Morte di Azka, il medico legale:
«Ferita alla mandibola
non compatibile con l’investimento»

IN AULA - Al processo di Corte d'assise sentito Roberto Scendoni che svolse l'autopsia. La lesione al volto secondo il consulente della procura risalirebbe a qualche minuto prima e potrebbe essere stata causata da un corpo contundente
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Muhammad Riaz durante il processo

 

di Gianluca Ginella

La lesione alla mandibola della 19enne Azka Riaz non è compatibile con l’investimento ma sarebbe stata causata da un corpo contundente, ed era tale da poter causare uno stato di semi incoscienza. Questo ha detto oggi il medico legale Roberto Scendoni al processo per la morte della 19enne pakistana in cui è imputato il padre, Muhammad Riaz, che deve rispondere di omicidio volontario. Oggi nel corso dell’udienza che si sta svolgendo di fronte alla Corte d’assise di Macerata sono sfilati i consulenti tecnici.

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Il medico legale Roberto Scendoni

Il tossicologo Rino Froldi, il medico legale Scendoni, che aveva svolto l’autopsia, e poi il consulente tecnico Lucio Pinchera che per la procura ha ricostruito la dinamica dell’incidente, e il consulente della difesa, Luigi Simonetto, che ha svolto lo stesso tipo di accertamento.

In particolare Scendoni nella sua testimonianza ha sottolineato che la ferita alla mandibola sinistra della ragazza non è compatibile con l’investimento ma sarebbe stata causata da un corpo contundente. Ha detto che se fosse stato causato da un investimento ci sarebbero stati altri segni. Sempre secondo il consulente la ferita risale a qualche minuto prima rispetto a quando la ragazza è stata investita. Una testimonianza che va a favore della ricostruzione dell’accusa che ritiene il padre abbia picchiato la figlia e in seguito a questo la giovane sia finita distesa in mezzo alla strada dove poi è stata schiacciata e uccisa da un’auto che passava. Il consulente Pinchera oggi ha confermato che la morte è dovuta allo schiacciamento del torace per sormontamento su corpo disteso.

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L’avvocato Maurizio Nardozza

Una versione che invece viene contrastata dal consulente della difesa (l’imputato è assistito dall’avvocato Giorgio Laganà) che sostiene che l’auto fosse passata sopra alla ragazza e le avesse schiacciato la testa. I giudici hanno deciso di mettere a confronto i due consulenti e Pinchera ha chiarito che un’auto moderna, a meno che non sia alta, avrebbe causato ben altre lesioni alla testa della giovane se vi fosse passata sopra. Il processo è stato poi rinviato al 25 settembre. Azka Riaz era morta il 24 febbraio dello scorso anno mentre si trovava sulla provinciale 485 a Trodica di Morrovalle. Al processo sono parti civili la moglie di Riaz, assistita dall’avvocato Maurizio Nardozza, il tutore dei tre figli minorenni nell’uomo, assistito dall’avvocato Paolo Carnevali.

 

 

 



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