Il libro sulle fonti di Macerata,
Iommi: «All’acqua è legata la vita»

MEMORIA - Il volume realizzato con Mariella Troscé e Gianfranco Pasquali sarà presentato domani martedì 10 aprile alle 17, al teatro della Società Filarmonico Drammatica
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Da una rubrica su Cm che ha suscitato tanta curiosità, alla ricerca di ricordi e memorie di Macerata, Silvano Iommi ha preso lo spunto per un volume realizzato con Mariella Troscé e Gianfranco Pasquali. La presentazione dell’opera “Fonti Fontane Lavatoi Fontanili. Le acque nel Comune di Macerata”  appena uscita per i tipi delle Edizioni Simple si svolgerà domani martedì 10 aprile alle 17, al teatro della Società Filarmonico Drammatica di Macerata in via Gramsci 30. 

 

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L’architetto Silvano Iommi

La presentazione sarà curata, oltre che dagli autori, dal presidente del Centro Studi Storici Maceratesi Alberto Meriggi e dal principe dell’Accademia dei Catenati Angiola Maria Napolioni; coordinerà gli interventi Ivano Palmucci. Nelle oltre 300 pagine del volume, i testi storico-critici di Mariella Troscé e Silvano Iommi – frutto di approfondite ricerche d’archivio e di accurate rilevazioni sul campo – sono illustrati da un ricchissimo apparato di immagini tra cui spiccano le originali tavole a colori di Gianfranco Pasquali con la ricostruzione di ambienti e manufatti storici, insieme a riproduzioni di mappe e documenti, immagini d’epoca e foto più recenti. Il libro racconta, da un’angolazione insolita ma particolarmente efficace, una storia che si snoda dagli inizi del sec. XII, quando Macerata ebbe origine in un territorio delimitato proprio da quattro fonti, per attraversare i secoli in cui la progressiva diffusione di fontane, lavatoi, abbeveratoi ha accompagnato e favorito la vita privata e pubblica dei maceratesi, arrivando infine ai tempi nostri, alla costruzione dell’acquedotto comunale, alla prima centrale di sollevamento, alle numerose fontane collocate nel tessuto urbano nel secondo dopoguerra e a quelle ancora più recenti.

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La fonte di Cervanello

Ne scaturisce un volume corposo, rigoroso sotto il profilo storico e nello stesso tempo appassionante, che rende visibile una realtà che il tempo e il progresso hanno sommerso ma che per il rilievo sociale, economico e culturale avuto nei secoli passati non deve essere abbandonata né dimenticata; un volume che invoglia alla lettura e invita anche a ripercorrerne le pagine direttamente “sul campo” passeggiando per la città e per la campagna circostante, alla riscoperta delle fontane ancora zampillanti e di quelle ormai sepolte dalla vegetazione, dal disuso e dalla nostra noncuranza.
La pubblicazione, che per ispirazione e impostazione fa seguito alle precedenti “La Chiesa e il Convento di San Francesco di Macerata” (2012) e soprattutto a “Fortificazioni Mura Porte Torri della città di Macerata” (2015), è stata realizzata con il patrocinio del Comune di Macerata e con il sostegno dell’Accademia dei Catenati, del Centro Studi Storici Maceratesi, dell’Archivio di Stato e dell’Apm.

 

5 minuti con Silvano Iommi “L’interesse per Macerata sommersa? All’acqua è legata la vita”



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