Chiesto il rinvio a giudizio per Oseghale

OMICIDIO PAMELA - Depositata la richiesta al gip. Il procuratore Giovanni Giorgio ha anche espresso soddisfazione «per la celerità dei processi di Traini, Awelima e Lucky»
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Il procuratore Giovanni Giorgio

 

di Gianluca Ginella

Omicidio di Pamela Mastropietro, la procura ha depositato la richiesta di rinvio a giudizio per Innocent Oseghale. Il procuratore Giovanni Giorgio ha inoltre espresso la propria soddisfazione per i tempi in cui si sono conclusi, in primo grado, i processi di Luca Traini, e di Lucky Awelima e Desmond Lucky (oggi condannati per spaccio di droga a 8 anni e a 6 anni).

«Anche grazie ai giudici di questo tribunale è stato possibile definire in tempi celeri i processi a carico di Luca Traini, Lucky Awelima e Desmond Lucky» ha detto il procuratore Giovanni Giorgio dopo la sentenza del gup del tribunale di Macerata che ha condannato per una serie di episodi di spaccio i due nigeriani. Traini era invece stato condannato due settimane fa a 12 anni per strage. Anche per lui il processo si era celebrato con rito abbreviato. Il procuratore ha inoltre aggiunto: «Confido sul fatto di poter avviare quanto prima i processi residui a carico del solo Innocent Oseghale. Sia per quanto concerne i reati connessi all’uccisione di Pamela Mastropietro (l’omicidio della 18enne romana risale al 30 gennaio scorso, ndr), sia per le contestazioni mosse separatamente in materia di reati di droga».

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Innocent Oseghale
fermato dai carabinieri davanti all’abitazione di via Spalato il 31 gennaio 2018

 

La procura per quanto riguarda l’omicidio della 18enne ha depositato la richiesta di rinvio a giudizio per Oseghale. Le indagini sul delitto sono chiuse. Secondo la ricostruzione degli inquirenti il nigeriano ha ucciso la 18enne dopo averla costretta ad avere un rapporto sessuale con lui. A rinforzare la tesi dell’accusa c’è un testimone che ha riferito di aver ricevuto delle confidenze dallo stesso Oseghale su ciò che era accaduto quel 30 gennaio e sul fatto che la ragazza voleva andarsene dalla casa di via Spalato 124, dove Oseghale abitava e l’aveva portata, e che il nigeriano a quel punto l’aveva accoltellata per poi fare a pezzi il corpo. A rinforzare il racconto del testimone ci sono dei particolari che ha riferito che non poteva conoscere per averli appresi dai giornali. Il 29enne nigeriano nega però di aver mai riferito quelle cose al testimone. Oseghale è difeso dagli avvocati Simone Matraxia e Umberto Gramenzi.

 

 

 

Spaccio, condannati Awelima e Desmond

STRAGE Traini condannato a 12 anni



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