Discarica a Montefano,
il Consiglio comunale dice “no”

RIFIUTI - Approvata la delibera contro il sito proposta dall’assessore Nicola Caporaletti. Respinto l’emendamento dell'opposizione per chiedere di condividere in assise le azioni del sindaco

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Il Consiglio comunale

Maggioranza e opposizione insieme contro la discarica a Montefano. Ieri il Consiglio comunale ha approvato con una larga maggioranza la delibera riguardo il no alla discarica, proposto dall’assessore con delega alla gestione dei rifiuti Nicola Caporaletti. 

Respinto invece l’emendamento proposto dall’opposizione, con il quale si chiedeva di vincolare ogni singola azione del sindaco alla preventiva e costante condivisione in Consiglio comunale, «in quanto avrebbe di fatto limitato la libertà dell’amministrazione di agire con la dovuta tempestività, prontezza e operatività di fronte all’evolversi delle criticità» spiegano dalla giunta.

Sindaco Angela Barbieri (1)

L’intervento del sindaco Angela Barbieri

La delibera approvata «ribadisce con forza la netta contrarietà dell’amministrazione e dell’assise cittadina all’individuazione dei due siti montefanesi – proseguono dall’amministrazione -, affidando un mandato pieno e diretto al sindaco Angela Barbieri affinché ponga in essere ogni azione legale, istituzionale e amministrativa utile a impedire la realizzazione della discarica» .

Assessore all'Ambiente Nicola Caporaletti

L’assessore Nicola Caporaletti

L’assessore all’ambiente Nicola Caporaletti ha voluto ringraziare i comitati cittadini “No Discarica”, i consiglieri regionali e la cittadinanza per l’impegno apportato alla causa, «il quale ha permesso di mantenere alta l’attenzione sulla questione discarica in questi mesi. La strada maestra da seguire è sicuramente il ricorso Tar, ma parallelamente è di fondamentale importanza l’azione civile condotta dai cittadini. L’introduzione di criteri politici in seno all’Ata ha sminuito la validità scientifica dello studio dell’Univpm, rappresentando un corto circuito amministrativo a danno della salute pubblica, dell’ambiente e della garanzie di correttezza, imparzialità e trasparenza dell’attività amministrativa».

Un’analisi condivisa dal vicesindaco Mirco Monina, il quale ha definito l’operazione «un’imboscata contro la comunità montefanese».

Critico anche il consigliere Carlo Senigagliesi, con il quale il capogruppo di maggioranza ha voluto sottolineare che «con i criteri aggiunti nell’assemblea del 6 maggio si è voluta imprimere velocità all’iter dando però uno schiaffo in faccia in primis ai cittadini montefanesi, e non solo, per ammiccare ad alcuni interessi politici locali, e in secondo luogo alla logica del percorso stesso seguito dall’Ata 3 fino a quel momento, per il quale erano stati già spesi centinaia di migliaia di euro dei cittadini».

Il primo cittadino ha evidenziato che «la modifica della graduatoria è stata voluta dai sindaci dei comuni di destra che compongono la maggioranza dell’assemblea dell’Ata, ma i cittadini montefanesi non rimarranno mai in silenzio di fronte a questa ingiustizia. La delibera approvata conferma la ferma continuità della linea d’azione del comune di Montefano, che prosegue sulla strada dell’impugnazione legale degli atti dell’Ata 3».

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