Addio a Giuseppe Testa,
l’ultimo dei vasai

APPIGNANO - Si è spento questa mattina a 79 anni l'artigiano conosciutissimo per la sua antica bottega. I funerali saranno celebrati domani, lunedì, alle 15 nella chiesa del Gesù Redentore. Il sindaco Messi: "Un amico e un uomo generoso, grande perdita per la comunità"
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Giuseppe Testa in una foto di qualche anno fa nella sua bottega

 

E’ morto questa mattina ad Appignano Giuseppe Testa, 79 anni, storico vasaio del paese, “coccià” in dialetto. La sua bottega, come un  caleidoscopio era luogo di ritrovo e agorà per gli appignanesi. Porte, pareti e persino il soffitto è ricoperto di pezzettini di ceramica colorati e dalle mille sfaccettature. Uno degli ultimi al tornio per la tradizionale eccellenza artigiana appignanese che viene celebrata durante le giornate di Leguminaria.  In una nostra intervista di qualche anno fa disse mostrando una targa “Mi fanno scrivere dal 1860 perchè mio nonno Giuseppe e mio padre Giacinto erano anche loro vasai… certo, questi li conoscevano tutti, ma chissà magari prima di loro c’erano altri miei antenati coccià ormai dimenticati”.  Giuseppe Testa lascia la moglie Giovanna e il figlio Mauro. I funerali saranno celebrati domani, lunedì,  alle 15 nella chiesa del Gesù Redentore.

Lo ricorda l’amico scultore Nazzareno Rocchetti: “Frequentavo ogni giorno quella bottega, per le ceramiche e soprattutto per la grande amicizia. Spero che Appignano lo celebri per come merita, forse il più grande vasaio delle Marche. Piango l’amico, il fratello e l’artista. Di uomini così ne nascono sempre di meno. Chi entrava nella sua bottega non usciva mai a mani vuote, anche l’extracomunitario che offriva dei calzini, e lui gli dava sempre qualcosa. Questo era Peppe Testa”.

Il sindaco di Appignano, Osvaldo Messi, ricorda con grande affetto e stima Testa. In una nota per dimostrare vicinanza alla famiglia a nome del Consiglio comunale, aggiunge di aver conosciuto “Giuseppe molto tempo prima che diventassi sindaco, nel lontano 1985 all’interno della Cna (Confederazione nazionale dell’artigianato) – racconta Messi – dove io ero consulente della sua piccola impresa artigiana. In tutti questo anni ho avuto modo di apprezzare Giuseppe sia per le sue doti umane che professionali. Un amico, un uomo generoso, onesto, lavoratore umile che non amava mettersi in mostra, un maestro, un artigiano, un artista, soprattutto orgoglioso del proprio lavoro tanto da farne una ragione di vita. Oggi Appignano e l’intero territorio maceratese ha perso tutto questo e con lui tutto il suo bagaglio di conoscenze, competenze e capacità artistiche. Quindi non possiamo che essere profondamente addolorati ma speriamo che la sua bottega così intrisa della sua forte personalità sia da stimolo e da ispirazione per altri giovani ceramisti. Vorrei infine ricordare e ringraziare Giuseppe per aver messo a disposizione degli allievi “vasai”, all’interno della locale scuola di ceramica Mav (Maestri vasai appignanesi), la sua capacità di manipolare e dare un’anima all’argilla”.

(redazione CM)

Giuseppe-Testa



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