di Laura Boccanera
«Dopo 17 anni lascio la politica e non mi ricandido, ringrazio il partito e i collaboratori dell’ufficio tecnico per questi anni». L’assessore all’urbanistica Gustavo Postacchini, 73 anni, da 17 in politica prende congedo dall’attività amministrativa e istituzionale, rimarrà nel Pd, ma non ha intenzione di ricandidarsi. L’annuncio arriva nel corso di una conferenza stampa di bilancio dell’attività dell’assessorato che Postacchini guida da due anni, quando prese il posto di Francesco Micucci eletto consigliere regionale. Postacchini, è stato eletto a partire dal 2000 nel consiglio comunale di Civitanova, con una parentesi come consigliere provinciale sia nel 2009 (prima del ricorso per le elezioni) sia nel 2011 quando si ricandidò. Sua la roccaforte di Civitanova Alta, quando “santini” in mano e scarpe da tennis andava in giro a cercare i suoi voti. Ora è tempo di una pausa: «in provincia ottenni 1676 voti, a maggio scadrà il mio secondo mandato e come da statuto non mi ricandiderò. Ho fatto molto per Civitanova Alta in questi anni, anche insieme all’assessore ai lavori pubblici, entro Pasqua sarà consegnata Porta Marina, è stato messo in sicurezza il muraglione del Sole, rifatta via Minniti, vicolo della Rocca e della Valle, via Aurora». Tra i progetti portati avanti Postacchini ricorda, fra gli altri, l’approvazione della variante al piano particolareggiato di iniziativa pubblica relativa all’area “ex Sabatucci”, la definizione degli indirizzi per la redazione delle linee guida e masterplan riferito ad un progetto di rigenerazione urbana ed ambientale nell’ambito portuale e nell’attiguo Borgo Marinaro, la presentazione dei progetti per la realizzazione del sottopasso viario e pedonale di via Venezia e la variante parziale al piano regolatore per la ridefinizione urbanistica dell’area “ex Ceccotti”.
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Era ora..
Una buona notizia!
Politica in lacrime.Telegrammi di cordoglio da parte del sindaco che dopo tre mesi che Micucci si era trasferito per ben più prestigiose e soprattutto pagate mansioni alla Regione, Corvatata ancora non l’aveva nominato assessore rischiando di brutto. Anche Silenzi, il primo che dovrebbe seguire l’esempio di Postacchini, che comunque i migliori anni della sua vita mi pare li abbia trascorsi alla Cecchetti e non a scroccare da quell’accattone politico che è il Giulio, facendo il sindaco (foglio di via perenne da M. San Giusto anche dallo spazio aereo ), e in altri ruoli istituzionali più consoni alla sua statura da statista, ha partecipato alle spese del telegramma spedito dal primo cittadino. Primo, di sicuro ad essere spedito a casa dagli elettori se non parte prima ( vedi approvazione bilancio ).
L’ASSESSORE NON SI RICANDIDA O NON PUO’ RICANDIDARSI?
Capita spesso nei giornali che il titolo (in questo caso il sottotitolo) contraddica il contenuto dell’articolo. Il sommario, infatti, recita: “L’assessore all’urbanistica ha deciso di non ricandidarsi alle prossime elezioni”. Scorrendo il pezzo, però, per bocca del politico in questione emerge un’altra verità: “A maggio scadrà il mio secondo mandato (di consigliere comunale, ndr) e come da statuto non mi ricandiderò”. Non sarebbe quindi una “decisione spontanea” – dopo 17 anni di impegno amministrativo (in Comune e Provincia) – ma norme statutarie gli impedirebbero di ripresentarsi. Una comunicazione tanto perentoria, in conferenza stampa, potrebbe sottintendere che volendo lo statuto del PD si potrebbe aggirare (due mandati non consecutivi ecc). In tali comportamenti nel PD sono specialisti, basti ricordare la “possente” ex-assessora regionale che uscita dalla finestra (dopo due mandati) è rientrata dalla porta, lautamente ricompensata (“consulente economica” – lei ragioniera – del governatore). Tornando all’assessore all’urbanistica, a leggere attentamente l’articolo, risulta che egli dal 2012 è stato sia consigliere comunale che provinciale. E dal 2015 (fino allo scioglimento dell’assemblea provinciale) assessore comunale e consigliere in Provincia. Quando si dice: preferibile evitare il cumulo di incarichi per meglio assolvere al proprio ruolo. Fare l’essessore dopo Micucci (promosso in consiglio regionale senza meriti amministrativi) non era un compito improbo. Se approfondiamo la questione “doppi mandati”, il leader PD civitanovese, il “fermano” Silenzi (fulminato sulla strada di Renzi dal referendum costituzionale), è candidato da 40 anni e di mandati ne ha accumulati in quantità enorme. Piuttosto un PD carente di candidati sindaco, tanto da doversi aggrappare all’uscente Corvatta (poco gradito all’elettorato e agli alleati superstiti), potrebbe pensare all’assessore all’urbanistica quale candidato primo cittadino. Non avrebbe problemi con il secondo mandato da consigliere e per qualità rispecchierebbe bene il personale politico residuo del Pd civitanovese. Tanto non è nemmeno vera la notizia – riferita all’assessore – che CM riporta nel titolo: “lascia la politica”, poichè nel pezzo si legge che egli “rimarrà nel Pd”. Restare in un partito (che è un soggetto politico) significa “fare politica”. L’assessore all’urbanistica rivendica, leggiamo, tra i meriti del suo mandato, la “variante al piano particolareggiato dell’area ex Sabatucci”: un “ottimo viatico” per poter aspirare all’elezione a Sindaco di Civitanova Marche.