco leghista di Terni vuole imporre le “gonne lunghe e abiti senza scollature a tutte le fanciulle” evidentemente ignorando che quell’ordinanza già presa a Rimini da un sindaco Pd e riconfermata dall’attuale sindaco Pd, già assunta dal sindaco di Firenze Dario Nardella anch’egli Pd, è un copia incolla dalle raccomandazioni vigenti in tutte le Questure d’Italia per limitare l’eccesso di esposizione da parte delle sex workers. Sostiene ancora Coltorti: “Credo che una campagna sui media locali per ridurre i consumi di carne, notoriamente responsabili della distruzione delle foreste del pianeta e della perdita di biodiversità, sarebbe stato un primo passo. O una campagna per la riduzione del consumo di pesce che sta portando alla desertificazione dei nostri mari. Tra l’altro la riduzione di consumo di carne e pesce nelle diete degli italiani avrebbe anche ripercussioni enormi sulla salute dei cittadini”. Al consigliere Coltorti pare invece che il consumo di energia che alimenta internet e la comunicazione “sia un processo difficile da frenare”.

Klaviano

Lauro Laviano

Ora di fronte a simili affermazioni se scatta un po’ di ironia del tipo che c’è stasera per cena? Un’e-mail è inevitabile. Attorno alla risposta sarcastica di Laura Laviano alle perorazioni di Strada Comune Potere al Popolo si è levato Alessandro Savi di Articolo 1 che definisce quella di Cicaré una mozione di alto profilo. Così alta che è sganciata dalla realtà ed è solo un esercizio retorico. Veniamo ai fatti. Ci sono nel mondo 1200 scienziati tra cui una ventina di premi Nobel che contestano l’affermazione secondo cui i cambiamenti climatici sono conseguenza dei comportamenti umani. Franco Prodi, climatologo e fisico dell’atmosfera fratello del più noto ex premier ulivista, al proposito sostiene: “Non possiamo prendere decisioni basate sul catastrofismo, sarebbero sbagliate. C’è effettivamente un problema, ma affrontarlo nei termini prospettati dall’Onu non equivale alla difesa del pianeta”. Antonio Zichichi fisico di caratura mondiale sostiene che “Il motore meteorologico è influenzato solo per il 5% dalle attività umane, il resto lo fa il sole”. Tanto per aggiungere qualche consapevolezza in più Rutherford Plimer geologo australiano, professore emerito di Scienza della Terra all’Università di Melbourne a nome di un foltissimo gruppo di scienziati del mondo ha rivelato che la vulgata secondo cui il 97 per cento degli scienziati sarebbe d’accordo sulle cause umane del riscaldamento climatico non è scientificamente dimostrata. Rutherford ha rivelato che la cifra è frutto di un sondaggio fatto attraverso un questionario spedito a 10.527 persone che “hanno un interesse personale a sostenere che il riscaldamento climatico è causato dall’uomo” e che sono autrici di un qualche studio. Le risposte pervenute sono state 3.146 che sono state poi assunte da 77 autoproclamatesi scienziati del clima di cui 2 si sono rifiutati di sottoscrivere i dati. Dunque il 97% degli scienziati che sostiene che il fattore umano è causa del climate change sono in realtà 75 che rappresentano il 2,38 degli scienziati consultati. Si potrebbe andare avanti all’infinito, ma una cosa pare evidente: ciò che Cicaré assume per assolutamente vero nella sua mozione vero non è e cioè che sia pacifico che i cambiamenti climatici sono causati dall’uomo.

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Mauro Coltorti

Seconda affermazione di Cicarè che Laura Laviano ha contestato con l’arma dell’ironia è che il movimento Fridays For Future sia il simbolo di una nuova coscienza. Semmai è il simbolo di una vecchia arroganza. A dimostrarlo basterebbe la recentissima dichiarazione della signorina svedese che rivolta ai capi di governo riuniti al Cop 26 grida: “I veri leader non solo là dentro, i veri leader siamo noi”. Al netto che là dentro c’erano i capi di governi democraticamente eletti (la Cina non si è fatta vedere), l’affermazione appare un tantino esagerata. Ma rende il clima e fa il paio con quanto affermato da Erich Heymann il capo economista della Deutsche Bank che in uno studio noto da due anni afferma sul Green Deal europeo voluto da Ursula Von der Leyen: “Per attuarlo è necessario che si istauri una eco-dittatura solo così si potrà far accettare alle popolazioni la notevole perdita di benessere e di posti di lavoro conseguente alla politica verde”. Merita apprezzamento anche la presa di posizione di Coltorti che afferma una circostanza falsa e anche pericolosa. Togliere la carne, ma soprattutto il pesce dalla dieta dei ragazzi è gravemente dannoso alla salute e non c’è, almeno in Italia, una diretta relazione tra allevamento di bestiame e inquinamento atmosferico tantomeno con la distruzione di biodiversità che semmai l’allevamento brado produce esattamente il contrario, tanto meno avendo riguardo alla forestazione visto che nel nostro paese in dieci anni le foreste sono aumentate di 587 mila ettari e coprono oggi il 36,7% della superfice del nostro paese. Coltorti ignora o finge di ignorare che Bill Gates – il mega-miliardario di Microsoft – si è buttato con la scusa del clima nel business della carne sintetica e prevede di realizzare in pochi anni dandoci da mangiare i filetti prodotti con le staminali 25 miliardi di fatturato; questo piatto di carne finta è così ricco che pure l’attore Leonardo Di Caprio, peraltro finanziato dall’Europa, si è messo a produrre bistecche aliene.

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Alessandro Savi

Ma veniamo al merito della mozione presentata dal consigliere di Strada Comune Potere al Popolo. Egli avrebbe indotto il Consiglio comunale ad affermare dati falsi o perlomeno non universalmente accettati, ma in più questa mozione avrebbe impegnato la città a elaborare un piano strategico ecocompatibile, fare pubblicità alla lotta al cambiamento climatico, mutare modello di sviluppo per “ridurre l’impronta ecologica”. Ciò avrebbe posto dei vincoli su tutta l’attività del Comune. Bene dunque ha fatto l’assessore Laviano a dire che bisogna abbassare la temperatura dei riscaldamenti, bisogna mandare la gente a piedi, bisogna spegnere le luci perché questo è quello che chiede Cicaré anche se non lo esplicita. E sarebbe interessante sapere da quel consigliere cos’è un piano strategico. Un piano quinquennale di sovietica memoria capace di programmare le attività economiche? E l’informazione verde come si fa senza impattare sull’ambiente? Con il passa-parola? Viene il sospetto che non avendo il coraggio di denunciare che la Cina annuncia un incremento di produzione di un milione di tonnellate di carbone, non avendo il coraggio di ammettere che l’unica energia sempre disponibile a zero emissioni è il nucleare né di ammettere che sull’allarme verde sono più quelli che ci campano di quelli che operano per risolverlo si faccia l’ennesimo esercizio di retorica. Credo che l’assessore Laviano abbia offerto un ottimo servizio alla città disinquinandola dal benaltrismo, dal perbenismo dal luogocomunismo. La prossima volta il consigliere Cicarè farebbe bene a spiegare quali sono le attività che in concreto il Comune dovrebbe mettere in atto indicando le soluzioni. Solo allora si potrà dire che si passa dall’emozione alla mozione.

 

 

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