Biogas, ricorso dei Comuni sulla Via
Sentenza a metà della Corte europea

ll parere della corte ha enunciato alcuni criteri che vanno rispettati e ha rimandato al Tar. La questione riguarda la valutazione di impatto ambientale postumo per gli impianti di Corridonia e Loro Piceno. Interviene la Provincia di Macerata: "Corretto il nostro operato"
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L’impianto di Sarrocciano sotto sequestro preventivo nel 2014

 

“In caso di omissione di una valutazione di impatto ambientale di un progetto prescritta dalle direttive Ue, lo Stato da un lato deve rimuovere le conseguenze illecite di tali omissioni, dall’altro non osta che una valutazione di tale impatto sia effettuata a titolo di regolarizzazione dopo la costruzione, purché le norme nazionali non consentano agli interessati di eludere le norme di diritto dell’Unione”. Questo in sintesi dice la sentenza della Corte Europea (prima sezione) che si è pronunciata ieri in merito al parere richiesto dal Tar Marche sul ricorso dei Comuni di Corridonia, Loro Piceno e di alcuni residenti, conto la Provincia e nei confronti di Vbio1, Regione Marche, Arpam, Vbio2, Asur, tutti i soggetti coinvolti a vario titolo nella controversa vicenda Biogas. Una sentenza che dice e non dice e lascia la questione sospesa, rimandando al Tar i criteri che i giudici del tribunale amministrativo dovranno tenere presente nel fare la sentenza. Nel dispositivo i giudici ammettono la possibilità di regolarizzare gli impianti purché: “Le norme nazionali con offrano agli interessati l’occasione di eludere o disapplicare norme Ue e la Via non si limiti alle ripercussioni future ma presa in considerazione l’impatto a partire dalla realizzazione dell’impianto”. La vicenda riguarda due impianti a biogas chiusi da un anno e mezzo, dopo il sequestro per le emissioni di cot, carbonio organico totale. L’autorizzazione della Provincia alla costruzione di alcuni impianti a biogas a Corridonia e Loro Piceno, senza effettuare la Via risale al 2012, poi nel 2013 è stata avviata la Via ex post conclusa con esito positivo. Procedura fermata con il ricorso al Tar dei Comuni sostenuti da comitati locali. Era stato proprio il Tar Marche, a chiedere il pronunciamento della Corte di giustizia sulla possibilità di eseguire una Via dopo che l’impianto era stato realizzato.

Sulla sentenza della Corte di Giustizia Europea interviene anche la Provincia di Macerata: «Le autorizzazioni per la realizzazione degli impianti a biogas di Corridonia e Loro Piceno erano state rilasciate dalla Regione Marche, competente in materia, senza il completamento della procedura di Via, poichè esclusa da un’apposita legge regionale.
Successivamente, tale legge regionale è stata dichiarata illegittima dalla Corte Costituzionale; a seguito della decisione della Corte, il Tar ha annullato, su ricorso dei Comuni interessati, le autorizzazioni regionali già rilasciate, proprio per la mancata effettuazione della Via.
Le ditte che avevano nel frattempo già realizzato gli impianti sulla base della autorizzazione regionali annullate hanno chiesto alla Provincia di effettuare la valutazione di impatto ambientale cosiddetta “postuma”. I Comuni hanno contestato alla Provincia la legittimità della procedura di Via “postuma” proponendo ulteriori ricorsi al Tar che, a sua volta, ha rimesso la questione all’esame della Corte di Giustizia Europea. Ieri, la Corte, con propria sentenza, ha dichiarato legittimo e conforme ai principi del diritto comunitario l’operato della Provincia ammettendo la possibilità dell’effettuazione della Via anche dopo la costruzione e la messa in servizio di un impianto. Spetterà ora al Tar Marche, anche sulla scorta di tale indicazione, decidere i ricorsi amministrativi promossi dai Comuni».



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