Morta a 19 anni,
danni sulla vettura compatibili
con la versione dell’automobilista

MORROVALLE - L'uomo sostiene che la ragazza fosse sdraiata in mezzo alla strada. Il suo legale: «Non è riuscito ad evitarla perché in direzione contraria è arrivata un'altra vettura. Ma ci sono altri testimoni e li invito a contattare gli inquirenti». Perquisita la casa dove la giovane viveva con il padre, indagato per omicidio preterintenzionale
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Muhammad Riaz sul luogo dell’incidente (Foto Federico De Marco)

di Gianluca Ginella

I danni sulla Citroen C-Max che ha investito la 19enne Azka Riaz sono compatibili con la versione data dall’automobilista, che sostiene che la ragazza fosse distesa in mezzo alla carreggiata. Emerge dai rilievi svolti dalla polizia stradale di Civitanova sull’incidente avvenuto nella serata di ieri lungo la provinciale 485 e in cui è morta la giovane pakistana. Sulla vettura sono stati trovati danni nella parte inferiore. Una versione dei fatti che ribadisce anche il legale dell’automobilista (un 52enne croato che vive a Montecosaro), l’avvocato Marco Poloni. «Il mio assistito viaggiava in direzione monti, a velocità moderata, pioveva e si è trovato il corpo della ragazza che occupava una parte importante della carreggia, ha cercato di evitarlo ma non c’è riuscito perché dall’altra parte in quel momento veniva un’auto» dice l’avvocato Poloni.

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L’avvocato Marco Poloni

Il 52enne è indagato per omicidio colposo. Ma la dinamica di quanto accaduto non è chiara e per la morte della ragazza è indagato pure il padre, Muhammad Riaz, 44 anni, per l’ipotesi di omicidio preterintenzionale. Nella casa dove l’uomo viveva con la figlia, a Recanati, i carabinieri della Compagnia di Civitanova questa notte hanno svolto una perquisizione. Non sarebbero però stati trovati elementi utili alle indagini. Per l’uomo, assistito dall’avvocato Francesco Giorgio Laganà, pende un altro procedimento, quello di maltrattamenti in famiglia verso la ragazza, che proprio tra qualche giorno doveva essere sentito in incidente probatorio. L’uomo ieri sera si trovava con la ragazza in auto e secondo quanto ha riferito la giovane è scesa perché la vettura non partiva. Il padre aveva rimesso in moto la vettura, aveva percorso un po’ di strada e aveva fatto manovra per tornare a prendere la figlia. In quel momento però la ragazza era stata investita. Dell’incidente ci sarebbero altri testimoni. «C’era un auto che seguiva la Citroen del mio assistito. Chi era a bordo ha visto che c’era una ragazza a terra, e lo ha riferito a qualcuno sul posto. Faccio un invito a queste persone perché contattino gli inquirenti o me perché la loro testimonianza può essere importante ai fini delle indagini» dice l’avvocato Poloni. Domani mattina si svolgerà l’autopsia sul corpo della ragazza e il legale ha deciso che nominerà un proprio consulente.

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