Ciarapica va all’attacco:
“Assunzione ad hoc in Comune”
I dipendenti fanno esposto all’Anac

CIVITANOVA - Il candidato sindaco di Vince Civitanova mostra dubbi sulla liceità di un'assunzione a tempo indeterminato con la quale è stato reclutato un familiare di un ex esponente politico di centrodestra. L'assessore al personale, Cristiana Cecchetti: "Procedura regolare"
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Fabrizio Ciarapica di Vince Civitanova

 

di Laura Boccanera

«Assunzione anomala, sembra fatta quasi ad hoc per una persona». Il candidato sindaco e consigliere di minoranza Fabrizio Ciarapica lancia una delle prime bombe pre elettorali delle amministrative 2017 insinuando che una recente assunzione a tempo indeterminato nei servizi demografici abbia seguito un iter del tutto particolare e anomalo e che a beneficiarne sia stato il familiare di un ex esponente politico di centrodestra. «Il sindaco dice sempre che nuove assunzioni non possono essere fatte, eppure a Palazzo Sforza da tempo girano indiscrezioni di assunzioni mirate, alimentate da procedure singolari per non dire bizzarre». Una situazione che non è passata inosservata neanche ad alcuni dipendenti comunali che hanno presentato un esposto all’Anac. Il riferimento è in una delibera del 2016 con la quale la giunta approva degli indirizzi per l’assunzione di un istruttore direttivo D1 per i servizi demografici scegliendo di attingere a  graduatorie di comuni solo costieri e con più di 15mila abitanti. «Sembra un vestito fabbricato ad hoc per qualcuno e guarda caso ad essere assunto è stato un familiare di un ex esponente politico di centrodestra» incalza Ciarapica. La determina dell’assunzione porta la data del 13 gennaio e all’interno vengono esplicitati alcuni criteri. Il Comune infatti, considerando una carenza ai servizi demografici prova a reclutare la risorsa attraverso la mobilità obbligatoria, ma senza risultati. Poi anziché avviare un concorso che avrebbe richiesto un periodo troppo lungo per snellire la procedura si procede, tramite delibera di giunta, al reclutamento attingendo alle graduatorie di altri comuni. Tra i criteri di selezione ci sono quelli territoriali con la richiesta di verificare le graduatori dei comuni di Ancona, Falconara Marittima, Senigallia, Grottammare, Fermo, San Benedetto, Porto San Giorgio, Porto Sant’Elpidio e Potenza Picena e la selezione è riservata ai non occupati a tempo indeterminato. All’esito del reclutamento solo due comuni hanno fornito le liste, Grottammare e Senigallia, ma per la città anconetana non erano presenti figure idonee al livello e al servizio richiesto e così la scelta è caduta sulla terza in graduatoria a Grottammare dal momento che il primo in lista risulta assunto e il secondo non ha fornito risposta. La terza persona, che ha dato la propria disponibilità, è il familiare dell’ex assessore. «In sintesi la giunta civitanovese ha stabilito che era possibile attingere solo da alcuni Comuni costieri arbitrariamente scelti e con oltre 15mila abitanti, come se graduatorie provinciali di Macerata o Porto Recanati non potessero garantire la stessa qualità – afferma Ciarapica – ma non solo, cosa altrettanto vergognosa, scegliendo solo tra personale non assunto, calpestando i diritti dei vincitori dei concorsi. Guarda caso che tra i Comuni rivieraschi scelti arbitrariamente soltanto uno, e ripeto uno soltanto, avesse la graduatoria vigente. E così a pochi mesi dalle elezioni e dopo queste ingegnerie amministrative c’è chi incassa un contratto a tempo indeterminato. Sembrerebbe che contro tale procedura così discriminatoria siano già partiti degli esposti alle autorità competenti». La pratica è stata seguita dal dirigente competente e approvata dal segretario comunale. Il sindaco e l’assessore al personale confermano la liceità della procedura spiegando che la necessità di una persona all’ufficio anagrafe ha reso necessario un procedimento veloce. «Essendo andata a vuoto la selezione per mobilità abbiamo scelto nel rispetto della legge una procedura snella – spiega l’assessore al personale Cristiana Cecchetti –  Abbiamo limitato i comuni solo per velocizzare i tempi. Già così ogni Comune ha impiegato circa un mese per rispondere, se lo avessimo allargato ad ampio spettro i tempi si sarebbero allungati esponenzialmente. Il dirigente e il segretario ci hanno assicurato che è tutto in regola».



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