Chiusura della centrale biogas,
interrogazione in Parlamento
MATELICA - La decisione di chiudere il sito fa discutere i grillini che intervengono sulla questione con il consigliere comunale Leonardo Mori e con l'onorevole Patrizia Terzoni che ha presentato l'atto sul tavolo del ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti

La centrale a biogas di Matelica

Patrizia Terzoni
Una morte annunciata, l’amministrazione immobile, azioni concrete fatte solo dai cittadini e una interrogazione parlamentare sul tavolo del ministro all’Ambiente. La chiusura della centrale biogas di Matelica (leggi l’articolo) fa discutere i grillini che intervengono sulla questione con il consigliere comunale Leonardo Mori e con l’onorevole Patrizia Terzoni.
INTERROGAZIONE – Il sito approderà in Parlamento. «Adesso arriva la disattivazione, però troppe cose non sono note e il comune di Matelica nell’ultimo biennio se ne è lavato le mani – attacca Terzoni – Arrivati a questo punto è giusto che sia il governo a pronunciarsi. Ho depositato proprio oggi un’interrogazione al ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti al fine di chiarire diverse cose sull’ormai evidente chiusura dell’impianto». Per la portavoce del Movimento 5 Stelle alla Camera la storia della centrale è sinistra e travagliata. «Un anno e mezzo fa infatti, per decisione del gip Domenico Potetti – continua la Terzoni – l’impianto fu messo sotto sequestro per via delle eccessive emissioni.
Da lì solo silenzi. Che l’impianto fosse inutile e troppo grande era aspetto noto, e la difficoltà di reperire materiali ha fatto il resto. Ora non va aggiunta anche la beffa di uno smantellamento fatto così come viene, magari in modo irregolare e soprattutto inquinante». La deputata che ha chiesto al governo di vigilare sulla dismissione del sito e chiede un intervento normativo nazionale in materia di biogas.

Leonardo Mori
MORI – «Oggi, a distanza di quasi due anni – dice il consigliere comunale – finalmente i nodi sono venuti al pettine. Atti formali ed azioni concrete riconducibili all’amministrazione comunale sono pari a zero. Cittadini, comitati e associazioni sono intervenuti con manifestazioni, raccolta firme, ricorso al Tar, incontri pubblici, volantinaggi, esposti in procura e diffida al gestore». Mori continua. «Una società privata, approfittando di una legge regionale dichiarata incostituzionale (indagini in corso) costruisce a Matelica una centrale biogas – insiste – Per alimentare la centrale, sovradimensionata ed antieconomica, centinaia di ettari della nostra terra vengono sottratti ad un’agricoltura di qualità stravolgendo le vocazioni del territorio. La centrale produce energia elettrica che però non basta a remunerare l’investimento dell’imprenditore. Ad aiutarlo ci sono però i contributi statali del Gse, gestore servizi energetici».
Mori ricorda come i fondi per le energie rinnovabili provengano da una maggiorazione sulle bollette dell’energia elettrica. Un altro punto critico per il consigliere è il digestato, prodotto di scarto della centrale: «Non esistono studi ed evidenze empiriche che possano dirci quali saranno gli effetti nel medio lungo termine di questo prodotto sui campi, sulle falde acquifere e sulla salute delle persone. Nonostante questo periodicamente ne vengono riversate tonnellate e tonnellate sulle terre del comune di Matelica. Come se non bastasse, a fine 2014, analisi condotte dall’Arpam riscontrano valori di emissioni superiori alla norma ed emerge anche la mancanza nell’impianto di un importante componente, il filtro post combustore». Il gruppo matelicese del Movimento 5 Stelle inviò all’epoca una diffida al Gse, chiedendo di interrompere il contributo non dovuto. «Oggi apprendiamo che la centrale risulta essere spenta – conclude Mori – da diversi giorni e notizie ufficiose ci dicono che la chiusura sia legata alla mancanza dell’erogazione del contributo da parte del gestore. Come detto sopra, questo tipo di impianti sono antieconomici e si tengono in piedi solamente grazie ai nostri soldi».













