Maggioranza, è tutti contro tutti:
Borroni sfida Ciarapica sulla sicurezza,
Croia e Renzi invocano il regionale
CIVITANOVA - Scontro aperto dopo il voto in Consiglio contro la variante. Il consigliere regionale Fdi torna a braccare il sindaco dopo la conferenza stampa di ieri. Il capogruppo di Forza Italia e il collega consigliere contestano la linea del direttivo portata avanti da Fontana e chiedono l'intervento dei vertici. In Fratelli d'Italia imbarazzo per la delibera sul centro commerciale naturale e arriva la richiesta di dimissioni del capogruppo Andrea Ruffini da parte di Alberto Feliziani «Se non si dimette da solo interverranno gli organi regionali e nazionali del partito»

Da sinistra: Nicolò Renzi, Piero Croia, Pierpaolo Borroni, Fabrizio Ciarapica, Andrea Ruffini e Pierpaolo Turchi
di Laura Boccanera
Maggioranza nel caos, si è aperto il vaso di pandora e i nodi sono venuti al pettine. A far da detonatore è stata la variante urbanistica, ma gli inneschi del rogo che sta infiammando in questi giorni la politica cittadina erano già stati piazzati da tempo. Un clima da tutti contro tutti che lascia presagire una campagna elettorale per le prossime elezioni comunali che vedrà scintille. Perché se fino ad ora, dopo il passaggio di Ciarapica a Vannacci tutto era stato più o meno sedato e sopito, da un paio di giorni in maggioranza tutti hanno il coltello fra i denti.

Il post di oggi di Pierpaolo Borroni
In breve: Forza Italia si spacca sul voto ad una delle tante varianti urbanistiche, in Fratelli d’Italia Alberto Feliziani chiede le dimissioni di Andrea Ruffini dopo l’affaire dei fondi regionali, l’assessore Roberto Pantella, sempre dei meloniani, prende le distanze dalla delibera che approva il progetto perché dice che non ne sapeva nulla. Per non parlare di quello che è successo sul tema della sicurezza con la conferenza stampa di Pierpaolo Borroni (dato come papabile candidato sindaco del dopo Ciarapica) e del resto del gruppo consigliare che ha sfiduciato il primo cittadino sul tema dell’ordine pubblico intimando un ultimatum con una serie di richieste da seguire per cambiare rotta. Tra queste ha fatto discutere la proposta di eliminare alcolici ed energy drink dai distributori automatici in quanto usati come mix autoprodotti dai ragazzi per sballarsi con l’alcool. Il sindaco nega che i distributori automatici tengano alcolici, Borroni rilancia e pubblica pure una foto di un distributore automatico che dispensa birre in bottiglia. Infine un accenno a Roberta Belletti di Vince Civitanova che viene per l’ennesima volta sfiduciata dalla maggioranza (tra le varianti rispedite al mittente la variante Cristallo, il campo da padel a Santa Maria Apparente, Agriforest, solo per citarne alcune) ma Troiani non interviene e non ne prende le difese. In ultimo, Pierpaolo Turchi, di Futuro Nazionale, stesso partito del sindaco vota però contro la giunta e boccia la variante facendo fronte compatto con gli ex alleati della Lega.

Nicolò Renzi e Piero Croia (Forza Italia)
Piero Croia e Nicolò Renzi dopo la serata di ieri, colti di sorpresa dall’annuncio di Fontana l’intervento degli organi provinciali e regionale di Forza Italia dopo la spaccatura emersa ieri sera in consiglio comunale. La bocciatura da parte di Paola Fontana della variante urbanistica, con un voto contrario supportato dal coordinatore locale Paolo Giannoni ha lasciato di stucco Piero Croia, capogruppo di Forza Italia, che oggi interviene assieme al collega Nicolò Renzi chiedendo di ripristinare ruoli e rispetto della rappresentanza.

Paola Fontana che nella dichiarazione di voto contesta la variante annunciando voto a sfavore
Una posizione diametralmente opposta a quella di Forza Italia locale che vedono proprio in Croia e Renzi posizioni antitetiche rispetto alla sensibilità espressa dal partito e che chiedeva di bocciare la variante. «Prendiamo le distanze dalla dichiarazione di voto resa in Consiglio comunale dalla consigliera Paola Fontana – dicono Croia e Renzi – precisando che non rappresenta né la posizione né la volontà del gruppo consiliare di Forza Italia. Il gruppo consiliare aveva espresso il proprio orientamento favorevole già nella Commissione urbanistica e nessuna diversa indicazione è mai stata a noi comunicata neanche nel corso della riunione del partito. Per questo motivo è inaccettabile che, in aula, sia stata attribuita al direttivo cittadino una linea politica mai condivisa con chi rappresenta Forza Italia nelle istituzioni. Nessun direttivo può pretendere di decidere sulle scelte amministrative del gruppo consiliare senza confrontarsi con i propri consiglieri comunali. Un metodo che mortifica il ruolo degli eletti, svuota di significato il gruppo consiliare e danneggia gravemente la credibilità di Forza Italia, creando confusione tra iscritti, elettori e cittadini. Chiediamo l’immediato intervento degli organi provinciali e regionali del partito, affinché venga fatta piena chiarezza sull’accaduto e siano ristabiliti il rispetto delle regole, dei ruoli e della rappresentanza democratica all’interno del partito».

Ma il consiglio di ieri sera si è caratterizzato anche per quanto accaduto dopo il voto sulla variante. Dopo la discussione del bilancio dei TdC infatti, al momento di discutere della mozione che chiede la revisione del piano antenne, la maggioranza con Fratelli d’Italia, Vince Civitanova e Forza Italia (ad esclusione della Fontana) abbandonano l’aula. Esce anche il presidente del consiglio Roberto Tiberi. Pollastrelli intima al segretario comunale di chiamare i carabinieri o recuperare Tiberi per la discussione che alla fine viene garantita col numero legale mantenuto dal sindaco Ciarapica. E alla fine la mozione dell’opposizione, riunificata con gli emendamenti presentati proprio da Lega e Fontana passa con le sole astensioni del sindaco e del presidente del consiglio e con in aula solo minoranza e i quattro consiglieri che poco prima avevano votato a contro la variante urbanistica (Giorgio Pollastrelli, Fabiola Polverini, Pierpaolo Turchi e Paola Fontana).

Andrea Ruffini
E da Forza Italia un altro tritacarne rischia di coinvolgere anche Fratelli d’Italia. Ha destato imbarazzo infatti la vicenda del bando per il centro commerciale naturale a cui ha partecipato, per ottenere fondi pubblici, anche il consigliere comunale Andrea Ruffini in qualità di titolare dello chalet Antonio, partecipando ad un progetto assieme ai proprietari di altre due attività della zona sud (Ghibli hotel e Taverna 41). Una delibera approvata all’insaputa dell’assessore di riferimento Roberto Pantella che ha preso le distanze. Una situazione sulla quale Alberto Feliziani, iscritto a Fratelli d’Italia, chiede di non soprassedere. «L’attuale capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio comunale Andrea Ruffini deve immediatamente dimettersi per rispetto verso l’intera cittadinanza e di tutti coloro che lavorano senza contare su fondi pubblici. Se non lo dovesse fare, sono certo che interverranno gli organi regionali e nazionali del Partito perché la permanenza nel ruolo e nella funzione determinerebbe senz’altro un’emorragia di consensi anche elettorali». E in merito al consiglio comunale di ieri sera parla di «data storica». «Si è definitivamente consumata quella che definisco un’autentica farsa – dice – hanno tentato di far passare l’ultima imponente operazione urbanistica nonostante i segnali di ribellione fossero già ampiamente visibili. Il 29 luglio 2026 sarà una data che a Civitanova verrà ricordata dall’intera cittadinanza negli anni a venire perché temporalmente segue la cacciata del presidente del consiglio comunale, l’altolà assegnato alla consorteria da parte di consiglieri comunali e capigruppo ancora perbene e la bocciatura della variante».
Centri commerciali naturali, Pantella prende le distanze: «Non sapevo della delibera»
Fratelli d’Italia prenota Civitanova: Borroni in pole per il dopo Ciarapica
Il nulla più assoluto ovunque si guardi.