Capponi: “Lube orgoglio di Treia”
CAMPIONI D'ITALIA - I complimenti del sindaco: "Lo scudetto e’ il certificato di crescita di un’azienda che ai successi sportivi ha saputo coniugare i successi nel mondo imprenditoriale"
“I nostri complimenti vanno alla storia vincente della Lube”. Anche Treia, casa dell’azienda Lube, e il sindaco Franco Capponi festeggiano la vittoria dello Scudetto arrivata domenica all’Eursouole Forum, casa della Lube Volley (leggi l’articolo).
“Lube azienda e Luve volley sono dei brands inscindibili e come treiesi festeggiamo insieme agli artefici di questa bellissima vittoria di sport e di pubblico – dice Capponi – Grazie, quindi, ai patron Luciano Sileoni e Fabio Giulianelli e alla presidentessa Simona Sileoni. Uno scudetto meritatissimo, che aggiunge gioia a gioia, perché quest’anno festeggeremo il 50° compleanno della nascita dell’azienda Lube e speriamo che i civitanovesi onorino anche questo simbolico e bellissimo evento. Siamo contenti di questa vittoria, perché arriva quasi in anticipo rispetto a quanto possibile: gara 3 rispetto a gara 5, dopo un campionato sfavillante dove la Lube ha dimostrato di avere sempre cuore, forza, gambe, organizzazione di gioco e carattere.
Un altro straordinario e prestigioso successo della Lube Volley, che conferma la grande capacità di lavoro e di un’organizzazione sportiva di prim’ordine. Lo scudetto e’ il certificato di crescita di un’azienda che in questi anni ai successi sportivi ha saputo coniugare i successi nel mondo imprenditoriale. La Lube vince sul campo e nell’impresa e offre una possibilità e uno stimolo a tutto il Paese: il buon lavoro e la ricerca di nuovi stimoli e mercati in questi anni di crisi fanno crescere l’occupazione e conquistare nuovi mercati. Successi che testimoniano l’imprenditorialità, il coraggio, la tenacia e lo spirito di coesione che da sempre connotano quest’azienda. A nome della comunità di Treia esprimo la grande soddisfazione di tutti Noi, pronti a festeggiare con la Lube questo grande risultato, unitamente alle vittorie dell’azienda e delle sue maestranze, che sempre più si riconoscono nel management di questa bella impresa e nei colori della squadra”.























Beh, è ora di fare il test del Dna alla Lube. Troppi soggetti rivendicano la paternità della squadra, manco fosse una mignatta. Ah, ho fatto un errore di battitura, quindi astenersi da qualsiasi sostenitore della squadra di sbottare in qualsiasi commento fuori luogo, proprio come La Lube. Certo, sulla carta d’identità, oltre alla residenza, ( abitazione a Civitanova, fornita dal costruttore marchigiano Giulio Silenzi, su un progetto dell’architetto portennaro Corvatta,anzi a voler essere cattivi si potrebbe dire che la costruzione del Palas sia stata architettata a bella posta ), tutto il resto è proprio confuso. Capponi dice che è nata cinquantanni fa, sì, la fabbrica, ma la squadra, quando? Dove? Chi l’ha svezzata, cresciuta, rvestita? Dove è stata cullata, vezzeggiata, cambiata? A Macerata? E allora perché adesso dicono tutti ” forza Lube citanò “. Infatti di ” figli di buona donna ” ne siamo pochi!! Chi da Fermo, chi da Porto Recanati, chi da Treia, chi dalla Minghiona, tutti a Citanò. Basta con questi sbarchi clandestini! Il luogo d’accoglienza che sta di fianco al Cuore Adriatico è strapieno. Tornatevene a casa vostra extra cittadini del Troppostorpia. Basta, non se ne può più. Come segni particolari, sul documento che vi identifica, che c’è scritto? Approfittatori, senza dignità, usurpatori e scassacozzi? Ho rierrorato, ma quanto scrivo di una rottura di palloni che fa tanto rima con meloni è normale. Ma che avete vinto, il cartello con scritto ” Cucine Lube “. Venite usati come bersagli mobili per far pubblicità gratuita e dopo aver persino pagato il biglietto. Proprio oberati e bastonati. Certo che la parola era un’altra. Del resto siamo proprio in ambiente giusto per parlare di adulteri. E basta, non avete vinto niente oltre alla presa in giro chi vi fanno fare finché dura, finché qualcuno decide che spendere soldi per una squadra di volley porta utili, e poi, tutti a vedere la Medea? Con maglietta arancione e scritta ” Medea nel Fegato ” o in qualche altro organo non intossicato da squadra precedente? Ma poi non ho capito una cosa, l’arancione è il colore treiano, maceratese, civitanovese non di sicuro ? Venite a comandare a casa d’altri, appropriandovene perché due signori ancora in attesa di definire la loro posizione davanti alla Corte dei Conti vi ha costruito il centro di accoglienza già saturo. Non ci dormiva la notte, il poveretto! Non passa giorno, ora, minuto, insomma ogni volta che apre l’orifizio oro boccale, che ne esca qualcosa di sensato o minimamente comparabile a qualcosa di verosimile, non dico credibile o logico ma almeno tendente al ragionevole. L’unica cosa ragionevole che ha questo soggetto, è la classica formula americana dei telefilm polizieschi: ” Non innocente senza ombra di dubbio “. Nel commento ho fatto confusione tra squadra , tifosi e supporter speciali, ma il minestrone benché cattivo e indigesto non è certamente casuale. Mi avete proprio rotto i bottoni. Ma tornatevene al vostro paese, extralubiani!!!! Ma perché non vi caricano su qualche missile e non vi paracadutano in pieno universo, voglio proprio vedere se qualcuno vi soccorre con la maglietta Forza Lube.
Micucci condivido in pieno il tuo commento.Orgoglio di Treja ma allora come può chiamarsi Lube Citano’. Da treiese mi indignerei molto,ma loro con i soldi comprano anche la dignità.
Una cosa giusta è stata detta…..l’,orifizio oro boccale….a volte sarebbe bene tenerlo chiuso.
Giusto Tesei, spiegalo anche al diretto interessato quando vi incontrate al centro profughi della Lube.
Sauro Micucci. Io non credo che questo sia il tuo vero nome, ma non importa. Penso che tu abbia grossi problemi con i politici che governano questa città, sarai occhio e croce un Pentastellato, ma perché non ti risolvi i tuoi problemi personali magari telefonando ai tuoi antagonisti, senza tirare in ballo la Pallavolo,di cui non sai nulla, la Lube e ne sai ancora meno,? Non sarebbe più facile e soprattutto non occuperesti tante righe su CM?! Poi vorrei dirti qualcosa ute a schiarirti le idee. Ci sono regole che vanno rispettate per disputare la SuperLega e la Champions e la Palestra del Fontescodella non aveva i requisiti.Ti faccio un esempio dal Calcio di Serie A…..il Sassuolo continua a chiamarsi Sassuolo anche se gioca al Mapeu Stadium di Reggio Emilia! Sulla bontà della scelta di venire a giocare in un ottimo Palazzetto, penso che qualsiasi “Civitanovese” sia orgoglioso ed in grado di capire quanti e quali benefici economici siano arrivati a Civitanova con l’operazione Lube. L’indotto di cui la Città beneficia da quasi tre anni è sotto gli occhi tutti.Parla con i Ristoratori, con i proprietari dei venti appartamenti ad uso degli atleti, con tutte le tasse e servizi che finiscono nelle casse della Città, con l’IMMAGINE DI CIVITANOVA che un giorno sì ed un altro pure troneggia sulle Pagine più importanti della Stampa e sui Media Nazionali ed Esteri. Micucci o come cavolo gi chiami….ma di che parli??!! La cosa incomprensibile è che penso tu sia “civitanovese” ed allora, come si dice a Pesaro….sei fuori come un balcone!!!
Oro, è vero che ho problemi con gli amministratori politici, non sono il solo, a Civitanova ne siamo quasi quarantamila, esclusi i vari …. ecc. ecc. e chi ancora continua a pensare che la sinistra si identifichi con Corvatta e Silenzi. Sarebbe fin troppo facile darti un’altra mazzata sui denti, ma mi astengo. Anche tu come tanti altri, tifosi della Lube non capite o non volete capire i perché, accecati dai riflettori del Palas che vi impediscono di vedere più in là del vostro naso. Per La Lube, nel tuo elenco, ci sono quelli che condannano il comportamento della squadra, o meglio dei dirigenti e presidenti che hanno tradito in maniera vergognosa la città, Macerata, che li ha ospitati, visti crescere, seguiti e acclamati. Va da se che non sto parlando dei giocatori che devono giocare e vincere quando è possibile. E poi del tuo elenco, certo non escludo che quelli appena citati non trovino in parte se non del tutto scandaloso sia il comportamento dei politici amministratori di Macerata che quelli di Civitanova. Poi ci sono quelli come me, dovrei essere S.M., che la storia la leggono soprattutto in virtù del comportamento di Corvatta e Silenzi. Oro, più di una volta ne ho spiegato i motivi, sono chiari e semplici da capire, poi vedendo come la squadra viene sbattuta in prima pagina per cercare di accattare qualche voto, La Lube mi va in secondo piano. Questa di cercare simpatizzanti tra i supporter sportivi è una specialità del Silenzi, prima lo faceva andando allo Stadio, adesso non gli conviene più, un po’ per i tristi avvenimenti accaduti alla Civitanovese, un po’ perché non ci sono gli stessi numeri di cui gode La lube, di cui poi a conti fatti, non so quanti ne vengono da Civitanova se escludiamo C., S., e gli E. con P. a stento diventato assessore dopo qualche beccata con Corvatta che non voleva pagare dazio, magari volendo affidare a qualcun altro l’incarico, rischiando grosso come Silenzi se si presentava allo Stadio quando La Lube giocava in trasferta.Troppo furbo il nostro assessore, che non si sta rendendo conto che tutto potrebbe franargli addosso se arrivasse qualche comunicazione avversa da qualche Organismo di controllo o se nel suo manifesto pubblicitario mette come opera che da sola meriterebbe una nuova conferma. Parlo delle lucette di Natale, non di quelle acquistate l’anno prima per la modica cifra di cinquanta mila euro, ma per i cinquantasette spesi per ricostruire con i lumetti la Torre di Civitanova Alta da anni in riparazione avvolta dal suo bel manto verde color muratore. Adesso , Oro torniamo a noi. Dici che il mio nome non mi appartiene, eppure anche tu dovresti aver spedito la documentazione per la certificazione a commentare su CM. Tralasciamo. Mi dici di essere un Pentastellato, ad occhio e croce, come se dovessi offendermi se lo fossi. Non ti piaceranno, ma a me non piaci né tu e né il partito o il movimento o la Lista civica che potresti appoggiare perché partendo da te, rischierei di farmi un opinione sbagliata sulle tue simpatie politiche. Comunque le mie idee politiche, partono da tutt’altra parte che da movimenti o partiti. Sono molto condizionate dai soggetti che li rappresentano. Soggetti che sono sempre in evoluzione, continuamente, a volte difficili da seguire o da… inseguire. Siccome ho ancora la facoltà, giusta o sbagliata che sia, di pensare con la mia testa, continuo a farlo tenendo sempre in primo piano che nelle scelte politiche l’errore è sempre dietro l’angolo. Ti faccio l’esempio più stupido da capire. Prendiamo tutti quelli che hanno votato per il Dottore Medico Chirurgo della mutua il sig. Corvatta, escludendo amici e ci siamo capiti da dove sono arrivati la maggior parte dei simpatizzanti. Prendiamo quelli che lo hanno votato per il suo programma elettorale fatto da diversi punti e di cui non ne ha rispettato uno che è uno. Si sono fatti ingannare, adesso poi quando leggi sui manifesti che adornano la città, quelli fatti mettere dal comitato per la rielezione, la dicitura che campeggia sotto il volto dell’amato: “ Mi conosci, sai che puoi fidarti “, allora lì capisci che qualcosa non funziona. Con quel manifesto, che sembra solo una grossa presa in giro, esclusi i votanti di cui appena sopra ho scritto le caratteristiche, gli altri, quelli che credevano in lui, dovrebbero sentirsi derisi, offesi per aver contribuito ad aver come amministratori di Civitanova gli ancora presenti sulle poltrone. La scritta giusta sarebbe stata: “ Ora che mi hai conosciuto, se mi rivoti sei proprio un testone che farebbe anche rima con alto vocabolo.
Oro scusami ma non mi ricordo perché ti sto rispondendo, però ti ringrazio per avermi dato la possibilità di scrivere ancora tante righe su CM che tu non condividi ma del resto neanche io condivido le tue. Certo nella stesura del tuo commento non sei stato troppo riguardoso, ma ti lascio immaginare quanta importanza potrei dargli. Per continuare a scrivere dovrei andare a rileggermi il tuo commento, ma mi sono stancato, mi faccio un caffè e poi esco. C’è un giardino qui davanti casa, dove sono ospite, con una bella panchina, l’aria non mi sembra fredda, quindi vado a fumarmi un bel sigaro. Oro, scusami se non ho risposto ai dati tecnici su come deve essere fatto un Palas o meglio una casa costruita per La Lube, non saprei che dire e nemmeno so se quello che dici è giusto. Comunque ti ringrazio per avermi dato la possibilità di parlare di Corvatta e di Silenzi che per la prima volta ho fatto in virtù della loro richiesta di nuova permanenza per altri cinque anni commentando un po’ gli strumenti pubblicitari che stanno usando. Ah, un’ultima cosa, io detesto usare il telefono tanto che non chiamo mai se non strettamente necessario e il più delle volte non mi va neanche di rispondere. Questo per dirti che se ho conti da regolare, non lo faccio certo con il telefono, almeno che non sia una cornetta che si può usare anche in maniera diversa da quella per cui è stata progettata e costruita. Oro , scusami se non ti ho preso tanto in considerazione, ma quello che dovevo dirti l’avevo già fatto e perché ti ho risposto lo avrai sicuramente capito. Ti ho semplicemente usato per parlare di quegli argomenti che più mi interessano. By By.
quindi seguendo il discorso di oro..la LUbe si sarebbe dovuta continuare a chiamare Macerata? Ma poi perche’ non interpellare direttamente i civitanovesi se sono cosi’ contenti ed orgogliosi ,Prime pagine dei giornali quali??? quelle locali!!! sui quotidiani nazionali il volley e’ sempre a fine giornale e non all’inizio a meno che non si legga il giornale partendo dalla fine.Nota a Margine …il palas…nuovo….non e’ omologato per opsitare gare ne della nazionale ne un eventuale finale di qualsivoglia coppa…ottimo lavoro davvero!!!
ah peraltro in tutti questi anni che sono stati a Macerata,hanno portato un indotto a dire poco ridicolo e cosi’ e’ anche per citano’,non bastano gli affitti delle case,tifosi da fuori ne vengono pochi e nota a margine ci sono molti utenti del cuore adriatico che sono infastiditi/incaz… per il fatto che quando c’e’ la lube dato che la domenica per andare al centro commerciale e’ gia’ un casino ci si mettono pure questi a fare confusione per il traffico.
Oro altra mazzata su li denti,ti consiglio un buon meccanico dentista
Prometto che questo è l’ultimo commento sulla Lube, ma per amor di giustizia e perché penso di conoscere qualcosa in piu, debbo esternarlo. Non mi rivolgo a questo o quello, penso sarebbe fatica sprecata perché ognuno ha le sue idee giuste o sbagliate che siano. Mi corre l’obbligo di dire che varie Amministrazioni nulla hanno fatto perché la Lube restasse a Macerata.Piu’ di venti anni sono passati senza che ci si rendesse conto che la Lube non scherzava, aveva un progetto serio chetutt’ora persegue.Vogliamo parlare di persone?? Beh, Silenzi ha dimostrato di avere una marcia in più! Appena ha intercettato che l’affaire Lube avrebbe portato mediamente 4000 persone a Civitanova, in tempi che tutti hanno giudicato “miracolosi”, ha fatto sorgere il Palas. Fatto bene, fatto male, il Palas cè!! E i risultati sono arrivati. Incassare 40/50.000 euro nelle partite che contano e sono tante, era pura utopia, tenendo conto che si vede una partita di quel livello con 10/15 euro!!Certo non tutto fila per il verso giusto…..solo la squadra alla quale non si poteva chiedere di più. A tutti quelli che pensano e scrivono che la Lube sfrutta le situazioni, con cognizione di causa dico che la Società ha sempre fatto sì che le strutture funzionassero con esborsi economici ben al di sopra del loro dovuto. A Civitanova poi si verifica una situazione che non ha riscontri in nessuna altra Città italiana. Il Palas anziché essere dato in gestione alla Società che promuove lo Sport specifico ai massimi livelli curando soprattutto i settori giovanili, sostenendo gli oneri di gestione dell’impianto e…..non sono noccioline, deve invece sottostare ad una terza figura non si capisce a quale titolo.Detto tutto ciò, mi auguro che i malevoli commenti verso questa Lube vengano rivisti in un’ottica più giusta. Concludo ricordando l’impegno economico nel sociale o in occasione di calamità che ha sempre contraddistinto l’Azienda Treiese. Mi ricorderò per sempre a tale proposito le parole semplici di Luciano Sileoni….”ma se una frichina non c’ha li sordi per operarsi, che fai non glieli dai”??!! Grande Lube.
d
La Piccola fiammiferaia
Fiabe Andersen
La piccola fiammiferaia
Era la fine dell’anno faceva molto freddo.
Una povera bambina camminava a piedi nudi per le strade della città.
La mamma le aveva dato un paio di pantofole, ma erano troppo grandi e la povera piccola le aveva perdute attraversando la strada.
Un monello si era precipitato e aveva rubato una delle pantofole perdute.
Egli voleva farne una culla per la bambola della sorella.
La piccola portava nel suo vecchio grembiule una gran quantità di fiammiferi che doveva vendere.
Sfortunatamente c’era in giro poca gente: infatti quasi tutti erano a casa impegnati nei preparativi della festa e la poverina non aveva guadagnato neanche un soldo.
Tremante di freddo e spossata, la bambina si sedette nella neve: non osava tornare a casa, poiché sapeva che il padre l’avrebbe picchiata vedendola tornare con tutti i fiammiferi e senza la più piccola moneta.
Le mani della bambina erano quasi gelate.
Un pochino di calore avrebbe fatto loro bene! La piccola prese un fiammifero e lo sfregò contro il muro.
Una fiammella si accese e nella dolce luce alla bambina parve di essere seduta davanti a una grande stufa!
Le mani e i piedi cominciavano a riscaldarsi, ma la fiamma durò poco e la stufa scomparve.
La piccola sfregò il secondo fiammifero e, attraverso il muro di una casa, vide una tavola riccamente preparata.
In un piatto fumava un’oca arrosto…. All’improvviso, il piatto con l’oca si mise a volare sopra la tavola e la bambina stupefatta, pensò che l’attendeva un delizioso pranzetto.
Anche questa volta, il fiammifero si spense enon restò che il muro bianco e freddo.
La povera piccola accese un terzo fiammifero e all’istante si trovò seduta sotto un magnifico albero di Natale.
Mille candeline brillavano e immagini variopinte danzavano attorno all’abete.
Quando la piccola alzò le mani il fiammifero si spense.
Tutte le candele cominciarono a salire in alto verso il cielo e la piccola fiammiferaia si accorse che non erano che stelle.
Una di loro tracciò una scia luminosa nel cielo: era una stella cadente.
La bambina pensò alla nonna che le parlava delle stelle.
La nonna era tanto buona! Peccato che non fosse più al mondo.
Quando la bambina sfregò un altro fiammifero sul muro, apparve una grande luce. In quel momento la piccola vide la nonna tanto dolce e gentile che le sorrideva.
-Nonna, – escalmò la bambina – portami con te! Quando il fiammifero si spegnerà, so che non sarai più là. Anche tu sparirai come la stufa, l’oca arrosto e l’albero di Natale!
E per far restare l’immagine della nonna, sfregò uno dopo l’altro i fiammiferi.
Mai come in quel momento la nonna era stata così bella.
La vecchina prese la nipotina in braccio e tutte e due, trasportate da una grande luce, volarono in alto, così in alto dove non c’era fame, freddo né paura.
Erano con Dio.