Vaccinazioni a domicilio:
«A 92 anni aspetto da oltre un mese,
mia nipote in America ha avuto 2 dosi»

MACERATA - Donatella Donati ha fatto richiesta ma non ha avuto ancora alcuna comunicazione. Stessa situazione per Andrea Petrozzi che ha fatto la prenotazione per lo zio di 85 anni: «Neanche l'operatore del numero verde e il medico di base sanno dirmi niente»
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Una operatrice prepara una dose di vaccino

 

«Attendiamo da quasi un mese il vaccino domiciliare, almeno ci facciano sapere qualcosa». A dirlo sono due over 8o di Macerata, entrambi nell’impossibilità di raggiungere i punti vaccinali. L’assessore Filippo Saltamartini ha chiarito questa mattina che saranno i medici di base ad operare con la somministrazione a questi pazienti a partire da lunedì ma, ad oggi, non c’è per chi ha fatto richiesta nessun tipo di comunicazione.
Donatella Donati, 92 anni di Macerata, si è prenotata da tempo: «La risposta è stata che saremmo stati ricontattati ma così non è stato e il mio medico di base non sa nulla. Mia nipote che vive in New Mexico e ha 30 anni, è già stata vaccinata. Lì hanno una lista d’attesa per non sprecare le dosi che avanzano giornalmente e mia nipote e il marito sono stati chiamati. Quindi hanno fatto prima di me che ho 92 anni e sono fortemente a rischio».
Stesso problema viene segnalato da Andrea Petrozzi per lo zio di 85 anni: «A seguito di una caduta avvenuta a dicembre, è tuttora bloccato in casa su una carrozzella perchè non riesce a deambulare. Ho attivato quindi per lui la procedura di vaccinazione domiciliare online il 20 febbraio. Alla fine della procedura, è stato richiesto, a conferma, l’inserimento di un codice, arrivato sul mio cellulare, per validare i dati inseriti e la videata successiva ha evidenziato una semplice frase che saremmo stati contattati. A tutt’oggi tale contatto non c’è stato e, a riprova di ciò, ho telefonato anche al numero verdee l’operatore, con i dati da me segnalati, ha confermato la validità dei dati inseriti specificando di non essere a conoscenza sul prosieguo dell’operazione. Ho anche contattato, via mail, il medico di base ma nulla. C’è da considerare che, in tale situazione, si trovano altre centinaia di persone, con le loro patologie e i vari problemi, tra cui anche una dose di ansietà. La mia richiesta non ha alcun tono polemico perché sono consapevole, purtroppo, del grave momento che stiamo vivendo e delle connesse ricadute. Ma vorrei sapere, nell’epoca della comunicazione globale, chi è tenuto, nello specifico, a fornire dati aggiornati sull’effettuazione del vaccino a domicilio o quanto meno il tempo necessario di attesa per detta circostanza».

(a. p.)

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