Biogas, i Comitati denunciano:
“La Regione sta andando avanti,
abbattete le centrali illegittime”

AMBIENTE - "Le imprese hanno chiesto la convalida delle autorizzazioni annullate dalla magistratura" rivelano il consigliere regionale M5S Romina Pergolesi e il presidente del comitato Terre Nostre Massimo Gianangeli. I comitati temono il ritorno delle centrali bloccate nel 2013 dal governo Monti. A rimetterle in gioco un decreto del governo Renzi
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Romina Pergolesi, consigliere regionale del Movimento 5stelle

 

di Emanuele Garofalo

Cinque anni di battaglia e l’ultima parola pronunciata dalla Corte di Cassazione sull’impianto di Osimo non fanno abbassare la guardia dei comitati cittadini contro le centrali a biogas. Anzi, l’associazione civica Terre Nostre teme che si arrivi allo sblocco degli impianti già bocciati dalla magistratura. «Le imprese hanno chiesto alla Regione la convalida delle autorizzazioni annullate dal Tar o dal Consiglio di Stato – denunciano il consigliere regionale M5S Romina Pergolesi e il presidente del comitato Terre Nostre Massimo Gianangeli -. L’assessore Sciapichetti in commissione ambiente non ha saputo rispondere se la Regione sta avviando nuovi iter delle concessioni oppure se sta riattivando quelli vecchi. Noi diciamo che la scandalosa vicenda del biogas deve vedere la parola fine, abbattendo le centrali illegittime e ripristinando lo stato dei luoghi». I comitati temono che possano essere messe in regola le 7 centrali a biogas e biomasse bloccate nel 2013 dal governo Monti e dalla Corte costituzionale, dichiarate fuori legge perché sprovviste della Valutazione di impatto ambientale. La Regione ha tentato di correre ai ripari con il rilascio di una Via postuma, ma nel frattempo quelle centrali sono finite anche al centro dell’inchiesta della Procura di Ancona Green Profit, che vede indagati 20 persone tra cui ex dirigenti regionali e imprenditori con l’accusa di aver fatto pressioni e modificato le leggi regionali a favore di alcune società. A rimettere oggi in gioco le centrali a biogas potrebbe essere il decreto ministeriale del governo Renzi del 30 marzo 2015, secondo cui la Valutazione di impatto ambientale per gli impianti non è necessaria per le centrali inferiori ai 25 megawatt di potenza, come quelle marchigiane da 1 megawatt. «Il decreto però non è retroattivo, non vale per le Marche» sottolinea Gianangeli, rivelando che alcune imprese hanno presentato alla Regione la richiesta di convalida delle autorizzazioni annullate, appellandosi proprio a questo atto del governo.

Il caso è stato al centro di una commissione regionale ambiente, ma le risposte dell’assessore Sciapichetti e della vice presidente Casini non hanno convinto il gruppo M5S e i comitati. In particolare è stato sollevato un dubbio: si tratta di nuove concessioni o di ripristino delle vecchie? «Il punto è dirimente: se vengono convalidate le autorizzazioni del 2012 si applicano i vecchi incentivi pubblici. Sono 280 euro a Mw/h, qualcosa come oltre 2 milioni di euro all’anno per circa 15 anni. Se invece si stanno avviando nuovi iter di concessione, si dovrebbero applicare gli attuali incentivi, ridotti a circa un terzo» spiega Gianangeli. «L’assessore Sciapichetti è stato imbarazzante, non ha saputo rispondere, ha parlato di un parere legale in materia che sarebbe stato affidato dalla giunta ad un avvocato esterno. Abbiamo chiesto di vedere anche questo parere legale e chiederemo di sapere quanto è costata questa consulenza» aggiunge Pergolesi. «La scandalosa vicenda biogas ha visto la parola fine con la sentenza 25629 della Corte di Cassazione pubblicata il 14 dicembre. Quella sentenza ci permette di chiedere conto di tutto e il comitato di Osimo ha già dato mandato al proprio legale di valutare la richiesta di un risarcimento danni alla Regione. Alla Regione chiediamo il rispetto delle leggi, l’annullamento in auto tutela di tutte le concessioni e l’abbattimento delle centrali illegittime con il ripristino dei luoghi» conclude Gianangeli. E gli imprenditori, che hanno investito nelle centrali a biogas, non potrebbero chiedere anche loro i risarcimenti alla Regione? «Se c’è qualcuno che è stato avvantaggiato in questa vicenda semmai sono stati proprio gli imprenditori. Loro faranno quello che credono, noi restiamo dalla parte dei cittadini e dei territori» ribatte il presidente del comitato Terre Nostre.

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