Maltrattamenti in famiglia:
i fratelli di Azka
confermano le accuse

SONO STATI SENTITI OGGI IN TRIBUNALE, il padre Muhammad Riaz è in carcere per quei reati e per l'accusa di omicidio preterintenzionale della 19enne. Oggi l'uomo era anche imputato in un processo in cui gli viene contestato l'uso di una patente falsa
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Muhammad Riaz

 

Maltrattamenti, sentiti i figli di Muhammad Riaz il 44enne accusato di omicidio preterintenzionale per la morte della figlia 19enne Azka. I figli del 44enne avrebbero confermato le accuse che vengono contestate all’uomo, da tempo tutti non vivono più con il padre. L’uomo si trova in carcere a Modena, secondo la procura di Macerata avrebbe maltrattato anche la figlia Azka, in quel caso gli inquirenti parlano anche di violenza sessuale.

Si è svolta questa mattina in tribunale a Macerata l’udienza in cui sono stati sentiti i figli del pakistano Muhammad Riaz che avrebbero subito presunti maltrattamenti da parte del padre. L’accusa, sinteticamente, parla di parole pesanti e botte ai figli. Le contestazioni, da quanto emerso dall’udienza che si è svolta in incidente probatorio (presente anche il legale di Riaz, l’avvocato Francesco Giorgio Laganà), sono state confermate dai figli del 44enne. Da mesi tutti vivono con altre famiglie a cui sono state assegnate.

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Azka Riaz

L’unica ad essere rimasta con il padre, che ora viveva a Recanati, era Azka. La ragazza era morta lo scorso 24 febbraio, investita da un’auto mentre si trovava lungo la strada provinciale 485 a Trodica di Morrovalle. Secondo la coppia che si trovava sull’auto e in base agli esiti dell’autopsia, la ragazza quando era stata investita si trovava sdraiata a terra. Il padre aveva riferito che la ragazza era scesa dall’auto perché la vettura non funzionava bene. Poi quando era ripartita aveva fatto un tratto di strada, girato l’auto ed era tornato a prendere la figlia. Mentre la ragazza stava attraversando era stata investita. Un racconto che però non è ritenuto compatibile con i riscontri dell’autopsia e con la testimonianza della coppia che si trovava a bordo dell’auto.

Riaz oggi era anche imputato al tribunale di Macerata per l’accusa di aver usato una patente inglese, che era stata falsificata. Un documento che avrebbe esibito ai carabinieri, il 6 gennaio del 2013, durante un controllo. Oggi sono stati sentiti i carabinieri e l’udienza è stata rinviata. All’uomo vengono contestati i reati di uso di un atto falso e ricettazione della patente. In quel processo è assistito dall’avvocato Vanni Vecchioli.

(Gian. Gin.)



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