Moda, segnali contrastanti dalle fiere:
«Dubbi sui costi, ma fiducia nella ripresa»

ECONOMIA - Il vicepresidente Cna Macerata Carlo D'Angelo, di ritorno dalle esposizioni milanesi: «Meno vivacità rispetto agli anni migliori, mentre cresce fortemente l’interesse per tecnologie e innovazione. E ad ottobre torna Abc Fashion Event a Fermo»

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Carlo D’Angelo

Uno sguardo privilegiato sul momento che sta attraversando la filiera della moda, direttamente dai padiglioni milanesi che in questi giorni hanno riunito imprese e operatori internazionali. A tracciarlo è Carlo D’Angelo, imprenditore del settore moda di Civitanova e vicepresidente di Cna Macerata, di ritorno da Milano dopo aver visitato Micam, Lineapelle e Simac Tanning Tech.

D’Angelo, che conosce da anni questi appuntamenti anche dal punto di vista dell’espositore, questa volta ha scelto di partecipare come visitatore. Una decisione legata anche ai costi: «Esporre nelle grandi fiere di Milano è diventato estremamente oneroso. Per un’impresa, soprattutto se di dimensioni piccole o medie, l’investimento complessivo è ormai molto importante e va valutato con grande attenzione». Da qui anche l’interesse per esperienze fieristiche più vicine al territorio, come Abc Fashion Event di Fermo, dedicato ad accessori, componentistica e tecnologie per calzatura e pelletteria. «È una manifestazione nella quale credo molto – sottolinea D’Angelo – perché ha costi decisamente più sostenibili e sta crescendo edizione dopo edizione. Ha il vantaggio di svolgersi nel cuore del nostro distretto e permette alle imprese di incontrarsi e presentarsi al mercato senza dover sostenere investimenti proibitivi».

Sul fronte milanese, le impressioni raccolte da D’Angelo restituiscono però anche un quadro di forte prudenza. «A Lineapelle ho percepito una partecipazione di visitatori e una presenza negli stand inferiori rispetto alle edizioni migliori. L’atmosfera, almeno per quello che ho potuto vedere direttamente, è stata un po’ sottotono». A pesare è soprattutto il mutamento della presenza internazionale. «Negli anni scorsi vedevamo una presenza molto forte di operatori russi e ucraini e di diversi Paesi del Medio Oriente. In tempi diversi erano protagonisti importanti della fiera; oggi quella componente si è fortemente ridotta. Ho notato anche una partecipazione indiana più contenuta, mentre è stata molto evidente la presenza degli operatori cinesi».

Dietro la prudenza degli imprenditori c’è soprattutto l’incertezza che continua a caratterizzare i costi di produzione. «I continui rialzi delle materie prime rendono ormai molto difficile assumere impegni a medio e lungo termine. Non si riescono più a programmare contratti sulla base di prezzi stabili: si tratta volta per volta, con le quotazioni del momento. Questo inevitabilmente rende più complicato programmare il lavoro e gli investimenti».

A questo si aggiunge un’altra voce sempre più pesante: «Anche i costi di trasporto sono diventati molto elevati e incidono fortemente sulla competitività delle aziende. Materie prime e logistica insieme producono un livello di incertezza che tutta la filiera sta avvertendo». Uno scenario difficile, che però non cancella la propensione degli imprenditori a guardare avanti. «Noi imprenditori – prosegue D’Angelo – abbiamo nel Dna una buona dose di ottimismo e soprattutto la voglia di continuare a fare impresa. Per questo, nonostante tutto, continuiamo a scommettere su una ripresa del settore e, più in generale, dell’economia».

Un segnale particolarmente positivo arriva invece da Simac Tanning Tech, la manifestazione internazionale dedicata a macchine e tecnologie per le industrie calzaturiera, pellettiera e conciaria, organizzata negli stessi giorni a Fieramilano Rho. «Qui ho visto davvero molto interesse e tanta partecipazione – racconta D’Angelo -. Gli imprenditori stanno cercando tecnologie capaci di migliorare la produzione, automatizzare alcune fasi e soprattutto ridurre i consumi e i costi energetici. C’era grande curiosità per le nuove macchine e ho incontrato molti operatori entusiasti delle soluzioni presentate». Per il vicepresidente di Cna Macerata è proprio questo uno dei segnali da cui ripartire: «In una fase nella quale il mercato offre poche certezze, le imprese cercano di intervenire su ciò che possono controllare: organizzazione, efficienza, innovazione e costi produttivi. Vedere così tanti imprenditori interessati a investire in nuove tecnologie significa che, nonostante le difficoltà, nella nostra filiera c’è ancora una grande volontà di costruire il futuro».


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