Ceroni: “Sul sisma dovevano ascoltarmi”
“A Civitanova il nome caldo è Ciarapica
ma senza rinunciare a nessuno”

POLITICA - Il coordinatore regionale di Forza Italia a tutto tondo su terremoto, governo e amministrative. La risposta alle domande di Carlo Cambi: "Io mi sono speso con tutte le forze". Sulle elezioni nella città costiera: "Le sparate e i veti su Brini non producono nulla, ognuno può offrire qualcosa a questa comunità"
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Il coordinatore regionale Remigio Ceroni

 

di Laura Boccanera

«L’assenza del presidente della Regione Luca Ceriscioli all’incontro con il presidente del Parlamento europeo è di una gravità inaudita». L’onorevole Remigio Ceroni stigmatizza l’assenza del governatore delle Marche alla visita di Antonio Tajani in alcuni dei comuni terremotati. Il coordinatore regionale di Forza Italia parla a tutto tondo del sisma, delle mancanze del governo centrale e delle prossime amministrative dove si cerca la vittoria su Civitanova, Tolentino e Porto San Giorgio. La disanima del parlamentare fermano comincia dalla dimensione nazionale: chiamato in causa da Carlo Cambi con 10 domande in cui sprona l’opposizione ad uscire dall’ombra. «Per quanto mi riguarda mi sono speso con tutte le mie forze e fatto ciò che potevo nel rispetto delle regole parlamentari. Ho anche usato le minacce, sono intervenuto 4 o 5 volte in aula. Se avessero seguito i miei suggerimenti le cose sarebbero andate meglio. Trovo però di una gravità inaudita l’assenza di Ceriscioli alla visita del presidente Tajani. Anche perchè ha riferito che l’Europa potrebbe mettere a disposizione 2 miliardi di euro. Avrebbe dovuto accoglierlo stendendo il tappeto rosso invece non si è presentato”, come aveva detto anche durante l’incontro di San Ginesio (leggi l’articolo).

Sulla politica locale invece Ceroni sembra più determinato a ricostruire Forza Italia nei comuni che andranno al voto e in particolare guarda con interesse a Civitanova.«E’ possibile tornare a governare Civitanova, ma solo uniti si vince». Il partito si ricompatta dopo la crisi con il coordinamento locale della città. Ieri al Cosmopolitan si è tenuta la riunione del coordinamento regionale dei forzisti, sul tavolo della discussione le prossime elezioni amministrative e i nomi su cui puntare. E come da previsioni è in atto la virata verso Fabrizio Ciarapica di Vince Civitanova. Lo conferma lo stesso Ceroni che però rimanda ad un incontro con i vertici regionali di Lega e FdI per compattare l’alleanza. Ceroni parla di “clima positivo” nel coordinamento: «Abbiamo ascoltato le proposte del coordinamento provinciale per ogni singola realtà. Su alcuni comuni si è in fase avanzata ma le scelte vanno concordate e condivise in ambito locale e poi nazionale. Riferirò le proposte formulate al senatore Altero Matteoli e poi insieme prenderemo le decisioni più giuste. Nei prossimi giorni ci incontreremo con i responsabili regionali di Fratelli d’Italia e Lega che sono i nostri alleati naturali per vedere se la loro ambizione è vincere o solo partecipare».

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Fabrizio Ciarapica

Ceroni però aggiunge che occorre allargare la coalizione anche al mondo delle civiche e condividere programma e candidato sindaco. Una dichiarazione che suona come un’investitura ufficiale di Ciarapica e infatti il parlamentare marchigiano aggiunge: «Ciarapica è un nome su cui stiamo discutendo, però deve essere condiviso da tutti». Sembrano ricucite, almeno per ora, le sfilacciature all’interno del partito civitanovese: «non c’è stato alcuno strappo, solo il rispetto delle prerogative di ognuno – e sulla posizione della coordinatrice civitanovese Consuelo Fortuna che aveva anticipato in conferenza stampa l’alleanza con Fdi e Lega dice –  non è vietato esprimere una posizione a titolo personale ma il partito presuppone tempi e modalità diverse». Presente ieri pomeriggio all’incontro al Cosmopolitan anche Ottavio Brini. Il suo nome era guardato con sospetto anche nell’ambiente di centrodestra, ma ora torna in prima fila e su questo Ceroni è chiarissimo:  «io sono convinto che se si vuole fare un progetto che vince non si può rinunciare a nessuno. Le sparate e i veti su Brini non producono nulla, ognuno può offrire qualcosa a questa comunità. Per 17 anni abbiamo fatto crescere Civitanova, rinnegare un periodo così positivo solo per invidie e rancori non è produttivo».



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