Elezioni: mare in tempesta per Forza Italia,
Morgoni appoggia il Corvatta bis

CIVITANOVA - Politica in fermento. La Nuova città è alla ricerca della coalizione "perfetta", ma stenta a trovare un accordo, Costamagna e Uniti per le Marche guardano a Morresi. E intanto il Pd va verso la riconferma di Corvatta. Problemi in Forza Italia, coordinamento locale contro Remigio Ceroni che rischia di essere messo in minoranza e delegittimato nelle scelte sulle alleanze
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Da sinistra in altro Tommaso Corvatta, Piero Gismondi, Ivo Costamagna e Mario Morgoni

 

di Laura Boccanera

Grande è la confusione sotto il cielo di Civitanova. Lo scacchiere politico continua a riservare sorprese. Dopo gli incontri fra la lista di “La nuova città” e quella di Morresi, Piero Gismondi fa sapere che in realtà ancora l’accordo non c’è. Mancherebbe una coalizione ampia necessaria per la vittoria. Nel frattempo però anche Uniti per le Marche, la civica di Costamagna guarda a Morresi per l’alleanze di moderati e riformisti e non è escluso che Gismondi e Costamagna potrebbero tornare a guardarsi negli occhi dopo che lo stesso Gismondi ne ha chiesto la destituzione da presidente del consiglio comunale. Dalle parti di Corvatta sembra che qualcosa si muova in direzione Pd. Il senatore Mario Morgoni in persona sarebbe andato a conferire col sindaco dichiarando l’appoggio dei democrat regionali e provinciali per il Corvatta bis. Sul fronte opposto cospirazioni e golpi in atto in Forza Italia. In sintesi questa la radiografia politica della giornata. Il centro cerca una coalizione ampia: Gismondi, da mesi in consultazione con le varie forze politiche non sembra aver trovato la quadra. La quadra sarebbe un’alleanza ampia che garantisca di arrivare al ballottaggio e giocarsi la vittoria. L’avvicinamento a Morresi e Insieme per Civitanova è reale, ma mancherebbe, non tanto una visione programmatica unitaria, quanto piuttosto numeri capaci di garantire il favore dell’elettorato. Lo stesso problema che secondo Gismondi avrebbero anche le liste civiche di Ghio, non appoggiate da nessun’altra forza politica. E alla ricerca dell’alleanza perfetta anche Corvatta non sembrerebbe più cosi “impresentabile”: «non abbiamo un veto su Corvatta – dice Gismondi – il problema è che anche la sua candidatura non assicura un’ampia coalizione». Nel frattempo la lista sta incontrando anche l’Udc locale. Una posizione che suscita l’ilarità del presidente del consiglio comunale del Pd Daniele Maria Angelini: «noi siamo legati a Corvatta – dice Angelini – con questo comportamento Gismondi non sta facendo una bella figura, scredita se stesso». Si muove su di un binario uguale e parallelo anche Uniti per le Marche alla ricerca dell’accordo con la lista di Claudio Morresi, un corteggiamento partito da lontano. Nello scenario di un possibile accordo la lista farebbe fare un passo indietro al candidato Flavio Rogani. Un’ipotesi che porterebbe Gismondi e Costamagna, sebbene quest’ultimo ha più volte dichiarato che non si candiderà direttamente, a sedere di nuovo dalla stessa parte dopo l’inasprimento dei rapporti fra i due. «In politica mai dire mai» – commenta laconico Costamagna. Dalle parti del Pd, sebbene ancora non sia ufficiale l’appoggio del Pd a Corvatta, oggi il senatore Mario Morgoni ha fatto visita a Corvatta e avrebbe confermato in via discrezionale il sostegno delle alte sfere del Pd alla ricandidatura del Corvatta bis.

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Remigio Ceroni

Nel centrodestra invece si prospetta un colpo di scena in Forza Italia. C’è aria  di tempesta nel partito entrato in collisione a causa dei dissapori del coordinamento locale con la segreteria regionale. Da un lato infatti la coordinatrice Consuelo Fortuna, Giovanni Corallini e i membri del direttivo sarebbero in contrasto con le scelte di Remigio Ceroni che vuole far rientrare dalla finestra Ottavio Brini e i suoi uomini fidati. Una soluzione inaccettabile per i locali. E alcuni rumors e indiscrezioni danno per verificata la voce che a Roma questo gioco delle tre carte abbia indispettito non poco i piani alti e che potrebbe esserci un “golpe” per legittimare le scelte di alleanza del coordinamento locale che aveva già scelto di allearsi con Lega e Fratelli d’Italia e mettere in minoranza lo stesso deus ex machina di Forza Italia Remigio Ceroni. 



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