Sorpresa: riapre via dei Velini
dopo 500 giorni di passione.
Da domani circolazione nei due sensi
MACERATA - Il cantiere era stato consegnato il 17 giugno 2024 e i lavori dovevano essere ultimati entro l’estate scorsa. L'assessore Andrea Marchiori: «Mancano tappetino di usura, illuminazione e barriere ma sono lavorazioni che non intralceranno il traffico». Oggi in corso gli ultimi ritocchi

Via dei Velini oggi pomeriggio
di Luca Patrassi (Foto di Fabio Falcioni)
Domani via dei Velini tornerà ad essere percorribile nei due sensi di marcia. In effetti oggi si è vista al lavoro una ditta locale, la Ital Sign di Camerino, cui il dirigente dei Servizi tecnici del Comune Tristano Luchetti, ha deciso di rivolgersi per stroncare sul nascere la minima possibilità che si potesse prolungare ulteriormente il già notevole disagio, determinato dall’impresa appaltatrice laziale che non ha rispettato i termini di consegna dei lavori, creato agli utenti, maceratesi e non.

Dunque, secondo quanto riferito dall’assessore ai lavori pubblici del Comune di Macerata Andrea Marchiori, oggi l’impresa camerte dovrebbe portare a termine l’incarico per la realizzazione della segnaletica verticale e orizzontale e domani la strada tornerà a registrare la circolazione di una volta. Vale a dire il doppio senso di marcia. Spiega Marchiori che «la segnaletica a terra in questa fase sarà gialla perché serve un periodo di assestamento del nuovo asfalto, poi, tra un mese o due, sarà posato il tappetino di usura ma questa operazione non comporterà chiusure perché sarà coinvolta solo la macchina che, una corsia alla volta farà l’asfaltatura. I lavori per l’illuminazione e le barriere, saranno portati a termine con la strada riaperta».

Oggi peraltro è anche stata pubblicata l’apposita determina dirigenziale per l’affidamento diretto dei lavori per circa 5.500 euro e sempre oggi, primo giorno utile vista la pioggia precedente, l’impresa si è messa al lavoro. Come dire che negli ultimi due mesi le opere hanno conosciuto un’accelerazione impensabile per quanto fatto vedere finora dalla ditta appaltatrice. Nella determina comunale di affidamento dell’incarico per la segnaletica c’è anche un passaggio involontariamente satirico, se non fosse per gli enormi disagi creati dai ritardi: l’affidamento diretto si è reso necessario, è scritto nell’atto, «per consentire una celere riapertura della strada interessata dal cantiere in entrambi i sensi di marcia». L’uso della parola “celere” per via dei Velini appare un pochettino eccessiva.

L’intervento di riqualificazione della viabilità di collegamento con la frazione di Villa Potenza è un’opera da 3,8 milioni, il cantiere era stato consegnato il 17 giugno dello scorso anno e i lavori dovevano essere ultimati entro l’estate scorsa. In totale sono trascorsi 529 giorni dall’apertura del cantiere.
Il termine di scadenza è stato superato da due mesi e mezzo. Il progetto complessivo interessa il tratto che va dall’incrocio di Montanello a Villa Potenza e riguarda opere di ampliamento della carreggiata, illuminazione pubblica, banchine di fermata dei bus e attraversamenti pedonali in completa sicurezza, consolidamento dei terreni in generale con opere di contenimento sulle scarpate dove c’è dissesto idrogeologico, infine rifacimento dell’asfaltatura.
Domani si torna alla circolazione nei due sensi di marcia e bisogna aggiungere che l’intervento non è stato ancora ultimato ma restano da fare opere che non avranno impatto diretto sulla circolazione. C’è grande attesa per la riapertura ed anche grande curiosità per vedere se il marciapiede realizzato sarà utilizzato visto che il tratto di nuova realizzazione è in “leggera” pendenza.
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Leggo commenti di gente frustrata di sinistra che non potranno piu’ spargere veleno…li vedo sono esausti e peggio verra’ con l’apertura degli altri cantieri…..
Magari nasce il marciapiedismo estremo.
Aldilà di tutte le considerazioni sull’eventuale utilità dell’opera — a meno che non sia davvero legata a un indispensabile muro di contenimento — vorrei capire una cosa molto semplice: ufficialmente, a cosa è dovuto tutto questo ritardo nel completamento dei lavori?
Qual è la motivazione formale, concreta e documentata che ha portato a uno slittamento così lungo…considerando anche il fatto che comunque finita non è…
Aldilà di tutte le considerazioni sull’eventuale inutilità dell’opera — a meno che non sia davvero legata a un indispensabile muro di contenimento — vorrei capire una cosa molto semplice: ufficialmente, a cosa è dovuto tutto questo ritardo nel completamento dei lavori?
Qual è la motivazione formale, concreta e documentata che ha portato a uno slittamento così lungo…e che comunque non è ancora finita…???
Questa amministrazione di incompetenti farebbe una bella figura a NON fare la solita inaugurazione con i soliti selfie del c…. Ma non ci credo purtroppo….
Bartolò, dal modo in cui reagisci traspare tutto il tuo disagio nel vedere cosa pensano davvero i cittadini di Macerata sulle vostre scellerate e fallimentari operazioni cementizie. E se davvero fossero tutti di sinistra come sostieni, allora alle prossime elezioni sarà un plebiscito… altro che storie. Dai, calmati un attimo e prova a digerirla…magari aiutati con due anzi tre pasticche di Maloox..
Bartolò, dal modo in cui reagisci traspare tutto il tuo disagio nel vedere cosa pensano davvero i cittadini di Macerata sulle vostre scellerate e fallimentari operazioni cementizie. E se davvero fossero tutti di sinistra come sostieni, allora alle prossime elezioni sarà un plebiscito… altro che storie. Dai, calmati un attimo e prova a digerirla…magari con due anzi tre pasticche di Maloox..
Oggi la Via dei Velini è una vena silenziosa
dove l’inconscio cittadino ancora cammina.
Il passante non sa, eppure sente:
sotto i suoi piedi dormono gli antenati,
torri decapitate ridotte a cantine,
ma l’energia tellurica sale lo stesso,
come un serpente kundalinico di pietra e memoria.O antichi de Velinis,
voi siete l’Ombra nobile che Macerata ha integrato
solo a metà:
ogni volta che qualcuno ride del “velino” televisivo
è il vostro spettro che si vendica,
trasformando il vostro nome di spada
in nome di carne palestrata.Eppure ridete anche voi, dall’Aldilà collettivo:
perché l’archetipo non muore,
si traveste soltanto.
Dal condottiero al ballerino
passa lo stesso phallus victoris,
la stessa fame di essere visti,
la stessa danza o in battaglia.Salute a voi, progenitori sepolti nella toponomastica.
La città vi porta nel sangue come un sogno ricorrente:
torri che crollano e risorgono,
guelfi e ghibellini che si scambiano le maschere,
e sempre la stessa lotta
tra l’Io che vuole comandare
e l’Ombra che vuole essere riconosciuta.Nella Via dei Velini
il tempo si è piegato su se stesso.
Chi passa di lì, anche solo per caso,
riceve un battesimo invisibile:
diventa, per un istante,
erede inconsapevole
di Giovanni di Velino
e del suo eterno, doppio, splendente volto
di guerriero e di poeta. Ave, Velini.
L’inconscio di Macerata
ancora vi saluta
nel vento che gira l’angolo.
Ottimo anche il Kundalini Yoga su Marciapiede Pendente, sblocca parecchio il primo chakra.
Ha ragione il bartoloni prima o poi riapriranno tutti i cantieri, una volta che avranno finito a piacere loro, così daranno la pace ai sinistroidi lamentosi.
Non essendo io un esperto del settore e non potendo focalizzare questo caso specifico, mi sono chiesto perché mai nella quasi totalità dei casi (sia a livello locale che nazionale) i lavori di ripristino in generale non debbano rispettare le scadenze prefissate.
Ho provato a fare alcune ipotesi.
La prima potrebbe riguardare problemi imprevedibili legati a eventi climatici avversi.
La seconda potrebbe essere causata da mancanza di personale.
La terza potrebbe originarsi da mancata consegna di materiali indispensabili.
La quarta potrebbe riguardare calcoli eventualmente errati e/o incompleti.
Escludendo la prima ipotesi come causa imponderabile, sono sicuramente certo che le altre cause potrebbero essere previste, ovviate e velocemente risolte.
Oppure io, non essendo un esperto del settore, sbaglio?
Oggi, sabato, la strada é chiusa… come mai?
Cara Adriana Tobaldi, forse la strada è chiusa perché stanno aspettando Samira Lui per l’inaugurazione, anche se la “ricostruzione” è stata fatta (per la strada e per lei), ma non è completa.
“Se non scrivo per una settimana mi ammalo, non riesco più a camminare, mi gira la testa, vomito, non mi alzo dal letto. Ho bisogno di scrivere a macchina. Se mi tagliassero le mani scriverei con i piedi. Sicché non ho mai scritto per i soldi, ho scritto per questo stimolo imbecille.”
(C. Bukowski)
Povero Bukowski, dopo una settimana che non scriveva bisognava fare la “ricostruzione” anche a lui.
Signor Giorgi, il suo commento termina con “lui”.
Il riferimento riguarda Bukowski oppure Lui?
Lui chi è? Ce lo chiediamo dai tempi del triangolo di Renato Zero.
Infatti, è meglio non darsi una risposta.
Per inciso, ricordo Adriano Panatta, amico di Renato Zero, raccontare di lui che girava per Roma “vestito come un marziano” tra l’ilarità scomposta delle persone che lo incontravano.
Lo stesso Renato Fiacchini ha raccontato di quando alle elementari la maestra gli affibbiava spesso il voto Zero: da qui lo pseudonimo.
Comunque, un Grande.