Aldo Caporaletti


Utente dal
17/4/2013


Totale commenti
500

  • Accademia Primo Dialetto:
    «Sfrattati per far posto
    all’università telematica»

    1 - Set 16, 2020 - 7:34 Vai al commento »
    NE HA FATTE PIU' DI MAICA A CIVITANOVA "Ho subito critiche, anche feroci, da parte di chi non ha mai perso occasione per dipingermi come una dittatrice, animata soltanto dalla brama di successo. Tutti coloro che sono venuti nel mio ufficio, in questi anni, hanno imparato a conoscermi e hanno dovuto riconoscere che quelle che girano sul mio conto non fossero che cattiverie prive di fondamento. Le mie deleghe mi hanno permesso di conoscere realtà meravigliose, artistiche e sportive del nostro territorio e, attraverso il mio lavoro per la città, ho instaurato legami sinceri che alla base avevano stima e fiducia" (Maika Gabellieri, Facebook, 20 luglio 2020). P.S. Esistono entusiastici e compiaciuti bilanci di un'assessore messo alla porta e infinite testimonianze negative di associazioni e cittadini. Lunedì sapremo se gli elettori avranno dato ragione ai comportamenti della Gabellieri ("io sono io e voi non siete un c....") o alle diffuse rimostranze dei civitanovesi.
  • Bonaccini suona la carica ai mille:
    «Togliamoci la puzza sotto al naso»
    Mangialardi e il centrosinistra al Varco

    2 - Set 15, 2020 - 16:24 Vai al commento »
    LA PARABOLA DI SALVINI: "DA STRAVINCIAMO A SE PERDO SONO FELICE LO STESSO" Dall'euforia pre-voto alle parole di circostanza per provare a nascondere la delusione di un risultato che consegna nuovamente al centrosinistra l'Emilia Romagna. Da "stravinciamo" a "se perdo sono felice lo stesso". Matteo Salvini nella conferenza stampa tenuta dopo la mezzanotte al comitato elettorale di Lucia Borgonzoni si nasconde dietro la debacle del Movimento 5 Stelle. Dopo quasi due mesi trascorsi in giro per l'Emilia Romagna annunciando cambiamenti epocali e una svolta immediata sia nella regione che in tutto il Paese, il leader della Lega prova a distogliere l'attenzione elogiando la grande affluenza che si è registrata alle urne, dove hanno votato oltre il 67% degli aventi diritto. Oltre ai proclami di vittoria annunciati da settimane ("Il treno della storia passa il 26 gennaio, da lunedì penso che cambieranno tante cose"), Salvini conferma il pensiero sul "day after" riservandolo solo al risultato conquistato dai 5 Stelle: "Un dato salta all'occhio è che il Movimento 5 Stelle scompare dall'Emilia Romagna e quasi dalla Calabria. Qualcosa a Roma domani cambierà" ("Il Riformista", 27/1/2020). P.S. Un dato ancora più evidente, macroscopico per chi ha l'onestà di vederlo, salta all'occhio: "I PIFFERI DI MONTAGNA ANDARONO PER SUONARE E FURONO SUONATI"!!!
  • Mangialardi sfida Salvini:
    «Venga per un confronto diretto»

    3 - Set 9, 2020 - 18:32 Vai al commento »
    IL MANIFESTO REVISIONISTA DI SALVINI: PIAZZA MATTEOTTI DIVENTA PIAZZA DELLA POSTA, COME IN EPOCA FASCISTA Sovranista di sicuro. Ma in campagna elettorale Matteo Salvini si scopre anche revisionista. L'occasione è fornita dalla prossima tappa napoletana del leader leghista, schierato in prima persona per sostenere Stefano Caldoro candidato di centrodestra contro il presidente uscente della Regione Campania Vincenzo De Luca. L'appuntamento è per venerdì 11 settembre in pieno centro della città, piazza Matteotti. Ma sul manifesto che annuncia l'evento, tra parentesi, il luogo del comizio viene indicato anche come piazza della Posta, proprio come si chiamava in epoca fascista, prima di essere intitolata all'esponente politico assassinato nel 1924 da una squadraccia del regime mussoliniano. Il riferimento non è passato inosservato sui social. A segnalarlo un post carico di indignazione rilanciato dal senatore del gruppo misto Sandro Ruotolo: "Per noi napoletani e per tutti gli antifascisti quel riferimento rappresenta uno sfregio in piena regola - dice Ruotolo - perchè sappiamo tutti benissimo chi era Giacomo Matteotti e per noi quella è da sempre piazza Matteotti. Chi ha una certa età, ricorda perfettamente i manifesti del Msi che invece la chiamavano piazza della Posta. Quello di Salvini e della Lega è un richiamo sottile che guarda a quel mondo e lo sdogana. Ecco perchè questa destra sovranista ci fa paura" ("La Repubblica", mercoledì 8 settembre 2020)
  • Addio ad Annita Pantanetti,
    una vita da antifascista

    4 - Set 10, 2020 - 7:23 Vai al commento »
    ADDIO ANNITA, PUNTO DI RIFERIMENTO DI QUARANT'ANNI E' stata per me una giornata particolare quella di ieri, chiuso nei ricordi e nelle forti emozioni. La sua famiglia, Annita, da cui sono stato accolto con amichevole affetto, sono stati una parte importante, negli Anni '70, della mia formazione politica ed intellettuale. Sono seguiti quarant'anni di vicinanza, sempre su un linea comune, tante battaglie vittoriose per la democrazia del nostro Paese: ultima quella per l'abolizione delle modifiche costituzionali del governo Renzi. Mi piace ricordare, nel mio lungo impegno di promotore e organizzatore culturale, la partecipazione di Annita, docente di Diritto Romano all'Università di Macerata, al convegno su Theodor Mommsen, con relatori di rilievo internazinale. Sullo storico tedesco, premio Nobel per la Letteratura , che soggiornò a Civitanova Alta a fine '800, in un suo "Viaggio in Italia". Mi ritrovo, in un orario in cui la mente ha voluto ignorare il riposo, a ricordare Annita ed i suoi cari. Saluto e abbraccio Roberto, uomo riservato ma dal carattere forte e determinato, che dovrà far valere in un momento difficile, Claudio, di cui ho vissuto la nascita e che seguo con interesse nel suo impegno accademico ed intellettuale, la sua compagna Tasha. Nel pomeriggio, la triste cerimonia del commiato, nel silenzio assordante dell'Amministrazione Comunale civitanovese,impegnata nel rito terreno della campagna elettorale. Una figura quella di Annita che, con la sua famiglia, porterò sempre nel cuore con profonda gratitudine. Addio cara Annita, nella cristiana attesa di ritrovarci insieme nella pace della Vita Eterna.
  • Regionali, Gabellieri lancia la sfida:
    «Il mio obiettivo è superare Ciarapica»

    5 - Ago 28, 2020 - 16:58 Vai al commento »
    GABELLIERI: CHI DI POST FERISCE, DI POST PERISCE - Maika Gabellieri (Facebook, 24/8/2020): "24 agosto 2016 l'inizio del terremoto del centro Italia. Evento sismico che ha messo in ginocchio interi paesi: lacrime, sofferenza, il lavoro di una vita perso tra polvere e macerie insieme ai tanti ricordi di famiglia. Come sempre a reagire è il singolo cittadino mentre a quattro anni di distanza la politica ancora deve pensare a come intervenire seguendo le procedure che cambiano di volta in volta. Intanto i paesi colpiti rimangono soli e lasciano (i paesi?, ndr) il luogo di una vita. Credo sia giunto il momento di mettere un punto a questa politica dell'indifferenza e iniziare a fare davvero qualcosa per far riparire i territori colpiti valorizzando la loro identità, la loro tradizione e cultura. Insieme possiamo farcela scegliendo una diversa classe politica". - Mariarosa Berdini (Facebook, 24/8/2020): "Parli tu di terremoto?? Tu?? Che dopo che sei voluta entrare nel comitato che avevamo fatto per aiutare i terremotati con Ricky Navarra, raccolto qualche soldo... Poi qto (quando, ndr) chiesi urgentemente che servivano 200 euro per acquistare biancheria intima per quelle povere persone, sei stata la prima ad essere contraria! Ti ricordi sì?? Vuoi che metto i messaggi? Ancora li ho tutti conservati. Poi me ne sono andata per colpa tua... E poi hai voluto darli a Bolognola per farci cosa???? Non mi apparteneva proprio il tuo modo di fare!"
  • Mancini promuove la “sua” sinistra etica
    «Destra razzista pericolo per democrazia,
    dall’altra parte politica dell’abbandono»

    6 - Ago 28, 2020 - 10:39 Vai al commento »
    ALLE SOLITE: IL FASCISTA CHE SCAPPA Sui suoi profili social si definisce "naziskin, negazionista, omofobo, xenofobo, antidemocratico, anticostituzionale, anticomunista e antisemita". Proprio così, letterale. Anzi, si definiva, perchè Christian D'Adamo, candidato al consiglio comunale di Fondi, in provincia di Latina, come fanno tutti i fascisti appena è stato beccato da alcuni giornalisti si è preso subito la briga di scappare e nascondersi rendendo privati i suoi profili social. E' la solita legge non scritta: non tutti i vigliacchi sono fascisti ma tutti i fascisti sono vigliacchi. Il 32enne è in lizza per le prossime amministrative nella lista civica "Giulio Mastrobattista sindaco" che è una delle tre liste in supporto al candidato sindaco Mastrobattista, uomo di Fratelli d'Italia, il partito di Giorgia Meloni che si indigna se si parla di fascismo di ritorno e che accusa noi di vedere fascisti dappertutto mentre lei si occupa semplicemente di detergerli per renderli un pò più presentabili. Con D'Adamo la missione non è riuscita perchè il candidato ha infarcito il suo diario Facebook con foto di magliette raffiguranti Benito Mussolini con citazioni come "Avanti Lazio, Dvce Dvce Dvce" e perfino il suo account su Twitch riporta una svastica come sfondo. Tutto alla luce del sole. Geniale il candidato sindaco che a "Repubblica" risponde così: "Non conoscevo questa persona e abbiamo già lanciato l'hashtag #nessunovotid'adamo. Per quanto riguarda la candidatura dovrebbe rinunciare lui, ma stiamo verificando se lo stesso responsabile della lista sia legittimato ad estrometterlo. Intando io e tutti i candidati stiamo appunto lanciando l'hashtag". La sua azione politica è stata quella di creare un hashtag, nessuna responsabilità ovviamente sull'avere candidato un personaggio del genere... (Giulio Cavalli, autore, attore e scrittore, "Left", 27 agosto 2020)
  • Coronavirus, Della Valle:
    «Perché non hanno chiuso le Borse?
    Le aziende hanno perso delle fortune»

    7 - Mar 4, 2020 - 23:01 Vai al commento »
    REPLICA AL DISINFORMATO OPINIONISTA PIACENTINO Sono in debito di una replica con l'opinionista piacentino, che "vomitava" insulti nei miei confronti mentre veniva a mancare mia madre. In un post mi invitava a "lasciar stare" il poeta Montale, poichè "non è per me". Spiace deluderlo, come già avvenuto con Fortini, unico autore a suo giudizio di cui "mi occupo", mentre nella trentennale esperienza di promotore e consulente culturale ho realizzato incontri su un centinaio di letterati. Montale è il mio poeta preferito, conosco tutta la sua produzione anche la minore. Ho organizzato nel corso degli anni tanti incontri sulla poesia di Montale. Il primo, quale presidente della Biblioteca Comunale "Zavatti" di Civitanova, con l'intervento del Prof. Alvaro Valentini, docente di Letteratura all'Università di Macerata, di cui sposo la linea di critica letteraria che pone in relazione Montale con Eliot. Gli altri eventi promossi quale consulente culturale del Comune di Porto Recanati. Parteciparono i Proff. Franco Croce, docente di Letteratura Italiana all'Università di Genova e Riccardo Scrivano (recentemente scomparso) docente di Letteratura Italiana all'Università di Roma-Tor Vergata. Entrambi allievi di Walter Binni, maggiore studioso leopardiano del Novecento. Sono, inoltre, intervenuti agli incontri di Porto Recanati i Proff. Claudio Scarpati, docente di Letteratura Italiana all'Università Cattolica di Milano e Gilberto Lonardi, docente di Letteratura Italiana all'Università di Verona. Hanno concluso gli appuntamenti montaliani, da me pregettati ed organizzati, i poeti Luciano Erba (docente all'Università Cattolica di Milano) ed Eugenio De Signoribus. Da studioso montaliano, l'opinionista piacentino conoscerà i docenti e i critici letterari citati. Riguardo ai commenti su CM non comprendo la sua animisità nei miei confronti, dal momento che mai l'ho chiamato in causa per primo. Anche nella difesa di opinionisti che definisce "educati" è fuori strada. Il soggetto a cui si riferisce ha offeso in pubblico con scurrili epiteti me e la mia compagna, senza averne motivo, durante un festival estivo a Civitanova Alta. Non pago di aver evitato la citazione in Tribunale si è iscritto tra gli opinionisti di CM e ha dedicato la prima parte dei suoi post ad insultarmi. Sperando di aver chiarito la situazione, invito l'opinionista padano, in considerazione della dolorosa vicenda familiare, a non far riferimento nei post alla mia persona. Siamo distanti, poichè considero l'uso della presunta cultura personale al fine di screditare e diffamare il prossimo la forma peggiore di ignoranza.
  • Giorno del ricordo, polemica a Civitanova:
    «Questa è controcultura a senso unico»

    8 - Feb 12, 2020 - 13:38 Vai al commento »
    AD UN INCONSAPEVOLE "PIRLA" PADANO "Ci sono anche altri pirla nel mondo ma come riconoscerli? I pirla non sanno di esserlo. Se pure ne fossero informati tenterebbero di scrollarsi con le unghie quello stimma" (Eugenio Montale) PS "Quattro secoli" è un modo di dire (leggendo, ascoltanto canzoni, Bertoli, si trova), ma il pirla non arriva a capirlo e (sebbene non chiamato in causa) parte con l'insulto gratuito. E poi pretende che l'interlocutore subisca e gli "lisci il pelo". Tutto normale, altrimenti che pirla (padano) sarebbe?
    9 - Feb 12, 2020 - 2:23 Vai al commento »
    BULIMIA MEDIATICA E ASTINENZA SESSUALE Se taluni opinionisti copulassero con la stessa intensità (e la necessaria fantasia) con cui postano sui social, sarebbero certamente più presenti a se stessi, non soffrirebbero di "allucinazioni" e magari riuscirebbero a comprendere pienamente il senso di quanto scritto nei commenti. Se poi vi traggono ciò che non si intendeva vergare e non è in alcun modo riportato è perchè si è loro, involontariamente, toccato un "lato oscuro", scoperto un "segreto nascosto". In tal caso la loro "coda di paglia" risulta talmente ampia da non riuscire ad evitare di calpestarsela. Quanto alle offese portate a se stessi, sono meno gravi di quelle arrecate dai "minchioni" alla natura e al genere umano. La responsabilità è di quel loro congiunto che non è riuscito ad "arrestarsi un attimo prima", non prevedendo il danno che con il suo comportamento negligente avrebbe arrecato. I nostri "minchioni" continuano a muoversi in coppia (al "frico grosso" di Civitanova nulla da aggiungere), dacchè una loro separazione potrebbe risultare assai dolorosa.
    10 - Feb 11, 2020 - 16:19 Vai al commento »
    COPPIE DI CRETINI E COPPIE DI MINCHIONI Gli idioti, così come i minchioni, viaggiano in coppia. Non sfuggono a questa regola della natura i commenti sui social. Vi si trovano "uomini falliti" e "fallimenti di uomini" trasformati in opinionisti del nulla. C'è il sedicente "Attore" riciclato "maschera" in sale di periferia; lo "pseudo-intellettuale" markettaro politico in esilio padano. Anche oggi i minchioni hanno recitato la loro parte, ma si sono agitati troppo: esprimono acredine e risentimento. Per rilassarli, in premio un boccione di camomilla a testa!
    11 - Feb 11, 2020 - 0:13 Vai al commento »
    IL POPOLO FA LA STORIA E PEPPE PIDOCCHIO LA RACCONTA Nella giornata in ricordo delle Foibe, c'erano al tavolo della presidenza, dell'assise tenuta ai Licei, storici fin troppo autorevoli come: Ciarapica, Gabellieri e Capponi che l'intervento di Marsili poteva essere considerato superfluo. A proposito di assessore alla Cultura sarebbe da istituire, prima della assunzione dell'incarico, un esame di Cultura e di Storia della città che si è chiamati ad amministrare. State sicuri che riguardo alla signora Maiga - che pontifica su tutto senza conoscere - ne scopriremo delle belle! I lettori si devono rendere conto che ormai in Italia parlano i nostalgici (senza averlo vissuto) del regime fascista di Mussolini e i democratici che difendono la Costituzione vengono messi a tacere. Civitanova ha un sindaco che non è mica tanto certo che l'antifascismo (cardine della Costituzìone) sia un valore. Nelle Scuole (anche nelle Università) di una Repubblica antifascista come quella Italiana insegnano "negazionisti e revisionisti" che descrivono la presenza di piscine e postriboli nei Lager nazisti e fanno pure le vittime. Scuole in cui gli studenti (caso unico al Mondo) non conoscono la Storia del proprio Paese e si può alzare chiunque a raccontare le "favole storiche" più improbabili, prese come verità. Scuole in cui era stata abolita la Educazione Civica, mai insegnata sul serio quand'era nei programmi. Chi frequenta la Francia sa il livello di conoscenza da parte degli studenti, quattro secoli dopo gli eventi, della Rivoluzione del 1789 e di come essa sia celebrata annualmente nelle Scuole. L'esercizio di democrazia, in questo caso, è compiuto da CM che pubblica l'intevento di un democratico, difensore dei lavoratori quale Marsilio Marsili, che un Consiglio Comunale aperto (si fa per dire!) ha negato. Sui social la Storia è raccontata da ciarlatani alla Peppe Pidocchio, che dopo aver votato alle elezioni Comunali il candidato sindaco iscritto ai Comunisti Italiani, si scopre feroce anticomunista e si trasforma in adulatore-lecchino dell'estrema destra che amministra la città. Della serie: "A chi comanda gli dico babbo". W l'Italia!
  • A che servono gli uomini?
    Nancy Brilli in scena al Rossini

    12 - Gen 30, 2020 - 0:27 Vai al commento »
    LE TRISTI CENE SOLITARIE DI PEPPE PIDOCCHIO Prima di saldare il conto al ristorante, Peppe Pidocchio dovrebbe premurarsi come minimo di avere una donna da portare a cena. In mancanza, magari potrebbe rivolgere l'invito all'amica Maiga, nei cui confronti si è spesso mostrato "prono" (non comprendesse il termine, nei suoi limiti lessicali: posto "a 90 gradi") in innumerevoli commenti sui social. E' probabile che di fronte ad un accorato invito di un fan tanto incallito (arriva a siglare i commenti addirittura con le iniziali della sua "mentore"), la "parvenu della cultura" conceda il suo assenso. Al limite, il popolare Peppe Pidocchio potrebbe accordarsi con il titolare del ristorante e pagare - per soddisfazione personale e consumando portate un pò più abbondanti - il conto "per due commensali" pur cenando da solo. Perchè, come è facile constatare, sono tempi grami per soggetti dall'indole "solitaria" quale la sua. Come si suol commentare oltremanica (realtà socio-culturale con cui Peppe Pidocchio ha un particolare feeling): "no trip for cats", pardon "no trip for lice" e "good dinner"!
  • «Intitoliamo una via a Craxi»,
    il desiderio di Ivo Costamagna

    13 - Gen 21, 2020 - 1:49 Vai al commento »
    LE FRUSTRAZIONI DI PEPPE PIDOCCHIO RIFLESSE NEI POST Non conterà una cippa Peppe Pidocchio, come sostiene qualcuno, ma si può affermare che in un periodo della sua vita egli avesse decisamente le "mani in pasta". In effetti, allora, impastava e reimpastava e poi naturalmente infornava, il tutto nottetempo. Impastando e reimpastando, coltivava in sè un'aspirazione forte: poter entrare un giorno nel "mondo dello spettacolo" e dalla porta principale. Tanto che ancora oggi ama decantare le sue doti interpretative e farsi definire "Attore". Si iscrisse, perciò (immaginiamo con quali risultati visti gli esiti definitivi), ad una locale scuola di dizione. Finì con l'entrare si nel "mondo dello spettacolo", ma da un'uscita di sicurezza, come "maschera" (oggi, almeno crede, ha anche il ruolo di "uomo mascherato" sui social). Ma i colpi di fortuna, nella vita, si nascondono "dietro l'angolo" e così conobbe un'attrice vera (insegnante di teatro in capitali europee): avrebbe potuto essere per lui la svolta auspicata. Peccato, però, che Peppe Pidocchio è la persona "pesante" che appare sui social. Ad un soggetto così è difficile stare lungo tempo accanto. Alla fine l'attrice se n'è scappata lontano, lontanissimo: è tornata nel Paese del Nord Europa da dove era venuta. A Peppe Pidocchio, assalito da solitudine e frustrazione, non è rimasto che riprendere a giocare con la "maschera", simbolo del Teatro, suo sogno infranto. Da qui i laceranti "lamenti" (gli ettolitri di Maalox che consiglia agli altri, ma consuma lui) che egli esprime sui social, prendendosela con quanti associa al "destino avverso". La storia di Peppe Pidocchio, che posta nell'orario di lavoro (i commenti sono sempre a favore dei "superiori" per evitare rischi?), ricorda una barzelletta che amava raccontare il compianto Sergio Endrigo. Protagonista un uomo che lavorava in un Circo come addetto alla sala (puliva le "pietanze" degli elefanti dopo il numero sulla pista). Ad un amico, ex compagno di scuola, che gli proponeva un impiego nell'azienda da lui diretta, l'uomo rispose: "grazie dell'offerta, mi dispiace tanto, ma per te non lascio il mondo dello spettacolo"!
  • Aggrediscono un ragazzo e gli agenti,
    arrestati due uomini

    14 - Gen 2, 2020 - 1:24 Vai al commento »
    CHIU PILU PER PEPPE PIDOCCHIO, PLEASE! Dovrebbe essere questa la parola d'ordine e l'impegno comune dei lettori per l'anno appena iniziato. Altrimenti, chi sopporterà la sua "lagna continua" per tutto il 2020? Si dice che chi ripete "a pappagallo" continuamente i mdedesimi concetti sia un ottuso, un "ottusangolo" (dai reality televisivi), ma qui sembra ci sia dell'altro. Problemi derivanti dall'indole "solitaria" di Peppe Pidocchio, che di rado si è rapportato con l'altra metà del cielo. L'ultima "anima gemella" (molti anni fa, a quanto pare), dopo averlo inquadrato bene, se n'è scappata nel Nord Europa, per tenersi a distanza di sicurezza. Da ciò è derivata per Peppe una manifesta "frustrazione" che egli prova a contrastare postando incessantemente commenti, in tutte le ore del giorno (anche durante l'orario di lavoro?) e della notte, "sfogandosi" acerrimamente con qualcuno, soggetti preferiti: gli immigrati, i comunisti e i lettori che gli capitano a tiro, coperti di insulti e improperi. Ma tutto questo gli serve a poco e le reazioni da "zitellone" si fanno sempre più acide. Perciò è richiesto l'impegno dei lettori solidali per procurare una "compagnia" a Peppe (solo come un Pidocchio!) che ne "addolcisca" i comportamenti. Non importa nazionalità, etnia o colore della pelle, anzi forse è meglio che sia di colore perchè, come si dice: "chi disprezza compra". E magari la nuova esperienza gli farà cambiare opinione su tali persone, che diverrebbero nel suo privato "risorse". Perciò, mi raccomando, impegno massimo dei lettori più comprensivi per l'Anno 2020: "Chiu pilu per Peppe Pidocchio"!
  • Rata, il super attacco è immobile
    e si perde nel campo da oratorio

    15 - Dic 30, 2019 - 23:58 Vai al commento »
    LA RATA VERA E QUELLA CHE CI RACCONTANO Certo, pur con le accuse di opportunismo in campo, non potrebbe esserci occasione più favorevole per commentare le vicende della Rata. Reduce da un sonoro 3-0 rimediato sul neutro di Camerano ad opera del Loreto dell'ex tecnico biancorosso, Moriconi. Non c'è stata partita, il risultato parla chiaro, nel commento si ricorda dell'assenza nella Rata di Rapagnani, dimenticando che i lauretani erano privi del capocannoniere, Garbuglia e nella ripresa, per infortunio, di due colonne della difesa: Monteneri e Iommi. Nonostante ciò, i "pistacoppi" non si sono visti, lasciando spazio alle incursioni di Spagna (autore di una tripletta) e Massei (equivocato con Messi). E' emersa, nella gara, l'inaffidabilità del portiere under, impiegato per la carenza congenita di terzini under. E' questa la Rata uscita da un mercato dicembrino tutto sbagliato! Si dovevano sistemare centrocampo e difesa, si è scompigliato il reparto migliore: l'attacco. La difesa resta con solo due centrali: Brack (vicino ai 40 anni) e Canavessio (scarso tatticamente). A centrocampo, si è preso un incontrista (Perfetti), doppione di Campana (ora in difficoltà), mentre occorreva un regista. Nel settore, sono state cedute tutte le possibili alternative, ad eccezione di Rapagnani, in caso di squalifiche e infortuni sarà notte fonda. L'attacco non abbisognava di modifiche, al posto dell'infortunato Chornopyschuk poteva giocare Papa, si poteva prendere al massimo una riserva. Invece si è ceduto l'elemento migliore, Jachetta, che garantiva il raccordo tra centrocampo e attacco e presi tre elementi: un inutile centravanti (Adami), l'esterno Gabaldi (che non è Jachetta!) e la seconda punta, Castellano. Una messe di attaccanti, isolati in avanti, che nessuno rifornisce. Si paventano provvedimeti nei confronti del tecnico, ma se lo spogliatoio è in stato di "sliding doos", cosa può fare? Notizia delle ultim'ora, l'eclissarsi del Ds Proculo, non tesserato - come lo scorsa stagione Cappelletti, responsabile della Junior Macerata - ma presentato quale dirigente biancorosso, assente alla cena di Natale. Pare che "Johnny" critichi la gestione del mercato dicembrino (avrebbe voluto innesti diversi): chi ha compiuto, allora, le "bizzarre" operazioni? Si parla dell'ex Gagliardini nuovo Ds, ma il mercato è chiuso e si riaprirà solo in estate! L'assenza di programmazione differenzia la Rata dall'Atletico Ascoli, investire va bene ma occorrono criterio e lungimiranza! Con un girone di ritorno arduo, alla Rata non resta che pensare ai playoff. Come annunciato, è questo il mio ultimo commento sportivo su CM, mi attendono nuove sfide. Saluto i lettori e auguro loro, a quelli che mi hanno apprezzato e no, un felice Anno Nuovo. Non dimenticherò, di questa esperienza pluriennale, le infamità gettatimi addosso dal titolare della rubrica (gravemente lesive della mia onorabilità personale). Consentite dal direttore della testata, più volte informato della situazione in atto. Una volta l'etica professionale raccomandava il rispetto del lettore, nell'era dei social libero spazio all'insulto e alla diffamazione. Ognuno si illustra come sa. Saluti
  • «Incontro Anpi, liceo non era sede opportuna
    Che siano le “Sardine” o Casapound,
    legittimo manifestare rispettando la legge»

    16 - Dic 3, 2019 - 1:17 Vai al commento »
    Sui social è facile incontrare i cosiddetti "maestri di pensiero", che sono soliti impartire lezioni ai lettori. Se poi si va a verificare sono come la castagna: "fuori è bella, ma dentro c'è la magagna". Si scopre un vissuto da "personaggi in cerca d'autore" che da vere e proprie "banderuole" sono transitati sia a Destra che a Sinistra, con una disinvoltura allarmante. Fino a poco tempo fa li si notava per il corso cittadino impegnati nella lettura di giornali di estrema sinistra e sostenere alle elezioni il candidato-sindaco comunista. Salvo poi scoprirsi ad elezioni avvenute (chissà mai perchè?) seguaci e "lecchini" della destra neo-fascista vincitrice. Personaggi a cui mai nessuno ha dato peso (poichè per la loro inconsistenza non lo meritano) e che ora, con il "vento che tira" sono finiti tra le braccia della Lega trionfante. Eppoi, ai lettori ignari di tutto, hanno pure la "faccia tosta" di postare condanne a coloro che "cambiano bandiera". Non c'è da stupirsi se terminati gli amorosi sensi per il "beone" Salvini li ritroveremo da altre parti . Non più a dare contro gli immigrati e reclamare rispetto delle idee (il fascismo non è un'idea, è il carnefice delle idee) ma a predicare accoglienza e antifascismo. Basta aspettare che "cambi il vento": in fondo l'Italia è il Paese che ha amnistiato i fascisti (con un ministro comunista) e accolto il maresciallo Graziani, che andava fatto giustiziare in Abissinia. Si parla in questi tempi di "sardine", ma questi sono, come interrogava un mite personaggio civitanovese: "granci o panocchie"?!
    17 - Dic 3, 2019 - 0:24 Vai al commento »
    "PRIMA DI TUTTO VENNERO A PRENDERE GLI ZINGARI E FUI CONTENTO, PERCHE' RUBACCHIAVANO. POI VENNERO A PRENDERE GLI EBREI E STETTI ZITTO, PERCHE' MI STAVANO ANTIPATICI. POI VENNERO A PRENDERE GLI OMOSESSUALI, E FUI SOLLEVATO, PERCHE' MI ERANO FASTIDIOSI. POI VENNERO A PRENDERE I COMUNISTI, E IO NON DISSI NIENTE, PERCHE' NON ERO COMUNISTA. UN GIORNO VENNERO A PRENDERE ME, E NON C'ERA RIMASTO NESSUNO A PROTESTARE" BERTOLD BRECHT
  • Marinelli pecca di protagonismo:
    tre partite per salvare una panchina

    18 - Dic 2, 2019 - 21:41 Vai al commento »
    Caspita, Scattolini, che complimento! Stento a crederlo, dopo essere stato a suo tempo apostrofato come "signor nessuno, privo di titoli". E' sicuro di star bene, oppure tanta euforia è determinata da qualche "cicchettino" che nel frattempo ha assunto? Si complimenta, afferma che non "avrebbe fatto di meglio", ma il problema è che lei ha scritto tutt'altro. Per lei le colpe prevalenti sono del tecnico - l'anello debole nel calcio che paga sempre - mentre per me sono da attribuire al DS, che ha mal costruito la squadra. Sbaglia, e di grosso, a ricorrere alla "dietrologia" nei miei confronti: avrei atteso per commentare il "sorpasso della Civitanovese". Mi ritiene così meschino, scusi? Chi mi conosce bene (lei non mi ha mai visto!) mi definisce persona "corretta e trasparente". Il fatto è, come dovrebbe sapere, che i miei interessi prevalenti sono nel campo della Cultura. I miei commenti sono postati quando ho tempo, "in diretta" sulla tastiera (mi scuso con i lettori per gli errori commessi, dovuti alla fretta). Nella seconda metà di novembre ho promosso 3 eventi, che mi hanno costretto a "saltare" 2 confronti interni della Civitanovese. Precisamente con Futura 96 e Monticelli, due successi e 6 punti incamerati. Le iniziative culturali hanno riguardato: Sibilla Aleramo, Alda Merini (nel X anniversario della morte) e Filippo Neri. Soprattutto quest'ultimo evento è stato impegnativo: ho dovuto preparare e illustrare una lettera di Annibal Caro al Neri del 1566, rimasta inedida per 4 secoli finchè lo studioso Aulo Greco l'ha scoperta e pubblicata, nel 1955. Per fortuna della presentazione del ritratto del Neri, dal "Philagios" (1623) di Federico Borromeo, "figlio spirituale" del Santo, si è occupato un attore professionista. Federico Borromeo, arcivescovo di Milano, ebbe come segretario il civitanovese Papirio Bartoli, autore di un progetto per il restauro della facciata della Basilica di San Pietro... Come vede, Scattolini, ce n'è per stare impegnati e sbaglia a ricorrere, nei miei riguardi, alla inappropriata "dietrologia". Anzi, dovrebbe essere lieto che uno che viene dal mondo della Cultura (dove molti alla parola "Sport" storcono il naso) si appassioni alle vicende del "pallone". Per carità non ricorra a "tristi pensieri", come quelli che mi hanno afflitto nei giorni scorsi. Per la perdita dell'amico Enrico Costantini, che ho ricordato con avvenimenti d'epoca in un pezzo: spero lo abbia letto e apprezzato. Putroppo le devo comunicare che dal prossimo anno, per nuovi impegni assunti, non leggerà più i miei commenti su CM e presto su questa rubrica prenderò congedo dai lettori. Saluti
    19 - Dic 2, 2019 - 18:10 Vai al commento »
    E QUI CASCA IL... "PISTACOPPO" Il problema della Rata è il tecnico o l'uomo di mercato che non ha costruito in modo adeguato la squadra? E' certo che posto il quesito, molti tifosi biancorossi risponderebbero: "la seconda che hai detto". Se è vero che la dirigenza biancorossa ha rinunciato al tecnico Nocera poichè ciò avrebbe comportato la sostituzione del DS, ha sbagliato di grosso. Avrebbe preso, per restare in tema: "due piccioni con una fava" e avrebbe innescato una marcia in più per il proseguo della stagione. Il problema della Rata di questa annata è, come si suol dire, "a monte". Una squadra ampiamente "rivoluzionata", costruita a tappe intervallate e non ancora completata. Un portiere, Giovagnoli (che ci sta a fare a Macerata?) relegato in panchina perchè - in carenza di under - il tecnico è costretto a far giocare Giustozzi. Mancanza di under che si manifesta anche negli esterni di difesa, dove sovente viene arretrato l'esterno d'attaco Massini. I due centrali difensivi, di cui uno alle della "pensione" non hanno valide alternative. A metà campo c'è un solo uomo all'altezza, capitan Campana, quando non viene arretrato per i motivi sopra esposti al centro della difesa. Insomma, il modulo della Rata si potrebbe definire "a trottola". E' il centrocampo il settore più carente, urgono un "boscaiolo", alias incontrista e un costruttore di gioco. In avanti problemi sugli esterni: Jachetta se in giornata fa la sua parte, sull'altro versante non si è intravisto un giocatore all'altezza della situazione. Perciò, non sono necessari soltanto un difensore e un centrocampista (come lo Scattolini ipotizza) ma almeno due rinforzi per reparto. Per consentire ai biancorossi di "stare al passo" dell'Atletico Ascoli, la squadra nettamente più forte del girone, con giocatori di categorie ben superiori (Giovannini, Mariani, Tedeschi ecc.). Il DS farebbe meglio ad occuparsi di risolvere i problemi tecnici della squadra anzichè lanciare proclami che "lasciano il tempo che trovano". A proposito, aveva pronosticato la Rata 4-5 punti avanti alle avversarie, invece si ritrova alla stessa distanza, ma in ritardo. Se il DS no si rivela - come si legge - figura troppo "ingombrante" che i probemi li crea invece di eliminarli. Sembra - è stato scritto - che l'affare Perfetti (ventilato dallo Scattolini), ex biancorosso, non si perfezioni per i cattivi rapporti societari e personali con il DS. Una cosa è certa, la Rata si trova di fronte a passaggi fondamentali: i confronti con le dirette concorrenti Civitanovese e Loreto e la finestra di mercato. Mancando entrambi la sua stagione sarebbe compromessa e, restando in Promozione, anche il futuro del calcio biancorosso.
  • Oltre 500 Sardine in piazza
    cantano “Bella Ciao” (Foto-Video)
    «In questa città ci siamo anche noi»

    20 - Dic 2, 2019 - 16:18 Vai al commento »
    La "regola fondamentale" durante l'orario di lavoro è assolvere alle proprie mansioni e non postare commenti sui social. Perchè agli altri lavoratori queste, per così dire, "distrazioni" non sono consentite! Troppi commenti composti - come si può rilevare dall'orario d'invio - quando si dovrebbe assolvere ai propri compiti. Un controllo da parte dell'Azienda, anche se i soggetti sono impiegati in sedi periferiche, sarebbe quantomai opportuno: in assenza si incaricherà qualcuno di intervenire in forma ufficiale, questo è sicuro. Nella tipica ipocrisia italiana c'è pure chi scrive lettere di protesta alla direzione dell'Azienda e poi è il primo a non rispettare le regole. C'è di più: costoro si ergono sui social a "paladini della legalità", fanno la morale a chiunque (anche a coloro che non conoscono) e poi si fanno beffa dei propri doveri! Oppure, e ciò sarebbe molto grave, sempre costoro ritengono, dimostrandosi con i post "lecchini" dei loro superiori, di poter farla franca? Il seguito alle prossime puntate, ovviamente su questi schermi...
  • Le “sardine” sbarcano a Civitanova
    «No all’odio e al razzismo nei social»

    21 - Nov 21, 2019 - 15:54 Vai al commento »
    PEPPE TONNO, TROTA, PIDOCCHIO O "PULCE D'ACQUA"? E ti pareva che Peppe non si sentisse, nella sua nota megalomania, un pesce di grandi dimensioni: tonno, pescespada e tra poco anche balena o capodoglio! Lui, al massimo, si potrebbe paragonare a una "trota", come quelle che sguazzano nel "fiume" di Fiastra, dove ha toccato i vertici del profilo professionale. Eppoi, è un pesce presente nell'album di famiglia della sua beneamata Lega. Chi non ricorda il "mitico" Renzo Bossi, piazzato nel consiglio regionale della Lombardia - laureato alla prestigiosa Università di Tirana - a 10 milioni/mese, a spese dei contribuenti. Gli italiani, se ne sono avute tante prove, ad esempio nei referendum che volevano "manipolare" la Costituzione, sono antifascisti. I valori della nostra democrazia, nata contro "purghe e manganelli" fascisti - che hanno eliminato una generazione di intellettuali democratici (Gobetti, i Rosselli) - e gli orrori della guerra, sono sentiti dagli italiani. Salvini, che è andato a cercare consensi oltre il fascismo, prosciugando elettoralmente gruppi con influenze "naziste", era fatale che "spaccasse" il Paese. Il capo della Lega, lo ha dimostrato, non è politico che unisce ma che "spacca verticalmente" il Paese. Era chiaro che si formasse, nella coscienza civile degli italiani, un movimento spontaneo, di popolo - senza influenze partitiche - contro il "kazzaro verde". Salvini, possiamo dire, "la pacchia è finita" e se ne accorgerà, a partire dalla manifestazione nazionale del 21 dicembre a Roma: talemente tanti da stare "stretti come sardine"! Dispiace per colui che sta sveglio anche a notte fonda - lasciando la moglie bionda sola nel letto - a postare becera "propaganda leghista" su CM. Ormai i lettori lo conoscono come "Peppe Pidocchio", tranquilli tanto l'appellativo, lo ha scritto, non gli "fa nè caldo nè freddo". Se non gli dovesse aggradare, visto l'ambiente in cui ci muoviamo, potremo ribattezzarlo: "pulce d'acqua", ce ne sono nel familiare "lago" di Fiastra. La cantava, ricordate, anche Angelo Branduardi: "E la pulce d'acqua che l'ombra ti rubò e ora tu sei malato...". Malato, si, di "salvinismo galoppante"!
  • Crocioni si arrabbia,
    Proculo va negli spogliatoi
    e la Maceratese vince

    22 - Nov 12, 2019 - 15:30 Vai al commento »
    E QUI CASCA... IL "PISTACOPPO" Immaginiamo la scena proposta da Scattolini: la Rata che non riesce ad aver ragione in casa propria della "cenerentola" Montecosaro e all'intervallo il patron Crocioni che invia negli spogliatoi il DS, Proculo. Il mitico "Johnny" che arringa con linguaggio "colorito" e il tecnico Marinelli, scolaretto negligente che subisce la reprimenda. E' lo specchio di una situazione di "sofferenza" che si trascina in casa Rata dall'inizio del torneo. Da quando fu ingaggiato Marinelli (dal Casette Verdini) terza-quarta scelta per la guida tecnica. Di un allenatore "ascolano" era stata annunciata la presentazione, all'ultimo svanita. Marinelli è sempre "sotto esame" nonostante gli errori in fase di allestimento della rosa da parte del DS. Prova ne sono i giocatori Campana e Massini, spostati dal centrocampo alla difesa come "trottole". Oltretutto pare non vi siano buoni rapporti tra DS - che in assenza di un Direttore Generale copre troppi spazi - e tecnico. CM ha scritto la scorsa settimana che la società lavora riguardo al tecnico ad un "piano B", che a quanto pare è già in fase di attuazione. E' stato contattato l'ex Anconitana e Maceratese, Nocera. L'accordo non è andato in porto solo perchè il tecnico napoletano chiedeva l'assunzione del DS Vecchiola e il patron Crocioni non se l'è sentita di fare il "doppio ribaltone". Nocera era in tribuna a Marina Palmense e a Monterubbiano. Scattolini, che segue tutte le partite della Rata, non si è accorto di questa "ingombrante" presenza per problemi di "cataratta" o per non creare "criticità" alla causa biancorossa? La sensazione è che la società aspetti il "passo falso", in termini di risultati, per dare il "ben servito" a Marinelli. Difficile che ciò avvenga nel prossimo turno con la Futura 96, anch'essa in fondo alla classifica. L'occasione "propizia" potrebbe essere la gara successiva con il Porto Recanati, fresco vincitore nel derby con Loreto. Una buona formazione, guidata da un tecnico, Pavoni, che ha maturato esperienze inportanti. Storico secondo di mister Bucchi sia in Lega Pro (anche a Macerata), che nei tornei maggiori. Immaginiamo la serenità con cui lavora settimanalmente mister Marinelli con la "fiducia condizionata" della società. Da elogiare Scattolini che dopo una settimana si accorge della "necessità" di ricordare la scomparsa di Mauro Arigoni. Meglio tardi che mai, soprattutto se si riconosce insufficiente "accodarsi" in silenzio al cordoglio della redazione di CM. Nel frattempo, la Civitanovese, con una rosa tecnicamente inferiore alla scorsa stagione (e varie assenze), guida la classifica e attende la "prova di maturità" con l'Atletico Ascoli.
  • Stagione dei record al Rossini:
    debutto con brindisi in platea

    23 - Nov 13, 2019 - 16:10 Vai al commento »
    AZIENDA TEATRI-ASSESSORE GABELLIERI: 500 A 80! E' commovente Peppe Pidocchio nella sua difesa dell'assessora alla de-crescita culturale. Si dimena a più non posso, arriva perfino a evocare il "satanasso". Se ha bisogno dell'esorcista deve rivolgersi ad una parrocchia, non a CM. Resta il mistero del perchè un "sempronio" di Bolognola si "spelli le mani" per difendere un assessore di Civitanova. Forse l'arcano può essere spiegato nei meandri della geografia leghista locale. Ricordate quando il "Capataz" fece visita a Civitanova - facendo aspettare due ore le autorità - e la Gabellieri dichiarò: "Siamo tutti con Salvini". Frase memorabile da finire nei manuali di Storia. Ad ogni modo, come i lettori hanno compreso (tanto che al povero Pidocchio hanno infilato 20 pollicioni nel didietro in pochi commenti), avendo a che fare con i numeri c'è poco da discutere. Come ammonisce il detto: "La matematica non è un'opinione"! I numeri dicono che l'Azienda dei Teatri per la stagione di prosa (organizzata a costo zero per i civitanovesi) ha staccato 500 abbonamenti. L'assessora presa dal "capriccio" di allestire una stagione teatrale "propria" (con aggiunta di quella della Danza) - a completo carico dei concittadini - ne ha fatti appena 80. Quando si lancia una sfida, come ha fatto la Gabellieri - l'Azienda dei Teatri è deputata per statuto ad organizzare la stagione di prosa - bisogna prendere atto dei risultati e trarne le conseguenze. Non le si deve permettere di sorvolare come nulla fosse quando ci sono di mezzo i soldi dei civitanovesi! Se l'opposizione facesse il proprio dovere, invece di dedicarsi ad amenità varie, dovrebbe far risarcire dall'assessora ai concittadini "fino all'ultimo centesimo" di quanto inutilmente speso. Ha fatto bene l'Azienda dei Teatri a festeggiare con lo spumante - all'apertura della stagione di prosa - il notevole "riscontro" negli abbonamenti: 504. L'assessora quando inizierà la sua "stagione" dovrebbe invitare delle "prefiche" per far piangere il fallimento negli abbonamenti. Anzi, l'Azienda dei Teatri farebbe bene a valutare se concedere l'utilizzo della sala del "Rossini". E' conveniente per pochi spettatori aprire una teatro di 1000 posti, con quello che comporta in termini di spese: illuminazione, riscaldamento ecc. Sarebbe sufficiente ad ospitarli la Sala "Cecchetti" della Biblioteca. Oppure, se Gabellieri dispone di un ampio salone, invitare direttamente i pochi abbonati a domicilio. Insomma, quando si tratta di numeri (500 contro 80), c'è poco da dissertare. Come si dice a Civitanova (chi vive nell'entroterra non lo sa): "le chiacchiere fanno i pidocchi", Peppe Pidocchio appunto.
    24 - Nov 12, 2019 - 23:19 Vai al commento »
    GABELLIERI, PEGGIORE ASSESSORE DEGLI ULTIMI 40 ANNI! Seguo la gestione della Cultura a Civitanova da oltre 40 anni (da quando aveva la delega Vincenzo Berdini, papà di Mariarosa), me ne occupo direttamente da trenta, ma un assessore peggiore della Gabellieri non lo ricordo. Mi sono confrontato, durante la presidenza della Biblioteca "Zavatti" con Carlo Centioni. Aveva i suoi limiti, ma li riconosceva e sapeva ascoltare. In questo caso, invece, abbiamo a che fare con una persona impreparata e arrogante. La quale crede che l'autorevolezza si conquisti, non già con la capacità di proposta culturale, ma con il potere, il riuscire a imporsi e a dominare. Si è incaponita dall'inizio del mandato nel voler distruggere l'Azienda dei Teatri, patrimonio storico di Civitanova nelle attività culturali. Ricordo, quando facevo parte del CdA ed era ancora Municipalizzata, che ne esisteva una analoga in Italia soltanto ad Alessandria. E' riuscita la Gabellieri da assessore a far peggio di Silenzi, una medaglia da mettersi al petto! I lettori di CM conoscono l'opinione negativa che ho del divo Giulio come politico e come amministratore. Ebbene anche Silenzi tentò ad inizio mandato la stessa strada (voleva sbarazzarsi dello storico direttore, Di Lupidio) ma rinunciò rendendosi conto di fare la battaglia "contro i mulini a vento". La Gabellieri invece no, prosegue imperterrita: state certi che sta "tramando" per sbarazzarsi del terzo presidente dei Teatri! Nemmeno la "miseria" di 80 abbonamenti in una stagione teatrale (compresa la Danza) sono serviti a farla desistere. Per mettere in campo un'operazione del genere (a spese della cittadinanza) bisogna avere seguito, altrimenti si fa la figura del "pirla". Non le è valsa nemmeno la difesa dell'avvocato d'ufficio del foro di Bolognola (quello che dà dell'idiota a chiunque non sta dalla sua parte). E' arrivata a metà del mandato e ancora Gabellieri non è riuscita a proporre uno "straccio" di iniziativa culturale propria. E' stata capace soltanto di "accettare" format ultraonerosi, preconfezinati da altri e si parla di candidatura alle Regionali. Per far cosa, se non ha dimostrato nulla - arroganza a parte - quale amministratrice comunale? I lettori, a questo punto, si chiederanno: come è riuscita una persona senza esperienza e competenza nel settore a diventare assessore alla Cultura? Risposta: con l'elezione a consigliere con le "quote rosa" (doppia preferenza di genere), tenga presente chi ne decanta la validità. Nel PD Silenzi se n'è servito per racimolare preferenze, in Vince Civitanova il leader ha portato voti in dono alla Gabellieri e ora eccola a "fare danni" in Comune.
    25 - Nov 11, 2019 - 15:57 Vai al commento »
    PAPPAGALLO CIARLIERO O PIDOCCHIO FASTIDIOSO? A pensarci bene - non a caso l'immagine era stata usata in precedenza - "pappagallo" ciarliero sulle spalle del "capataz" Salvini, ventriloquo, appare di piena efficacia. Solo che un commentatore storico di questa testata ritiene più confacente l'immagine del "pidocchio" fastidioso che morde la pelle dei lettori di CM. In effetti è un bel dilemma, che si può risolvere soltanto chiedendo il parere ai lettori. Che si apra, allora, il "televoto": preferite Peppe Pappagallo o Peppe Pidocchio? A presto per l'esito
    26 - Nov 11, 2019 - 2:05 Vai al commento »
    DUE STAGIONI TEATRALI: "CHE DISASTRO DI ASSESSORA"! Credevano di averle viste tutte i civitanovesi (due presidenti dei Teatri "destituiti", arroganza e protervia dispensate a iosa), ma l'assessora alla de-crescita culturale non finisce mai di stupire. L'ultima "trovata" l'allestimento di una stagione tetrale "assessorile", mentre opera a Civitanova un'Azienda dei Teatri per statuto deputata ad organizzarla. Quest'ultima vistasi inspiegabilmente negati i "trasferimenti" ricevuti per decenni è stata costretta a ricorrere ad un'agenzia (Eclissi Eventi) per adempiere alle competenze per cui il CdA è nominato e retribuito dal Comune. Si è arrivati, mai avvenuto prima d'ora a Civitanova (c'è voluta Maika Gabellieri) ad avere due stagioni teatrali (non dissimili l'una dall'altra nei contenuti), con "dispetti infantili" per "strapparsi" gli spettacoli. I civitanovesi, chiamati a scegliere, hanno premiato la stagione "istituzionale" dei Teatri, allestita tramite un'Agenzia privata, che si è assunta il "rischio d'impresa" (a costo zero, perciò, per i contribuenti). All'inaugurazione della stagione di prosa dei TdC, risultano oltre 500 gli abbonati. La stagione teatrale dell'assessora (comprendente la Danza), organizzata tramite l'Amat (a completo carico, quindi, dei civitanovesi) si è arenata alla "misera" quota di 80 abbonamenti. E' il fallimento completo di un'operazione, al di fuori di statuti e regolamenti, per cui - in un'amministrazione seria - si sarebbero dovute "trarre le debite conseguenze". Ma a Civitanova la situazione è "particolare" poichè - come a suo tempo dichiarato - sembra che l'assessora goda dello status di "intoccabile". Una riflessione per chiudere dedicata alle forze di opposizione (l'avvocato difensore d'ufficio della Giunta di Civitanova, del foro di Bolognola, non merita considerazione). Tante volte, anche per questioni meno rilevanti, si è fatto ricorso alla Corte dei Conti. Una stagione teatrale promossa con totale impiego di denaro pubblico, senza ricevere un apprezzabile "riscontro", non va segnalata agli organi competenti per le valutazioni del caso?
  • Giorno della Libertà,
    Civitanova ricorda la caduta
    del Muro di Berlino

    27 - Nov 6, 2019 - 15:56 Vai al commento »
    SUGGERIMENTO PER IL MANIFESTO DEL COMUNE "Duemila anni fa, il più grande orgoglio era dire: 'Civis Romanus sum'(Sono cittadino romano, Cicerone, 'In Verrem', ndr). Oggi, nel mondo libero, il più grande orgoglio è dire: 'Ich bin ein Berliner' (Io sono un berlinese, ndr). Ci sono molte persone al mondo che non capiscono quale sia la grande differenza tra il mondo libero e il mondo comunista, alcune dicono che il comunismo è un sistema malvagio, ma permette progressi economici, che possiamo lavorare con i comunisti, ebbene: che vengano a Berlino! La libertà e la democrazia non sono perfette. Ma non abbiamo mai costruito un muro per tenere dentro i nostri, per impedire loro di lasciarci. Il muro è la più grande dimostrazione dei fallimenti del sistema comunista: esso è - come il vostro sindaco (Willy Brandt, ndr) ha detto, un'offesa non solo contro la storia, ma contro l'umanità, separa famiglie, divide i mariti dalle mogli ed i fratelli dalle sorelle, divide un popolo che vorrebbe stare insieme. Una pace reale e duratura non potrà mai essere assicurata all'Europa finchè ad un quarto della Germania è negato il diritto elementare dell'uomo libero. La libertà è indivisibile e quando un solo uomo è reso schiavo, nessuno è libero. Ogni uomo libero, ovunque viva, è cittadino di Berlino. E dunque, come uomo libero, sono orgoglioso di dire: 'Ich bin ein Berliner' (Io sono un berlinese, ndr)". Presidente John Fitzgerald Kennedy, Berlino, 26 giugno 1963, davanti a 120.000 persone
  • Maceratese immatura,
    Crocioni si impone il silenzio stampa

    28 - Nov 5, 2019 - 16:39 Vai al commento »
    LA RATA E LE "AMNESIE" SENILI DI SCATTOLINI Del fatto che la Civitanovese abbia sofferto a Monturano, "al pari della Maceratese", si è scritto: basta leggere il commento, invece di scorrerlo frettolosamente, "infastiditi". Solo che a Scattolini sfugge il "particolare", non secondario, che i rossoblu si confrontavano contro la capolista (Monturano), sinora imbattuta, con la miglior difesa e più 4 in media inglese (che i "pistacoppi" non sono riusciti a superare in casa). Mentre la Rata, bontà sua, giocava contro l'ultima in classifica (Monterubbianese) - 14 punti distante dal Monturano - mai vittoriosa in casa e con 6 sconfitte di fila sul groppone. Una qual differenza tecnica tra le due formazioni va rilevata!? Lo "storico" biancorosso dovrebbe anche ricordare che 4 anni fa, proprio di questi giorni, la Rata batteva all'Helvia Recina (e l'agganciava in vetta alla classifica) - con rete dell'ex Giordano Fioretti - l'imbattuta Spal. La formazione che con lo stesso tecnico, Leonardo Semplici, ha in seguito raggiunto la Serie A e ora dà sonori dispiaceri alle squadre più blasonate. In quella partita c'erano all'Helvia Recina 3.000 spettatori, ora se va bene se ne vedono un 10% di quelli. Forse questa giaculatoria, alla "memoria senile" dell'ottantenne Scattolini, rammenterà qualcosa: Forte, Imparato, Karkalis, Carotti, Fissore, Faisca, Bonaiuto, Foglia, Fioretti, Kouko, D'Anna. Ad appena 4 anni di distanza, va ricordato, i biancorossi "penano" a spuntarla su un "paesotto" di 2.000 anime, quel è Monterubbiano. Ma c'è un aspetto ancora più grave del commento di Scattolini: sebbene chiamato in causa non spende nemmeno una parola in ricordo dell'ex calciatore maceratese, Mauro Arrigoni, tragicamente scomparso. Sono perfino intervenute le tifoserie di Mestre e Massese, oltre a quelle marchigiane, ma da Scattolini silenzio assoluto. Non dimentichi mai lo storico cronista "pistacoppo" che il calcio è interpretato dagli uomini: senza i giocatori in campo la sua "professione", anche se seconda, non avrebbe avuto modo di esistere. Avevano ragione i padri latini: "Errare humanum est, perseverare autem diabolicum"!
    29 - Nov 4, 2019 - 23:21 Vai al commento »
    E QUI CASCA IL ... IL "PISTACOPPO" L'apertura del commento spetta ad un grave evento luttuoso, completamente tralasciato da Scattolini nella sua rubrica "biancorossa". Non è la prima volta che gli accade, è una pesante omissione, perciò va rimarcata. La drammatica scomparsa dell'ex calciatore, Mauro Arigoni, per cui la Maceratese ha giocato con il lutto al braccio. Una tragedia per cui l'intera comunità deve sentirsi responsabile ed in segno di rispetto le bandiere biancorosse e rossoblu devono abbassarsi. Passando agli aspetti meno rilevanti del calcio giocato, altra omissione del "maestro" Scattolini la vetta della classifica raggiunta dalla Civitanovese. I rossoblu compiono l'impresa di infliggere la prima sconfitta stagionale al Monturano (che la Rata aveva sofferto in casa). Faticano nel primo tempo gli uomini di De Filippis: vanno sotto con una rete del baby, Leonardo Zira. Nella ripresa la "musica" però cambia, il tecnico mette in campo due dei "lungodegenti": Franco e Smerilli e i rossoblu ribaltano il risultato. Ciò a testimonianza dell'importanza delle molte pedine da tempo fuori per infortunio. La Rata "tribola" contro il fanalino di coda Monterubbiano, mai vittorioso in casa e reduce da 6 sconfitte di fila! Dopo essere passati in vantaggio, i "pistacoppi" subiscono il pareggio direttamente da calcio d'angolo. Gli uomini dello squalificato Marinelli riescono a prevalere solo allo scadere, in superiorità numeriva (espulsione del difensore Raschioni): gol del "redivivo" Chornopyschuk. Marcatura viziata, secondo la parte Monterubbianese, da off-side. Negli ultimi tempi la Maceratese ha in società una nuova figura (presente nei club di massimo livello): il "motivatore". Si tratta del DS, "Johnny" Proculo, sicuro (nonostante una campagna acquisti criticabile) della promozione della Maceratese. In un primo momento il mitico "Johnny" aveva giudicato Civitanovese e Monturano "nuvole passeggere". Adesso aggiunge che la Rata tra due-tre settimane sarà in testa alla classifica. Il calendario da qui alla riapertura delle liste di dicembre sembra dargli ragione. I biancorossi dovranno affrontare squadre abbordabili, unica incognita il Porto Recanati che riceveranno tra tre turni. La Civitanovese ha l'ostacolo Atletico Ascoli in trasferta; l'Atletico, oltre ai rossoblu, lo "spauracchio" Corridonia (fatale alla Rata) fuori casa. Più impegnativi invece i calendari di Monturano e Loreto, che dovrebbero allontanarsi dalla vetta. Il calcio, come noto, non si gioca a tavolino ma in campo e il realista patron Crocioni per non sapere "nè leggere nè scrivere" ha imposto il silenzio stampa. Chi dei due avrà ragione?
  • Maceratese-Atletico Ascoli,
    le due versioni di un pareggio

    30 - Ott 30, 2019 - 14:33 Vai al commento »
    QUANDO IL "MAESTRO" RESTA SENZA ALLIEVI "Seconda frazione in cui l'Atletico Ascoli è meno spumeggiante dei primi 45' e la Rata non riesce a rendersi pericolosa verso la porta avversaria. Sfida che cala di intensità ed anche le emozioni per il pubblico sono rarissime. Maceratese e Atletico danno l'impressione di non volersi fare male e di accontentarsi della spartizione della posta in palio. Così non succede più nulla fino al triplice fischio finale". Questo il commento conclusivo del secondo tempo del pezzo che CM ha dedicato all'incontro tra Maceratese e Atletico Ascoli. Come si nota non c'è traccia della "piu saggia organizzazione tattica" biancorossa, delle "taumaturgiche mosse" di mister Marinelli, a cui fa riferimento il "maestro" Scattolini. Mentre si accredita l'ipotesi che le due squadre non abbiano voluto "farsi male" per spartirsi la posta in palio. Un "maestro", quindi, portatore di tesi isolate, anche all'interno della testata in cui opera. Scattolini, avvalendosi della lunga esperienza maturata sui campi di calcio, farebbe meglio a produrre proprie valutazioni. Piuttosto che "giocare di rimbalzo" con le dichiarazioni dei tecnici, parti interessate. Mister Filippini non avrebbe mai ammesso un "calo fisico" dei suoi giocatori nella ripresa (per altro già verificatosi in altre partite). Perchè ciò aprirebbe il discorso di un errato approccio all'incontro, alla preparazione, insomma terreni "pericolosi". Come si spiega, altrimenti, una gara in cui l'Atletico ha confezionato una decina di azioni-gol nel primo tempo e nessuna nella ripresa? Niente paura, "maestro" Scattolini, c'è la possibilità di rifarsi nel prossimo weekend, in quel di Monterubbiano. Contro una squadra che non ha ancora vinto una partita in casa (nemmeno in Coppa Italia) e viene da sei sconfitte di fila in campionato. Eppoi con lo "stratega tattico" che risponde al nome di Marinelli non c'è nulla da temere! Però, a pensarci bene, qualche dubbio sui "cambi" della Rata contro l'Atletico Ascoli deve essere sorto anche a Scattolini. Se a conclusione della telecronaca ha definito la prestazione di Diarra: "imbarazzante"!
    31 - Ott 29, 2019 - 22:41 Vai al commento »
    SCUSI, MAESTRO, PERMETTE UNA DOMANDA? Come si faceva a scuola, quando non si capiva la spiegazione, si alzava la mano e si chiedeva al "maestro". In questo caso l'argomento è la "tattica calcistica". Il "maestro" Scattolini sostiene che nel secondo tempo la Rata abbia avuto una "più saggia organizzazione tattica". E' opinione diffusa, invece, che nella ripresa le due squadre: Atletico Ascoli in calo fisico dopo il dispendioso primo tempo (in cui ha confezionato azioni-gol a grappoli) e la Rata, timorosa per ciò che le poteva capitare, hanno badato a "non farsi del male". Per comodità dell'interlocutore riporto lo schieramento iniziale: Giustozzi; Mariani, Canavessio, Brack, Massini; Campana, Rapagnani; Jachetta, Papa, Chornopyschuk, Cascianelli; e quello con cui la Rata ha concluso la partita: Giustozzi; Mariani, Canavessio, Campana, Brugiapaglia; Diarra, Cesca; Jachetta, Papa, Chornopyschuk, Massini (Postacchini). Mutamenti sostanziali non si notano, eccezion fatta per Brugiapaglia in difesa, ma con tutto il rispetto non è elemento che possa mutare il corso di una partita. Per fortuna della Rata nel prossimo turno incontrerà la "matricola" Montereubbianese: la squadra meno attrezzata vista al Polisportivo, forse anche del Girone B. In questo caso mister Francesco Romanelli (squalificato) dovrà riproporre la formazione che ha concluso l'incontro, lasciando stare gli "esperimenti" d'inizio gara. Con le "storiche colonne" Di Salvatore e Vallesi lasciate in panchina. A proposito, la Rata si troverà contro un ex dei tempi della Serie D: Francesco Donzelli, che sulla fascia fa sempre la sua parte.
    32 - Ott 29, 2019 - 16:22 Vai al commento »
    E QUI CASCA... IL PISTACOPPO Ci si è messo di buon'ora, Scattolini, a postare la sua rubrica "biancorossa", ma le visualizzazioni a ore di distanza sono poche. Come gli spettatori all'Helvia Recina (500 scarsi) per il confronto al "vertice" con l'Atletico Ascoli. Una squadra, la Rata, che secondo l'annuncio del patron Crocioni (alla festa di San Giuliano) le partite doveva "vincerle tutte". Sinora, invece, dopo 7 giornate ne ha vinte 4 e ha perso il "derby" con il Corridonia. Allarmano le 8 reti subite, con la media di più d'una a partita. In classifica, la Rata, staziona in zona playoff a pari punti con il Loreto: la sostituzione del tecnico Moriconi (a qualcuno fischieranno le orecchie?) non è giovata. Il gioco mancava la scorsa stagione e manca nell'attuale, con l'inesperto Marinelli (trascorsi solo in Prima categoria). Se ne è avuta la riprova domenica con l'Atletico Ascoli, dimostratasi "squadra vera": se nel primo tempo avesse realizzato la "manita" non avrebbe rubato nulla! I biancorossi si affidano alle giocate dei singoli, in special modo di Iachetta: quando manca (vedi Corridonia) sono dolori! Per il resto, la Rata gioca in attacco con due centravanti, uno dei quali è penalizzato: nel caso il tanto decantato Chornopyschuk (dov'era con l'Atletico Ascoli?), che non segna più su azione. L'altro esterno alto, Cascianelli, resta un "oggetto misterioso". A centrocampo giocano elementi di "medio livello" per la categoria (Rapagnani, Diarra, Cesca). Campana, per carenza d'organico, spesso è retrocesso in difesa, manca a metà campo un uomo di "sostanza". I centrali difensivi, sono pochi e male assortiti. L'elemento tecnicamente migliore è Brack, ma data l'età ha problemi di tenuta. Il collega è l'argentino Canavessio, tatticamente un "pasticcione", al livello del duo Enrico Maria-Gianluca in sede di telecronaca. Per carenza di under, Massini viene schierato in difesa, con le conseguenze registrate nella gara con l'Atletico Ascoli (Mariani sulla fascia ha fatto il proprio comodo). Le giornate passano e la Rata non riesce a superare le "competitors" tra le mura amiche, figuriamoci nel girone di ritorno (quando i punti peseranno), dovendole affrontare in trasferta. La Civitanovese ha, invece, il calendario diametralmente opposato, compreso il derby alla penultima in casa. Il Ds Proculo prova a "destabilizzare" in casa altrui, definendo Monturano e Civitanovese "nuvole passeggere" (quelle che l'hanno accompagnato in sede di mercato?). La realtà è che queste due formazioni guidano la classifica. La Civitanovese con metà squadra fuori per infortunio (3/4 della difesa out) "stringe i denti", confermandosi quella che nella finanza è la "benchmark"
  • Sms di Renzi a Morgoni: “Resta con noi”
    Il deputato: «Riflessione tormentata»
    Fiordomo segue l’ex premier

    33 - Set 18, 2019 - 17:35 Vai al commento »
    IL BEL PAESE E LA POLITICA DEI DUE MATTEO Sembra che la politica italiana sia destinata ad essere dettata dai due Matteo. L'uno a "condizionare" il Governo, l'altro dall'angolo dell'opposaizione in cui si è maldestramente cacciato. Perchè da un punto di vista politico Matteo, Salvini, si è reso autore di uno degli errori più "pacchiani" della storia della Repubblica. Cosa che sarebbe disposto ad ammettere - in un attimo di sincerità - anche il più indefesso "marchettaro" leghista che imperversa sulle pagine di CM. Errore che, andando ai primi Anni '90, potrebbe far ricordare quello "madornale" di Mariotto Segni. Aveva in mano l'Italia, dopo il referendum plebiscitario sul maggioritario e la consegnò su un "piatto d'argento" al Cav. Berlusconi. Con la differenza, non da poco, che Mariotto non aveva raggiunto i vertici del potere. Salvini invece era al Governo, in posizione dominante, e l'ha fatto cadere. Si è comportato come un giocatore di poker che con 4 assi "passa la mano". D'accordo che ul politico dopo un vistoso successo elettorale (voto europeo) è tentato di passare all'incasso. Ma con il 17% per cento dei parlamentari non si può pretendere, a meno di un attacco di megalomania, di portare un Paese al voto con la richiesta mussoliniana di "pieni poteri". Perciò ci deve essere un "passaggio" che non conosciamo e che magari scopriremo tra qualche anno in un libro del Card. Vespa, sotto Natale. Indicativa l'ammisione di un leghista navigato, più volte ministro, Maroni, in televisione: "Matteo, si è fidato". Di chi, verrebbe spontaneo chiedersi? Chiaro che Salvini per il suo disegno avesse bisogno di una sponda, che poteva trovare solo nell'opposizione (di sinistra). Chi lo ha rassicurato di portare l'Italia al voto: Renzi, Zingaretti o entrambi? Visto ciò che sta accadendo in queste ore, probabile che lo abbia fatto Renzi. L'ex premier prima ha permesso la nascita del Governo, incassato ministri e sottosegretari, poi ha diviso i gruppi parlamentari PD e si appresta a fondare un partito di centro: "Italia Viva", tornando nella posizione "democristiana" da cui era partito. Una strategia da "manuale" della politica! Così l'Italia transita da un Matteo all'altro, con Renzi che ora detiene la "golden share" del Governo. Le elezioni possono attendere, "Il bomba" ha bisogno di affermare il nuovo partito e di una nuova legge elettorale proporzionale. Velleitario il tentativo di referendum ipotizzato da Salvini: una nuova legge elettorale lo annullerebbe. Il Matteo leghista si è reso conto della "fesseria" compiuta, ha tentato di rimediare durante la crisi, ricucendo con il M5S: "il mio telefono è sempre acceso", "le porte della Lega sono spalancate". Ma troppo tardi, da una posizione secondaria come l'opposizione - il voto si dirige verso chi è al centro dell'interesse mediatico - i consensi sono destinati a scemare. Che Renzi torni all'origine ci sta, non si comprenderebbe invece se lo seguisse Morgoni, a 65 anni, con una storia politica tutta nella Sinistra alle spalle. Il più grande giornalista politico italiano del dopoguerra, Luigi Pintor, auspicava di "non morire democristiano". E l'augurio che rivolgiamo, nelle ore di "tormentata" riflessione personale, a Mario Morgoni.
  • L’Eccellenza è una chimera
    ma Crocioni avanza ostinato

    34 - Set 17, 2019 - 17:15 Vai al commento »
    AVVISI AI NAVIGANTI BIANCOROSSI: L'ATLETICO CENTOBUCHI Ironia del calendario il prossimo avversario della Rata sarà il primo affrontato dalla Civitanovese, l'Atletico Centobuchi, perciò si può fare qualche riflessione. Nella scorsa stagione i biancorossi impattarono due volte, con lo stesso risultato (1-1), mal digerito all'Helvia Recina. In terra picena, segnò il mediano Diarra passato quest'estate alla Rata. Il Centobuchi poi evitò i play-out all'ultima giornata, pareggiando in trasferta col Monturano (0-0) e approfittando della sconfitta interna del Chiesanuova con la Futura 96 (1-2). Al fine di evitare ulteriori sofferenze - confermato il grosso della rosa (12 giocatori) - il presidente De Carolis è coso ai ripari. Ancora in sella, per la terza stagione il tecnico campano, Gennaro Grillo, sono arrivati il centrocampista Alessio Schiavi e la punta Andrea Liberati (fratello di Simone, già nella rosa biancazzurra) dal Porto d'Ascoli (Eccellenza), il difensore centrale Gibbs dall'Atletico Ascoli e il centrocampista Cameli dalla Palmense. L'inizio ufficiale dell'attività non è stato favorevole: il Centobuchi è stato eliminato dalla Coppa Marche dalla matricola Monterubbianese. Brucia la sconfitta interna (0-2), non rimediata con diverso atteggiamento tattico dalla vittoria in trasferta (1-0). Il modulo abitualmente adottato da mister Grillo è il 3-4-1-2, ma si prevedono modifiche in avanti dopo la prova del Polisportivo. Il portiere Lattanzi da ampie garanzie, i tre difensori Carminucci (picchia come un fabbro), Gibbs e Piunti sono prestanti fisicamente. Il centrocampo è muscolare: con Calvaresi, dovrebbe giocare Schiavi (tolto dalla posizione di trequartista). Quale rifinitore dovrebbe "giostrare" Simone Liberati, dietro alle punte Andrea Liberati e Picciola. Quest'ultimo (7 reti la passata stagione) dovrebbe essere la novità rispetto allo schieramento anti-Civitanovese. Per dare dinamicità ad un attacco che, in un campo di ridotte dimensioni, potrebbe fare la differenza. Di discreto livello le riserve: i difensori Piemontese e Oddi, i mediani Cameli (in campo a Civitanova) e Felicioni (più volte convocato nella rappresentativa Under 19), la punta senegalese, Diop.
    35 - Set 17, 2019 - 1:01 Vai al commento »
    MARINELLI FORTUNATO: CHIESANUOVA GIOCA, RATA VINCE Scattolini lascia a fine pagina le note sulla partita d'esordio della Rata col Chiesanuova, dedicando il grosso della rubrica al ricorso per il ripescaggio in Eccellenza. Sul cui esito positivo, con il campionato di Promozione già iniziato, a questo punto crede solo patron Crocioni. Due domande, ad ogni modo, la gestione della vicenda sollecita. La prima: non si poteva studiare la "giurisprudenza in materia" in fase di preparazione dell'udienza davanti al Collegio di Garanzia del Coni, invece di chiederne il rinvio per un "approfondimento"? La seconda: se esistono norme che stabiliscono la competenza (per i tornei Dilettanti) del Tribunale Federale Territoriale, perchè non si è ricorso subito a tale organo - guadagnando così tempo - invece di presentarsi davanti al Collegio del Coni? In attesa di delucidazioni, veniamo all'esordio della Rata col Chiesanuova. Il tecnico treiese, Tassi, non si raccapezzava negli spogliatoi su come la sua squadra che ha dominato l'incontro fosse uscita sconfitta. Determinanti la "paperona" del portiere Carnevali sul gol del raddoppio di Chornopyschuk e la "paratona" sul fronte opposto del baby Giustozzi (in campo per carenza di under) sul rigore di Ruibal. Che non ha permesso al Chiesanuova di pareggiare il conto, dopo l'eurogol di Iacoponi a fine primo tempo. Mister Marinelli deve barcamenarsi fra una rosa ancora incompleta e alcune assenze. Perciò, in campo quelle che dovrebbero essere riserve e giocatori adattati in ruoli diversi dagli abituali. Ebbene sì, il DS Proculo a campionato in corso non ha ancora completato il mosaico biancorosso. Mancano esterni under in difesa, ricambi dei centrali difensivi (Canavessio e Brack hanno quale alternativa il solo under Lanciani). Manca un uomo d'ordine a centrocampo a far coppia con capitan Campana (domenica sacrificato in difesa), poichè sarebbe un peccato togliere Bonifazi dalla fase offensiva. Contro il Chiesanuova è stata impiegata a centrocampo la coppia Cesca-Diarra, poco (valutando anche gli altri mediani a disposizione) per una squadra ambiziosa. Mancano ricambi ai "trequartisti" titolari (Jachetta e Cascianelli), dietro la prima punta: il solo Messi (2002) non è sufficiente. Novità assoluta nella nuova Maceratese la presenza del centravanti, anzi due, affidabili e con caratteristiche tecniche diverse: Chornopyschuk e Papa. Sul fronte rossoblu, nuova dimostrazione, nonostante l'esile risultato, della solidità del complesso che ha dominato l'incontro, non dando mai segni di cedimento. La Civitanovese, come l'Atletico Ascoli, ha mantenuto lo "zoccolo duro" della rosa dello scorsa stagione perciò parte avvantaggiata. Solo che domenica mister De Filippis dovendo sopperire all'assenza concomitante di 3 esterni (Franco, Galdenzi e Miramontes) ha fatto confusione. Ha schierato 2 centravanti (Carrion e Pistelli) dirottando esterno "furia" Ribichini (13 gol nella scorsa stagione), costretto a ripiegare in fase di copertura. Così decisivo per la vittoria rossoblu è risultato un centrale difensivo, Santoro. Quando il tecnico ha deciso di togliere Pistelli e accentrare Ribichini, la partita si era già incanalata verso l'esito finale.
  • Un post-it certifica
    la “guerra dei manifesti”

    36 - Set 15, 2019 - 14:33 Vai al commento »
    CAPITAN PEPPINO DA CASTORINO A ZERBINO? Rosica di brutto il castorino Peppino, da quando Salvini non ha ottenuto i "pieni poteri". Ogni rigagnolo, ogni fosso di Castelraimondo e dintorni è il suo! Considerati i buoni rapporti dell'amata Lega con il presidente russo Putin (ne scopriremo delle belle, ora che non ha più lo "scudo" del ministero, eh!), è diventato anche lettore della Pravda (la verità, per l'appunto!). Verità che si blandisce - dando ad intendere che la si possiede - senza rivelarla, uhm! Per evitare figure da "peracottari", peggio di quelle rimediate in due anni e mezzo dalla sua assessora cult. La difende "indefesso" da così lontano, mah! Stia attento, però, capitan Peppino, i castorini come lui - ricercati per il loro manto - presto o tardi finiscono in pellicceria! E vuoi vedere che l'assessora - per cui egli tanto si "spende e spande" - non lo scelga quale primo zerbino di casa propria. Ognuno ha le sue aspirazioni, può darsi che Peppino ambisca a questo! Per un commento più ampio sulle stagioni teatrali appuntamento a più tardi, "domenica è sempre domenica"!
  • Maceratese, nuovi rinforzi:
    dopo Postacchini e Mariani
    arrivano Lanciani e Cesca

    37 - Set 15, 2019 - 1:43 Vai al commento »
    RATA TRA TESSERAMENTI VECCHI, NUOVI E MANCANTI Certo che annunciare quali nuovi tesserati Postacchini e Mariani (che di ruolo è terzino) quando già hanno giocato gare ufficiali (Coppa Marche) è divertente. L'unica novità tra i nomi riportati è il mediano Cesca, "cavallo di ritorno", peraltro. La realtà è che la Rata si presenta ai nastri di partenza del campionato di Promozione (sui "movimentati eventi" del ripescaggio in Eccellenza sarà il caso di ritornare) con una rosa largamente incompleta, cui vanno ad aggiungersi i tanti infortunati citati dal cronista. Il "competitor" della prima di campionato è un "brutto cliente": quel Chiesanuova della punta Ruibal (ex Anconitana e Civitanovese) che i pronostici danno sicuro pretendente ai playoff. Nel post-partita del ritorno di Coppa con il Corridonia, mister Marinelli - oltre a dichiarare che la Maceratese non è la favorita - ha lamentato "l'andirivieni di giocatori" ed espresso l'auspicio che la rosa sia completata "prima del campionato". Cosa che non è avvenuata. Contro il Corridonia, il tecnico ha dovuto schierare il mediano Campana centrale difensivo e il centrocampista under Massini terzino. Ci si chiede con quali criteri sia stata costruita la squadra, dal momento che alcuni ruoli abbondano, mentre altri sono sguarniti. Vedasi i tanti terzini over (Calamita, Mariani, Volunni, Brugiapaglia), senza traccia di esterni bassi under: posto che un "fuori quota" dovrà ricoprire quel ruolo. I centrali difensivi tesserati sono Canavessio e il 40enne olandese Brack, unica alternativa l'under Lanciani (2001). Abbondano anche i centrocampisti, si annoverano: Campana, Gyabaa, Diarra, Bonifazi, Cesca e Rapagnani. I "trequartisti", a supporto della prima punta Chornopyshchuk (secondo il modulo 4-2-3-1 di Marinelli), Jachetta e Cascianelli hanno quale alternativa solo l'under Messi (2002). Il reparto dovrebbe essere completato dall'under Massimi (2001), con Postacchini (2001) quale altra opzione. Parti mancanti di una rosa per un campionato di "prima fascia" in Promozione. Per l'Eccellenza - con il ricorso riportato ad Ancona da dove era partito - la rosa è inadeguata e dovrebbe essere ben riformulata.
  • Primarie? Gostoli invita i suoi alla calma
    «Pensiamo a una grande coalizione,
    i 5Stelle non ci vedono come avversari»

    38 - Set 6, 2019 - 16:40 Vai al commento »
    COMUNISMO? L'OPINIONE DI UN LEADER MONDIALE "Chi vuole restaurare il Comunismo è senza Cervello. Chi non rimpiange il Comunismo è senza Cuore" (VLADIMIR PUTIN, Presidente della Federazione Russa)
    39 - Set 6, 2019 - 1:07 Vai al commento »
    COMUNISMO E CAPITALISMO? IL PARERE DI UN AMATO SCRITTORE "Può un vero cristiano amare il Capitalismo? Perchè se è vero che da un lato è stato possibile quantificare le vittime del Comunismo, le vittime del Capitalismo, invece non vengono quantificate da nessuno" (Andrea Camilleri, Scrittore, Sceneggiatore e Regista)
    40 - Set 5, 2019 - 23:49 Vai al commento »
    COMUNISMO E NAZIFASCISMO? L'OPINIONE DI UN PREMIO NOBEL "Collocare sul medesimo piano il Comunismo russo e il Nazifascismo in quanto entrambi sarebbero totalitari, nel migliore dei casi è una superficialità, nel peggiore è Fascismo. Chi insiste su questa equiparazione può ben ritenersi un democratico, in verità e nel fondo del cuore è in realtà già Fascista, e di certo solo in modo apparente e insincero combatterà il Fascismo, mentre riserverà tutto il suo odio al Comunismo" (Thomas Mann, Scrittore e Saggista tedesco)
    41 - Set 5, 2019 - 18:56 Vai al commento »
    COMUNISMO? L'OPINIONE DI UN ARCIVESCOVO CATTOLICO "Se do il pane ai poveri, tutti mi chiamano 'Santo'; se dimostro perchè i poveri non hanno pane, mi chiamano 'Comunista e Sovversivo'" (Helder Camara, Arcivescovo e Teologo brasiliano)
  • Crocioni vuole il ripescaggio:
    «Arriveremo al Tar se sarà necessario»

    42 - Set 4, 2019 - 20:03 Vai al commento »
    SCATTOLINI E I MUTEVOLI ORIZZONTI DELLA RATA Aveva concesso "poche chance" alla Rata, Scattolini, nel precedente numero della rubrica, nell'eventuale ricorso al Collegio di Garanzia del Coni per il ripescaggio in Eccellenza. Nonostante che il Dott. Ponzelli, che avvocato è di professione, lo invitasse alla cautela, affermando che la Rata "ha le possibilità di ottenere ragione". Rileggiamo lo scritto, tranchant, di Scattolini: "Riguardo poi all'eventuale ricorso al Collegio di Garanzia del Coni, questo sì ancora nei termini, va ricordato che il suo livello è l'ultima istanza: e quindi occorrerebbe almeno un grado di giudizio già acquisito per appellarsi. Che la Rata non ha. E quindi sostanzialmente si trova in una situazione di difetto di legittimazione ad agire. In sintesi: una dimenticanza irrecuperabile la prima scadenza del 19 luglio, verosimilmente pleonastica quella prossima del 22 agosto per la difficoltà di validamente opporsi davanti al Coni". Ora, forse galvanizzato dall'euforia della serata di presentazione della Rata in Piazza, Scattolini, anche nel presente numero della rubrica, appare speranzoso e possibilista sul possibile ripescaggio. Tanto da concedere il "beneficio di inventario" al patron Crocioni. Quest'ultimo nell'intervista (curata da Scattolini) al termine della presentazione, dichiara: "la squadra è competitiva anche per l'Eccellenza" stop. Scattolini, cautelativamente, gli fa aggiungere: "una volta completata con gli acquisti programmati". Qualche dubbio, evidentemente, lo nutre il popolare "amico della Rata" sulla rosa a disposizione. Il reparto più carente, come noto, è la difesa, soprattutto nella parte centrale. All'argentino Canavessio, prestante fisicamente ma con evidenti limiti tattici, si è affiancato il 38enne olandese, Brack (lo ricordiamo in squadre abruzzesi nelle stagioni della Serie D). Con il "tulipano" praticamente fermo da un anno, senza alternative in organico, la tifoseria teme il ritorno dello spettro "Arcolai-Capparuccia". Lacune si registrano anche in fase di impostazione a centrocampo e, ancora nei ricambi, negli esterni d'attacco. Poi, si perpetuano i problemi dell'inizio della scorsa stagione (pur con il preparatore atletico) con gli infortuni. Fuori: Brugiapaglia, Rapagnani e Cascianelli, hanno appena ripreso: Diarra e Papa. Come iniziato, concludiamo il commento con i travagliati rapporti Rata-Fgci. La società biancorossa, come noto, aveva tesserato il terzino della Civitanovese, Federico Franco, poichè figurava nel tabulato Fgci degli svincolati. Nella sua rubrica, Scattolini, pone dubbi sulle responsabilità del giocatore e della società di provenienza. Dimentica che proprio su intervento della Civitanovese la Fgci ha inviato la Pec in cui certifica il giocatore "non svincolato". Avrebbe potuto essere "svincolato", in quanto italo-argentino (perciò equiparato ai giocatori italiani) solo con il 108 (non rilasciato) o per età. In questi casi dovrebbe correre in soccorso, in una società di calcio, il segretario, che esperto individua l'errore. Una volta quella del segretario (ne abbiamo conosciuti tanti) era una figura fondamentale, ora meno, con possibili "infortuni".
  • Silvia Squadroni al fianco di Marzetti:
    «Una delle peggiori amministrazioni,
    lo spot del night l’ultimo esempio»

    43 - Set 3, 2019 - 1:29 Vai al commento »
    CONSIGLIERI DI MAGGIORANZA SPONSOR DELL'OPPOSIZIONE? Roba da non credere, quattro consiglieri di maggioranza (tra cui, discutendo di night, due donne) scrivono per chiedere a un consigliere della loro stessa parte di collocarsi all'opposizione. Come quel tale che "per far dispetto alla moglie si tagliò...". E ti credo che due colleghi di maggioranza si siano dissociati da un atto autolesionistico. Per di più una maggioranza che ha problemi numerici, come dimostra il progetto del park interrato al Varco sul Mare. Non si riesce a portarlo in Consiglio Comunale perchè ci sono 6-7 consiglieri di maggioranza contrari, così da luglio si rinviato a fine anno e poi chissà. Perchè se su un atto considerato "strategico" l'Amministrazione va sotto - come qualcuno ha paventato - tutti a casa anticipatamente! Eppoi, particolare non irrilevante, da chi proviene la critica (giusta per la pubblicità di un night club - esercizio di cui è nota l'attività - davanti alla Residenza Municipale): il consigliere Marzetti. Figura della cui esperienza, trasversalmente riconosciuta, la Giunta dovrebbe avvalersi, invece di relegarla ai margini, come avviene. La campana suona per l'assessora Gabellieri, che ricopre deleghe in passato gestite - con risultati apprezzati dalla Città - dallo stesso Marzetti. Fa bene, con la sua lunga esperienza di Amministratore (è stato Sindaco per un biennio), Marzetti, a chiedere a metà consiliatura un bilancio, seguito da "rimpasto", di una Giunta che mostra il "fiato corto". L'assessora Gabellieri (difesa, con un fascio di pollici versi sulle gengive, dal kazzaro-salviniano dell'interno maceratese) non solo dovrebbe andarsene. Non si comprende come qualcuno (vero vice-sindaco?) abbia potuto pensare di promuoverla assessora. In trent'anni di esperienza nel settore Cultura, nella Regione Marche, mai ho incontrato, nè sentito parlare, della Gabellieri. Da dove esce costei, qual era la sua occupazione precedente, quali titoli vanta per ricoprire un incarico di prestigio in una Città come Civitanova? I risultati sono sotto gli occhi di tutti: litigiosità e arroganza (due-tre presidenti dei Teatri destituiti), accentramento dei poteri, ma programmazione culturale zero! Pesa l'umiliazione che ha voluto impartire all'Azienda Teatri di Civitanova (dirottando i finanziamenti al proprio assessorato), rilegandola a biglietteria dei Cinema. Azienda speciale dei Teatri, erede della municipalizzata "Cultura e Spettacolo" che in Italia aveva un'analoga solo ad Alessandria. Una volta la formazione di un pubblico ammninistratore avveniva gradualmente, attraverso l'associazionismo, ora si è proiettati direttamente ai grandi incarichi, rimediando figure da "peracottari"!
  • Una Maceratese sempre
    più internazionale: il nuovo difensore
    è l’olandese Paul Koen Brack

    44 - Ago 26, 2019 - 17:36 Vai al commento »
    RATA PRONTA PER L'ISCRIZIONE ALLE NAZIONI UNITE? Si ironizzava, da parte "pistacoppa", sulla multinazionalità della rosa della Civitanovese, in cui per la prossima stagione figurano quasi esclusivamente giocatori argentini. Nella Rata, finora (il mercato biancorosso, come vedremo, lungi dall'essere ultimato), si contano 4 nazionalità: Argentina, Costa d'Avorio, Olanda e Ucraina. Dovessero aumentare le presenze cosiddette "esotiche" si prospetterebbe per la società di Crocioni l'iscrizione all'ONU. L'ultimo elemento arrivato in casa biancorossa è il 38enne difensore centrale olandese, Koen Brack, proveniente dal Cassino (Serie D), dove ha trascorso una stagione in panchina. Nelle annate precedenti militanza in società sarde (Arzachena, Lanusei): la moglie di Brack è originaria dell'isola dei 4 mori. Se la Rata aveva in animo di svecchiare la difesa, dopo la precaria esperienza con i "matusa" Arcolai e Capparuccia (entrambi 1980) non è la strada giusta. Proprio la difesa è attualmente il settore più carente dell'organico della Rata che, ad una settimana dall'inizio ufficiale della stagione con la Coppa Marche, conta (inclusi i vari elementi in prova) appena 15-16 giocatori. I cugini rossoblu, con 12 elementi confermati e una decina di nuovi arrivi, stanno provando nelle amichevoli la formazione titolare. In casa Rata è d'obbligo l'innesto, come vedremo, di almeno 6-7 elementi per rendere la rosa completa. In porta partirà titolare Giovagnoli, con Farroni riserva. Nel cuore della difesa dà affidamento l'argentino Canavessio (proveniente dalla quarta serie spagnola) a cui occorre aggiungere un centrale (se Brack, data l'età, con garantisse una stabile presenza) e forse qualcos'altro. Manca un under (classe 2000 o 2001) sulla fascia destra e una riserva della stessa età. La fascia sinistra sarà coperta dall'argentino ex Civitanovese, Franco, con Mariani pronto a subentrare. L'altro under dovrebbe figurare a centrocampo: con tutta probabilità Massini (2001), con il coetaneo Postacchini (se tesserato) sua riserva. A fianco del mediano Campana (uno dei pochi confermati) occorre un uomo d'ordine che imposti il gioco. Pronti a subentrare i vari: Diarrà, Rapagnani e Bonifazi (forse non adatto al modulo di Marinelli). In attacco, coperti i ruoli di centrale con Chornopyschuk (con Papa sua riserva) ed esterni: Jachetta e Cascianelli, che mancano, però, di alternative. Un mercato, quello della Rata che procede a rilento (il DS Proculo che se la sta prendendo comoda?) e non si accampino scuse sul possibile ripescaggio in Eccelllenza. Perchè nel caso esso dovesse avvenire, l'organico, come sentenziava l'indimenticato Gino Bartali: "l'è tutto da rifare"!
  • Lo show di Venditti continua
    Botta e risposta nei commenti di CM

    45 - Ago 21, 2019 - 9:24 Vai al commento »
    ERRATA CORRIGE Il mio solerte "correttore mediatico" ha ragione nel contestare l'esattezza della locuzione latina. La ricordavo nella seconda versione che, mescolata con la prima, diventa nel post un "fritto misto". "Nomen omen" fa riferimento al nome di volatili che amano "fare la ruota". Segnalo al commentatore - non se ne fosse accorto - che ci sono nel testo altri errori. Il nome dello storico tedesco Mommsen è "Theodor" e non "Theodore". Il termine "blaterare" ("parlare a vanvera", come fa il lettore piacentino) è scritto: "balterare". Ci sono termini digitati in modo incompleto: "rapprentare", anzichè "rappresentare" e altro ancora. Succede quando si scrivono commenti a "notte fonda", confidando sull'attenzione che a quell'ora può mancare. Nella fretta di inviare il commento, senza avere l'accortezza di rileggerlo. Di tutto chiedo scusa ai lettori e all'interlocutore piacentino. A quest'ultimo restituisco l'orribile termine "untermenschen", invitandolo a vergognarsi per averlo allegramente attribuito alle mie intenzioni.
    46 - Ago 21, 2019 - 1:35 Vai al commento »
    POST PIACENTINI E "STRATEGIA DELLA FISARMONICA" Curioso l'interlocutore piacentino (acquisito) che, non riuscendo a staccarsi dalla sua origine "pistacoppa", commenta da lontano su CM. Una pagina da libro "Cuore" che mi piace riferire ai lettori. Allarga il discorso - come un mantice di una fisarmonica - quando si riferisce ad un altro commentatore e lo contrae quando si rivolge a me. Nel precedente post, facevo riferimento ad un "libro di citazioni", solitamente usato dal "vigile" lettore di Castelraimondo nei commenti su questa testata. Tali libri si possono reperire facilmente nelle edicole di provincia, poichè hanno facile commercio. Si farebbe troppo onore a tale soggetto attribuendogli la lettura di autori quali Proust e Rilke, che egli chiaramente non ha mai frequentato. Si comprende bene da come scrive (basti citare la perla "qualcun'altro") e soprattutto dalla "profondità" di ciò che scrive. Il commentatore piacentino penalizza invece me, limitando l'oggetto del mio trentennale impegno quale promotore e consulente culturale a Franco Fortini. Il poeta fiorentino è soltanto 1/100 degli autori e dei temi affrontati in altrettanti eventi realizzati presso enti locali ed istituti scolastici. Sarebbe bene informarsi, esiste il web (anche da Piacenza è possibile collegarsi) prima di "balterare"! Siccome il convegno su Fortini risale all'inizio del decennio in corso (si trova il video in rete), riporto gli autori approfonditi subito dopo: Theodore Mommsen (Nobel per la Letteratura 1902), Mario Soldati, Pier Paolo Pasolini. Quanto ai parti esclusivi del mio "irritante intelletto" (non si allarghi a rapprentare i lettori che ne sarebbero "sollevati"), farebbe meglio a guardare in casa propria. Magari una attenta riflessione l'aiuterebbe ad abbandonare l'abituale "saccenteria" (condita di "spocchia") dei suoi commenti. Mi invita il piacentino a diffondermi in "citazioni" (per me il contrario della Cultura, quella che odora tanto di "raccogliticcio"). Farò uno sforzo, citando una celebre locuzione latina che gli si addice a meraviglia: "in nomen omen" ("il destino nel nome", traduzione riservata al "caprone" di Castelraimondo).
    47 - Ago 20, 2019 - 1:58 Vai al commento »
    SALVINI, GRANDE POLITICO O PRESUNTUOSO? Qui non si tratta di "cattolici o comunisti" ma di avere le qualità minime di un politico. Tra le doti essenziali, il saper prevedere le conseguenze delle proprie mosse. Come puoi pensare di sciogliere le Camere, in una Repubblica parlamentare, disponendo di nemmeno 1/5 dei componenti? Solo un presuntuoso (o un pallone gonfiato) può immaginare che tutti gli vadano dietro in silenzio. Proprio con Salvini si era scontrato Venditti in una puntata di Ballarò. Avranno fatto "stringere le natiche" al capo della Lega, le prospettive di una manovra "lacrime e sangue" con aumento Iva al 25% e l'inchiesta sui finanziamenti di Putin, per cui ha pensato di chiudere tutto. Alla richiesta di "crisi di Governo" non sono seguite (per coerenza) le sue dimissioni. Ha continuato a fare il Ministro, bloccare i porti, come se nulla fosse. Quando s'è accorto della "fesseria" compiuta, ha tentato di mettere una toppa. Allora, offerta ai 5S di votare l'improbabile riduzione dei parlamentari, l'incarico di Premier a Di Maio e di commissario europeo a Conte. Troppo tardi, i 5S, impreparati ma non cretini, hanno bollato Salvini "inaffidabile". Tra poche ore sapremo le decisioni che Salvini prenderà in Parlamento, ancora indeciso se votare la "sfiducia" (che egli stesso ha presentato) a colui che chiama di nuovo: "il mio Premier". L'avvio anticipato di campagna elettorale (di votazioni improbabili) ha fruttato a "Capitan Fracassa" contestazioni in tutta Italia. Se questo è il livello di Salvini, figuriamoci quello dei suoi seguaci in periferia. Qualcuno decreta la "summa" della propria cultura un "libro delle citazioni". Dove, è chiaro, si trova di tutto e l'esatto contrario, utile per ogni occasione e offesa. Deve essere corposo il tomo, dato il commentatore ha dispensato ai lettori di CM centinaia di "sentenze". Per correttezza dovrebbe citare titolo e curatore e informare in quale edicola di Castelraimondo è possibile acquistare l'opera. Il "rispetto delle idee" reclamato da un "fascista" (così si definisce chi dichiara: "odio gli antifascisti") è davvero un ossimoro, come la memoria storica insegna.
    48 - Ago 19, 2019 - 15:54 Vai al commento »
    VENDITTI, CANZONE POPOLARE O CANZONE D'AUTORE? "Calabrissela mia, calabrisella mia/Calabrisella mia, facciamo l'amore/Tirollalleru, lalleru, lalla/Questa calabrisella morire mi fa". Il cortese commentatore, e altri accodati, vogliono portarmi "fuori strada". Quelli citati sono versi di una "canzone popolare", mentre nel caso di Venditti si deve parlare di "canzone d'autore", di impegno politico. Molti commenti, basta scorrere i due pezzi dedicati al concerto, si sono soffermati sul ruolo del cantautore e suoi interventi socio-politici. Perciò, alle posizioni espresse sul palco, ho aggiunto un intervento televisivo molto seguito (1.300.000 visualizzazioni sul web) dagli italiani. Se a qualcuno disturba che l'interlocutore fosse "Dudù" Salvini è un altro discorso. Di recente, non servono i miei post, basta da solo a distruggere in un attimo ciò che ha costruito con il tempo. Chiede la crisi di Governo, da cui non si dimette nè lui nè i ministri della Lega. Presenta una mozione di sfiducia contro il Premier e a 24 ore dalla discuissione non sa se votare contro. Un'aquila! Tornando a Venditti, è probabile che l'interlocutore voglia sapere cosa pensi dei cantautori e delle loro posizioni politico-sociali. Se vuole "mettermi alle strette", ho pronta la risposta di un altro cantautore: "Non c'è paura/Ma che politica, che cultura/Sono solo canzonette/Sono solo canzonette". Ah dimenticavo, per chi malgrado tutto segue Salvini, egli non è (nonostante blandisca il Rosario) una "grazia di Dio", ma una "disgrazia terrena", da cui gli italiani per non correre rischi dovrebbero liberarsi. Sono certo che Venditti condivide questa opinione!
    49 - Ago 19, 2019 - 1:25 Vai al commento »
    VENDITTI, QUANDO ASFALTO' SALVINI A BALLAR0' Antonello Venditti, grande cantautore e grande comunicatore. I miei ricordi - l'ho ascoltato numerose volte in concerto - risalgono alla metà degli anni Settanta, quando ero studente alle medie superiori. Venditti, che si stava affermando nella canzone d'autore, si esibì al Teatro Rossini di Civitanova. Lo accompagnava un giovane cantautore, di cui avremmo sentito parlare: Rino Gaetano. L'autore calabrese, prematuramente scomparso, propose il suo primo brano: "Ma il cielo è sempre più blu". Venditti ha sempre tenuto in parallelo con la produzione musicale il discorso politico, ne è prova l'album di cui celebra i 40 anni: "Sotto il segno dei pesci", forse il più politico di tutti. Numerosi sono stati gli interventi televisivi di Venditti sui temi politici e sociali. Come dimenticare lo scontro che ebbe nel 2015, in una delle ultime puntate di Ballarò (conduttore: Massimo Giannini), con Matteo Salvini. Quelle frasi scandite con la maestria del comunicatore, che lasciano Salvini "imbambolato". Il video, presente in rete, mi pare abbia avuto 1 milione e 300 mila visualizzazioni! Venditti: "Ruspa in azione su cosa? Con me non attacca, io non vivo di politica". Salvini sembra un pugile suonato all'angolo, Venditti affonda i colpi: "Non ti allargare, siamo noi cittadini che ti paghiamo. Io vado a lavorare, tu che fai?". Magari rivedere il video potrebbe consolare i supporter di Salvini, i più "indefessi" (ci siamo intesi), dalle "stupidate" che il loro capo sta compiendo nella crisi di Governo. Voleva far cadere l'esecutivo, portare all'incasso i voti delle Europee, ed evitare la manovra di Bilancio. Invece si è "incartato", ha tentato di fare marcia indietro, avanzando offerte ai 5S (incarichi di qua e di là), ma troppo tardi. Si ritroverà all'opposizione, anche l'alleato Berlusconi sembra "snobbarlo", fino al termine della legislatura. Se un premier tecnico (Draghi?) migliorerà lo stato del Paese tra 4 anni Salvini non lo cercherà più nessuno. Lo ricorderemo, forse anche Venditti, per le "ruspe" e i "sequestri di persona" in mare, non per la stoffa di grande politico
  • Civitanovese, la sfida di De Filippis:
    «Sono qui per provare a vincere»
    In arrivo l’argentino Carrion

    50 - Ago 11, 2019 - 20:05 Vai al commento »
    MACERATESE: IPOTESI ECCELLENZA CON L'ATTUALE ROSA? Credo che Ponzelli legga con superficialità le notizie, specialmente quando queste non riguardano la squadra del "corazon". Mister De Filippis, dopo la brillante chiusura di stagione (finale playoff, con una rosa rinnovata), non se n'è mai andato dalla Civitanovese. Le perplessità, dovute dal nuovo assetto societario, sono state fugate in un colloquio con il presidente. Per l'inizio del campionato De Filippis si trasferirà con la famiglia a Civitanova. La sua conduzione tecnica è preferibile a quella di allenatori con esperienze in Prima Categoria. Riguardo all'ipotesi di ripescaggio in Eccellenza (come la vittoria del campionato, matura sul campo), l'HR si è complicata la vita con un finale di stagione disastroso. Intenta ad evitare il derby con i rossoblu (che avrebbe potuto disputare in casa), ha inanellato: il pari interno con il Montecosaro e la doppia sconfitta di Treia (Aurora e Chiesanuova). Avesse superato la semifinale, non avrebbe avuto problemi nel confronto con l'Azzurra Colli (anch'essa eliminata al primo turno) nel ripescaggio. Ripescata la squadra ascolana, la Rata dovrà attendere per l'esito del ricorso il mese di settembre, complicando le cose con le operazioni di mercato. I movimenti effettuati al momento delineano una formazione (da completare) adatta al campionato di Promozione. Il DS Proculo si è mosso molto per l'attacco (dove pare stia ancora operando), lasciando sguarniti altri settori. Pensare di vincere il campionato con gli interni Diarrà e Rapagnani è pura utopia! La difesa manca dei due centrali, Franco (ex Civitanovese) - spacciato per centrale - con la Filottranese è stato schierato esterno. Bizzarrie degli uffici stampa: la scorsa stagione l'esterno Suwareh fu fatto passare per prima punta. Non si conoscono i due centrali difensivi: c'è in prova l'argentino Canavessio (proveniente dall'Arcos, serie D spagnola). Nell'altro posto di centrale, con il Filottrano, è stato schierato Campana, che però è un centrocampista. Insomma mancano alla Rata una coppia di centrali di sostanza in difesa e altrettanti a centrocampo. Per non parlare degli under: si è visto nella ripresa della prima amichevole che quelli a disposizione (tolto Massini) non sono all'altezza. Le squadre si sono formate (la Civitanovese delle molte conferme con un terzino sinistro è a posto), si può ipotizzare una griglia di partenza. Favorito alla vittoria finale, senza ombra di dubbio - per assetto societario e rosa disponibile - è l'Atletico Ascoli. Per i playoff dovrebbero concorrere: Monticelli, Rata, Civitanovese e Chiesanuova Treia. Con le possibili sorprese: Porto Recanati e Corridonia.
    51 - Ago 10, 2019 - 23:37 Vai al commento »
    CALCIO: MEGLIO CONTINUITA' TECNICA O CAMBIAMENTO? Secondo Ponzelli, la Civitanovese ha sbagliato la scorsa stagione a cambiare la guida tecnica, per dare uno scossone allo spogliatoio. Comunque, voglio ricordare, i rossoblu hanno concluso la stagione davanti all'HR Maceratese e hanno disputato la finale dei playoff. Per la proprierà transitiva, Ponzelli dovrebbe giudicare positivamente le scelte della società biancorossa, che ha lasciato per tutto il campionato la guida tecnica a mister Moriconi. Risultato finale: ultimo posto nella graduatoria di accesso ai playoff ed eliminazione al primo turno negli spareggi. Pregiudicando, in questo modo, il ripescaggio in Eccellenza, che a questo punto, mancate osservazioni e ricorsi inefficaci, risulta una autentica chimera. Consiglierei di dedicherei ad impegni più costruttivi, piuttosto che postare, con l'amarezza del tifoso insoddisfatto, vere assurdità. Ad ogni modo, con le rose attualmente a disposizione, le difficoltà della Maceratese sul mercato, è probabile che il prossimo torneo termini con i risultati di quello precedente.
  • Rassegna teatrale,
    presentazione al circolino della Vela

    52 - Ago 8, 2019 - 16:53 Vai al commento »
    IL KAZZARO DI CASTELRAIMONDO FINTO CIVITANOVESE "Frocione che canta ha fatto l'uovo", si potrebbe dire parafrasando una celebre massima. Qualcuno si sente "punto nel vivo", altrimenti non metterebbe pollici versi e si sentirebbe obbligato a postare. Il fatto curioso è come un "semi-deficiente", nato a Bolognola e residente a Castelraimondo, si spacci per civitanovese e "metta il becco" di continuo nelle vicende cittadine. Egli non conosce la realtà di Civitanova (poco quella di Macerata): la apprende dai quotidiani o per sentito dire. Comportamento che denota, oltre l'attitudine alla mistificazione e alla provocazione, lo "stato mentale" di un over-settanta, che usa tali mezzucci per passare la misere giornate. Oltretutto, a Civitanova ci sono suoi omonimi che non gradiranno essere scambiati per lui e associati agli insulti e alle minchiate che posta quotidianamente. Sarebbe utile un richiamo pubblico, seguito se necessario da una "diffida". Insomma un ultra-settentenne, dedito ai bisogni fisiologici "der cagnetto", tornato mentalmente all'infanzia, che pratica "giochi divertenti per bambini deficienti"!
    53 - Ago 7, 2019 - 21:18 Vai al commento »
    GLI INTERVENTI CULTURALI DEL DOG-SITTER IGNORANTE Non spiaccica nemmeno una parola in materia di Cultura, e della sua gestione, "er frocione cor cagnetto". D'altra parte come potrebbe se la sua preparazione e la sua competenza nel settore sono come il Pil nell'era Salvini: zero paccato! A proposito, la citazione di cui sopra è dalla canzone "Piercarlino" di Califano. Il cantautore romano fa un ritratto fedelissimo del dog-sitter senza averlo nemmeno conosciuto. Ascoltare per credere! Un genio il popolare Califfo: "Je voi dà un bacio? Te lo reggo io!". Ah ah ah ah ah ah ah ah ah
    54 - Ago 7, 2019 - 0:35 Vai al commento »
    LA LEZIONE CULTURALE E POLITICA DEL PRESIDENTE SANTORI Insomma alla cena del Club Vela, per la presentazione della stagione di prosa dei Teatri di Civitanova, c'erano tutti meno che l'assessora alla Cultura, Gabellieri. Un'anomalia, come quella di aver tolto il grosso dei fondi all'Azienda che con tanto di CdA (nominato dal Sindaco), come da Statuto, gestisce i tre Teatri cittadini. Il presidente Santori ha rivendicato il ruolo dell'Azienda (non avrebbe senso, altrimenti, la sua presenza e quella del CdA) e ha allestito con i privati una stagione teatrale di tutto rispetto (con artisti di fama nazionale). Senza impegni economici per l'Azienda: l'organizzatrice, Eclisse Eventi, si assume "il rischio d'impresa". C'è di più! La stagione di prosa dei Teatri promuove il sociale: sono conivolte associazioni impegnate nel settore (Croce Verde, Ant, Lega Filo d'Oro). La presenza alla presentazione del cartellone di figure che rappresentano Civitanova a vari livelli istituzionali (Parlamento, Regione), dimostra che si intende l'attività dei Teatri patrimonio della città. La partecipazione di amministratori comunali (che si stanno distinguendo sul progetto del Park interrato al Varco), testimonia che Santori non ha operato in "solitario". Insomma una lezione culturale e politica, cui va il plauso dei civitanovesi, da consigliare all'assessora Gabellieri di chiudersi in casa a meditare! Solitario, invece, è stato l'operato dell'assessora alla Cultura, con stagioni di teatro e danza partorite nel chiuso dell'ufficio, in contatto telefonico con l'Amat. Con la magra soddisfazione del "dispetto" di aver tolto ai Teatri lo spettacolo di Nancy Brilli! Non mancano nel cartellone dell'assessorato le "residenze" della Danza (addirittura 3), che ricevono contributi del Ministero dei Beni Culturali. In molti si chiedono quali siano i destinatari di tali fondi. Sarebbe anche da discutere il "caso Felicetti", attore del "teatro impegnato", il cui spettacolo figura nel cartellone dell'assessorato. Siccome la stagione dell'assessora Gabellieri è solo sua, i civitanovesi dovrebbero disertarla e chiedere al Comune il rimborso delle somme impiegate. Viceversa, le associazioni (con campagne in favore della sottoscrizione degli abbonamenti) dovrebbero sostenere il cartellone dei Teatri. Il mantenimento dell'Azienda dovrebbe essere sostenuto e tutelato anche a livello legale. Contro il tentativo sin troppo scoperto dell'assessora alla Cultura - distintasi più per arroganza (è entrata in conflitto con 3 presidenti dei Teatri) che per capacità politico-culturali - di esautorare i compiti e svilire l'operato dell'Azienda dei Teatri, patrimonio della storia di Civitanova.
  • FdI punta alla presidenza della Regione:
    in lizza Castelli, Acquaroli e Ciccioli

    55 - Ago 6, 2019 - 16:55 Vai al commento »
    IN ITALIA "LISTE DI TRASFERIMENTO" PIU' LUNGHE Mentre nel Regno Unito le liste di trasferimento, nel settore professionistico, chiuderanno dopodomani, giovedì 8 agosto, in Italia esse si prolungheranno fino al 2 settembre 2019. Molti i movimenti in corso, le varie compagini si stanno attezzando per la prossima stagione, tenendo conto delle necessarie ragioni di equilibrio. E' sconsigliabile, ad esempio, prevedere in organico tre prime punte titolari. Potrebbero confliggere tra loro, considerato che solo una di esse potrà scendere in campo. Inoltre è difficile che un nuovo arrivato, per ragioni di militanza nella formazione e rispetto dei colleghi, possa avere la fascia di "capitano". Mentre elementi più stagionati, arrivati dai trasferimenti in corso, potrebbero essere utili più per il settore tecnico, che per essere impiegati in partita. Comunque, nel caso di necessità di completare l'organico, c'è sempre la finestra invernale dei trasferimenti, che chiuderà i battenti il 31 gennaio 2020. Lì non si potrà più sbagliare, se si vorrà davvero concludere la stagione da vincitori!
  • Ripescaggio in Eccellenza:
    la svista della Maceratese
    e le poche chance del ricorso al Coni

    56 - Ago 6, 2019 - 17:52 Vai al commento »
    CIVITANOVA TROPPO PRESENTE NELLA NUOVA MACERATESE? La scorsa stagione nella formazione dell'HR Maceratese c'era solo il mediano civitanovese (di origine e militanza), Bigoni. Autore del gol decisivo nel rocambolesco finale del derby d'andata contro i rossoblu. Bigoni, come noto, ha seguito "pellegrino" il suo vate Moriconi a Loreto. Nella stagione che sta nascendo i biancorossi "raddoppiano": non uno ma due ex Civitanovese. L'interno Rapagnani (civitanovese di origine e militanza), di buone qualità tecniche, nella seconda parte della passata stagione alla Palmense. Sarà la sconfitta rimediata dall'HR in terra fermana ad aver indotto la dirigenza ad ingaggiare il giocatore. Il difensore argentino Franco, giocatore della Civitanovese nel finale della scorsa stagione. Ha disputato alcune egregie partite da difensore esterno sinistro, mai impiegato da centrale. Dicono possa fungere da difensore centrale, ma sarebbe un azzardo costruire intorno a lui la retroguardia biancorossa. A proposito di difesa, nella Rata da una setttimana in preparazione pre-campionato è il reparto più sguarnito. Nella rosa solo il confermato esterno Brugiapaglia e la "new entry" Franco. Proculoooooo!!!!! Ma c'è un aspetto che potrebbe inquietare molto i "residui" tifosi biancorossi: il nome "Civitanova" che accompagna lo sponsor tecnico sulle nuove maglie della Rata. Si potrebbe mai verificare che sulle maglie dell'Ascoli figuri la scritta: "San Benedetto" oppure, in altro contesto, sulle maglie del Teramo la dicitura: "Giulianova"? Non sarebbe possibile, per una risposta definitiva il parere degli "ortodossi" Amici della Rata
    57 - Ago 5, 2019 - 18:55 Vai al commento »
    SOCIETA' SPORTIVA MACERATESE TRA CALCIO E TENNIS? "Si evidenzia che ove per stilare la classifica dei playoff si volesse ricorrere al principio del merito sportivo applicato al tennis, che in caso di sconfitta in una semifinale (qual è la prima partita di playoff), indica come 3 classificato il giocatore sconfitto dal vincitore del torneo, la Maceratese sarebbe arrivata terza nella classifica dei playoff avendo perso contro l'Atletico Ascoli che è risultata la vincente della finale, mentre l'Azzurra Colli sarebbe arrivata 4" (Dalla Pec inviata dalla SS Maceratese alla Figc). E pensare che per due stagioni consecutive, quando militava in Lega Pro, la Rata ha avuto la possibilità di tesserare il fratello della campionessa di tennis, Giorgi. Ebbene, sia Bucchi che Giunti ritennero con superficialità di poterne fare a meno. La sua presenza oggi, per il prestigio del nome, poteva rivelarsi utile - nel parallelo calcio-tennis - per il ripescaggio in Eccellenza. Quante occasioni perse dalla Rata, in preparazione pre-campionato, con l'organico ancora lontano dall'essere completato. Altro che Eccellenza!
  • Maggioranza al Varco, riunione rovente
    Non c’è l’intesa con i dissidenti

    58 - Lug 31, 2019 - 17:09 Vai al commento »
    PARK AL VARCO SUL MARE: TUTTI SUL CARRO DEI CONTRARI? Mi piacciono poco certi appelli, che qualcuno lancia, al: "tutti insieme appassionatamente". Le battaglie, come questa contro il Park nel sottosuolo del Varco sul mare, si possono combattere insieme, ma nel distinguo dei ruoli e tenendo conto delle decisioni che ciascuno ha assunto. Non possono ricoprire un ruolo di primo piano - come stanno tentando di fare sui social - figure politiche che hanno sposato indirizzi e accordi che i Park interrati prevedevano. E' credibile, ad esempio, apporre firme anti-Park al Varco dinanzi alla "signora bionda" che le delibere di Giunta (ce n'è più di una), riportate di seguito, ha votato? C'è la citata delibera di Giunta n. 290 dell'8-9-2016: "accordo di programma con la Regione Marche per la cessione dell'ex Fiera". Questo accordo, come si diceva, all'articolo 5, comma 3, recita: "Tale intervento potrà anche comportare la realizzazione di un nuovo assetto viabilistico e dei parcheggi, che potranno anche essere realizzati nel sottosuolo delle aree adiacenti l'immobile, con possibilità di ammettere alla realizzazione degli interventi predetti anche finanziamenti privati secondo le vigenti disposizioni in materia di partenariato pubblico-privato". Ad eliminare i residui dubbi, c'è una delibera precedente agli accordi sottoscritti con la Regione Marche, che dichiara le intenzioni dell'Amministrazione Comunale sull'area ex Fiera. Si tratta della delibera n. 492 del 30-12-2014, avente per oggetto: "Indirizzi per la redifinizione urbanistica dell'area dell'ex-Fiera". Al punto 2 della delibera si dichiara "di condividere i seguenti indirizzi di riferimento per la ridefinizione urbanistica dell'area dell'ex Fiera". Tra questi, la "realizzazione di parcheggi, possibilmente di tipo interrato a seguito di verifiche geologico-tecniche". Dubbi su come avrebbe agito quella Amministrazione una volta confermata nel mandato sono legittimi. Tuttavia, non ci si può meravigliare se una Amministrazione di diverso orientamento, sui presupposti descritti, abbia "colto la palla al balzo". Perciò, i personaggi politici che le delibere riportate hanno votato, incluso Silenzi (nelle dirette facebook parla di "nostra Civitanova"!?), se ne stiano ben defilati. Altrimenti bisognerà tornare sulle decisioni che essi, da amministratori, hanno assunto. Lascino alle categorie, alle associazioni e ai cittadini la gestione della battaglia sacrosanta contro il Park al Varco, l'aumento abnorme degli stalli a pagamento (con gestione per 35 anni ai privati). Senza la "politica politicante", con l'intervento dei civitanovesi, la battaglia avrà credibilità e possibilità di successo!
  • Park al varco, Forza Italia dice sì
    Il fronte del no organizza assemblea

    59 - Lug 30, 2019 - 15:55 Vai al commento »
    SILENZI LEADER DEL MOVIMENTO DI PROTESTA? NO, GRAZIE! Il politico navigato fiuta subito come tira il vento e "cavalca la protesta". E' il caso di Silenzi, basti seguire gli "animosi" interventi in diretta facebook, riferiti al progetto parking all'ex Fiera. Può capitare ai politici di lungo corso di aver assunto, nel loro percorso, decisioni in contraddizione con le attuali posizioni. Il consigliere Marzetti cita, senza farvi riferimento, la delibera di Giunta n. 290 del 8-9-2016, avente per oggetto: "Accordo di programma con la Regione Marche per la cessione dell'immobile ex Fiera di Civitanova". La delibera, con voto favorevole di Silenzi (per alzata di manina), autorizza il Sindaco a sottoscrivere l'accordo con il Presidente della Regione per la cessione dell'ex Fiera. L'articolo 5 (Finalità dell'intervento e indirizzi di riqualificazione urbanistica), al comma 2, recita: "Il Comune di Civitanova Marche si riserva la facoltà di realizzare ulteriori interventi di sistemazione urbanistica che possano estendersi anche alle aree prospicenti l'edificio dell'ex Fiera di Civitanova fino a ricomprendere altre aree pubbliche destinate a viabilità e a piazza o attività di pubblico esercizio esistenti sia a Est che a Ovest dell'edificio fino alla possibilità di ricostitruzione dell'antico assetto urbano esistente prima della costruzione dell'edificio stesso, con possibile collegamento della piazza XX Settembre fino al lungomare Piermanni". Il successivo comma 3, dello stesso articolo 5, precisa: "Tale ultimo intervento potrà anche comportare la realizzazione di un nuovo assetto viabilistico e dei parcheggi, che potranno anche essere realizzati nel sottosuolo delle aree adiacenti l'immobile, con la possiblità di ammettere alla realizzazione degli interventi predetti anche finanziamenti privati secondo le vigenti disposizioni in materia di partenariato pubblico-privato". L'articolo 6 (Cronologia degli adempimenti e aspetti finanziari), comma 3, dell'accordo con la Regione per la cessione dell'ex Fiera, recita: "La somma necessaria al finanziamento degli interventi di cui al comma 2 del precedente articolo 5, verrà iscritta nel bilancio di previsione per il triennio 2017/2019 e potrà anche essere reperita mediante ricorso al finanziamento privato in partenariato pubblico-privato da compensarsi attraverso una concessione pluriennale della gestione dei parcheggi pubblici di nuova realizzazione o comunque interessati dall'intervento, secondo un apposito atto di pianificazione degli stessi (PUP)". Quindi nell'accordo con la Regione (deliberato dalla Giunta di Civitanova), per la cessione dell'ex Fiera, modalità e tempi anche per la realizzazione di parcheggi nel sottosuolo, con la partecipazione di privati, a cui assegnare la gestione degli stalli nuovi e vecchi. Quindi a chi, come Silenzi, la delibera citata ha condiviso, l'invito a stare "manzo", come si dice a Roma, cioè tranquillo. Lasci alle categorie (commercianti, albergatori, bagnini) e ai cittadini la guida della protesta contro il progetto parking all'ex Fiera, che penalizza Civitanova dai punti di vista ambientale e turistico.
  • Popsophia, due settimane di successo:
    «Sodalizio speciale col pubblico»

    60 - Lug 29, 2019 - 19:39 Vai al commento »
    POPSOPHIA, FESTIVAL DEGLI INDIFFERENTI? Sono scivolati via due weekend del festival Popsophia con sui social rarissimi commenti. E' la prima volta che accade e tutto ciò ha il sapore dell'indifferenza. Del primo romanzo di Moravia, "Gli indifferenti" (1929), ricorre il 90° anniversario che Popsophia (non fosse impegnata su altri versanti culturali) forse doveva ricordare. In due settimane se la sono suonata e cantata solo gli organizzatori (Ercoli family e Comune di Civitanova) con la grancassa dei media (alcuni finanziati con la pubblicità dell'evento). Tra i pochi interventi esterni, quello dell'ex presidente dei Teatri, Martellini, che con i festival si è misurata in passato. Riporto in ampia sintesi la nota nella speranza di sollecitare un dibattito su Popsophia, che costa ai civitanovesi la "bazzecola" di 180 mila euro: "Verso l'infinito e oltre... c'è la decenza. La stessa che manca a chi fa un uso iperbolico delle parole per nascondere la miseria dei contenuti, per raggirare i fatti con le opinioni, per costruire una confezione dorata alla noia. Chiunque dotato di un minimo di senso critico non può che ammettere che Popsophia è un format che si dichiara innovativo ma in realtà è già superato, è già vecchio e soprattutto è noisamente ripetitivo. E' tramontata definitivamente l'era di flussi ininterrotti di visitatori che sciamavano per il centro storico di Civitanova Alta. Ora c'è il vuoto nel pomeriggio e si limitano le sedie nella piazza per far apparire meno imbarazzante la scarsa presenza serale. Senza ospiti di punta che fungano da richiamo, tolto il ritorno di Philippe Daverio che però ha richiamato solo 400 persone, e quelli annunciati che hanno disertato (vedi Jarno Trulli, ndr), la retorica pomposa e magniloquente annuncia la trasformazione del borgo in uno "Space oddity", una città-mostra: installazioni multimediali, immersive e pervasive, si legge. Nella realtà una proiezione per coprire l'eterno cantiere di Palazzo Ducale, una sala giochi nello Spazio Multimediale di San Francesco per rappresentare il Futurismo (il "Treno in corsa" di Pannaggi è un optional secondario), e una concessionaria di moto, a disposizione dello sponsor, all'Auditorium Sant'Agostino. Una manifestazione su cui si è puntato come astro nascente con un investimento enorme (180 mila euro), ma che invece appare già bruciata come una stella spenta. Una manifestazione usata dall'attuale Amministrazione per farsi propaganda. La sfida culturale alza sempre più in alto la propria asticella e richiede programmazione, temi concordati, un approfondimento che costa fatica e impegno e non sono delle canzonette, più adatte al clima della Festa paesana di San Marone, cantate tra un cartone animato e uno spezzone di film, a dare spessore e innovazione a un progetto culturale. Ci si trincera dietro la missione di 'portare la filosofia a livello popolare', che pure sarebbe uno scopo pregevole, ma la verità è che Popsophia rappresenta solo uno specchio di vanità per chi lo fa e per chi lo organizza. E il pubblico se n'è accorto ampiamente: l'evento popolare non raccoglie più il popolo, il popolo migra altrove. Ma chi nella città vive di turismo non ha il coraggio di levare una critica a questo autunno culturale?". Fin qui Martellini, ora spazio al dibatitto su Popsophia, se ce ne sarà e non si continuerà a rimanere nell'indifferenza. Un'anticipazione, però, occorre darla: non è certo che la prossima estate il festival verrà riproposto a Civitanova. La famiglia promotrice ha notato il calo di presenze e le pesanti carenze organizzative. Il tutto è stato momentaneamente appianato con un abbraccio tra la marchesa del Grillo (ricordate: "io sono io e voi non siete un ca...") e papà Masino (sotto gli occhi compiaciuti di madame Claude), vedremo se terrà. Magari sarà la volta buona che la "rampolla" Lucrezia si dedichi alla carriera universitaria. Gli anni passano e non può pensare di andare tutta la vita in giro per le Marche a stressare le comunità con i suoi noiosi e ripetitivi Philoshow!
  • Nuova luce dello Sferisterio,
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    61 - Lug 22, 2019 - 23:22 Vai al commento »
    L'EX VIGILE LEGHISTA: PRIMA DI TUTTO I CANI! I commentatori di CM (uno in particolare) gli hanno dato corda e "Capitan Trinchetto" (sconcertante la somiglianza con il celebre personaggio di Carosello!) per qualche giorno ha dimostrato di esistere. Per tale ragione (la sigla in calce al post ne è la chiara dimostrazione) passa le giornate a leggere e commentare gli articoli di CM. I post da qualsiasi notizia partano (in questo caso dall'illumimazione dello Sferisterio) vanno sempre a finire alla sua tipica "ossessione": l'invasione degli immigrati. In diminuzione, secondo i dati recenti, in un Paese in forte calo demografico. Ad osservare, però, le immagini che egli posta su Instagram, diservo trattamento riserva ai cani (bestie). A differenza dei dettami del suo capo Salvini (i ben informati, però, sostengono che egli abbia precedenti nei Fratelli d'Italia) per l'ex vigile ultrasettantenne: "prima i cani"! Dalle foto si nota il suo "cagnetto" riposare su un letto con la testa poggiata su un morbido cuscino, avvolto in soffici lenzuola. D'inverno il venerato cane indossa colorate mantelline griffate. "Capitan Trinchetto" ama uscire in mountain bike, allora ha collegato alla bici una "carrozzina" su cui viaggia il cane con occhiali da sole. Nei post definisce il cagnetto "mon amour", con il pregio che: "non tradisce mai". Insomma dialoga con un cane, con cui almeno è sicuro di avere sempre ragione! Non si notano immagini con amici (a parte il proprio faccione vicino a quello del "mito" Salvini). Per gli immigrati (esseri umani) l'ex vigile prevede un diverso trattamento: non si preoccupa se periscano in mare o se rimandati in Libia finiscano violentati nei campi di concentramento, di cui abbiamo triste notizia. Ognuno fa dei propri averi l'uso che vuole, ma la vita privata testimonia il modo di vedere la società. E' ossessionato "Trinchetto" dall'ingresso della mafia straniera in Italia, quando abbiamo quattro Regioni (Sicilia, Calabria, Campania e Puglia) infestate dalla delinquenza organizzata. Inoltre, come la Storia insegna, l'Italia ha esportato la mafia all'estero: gli Stati Uniti ne sono un "illuminante" esempio. Quando ha tempo l'ex vigile vada a vedere il film di Marco Bellocchio: "Il traditore" (sulla vita di Tommaso Buscetta), ne trarrà utili informazioni. L'Italia è bene ricordare ha "invaso il mondo", in tempi di crisi, con i propri emigranti: l'America del Nord e del Sud, l'Australia, tralasciamdo i Paesi Europei. Come si sarebbe messa per i connazionali nel caso di blocchi navali e "respingimenti" ora praticati? E' chiaro che da un soggetto che ha trovato la massima espressione sulla direttrice: Fiastra-Barbara-Serra de' Conti c'è poco da aspettarsi quanto a lucidità d'analisi. E' un maestro, però, nell'insulto e nella diffamazione (che sappiamo, lui no, tornano al mittente con gli interessi), in contraddizione con la passata appartenenza alle forze dell'ordine. Il "senso del decoro", è noto, non è dote comune! Con tutto questo, egli ha pure l'ardire di postare l'invito: "per il resto bisogona conoscermi". No, grazie, da uno che si autodefinisce "carogna", meglio stare a debita distanza e lasciarlo a dialogare con il cane: "le mon amour"!
  • I suggestivi orizzonti
    dell’accordo Maceratese-Robur

    62 - Lug 15, 2019 - 18:50 Vai al commento »
    ATTENZIONE, SCATTOLINI: C'E' POSTA PER TE! Assente da molti giorni con la sua rubrica calciofila da CM, Scattolini potrebbe aver perso alcuni passaggi rispetto alla sua "benamata" Rata. Perciò è bene aggiornarlo per segnalargli che il quadretto idilliaco che egli propone, con la sua proverbiale "obiettività biancorossa", presenta alcune problematicità. Leggiamo: "A pochi giorni di distanza dal condivisibile comunicato firmato dalla Curva Just ed a poche ore da quello che per noi è stato un atto prepotente e contestabile, ossia l'oggetto della conferenza stampa indetta dall'HR Maceratese, anche noi tifosi che frequentiamo la gradinata e la curva (che non facciamo parte di gruppi organizzati) vogliamo esternare la nostra opinione. Innanzitutto ci discostiamo in maniera categorica dall'associazione Amici della Rata che, ad oggi non riusciamo a capire nè da chi è composta nè tantomeno e soprattutto chi rappresenta. A tal proposito restiamo basiti dalla facilità con la quale il Comune di Macerata, sempre celere quando c'è da chiudere la porta in faccia a qualcuno di indesiderato, ha concesso - grazie all'intercessione di questa associazione - marchio e nome alla società di Crocioni senza curarsi di condividere con la città questa scellerata scelta. Di qui, una domanda spontanea: nell'ottica di una auspicabile e miracolosa nascita del progetto Canil, per quanto tempo il sig. Crocioni avrà possesso del marchio e del nome? Chi regolamenterà tale transizione e gestione? O vogliamo che in futuro, sempre volendo essere positivi, sia il signor Crocioni a condurre una trattativa (nonostante non abbia sborsato un euro) con il sig. Canil? Ci giunge notizia, tra l'altro, di un'allucinante 'clausola' che impedirebbe a chiunque non residente a Macerata di possedere marchio e nome. Se questo fosse vero i timori di una precisa volontà politica di ostacolare con ogni mezzo l'arrivo in città di 'forestieri' troverebbero immediata conferma. Ribadiamo pertanto il nostro dissenso incondizionato sia al cambio di denominazione della società HR - che per noi rimarrà tale - che alla partiginaria del Comune di Macerata a favore del sig. Crocioni. Cosa, quest'ultima, che sta iniziando ad essere particolarmente fastidiosa. Alla luce delle scarse e deludenti prospettive annunciate in conferenza stampa del sig. Crocioni e nell'ipotesi di una discesa in campo del sig. Canil, chiediamo in maniera decisa al Comune di Macerata di non assegnare, se non in via temporanea, gli impianti sportivi a nessuna società calcistica. Assegnare ora in via diretta, come temiamo, i campi della città ad una qualunque solcietà significherebbe sbarrate la strada a qualunque progetto. E questo non sarà tollerato. Riguardo alla società HR Maceratese non possiamo che essere contrari in toto. La gestione che il sig. Crocioni sta seguendo è più consona ad una società di rione, del tutto incongruente con il blasone che la SS Maceratese vanta. Riprova ne sono le scelte ed i comportamenti spiacevoli che la città è obbligata a subire come ad esempio il duo mister-DS , l'allontanamento di un maceratese doc come Mongiello (tutti sappiamo la motivazione) e la figuraccia del quarto posto in graduatoria per non aver presenziato alle riunioni federali. La città merita altro. Le uscite pubbliche di Mauro Canil non possono rimanere inascoltate. La politica tutta - come avviene normalmente in altre città - deve e dovrà lavorare affinchè il progetto di un calcio provinciale con Macerata al centro si compia, costi quel che costi. Noi vigileremo con attenzione. Perchè la SS Maceratese è patrimonio della città. Il nostro amore contro i vostri interessi. SS Maceratese 1922. Folle amore nostro". Non c'è che dire: una magistrale pagina di critica sportiva, da far impallidire le abituali "sonate di violino" di soloni della pubblicistica "pistacoppa". Pur rivendicando la vicinanza a maestri del giornalismo maceratese, essi dimostrano di aver appreso assai poco, soprattutto nel rispetto da avere verso i lettori.
  • Vigili armati, Futuro in comune
    presenta ricorso a Mattarella

    63 - Giu 4, 2019 - 17:55 Vai al commento »
    IL BRUTTO DIFETTO DI "NON SAPER INVECCHIARE" Caspita, la cultura made alla "Pintura di Bolognola" (quante biciclettate!), non speravamo tanto! Eppoi dispensata da soggetti che hanno trovato la loro massima espressione transitando per Crispiero di Castelraimondo (con relativa Castagnata), Fiastra (con vista Fiume) per approdare, in seguito, alla guardia della Rocca di Serra dè Conti (senza presenza nobiliare). Per ritrovarsi infine, "vecchio insofferente", naturalizzato "pistacoppo" (con la mutuata "avversione" per i civitanovesi!) senza avere meglio da fare che dispensare risibili "ammaestramenti" sui social (ma chi li vuole?). Sopravvalutarsi può accadere, ma gonfiarsi alle atmosfere di una mongolfiera (come capita a qualcuno) è troppo! Arriva lo spillone, i lettori ci seguano troveranno divertenti sorprese, e tutto si "affloscia". Comunque, l'aspetto peggiore nell'esistenza di un uomo è "non saper invecchiare" (non è una citazione, ma una palese constatazione). Con la conseguenza di scaricare le proprie "frustrazioni" sul prossimo incolpevole.
    64 - Giu 4, 2019 - 1:29 Vai al commento »
    I TUOI MODI SONO URBANI... OH POPOLO DI VIGILI URBANI! Che strano, talvolta a leggere certi commenti si ha l'impressione di avere a che fare con autentici Vigili Urbani. Sempre pronti a redarguire, ad ammonire, a multare, non si può dire nulla! Si ha la sensazione che in quel corpo, tali soggetti, ci abbiano passato tutta la vita, fino ad arrivare ai vertici. Magari non in una città, ma in paeselli di provincia. C'è un aspetto che però risulta incompatibile con l'aver fatto parte delle forze dell'ordine: la propensione di tali soggetti all'offesa e all'insulto personale. Chi ha avuto un familiare, un parente, con la divisa, sa cosa prescrivano i regolamenti e il rispetto che un tutore dell'ordine deve avere nei confronti dei cittadini. Verificare, come accade, comportamenti diversi da quelli consentiti (si è sempre in servizio!), produce amarezza e disgusto, fino al vomito! E' difficile, una volta in pensione, mantenere l'equilibrio di quando si lavora, ma si leggono commenti offensivi passibili di querela per diffamazione e lesione dell'onore personale. Magari si pensa che intervenire sui social, mascondersi dietro un PC, possa garantire l'anonimato, ma non è così, perchè come sosteneva Leo Longanesi: "ci conosciamo tutti"! Sarebbe consigliabile da pensionati diversificare i "passatempo", senza fissarsi a postare commenti. Alcuni frequentano centri sociali, scuole di ballo: danno la possibilità con un "contatto diretto" di formare belle amicizie. Evitando di restare chiusi in casa, solitari, a digitare al PC "night and day". Quando si esagera nei comportamnti, anche persone misurate arrivano allo "sproloquio" e all'insulto.
  • Maceratese in Consiglio comunale,
    lo sfogo di Crocioni:
    «Se manca rispetto potrei mollare»

    65 - Giu 6, 2019 - 14:48 Vai al commento »
    AUEMTANO I COMMENTI E SI SOMMA INCOERENZA Dispiace rilevarlo ma il nostro amico "pistacoppo" continuando a postare conferma la propria incoerenza. Al presidente Crocioni concede generosamente, da "tifoso", il beneficio di "prendere le misure del campionato". Non doveva averne bisogno un dirigente che il torneo di Promozione ha disputato spesso. Anzi l'incoerente interlocutore riconosce, in un precedente commento, a Crocioni il merito di aver conseguito, da solo, il salto in Eccellenza. Sul tecnico Moriconi ora egli sostiene che "poteva fare meglio", non è la stessa cosa che affermare: "peggio di Moriconi non si può fare". Sul nuovo mister si nutrono forti perplessità, perchè proiettare un tecnico inesperto di panchina (fare il calciatore è un'altra cosa!) e di categoria è un azzardo, in una piazza con grande tradizione, che vuole vincere per risalire. Può darsi che dal mercato arrivi Messi e il ruolo del tecnico diventi secondario. Curiosa la vicenda di una società che cambia nome (inserisce quello storico: Maceratese) e mantiene la stessa "matricola". Fosse vero, sarebbe opportuna una verifica nelle sedi competenti. Siccome l'interlocutore "pistacoppo" (entra in gioco la "memoria") ha parentele "pesciarole", riceve un invito. Domenica prossima, ore 16, al Polisportivo di Civitanova si disputerà la partita benefica tra Nazionale Calcio Trapiantati e Vecchie Glorie Civitanovese Anni '80 e '90. Ho curato l'organizzazione con il Ds "pistacoppo" Andrea Pallotto (ex di Civitanovese e Maceratese). Sarebbe un'ottima occasione per compiere un'opera di solidarietà e per trascorrere un bel pomeriggio di sport insieme.
    66 - Giu 6, 2019 - 11:06 Vai al commento »
    COERENZA, QUESTA SCONOSCIUTA, VO CERCANDO Sorvoliamo su Scattolini, che probabilmente trasferisce la sua condizione di ottantenne ("piagnucolante tra quattro mura"), sugli altri, ai quali non ha di meglio che riservare offese personali. Tenendo egli una rubrica sportiva a livello di "volontariato", come ha confessato (a titolo gratuito), non si può pretendere più di tanto. Al "tifosissimo" interlocutore che rimprovera "mancanza di memoria", l'augurio di ritrovare presto "equlibrio e coerenza". Non so se s'è accorto ma nel commento prima si dichiara diciamo appagato dei risultati stagionali dell'HR (la Civitanovese "non ha fatto tanto meglio") per poi concludere che un nuovo tecnico "peggio di Moriconi non può fare". Chi allenava Moriconi? Sarebbe forse inutile ricordare che mister De Filippis, con i giocatori arrivati a dicembre, ha recuperato all'HR 8 punti nelle ultime 4 partite. Le conferme se mirate pagano più della "ricostruzione" (operazione a cui si accinge l'HR), con cui si ricomincia da capo. L'interlocutore dimentica anche il "particolare" che Crocioni era presidente del Villa Potenza ed in sella alla "rinata" (si fa per dire!) Maceratese ce l'ha messo il Sindaco Carancini. Riguardo al futuro (per la proprietà "transitiva") essendo rimasto Crocioni solo in società, valutata la scelta del tecnico (ha esperienze in panchina solo negli Under 16), come ci si può attendere il "botto" nella costruzione della squadra ("che va in campo")? Al di là della comprensibile parigianeria, quindi, l'auspicio di recuperare un pò di "coerenza" per poi risentirci prossimamente "su questi schermi".
    67 - Giu 6, 2019 - 0:39 Vai al commento »
    IL DON ABBONDIO MANZONIANO E QUELLO "PISTACOPPO" "Carneade (Lauro, ndr)! Chi era costui?" ruminava tra sè Don Abbondio seduto sul suo seggiolone, in una stanza del piano superiore, con un libricciolo aperto davanti, quando Perpetua entrò a portargli l'imbasciata. "Carneade! questo nome mi par bene d'averlo letto o sentito; doveva essere un uomo di studio (un tattico del pallone?, ndr), un letteratone del tempo antico: è un nome di quelli; ma chi diavolo era costui?". Tanto il pover'uomo era lontano da prevedere che burrasca gli si addensasse sul capo! (Alessandro Manzoni, I promessi sposi, capitolo VIII). Il Don Abbondio manzoniano aveva compreso di avere a che fare con Carneade, quello "pistacoppo", invece, non si arrende (che "amico della Rata" sarebbe?) alla evidenza dei fatti. Invoca una "sentenza" di qualcuno che, con i nomi che ballano, appare già scritta e largamente prevista. Pare che fino all'ultimo si sia registrato, nella scelta, un ballottaggio con Enrico Maria Canà, figlio del mitico Oronzo, tecnico in rapida ascesa e ormai conteso da piazze importanti del calcio.
    68 - Giu 5, 2019 - 20:19 Vai al commento »
    GLI ALLEGRI BURLONI DI UNA BARCA CHE FA ACQUA Nonostante il riconoscimento, in un precedente post, di non intervenire nel "merito", i soliti commenti innocenti di pubblicisti "deficienti". Da chi, con fare da "comare", si è impegnato a cercare pettegolezzi per screditare lettori dissidenti. Piuttosto, si scorra il "curriculum" del nuovo tecnico HR (ha allenato solo in categorie giovanili): c'è poco da fare gli spiritosi! Se questo è l'allenatore, figuriamoci la squadra da costruire. Scelte al "risparmio" di una società che non vuole e non può andare oltre il livello Promozione.
    69 - Giu 5, 2019 - 16:51 Vai al commento »
    SOGNI E ILLUSIONI DI UN "AMICO DELLA RATA" "Un uomo solo è al comando, la sua maglia è biancorossa, il suo nome è Crocioni". Potremmo descrivere così, parafrasando il mitico Ferretti, la situazione del calcio "pistacoppo". Anche quest'anno sono naufragati, nonostante i "buoni uffici" del Sindaco Carancini (sul cui ruolo è bene tornare), i contatti per rafforzare il sodalizio. L'imprenditore di cui scriveva Scattolini, "pronto ad entrare in società", si è dissolto (insieme ad altri che egli rappresentava). Il motivo è che non accettano di portare "denaro fresco" a sostegno di Crocioni che vuole comunque restare al vertice. Solo che egli non ha la "forza economica" di un campionissimo e per l'HR (tanto più se si chiamerà SS Maceratese) si prospetta un nuova stagione in posizioni di rincalzo. Appare fallace lo "specchietto per le allodole (tifosi, ndr)" della domanda di ripescaggio in Eccellenza. Prospettiva legata a troppe variabili (oltre all'ineludibile discorso economico!): ad esempio, la posizione dell'Azzurra Colli, meglio piazzata dell'HR nella graduatoria playoff. In Promozione ci saranno sempre l'Atletico Ascoli e la Civitanovese, con quest'ultima che ha confermato il tecnico De Filippis e gli elementi migliori, acquistato la punta Iori (ambita in passato dall'HR) e tratta il bianconero Giovannini. Dell'HR ancora non si conosce il nome dell'allenatore, mentre i "petali" migliori, graditi alla piazza, si stanno staccando: Nocera e Di Fabio, destinazione Abruzzo. Si parla di mister Tasso, ma costa troppo e per averlo si pensa di rinunciare al DS, andrà a finire che restano Crocioni e la figlia, Evelina. C'è una squadra da ricostruire di "sana pianta", pochi gli elementi da confermare, che sono però come Mongiello nel mirino di sodalizi d'Eccellenza (Valdichienti). E' commovente Scattolini nella difesa "indefessa" di Crocioni che vede come un nuovo "Messia": impegnato nella "ricostruzione della tradizione del calcio biancorosso". Tanto da sostituirsi, il pubblicista, a Carancini nella replica all'interrogazione del consigliere Marchiori, probabile Sindaco del centrodestra unito nel 2020. Marchiori non vede "programmazione futura" nella gestione Crocioni e giustamente interroga Carancini. Perchè il Sindaco, secondo le carte federali, ha un ruolo importante nel destino del calcio cittadino e perchè è stato l'artefice primo della presidenza Crocioni. Compete al Sindaco assegnare i "simboli" della Maceratese e il Comune ha preso parte attiva alla trattiva, recente, per l'ingresso di nuovi soci. Comodo (vero Scattolini?) invocare il Sindaco allorchè serve alla causa biancorossa, per poi consuderarlo "estraneo" quando gli si chiedono chiarimenti. Le replica di Scattolini (si sente Primo Cittadino?) è al solito zeppa di "sogni e illusioni", destinati a dissolversi all'alba. Ma c'è una possibilità, ora che tifosi e società Civitanovese hanno rifiutato di ospitare la Sangiustese (il Sindaco Ciarapica, che ci vedeva una nuova Lube, se ne farà una ragione). Prendano a Macerata contatti con chi "cerca casa", offrano lo stadio per le partite interne della "Stese" e può darsi che un giorno ci sia la fusione.
  • La polemica di Giorgia Meloni:
    «No al Cavalierato per Asmae Dachan»
    Pd: «Sciacallaggio a fini politici»

    70 - Giu 2, 2019 - 0:05 Vai al commento »
    GLI IMPERDIBILI COMMENTI DI UN ESPERTO SCEMENZOLOGO "..Oh San Diego (De La Vega, Zorro?, ndr).. con tutto 'sto dispiego.. di commenti al tuo superego.. io non m'aggrego.. non cerco impiego.. e sospetto non nego.. ma nulla rinnego.. del tuo grande stratego.. ed anche sussiego.. ma non so se mi spiego.. anche se non ti prego.. e le man non mi sfrego.. non è ripiego.. e non mi piego (per ora..).. ma al passato mi ricollego.. che non discollego.. e non cercar abnego.. che con tutto il disgrego.. ed il dispiego (una ripetizione!, ndr).. ed il congrego.. ed a quel mi lego.. che forse fu un pò sacrilego.. ed io non relego.. ma speriamo che non m'annego... e per questo prego..!!gg.". Certo un soggetto che concepisce e posta una "pippa mentale" di tale portata, deve essere parecchio bollito intellettualmente. Roba, insomma, da attribuirgli seduta stante una laurea "hononoris causa" in "Scemenzologia Applicata", ancor prima che qualche Università apra uno specifico Corso di studi. Non si affannino, si dedichino ad altro, i politici nazionali: gli riserverebbero onori che non merita affatto. Lascino Capitan Trinchetto (però, come gli rassomiglia con quella "barbetta bianca"!) bollire nel suo brodo che, come abbiamo verificato, è abbastanza avanti. Appare eccessivo scomodare, dato il livello infimo del componimento, filosofi e critici letterari di vaglia. Uno tra i più celebri, si sarebbe così espresso: "Fino all'età di diciotto anni tutti scrivono poesie. Dai dicitto anni in poi (figuriamoci dopo i settant'anni!, ndr) rimangono a scrivere poesie due categorie di persone: i poeti e i cretini" (Benedetto Croce).
    71 - Giu 1, 2019 - 23:02 Vai al commento »
    GLI IMPERDIBILI COMMENTI DI UN ESPERTO SCENZOLOGO "O
  • Prof sospesa, protesta a Civitanova:
    lenzuoli sui balconi,
    60 docenti scrivono a Mattarella

    72 - Mag 22, 2019 - 16:53 Vai al commento »
    Ha proprio ragione, Iacobini, pensi che sofferenza i genitori dello "Zero Mentale" trovarselo tutto il giorno tra i piedi! Se non commentasse sui quotidiani on-line non saprebbe dove sbattere la testa. Immagini come la prenederanno i genitori quando si troveranno caricati delle spese per gli avvocati. Perchè è così che andrà a finire: è lui l'iniziatore di insulti ad personam senza motivo alcuno. Pensare che ci si possa permettere tutto verso una figura pubblica, ogni tipo di infamia facendola franca, è proprio da "pazzi"!
    73 - Mag 22, 2019 - 14:48 Vai al commento »
    LIBERTA' DI PENSIERO E APOLOGIA DEL FASCISMO Che il web fosse infestato da "nostalgici fascisti", in moderna salsa razzista, ce n'eravemo accorti da un pezzo. Ora tocca constatare anche autentici "casi umani" che non hanno nemmeno la coscienza di ciò che scrivono. Come casso si fa a citare il Salone del Libro (a cui è stato vietato l'accesso all'editore di Casa Pound) e non associarlo alla "apologia del fascismo"? Giustamente un attento commentatore lo fa notare. Se il Salone del libro è finanziato con il denaro pubblico è bene che si svolga nel rispetto della legge e dei valori "antifascisti" della Costituzione. Fa ridere sentire richiamare la "libertà di pensiero" da settori che quando sono stati al potere l'hanno negata, sterminando gli oppositori. A partire dall'eroe della libertà, Giacomo Matteotti, di cui consiglio ai lettori il diario, "Un anno di dominazione fascista", appena pubblicato da Rizzoli. Tornando al Salone del Libro, se qualcuno sogna di trasformarlo in "festival del fascismo", sappia che la legge non lo consente, nemmeno se organizzato con i soldi propri. A proposito di legge, ce n'è una, la 645/1952, che si occupa - in attuazione delle disposizioni costituzionali - di "apologia del fascismo e "riorganizzazione del disciolto partito fascista". La stessa legge configura i reati (punibili con la reclusione fino a 4 anni): "quando un'associazione, un movimento o comunque un gruppo di persone non inferiore a cinque persegue finalità antidemocratiche proprie del partito fascista, esaltando, minacciando o usando la violenza quale metodo di lotta politica o propugnando la soppressione delle libertà garantite dalla Costituzione o denigrando la democrazia, le sue istituzioni o i valori della Resistenza o svolgendo propaganda razzista, ovvero rivolge la sua attività alla esaltazione di esponenti, principi, fatti e metodi propri del predetto partito o compie manifestazioni esteriori di carattere fascista". Insomma ce n'è e avanza per procedere allo scioglimento di gruppi politici o associazioni che al fascismo si richiamano apertamente e, configurandosi i reati previsti, assicuarre i responsabili alle "patrie galere". Anche se tutto è reso più difficile dalla presenza di ministri che da gruppi neofascisti (con cui scendono in piazza) ricavano consensi. La "porcilaia fascista" (la definizione è del fondatore della Lega, Bossi) in galera deve andare, non al salone del libro! Bisogna applicare la legge, troppo spazio è stato concesso a chi fa strame dei valori democratici. Resterebbe sul web il "sempliciotto del fascio" per il sollazzo dei lettori. Viva l'Italia, viva la Democrazia! Abbasso il fascismo ed il razzismo!
  • Niente corso Unimc a Civitanova,
    no del ministero al trasferimento
    «Non ci sono più i tempi»

    74 - Mag 22, 2019 - 15:14 Vai al commento »
    Tranquilli, lo sentenziava un grande dell'umorismo, come Ennio Flaiano: "Anche i cretini hanno diritto al loro quarto d'ora di celebrità". Poi quando la ricreazione sarà finita, tornino alla loro quotidianità di fancazzisti. Di "topi di fogna" che dedicano le giornate a insultare, nascosti dietro ad un computer. Escano allo scoperto, vediamo se si tratta di psicopatici o se conducono una vita normale. Si autodefiniscono "intelligenti", dando la certezza che lo siano davvero. Ci mettiamo la mano sul fuoco!
    75 - Mag 22, 2019 - 2:36 Vai al commento »
    GIULLARI MEDIEVALI E BUFFONI CONTEMPORANEI "Un giullare è un essere multiplo; è un musico, un poeta, un attore, un saltimbanco; è una sorta di addetto ai piaceri alla corte del re e dei principi; è un vagabondo che vaga per le strade e dà spettacolo nei villaggi; è il suonatore di ghironda che, a ogni tappa, canta le canzoni di gesta alle persone; è il ciarlatano che diverte la folla agli incroci delle strade; è l'autore e l'attore degli spettacoli che si danno i giorni di festa all'uscita dalla chiesa; è il conduttore delle danze che fa ballare la gioventù; è il cantastorie; è il suonatore di tromba che scandisce la marcia delle processioni; è l'affabulatore, il cantore che rallegra festini, nozze, veglie; è il cavallerizzo che volteggia sui cavalli, l'acrobata che danza sulle mani, che fa giochi coi coltelli, che attraversa i cerchi di corsa, che mangia il fuoco, che fa il contorsionista; il saltimbanco sbruffone e imitatore; il buffone che fa lo scemo e che dice scempiaggini; il giullare è tutto ciò e altro ancora..." (E. Faral, Giullari in Francia nel Medioevo)
    76 - Mag 21, 2019 - 16:48 Vai al commento »
    LA FESTA LUBE TREIA E LA TEGOLA DELL'UNIVERSITA' Per la Giunta Ciarapica e l'assessora Gabellieri, in particolare, la "sera del dì di festa" si presenta secondo i poco favorevoli auspici leopardiani. Aveva appena terminato di festeggiare, tutta pimpante e sorridente, i titoli conquistati dalla Lube Treia (dove ha ancora sede) che subito è stata investita dalla "tegola" Università. Tra parentesi la Lube (che qualcuno spaccia per civitanovese) dei 30 anni di storia ne ha passati 3 a Civitanova, quale "sede di gioco", grazie ad un Palas costruitole a gratis! Tornando all'Università, si può dire che la sua perdita (corso di Mediazione Linguistica, oltre 1000 iscritti) sia stato uno degli aspetti della mancata conferma del Centro-sinistra. Ciarapica e la Destra avevano fatto del ritorno di Unimc un punto d'onore del programma elettorale. La Giunta precedente aveva lasciato solo una specializzazione post-laurea, per pochi iscritti, di Unicam. I contatti con l'Università di Macerata partono dalla primavera 2018, si discute del trasferimento a Civitanova del corso triennale di Scienze Giuridiche (800 iscritti) attualmente con sede a Jesi. Gli incontri al vertice, presente il rettore Adornato, si susseguono: in uno dell'autunno 2018 si stringono le fila: stipula convenzione, richiesta accreditamento al Ministero, utilizzo alloggi anziani/studenti come aule. Il tutto con cambio di destinazione d'uso e investimento di 1 milione di euro. Non è noto se si sia adempiuto, risulta una delibera di "indirizzo" della Giunta, seguita da un semestre di "silenzio assoluto". Sino ad oggi quando scopriamo che il Ministero per "mancati adempimenti" del Comune nega l'accreditamento e il direttore generale di Unimc decreta: "il tempo è scaduto da un pezzo, il corso di Scienze Giuridiche non partirà". L'assessora Gabellieri si arrampica sugli specchi: "sono basita, eravamo in ritardo ma non c'erano scadenze". In ridardo rispetto a cosa, allora? Una nuova dimostrazione della sua inadeguatezza (lo "scarno" curriculum ne da prova) a ricopriore incarichi amministrativi, senza alcuna esperienza. La vicenda, per come si è svolta (il corso di laurea non partirà con il prossimo anno accademico), getta interrogativi sul futuro. Unimc accetterà, dopo tali eventi, di mantenere un dialogo con il Comune o lo troncherà come avvenuto con la precedente Giunta? Inoltre, il corso di Scienze Giuridiche resterà un altro anno a Jesi o verrà riportato a Macerata, con poche possibilità di arrivare a Civitanova? Questioni che dovrebbero indurre il popolare "marchettaro del web", per coerenza, ad affermare tranquillamente: "Che figura di...". L'opposizione verifichi i fatti, con accesso agli atti, che se confermati motiverebbero la presentazione di una "mozione di sfiducia" alla assessora Gabellieri. Sembra di essere tornati alle giustificazioni dell'assessore Balboni che, perso un finanziamento statale di 600 mila euro per il fotovoltaico (alloggi anziani/studenti), annunciava candidamente "controlli interni". Vedremo come l'ortodosso "marchettaro" (difensore d'ufficio di ciò che sa di Destra), riuscirà - avrà bisogno di parecchio fegato - a manipolare una "patata difficile da pelare"!
  • Salvini, blitz a Civitanova (Video)
    davanti al negozio di cannabis light
    «Non ci sono droghe che fanno bene»

    77 - Mag 11, 2019 - 12:06 Vai al commento »
    I "SERVIZI" DEL CORRISPONDENTE DI TELELECCO Puntuali anche in questo servizio i commenti del corrispondente di Telelecco. Un impegno incessante il suo, roba da assegnargli (da chi di dovere) la medaglia "fido", alla fedeltà politica. Lecca da un'anno alla media di 8-10 post al giorno, una visita della lingua non guasterebbe! Un'infinità di commenti (a qualsiasi ora del giorno e della notte) da far presumere che si tratti della sua occupazione principale. Interventi i suoi "duri e puri",cultura da "giornale della serva", quattro concetti (quattro) nella testa ripetuti ossessivamente a cocorito (pappagallo). Sempre in difesa di una parte politica (lecca solo a destra). Non troverete un rilievo, una critica, in migliaia di post per la destra fascio-razzista. Tutto bello, tutto perfetto, spingendosi nelle difese più inverosimili. Leggere per credere, un campione di ottusità, proprio un "ottusangolo". L'editore di riferimento (intuibile, se si risale all'origine dei commenti) saprà ben ricompensalo, non ci si può spendere tanto per nulla. Chiamatelo fesso, il corrispondente di Telelecco!
    78 - Mag 10, 2019 - 20:12 Vai al commento »
    OSPITE SALVINI, PADRONA DI CASA GABELLIERI Gli ospiti, si sa, possono arrivare inattesi e trovare i padroni di casa impreparati. Sarà capitato così alla signora Gabellieri, il cui look di fronte al Ministro non è proprio impeccabile: prima giacca trovata appesa, capelli a coda di cavallo, occhiali scuri per coprire l'assenza di trucco? Impeccabile, invece, la consigliera Rossi, astro nascente della destra civitanovese, bionda, capelli ricci freschi di parrucchieria. Non si nota l'annunciata segretaria del Sindaco, non sarà arrivata a "portata di telecamera"! E' la signora Gabellieri che fa gli onori di casa, che si rivolge all'ospite: "Grazie di essere venuto", "Facciamo una foto (con il Sindaco)", "Siamo tutti con Salvini" (aspetta che me lo segno!). Vedremo se l'assessora farà carriera, carattere intollerante poco compatibile con le mediazioni politiche. Il Sindaco Ciarapica bisbiglia solo poche sillabe. Si mormora di un passaggio in massa di "Vince Civitanova" nelle fila della Lega (da Storace a Salvini). Ne sapremo di più sui riposizionamenti alle Regionali 2020. All'incontro con Salvini non c'erano gli esponenti locali della Lega, in primis l'assessore Cognigni. I buoi di montagna cacciano quelli di casa? Per le Regionali Salvini ritorna, c'è da mietere nelle Marche per il partito-marketing (prima l'indagine indicava la seccesione, ora gli immigrati, poi chissà...). Gli italiani, marchigiani compresi, come pecoroni dietro a votare Lega. Ai tempi della "Padania Libera", in cui l'Italia terminava a Bologna, i marchigiani erano considerati poco meglio che "pezzenti". Parliamo di pochi anni fa (non andiamo ai tempi della "droga libera" e del "comunismo padano") Salvini c'era e non si distingueva. C'era anche quando la Lega "sperperava" 49 milioni di euro dello Stato: saranno restituiti, è stata pagata la prima Rata? Salvini è arrivato a Civitanova per la chiusura temporanea (15 giorni) di esercizi che commerciavano cannabis light. Non si è più parlato della proposta dei test antidroga agli amministratori comunali. Chi ha incarichi istituzionali deve avere rigore morale (non solo nelle dichiarazioni) e dare l'esempio ai cittadini. Che faranno nel caso, voteranno contro come per il casellario giudiziale? Tanto ci sarà sempre il "tirapiedi di regime" a trovare una giustificazione! Non sono necessari prelievi di sangue, bastano ciocche di capelli (in cui le tracce rimangono) per accertare l'uso di droghe. Se i risultati fossero quelli dei test con il tampone degli anni passatti, effettuati fuori dal Parlamento, c'è da rimanere sconcertati. Non c'è da dubitarne, basta osservare, si vedono certe facce "stralunate" in giro.
  • Maceratese in purgatorio (se va bene)
    ancora per un altro anno

    79 - Mag 10, 2019 - 19:04 Vai al commento »
    L'"AMICO DELLA RATA" INTOLLERANTE IN CERCA DI GOSSIP Pubblico il testo della e-mail inviata ieri, giovedì 9 maggio 2010, al titolare della rubrica "Somma Algebrica", che non ha ancora ricevuto risposta: "Le scrivo per segnalarle la sequela di fesserie diffamatorie che va settimanalmente postando su Cronache Maceratesi sul mio conto, che non le fanno onore come pubblicista e come uomo. Non so, francamente, perchè non replichi al contenuto dei miei interventi ed attacchi la mia persona, ricorrendo a pettegolezzi da cortile. Non è chiaro da chi raccolga tali sciempiaggini, ma dovrebbe rifuggire da persona seria comportamenti da "comare". Se come mi refirisce l'amico De Seriis, da cui ricevo suoi illogici complimenti, desidera incontrarmi, venga domenica 9 giugno 2019, ore 16.00, allo stadio Polisportivo di Civitanova ad assistere - nel 40° Anniversario della locale sezione AIDO - alla partita tra Nazionale Calcio Trapiantati e Vecchie Glorie Civitanovese Anni '80-'90. Ho curato l'organizzazione dell'evento con Andrea Pallotto, maceratese, ex Direttore Sportivo di Civitanovese e Maceratese. Avrà occasione di conoscermi, rendersi conto attraverso un contatto diretto di quali sono i miei reali impegni e della considerazione e rispetto che ricevo dalla comunità, evitando di postare assurdità". Adesso possono manifestarsi i 6 pollici rossi (eccetto uno, chi sia è intuibile) che "godono" nel veder offesa ingiustamente la vita privata di una persona, che ha sempre e solo commentato vicende calcistiche e non ha mai "disturbato" la sfera privata dell'interlocutore.
    80 - Mag 8, 2019 - 17:43 Vai al commento »
    PROGETTO HR E "PUBBLICISTA PISTACOPPO" HANNO TOPPATO Si conclude con un flop clamoroso quella che doveva essere la stagione della rinascita del "calcio pistacoppo". L'HR-Maceratese chiude il torneo di Promozione con 4 punti in meno di quello precedente dell'Helvia Recina. Eliminazione senza appello al primo turno dei playoff (nonostante le risibili scaramanzie dell'"amico della Rata") da parte dell'Atletico Ascoli. Solo l'assessore allo Sport, Canesin (patrocinatore con il Sindaco dell'operazione HR) si dichiara soddisfatto, ma gli sorge il sospetto di una società "debole". Perchè nel calcio, come noto, l'aspetto più importante è la forza della società. All'HR si è notata una conduzione dilettantistica: presidente Crocioni, segretaria la figlia, Evelina. Sono mancate figure essenziali quali il direttore sportivo, che può rimediare in corsa. Era stato annunciato l'inesperto Cappelletti, poi allontanato perchè tesserato con la Junior Macerata. L'HR ha un settore giovanile intestato ad un'altra società! Bisogna poi rilevare una squadra mal costruita e senza prospettive. Una coppia di difensori centrali da "geriatrico" può reggere se va bene una stagione. Ruoli mancanti quali quello del centravanti, con il tentativo meschino di "spacciare" per prime punte Ridolfi e Suwareh. Tentativi infelici di sistemare la squadra a dicembre: acquisti, costosi, di giocatori "rotti" o ex calciatori. In ultimo il capitolo allenatore, non all'altezza di una società ambiziosa (il "pubblicista pistacoppo" se n'è accorto a fine campionato). Tecnico che ha responsabilità nella costruzione della squadra avendo portato dal Loreto che allenava (retrocesso la passata stagione) molti elementi, compreso il figlio. I tifosi non hanno segiuto l'HR (non si capisce a chi faccia riferimento l'"amico della Rata"), altrimenti l'allenatore sarebbe stato cacciato. Ha fatto meglio dell'HR (fortunata nel non aver subito l'eliminazione nel derby) la Civitanovese che, piena di stranieri e con tre allenatori sostituiti, si appresta a giocare la finale play-off con l'Atletico Ascoli. Certamente l'aspetto che più brucia in collina, a partire del "pubblicista pistacoppo". Il fallimento del progetto HR è anche suo, che lo ha sostenuto anche con l'orgogliosa iscrizione al club "Amici della Rata". Ora che i risultati dell'HR sono imbarazzanti e non c'è certezza sulla disputa del prossimo torneo di Promozione è il momento di fare quanto accennato: ritirarsi! La stessa disamina "tecnica" della gara playoff persa dall'HR ad Ascoli lascia molto a desiderare (nemmeno Oronzo Canà sarebbe arrivato a tanto). Il "pubblicista Pistacoppo" si preoccupa delle sostituzioni nel secondo tempo, quando l'HR perdeva 0-2. Se un rilievo bisogna farlo (l'HR è stata dominata, ha avuto solo 10' buoni nella ripresa) è sulla formazione iniziale. Recupero affrettato di Severoni ("uomo mascherato") che ammonito ed espulso ha lasciato la squadra in dieci dal 30' del primo tempo. Poi aver messo in campo Piccioni (responsabile della seconda rete) e Massini, invece di Brugiapaglia e Suwareh. Nella vita, il suggerimento che diamo al "pubblicista pistacoppo", bisogna capire quando è il momento di smettere, prima che te lo chiedano altri.
  • Incontro dedicato a Franco Fortini
    «Si valorizzi la sua figura,
    vigileremo per l’intitolazione»

    81 - Mag 7, 2019 - 18:29 Vai al commento »
    FRANCO FORTINI NEL RICORDO DI UN ALLIEVO DEL 1939 "Quest'uomo ci colpì, quando lo mandarono via noi soffrimmo enormemente! Tutti a protestare, anche le famiglie, alle quali avevamo parlato: finalmente era arrivato un professore proprio in gamba. Si rivolsero al Preside, il quale Preside scrisse: no, speriamo che resti. Perchè fu fatto il possibile perchè questo giovane, era giovanissimo, rimanesse. Purtroppo se ne andò via e ci lasciò proprio con rimpianto! Poi ce lo siamo ricordati, io me lo sono ricordato continuamente, quando ne sentivo parlare, leggevo qualche libro, qualche cosa, mi dicevo: ma pensa questo ragazzo straordinario... Avevamo seguito le vicende politiche quasi ventennali sulle problematiche che c'erano. Comunque, noi ricordavamo questo giovane pieno d'entusiasmo che ci aveva rapiti tutti con quell'amore per la poesia, che oggi porto grazie a lui, Fortini" (Cap. Ermanno Mori, convegno: "Franco Fortini, Docente e Poeta", Istituto Tecnico "Corridoni", 16 aprile 2010) Franco Lattes (Fortini) fu espulso "da tutte le Scuole del Regno", nel novembre del 1939, poichè: "ebreo e non in possesso della tessera del Partito Nazionale Fascista. Il padre, Dino Lattes, ebreo, titolare di un noto studio legale di Firenze, dopo essere stato recluso al carcere fiorentino "Le Murate", fu trasferito al campo di concentramento di Urbisaglia.
    82 - Mag 7, 2019 - 15:32 Vai al commento »
    CIVITANOVA CHE CHIACCHIERA E CIVITANOVA CHE LAVORA Se ne leggono di ogni nei post sui quotidiani on-line. Anche ipotesi, del tutto fuori luogo, di spreco di "denaro pubblico" riferite ad iniziative promosse da movimenti politici. Cosa aspettarsi da soggetti, come il "pelatino", che navigano nell'ignoranza (sapevano prima d'ora chi fosse Franco Fortini?), specializzati nel denigrare e infamare persone che non conoscono. A proposito di "utilizzo di denaro", bisognerebbe ricordare che il convegno su Fortini, organizzato all'Istituto Tecnico "Corridoni" nel 2010, mi costò un anno di lavoro gratuito! Con la soddisfazione di aver ricordato la presenza di un fine intellettuale come Franco Fortini a Civitanova nel 1939 e aver fatto conoscere una pagina di storia cittadina. Sostenuto dalla forza trasmessami dalla mia compagna, persa prematuramente, che all'Istituto Tecnico "Corridoni" aveva insegnato Diritto ed Economia. Va ricordato che altre iniziative sono state realizzate con il mio contributo finanziario personale, per amore della Cultura e per la crescita della nostra comunità. Possono dire altrettanto i nostri amministratori o quanti si lasciano andare facilmente nei post a pesanti derisioni ed offese? Sul corretto uso di "denaro pubblico", invece, ci sarebbe molto da riflettere e i gruppi presenti in Consiglio Comunale dovrebbero farlo e presto. Soprattutto riguardo a costosi festival estivi che per un weekend di durata comportano una spesa (confermata da amministratori) di 140 mila euro. Mentre analoghi festival (della medesima durata), degli stessi organizzatori, in altre città della Regione (esaltate in interventi televisivi) comportano una spesa di 35 mila euro. Da rilevare che gli stessi festival la prossima estate raddoppieranno di durata (due weekend) e i costi diventeranno una tombola! Se si considera che il seguito e il ritorno economico sono diminuiti, ci sarebbe parecchio da discutere! Non ci si può meravigliare ,allora, se al di là delle intenzioni espresse, si mortifichino le "eccellenze locali". Al "povero" Sesto Bruscantini, gloria civitanovese nel mondo, si è dedicata una targhetta ai giardini e una mostra che nulla c'entra con il grande baritono. L'inaugurazione della mostra è stata preceduta da un breve ricordo del maestro Bruscantini da parte del direttore di "Civitanova all'Opera". Mentre l'arte lirica di Bruscantini e le grandi forti capacità innovative avrebbero meritato un convegno di approfondimento. Non è noto se le celebrazioni del Centenario avranno seguito e se saranno dedicate espressamente a Bruscantini: quelle di sabato scorso, dato il loro valore, sono state seguite da pochi. DY
  • Civitanova omaggia Bruscantini
    e gli intitola i giardini di piazza XX Settembre

    83 - Mag 2, 2019 - 17:30 Vai al commento »
    "LA TEORIA DELL'EVOLUZIONE DIMOSTRA CHE GLI INDIVIDUI PIU' FORTI VANNO AVANTI, MA ANCHE I LECCHINI NON SCHERZANO!" (CHARLES DARWIN) PLANETARIO! AH AH AH AH AH AH AH AH AH AH AH AH AH AH AH AH AH AH AH AH AH AH AH AH AH AH AH AH AH AH !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    84 - Mag 2, 2019 - 15:22 Vai al commento »
    "L'ADULATORE (IL LECCHINO, NDR) E' COME L'OMBRA LA QUALE NON TI AMA EPPUR TI SEGUE" (SALVADOR ROSA) AH AH AH AH AH AH AH AH AH AH AH AH AH AH AH AH AH AH AH AH AH AH AH AH AH AH AH AH AH AH AH !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    85 - Mag 2, 2019 - 14:31 Vai al commento »
    "L'ADULATORE (IL LECCHINO, NDR) E' UNO SCHIAVO CHE NON E' BUONO PER NESSUN PADRONE" (CHARLES LUOIS DE MONTESQUIEU)
    86 - Mag 2, 2019 - 10:01 Vai al commento »
    "HO SEMPRE ODIATO I PORCI ED I RUFFIANI E QUELLI CHE RUBAVANO IL SALARIO, I FALSI CHE SI FANNO UNA CARRIERA CON CERTE PRESTAZIONI FUORI ORARIO..." (PIERANGELO BERTOLI, CANTAUTORE)
    87 - Mag 1, 2019 - 17:33 Vai al commento »
    FONDAZIONE BRUSCANTINI, PAROLA DI SINDACO E ASSESSORA Sui rapporti tra Sindaco e Fondazione Bruscantini ci sarebbe molto da scrivere, ma è bene attenersi all'ufficilità in modo che i lettori possano dare una corretta valutazione. Da escludere, ovviamente, quelli che hanno dato il cervello in "comodato d'uso" e appena vedono attaccata l'etichetta "destra" sono disposti a giustificare ogni scorrettezza. Veniamo ai documentati rapporti tra Amministrazione Comunale e Fondazione Bruscantini, presentata ufficialmente in Municipio nel settembre 2017, presenti tutti i componenti, tra cui la vedova Bruscantini e i baritoni allievi del maestro. Esiste sul sito del Comune un lunghissimo comunicato, in cui vengono esaltate le doti canore e di profondo innovatore di Bruscantini e l'opportunità della costituzione della Fondazione. Quest'ultima, alla presenza di Sindaco e assessora alla Cultura, avanza le prime proposte di intervento (museo, master class, concorso lirico), che poi confluiranno del progetto per le celebrazioni per il Centenario del baritono. La nota del Comune si conclude con un'esplicita dichiarazione del Sindaco: "L'istituzione della Fondazione è per noi una bellissima notizia e ci impegneremo in questo progetto". Gli fa da controcanto l'assessora Gabellieri che batte sulla "tiritera" delle eccellenze locali: "Civitanova deve essere il centro più importante al mondo (sic!) per quanto riguarda Bruscantini. Il mio assessorato lavora alla crescita culturale, vogliamo valorizzare i talenti civitanovesi (sic!) che si sono distinti nel mondo...". Passano pochi mesi e all'inizio di febbraio 2018 il Sindaco Ciarapica con una lettera ufficiale al Presidente della Fondazione lo invita ad un incontro con l'assessore ai lavori pubblici per individuare la sede del museo Bruscantini (quale?, ndr). Ciarapica conclude la missiva comunicando la sua disponibilità ad entrare nella Fondazione: "Riguardo la componente dell'Amministrazione nel Comitato di Indirizzo della Fondazione, accolgo la proposta con piacere e soddisfazione ed autorizzo ad inserire la figura del Sindaco nello stesso". Sembrerebbero ottimi rapporti, invece a quei primi contatti segue un immotivato, prolungato silenzio. Il presidente della Fondazione tenta in tutti i modi (e-mail, pec, lettere protocollate) un contatto con l'Amministrazione che invece "volta le spalle". Sembra quest'ultimo il comportamento tipico dell'Amministrazione, in particolare dell'assessora alla Cultura. Sono gli "uomini che si voltano" (al contrario di quelli descritti nella poesia di Montale). Fino ad un episodio limite: i responsabili della Fondazione in Comune per essere riceviuti dall'assesora alla Cultura, che all'ultimo declina l'impegno. Il presidente della Fondazione protocolla una lettera con richiesta di un nuovo incontro, che come le altre non ha riscontro. Rapporti con la Fondazione perciò ispiegabilmente troncati, nonostante le promesse, per poi trovarci di fronte ad un programma per il Centenario del maestro Bruscantini assolutamente inadeguato e mortificante per la grandezza della sua arte. Un aspetto occorre mettere in rilievo: si mettano in testa Ciarapica e colleghi che amministrano un città, sono tenuti a dare risposte e non possono "voltare le spalle" ai civitanovesi!
    88 - Mag 1, 2019 - 11:47 Vai al commento »
    "UN PAESE CHE IGNORA IL PROPRIO IERI, DI CUI NON SA ASSOLUTAMENTE NULLA E NON SI CURA DI SAPERE NULLA, NON PUò AVERE UN DOMANI..." (INDRO MONTANELLI, STORICO E GIORNALISTA)
    89 - Mag 1, 2019 - 1:34 Vai al commento »
    CIVITANOVA MARCHE E LE "ECCELLENZE" DIMENTICATE Per una Amministrazione che si era presentata alla città, specie sul versante Cultura, con il proposito di promuovere le "eccellenze locali", le celebrazioni per il Centenario del baritono Sesto Bruscantini appaiono poca cosa! Il maestro Bruscantini è bene ricordarlo ha portato, con la sua arte canora, il nome di Civitanova nel Mondo, fino al glorioso teatro Metropolitan di New York. Non si può riservargli nel Centenario della nascita (curiosamente celebrato nel 16° anniversario della morte) manifestazioni sulla linea di una "sagra paesana". Riepiloghiamo: semplice dedica della seconda edizione di "Civitanova all'Opera", intitolazione dei giardini di Piazza, mostra fotografica, penserete su Bruscantini, macchè sempre su "Civitanova all'Opera". Mostra aperta da una breve lezione su Bruscantini (dedicargli un convegno sarebbe stato troppo?) del direttore artistico, scommettiamo, di "Civitanova all'Opera". Gli orizzonti musicali della Giunta Ciarapica non si discostano dal direttore di "Civitanova all'Opera"! Mentre nella nostra città esistono "eccellenze" anche in campo musicale che sono "cordialmente ignorate". Tornando al maestro Bruscantini, le celebrazioni del Centenario sembrano fermarsi alle iniziative descritte, non si parla più dell'annunciato recital di un suo allievo. Eppoi la cerimonia di intitolazione dei giardini a Bruscantini avviene in concomitanza con le celebrazioni del Cinquantenario della Biblioteca "Zavatti" (queste sì il 4 maggio, giorno dell'inaugurazione), un guazzabuglio! Non si può dimenticare, però, come fa l'Amministrazione che a Civitanova esiste la Fondazione Bruscantini, che Ciarapica-Gabellieri salutarono con entusiasmo alla nascita, con all'interno la vedova del baritono e due dei suoi allievi più noti. La Fondazione ha presentato all'Amministrazine un programma completo, degno del maestro Bruscantini, che è stato completamente rigettato. Il presidente della Fondazione ha tentato a più riprese un dialogo, ma non ha trovato ascolto. Con l'assessora alla Cultura che, inesperta e incompetente, si è eclissata mostrando incapacità di confronto. Nel programma della Fondazione: il Museo Bruscantini (appeso ad un filo, senza un'idea sulla sede che lo ospiti), un concorso lirico nel nome di del baritono (finito allo Sferisterio di Macerata), un documentario e una biografia sulla figura di Bruscantini, un convegno di studi e un concerto dedicati al maestro. Un progetto per autentiche celebrazioni, di livello internazionale, altro che le misere iniziative di una Giunta che non capisce e non vuole capire. Bruscantini è un'eccellenza civitanovese nel mondo, la più nota come sappiamno è Annibal Caro, l'immortale traduttore dell'Eneide, che se gli va bene viene ricordato nei Cinquecentenari. Il premio alla Traduzione a lui intitolato (finito nel cestino insieme a Futura, festival sostituito da Philoshow tutto l'anno di Ercoli Jr.) è stato salvato grazie all'impegno di studiosi e volontari. La Cultura a Civitanova non conosce indirizzi, vengono accolti "pacchetti preconfezionati" che nell'incapacità di valutazione riservano brutte sorprese e alti costi.
  • «Partigiani disturbati e fanatici,
    basta con la Festa della Liberazione»
    Bufera sulla sindaca Tartabini

    90 - Apr 29, 2019 - 2:15 Vai al commento »
    UNA SINDACA AL DI FUORI DELLA COSTITUZIONE? Il ruolo di Sindaco in un Comune dovrebbe essere ricoperto da chi è eletto dai cittadini. A Potenza Picena purtroppo così non è, per l'abitudine di Francesco Acquaroli di dimettersi appena eletto in incarico pubblico. Si è dimesso da consigliere regionale, quando è stato eletto Sindaco e si è dimesso da Sindaco, quando è stato eletto deputato. Ora che è candidato al Parlamento Europeo si dimetterà da quello nazionale? La signora Tartabini è subentrata ad Acquaroli nel ruolo di Sindaco, incarico a cui non è stata eletta "direttamente" dai cittadini di Potenza Picena (città con più di 15.000 abitanti). Le dichiarazioni rilasciate dalla Sindaca (nell'articolo si parla di un "audio", quindi con possibilità di trascrizione) sono di una gravità inaudita. La "minaccia" di non celebrare in un Comune (porzione del territorio italiano) una Festa Nazionale, si pone contro la legge, che la Festa della Liberazione istituisce e contro la Costituzione, che dai valori della Resistenza trae origine. Ce n'è e avanza affinchè le esternazioni della Sindaca diventino una petizione dei cittadini di Potenza Picena al Presidente della Repubblica, supremo garante della Costituzione. Inoltre sarebbe opportuno che il Prefetto, autorità di Governo sul territorio maceratese, convocasse la signora Tartabini per un colloquio "esplicativo" sulle funzioni e i doveri di Sindaco. Sul piano politico-elettorale, come già emerge dai commenti all'articolo ("nullità mentali" escluse, ovviamente), le affermazioni della Tartabini (candidata il prossimo 26 maggio per l'incarico di Sindaca) si risolveranno in un autentico "boomerang". Le stesse infatti "spaccano" la comunità potentina tra difensori (i cittadini italiani si sono più volte chiramente espressi, in referendum, sulle "modifiche") e avversari della Costituzione. "Bella Ciao" è un celebre canto partigiano ed i partigiani (di cui l'ANPI è la principale associazione) si sono battuti nella Resistenza, a prezzo della vita, per la Libertà e la Democrazia, valori espressi dalla Costituzione. Non si capisce cosa intenda la Sindaca Tartabini, quando parla di "attacco alle Istituzioni" e di quale Storia sia a conoscenza, per giunta nella professione di insegnante. In un lapsus freudiano, la Sindaca parla di "ritorno indietro di 80 anni", cioè al fascismo, cosa che accadrebbe se i suoi propositi si realizzassero. Non gradisce la "bellicosa" Sindaca il canto "Bella Ciao", bene sarà compito dei cittadini di Potenza Picena dopo le elezioni del 26 maggio - con la sconfitta della candidata-sindaco Tartabini - recarsi sotto al Comune e intonare a gran voce: "Brutta Ciao"!
  • Maceratese, il 4 maggio ad Ascoli
    il giorno della verità

    91 - Apr 28, 2019 - 23:47 Vai al commento »
    IL "PUBBLICISTA PISTACOPPO" E L'AMBIZIONE DI ALLENARE Alla fine, gira e rigira, le ambizioni segrete di ciascuno saltano fuori. Così durante la sconfitta dall'HR contro l'Aurora Treia (prevista, come quella di quest'ultima sul terreno della Futura '96), il popolare "amico della Rata", si lascia andare alla nostalgia. Ricorda, come aveva fatto negli spassosi "siparietti" a Radio Nuova (in cui emerge l'egocentrismo di un soggetto poco incline al contraddittorio), l'esperienza alla guida tecnica delle "Rondinelle" (non pistacoppi, ma restiamo nell'ornitologia)di Treia. Non è chiaro se egli avesse i "titoli" per allenare o se l'incarico fu assegnato in virtù di una speciale "deroga". Ciò che invece emerge da quell'esperienza (con scarsi risultati sportivi e senza seguito) è che portò alla scoperta in una formazione di calcio di un futuro arbitro di Serie A. Il quale, probabilmente, in campo invece di sviluppare (da centrocampista) l'azione si dedicava a controllare i "falli di gioco". E' trascorso tanto tempo da quell'esperienza in panchina, cui è seguita una lunga militanza da "pubblicista pistacoppo", ma come si dice le ambizioni restano. Se il presidente Crocioni fosse stato a conoscenza dei trascorsi dell'"amico della Rata", avrebbe potuto provarlo in sostituzione di mister Moriconi, può darsi con risultati migliori. I dati statistici dicono che l'Helvia Recina chiuse il passato campionato a 51 punti e con l'aggiunta del nome "Maceratese" ne ha totalizzati 47. Si può dire che la spesa (Mongiello, Ridolfi, Severoni ecc.) non è valsa l'impresa! Si leggono commenti - incluso quello del "pubblicista pistacoppo" - che esprimono soddisfazione (sic!) per aver tolto ai cugini rossoblu la possibilità di eliminare subito l'HR. Certo che la Civitanovese dell'ultima fase di campionato, con mister De Filippis che ha trovato la "quadra" (di una rosa ridisegnata a dicembre) è una concreta minaccia per tutti. Basti ricordare che a 4 giornate dal termine la Civitanovese era 4 punti sotto l'HR ed ha concluso la stagione con 4 punti di vantaggio! L'HR, ultima piazza nella graduatoria dei playoff (conquistata, più che per meriti propri, per il pari tra Potenza Picena e Monturano), dovrà giocare sull'ostico campo sintetico dell'Atletico Ascoli. D'accordo che i biancorossi vantano uno score positivo in campionato sull'Atletico (con una vittoria di goleada in casa) e l'eliminazione dalla Coppa Marche, ma la semifinale in terra picena non sarà una "passeggiata della salute". Perchè la formazione ascolana ha un ottimo stato di forma (fondamentale nei playoff) e si è dimostrata in campionato l'unica "competitor" del promosso Valdichienti. L'eliminazione dell'HR dai playoff, nell'anticipo di sabato, cancellerebbe i "sogni di rinascita" della Rata (la società potrebbe tornare alla denominazione "Helvia Recina"). Con tutta probabilità l'eliminazione dell'HR (che rimarrebbe nel purgatorio della Promozione), costringerebbe - come annunciato a "mezza bocca" - il "pubblicista postacoppo" ad appendere la "penna al chiodo". Chissà allora che egli non rispolveri l'ambizione di allenare: in fondo Oronzo Canà (inventore della "bizona") non era tanto giovane!
  • Premio Annibal Caro,
    Bruno Arpaia ultimo finalista

    92 - Apr 9, 2019 - 19:03 Vai al commento »
    "ECCELLENZE CIVITANOVESI" E ASSESSORA INADEGUATA Non c'è male per un'assessora alla Cultura (delega da molti ribattezzata "Minculpopsophia") che si era presentata con l'intento di "valorizzare le eccellenze" civitanovesi. Il premio alla traduzione intitolato al concittadino più illustre, Annibal Caro, del cui svolgimento Gabellieri si vantava, salvato da studiosi e volenterosi. Una vendetta verso Futura Festival, soppresso (nonostante le assicurazioni) per rinverdire i fasti di Popsophia, trasformatasi - nella successione familiare - nel ripetitivo Philoshow. Per non parlare delle celebrazioni del Centenario del baritono Sesto Bruscantini (che Josè Carreras chiama con il nome di battesimo) ridotte al minimo essenziale. Una stagione lirica, diretta dal "Toscanini locale", semplicemente dedicata a Bruscantini, l'intitolazione degli spazi di Lido Cluana e poco altro. La Fondazione "Bruscantini", la cui nascita era stata salutata con favore da Ciarapica-Gabellieri, ignorata insieme al suo progetto. Il "concorso lirico" finito a Macerata, città dello Sferisterio e altre proposte (documentario, libro, convegno) non prese in considerazione. C'è il vago tentativo di recuperare il "museo Bruscantini", senza un'idea della Giunta sulla collocazione. A proposito di musei, si è parlato di riavere quello "Polare" (uno dei pochi al mondo), finito decenni fa a Fermo e ora in una collocazione non idonea. Anche qui poca sensibilità dell'Amministrazione ad agire concretamente. Ultimi, in ordine di tempo, il convegno e l'intitolazione della piazza di Via Conchiglia a Franco Fortini. Il grande intellettuale del Novecento, docente al locale ITC "Corridoni" nel 1939 (espulso poichè ebreo, a seguito delle leggi razziali). Approvato dal Consiglio di Biblioteca un progetto (di cui aveva la completa gestione), l'assessora Gabellieri - all'oscuro del valore di Franco Fortini (che subisce così la seconda umiliazione) - per "valutazioni politiche" s'è opposta. Divulgata tale posizione, l'assessora resasi conto della sua insostenibilità (il sindaco Ciarapica su Fortini si era sin troppo esposto), ha dichiarato, con l'aiuto di una fidata "spalla", di essere all'oscuro di tutto e di non essersi mai espressa. Arrivando ad accusare di falsità e minacciando le vie legali! I civitanovesi però (a parte qualche "tirapiedi" sui social), come dimostrano gli attestati di stima e solidarietà (di opposizione e maggioranza) hanno ben compreso come si sono svolti i fatti. Tutte questioni che è bene divengano "politiche", per richiamare nelle sedi istituzionali l'assessora Gabellieri alle proprie responsabilità. Se ovviamente l'opposizione svolgesse il proprio ruolo, impegnandosi su questioni essenziali.
  • Moriconi sotto scacco
    da un giovane tecnico

    93 - Apr 9, 2019 - 17:03 Vai al commento »
    PROGETTO "HR MACERATESE" GIUNTO AI TITOLI DI CODA? Non deve essere stato piacevole per lo storico "amico della Rata" seguire i biancorossi per i campetti di periferia (abituato al "Tardini" di Parma o all'"Arena Garibaldi" di Pisa), sentirsi gridare dietro: "falliti" o peggio ancora. Con le rotonde vittorie sull'Atletico Ascoli e la Sangiorgese (solo nel punteggio) aveva auspicato il "secondo posto", ma i succeccivi pari interno con il Montecosaro e sconfitta a Chiesanuova l'hanno smentito. Un punto totalizzato in 2 partite decisive (per l'obiettivo minimo play-off) non fa sperare bene. La partita di domani con la Palmense (che vuole evitare i play-out), capace di rimontare 2 reti in trasferta alla capolista Valdichienti, diventa essenziale. L'ultima di campionato vedrà l'HR fare visita all'Aurora Treia, che se dovesse perdere in trasferta con la "pericolante" Futura 96 (esito non improbabile), giocherebbe all'"arma bianca". Nel frattempo l'HR ha subito il "sor-passo" ("sor-galoppo") della Civitanovese (6 punti nelle ultime 2 uscite), che marcia a mille, con tecnico e rosa adesso all'altezza. Meraviglia che una rubrica con il titolo "Somma algebrica" non sappia "fare i conti", specchio del "fallimento" del progetto HR. La scorsa stagione l'Helvia Recina totalizzò 51 punti, in quella corrente con il nome "Maceratese" - vincendo le gare restanti - arriverebbe a 50! Meno punti, con investimenti più consistenti (Mongiello, Ridolfi, Severoni ecc). Il titolato "pubblicista pistacoppo" gira intorno ai problemi (errato approccio psicologico, campi non adeguati, assenze, errori arbitrali ), senza mai arrivare al "nocciolo". Che è rappresentato da una società a "conduzione familiare" (senza una società ben organizzata non c'è squadra che tenga!) e, ultimamnte sfiorato, la guida tecnica. In una società normale mister Moriconi (quello che conosceva la Promozione come le "proprie tasche"), incapace di dare un gioco credibile alla squadra, sarebbe a casa da un pezzo. Certo è difficile smentire se stessi (il popolare "amico della Rata" ha sponsorizzato il progetto HR), ma così stanno le cose. Intanto sui social gira un divertente mix di interviste di mister Moriconi (pieno zeppo di sue proverbiali "scuse"). Un gruppo facebook di sportivi biancorossi ha promosso un sondaggio per far tornare l'HR Maceratese al vecchio nome Helvia Recina. In pochi mìnuti una selva di post con "favorevole", verifica del "sentimento pistacoppo". Sondaggio che a fine campionato (con play-off falliti oppure raggiunti nella posizione peggiore) potrebbe trasformarsi in petizione al sindaco Carancini, autore della "ripartenza biancorossa" dimostratasi sballata!
  • Pillon: «Siamo del Medioevo? Può darsi
    Ma noi difendiamo la vita»

    94 - Apr 7, 2019 - 1:13 Vai al commento »
    INCONTRO CON PILLON, "TANTO RUMORE PER NULLA"! La Giunta Ciarapica "scimmiotta" il convegno sulla famiglia tenuto a Verona, porta a Civitanova uno dei suoi partecipanti, nel tentativo di "raccattare" qualche consenso, ma registra un flop di presenze. Nella piccola sala dell'Hotel Miramare, tolti i "papaveri" di palazzo che si notano nelle immagini (in prima fila la bionda "vaticanista" di Palazzo Sforza) ci saranno state 40-50 persone, comprese le contestatrici. Ce n'erano invece forse 10 volte tante in piazza XX Settembre a protestare contro un'iniziativa che invece di registare adesioni ha diviso la comunità cittadina. Che bel risultato! Per controllare i contestatori, zone del centro off-limits, spiegamento di centinaia di poliziotti, tra cui decine di celerini (senza manifestazione potevano essere impiegati altrove). Per giunta le proposte del Sen. Simone Pillon (modifica della legge 194) sono inattuabili, poichè non dispongono della maggioranza in Parlamento (il M5S che non ha partecipato al convegno di Verona è contrario). Dai sondaggi, inoltre, risulta che la stragrande maggioranza degli italiani (oltre il 60%) è per mantenere la legge sull'"interruzione di gravidanza" com'è. Salvini è politico troppo scaltro da mettersi contro il sentimento popolare. Quindi "parole al vento" quelle proposte dalla retriva Amministrazione civitanovese, nel vano tentativo di far tornare la donna all'antico ruolo di "angelo del focolare" a sferruzzare la calzetta. Qualcuno ancora coltiva l'illusione che anni di lotte femminili, che hanno portato all'emancipazione (a Civitanova è vissuta una pioniera, Sibilla Aleramo), possano essere messi nel cassetto. Eppoi in politica, con molti protagonisti proprio nel centro-destra, si è spesso praticata la "doppia morale": difesa della famiglia nelle istituzioni e "festini privati" (di cui ancora si discute nelle aule dei Tribunali). Tra gli amministatori di Civitanova, organizzatori di manifestazioni pro-famiglia, tutte persone "casa e chiesa" o si trovano anche "trasgressori impenitenti", emuli dei loro riferimenti politici nazionali?
  • Convegno su Fortini,
    Gabellieri e Giannoni smentiscono:
    «Caporaletti ha detto il falso»

    95 - Apr 4, 2019 - 1:48 Vai al commento »
    CONVEGNO SU FORTINI E RICOSTRUZIONI POCO PLAUSIBILI Francamente la tesi proposta nella nota, dal "duo della Cultura" Gabellieri-Giannoni, appare poco plausibile. Sostengono, infatti, che proposto al Consiglio di Biblioteca un convegno su Franco Fortini e approvato il medesimo, avrei accusato l'assessora alla Cultura di volerlo impedire per "ragioni politiche". E' una ricostruzione da "teatro dell'assurdo" che non mi appartiene e ritorno ai "fantasiosi" autori. Le cose stanno come le ho riferite e tra i motivi del "diniego" dell'assessora, oltre a "Fortini uomo di sinistra", c'è "Caporaletti contrario a questa Amministrazione". Il presidente Giannoni è talmente a conoscenza del "parere" contrario da dichiarare: "rinuncio per non oppormi all'assessora". Affermazioni che sono disposto a riferire sotto giuramento (lo faccio sin d'ora, da credente, sulla Sacra Bibbia) davanti al Giudice. Fa sorridere il rilievo che userei l'assessora per "dimostrare di esistere". Semmai è il contrario, avendo iniziato ad occuparmi di Cultura quando lei succhiava il latte materno. In quarant'anni di impegno nel settore non mai saputo chi fosse la signora Gabellieri, oggi assessora. La confessione di non conoscere Franco Fortini e di averlo scoperto dal mio progetto, la autodefinisce "ignorante" e inadeguata a gestire la delega alla Cultura. Non so che tipo di iniziativa verrà riservata a Fortini, auguro all'assessora che essa abbia la partecipazione di quella proposta all'ITC "Corridoni" nel 2010. Se anche di questo evento l'assessora fosse all'oscuro, se lo faccia raccontare dal sindaco Ciarapica quando lo vede. Non si permettano più Gabellieri-Giannoni di accusare di "falsità" chi segue nella vita principi di corretezza e rettitudine.
  • «Convegno sul poeta Fortini
    cancellato dalla Gabellieri
    perché era un uomo di sinistra»

    96 - Apr 3, 2019 - 14:26 Vai al commento »
    POLITICA CULTURALE E "BATTUTISTI" DA AVANSPETTACOLO Ai "battutisti" da avanspettacolo che commentano su tutto, va ricordato che qui non è in gioco qualcuno che, in età giovane, tenta di "affermarsi" nella Cultura. Si tratta di una decisione formale del Consiglio di Biblioteca, assunta nella seduta del 28 marzo (leggendo l'articolo si capisce benissimo), a cui l'assessora alla Cultura si è opposta. Ci si potrebbe chiedere: perchè un Consiglio Comunale nomina un CdA se poi le sue funzioni sono esautorate dall'assessore? Va ricordato (può essere sia loro sfuggito), ai soggetti dalla "battuta" pronta, che il Consiglio di Biblioteca ha la stessa maggioranza di chi attualmente amministra Civitanova, assessora Gabellieri compresa. Come si metteranno ora le cose: i membri del CdA resteranno al loro posto (coscienti di contare poco o nulla)? Oppure, come accaduto per i Teatri di Civitanova, toglieranno il disturbo? A tale proposito, fu esilarante la vicenda dei Teatri al tempo della presidenza Squadroni. I consiglieri che avevano sottostritto un documento a sostegno della presidente (nel "confronto" con l'assessora alla Cultura), furono costretti, dalla lista di appartenenza, all'"abiura" ed a rassegnare le dimissioni. Ci fu, come denunciato da qualcuno, il tentativo di far sparire il documento "incriminato". La presidente Squadroni, però, ne conservava una copia e non furono soppresse le "prove". Non è proprio il caso, anche se qualcuno perderebbe la propria "ragion d'essere", di far battute. Siamo di fronte ad autentici "dilettanti allo sbaraglio", che però non si trovano alla "Corrida" ma purtroppo amministrano Civitanova!
  • “Terremotati” ai tifosi della Maceratese
    «Questo non è più calcio»

    97 - Mar 26, 2019 - 2:49 Vai al commento »
    LA PARZIALE INFORMAZIONE DELL'"AMICO DELLA RATA" Tra le regole della "buona informazione", c'è quella della sua completezza, cioè riportare tutte le posizioni delle parti in campo. Comportamento che dovrebbe essere abituale a chi frequenta da decenni il giornalismo (anche se nel ruolo di "pubblicista"). Invece la settimanale nota calcistica - apparsa nella serata di ieri - riporta, nella "controversia" con i sangiorgesi, la sola posizione dei "pistacoppi". Bizzarro il portiere biancorosso, Tomba (di cui viene pubblicato "censurato" il post facebook), che prima dichiara di "trattenersi" e poi si lascia andare a parole "irripetibili". L'informazione parziale dell'"amico della Rata" non è giustificabile, poichè dalla mattinata di ieri erano disponibili due note ufficiali: della società Sangiorgese e degli Ultras neroazzurri. E' necessario riportarle, non per rompere le "uova nel paniere" al titolato "pubblicista pistacoppo", ma per fare chiarezza con l'opinione di tutti i protagonisti. La Sangiorgese, dopo aver ricordato "l'antisportività" dei tifosi maceratesi da cui nella gara di andata erano partiti "insulti razzisti" (non puniti con una adeguata ammenda) all'indirizzo dei giocatori neroazzurri, si sofferma su mister Buratti. Leggiamo: "il tecnico dopo essere stato oggetto di attacchi personali (riguardanti la sua attività commerciale nel centro maceratese e la sua partecipazione alla vita politica della città) da parte dei tifosi maceratesi e dopo essere stato allontanato dal terreno di gioco, ha risposto agli insulti personali in modo simpatico senza mai apostrofare gli ospiti come 'falliti'". Oltre a quella della società, c'è la nota ufficiale degli Ultras sangiorgesi. Leggiamo, per completezza d'informazione, anche quest'ultima: "il gruppo si dissocia apertamente dalle urla 'terremotati' che sono partite dalla bocca di qualche imbecille dalla tribuna. Ricordiamo che siamo sempre stati i primi ad essere solidali con la gente colpita dal terremoto con azioni di solidarietà, mai ci passerebbe per la testa di far uscire parole mostruose dalla nostra bocca. Invitiamo pertanto gli autori del gesto o l'autore a prendersi tutte le responsabilità". Ciò dovevamo ai lettori, in luogo di chi non ha avvertito il dovere professionale di adempire. Ora c'è da atendersi il solito "attacco personale" del "signor qualcuno", il quale evidentemente non riuscendo (a differenza di altri lettori) a replicare nel "merito" ricorre a pratiche proprie della "becera politica". Riuscendo (da moderno "Giano Bifronte") a mortificare, con commenti "sguaiati", quanto pubblicato nella sua rubrica, dopo giorni di "attento e misurato" lavoro.
  • Il Papa celebrerà nella Santa Casa,
    non accadeva da 162 anni
    Dal Cin: «Francesco rilancia la famiglia»

    98 - Mar 25, 2019 - 0:26 Vai al commento »
    ALTE "AUTORITA' MORALI" SI CONFRONTANO CON IL PAPA Avesse ragione un grande studioso della comunicazione, quale il Prof. Umberto Eco, che alcuni anni fa (all'Università di Torino, che gli conferiva l'ennesima laurea) lamentò: "I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli!". Forse esagerava, ma capita di leggere, sui social, soggetti di poco "spessore intellettuale" che si confrontano (dall'alto della loro "autorità morale") con il Santo Padre! Gli stessi che, amplificatori di una "becera propaganda", si adoperano nel seminare "odio" in quanti sono vittime della paura, per "catturare" consensi a favore di una determinata parte politica. I "cabbasisi" (da Eco ad un altro grande della cultura, Andrea Camilleri, autore dell'espressione) viaggiano sempre in "coppia". C'è così un precedente, relativo al Natale di alcuni anni fa, quando una collaboratrice istituzionale (anch'essa riconosciuta "autorità morale") inveì contro il Pontefice che, in una omelia, aveva "osato" definire la "Sacra Famiglia" migrante. Perchè non l'avrebbe dovuto fare, considerate le vicende storiche dalla medesima vissute? In tale circostanza, la stessa collaboratrice, giudicò il Papa una "afflizione divina". Sarebbe da consigliare a costoro, dato il condiviso "livello intellettuale", nel gergo popolaresco: "calate dal pagliaio!". Probabilmente, ignorando i propri limiti (al contrario, eviterebbero di "confrontasi" con il Santo Padre), non lo comprenderebbero. Allora, non resta quale consolazione alle "assurdità" che si leggono sui social, un detto più consono alla circostanza: "Ragli d'asino non salgono in cielo!"
  • Maceratese, sulla strada dei playoff
    meglio la corazza del fioretto

    99 - Mar 20, 2019 - 1:40 Vai al commento »
    L'HR MACERATESE E LA "FRAGILITA' SOCIETARIA" In verità, presidente Crocioni a parte, poco si sa di come sia organizzata (disorganizzata?) l'HR Maceratese. Non esistono figure essenziali in società calcistiche, quali il direttore generale e il direttore sportivo. Scendendo all'area tecnica non compare il preparatore atletico (esiste, come un tempo, il massaggiatore). Tornando alla società, alla conferenza stampa dei giorni scorsi, su cui ci soffermeremo per i suoi tratti "originali", era presente Cappelletti, per comunicare che non ricopre il ruolo di Direttore Sportivo (è tesserato con la Junior, realtà societaria diversa). Mentre lo stesso era stato presentato ad inizio stagione (si era occupato del mercato) proprio come DS. Cappelletti era anche intervenuto nel post-gara (esistono registrazioni), in luogo di mister Moriconi, della debacle interna con il Monturano (2-5). Alla conferenza stampa precedente la gara con l'Atletico Ascoli, ha partecipato (comportamento "anomalo" nelle società di calcio) il co-sponsor di Colfiorito. Il quale, a fianco del presidente e ancora prima di lui, ha dissertato a tutto campo: aspetti societari, rapporti con i tifosi e la critica. Per la verità non è la prima volta: alla vigilia del derby con la Civitanovese, il co-sponsor era intervenuto sugli stessi temi. Tra gli argomenti "cult", quello che Crocioni è una persona "stimata", ma in sede calcistica interessa che egli sia un valido dirigente! Un aspetto va chiarito: se lo sponsor di Colfiorito ha ambizioni dirigenziali entri nell'HR, altrimenti si limiti al proprio ruolo. Fa sapere di essere molto richiesto dal Foligno, ma dubitiamo che quella società gli conceda tanta "libertà" come all'HR. Al consumato "pubblicista pistacoppo", impegnato a cercare le cause di un torneo "altalenante", le carenze societarie sono sfuggite o ha voluto sorvolarle, per non squalificare la sua adesione incondizionata al "progetto HR". Se la squadra è mal costruita (mancano ruoli fondamentali, mentre in altri abbondano i doppioni), è perchè mancano dirigenti preparati sotto tale profilo. Il presidente Crocioni, e "l'amico della Rata", lodano il settore giovanile: 16 formazioni, ma bisogna vedere quali sono i risultati. La formazione principale (Under 19) nell'ultimo turno è stata battuta nel derby, allo stadio "Della Vittoria" (Della Sconfitta?) dai cugini della Civitanovese. I quali, allenati da Andrea Diamanti, guidano il campionato con 9 punti di vantaggio (a 3 turni dal termine) sul Valdichienti. Se non si è verificato il passaggio da Helvia Recina a Maceratese, è perchè non si è costruita una società solida con all'interno dirigenti esperti, in grado di programmare il futuro.
  • Maceratese, rush finale
    Crocioni si appella alla città:
    «Chi ama la squadra ci stia vicino»

    100 - Mar 16, 2019 - 1:44 Vai al commento »
    ATLETICO PICENO, CIABBINO O ATLETICO ASCOLI? Per favore, dite al Presidente dell'HR Maceratese, Crocioni e al cronista Giustozzi che lo prende in parola e lo ripete, che non esiste alcuna società denominata Atletico Piceno nel campionato di Promozione (girone B) in corso. Esiste l'Atletico Centobuchi, dopo il cambio del nome, con cui l'HR ha impattato con lo stesso punteggio (1-1) i due confronti. La squadra che l'HR affonterà domenica, nella gara di ritorno, è invece l'Atletico Ascoli. Meglio precisarlo al patron Crocioni, che potrebbe dire di aver giocato contro l'Atletico Piceno (che non esiste). L'Atletico Ascoli, che a Macerata si gioca molte speranze di promozione (il Valdichienti che lo precede di 4 punti riceve il Chiesanuova), perciò da affrontare con la massima attenzione, deriva il proprio nome dal Ciabbino. Tra tante dimenticanze, al presidente Crocioni è sfuggito di dotare l'HR di un centravanti (La Cava, non è stato sostituito) e di un regista (figura mai in rosa nell'attuale stagione). Ruoli che si potranno "coprire" nel prossimo torneo di Promozione, visto che se si raggiungeranno i play-off sarà dall'ultimo gradino. Sperare di vincere gli spareggi del girone e battere la qualificata dell'altro nella finale sarà una lotteria. Rimarrebbe la consolazione della Coppa del... Nonno, su cui mister Moriconi ha invitato i suoi a concentrarsi!
  • In 400 per Matteo Renzi a Civitanova:
    «Salvini? Una Chiara Ferragni mancata»

    101 - Mar 12, 2019 - 0:33 Vai al commento »
    Non fraintendiamo, la questione è semplice, il nostro "amico" dichiara che si tratta di "sarcasmo". Per praticare il quale ci vuole intelligenza, prodotta da un numero adeguato di neuroni. La realtà è che egli "sgamato" ha preso ad arrampicarsi sugli specchi (con le mani insaponate!). Egli collega il mettere a disposizione del pubblico (per l'acquisto) alcune copie del libro, con il pagamento della serata all'autore. Se così fosse l'ingresso del pubblico doveva essere condizionato dall'acquisto dell'opera (come biglietto). Così non è stato, anzi poteva verificarsi (a volte è capitato) che le copie fossero rimaste invendute. Se il pubblico le ha acquistate significa che ha ritenuto il libro interessante e meritevole di lettura. Il numero di contatti del pezzo e i commenti dimostrano che Renzi non è un politico emarginato, anzi. Come noto, sui libri l'autore non percepisce il prezzo di copertina, ma una parte come "diritti". Il "pugnace" lettore ignora la destinazione di tale introito, perciò si avventura in "chiacchiere". Ciò che invece è chiaro, è che egli ha scritto: "un conoscente ne ha portate tre copie" e ha aggiunto: "io non ho il caminetto...". Dichiarando che il suo amico (ne riveli il nome) si è impossessato "furtivamente" di libri in vendita. Lascia, poi, intendere che avuta la disponibilità di un camino, avrebbe messo a fuoco il libro di Renzi. Ciò è estremamente grave, da parte di chi rivendica il "rispetto delle idee". E lancia una luce inquietante sul concetto di "democrazia" praticato dai suoi amici governanti, per promuovere i quali "perde il sonno"
    102 - Mar 11, 2019 - 21:50 Vai al commento »
    C'è qualcuno di così candido da confessare, candidamente per l' appunto, di avere un amico "ladro" che ha rubato tre libri alla presentazione. Perchè il volume di Matteo Renzi, ho appreso, era in vendita a 16 euro la copia e al termine dell'incontro non ce n'era più una disponibile. Quanto all'uso da fare del libro (bruciarlo al camino o pratiche più offensive), forse egli si è ispirato a ideologiche cui è "affezionato". C'è stato qualcuno nella Storia (non aveva nulla a che fare con la "democrazia") che metteva le biblioteche al rogo! Niente male per uno che pretende dagli avversari il "rispetto delle idee": evidentemente si riferisce soltanto alle proprie (a senso unico!). D'altra parte cosa aspettarsi da un elemento che passa il sabato notte a postare commenti sui social. Viaggia a una media di 500 post/mese, nella vita non ha nulla da fare? Per lui "Un'altra strada" (titolo del libro di Renzi), ad una certa ora, potrebbe essere quella del letto. Al mattino si sveglierebbe più lucido e magari inizierebbe a postare commenti più coerenti e sensati.
  • Le “lacrime” di Moriconi
    non possono essere una scusante

    103 - Mar 5, 2019 - 0:38 Vai al commento »
    HR E CIVITANOVESE: "UNA POLTRONA PER DUE"? Tocca citare il noto film di John Landis per prospettare ciò che potrebbe accadere nel finale di campionato di Promozione. Nel girone A sembra tutto deciso: Ancona promossa e Senigallia che accede, dato il grande vantaggio sulla terza, alla finale playoff. Il girone B, invece, è più combattuto, con Valdichienti che (consumato il vantaggio iniziale) ha ripreso a marciare e Atletico Ascoli (dopo aver pagato pegno con l'ammazzagrandi Potenza Picena) dovrebbero giocarsi la vittoria finale. Più complicato il discorso playoff che dovrebbe interessare l'Azzurra Colli (solo 2 sconfitte) con una gara da recuperare e Monturano, con in rosa elementi di spessore: il bomber Ulivello, il regista Bracalente (rispetto all'HR Ridolfi sembra Platini!). Per la "poltrona" restante lotta tra le due squadre più blasonate della Provincia: HR e Civitanovese. Sembra un destino ma le due compagini (con percorsi differenti) hanno marciato a braccetto per gran parte del torneo. L'HR mantenedo il tecnico Moriconi, che non ha garantito un gioco convincente, e cambiando poco l'organico. La Civitanovese sostituendo 3 allenatori e più di metà dei giocatori. Non è chiaro chi abbia il finale di stagione migliore: se i rossoblu con 4 scontri diretti ( che spesso e volentieri terminano in parità) o i biancorossi con uno soltanto ma devono affrontare squadre "pericolanti" (con l'obbligo di vincere!). Nell'ultimo turno l'HR ha portato a casa un punticino da Centobuchi (stesso risultato dell'andata), pareggiando nel finale in superiorità numerica. Dopo essere andata sotto nel primo tempo su rigore (inutile spintone di Capparuccia in un'azione destinata a spegnersi). Soltanto il telecronista Angeletti (bontà sua) non ha visto il fallo, valutando il penalty una "invenzione dell'arbitro". Il Centobuchi, come ricorda giustamente il "pubblicista pistacoppo" (autore di una nota stavolta condivisibile) era falcidiato dalle assenze, a memoria: Carminucci, Porfiri, Coccia, Diop. Al termine della gara mister Moriconi, ha invitato i suoi a concentrarsi sul match infrasettinale di Coppa con l'Atletico Ascoli (sarà contenta la Futura 96, prossima avversaria!). Sul fronte rossoblu, il ritorno di De Filippis ha coinciso con diverse modifiche tattiche. Le pricipali: capitan Miramontes regista basso e Rodriguez unico trequartista non hanno dato i risultati sperati. La punta Falkenstein, impiegato dall'inizio, non regge i 90'. Meglio i sostituti: l'esterno d'attacco Galdenzi (autore del gol-partita) e il mediano Veccia (pericoloso con tiri da lontano). Come col Montecosaro, rossoblu in svantaggio per una "svista difensiva", pari su rigore (Ribichini, al 9° centro) in un episodio da raccontare. Capitan De Santis, valutando una punizione a favore, prende la palla con le mani nella sua area: l'arbitro fischia rigore! Prossimo impegno rossoblu nella "tana" del Monturano, stop ad esperimenti, mister De Filippis valuti e pro e i contro dell'ultima gara. A Macerata, inguaribili "romantici", viste le difficoltà in Promozione sognano la Serie D con l'impegno dell'ex DG Porto Recanati, e titolo sportivo della Sangiustese. Ma sembra che l'ostacolo principale sia l'Ing. Crocioni...
  • Valdichienti Ponte tornato sulla terra,
    la Maceratese deve approfittarne

    104 - Feb 14, 2019 - 19:56 Vai al commento »
    QUANDO IL "SIGNOR QUALCUNO" LA FA FUORI DAL VASO C'è da rimanere "basiti" a seguire ciò che scrive il pubblicista "pistacoppo" nella sua rubrica sportiva. Nel tentativo, da dichiarato "amico della Rata", di accreditare due sconfitte (meritate) dell'HR, con Azzurra Colli e Valdichienti, come frutto di torti arbitrali. Leggiamo: "Tentare di cancellare la macchia dell'umiliante sconfitta subita all'Helvia Recina, nell'incontro di andata, dai "calzaturieri". Ricordate però (noi no!, ndr) in buona parte provocata dalla forzata rinuncia alla coppia centrale Arcolai e Capparuccia. Ambedue espulsi il sabato precedente nel vernissage di stagione a Colli del Tronto, contro l'Azzurra Colli. Con inevitabile squalifica. Fu tale Serenellini di Ancona a prendere tale decisione. Guastò in diretta l'esito di quell'incontro e compromise quello dell'impegno successivo, per l'appunto con il Valdichienti. Che infatti si concluse con il disastro biancorosso". C'è da precisare che quello che si definisce il "sabato precedente" corrisponde al 22 settembre 2018 (sconfitta con l'Azzurra Colli: espulsi Arcolai e Capparuccia) e l'impegno successivo (sconfitta con il Valdichienti) corrisponde al 28 ottobre 2018! Quindi, secondo l'autore della rubrica, i due difensori centrali avrebbero scontato la squalifica dopo un mese! Sulla gara persa a Colli del Tronto, ricordiamo che Arcolai fu "allontanato" per aver colpito con una gomitata in viso un avversario e Capparuccia (già ammonito) per aver calciato, a gioco fermo, lontano la palla. Sulla sconfitta con la capolista Valdichienti nulla da eccepire (Arcolai e Capparuccia, ovviamente, erano in campo). Ricordiamo che il capitano si piantò in area nell'azione della rete di Castellano! Servisse una riprova sul meritato successo del Valdichienti, ecco l'incipit del pezzo di Mauro Giustozzi: "Troppo Valdichienti, pochissima Maceratese. Vittoria meritata della squadra di Giandomenico che costruisce il successo con un primo tempo dominato nel gioco e nelle conclusioni. Una squadra quadrata, ben messa in campo, che sa il fatto suo e che ha surclassato gli avversari. Dimostrando di meritare la classifica che ha e di puntare alla vittoria finale del campionato". Altro che sconfitte dipese dagli errori arbitrali, l'HR deve prendersela con se stessa! Rispetto ai ricordi "fantasiosi" del "Signor Qualcuno" non serve appellarsi ai lettori (pochi, qualche settimana fa ebbe meno contatti di mister Da Col). Peraltro egli ha poco rispetto delle opinioni dei lettori ("chiacchiere da bar"). Non manca, poco incline al contradditorio, di ricorrere all'offesa e alla diffamazione. Comportamenti per i quali il direttore responsabile, Zallocco, ha sulla scrivania una "formale diffida". Sempre il direttore di CM farebbe bene a "dare un'occhiata" a ciò che pubblica il titolare di "Somma Algebrica". Dato che quest'ultimo non rilegge (come evidente) ciò che trasmette al giornale. Sulla trasferta di sabato a Villa San Filippo ci starebbe un'altra sconfitta dell'HR: il Valdichienti attraversa un momento poco brillante, ma vanta un organico superiore. Atletico Ascoli e Valdichienti sono le formazioni più accreditate per la vittoria finale.
  • Maceratese, cronaca di un calvario
    finito al tribunale federale

    105 - Gen 30, 2019 - 16:29 Vai al commento »
    ALESSANDRO SAVI, "ANTICIPATORE DEI TEMPI" "La stragrande maggioranza delle composizioni di Chopin (unica eccezione i due concerti) sono state scritte per pianoforte solista, strumento di cui fu un virtuoso e grazie al quale si mantenne da vivere. Difficile quindi associarlo al violino e alle sviolinate..." (Alessandro Savi, CM, 19 gennaio 2019). Alessandro Savi, politico di "lungo corso", è riuscito nella sua carriera ad "anticipare i tempi". Ne è la dimostrazione il commento riportato, con cui egli replica addirittura a un suo post successivo. Ai più il particolare sarà sfuggito, ma attenti lettori ce lo hanno segnalato e volentieri lo riproponiamo. Grazie!
    106 - Gen 29, 2019 - 18:51 Vai al commento »
    LE NOSTALGIE BIANCOROSSE DEL "SIGNOR QUALCUNO" Il pubblicista "pistacoppo" questa settimana dedica la rubrica interamente alla sentenza del Tribunale Federale sul fallimento della Rata. Acqua passata, che come si suol dire "non macina più"! Il popolare "amico della Rata", non tiene conto dei "rilievi" dei lettori, che lo richiamano all'attualità. Egli, in verità, ha poca considerazione per i commenti: tiene più alle visualizzazioni (sono anche letture?), che a quelle che giudica "chiacchiere da bar". A volte gli capita di scadere nell'offesa (senza conoscere il vissuto dell'interlocutore), confidando nell'immunità dell'età avanzata (sic!). Nessuna traccia nella rubrica del contesto attuale della "risorta" (si fa per dire) Rata. L'ultimo turno l'ha vista vittoriosa sul modesto Montalto, virtuale "ultimo in classifica". Squadra che primeggia nei record negativi: 9 gare perse, 29 reti subite, -21 in media inglese. Pur tuttavia l'HR, in uno stadio deserto (100 anime), ha avuto "filo da torcere". Il Montalto ha pareggiato e ha avuto l'opportunità di passare in vantaggio e di pareggiare l'1-2 colpendo una traversa. Situazioni, insieme all'espulsione di Marilungo, di cui nei resoconti-video "addomesticati" non c'è traccia! A mister Moriconi va riconosciuta una mossa giusta: aver inserito nella ripresa la punta Suwareh, al posto del terzino Tartabini, che ha dato all'HR un atteggiamento diverso. Se è stata vera gloria lo sapremo domenica nel derby con la Civitanovese. I rossoblu hanno regolato (in un solo tempo, in campo avverso) la Futura '96 che aveva iniziato il torneo al vertice della classifica. La Civitanovese ha rivoluzionato (9 innesti, in tutti i reparti) la squadra al mercato di dicembre e stavolta pare aver indovinato le mosse. Insieme alla scelta del nuovo tecnico Pennacchietti ("il capitano"), amatissimo dai tifosi. Quella vista a Capodarco è una formazione solida, con un attacco che non da punti di riferimento, in cui svaria - dietro al centrale Ribichini - il trio Rodriguez, Miramontes, Vechiarello. Temibile l'ex Betis Siviglia, Rodriguez, che in poche gare ha dimostrato di che pasta è fatto. Come si metterà all'HR con la difesa ballerina (se dovesse mancare Arcolai) che si ritrova? Il sogno dei tifosi rossoblu è far tornare il "Signor Qualcuno" a Macerata con la "coda fra le gambe" (espressione tipica di mister Moriconi). Con lui far cadere la sembianza di "rinascita" della Rata, per cui si è tanto battuto. Una squadra che sta facendo lo stesso campionato della passata stagione, cui il nome "Maceratese" non ha aggiunto nulla! Mal organizzata come dirigenza (il DS, che non ha azzeccato una mossa di mercato, si occupava del settore giovanile). Il settore tecnico è privo di un preparatore atletico (non ci si meravigli dei tanti infortuni!). La squadra è scoperta in ruoli essenziali (regista, centravanti, difensori veloci). Mister Pennacchietti dovrebbe mostrare in video ai giocatori la rete e le azioni-gol del Montalto. In un torneo riaperto dalla prima sconfitta del Valdichienti (dopo 4 pareggi), l'HR potrebbe ricevere a Civitanova il "colpo di grazia". Per l'obiettivo play-off ci sono almeno 5 squadre temibili in lotta, basta poco per rimanere fuori!
  • L’errore tattico di Moriconi:
    quando una lettura sbagliata
    costa un successo meritato

    107 - Gen 9, 2019 - 1:54 Vai al commento »
    MAESTRI DI "NOTORIETA' E TITOLI" E DI COMPRENSIONE? Ad un uomo che, raggiunti i 77 anni, si crogiola tra "notorietà e titoli" e ne rimprovera il difetto a chi di tali aspetti non importa una "cippa" - abituato a valutare le persone in quanto tali - c'è poco da dire. Magari cosigliargli di approfondire il pensiero dello scrittore e pittore Carlo Levi sul valore dei titoli accademici. Oppure consultare l'autobiografia dell'attore e regista Vittorio Gassman che s'intitola: "Un grande avvenire dietro le spalle". C'è poco da dire a un cronista che da un commento lungo e articolato (apprezzato da suoi colleghi) riesce a ricavare solo la presunta "condanna" dell'amico telecronista. Ciò che invece s'intende sottolineare è la "contraddizione", più che evidente, tra la disamina di Angeletti (partita condizionata dall'arbitro, unico protagonista) e quella di Scattolini, che rileva anche errori nella conduzione tecnica della squadra (giudicati infine prevalenti) da attribuire a mister Moriconi. L'immarcescibile "amico della Rata" nel furore di "condanna" - in questo caso si - di chi non considera "della stessa fede", non si accorge che la nostra analisi è vicina alla sua. Con l'aggiunta delle palesi "colpe" dei giocatori dell'HR: Ridolfi che (già ammonito) non doveva commettere fallo, lasciando la squadra in 10 uomini per tutta la ripresa. Così come, Mongiello non doveva compiere un gesto "stupido" (come lo definisce) nei confronti del portiere avversario, aggiungendo la propria espulsione a quella di Ridolfi. Entrambi non daranno il loro contributo nei prossimi difficili confronti dell'HR (Azzurra Colli e Monturano, da cui ha derivato brutte esperienze), in un momento "topico" del campionato. Sarebbe bene che prima di replicare si leggesse per intero il post in oggetto e non solo le prime 11-12 righe. E' un consiglio spassionato per Scattolini, per i prossimi numeri della rubrica. E' evidente che i nostri post lo disturbano e "di che tinta": nonostante i tanti anni di pubblicazione, Scattolini ancora non riesce ad accettarli! Altro rimedio, oltre la classica e distensiva camomilla (che alla sua età fa bene), prima di andare a nanna, non sappiamo consigliargli.
    108 - Gen 8, 2019 - 17:59 Vai al commento »
    HR, ERRORI DI GESTIONE TECNICA O ARBITRI OSTILI? "Dobbiamo ringraziare il direttore di gara di questo bel pareggio. Complimenti davvero, gran bel gol di Chornopyshchuk, ma è stato una 'galleria di orrori' il secondo tempo del signor Giorgiani. Davvero complimenti a lui, ma ripetiamo il colpevole è uno solo ed è il signore con il fischietto in mano, che è riuscito nell'intento di rovinare un pomeriggio di sport, qui all'Helvia Recina. Onore all'Aurora Treia che nel secondo tempo ha giocato comunque una signora partita, credendo nella rimonta e trovandola con pieno e assoluto merito. Nulla da togliere alla formazione di mister Passarini, ma gli errori del direttore di gara sono stati tali e tanti da compromettere il risultato. Aurora Treia che si viene a conquistare un punto meritato a Macerata, in virtù di un ottimo secondo tempo, ma lo ripetiamo l'unico protagonista di questa partita è il direttore di gara. Speriamo che qualcuno prenda seri provvedimenti, perchè vedere rovinare la partita in questa maniera è davvero una cosa indegna" (Andrea Angeletti, telecronista dell'incontro). Il commento riportato è una sorta di manuale di come non si dovrebbe rendicontare una partita. Si addossano le colpe della mancata vittoria all'arbitro, non accorgendosi della 'galleria di orrori' dei giocatori locali e, soprattutto, nella conduzione tecnica. Il popolare "amico della Rata", da consumato cronista, aggiunge ai "limiti" arbitrali una gestione tecnica poco accorta da parte di mister Moriconi. A Macerata in molti lo vorrebbero "alla porta" e sostituito nella guida tecnica da capitan Arcolai. Forse la società è trattenuta dalla ventilata promessa di "allenare gratis". Carenze di "lettura della partita" che si susseguono, a mente ricordiamo: Potenza Picena, Centobuchi, Palmense. Con una squadra chiusa nella ripresa nella propria metà campo, centrocampo non in grado di contrastare la pressione avversaria, sostituzioni non effettuate, ci sta subire la rimonta. Mister Passarini, in superiorità numerica, ha saputo "giostrare" i cambi (alcuni, vedi Conti, determinanti) e fare risultato. Magistrale la punizione a fine partita di Chornopyshchuk (l'Helvia Recina ha ammirato il centravanti che manca!), corteggiato dall'HR ma rimasto a Treia. Prima di tutto ciò ci sono le "gravi colpe", che nessuno rileva, di Ridolfi: già ammonito ha compiuto un fallo "da dietro" a metà campo, pensando di "buggerare", con il mestiere, l'arbitro, che l'ha buttato fuori. All'espulsione del "rosso pesarese" si è aggiunta a tempo scaduto quella di Mongiello (gesto inqualificabile verso il portiere ospite). Mongiello si è autodefinito, per quel comportamento, "uno studido", prendiamolo in parola! Con le assenze di Ridolfi e Mongiello (rosso diretto, avrà più giornate di stop), l'HR dovrà affrontare l'Azzurra Colli (con cui perse all'andata). La classifica, al termine del girone ascendente, ha una precisa fisionomia. Si ha l'impressione che sarà una lotta a due: Valdichienti (degli "invincibili") e Atletico Ascoli (la meglio attrezzata sotto i profili tecnico e societario). L'HR con un calendario difficile (Azzurra Colli, poi trasferta a Monturano - che la umiliò con la "manita" all'Helvia Recina - e dopo 15 giorni derby a Civitanova), appare fuori dai giochi. Tanto più che con i recenti acquisti non ha risolto i problemi di organico. Erano necessari un centravanti: è arrivato l'ennesimo esterno d'attacco (Suwareh) e un terzino under: è arrivato un 1995 (Tartabini). Quest'ultimo, a differenza di quanto comunicato, non proviene dal Camerino ma dal Montemilone Pollenza (Prima Categoria). Solo il titolato "amico della Rata" può spavaldamente ritenere che "l'HR è completa, nessuno ha più alibi".
  • Maceratese, arrivano i rinforzi:
    la punta è Sulayman Suwareh,
    Tartabini torna in biancorosso

    109 - Gen 6, 2019 - 13:36 Vai al commento »
    CALCIOMERCATO E INFORMAZIONE "DOMESTICA" Ciò che invece si capisce benissimo è che, rispetto ai nuovi arrivi in casa HR Maceratese, l'informazione fornita non è del tutto rispondente alla realtà. Intanto l'attaccante Sulayman Suwareh non è un centravanti (profilo di cui l'HR ha estremo bisogno) ma un esterno d'attacco. Ruolo abbondantemente coperto da numerosi elementi (Ridolfi, Mongiello, Agostinelli, per non aggiungere gli under in rosa). Poi c'è la questione dell'anagrafe (non secondaria per stabilire se possibile schierare come under o meno). Il giocatore di gambiano è stato al centro di un ricorso del Camerano, poichè tesserato nelle giovanili della Jesina come classe 1998 e successivamnte ingaggiato dalla Marina come classe 1999. Suwareh proviene dal Monticelli (6 punti in Eccellenza, già retrocesso dopo il girone d'andata) con cui ha segnato 3 reti. Il descritto "passato in Serie D" di Suwareh, si limita ad una apparizione con la Jesina - di soli 5 minuti a fine partita - nel campionato 2016/2017. Passando a Matteo Tartabini, bisogna precisare che è un classe 1995, perciò non è l'under da schierare in difesa di cui l'HR ha bisogno (attualmente in quel ruolo è impiegato un centrocampista). Tartabini non ha "iniziato la stagione con il Camerino" - come sostiene una nota stampa - ma proviene dal Montemilone Pollenza (Prima Categoria, girone C), società che l'ha ingaggiato nel luglio 2018. Va precisato che il Pollenza gravita nel campionato di Prima Categoria nella zona play-out. Si ritiene "declassante" dichiarare di aver prelevato un giocatore dalla Prima Categoria? Inoltre, non risponde al vero che Tartabini iniziò il torneo 2012/2013 con la Maceratese in Serie D, poichè il giocatore disputò l'intera stagione con il Porto Potenza (32 presenze) in Promozione. Staremo a vedere se i "nuovi arrivati" faranno fare il "salto di qualità" all'HR (si rivelano operazioni non di grande profilo). Soprattutto sarebbe bene che il "benedetto" estensore delle note stampa verificasse le notizie. Perchè i lettori sono attenti e basta un giro in rete per scoprire i corrispondenti profili dei giocatori di cui si "tessono le lodi".
  • Maceratese, il nodo della punta

    110 - Gen 2, 2019 - 17:57 Vai al commento »
    HR NON ATTREZZATA PER IL SALTO DI CATEGORIA Tra le "nobili decadute", c'è l'Ancona che domina imbattuta il girone nord di Promozione e l'ex Rata (ora nuova Helvia Recina) che "arranca" nel girone sud. Per limiti societari (stesso assetto della passata stagione) e di organico (non ha prime punte), dimostra di non poter ambire oltre i playoff. La squadra è stata rinforzata con un esterno d'attacco (Ridolfi), mentre ne aveva due validi: Mongiello e Agostinelli (ora messo in panchina!). Non è arrivata la punta (ne sono state contattate invano 8) e a "mercato di riparazione" chiuso è dubbio che giunga e non per una questione economica. I cannonieri del torneo giocano con il Valdichienti (Castellano) e l'Aurora (Chornopyschuk), prossima temibile avversaria. Tanto più che il presidente Crocioni considera Ridolfi una "punta", che con Mongiello forma ottima "coppia d'attacco". Non è arrivato nemmeno un difensore (ruolo ora coperto da un centrocampista). Il popolare "amico della Rata" aveva "strombazzato" l'avvento di un difensore di Lega Pro. in realtà si trattava 17enne Loizzo (Berretti della Fermana). I problemi dell'HR, oltre che in attacco (una punta che faccia salire la squadra), sono nei centrali della difesa. Due 40enni, che negli ultimi turni hanno dato il "meglio di loro", figuriamoci in primavera! Contro la Palmense (una delle 3 squadre di Fermo in Promozione) con un "sonno collettivo" hanno dilapidato, nei 5 minuti finali, il vantaggio dell'HR. Esilarante Capparuccia (difensore che segna e fa segnare!), messosi a driblare con Frascerra (di 15 anni più giovane!). La "frittata" stava per ripetersi alla Stazione di Montecosaro: vantaggio HR e pareggio dell'ex Benfatto ("libero e bello" in area). Poi "papera" del portiere Torreri e Moriconi Jr ha salvato la panchina del papà (in tribuna c'era l'ex Trillini). L'HR lamenta l'annullamento di una rete a Severoni (ma c'era un fallo in area su un giocatore giallorosso) e un rigore non concesso su Moriconi (fallo che Torresi non ha commesso). Evidente, invece, a inizio ripresa un fallo di mano in area dell'HR, cui non è seguito un rigore per Montecò. Una squadra, l'HR, che ha difficoltà a mantenersi nelle zone alte e ciò lascia il dubbio che la società voglia rimanere nella categoria. Perchè con tale assetto societario, semmai salisse, sarebbe difficile conservare l'Eccellenza. Si continuano a leggere resoconti - di protagonisti del calcio maceratese - sulle trattative precedenti alla scelta della "via Crocioni". A Chiaraluce (distaccatosi dall'HR), segue Spadoni (DS Rata in Lega Pro, con la presidenza Tardella). Spadoni rivela dell'impegno di imprenditori (della provincia e non) per ricostituire una "forte società". Ne era stato informato il Sindaco Carancini, che poi scelse la "soluzione Crocioni" e determinò il "rompete le righe". I personaggi citati sono autorevoli, è possibile che tutti raccontino "frottole"? E' proprio a una soluzione che vada "oltre l'attuale società" che sono legate le "speranze di risalita" della Rata. Grazie al cortese intelocutore Paolo Ponzelli per gli auguri (che ricambio). Titolati cronisti non hanno avvertito la "buona creanza" di fare gli auguri di Buon Anno 2019 ai lettori della rubrica.
  • Hr Maceratese, senza centravanti
    arrivano gol e secondo posto

    111 - Dic 18, 2018 - 0:26 Vai al commento »
    MACERATA, PIAZZA CALCISTICA NON PIU' APPETIBILE Servono i successi dell'HR per galvanizzare Scattolini, che torna a pubblicare "di lunedì" la sua rubrica a "tinte biancorosse". Finita nei turni precedenti di campionato a settimana in corso. Il successo con il Chiesanuova Treia arriva con irrisolti, a conclusione di mercato, i problemi di organico. Non si fida Scattolini del successo ottenuto e del clamore dell'esordio di Ridolfi (unico rinforzo ingaggiato), impiegato giocoforza come centravanti. Perchè, come si dice, "non è sempre festa" e quel "genio e sregolatezza", descritto dai cronisti, potrebbe tornare a manifestarsi. Il popolare "amico della Rata" fa un discorso di "denaro" per la punta non acquistata. Ma il problema segnalato dal mercato è altro: Macerata (che ha appena lasciato la Lega Pro) non è più una piazza calcisticamente appetibile. Pare siano 8 i "No" ricevuti dalla dirigenza biancorossa da altrettanti attaccanti contattati. Iniziando da Ganci, Galli, Chornopyschuk, Orta (sembra anche Napolano, alla Vastese con Ridolfi), citati la scorsa settimana. Per concludere con gli infruttuosi contatti di fine-mercato con l'ex Lazzarini (Martinsicuro) passato al Nereto, Garbuglia (Valdichienti), che mister Moriconi conosce per averlo avuto a Loreto e Ferranti (Montegiorgio), passato al Centobuchi, stesso campionato dell'HR. Non è soltanto un discorso economico: Scattolini dovrebbe ammettere che il Centobuchi è più "solido". All'HR non sono arrivati neanche difensori, altro obiettivo di mercato. Di fascia sinistra, per restituire Bigoni (com'è la storia della visita medica superata alla "seconda prova"?) in copertura a centrocampo. "No, grazie" anche dai difensori interpellati (il contatto con un Lega Pro sembra una "boutade"!). Hanno "declinato l'invito": Montanari (Camerino), Moschetta (Montefano) e Severini (Fabiani Matelica, Prima Categoria), passato alla capolista Valdichienti. All'HR mancherebbero altre pedine: un centrale difensivo alternativa al duo "Villa Arzilla" e un regista a centrocampo, se Ridolfi gioca trequartista. All'HR non resta che cercare "Attaccanti" tra gli "svincolati": oltre al serbo "Bostik" e al sud-coreano "Uhu" rimane poco. Dando un'occhiata alla classifica, ai primi 5 posti troviamo le formazioni indicate dai pronostici (inclusa la sorpresa Azzurra Colli). Il campionato vero inizierà a gennaio e la spunterà (il Valdichienti sta rallentando la marcia) chi avrà operato meglio sul mercato. La Civitanovese ha "rivoluzionato" la squadra, con l'arrivo di 8 giocatori (potrebbe aggiungersi il sostituto dell'infortunato Filippini). Oltre agli ufficializzati: Armellini, Veccia, Escobar e Rodriguez, oggi verranno presentati due difensori e due attaccanti (una punta centrale e un esterno). Il "colpo di mercato" rossoblu è il trequartista Sergio Rodriguez, ex Betis Siviglia (con cui ha esordito nella Liga), finito nelle mira del Barcellona. In rete si trova Rodriguez in una formazione del Real Betis contro la Juventus (che schierava: Buffon, Bonucci, Barzagli, Pirlo, Marchisio, Del Piero ecc.). Sarà una dura lotta fino alla fine e, secondo la nota massima di Pier Cappponi, "alle trombe si risponderà con le campane".
  • Corteo antifascista (LE FOTO)
    In 200 sfilano nella città blindata:
    Cori contro Troiani: «Dimettiti»

    112 - Dic 16, 2018 - 1:47 Vai al commento »
    MANIFESTAZIONE ANTIFASCISTA SENZA I PARTIGIANI? Incuriosisce il corteo antifascista che si è snodato ieri pomeriggio per le vie del centro di Civitanova. Ci si informa che la manifestazione è stata promossa dalla "Rete antifascista" di Civitanova, di cui si presisa "fanno parte 25 sigle", senza chiarire quali esse siano e se della "Rete" faccia parte l'ANPI (la principale associazione nazionale dei Partigiani). E se l'associazione partigiana fosse presente con propri esponenti locali al corteo. La stessa associazione, ai livelli ufficiali, non ha partecipato in Municipio alla presentazione della manifestazione e non ha preso la parola, da quanto riferisce il pezzo, in Piazza XX Settembre. Si nota, invece, tra i manifestanti la presenza dei rappresentanti dei centri sociali. Ci si chiede se gli esponenti politici presenti (Silenzi, Corvatta, Micucci ecc.) abbiano "virato" verso i collettivi e si siano allontanati dall'associazione dei partigiani?! Si ricorda la costante collaborazione dell'amministtrazione Corvatta con i centri sociali nell'organizzazione del 25 Aprile. Oratrice in Piazza alla conclusione del corteo, l'ex assessore Cecchetti, la "carta meno appropriata" da giocare per contestare le farsi postate dal vice-sindaco Troiani. Quest'ultimo come amministratore è da condannare - oltre per ciò che di grave ha scritto - per aver mentito ai cittadini. Su due questioni, su cui sono state tempestivamente postate le "controprove": non essere stato a Predappio e non sentirsi fascista. L'ex assessore Cecchetti, si ricorderà, fu al centro di un'aspra polemica per aver scritto di voler "fare tappetini" dei giovani aderenti all'associazione "Leoni Neri". Allora la Cecchetti fu difesa dal sindaco Corvatta (della cui lista civica ora è esponente) e rimase al proprio posto. Mentre, bisogna dire, si levarono voci di protesta (non fino alla rottura, però) da parte del PD, partito di Giunta. E' autorizzata ora l'ex assessore a chiedere le dimissioni di Troiani per le frasi pubblicate, quando lei stessa fu "salvata" quale autrice di post violenti? Dubbi che la manifestazione antifascista di Civitanova solleva e che auspichiamo qualcuno si incarichi di chiarire.
  • La nuova vita biancorossa di Ridolfi:
    «Il rilancio della mia carriera
    passa dai risultati della squadra»

    113 - Dic 12, 2018 - 0:45 Vai al commento »
    SCATTOLINI "COCCOLA" RIDOLFI MA LA PUNTA QUANDO ARRIVA? Lo storico "amico della Rata", Scattolini, "coccola" il neo-arrivato Ridolfi, che come noto è un centrocampista (di rifinitura o di impostazione), anche se qualche "sprovveduto" quotidiano on-line l'ha presentato come "rinforzo d'attacco" destinato a sostutuire il partente Mario La Cava. Su Ridolfi, sottoposto all'inizio del 2017 a un delicato intervento per la "ricostruzione del legamento crociato" del ginocchio destro, si è già scritto. Poichè il giocatore, come egli stesso dichiara, non si è mai ripreso pienamente, il suo apporto all'HR Maceratese resta un grosso interrogativo. La recente esperienza alla Vastese (Serie D) con soltanto 4 gare giocate e rescissione dopo tre mesi alimenta i dubbi. Considerato anche che il giocatore ha rifiutato offerte sia in Serie D che in Eccellenza, non sentendosi "pronto" per quei tornei. Comunque l'interesse dei tifosi della Rata (e di noi "simpatizzanti") si rivolge alla punta che dovrà rimpiazzare i partenti La Cava e Ceijas. Quest'ultimo, autore del gol decisivo della vittoria contro la Sangiorgese, non ha terminato l'ultimo allenamento con la squadra e sembra destinato a "fare le valigie". Molti i "No" ricevuti sul mercato dall'HR Maceratese, che non "naviga nell'oro" (avendo lo stesso assetto societario della progenitrice Helvia Recina). "Niet" dal giovane cannoniere, tra i più prolifici di Promozione, Chornopyschuk dell'Aurora Treia. Farà decisamente male alla squadra del capoluogo, che poche stagioni fa competeva con Spal, Parma e Venezia, ricevere la "porta in faccia" da una delle formazioni di Treia! L'HR Maceratese si è rivolta anche ai suoi ex, a cominciare da Massimo Ganci (37 anni), biancorosso in Lega Pro per pochi mesi e 4 partite (alla riapertura del mercato fu ceduto al Castelfidardo in Serie D). Con Ganci, reduce dal campionato di Malta, si è registrata molta distanza tra la richiesta e l'offerta. Altro contatto con l'ex Teramo, Mario Orta (33 anni), che alla Maceratese ha disputato tre stagioni (la seconda soltanto intera) tra il 2011 e il 2014. Nella prima, arrivato al mercato di dicembre dal San Nicolò, contribuì in modo decisivo alla promozione in Serie D. Orta, ora nelle fila del Miglianico in Eccellenza (categoria in cui ha sempre giocato lasciata Macerata), interpellato ha definito "diffice", in questa finestra di mercato, l'arrivo all'HR. Resta il più "stagionato" del lotto, Giorgio Galli (38 anni), che alla Rata ha giocato, non segnando molto, due campionati in Serie D, oltre 10 anni fa. Galli, l'ultima stagione in forza al Porto Sant'Elpidio (Eccellenza), infine sarà la "scelta di ripiego" per sostituire il coetaneo La Cava (37 anni) e accontentare la piazza. Stabilito che il mercato chiude venerdì prossimo e punte altenative all'orizzonte non se ne vedono proprio. L'HR Maceratese avrà esterni e trequartisti ma non la forte punta centrale da rifornire! Intanto nel prossimo turno contro la temibile Chiesanuova (altra squadra di Treia) - con in rosa ex dell'Helvia Recina - tra rescissioni e possibili partenze, l'HR giocherà senza punte vere. Ma di questo, cortesi lettori, state certi che il troppo "amico della Rata", Scattolini, non scriverà mai!
  • Maceratese, dal mercato lo slancio
    per contrastare il Valdichienti Ponte

    114 - Dic 11, 2018 - 18:24 Vai al commento »
    QUIZ: SCATTOLINI NON SA O NON VUOLE RISPONDERE? Per il fatto che Scattolini non abbia risposto alle due domande, nonostante le opzioni concesse, meriterebbe il cilindro di cartone con le "orecchie d'asino". Sorge, però, il sospetto che egli abbia voluto "sorvolare", perchè chiaramente i quesiti sottendono altro. Chi invece ha risposto esattamente è Micucci, che non avrà l'abbonamento perche all'Helvia Recina la Curva è chiusa. L'ultima dichiarazione, in ordine di tempo, è di La Cava, che ha rescisso con l'HR Maceratese a metà novembre (poi accasatosi a Spoleto). A causa di contrasti con mister Moriconi, che l'aveva sostituito a Montesanto e escluso nella gara interna con il Centobuchi. La Cava conferma che la Rata andò a Montalto (dopo la batosta interna con il Campiglione: 2-5) con l'intento di pareggiare, smentendo Scattolini che aveva sostenuto, in contrasto con il sottoscritto, tesi diverse. Meglio credere a La Cava che ha vissuto e giocato la gara o a Scattolini che era in tribuna? Le prime dichiarazioni, sempre in ordine di tempo, sono invece di Ridolfi (neo acquisto dell'HR), che racconta alla stampa l'esperienza dell'arresto a Villa Fastiggi prima e ai domiciliari, per maggior tempo, poi. Il tutto tra maggio e giugno del 2015, nell'ambito dell'inchiesta calcioscommesse della Procura di Catanzaro denominata "Dirty Soccer". Al giocatore, per fatti relativi a quando militava nel Santarcangelo (Lega Pro), è stata comminata dal Tribunale Federale Fgci, con sentenza del febbraio 2016, una squalifica di 8 mesi (un intero campionato) e 35 mila euro di multa. Chiaro che una "tegola" di tale portata su un giovane di 21 anni (al tempo) incide pesantemente. Sta di fatto che da allora Ridolfi, destinato a un futuro luminoso - era stato ceduto al Carpi (Serie B)- non disputerà più un campionato intero. In più ci si è messo, nel febbraio 2017, un gravissimo infortunio, per cui Ridolfi ha dovuto subire la "ricostruzione del legamento crociato" del ginocchio destro, con un ulteriore stop di 6 mesi. In questa stagione la Vis Pesaro non ha portato il giocatore in Lega Pro, ma l'ha ceduto a Ferragosto alla Vastese (Serie D). La permanenza in Abruzzo è durata neanche tre mesi, avendo rescisso a inizio novembre: per "rendimento inferiore alle attese". Scattolini motiva l'arrivo a Macerata di Ridolfi per dissapori con il nuovo mister Montani (con Palladini, in realtà, aveva fatto 4 apparizioni) e la necessità di avvicinarsi a Pesaro (sic!, ndr). Le ragioni della discesa di due categorie sono duverse, le espone lo stesso Ridolfi e non sono molto confortanti: "Dopo l'infortunio del legamento crociato subito due anni fa, il mio percorso è stato sempre in salita. Ho ripreso a giocare ma ho dovuto fare i conti con ulteriori complicazioni al ginocchio destro che non mi hanno permesso di trovare quella continuità per far bene". In queste condizioni è azzardato parlare di "colpo di mercato" (come fa Scattolini), perchè se si è infortunati non basta scendere di categoria per recuperare. L'apporto di Ridolfi alla causa dell'HR è al momento un'incognita! Tanto dovevo per spiegare i quesiti posti ai lettori, sperando che Scattolini non resti deluso e ritrovi il suo interlocutore all'altezza
    115 - Dic 10, 2018 - 16:14 Vai al commento »
    PAUSA DI CAMPIONATO: QUIZ PER "AMICI DELLA RATA" Il turno del campionato di Promozione non si è giocato, in segno di rispetto per la tragedia della discoteca di Corinaldo, in cui hanno trovato la morte sei persone: 5 ragazzi e una giovane mamma. Non ci sono risultati di calcio da commentare, rimane spazio per intrattenerci sul passato con uno sguardo al prossimo futuro. Lo facciamo ponendo alcune domande ai tifosi "pistacoppi": 1) "Sento suonare il campanello. Guardo l'orologio. Sono le 5. Penso subito a qualche disgrazia. Sento mia mamma che parla al citofono e che dice Questura. Oddio, che sarà successo mi chiedo. Scendo dal letto e vado a vedere. Entrano sei poliziotti in borghese. Mi dicono che la Procura di Catanzaro mi sta indagando per calcioscommesse. Non capisco ma poi mi dicono di seguirli. Chiedo ingenuamente se devo andare con loro in Questura e a che ora sarei tornato a casa. Mi dicono: guarda che devi andare in Carcere" (il Resto del Carlino, 17 giugno 2015). Chi è il calciatore che ha rilasciato queste "drammatiche" dichiarazioni? 2) "Ho un'idea di calcio alla Guardiola, immaginate la mia frustrazione quando si è parlato di andare a Montalto per il pareggio ("ordine di scuderia"?, ndr), con tutto il rispetto per l'avversario. Questa non è la Maceratese, mi sono detto... Un pò di quello che penso l'ho detto alla società. Abbiamo fatto brutte figure. Macerata ha visto il calcio vero, è veramente un peccato" (Macerata Sport, 17 novembre 2018). A chi appartengono, inoltre, queste recenti dichiarazioni? In caso di risposta esatta a entrambi i quesiti, si propone un abbonamento omaggio alla curva dell'Helvia Recina. Scattolini, iscritto convinto agli "Amici della Rata", saprebbe rispondere alle due domande poste?
    116 - Dic 10, 2018 - 0:57 Vai al commento »
    DOMANDE-QUIZ PER SCATTOLINI, "AMICO DELLA RATA" Il campionato di Promozione osserva un turno di sospensione, in segno di rispetto per la tragedia di Corinaldo, che ha visto coinvolti cinque ragazzi e una giovane mamma. La speranza di tutti è che siano puniti in modo esemplare i responsabili, unica "consolazione" per le famiglie delle vittime, tanto duramente colpite. Cronache Maceratesi, in assenza di notizie calcistiche, riprone la rubrica settimanale di Scattolini, "Somma Algebrica", che aveva nel frattempo tolto dalla pagina. Non potendo commentare i risultati, rimane spazio per esaminare il passato, dando un'occhiata il futuro. Lo facciamo ponendo al dichiarato "Amico della Rata", Scattolini, alcune domande a cui egli, da attento osservatore "pistacoppo", saprà di certo rispondere: 1) "Sento suonare il campanello. Guardo l'orologio. Sono le 5. Penso subito a qualche disgrazia. Sento mia mamma che parla al citofono e che dice Questura. Oddio che sarà successo mi chiedo. Scendo dal letto e vado a vedere. Entrano sei poliziotti in borghese. Mi dicono che la Procura di Catanzaro mi sta indagando per Calcioscomesse. Non capisco ma mi dicono di seguirli. Chiedo ingenuamente se devo andare con loro in Questura e a che ora sarei tornato a casa. Mi dicono: guarda che devi andare in carcere" (Resto del Carlino, 17/6/2015). Chi ha rilasciato tali dichiarazioni? Come da prassi, nei vari quiz televisivi, sono concesse tre opzioni: A) GARAFFONI - B) GUIDONE - C) RIDOLFI. Allora, Scattolini, ha deciso cosa rispondere, "l'accendiamo"? 2) "Ho un'idea di calcio alla Guardiola, immaginate la mia frustrazione quando si è parlato di andare a Montalto per il pareggio (ma guarda, ndr), con tutto il rispetto per l'avversario. Questa non è la Maceratese, mi sono detto. Un pò di quello che penso l'ho detto alla società. Abbiamo fatto brutte figure. Macerata ha visto il calcio vero, è veramente un peccato" (Macerata Sport, 17/11/2018). Di chi sono tali dichiarazioni? Anche per questa domanda sono concesse tre opzioni: A) AGOSTINELLI - B) LA CAVA - C) MONGIELLO. Con tale quesito siamo nell'attualità (il mese scorso), la risposta di Scattolini sarà immediata, "l'accendiamo"?
  • Maceratese senza gol,
    solo un pari con la Futura 96 (FOTO)

    117 - Nov 20, 2018 - 1:10 Vai al commento »
    MISTER ORONZO CANA': E' LUI O NON E' LUI? "Son due partite dove abbiamo perso quattro punti in maniera non dico clamorosa però in maniera evidente. Perchè erano quattro punti oltretutto alla portata, poi per quello che abbiamo visto in campo ci stavano tutti. Però sappiamo che in questo momento le cose girano in questo modo: o per una 'riffa' o per un motivo o per un altro non riusciamo magari a sbloccare la partita oppure ci prendono alla fine e ci fanno quell'eurogol. Dobbiamo tenere duro e aspettare che poi qualche problema che si è evidenziato e che è chiaro, non bisogna essere scienziati, che abbiamo... Penso che la società lo colmerà nella maniera giusta, adesso fra un paio di settimane. Poi lì io sono convinto che lì acquisiremo una totalità di squadra, perchè qui effettivamente manca qualcosina e poi diremo la nostra. Perchè siamo fortunati nella difficoltà, perchè è un campionato che non si muove: i playoff stanno a tre punti. Noi siamo partiti male, nell'arco di un campionato voi sapete benissimo la difficoltà arriva per tutte. Noi ce l'abbiamo avuta, speriamo di non averla più e speriamo che arriverà per qualcun altra. Perchè a questo punto: 'morte tua, vita mia', è così che funziona". Queste le dichiarazioni rilasciate dal tecnico al termine del pari interno con il Futura 96. A questo punto viene da chiedere al presiedente (se pienamente operativo) se intende proseguire il rapporto con un allenatore che rinuncia agli obiettivi di inizio stagione ("i playoff stanno a tre punti") e confida nelle sfortune atrui per risalire in classifica ("morte tua, vita mia, così funziona"). Inoltre, se non sono sufficienti tre punti in quattro partite (di cui tre disputate in casa), trovarsi a due punti dall'ultimo posto, per risolvere la collaborazione con il tecnico. Se il presidente aspetta, per assumere decisioni, la probabile scofitta nella difficile trasferta con l'Atletico Ascoli (squadra in trand positivo per gioco e risultati). Eppoi, in caso di rafforzamento della rosa al mercato di dicembre, se intende affidare i nuovi arrivati ad un allenatore che non si può dire abbia sinora brillato per il gioco dato alla squadra
  • Giocatore della Civitanovese
    aggredisce il portiere avversario,
    partita sospesa a Urbisaglia

    118 - Nov 18, 2018 - 1:41 Vai al commento »
    "PORTIERE AFFERRA PER IL COLLO L'ATTACCANTE E SCATENA IL CAOS... Il direttore di gara non è stato in grado di gestire la situazione e sull'azione del quarto gol di Matteo Salvati ha messo fine alla partita. Di fatto al poker rossoblu il portiere locale ha avuto un impeto d'ira ed ha bloccato l'attaccante rossoblu classe 2000 a terra prendendolo per il collo" (Macerata Sport, 17/11/2018). Una versione assai diversa da quella di CM ("Mi.Car." era a Urbisaglia?), sia nel titolo che nella esposizione dei fatti. Da quale parte sta la verità?
  • Futura 96 e riapertura del mercato:
    Maceratese, non puoi sbagliare

    119 - Nov 14, 2018 - 11:16 Vai al commento »
    SCATTOLINI, NUOVE BORDATE DAL "FUOCO AMICO"! Scattolini vanta brillanti titoli accademici in Economia, che c'entrano poco in un contesto "tecnico-calcistico" e lo si nota ampiamente. Così proseguono, anche nel nuovo giorno, i colpi del "fuoco amico" (proveniente cioè dalla stessa parte biancororossa). Nuove bordate verso Scattolini, più pesanti delle precedenti, "dall'unico storico della Rata", come lo definisce: "fra l'altro non hanno ancora capito che questo atteggiamento che ignora l'evidenza dei fatti non fa altro che ampliare la voragine che divide l'attuale società dalla gran parte della tifoseria...". E ancora giù bordate verso "l'economista prestato al calcio": "ad esempio in una situazione di questo tipo come è possibile che nessuno metta in discussione il lavoro e le capacità dell'allenatore? Tanto meglio parlare del NULLA... oppure ricordare che il pregiatissimo sindaco è sempre presente allo stadio. Pensate in che caxxo di città viviamo...". Parole (pardon "mazzate") che più forti di così non potrebbero essere e che faranno "fischiare le orecchie" al "suscettibile" Scattolini. Per quanto mi riguarda, ho più volte rilevato l'inadeguatezza del tecnico, che non è riuscito a dare un gioco alla squadra (anche con i giocatori a disposizione): uno degli aspetti del problema! Quando la formazione non gira il primo ad essere investito come ovvio è il tecnico: a Civitanova si è "cambiato registro" e i risulati si stanno vedendo. A Macerata per superare le difficoltà si attende il "mercato di riparazione" (non è chiaro, però, quali e quante siano le risorse con cui intervenire) per cambiare rotta ad un campionato mediocre. I nuovi arrivi dovrebbero essere diretti da chi non è stato capace di indirizzare l'attuale rosa? Scattolini sul versante della guida tecnica si è chiuso in un "assordante silenzio". Avendo sposato in toto il "progetto HR Maceratese" non vuole, probabilmente, correre il rischio di smentirsi. Sarà dovuto al "nuovo corso" condiviso del calcio biancorosso, il commovente "feeling" sbocciato con il sindaco Carancini. A cui a Macerata, Scattolini a parte, sono rimasti pochi fans!
    120 - Nov 14, 2018 - 1:18 Vai al commento »
    SCATTOLINI, ATTENZIONE: "C'E' POSTA PER TE"! Evidentemente i rilievi sul "format" della rubrica settimanale di Scattolini, "Somma Algebrica", non giungono soltanto da "oltre confine" comunale. Non è sembrato soltanto dal litorale che in quella nota qualcosa stonasse. L'aver riservato alla partita pareggiata dall'HR con il Centobuchi, in una rubrica dedicata alla giornata calcistica trascorsa, appena due righe a fondo pagina! Un messaggio "sibillino" quello di Scattolini, probabilmente indirizzato a un preciso destinatario: "Un comunicato di servizio infine. Riguardo alla partita, c'è da sperare che il tempo delle gite scolastiche sia finito". Impostazione della rubrica che non è piaciuta anche in quel di Macerata, da dove è partito immediato il "fuoco amico". Dalle pagine di un sito calcistico "biancorosso", diretto dal più aurorevole storico della Rata, leggiamo: "Va tutto bene parliamo ancora della storia del marchio... i 9 punti in classifica dopo otto giornate non fanno notizia... adoro leggere questi articoli!". Tanti temi su cui Scattolini ha sorvolato: prima del mercato (l'unica prima punta, La Cava, allontanata in anticipo rispetto all'apertura delle liste) c'è anche la proibitiva trasferta contro l'Atletico Ascoli, in grande spolvero. Come rilevato, il limite di Scattolini è di non riuscire nei suoi scritti a liberarsi delle "vesti del tifoso" per proporre valutazioni imparziali, che potrebbero aiutare la squadra in difficoltà. Potrebbe condizionarlo al riguardo l'iscrizione al Club "Amici della Rata". C'è un altro limite che occorre segnalare a Scattolini: la sua "allergia al confronto", che dovrebbe essere "l'essenza" di una rubrica giornalistica. Colui che esprime opinioni differenti (da chi si sente "custode della verità") diviene oggetto, in modo per la verità "infantile", di ripicche, derisione e attacchi personali. Quando i rilievi (non saranno sempre sbagliati!) potrebbero servire a migliorare. Non lo ha acquisito in "mezzo secolo di giornalismo", ma "non è mai troppo tardi". Come titolava, il "decano" Scattolini la ricorderà, la trasmissione Rai Anni '60 del Prof. Alberto Manzi
    121 - Nov 13, 2018 - 17:58 Vai al commento »
    L'HR MACERATESE RITORNA HELVIA RECINA "VILLAROLA" L'aveva annunciato Crocioni, presidente dell'infelice progetto della rinascita della Rata (sponsor il sindaco Carancini). Nella prossima stagione del calcio dilettantistico marchigiaano rinascerà l'Helvia Recina, con soddisfazione del borgo Villa Potenza. Intanto se ne è avuta visualizzazione con le maglie (color "pisello", con banda trasversale "arancio-nero") indossate nella gara interna con il Centobuchi, compagine da "zona retrocessione". L'HR ha palesato le solite magagne: dopo il successo nel derby, vittoria rimediata a Camerino, poi una sconfitta e due pareggi (totale: 5 punti in 4 partite). Pistacoppi in vantaggio con il difensore Capparuccia non chiudono la partita e, rintanati in difesa, subiscono l'assalto finale del Centobuchi che pareggia con un gol spettacolare e rischia la vittoria. La "castagna" di Calvaresi ha mandato di traverso a Scattolini e Co. i "marroni" che dovevano consumare a fine gara. L'HR con questo risultato staziona a 9 punti (la metà del Valdichienti) nella parte bassa della classifica. Mantiene i "primati" di peggior difesa (12 gol subiti) e peggior attacco (7 reti realizzate). Ciò mentre i cugini rossoblù, al quarto risultato utile consecutivo (10 punti conquistati dopo il derby), spadroneggiano in quel di Chiesanuova contro una valida formazione. Per primi in vantaggio, reagiscono al pareggio dei treiesi e chiudono la pratica nel primo tempo (3-1). I rossoblù regalano una vittoria per l'esordio in panchina di Da Col (l'HR attende il risultato con il Futura '96 per dare il "ben servito" a Moriconi) e risalgono in classifica. Determinante su due marcature capitan Miramontes, a segno nelle ultime tre partite. Un attaccante che, con 145 gare disputate in Serie B (Venezia, Ancona e Triestina), per la Promozione è un lusso che non tutti possono permettersi. Scattolini, che dedica buona parte della rubrica al "marchio" della Rata (ricordando la rinuncia della signora "Caselli", che non si capisce chi sia!), si aggrappa alla speranza del mercato di dicembre. Impegno improbo per una società senza nuovi dirigenti, che dovrebbe ridisegnare l'organico: almeno 5 giocatori di spessore da inserire (per puntare al massimo ai playoff). Un terzino, che liberi Bigoni per il centrocampo, un centrale difensivo ricambio ai "vintage" Arcolai e Capparuccia, due centrocampisti di valore (un regista e un incontrista) e una punta d'area di rigore. Sembra terminata (contro il Centobuchi relegato in panchina) l'esperienza maceratese di La Cava. Ciò nonostante Scattolini, che lo scorso anno di questi tempi si apprestava a "festeggiare con il panettone" l'accordo con la Sangiustese, confida nel progetto Crocioni. La realtà è che Macerata con le proprie forze non riesce ad andare oltre il torneo di Promozione. L'unico "aggancio" a questo punto è rappresentato dal presidente Canil, che ha ribadito il suo progetto di "calcio provinciale" in un'intervista a "Tuttosport" (Scattolini l'ha letta?). Ai "pistacoppi" non resta che tifare per la promozione del Matelica in Lega Pro (torneo che non potrebbe disputare sul proprio impianto). Soluzioni "autoctone", anche ad essere ottimisti, proprio non se ne vedono!
  • Maceratese alla ricerca di un’identità,
    all’ex calciatore Carancini non sfugge
    l’esigenza di rinforzi dal mercato

    122 - Nov 7, 2018 - 15:21 Vai al commento »
    LA RESA DI SCATTOLINI: LA RATA E' UN "IBRIDO" C'è voluto il pari in rimonta (su calcio di rigore) a Montesanto, con l'HR Maceratese in formazione-tipo contro una "squadra di ragazzini" per far sì che Scattolini realizzasse l'amara realtà biancorossa. Un "ibrido, una squadra senza identità", ha definito la "nuova Rata" o presunta tale. Vediamo i vari "passaggi" che hanno portato "la voce della Rata" alle attuali conclusioni. Dopo la risicata vittoria di Camerino, aveva ritenuto gli under in grado di supplire agli infortunati. In seguito alla pesante sconfitta interna con la capolista Valdichienti, aveva ritentuto indispensabile, per il centrocampo, il recupero degli assenti. Infine a Potenza Picena, con una formazione che Scattolini aveva "disegnato" nella sua rubrica (Piccioni in difesa, Bigoni, Campana e Moriconi a centrocampo), gli sono cadute tutte le speranze! Pur in vantaggio di un uomo nell'ultimo quarto d'ora, l'HR non è riuscita a ribaltare il risultato, anzi nella ripresa le occasioni migliori le hanno avute i potentini. Speranze ora tutte affidate al mercato di dicembre, chissà quanto vantaggio avrà allora il Valichienti (ora di 7 lunghezze). I numeri dell'HR Rata sono impietosi: 11 reti subite (peggior difesa del girone, altro che "solida") e 6 reti segnate (secondo peggior attacco, tutt'altro che "devastante", dopo il fanalino Sangiorgese). I problemi biancorossi, oltre che di organico, sono di gioco e qui le responsabilità ricadono sul tecnico Moriconi. E' impressione diffusa che la pratica (i cugini rossoblu si sono portati avanti con il lavoro, sostituendo il tecnico) Moriconi possa essere evasa nei prossimi due turni casalinghi, da cui devono uscire due successi. Impresa non facile contro la "bestia nera" Centobuchi e la "sorpresa" di stagione Futura '96, che respira aria d'alta classifica. Moriconi, sotto pressione, dopo il pari di Potenza Picena ha rilasciato dichiarazioni singolari: "i sei punti devono uscire con i fatti o in altro modo". Lo spieghi a noi, che conosciamo solo quello sportivo. Conclusione dedicata a Scattolini, che si occupa di me - vergando post - anche nel giorno di Ognissanti (pare anche il quel di Potenza Picena). Stia sereno, nessuna ambizione di fare l'editorialista (o di avere contratti). I miei interessi, come dimostrano i prevalenti post su CM, sono in altri settori, e la mia età matura non favorisce la rincorsa alla "notorietà". Rivendico però il diritto di commentare le vicende calcistiche e replicare a che le tratta da tifoso. Riguardo ai problemi "logistici", appello per le prossime trasferte dell'HR: per il "decano" Scattolini poltrona, plaid e pipa con tabacco aromatico. Please!
  • L’assessore parcheggia nel posto disabili:
    «Sì, ma era riservato
    a una persona che non c’è più»

    123 - Nov 6, 2018 - 17:51 Vai al commento »
    GABELLIERI, PARCHEGGI VIETATI E ADULATORI MANIFESTI Taluni commentatori, invero pochi, non si sentono neanche sfiorati dal "senso del ridicolo". Destano compassione nei loro goffi tentativi di "difendere l'indifendibile"! L'assessora Gabellieri nella vicenda del parcheggio sul "posto disabili" (ci siano o non ci siano nella via dove abita) ha torto marcio. C'è tuttavia chi si agita, nella veste di "assoggettato", a portare soccorso all'assessora (del suo stesso "campo politico") in emergenza. Prima tentando di attribuire la notizia all'opposizione malevola (mentre a segnalare l'accaduto è un lettore di CM). Poi tentando, con il pretesto di un passaggio a fin di commento, di spostare il discorso sulla gestione della Cultura. Che la Gabellieri si sia finora distinta per aver "cacciato" due presidenti dei Teatri (della sua "parte politica") e prodotto il nulla nella politica culturale è un dato di fatto inconfutabile. Ma non è questo il contesto, ci torneremo a tempo debito, sempre con il conforto dei dati documentali e di 40 anni di esperienza nel settore. Battute a parte, con cui taluni interlocutori sanno soltanto esprimersi, poichè "intellettualmente inconsistenti", essi di non si rendono conto di averla fatta "fuori dal vaso". E per giunta senza essersi prima slacciata la "patta dei pantaloni". Lo dimostra il "gradimento" ricevuto dai lettori di CM, che li hanno coperti con una messe di "pollici rossi". Ciò che dovrebbe fare più male, se essi fossero assistiti da un minimo di coscienza, è verificare che le contestazioni sui "parcheggi irregolari" arrivano da comuni cittadini. I quali controllano i comportamenti degli amministratori e mettono la crocetta (gli incarichi non sono a vita) nella cabina elettorale. Cittadini comuni che sono intervenuti tanto sulla Gabellieri per il parcheggio sul "posto disabili", quanto sul consigliere comunale per la sosta (secondo il denunciante) sul posto "carico/scarico". Dover difendere tali "azioni scorrette", poichè frutto di figure della stessa "parte politica", compromette la credibilità dei commenti. E fanno miseramente scadere gli autori dei post al ruolo di puri "adulatori"!
    124 - Nov 6, 2018 - 1:14 Vai al commento »
    I PRIVILEGI DELL'ASSESSORA E IL CITTADINO CONTENTO Il ragionamento dell'assessora alla "Crescita Culturale", Maika Gabellieri, non fa - dal suo punto di vista - una grinza, leggiamo: "Quando magari faccio tardi per riunioni di notte preferisco lasciarla (l'auto, ndr) sotto casa piuttosto che fare strada a piedi perchè non mi sento sicura". Riepiloghiamo: l'assessora Gabellieri a conoscenza che in Via Battisti (dove risiede) esiste un parcheggio riservato ad un disabile che (a suo dire) "non c'è più", si guarda bene da amministratore comunale dal far cambiare colore alle righe, per renderlo usubruibile a tutti. Mantiene il "segreto" e vi parcheggia la macchina, specialmente di notte (il lettore però segnala che il veicolo è rimasto in sosta 24 ore) quando torna tardi dalle riunioni. Mentre un comune cittadino, non a conoscenza della "opportunità", non vi può lasciare in sosta la macchina. Così come una comune cittadina, che non è come la Gabellieri assessora, tornando a casa di notte dal lavoro o da altro impegno, deve percorrere la strada a piedi correndo "rischi e pericoli"! E' il solito discorso dei "privilegi" di chi amministra: è dei giorni scorsi la notizia di uno spazio ampliato di "carico/scarico" utilizzato (secondo il denunciante) come parcheggio privato. Il fatto grave è che, poi, si trova sempre qualche commentatore (il peppepallesi di turno) che approva il comportamento "scorretto" di tali amministratori. Magari prima dando un'occhiata alla targa dell'auto: se comincia con le lettere "Dx" perdonare e se con le lettere "Sx" dare addosso, come fanno solitamente. Sono comportamenti, invece, da biasimare da qualunque parte essi provengano. Come quando nell'amministrazione Corvatta c'era chi "collezionava" pass per il parcheggio gratuito in piazza (salvo restituirli, quando scoperti). Tornando alla "protagonista" della notizia, il sospetto che un altro parcheggio sia in "divieto di sosta" (oltre quello sotto casa): quello in Comune da assessora alla Cultura. Parteciperà, come ci informa, a riunioni nottetempo, ma i risultati ad un anno e mezzo dall'assunzione della delega sono davvero pochini!
  • HR Maceratese, l’insostenibile
    arrendevolezza dell’essere

    125 - Ott 30, 2018 - 18:59 Vai al commento »
    L'HR MACERATESE, NUOVA RATA O SQUADRA DI BORGATA? Che brutto compleanno per Scattolini: ne compie 77, le "gambe delle donne" della Smorfia (quelle messe in mostra dai biancorossi nel "confronto" con il Valdichienti). Cambia completamente atteggiamento, la "voce della Rata", rispetto al post partita di Camerino (penultimo in classifica). Lassù tutto bene (l'arbitro aveva concesso un penalty dopo due minuti), squadra biancorossa "tonica": gli under non hanno fatto rimpiangere gli infortunati (si poteva attendere il loro recupero), difesa "solida", esterni d'attacco "devastanti". Alla prova contro una squadra di vertice come il Valdichienti, la HR Rata si è mostrata "non competitiva" per la vittoria finale. Perde la seconda partita su tre in casa, l'ultimo precedente (nelle prime 6 giornate) è giusto trent'anni fa in Promozione. I biancorossi retrocessero in Prima Categoria e la società fallì. A parte i risibili riferimenti alla "superstizione" (Scattolini, dato il pregresso, dovrebbe tacere) e all'ampiezza del campo (quello casalingo!), il cronista pistacoppo sofferma la sua attenzione su due aspetti. Le assenze a centrocampo (con il giovane Piccioni che avrebbe "condizionato" il match, sic!) e la brutta prestazione limitata alla ripresa (il Valdichienti ha dominato con reti e occasioni-gol entrambi i tempi!). La realtà, invece, è ben diversa e più allarmante: pensare che i rientri di Campana e Moriconi Jr. possano mutare la squadra è pura illusione. La HR Maceratese si è mostrata inferiore "strutturalmente" al Valdichienti (destinato ad altro tipo di campionato), mal costruita nel mercato estivo e, a differenza del team di Giandomenico, priva di gioco. Nel prossimo turno, ricevendo il fanalino Sangiorgese, Castellano e Co. possono allungare il vantaggio. La difesa biancorossa, come si è visto nei gol del Valdichienti, è "vecchia e lenta" (se all'under Ascenzi si agginge Piccioni peggio ancora). I tanto decantati esterni d'attacco sono discontinui (nella gara di domenica Mongiello e Agostinelli da "Chi l'ha visto") e la punta centrale è al capolinea. Qui emerge l'equivoco di fondo di una società che è rimasta quella di borgo Villa Potenza (risultati simili allo scorso torneo), ma con le maglie della Rata. Quando si indossa quella casacca, si ha il dovere di allestire una squadra per vincere il campionato, altrimenti non ci si prova nemmeno. Sarebbe la sconfitta senza attenuanti di chi ha pensato al progetto (da Carancini in giù). Ma il rammarico del lettore è ancora maggiore nel dover constatare che, oltre l'inadeguatezza della squadra, è "approssimativo" il commento tecnico, di chi dovrebbe analizzzare e spiegare a noi l'andamento della partita.
  • Valdichienti Ponte gioca e segna,
    HR Maceratese bocciata:
    la capolista espugna l’Helvia Recina

    126 - Ott 29, 2018 - 0:32 Vai al commento »
    L'HR MACERATESE E LE PREVISIONI DEI "CRONISTI-TIFOSI" Il "principe" dei cronisti pistacoppi, Scattolini nella rubrica "Somma Algebrica" aveva tessuto lodi sperticate della prestazione dell'HR Rata a Camerino (penultimo). Aveva esaltato gli under (il recupero degli infortunati poteva atendere). Scattolini aveva decantato la "solidità difensiva" della squadra e i "devastanti esterni" d'attacco biancorossi. In questa enfasi biancorossa (in cui emerge il "cuore del tifoso"), si era dimenticato che nel turno successivo la Rata avrebbe affrontato in casa il Valdichienti. Mi ero permesso di rilevare nel commento che era squadra imbattuta (tra le favorite la meglio piazzata), con ottimo organico e gioco definito. E con il bomber di Promozione, Castellano (7 reti, a segno in tutte le gare). Scattolini aveva replicato con l'idiozia della "fatwa" (condanna), leggiamo: "Il Valdichienti è sicuramente forte, ma le possibilità di SUCCESSO dell'HR Maceratese sono fortemente aumentate dal momento del lancio della seconda fatwa di Caporaletti contro i biancorossi. Dopo quella di Camerino, visto come sono andate le cose sabato lassù". Come sono andate le cose contro il Valdichienti lo sappiamo. HR Maceratese (seconda sconfitta in casa in tre partite) ha dimostrato di non essere formazione da vertice. Il Valdichienti ha dominato in "lungo e largo", ha segnato due reti (più una di Castellano, regolare, annullata). La prima rete tiro da "fuori area", incontrastato, di Badiali, la seconda incursione di Castellano che ha "portato a spasso" la retroguardia (la "solidità"?) biancorossa. L'HR Rata, che non ha mai tirato in porta (i "devastanti esterni"?), deve ringraziare Tomba se non ha rimediato un altro "pokerissimo". La punta centrale La Cava come la temperatura di Aosta: non pervenuta! Nel prossimo turno la trasferta di Montesanto, contro una squadra con cui non è facile giocare. Speriamo che la "figuraccia" rimediata consigli a Scattolini di "chiudere il becco" pistacoppo nelle previsioni. In questa stagione è "passato alla storia" per quella dopo la sconfitta a Colli del Tronto. Aveva dichiarato "l'onore salvo", poichè la squadra non indossava i colori biancorossi. Alla prima gara in casa con gli storici colori, l'HR Rata ha beccato una "manita" dal Campiglione (non le accadeva da mezzo secolo). Anche il "cronista ufficiale" di CM l'aveva "sparata grossa" nella presentazione del match con il Valdichienti, leggiamo: "Con una classifica così corta, in caso di successo Arcolai e compagni non solo entrerebbero ancor più in zona playoff ma potrebbero puntare anche al SORPASSO sugli avversari e, forse, con una concomitanza di risulati favorevoli alla Rata, magari anche ritrovarsi domenica sera al PRIMO POSTO in classifica". Risulato, Valdichienti ha "preso il volo", confermandosi "regina del torneo" e l'HR Rata è stata "risucchiata" in classifica. Raggiunta dai cugini della Civitanovese, che per un'ora hanno "preso a pallonate" (potevano realizzare un set tennistico) il Montecosaro in trasferta e domenica ricevono l'Aurora Treia. In conclusione, non sarebbe male se i cronisti biancorossi smettessero le "vesti del tifoso" e approfondissero le conoscenze tecniche delle squadre di cui scrivono.
  • Cancellato il premio Annibal Caro

    127 - Ott 24, 2018 - 1:23 Vai al commento »
    SILENZI E L'ASSESSORE PEGGIORE DI LUI: GABELLIERI Se una soddisfazione Silenzi, ex assessore alla Cultura, può esprimere è di rivolgersi ad un succerrore peggiore di lui (e ce ne vuole): Gabellieri. Silenzi, pur non avendo competenze nel settore, era il "signor so tutto", mentre la Gabellieri è "uccel di bosco", difficile da incontrare. Il capogruppo PD, "silente" sulla soppressione di Futura Festival, lamenta la cancellazione del Premio Annibal Caro (presente all'interno del festival). Silenzi dichiara il Premio istituito nel 2017 per il 450° dalla morte di Annibal Caro (avvenuta però nel 1566!). Il riconoscimento veniva assegnato il giorno della nascita (in giugno), mentre era stato pensato per celebrare la morte del Caro (in novembre), un guazzabuglio! Silenzi non può vantare la primogenitura del Premio Annibal Caro: lo stesso esisteva - in abbinamento al Premio Sibilla Aleramo - ai tempi delle Amministrazioni Marinelli (curato da Antonio Santori). Quanto all'assessore Gabellieri è difficile decifrare quale progetto culturale intenda perseguire. Si era presentata con il proposito di valorizzare le "eccellenze civitanovesi", la mancata assegnazione del Premio Annibal Caro è la spia negativa. Le celebrazioni di un'altra "eccellenza" sono imminenti e non si conoscono le intenzioni dell'Amministrazione Ciarapica. Nel 2019 ricorre il Centenario della nascita di Sesto Bruscantini, che ha portato Civitanova nei principali Teatri lirici del mondo. Durante la sua Amministrazione, è stata venduta la Villa di Viale Veneto, Silenzi può dirci qualcosa? Per ricordare Sesto Bruscantini si è costituita una Fondazione (di cui fanno parte la vedova e due allievi del baritono), soddisfazione da parte della Giunta. Ma quando la Fondazione ha presentato un progetto, la Giunta si è eclissata. Intanto, dati i tempi ristretti, il "concorso lirico" Bruscantini è emigrato a Macerata, nessuna risposta sul museo (materiale bloccato) e sugli eventi programmati. Assemblee pubbliche, convocate dal presidente della Fondazione, Baiocco, cordialmente disertate da Sindaco e assessore (presente solo la "sentinella" Carassai). L'Amministrazione Ciarapica "brilla" per mancanza di comunicazione (con uffici comunali folti). Ne è stata prova il progetto sulla "dispersione scolastica" (con cospicui fondi, gestiti da una cooperativa), cui il Comune ha aderito. Una dirigente scolastica ha biasimato l'assenza di contatti con l'assessore ai servizi educativi, Capponi. Anzi, dopo un anno e mezzo dall'assunzione della delega, pare non abbia mai incontrato i dirigenti scolastici. Invece di definirsi boriosamente "intoccabili", se non si è capaci di assolvere al proprio ruolo perchè non si torna a casa?
  • HR Maceratese, la linfa degli under
    in attesa dei ritorni eccellenti

    128 - Ott 23, 2018 - 22:12 Vai al commento »
    L'HR MACERATESE E I SEI PUNTI "MADE IN CITANO'" Rieccoci con la rubrica settimanale del "divino" cronista pistacoppo, Scattolini, colui che assegna le "patenti di notorietà" a persone che (a suo dire, sic!) vivono "nell'anonimato". Personalmente sono più interessato agli attestati di stima da figure del mondo accademico (con cui da trent'anni mi confronto), piuttosto che del giudizio del notista di "Somma Algebrica"! Considerato che non ho a che fare con un giornalista del calibro di Gianni Brera, Gualtiero Zanetti o Gino Palumbo, tutt'altra pasta! In ambito regionale ero, semmai, affascinato da figure quali Sergio Roscani (il mitico "Rosk"). Lo osservavo, con discrezione, in tribuna (quando la Civitanovese militava in Serie C1) prendere "pochi appunti", che poi rielaborava in mirabili pezzi sulle pagine del Corriere Adriatico. Al "divino" cronista pistacoppo (a cui la "voce popolare" potrebbe consigliare: "cala dal pagliaio"!), dimentica nella sua rubrica aspetti giornalisticamente accattivanti. Forse meno rilevanti per il tifoso biancorosso, quale egli dichiara di essere (da iscritto al Club "Amici della Rata"). Mi riferisco al fatto che dei 7 punti sinora incamerati dall'HR Maceratese ben 6 (2 vittorie) sono dovuti alle marcature del civitanovese doc Marco Bigoni. Chi vive a Civitanova sa che Bigoni è cognome tipico dell'ambiente marinaro: più "pesciarolo" di così non si può! Della Civitanovese, "l'attento" Scattolini scrive solo in caso di eventi negativi: così tralascia di riferire del primo successo stagionale. La vittoria ottenuta sulla Sangiorgese, sotto pioggia battente e vento rigido, in 10 uomini, che potrebbe avere seguito nella trasferta non proibitiva di Montecosaro, seppur in assenza degli attaccanti Compierchio (stiramento muscolare) ed Asier (squalifica). Niente da fare, Scattolini si concentra sull'impiego dei "mirabolanti" under biancorossi sul terreno camerte. Così gli sfugge il particolare, invero non irrilevante, che nel prossimo turno sarà ospite dell'Helvia Recina la capolista Valdichienti (tra le "favorite" la squadra che marcia meglio). Avremo la prova se la "solidità difensiva" biancorossa si confermerà tale o se cederà sotto i colpi del capocannoniere di Promozione, Emanuele Castellano (6 reti realizzate, a segno in tutte le 5 partite disputate). Se i "nonni" Arcolai e Capparuccia andassero "in bambola", l'HR Rata potrebbe essere risucchiata in classifica. Tutti particolari non "degni di cronaca" per "l'arguto" cronista Scattolini: preferisce soffermarsi sull'autista della Multipla "senza freni" (intravisto allo stadio di Camerino), che seguiva la Rata nelle trasferte di Serie D. Amarcord!
  • Il ruggito dei tifosi biancorossi:
    lo spirito non si è mai spento

    129 - Ott 18, 2018 - 16:44 Vai al commento »
    LA VERSIONE DEL TIFOSO DELLA RATA, SCATTOLINI Non è certo se Scattolini prima di replicare avesse chiaro ciò che intendeva scrivere e se avesse letto attentamente il mio commento. Francamente non ne imbrocca una ed è proprio lui a finire "pacchianamente" fuori contesto. Fa passare per "confidenze personali" le dichiarazioni di mister Ciarlantini rese alla stampa che, da commentatore sportivo, Scattolini dovrebbe consultare. Comprendo che fa male leggere da un ex tecnico della Rata opinioni proprie di molti spettatori del derby dell'Helvia Recina. Meno che di Scattolini: dei vistosi errori arbitrali a danno della Civitanovese (che hanno "distorto" l'esito del derby) nella sua rubrica non c'è traccia! Intento com'è a "mettere in discussione" il primo gol della Civitanovese perfettamente regolare, come ha dimostrato l'arbitro affibbiando ammonizioni per proteste. Ribadisco che andava evitata la designazione di un arbitro di una città, con la cui squadra la Rata è gemellata. Mi attribuisce, sempre il disattento Scattolini, un presunto dichiarato tifo pro-Civitanovese (la "documentazione documentata", sic!), mentre nel mio scritto non c'è alcuna affermazione di tale tipo. La mia unica, storica, appartenenza è quella al Club granata (così soddisfo la curiosità del lettore Ponzelli), ma qui trattiamo di calcio locale e non c'è "conflitto d'interesse". Da discutere, invece, la posizione di Scattolini, che tiene una rubrica calcistica ed al contempo è "onorato iscritto" al Club "Amici della Rata", le cui vicende esamina ogni settimana su CM. Il suo tifo, questo si, a favore della Rata viene fuori vistosamante nelle sue valutazioni, quando ad esempio "mette in dubbio" la confessione dell'arbitro ad un dirigente della Civitanovese (riferita dal lettore Gatti). Mentre, come si può rilevare, Scattolini dà "pieno credito" a una analoga confidenza sul primo gol della Civitanovese (fatta al calciatore biancorosso Arcolai). E' questa la prova (la vera "documentazione documentata") di una "tifoseria manifesta" che, se portata oltre i limiti - come a volte capita - può sconfinare nella "comicità pura".
    130 - Ott 18, 2018 - 0:18 Vai al commento »
    UN DERBY REGALATO AD UNA SQUADRA MEDIOCRE "E'stata una partita equilibrata e alla fine, secondo me, condizionata da alcuni episodi arbitrali. Non so dire se sul gol del vantaggio della Civitanovese c'era fuorigioco perchè ero distratto, ma poi gli è stato annullato un gol per me regolare e l'arbitro ha anche sorvolato su un mani fuori area del portiere Tomba: due decisioni prima dell'1-1 che hanno pesato molto". Quelle riportate non sono dichiarazioni di un tifoso della Civitanovese, ma di mister Ciarlantini che appartiene alla storia biancorossa: ha allenato la Berretti. Parole che fotografano obiettivamente un derby che, con la Civitanovese in vantaggio, è stato "rovinato" dall'arbitro di Mestre (la Rata era gemellata?). Agli episodi segnalati da Ciarlantini (Tomba, già ammonito, andava espulso), bisogna aggiungere il fallo di reazione in area, a gioco fermo, di Agostinelli su Filippini. Lo stesso tipo di fallo commesso da Severoni, su capitan Miramontes, è costato l'espulsione. La gara senza tali errori arbitrali avrebbe preso ben altra piega e la Rata non avrebbe di certo beneficiato degli errori (due gol in fotocopia, sul versante destro) della retroguardia rossoblu. L'obiettivo, onorato "amico della Rata", Scattolini concentra l'attenzione su un ipotetico fuorigioco nel primo gol rossoblu (per sminuire i meriti della Civitanovese). L'arbitro, tanto sicuro della decisione presa, ha ammonito Tomba per proteste. E' euforico Scattolini per il "ruggito dei postacoppi" ma stia ben attento che non si "smorzi a Muccia", in vista del derby con il Camerino! La Civitanovese, che ha mostrato maggior "tasso tecnico" e pregevoli fraseggi, deve sistemare - con un nuovo arrivo d'esperienza - il centro della difesa (De Filippis ha provato tutte le soluzioni possibili). L'attacco ha alcuni elementi fuori, va visto al completo, ma l'inserimento di Miramontes dà già i suoi frutti. La "soluzione forte" della conferma di De Filippis mostra compattezza d'intenti tra società, tecnico e squadra. La Rata, invece, si dimostra senza gioco (azioni impostate da lanci lunghi) e tolti 2-3 elementi è una formazione mediocre. Le assenze di cui patisce sono dovute anche a squalifiche: comportamenti come quelli di Severoni e Agostinelli nel derby denotano una società "senza polso". Sono state scritte "emerite fesserie" sull'imbattibilità interna biancorossa nei derby con la Civitanovese. I rossoblu, va ricordato, hanno vinto a Macerata in campionato e in Coppa (all'Helvia Recina). A proposito di statistiche, Scattolini dovrebbe una risposta al sito "La Sportiva", che fa rilevare "scopizzature" sulle manite interne subite dalla Rata.
  • La filosofia a Civitanova,
    una tre giorni con Roberta de Monticelli

    131 - Ott 9, 2018 - 21:07 Vai al commento »
    ASSESSORA GABELLIERI E ASSENZA DI PROGETTO CULTURALE L'assessora alla "Crescita Culturale" (pensate quale ambizione cela tale nome!), presenta gli incontri filosofici come il "primo evento culturale ex novo" organizzato dall'Amministrazione Comunale di cui fa parte. Stavamo per esclamare, dopo un anno di incarico assessorile: "alla buon ora!", ma a ben leggere si tratta dell'ennesimo "pacchetto preconfezionato", presentato stavolta dalla Società Italiana di Filosofia, sede di Ancona. Per un progetto "originale" di madame Maika Civitanova dovrà ancora attendere e chissà se mai arriverà! Questo è il risultato di chi alla cultura civitanovese "non ha dato nulla" e ora si ritrova (per determinati santi in paradiso) a gestire la cosiddetta "crescita culturale". Collega l'assessora Gabellieri (bontà sua!) gli incontri filosofici promossi alla storica esperienza di Antonio Santori. Quest'ultimo, è bene ricordare, propose a Civitanova incontri di Filosofia di rilievo internazionale, con ospiti quali Hans Georg Gadamer ed Emanuele Severino, a gli eventi ora annunciati non sono paragonabili. Lo sta a dimostrare la location scelta, la palazzina liberty di Lido Cluana, mentre gli incontri del passato si svolgevano nei teatri. A proposito di Santori, va ricordato il suo ruolo all'interno del Premio Sibilla Aleramo, attribuito e ritirato a Civitanova Marche da figure quali Mario Luzi ed Alda Merini. L'assessora Gabellieri, invece di fare confronti impropri, dovrebbe spiegare l'assenza di iniziative (se si eccettua quella "a fine serata" nel festival Rive 2018) per il 10° anniversario della morte di Antonio Santori. Le città di Fermo e Sant'Elpidio a Mare hanno degnamente ricordato il poeta e docente scoparso nel 2007, Civitanova ha brillato per l'assenza di un programma articolato di eventi. L'Amministrazione Comunale, ad esempio, avrebbe potuto rendergli adeguato omaggio collaborando alla pubblicazione di "tutte le opere" di Santori. Antonio ha dato molto a Civitanova, a partire dalla Biblioteca "Silvio Zavatti" in cui, da presidente, lo invitai ad operare, quale segretario del Centro Studi "Cultura del '900" (l'assessora Gabellieri è a conoscenza di questi aspetti?). Civitanova non si mostra riconoscente a Santori, al quale non sono stati dedicati eventi degni di rilievo, passate le ricorrenze inutile sperare! La celebrazione di importanti figure civitanovesi, di dimensione artistica internazionale, bussano alle porte. Aspettiamo l'assessora Gabellieri "al varco", staremo a vedere quali progetti metterà in campo (o se saprà, cosa per lei insolita, prestare ascolto) per esaltare il prestigio di tali figure. E' chiaro, non ci si inventa assessore alla Cultura!
  • HR Maceratese, la Coppa prima del derby

    132 - Ott 10, 2018 - 16:50 Vai al commento »
    HR RATA E CIVITANOVESE VERO DERBY O FICTION? Avevo sollevato in un precedente commento, con l'avvicinarsi del match, il dubbio se quello tra HR Rata e Civitanovese fosse vero derby oppure fosse da classificare come pura fiction. Le perplessità sono tante, non solo da parte rossoblu, la cui società porta inconfondibile nel nome l'anno di nascita: "1919" e si appresta a festeggiare il Centenario. Nel fac-simile di stemma (sbiadito ricordo di quello storico della Rata) delle maglie biancorosse si legge "2018". Perciò nuova società (non detiene il marchio storico, non acquistato dal presidente), che non c'entra nulla con la "Rata 1921". La componente societaria è la stessa dell'Helvia Recina (del rione Villa Potenza), non c'è stato ingresso di nuovi capitali, non ci sarà festa del Centenario. Si diceva dei dubbi del versante pistacoppo sull'operazione compiuta dal Sindaco di abbinare all'Helvia Recina il nome "Maceratese". Allo scopo di tacitare una piazza, dopo un anno "sabbatico", memore della ferita lasciata dalla perdita del volley: Lube trasferita a Civitanova. Leggiamo qual è l'opinione sull'evolversi del calcio maceratese, rilasciata ad una televisione recanatese, di una sua storica figura: "Se sono legato a questa Maceratese? Assolutamente no! Posso dire però che sono legato a questa Helvia Recina. Quell'Helvia Recina della quale ho avuto l'onore di essere il presidente e guidarla dalla Terza categoria fino alla Promozione. Conosco tutti i sacrifici che sono stati fatti per compiere l'intera escalation, finchè un sindaco (Carancini, primo cittadino di Macerata, ndr) non ha deciso che l'Helvia Recina dovesse morire. Per me LA MACERATESE NON ESISTE perchè è fallita un anno e mezzo fa. Questa è l'Helvia Recina che qualcuno a tavolino ha deciso di cancellare" (Stefano Micozzi, storico presidente Helvia Recina). Alla luce di queste parole, ci si chiede se la Rata esiste oppure domenica contro la Civitanovese scenderà in campo l'Helvia Recina camuffata? Le prestazioni sportive, per soffermarci sulle ultime due, rafforzano i dubbi. Il "catenaccio" messo in atto in quel di Montalto (pasesino piceno di 2.000 abitanti) per ottenere il primo punto in classifica. Oppure lo schierare a Chiesanuova la formazione titolare per passare il turno di Coppa Marche. Per la cronaca i treiesi giocavano con le riserve e, nella ripresa, con alcuni titolari in campo hanno messo sotto l'HR Rata. Alcuni tifosi pistacoppi si chiedono se sia giusto esporsi a tali figure e agli "sberleffi" su terreni di periferia, dopo l'esperienza di Lega Pro. Ma per alcuni maturi "tatà" tutto è lecito pur di avere ogni domenica il "giocattolino" biancorosso con cui dilettarsi.
  • Grande stadio, piccola Maceratese

    133 - Ott 3, 2018 - 17:40 Vai al commento »
    LA MANITA GIUSTIFICATA ARRAMPICANDOSI SUGLI SPECCHI Posta in ritardo la rubrica settimanale, attesa per lunedì, la voce e "amico della Rata", Scattolini. Probabilemente per escogitare giustificazioni allo storico "rovescio" interno (la precedente manita data quasi 60 anni, in Serie C, ad opera della Pistoiese). Il risultato è un imbarazzante arrampicarsi sugli specchi (con le mani insaponate!). Tra l'altro non è stato di buon auspicio (come lo Scattolini aveva pronosticato) indossare le maglie biancorosse, anzi! Le "povere" giustificazioni addotte rimandano allo stadio "troppo grande" che avrebbe favorito il Campiglione-Monturano. Nel turno precedente, il tecnico Moriconi (che durante la gara aveva litigato col "tifo amico") aveva lamentato a motivazione della "debacle" lo stadio "troppo piccolo" di Colli del Tronto. Stadio grande o piccolo, il risultato non cambia: immancabile sconfitta dell'HR Rata. Non devono essere il terreno, il vento o le condizioni meteo le ragioni dei ripetuti insuccessi biancorossi. Altra giustificazione (mutuata dal presidente Crocioni), l'assenza delle "chiocce" (peraltro "gallina" La Cava era in campo). Le chiocce (Arcolai e Capparuccia) che nel Piceno si erano entrambe fatte espellere per ingenuità da pivellii. Il primo (capitano)assestando una gomitata in faccia, in area, ad un avversario e il secondo, già ammonito, calciando il pallone a gioco fermo 50 metri lontano. Si invocano, perciò, "chiocce" che non hanno le qualità per assolvere a tale compito. Ultima giustificazione, allo storico "pokerissimo" subito in casa, le assenze (must di ogni tecnico di fronte alle sconfitte). Le più rilevanti, riguardavano la difesa: tra squalifiche e infortuni, priva di quasi tutto l'assetto titolare. Cosa fa la società di Crocioni la settimana precedente? Non ingaggia difensori, ma centrocampisti e punte (quest'ultime relegate in panchina). Cosa ha combinato la difesa, specialmente sui tiri pizzati, si è visto con il Campiglione-Monturano, per cui "chi è causa del suo male...". Un momento di "concretezza" lo Scattolini lo manifesta (in senso contrario, guarda caso) in conclusione di rubrica, quando richiama al valore dei colori biancorossi. Probabilmente sta qui il problema: si è voluto mettere un "peso", una storia, troppo grandi sulle spalle di giocatori non in grado di sostenerli. La società che ha assunto il nome della Rata è quella che non ha raggiunto i play-off la scorsa stagione, la squadra è per buona parte quella del retrocesso Loreto (compresi "trainer & son"). Perciò, magari tacendo (aspetto che Scattolini non afferra) il dovere di rappresenatare la Rata, potrebbe aiutare una formazione che sinora ha "brillato" per la modestia.
  • Disastro Hr Maceratese,
    travolta 5 a 2 in casa (Foto)

    134 - Ott 1, 2018 - 19:14 Vai al commento »
    HR RATA E LA MANITA IN CASA DOPO MEZZO SECOLO Si incontra sempre qualche "sprovveduto" (in senso calcistico) in rete che sostiene cause indifendibili. Un Don Chisciotte "pistacoppo", in questo caso, che avanza confronti improponibili. Con i cugini rossoblu, la cui squadra, a causa della sequela di trasfert in arrivo, è ancora un "oggetto misterioso". Dopo un brillante pre-campionato, ancora non è scesa in campo la formazione base. E' diverso, per giunta, subire una autorete al 94', dopo una gara dominata, che essere umiliati in casa, "perdere la faccia", come è accaduto alla HR Rata. I biancorossi hanno ricevuto una "manita sul muso" (dal Campiglione Monturano!), come non accadeva all'Helvia Racina da quasi 60 anni (ad opera dell'Empoli, allora). La realtà a Macerata è quella che è: si è fatta un'operazione di puro "maquillage", sponsorizzata dal Sindaco, attribuendo all'Helvia Recina del rione Villa Potenza il nome della Rata. La società è la stessa che non ha conquistato i play-off la scorsa stagione (con qualche illustre abbandono), squadra non di grosso profilo (frutto di un calcio-mercato "vuota ospizi") e senza il calore del pubblico. Il "buongiorno" lo si è visto nel pre-campionato, dove i biancorossi hanno pareggiato con Casette Verdini e perso con Virtus Castelfidardo e Atletico Macerata. Dolorosa la sconfitta nel derby con i concittadini dell'Atletico (squadra di terza categoria). Altra dimostrazione della "consistenza" dell'HR Rata, anche come tenuta mentale, la sconfitta di Colli del Tronto. Giocatori "navigati" che sono "naufragati", facendosi espellere per ingenuità da ragazzini, tecnico che bisticcia con il pubblico e nella ripresa, sotto di due gol, tiene la squadra in difesa per mantenere il risultato. Si potrebbe continuare, il nostro pugnace interlocutore si "mantiene alto", parla di "Sindrome di Stoccolma". Qui, invece, si dovrebbe dissertare di "Sindrome da Foro Boario", con i tifosi "pistacoppi" che chiedono la rinuncia alle maglie biancorosse, indossate indegnamente! I sensi del pudore e della vergogna, quando lo si posseggono, dovrebbero indurre in tali casi al silenzio, invece di postare assurdità.
    135 - Set 30, 2018 - 23:13 Vai al commento »
    LE "INEFFABILI" PREVISIONI CALCISTICHE DI SCATTOLINI "Pur tuttavia l'onore biancorosso è salvo. A Colli del Tronto i giocatori della Rata hanno infatti indossato le seconde maglie, quelle scure. Il ritorno alle amatissime verticali, con i colori della città, è rimandato ad una occasione migliore. L'unica consolazione per quel centinaio di tifosi che hanno affrontato i complessivi 200 chilometri della trasferta ascolana per festeggiare la rinascita della beneamata" (Enrico M. Scattolini, Somma Algebrica, 25/09/2018). L'occasione per reindossare le maglie biancorosse c'è stata, con il ritorno all'Helvia Recina per disputare una gara di campionato. Nell'ultima precedente, prima dell'anno sabbatico, la Rata aveva battuto 2-0 il Venezia, ora in cadetteria. Stavolta, invece, i biancorossi avevano di fronte il Campiglione-Monturano, sconfitto in casa (0-2) nella prima stagionale dal Futura '96 di Capodarco di Fermo. E' finita con i calzaturieri che, nella logica, hanno "fatto le scarpe" ai pistacoppi, calando il pokerissimo: 2-5. Con Bracalente padrone assoluto del'Helvia Recina e doppiette dei top-player: Cerquozzi e Ulivello. Un risultato per le cui proporzioni, tra le mura amiche, occorre scomodare gli annuari del calcio. L'HR Rata registrava le defezioni maggiori, tra infortuni e squalifiche, in difesa (Brugiapaglia, Ascenzi, Tartari, Arcolai e Capparuccia), ma in settimana sono arrivati un mediano e una punta! I risultati si sono visti, difesa biancorossa tagliata come il burro, calci piazzati da incubo, da parte dello "squadrone" del Campiglione-Monturano. Nel mondo del calcio esiste la superstizione e qualcuno può pensare che la storica "voce della Rata" stavolta l'abbia cercata. Come fece la scorsa stagione, quando pronosticò "luminose fortune" a tecnici ex Rata, tutti "all'altezza delle rispettive categorie": Bucchi, Giunti e Magi. Furono, come noto, tutti e tre esonerati - ancor prima della fine del girone d'andata - dalle rispettive società: Sassuolo, Perugia e Bassano. Può accadere che le "mascottes" non rispondano al loro specifico ruolo. Allora si può provare ad "escluderli dal contesto", nella speranza che la squadra possa riprendersi. L'HR Rata ora langue sola soletta (2 reti fatte e 7 subite) nel fondo classifica della Promozione (e pensare che se si fosse unita alla Sangiustese - come sembrava fatto sotto Natale - ora sarebbe prima in Serie D!). Le criticità della rosa biancorossa sono arcinote (Severoni e Ceijas non ne capovolgeranno le sorti), un tentativo "ad excludendum" potrebbe essere compiuto. Chissà che, a partire dalla trasferta di Montalto (reduce dal prezioso pari di Camerino), non funzioni!
  • Moriconi: «Penalizzati dalle due espulsioni,
    deluso dai mugugni sugli spalti»

    136 - Set 24, 2018 - 6:34 Vai al commento »
    COLLI DEL TRONTO: "PER CHI SUONA LA CAMPANA"? "Sull'espulsione di Capparuccia, credo che se uno butta diciamo in quel modo a 50 metri la palla lontano dalla porta, davanti all'arbitro, il minimo che può capitargli è l'ammonizione. Era già stato ammonito e quindi è evidente l'espulsione. Al di là di questo, io credo che per essere forte la squadra deve correre, giocare bene, essere compatta, equilibrata, ma deve soprattutto rispettare le regole. Se giocatori di una certa età pensano di poter arbitrare anche le partite, questo putroppo a loro danno, visto che sono i due giocatori di maggiore esperienza (Arcolai e Capparuccia, ndr), comincia a diventare complicato. Da noi i ragazzi sono stati concentrati, non hanno parlato mai con l'arbitro, hanno pensato solo a giocare. Abbiamo preso delle ammonizioni giuste, per falli di gioco. Quindi questo deve essere lo spirito, questo deve essere il cammino. Poi ci saranno giornate più felici, giornate meno felici, ma noi dobbiamo essere bravi a compattarci, a correre, a farlo soprattutto in silenzio (grande allenatore, l'Azzurra Colli, ndr)". (Daniele Fanì, tecnico Azzurra Colli, 22/09/2018)
  • Pirelli sgonfia la Maceratese,
    esordio flop a Colli del Tronto

    137 - Set 23, 2018 - 2:59 Vai al commento »
    SPOGLIATOIO HELVIA RECINA: LE ULTIME PAROLE FAMOSE "Siamo pronti e carichi per afforontare questo esordio di campionato e vogliamo partire subito bene perchè sappiamo che solo attraverso i risultati, le vittorie, possiamo riportare entusiasmo a Macerata. Questo non vuol dire che sottovaluteremo l'Atletico Azzurra Colli: il mister ci ha presentato questo avversario nei minimi dettagli e sappiamo in che modo approcciare questa prima gara. Va detto che per me sarà una novità assoluta sia giocare in Promozione che sul campo di Colli del Tronto (3600 abitanti, ndr) che non ho mai calcato. C'è fiducia e consapevolezza nei nostri mezzi e faremo di tutto per partire bene in questo torneo. Sappiamo tutti dove siamo capitati e quali sono le aspettative e i doveri che abbiamo verso chi ci da fiducia. La società ha costruito questa squadra con tanti elementi che hanno calcato le categorie superiori come Serie D o Eccellenza proprio per allestire un team competitivo che può dare soddisfazioni alla piazza. Per molti di noi questo torneo sarà una novità ma non ci faremo trovare impreparati (come s'è visto, ndr)". (Luca Agostinelli, Cronache Maceratesi, 20/9/2018)
  • Convinti, indecisi e agnostici:
    un derby per riunire
    i tifosi biancorossi

    138 - Set 18, 2018 - 17:29 Vai al commento »
    E' LA SOMMA CHE FA IL TOTALE Alcuni aspetti a quanto pare sfuggono - o almeno non vengono pubblicati su CM - alla storica "voce della Rata", Scattolini, rispetto ai "movimenti" dell'imprenditore bresciano rispetto al calcio maceratese. Ruggeri non si è interessato alla Rata soltanto la "scorsa estate" (2017), come riferisce Scattolini, ha continuato a farlo nell'autunno successivo (acquisto del marchio nel mese di ottobre), quando ha contattato i vertici dell'Helvia Recina. Ruggeri, Crocioni e Chiaraluce, alla presenza della compagna dell'imprenditore bresciano, Patrizia Casalini, si sono incontrati nel maggio 2018 a Porto Recanati (quando ancora non si conoscevano i "destini" del calcio biancorosso). Il sindaco Carancini, lo confermano sia il vice-presidente Chiaraluce (attualmente fuori dal discorso HR Maceratese, ma Scattolini "glissa") che lo stesso imprenditore Ruggeri, era a conoscenza dei contatti in corso. La signora Casalini, peraltro, risulta titolare del 100% dei diritti del marchio della Rata, registrato il 14/2/2018 (San Valentino biancorosso!), come da visura camerale pubblicata da un sito del calcio maceratese. Gli Amici della Rata, impegnati da delibera assembleare a donare lo storico marchio biancorosso al Comune di Macerata, a due mesi dalla "ipotetica" acquisizione, ancora non l'hanno fatto. Da parte dei legali della signora Casalini, nel frattempo, sono partite circostanziate "diffide all'uso del marchio" della Rata da parte di soggetti che non ne hanno la titolarità. Sembra che nemmeno il marchio dello storico Trofeo Velox (calcio giovanile) sia stato acquisito dagli Amici della Rata, essendo stato a suo tempo rilevato - come riportato da siti calcistici on-line - da "5 sportivi maceratesi" (che hanno sostenuto le "spese per la registrazione"). Staremo a vedere l'evolversi degli eventi, una cosa è certa: Ruggeri ("il marchio è mio e posso garantire che è in buone mani"), lo conferma apertamente, non è intenzionato a mollare il discorso del calcio maceratese. Nonostante attualmente sia vice-presidente di una società lombarda di Serie D (Rezzato), presto tornerà alla carica. Intanto l'HR Maceratese, con un prefisso abbinato al nome e con sulle maglie (biancorosse) un logo che "ricorda" soltanto quello storico, può definirsi l'erede della Rata? Eppoi, il derby con la Civitanovese (il cui presidente, Profili, ha realmente acquistato all'asta giudiziaria il marchio della società fallita) può davvero denominarsi tale? Oppure, come alcuni sostengono: si tratta una "fiction" per riportare i tifosi scettici sul calcio maceratese allo stadio?
  • VitaVita: un festival, 40 spettacoli (Foto)

    139 - Set 11, 2018 - 0:51 Vai al commento »
    PROPAGANDA PARTITICA E GIUDIZI POLITICI "Certi 'sinistri' nostrani sono molto bravi e convinti nel giudicare chi non la pensa come loro o hanno letto qualche pagina di storia in più, che sono altrettanto bravi nel non voler essere in alcun modo giudicati...". I lettori stenteranno a crederci ma il commento appartiene allo stesso soggetto che precede. Ci sono persone tanto succubi della propaganda partitica (la confondono con la cultura politica), che non tollerano che qualcuno possa esprimere delle idee senza essere legato ad un "carro politico". Come non accettano che errori politici possano essere compiuti da qualsiasi schieramento, quello loro credono ne sia immune. Prima tentano di affibbiare una etichetta politica ('sinistri'), poi accorgendosi di essere fuori strada rimproverano di non essere collegati ad alcuna parte politica. Come se non si potessero avere idee se non facendo riferimento a Renzi, Salvini o altri "fanfaroni" del panorama politico nostrano. In questo caso può essere utile il confronto di Togliatti con Elio Vittorini, grande intellettuale del Novecento, a cui rimproverava di non essere "vicino al Pci". Vittorini, padre del Neorealismo lettarario, rispose: "Non farò mai il suonatore di piffero"! C'è a quanto pare chi a "suonare il piffero" (per povertà intellettuale propria) ci si trova benissimo e rimprovera gli altri di non fare altrettanto! Ha quattro "pseudopinioni nella zucca", giudica secondo i parametri della politica-politicante (destra/sinistra, comunista/fascista, italiano/straniero), e ripete per giornate intere queste assurdità. Pretende che gli altri (che uomini liberi obiettivamente li spiazzano) si uniformino a tale logica aberrante. Sbagliava Umberto Eco (il discorso ora diventa generale) grande esperto di "Comunicazione e culture dei media", nella sua prolusione all'Univerità di Torino del 2015? Affermò: "I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli, che prima parlavano solo al bar, senza danneggiare la collettività. Il dramma di Internet è che ha promosso lo 'scemo del villaggio' a portatore di verità". Silenzio, parla Umberto Eco!
    140 - Set 10, 2018 - 1:57 Vai al commento »
    VITA VITA ED ESTATE CIVITANOVESE DA RIPENSARE Il festival di fine estate Vita Vita ha dimostrato che due giorni consecutivi negli stessi spazi non li regge e perciò è inutile insistere, si risparmierebbe nelle spese. Se due giorni devono essere, uno si deve tenere, magari non di seguito, nella Città Alta. Curioso, poi, che da anni si assegni il "premio alla carriera" ad artisti ancora giovani (Annalisa Minetti, Tosca). In più stavolta a generare confusione ci si è messa l'Amministrazione Comunale sbagliando l'ordinanza sul traffico. A fine serata, come in altri eventi, a salire sul palco è, con il sindaco, l'assessore alla Cultura e al Turismo Gabellieri, a "raccogliere meriti" di progetti proposti da altri. Toccherà assistere ad un altro quinquennio nello stile Silenzi, con un assessore incapace di proporre Cultura "farina del proprio sacco". Chi ha seguito il lavoro di Antonio Luccarini, assessore ad Ancona negli Anni '90, può comprendere come si gestisce la Cultura. In generale tutta l'estate civitanovese ha lasciato a desiderare. Con festival come Popsophia che non hanno risposto alle attese (partecipazione e ritorno economico non esaltanti) e ai fasti del passato, ma con costi sempre elevati. La piazza centrale, grave per una località turistica, è rimasta spesso vuota. La scrittrice treiese Dolores Prato avrebbe commentato: "Giù la piazza non c'è nessuno"! Si è spesa una cifra enorme, senza cercare sponsor, per uno spettacolo di una sola sera, più volte proposto in città (Deejay-time). E' saltato uno dei pochi eventi di rilievo dell'estate (l'olimpionica Carolina Kostner al Palas) senza darne informazione. In più si è aggiunta la "figuraccia" del festival per bambini, organizzato dal cugino dell'assessore proponente (assente alla Giunta che deliberava l'evento). Troppe "feste della birra" diseducative, con giovani che abusano di alcool. Tagliati i pochi fondi al Teatro di Comunità, quasi costretto alla "colletta", che svolge una lodevole azione sociale. Cancellato, dopo animata polemica (l'assessore alla Cultura che non riceve è una intollerabile costante), il festival Futura con marchio rinnovato. L'evento aveva maturato una esperienza quinquennale e portato in città ospiti internazionali. Il premio alla traduzione "Annibal Caro", di cui l'assessore Gabellieri si vantava, bloccato alla prima edizione. Ciò che manca, su questo l'opposizione non può criticare (in maggioranza teneva lo stesso comportamento) è il resoconto degli eventi, con tanto di cifre su spese e ritorno economico. I contribuenti civitanovesi desiderano conoscere, per cominciare, quanto viene corrisposto ai direttori artistici dei vari festival: Popsophia, Vita Vita
  • Battesimo HR Maceratese,
    la festa delle Casette
    si colora di biancorosso (Le foto)

    141 - Set 10, 2018 - 17:01 Vai al commento »
    HR RATA, PROPOSITI DI RISALITA RINVIATI? Meno male che la presentazione della squadra è avvenuta dopo la vittoria di Coppa con il Camerino (nel secondo tempo sono riemersi i soliti problemi), altrimenti sai che musi lunghi alle Casette. Con la nuova Helvia Recina che veniva da tre svarioni consecutivi, in silenzio stampa dal precampionato. Pareggio con Casette Verdini e sconfitte con Vigor Castelfidardo (con formazione base in campo, eccetto Arcolai) e Atletico Macerata (Terza categoria). L'impressione è che anche per questa stagione la HR Maceratese debba rinviare i propositi di risalita. Stessa società (con qualche defezione illustre), senza il tifo più caloroso (Curva Just) e squadra incompleta. Mancano un uomo di peso a metà campo per "guidare le operazioni" (non sopperisce l'ex terzino Bigoni) e un'alternativa al "maturo" La Cava, che porta il peso dell'attacco. Altre saranno le squadre che si contenderanno la vittoria finale. In primis l'Atletico Ascoli, forte sul fronte societario con il facoltoso presidente Giordani e nuovi ingressi provenienti dall'Ascoli Picchio (si parla anche dell'ex presidente, Bellini). Ottimo organico (che portà essere ancora rinforzato) con elementi di spessore provenienti dal Monticelli e under dello stesso Ascoli. Poi c'è la Civitanovese che acquista all'estero e deve affrontare problemi di "transtert" dei giocatori. Blocca in precampionato la Sangiustese e impensierisce la Samb (play off di Lega Pro). Si presenta però in Coppa con mezza squadra e non supera il Montecosaro di capitan Benfatto. Si ricorderà l'ex presidente Tardella che accusò un potenziale socio di voler cedere "il capitano", che poi lei scaricò al Corridonia. Dipende con quale formazione i rossoblu inizieranno il campionato, quando i punti peseranno. C'è di positivo che gli Ultras, dopo una stagione d'attesa, si sono riavvicinati alla squadra. L'Azzurra Colli con una invidiabile compagine societaria (guidata dal bravo presidente Fioravanti) e una formazione di qualità (affidata all'esperto tecnico Fanì) potrebbe costituire la sorpresa del torneo. In una fascia successiva sono da collocare: HR Rata, Valdichienti Ponte e Palmense. Senza dimenticare l'Atletico Centobuchi e il Chiesanova che sapranno farsi valere. La storica "voce della Rata", Scattolini, nelle presentazioni si occupa del "vintage", ricordando la Rata del "tempo andato". Si esponga nei pronostici (anche se le valutazioni tecniche come noto sono il suo "tallone d'Achille"), dichiari come la pensa sul prossimo torneo! E' meschino affidarsi alla "superstizione del passato" per auspicare un "bel campionato" e aspettare in silenzio che altri sbaglino i pronostici per poi rinfacciarli
  • Silenzi attacca sulla Civita.s:
    «Nessuna proposta per scioglierla»

    142 - Set 2, 2018 - 10:45 Vai al commento »
    LA PARTECIPATA CIVITAS E LE AMNESIE DI SILENZI E' un pezzo che il capogruppo PD Silenzi (ex vice di Corvatta nella precedente Amministrazione di sinistra) batte sui problemi della partecipata Civitas, che gestisce la riscossione di tributi comunali. All'inizio per la verità lo stagionato Giulio, direttamente o tramite il suo alter ego, aveva messo nel calderone tutto. Dalla sparizione, in 9 sacchi dalla sede della Civtas, di oltre 7 mila euro in monetine riscosse dai parcheggi, anticipando il versamento in banca. A questo aveva aggiunto le dimissioni, precedenti la notizia del furto, del presidente della partecipata Mobili. Ma quest'ultimo aveva collegato le sue dimissioni, comunicate al sindaco Ciarapica, a problemi di salute che lo vedevano in cura presso un ospedale del nord Italia. Non basta, dato che c'era Silenzi aveva messo dentro anche la questione rilevante, tanto che dalla Procura di Macerata sono partiti gli "avvisi di garanzia", della mancata riscossione di 500 mila euro di tasse sui rifiuti dalla Asur (Ospedale Civitanova). I fatti, come noto, si riferiscono al periodo dell'Amministrazione Mobili. Sulla vicenda si è concentrata l'attenzione della Procura e della Corte dei Conti, che ipotizza un possibile danno erariale. Ma l'aspetto ancora più grave e ad esso si riferiscono gli "avvisi di garanzia" emessi è il "mancato recupero" dell'ingente somma non riscossa e tutto questo si è verificato durante l'Amministrazione Corvatta. Tanto è vero che degli avvisi di garanzia recapitati investono l'intero CdA della Civitas e il revisore dei conti (nominati dall'Amministrazione precedente) oltre al dirigente comunale incaricato della vigilanza sulle partecipate. Si vede che nottetempo un "uccellino" è entrato nella sede PD di via Mameli e ha avvertito l'ex vicesindaco, e il suo alter ego, di non insistere su tale argomento polemico, perchè potrebbe rivelarsi controproducente. E allora miracolo dei miracoli, come con un colpo di bacchetta magica alla Silvan, dall'ultimo intervento di Silenzi spariscono i mancati itroiti della tassa sui rifiuti dell'Ospedale di Civitanova. Appare chiaro da quanto esposto che qui se c'è qualcosa da "sciogliere e riorganizzare" è il PD di Civitanova. Con un leader che si avvicina a grandi passi alla settantina, ormai ha poco da dire, e come si nota perde pure colpi. Dando in questo modo spazio e capacità decisionali a dirigenti più giovani e capaci. Liberando gli stessi dall'attuale "tutela" (un segretario cittadino troppo assente sulle questioni amministrative rilevanti) di politici buoni per tutte le stagioni. Può darsi allora che qualcosa di buono si veda per la sinistra e la politica civitanovese.
  • Futura festival, il sindaco:
    «Valutiamo se farlo e con chi»

    143 - Ago 27, 2018 - 17:27 Vai al commento »
    AMMINISTRAZIONE CIARAPICA E FESTIVAL ESTIVI Le scelte compiute dall'Amministrazione Comunale rispetto ai festival estivi danno il segno del pressappochismo con cui si gestiscono Cultura e Turismo a Civitanova. Si è accantonato Futura ("L'estate sta finendo", intona la nota canzone), che negli anni aveva maturato un'esperienza ed una stabile strutturazione (in sezioni con relativi responsabili), in grado di proporre ospiti di rilievo nazionale e internazionale. Pur con i suoi difetti, tipo il mancato coinvolgimento della città. Sarebbe stata utile la presenza di intellettuali civitanovesi (Troli sa che ce ne sono di validi) per un confronto e non calare il festival dall'alto. Magari in luogo di filosofi "prodotti mediatici", che sovente operano diversamente dalle loro teorizzazioni. L'Amministrazione Ciarapica ha preferito affidarsi al "ricordo" di un festival che non c'è più, nemmeno nel direttore artistico. Popsophia all'origine era il festival di Civitanova, si svolgeva solo in città, ora ha un format diverso (spazio alla spettacolo e alla ripetitività). La direzione è passata all'erede (giovane reduce dal dottorato di ricerca in Filosofia), si è formata una "compagnia" che gira per tutte le Marche. Con al seguito presentatrice, attrice, gruppo musicale, regista (tutte figure che con gli ospiti gravano sui costi). Gli eventi sembrano "fatti con lo stampo": direttrice che "monopolizza" la presenza sul palco (con "compitino" preparato e cartellina al seguito) e ospite, spesso accademico di vaglia, in secondo piano. Nessun concerto (il gruppo musicale è in casa) e mostre su cui per "carità di patria" è meglio sorvolare. Insomma un format preconfezionato che la città non ha gradito (presenze decisamente inferiori al passato e limitato ritorno economico). Questioni su cui l'Amministrazione Comunale doveva riflettere (a cominciare dall'improponibile durata di quattro fine-settimana) prima di dedidere sui festival estivi. Altro che - come avventatamente è stato proposto - "Popsophia, tutto l'anno"! Rimane aperta la questione Futura, per cui si biasima (sembra ormai diventato un "modus operandi") il mancato ascolto da parte dell'Amministrazione. Se un suggerimento si può dare a Troli (la stessa data di nascita potrebbe aver generato "conflitti astrali") è di non accontentarsi di soluzioni di ripiego. Quali il festival programmato in autunno e con un format ridotto (Incontri di Futura). Esistono spazi affinchè il Festival sia realizzato nella sua interezza, senza dover "dissolvere" una esperienza quinquennale. Idee ce ne sono, bisogna ragionarci sopra, ringraziando per la stima, cui è sempre preferibile un'analisi obiettiva degli eventi
    144 - Ago 26, 2018 - 16:35 Vai al commento »
    TROLI E IL FESTIVAL SENZA "FUTURA" Quasi una "nemesi" per Troli, direttore artistico di Futura, che proprio su CM si ricorderà aveva scatenato una polemica in difesa del festival, al suo esordio nel 2013. Aveva "sparato" (dialetticamente) anche contro figure della sua parte, che gli segnalavano (per lunga esperienza maturata nel settore) difetti organizzativi. Gli rimproveravano ritardi nella presentazione del programma, mancate collaborazioni con scuole e associazioni, ospiti saltati, cambi di location, scarso ritorno economico. Non rimediando per la verità una bella figura quale direttore artistico! Probabilmente il difetto di Futura è nell'origine: mentre si doveva (nonostante i successi riportati) accantonare Popsophia. Troli promosse un festival troppo legato alla figura di Silenzi (con cui era stato in Giunta Regionale), politico che "divide". Silenzi, assessore alla cultura, sentiva Futura una sua creatura, in alternativa allo scaricato Popsophia. Chiaro che cambiando la maggioranza il festival poteva, come accaduto, risentirne. Il Sindaco Ciarapica non è stato chiaro, quando eletto ha incontrato i responsabili di Popsophia. Pensava di proporre entrambi i festival, che "non confliggevano": Popsophia per un "mese intero" sulla filosofia e Futura un "fine settimana" su letteratura e scienza. Non è stato così, Popsophia nelle mani dell'erede dell'ex direttore si è tenuta, anticipi a parte, per quattro giorni con molti dei difetti di Futura, lasciando tanti insoddisfatti (vedi la ridotta partecipazione). Del festival di Troli (nonostante il rinnovo del marchio "generico", come assicura l'ex presidente dei Teatri, Squadroni) non si è fatto nulla. Troli lamenta il "plagio" del marchio (a sua volta "copiato" da una canzone di Lucio Dalla) da parte di Viterbo, mentre esistevano già all'origine festival con denominazioni simili. Bisogna riconoscere che Futura, pur con i difetti riscontrati, si segnalò per il livello dei partecipanti, molti internazionali (Bauman, Augè, Grossman), con una spesa decisamente inferiore. Sarebbe interessante sentire i "tuttologi della patacca" presenti in rete dissertare sulla "società liquida" di Bauman. Forse valeva la pena riproporre Futura, tenuto conto del limitato spazio occupato da Popsophia e del fatto che eventi riservati a un "pubblico di nicchia", come il festival Rive, si sono comunque svolti. Nella sua "animosa polemica" su CM del 2013, Troli immaginò di azzittire i contestatori con la metafora del "gallo sul letamaio" di Esopo. Ora si trova lui in quella condizione, "canta" ma nessuno l'ascolta: memmeno l'ex asssessore Silenzi che nel 2013 lo portò a Civitanova è intervenuto in difesa di Futura
  • HR Maceratese, il gruppo Corimac
    segue con interesse

    145 - Ago 20, 2018 - 17:05 Vai al commento »
    L'IMPARI CONFRONTO HR MACERATESE-CIVITANOVESE Qui parliamo di storia, che come noto non si fa "con i se e con i ma", perciò è inutile addentrarsi nelle astruse congetture del lettore. Curioso, invece il suggerimento a concentrare l'interesse sulla Civitanovese. La società rossoblù - vincitrice del torneo di prima categoria - ha dato vita una campagna acquisti "sontuosa", con l'intento di vincere il campionato di Promozione. Arrivati 20 nuovi giocatori (molti di assoluto rilievo), tutti i ruoli coperti, con la necessità di sfoltire una rosa troppo nutrita. Sul fronte dell'ex Helvia Recina, che con una operazione di puro marketing è stata denominata "HR Maceratese", i probemi esistono e non basta un post per riportarli. La società è la stessa del passato, con qualche "passo indietro" come quello del vice-presidente Chiaraluce (Scattolini dopo averlo "esaltato" non ne riferisce l'attuale posizione). L'organico allestito, non di primo livello, presenta in ruoli chiave giocatori quasi quarantenni (Arcolai, Capparuccia, La Cava). Inoltre è per buona parte composto da ex del retrocesso Loreto, compresi l'allenatore Moriconi e suo figlio. Per completare la rosa, mancava un centrocampista, dopo lunga ricerca si è scelto il terzino civitanovese Bigoni (di cui nel comunicato si omette l'origine). La "nuova Helvia Recina" dovrà fare a meno del grosso dei tifosi (Scattolini lo definisce "distinguo", sic!): la Curva Just. Quest'ultima, in una nota definisce "il progetto non in linea con la storia biancorossa" e "senza programmazione per il futuro". Tante le cose da riferire su una società che non dispone nemmeno del marchio storico della Maceratese, nella proprietà di Patrizia Casalini (compagna dell'imprenditore bresciano Ruggeri, che in passato e di recente ha ipotizzato l'ingresso nella Rata). Lo sta a dimostrare una visura effettuata e pubblicata da un sito del calcio maceratese (ma Scattolini continua a dare il marchio acquisito dagli "Amici della Rata"). Dopo l'anno sabbatico, ritorna una "parvenza di calcio maceratese", ma alla luce dei riferiti eventi, nell'imminente torneo di Promozione, "non c'è semente per pistacoppi"!
    146 - Ago 19, 2018 - 12:32 Vai al commento »
    SAVI, TRA POLEMICHE E PROSSIMI IMPEGNI COMUNI Arriva alle ore 3 di notte il "soccorso biancorosso" del tardelliano doc, Savi. Si è speso per l'ex presidente della Rata (lui che si definisce "comunista") anche politicamente, pensando potesse diventare sindaca di Macerata. Salvo dover poi constatare un risultato elettorale da prefisso telefonico. Tanto per cominciare, Savi deve mettersi d'accordo con se stesso, avendo vergato in due passaggi del post concetti diametralmente opposti: "la Maceratese non sfiorò la serie B" e "la Rata toccò la serie B davvero molto da vicino". Anche se a notte fonda è difficile mantenere la lucidità, seppur per un breve scritto. Savi mi rimprovera di fare del "bizantinismo", difficile da dimostrare avendo riportato dati inconfutabili (questi si - nella logica aristotelica - "apodittici") sulla fugace apparizione della Rata nei play-off di Lega Pro. Sul "sesso degli angeli" in realtà disserta Savi, costretto ad "arrampicarsi sugli specchi", nel tentativo di dimostrare le virtù calcistiche della Rata nel torneo dei play-off. Di spareggi promozione infatti si parla, che nel regolamento della Lega Pro consentono l'accesso supplementare alla serie B. Insieme alle vincitrici dei tre gironi di cui è composta la categoria. Savi per dimostrare le sue tesi è costretto a citare Gattuso (al tempo allenatore del Pisa), quale attuale "tecnico di una delle squadre più blasonate al mondo". Non pago, aggiunde che la Spal - in quella stagione vincitrice del girone B - "milita nella massima serie". Riuscendo a dimostrare in senso "apodittico" (il concetto vale anche il contrario) un "fico secco"! Conforta il fatto che prossimamente - come può facilmente verificare - con Savi saremo legati da un comune impegno. In quel contesto, vedremo se egli si "dimostrerà un uomo", ripetendo in mia presenza le pesanti offese rivoltemi in precedenti post su CM. Chi mi conosce, sa che per carattere "non porto rancore, ma non dimentico"! Per il resto vedremo cosà saprà fare, in una situazione difficile, in cui c'è da molto ricostruire sul territorio, dopo anni di imperdonabili errori. Saluti
    147 - Ago 19, 2018 - 1:53 Vai al commento »
    LA STORIA DELLA RATA TRA REALTA' E FANTASIA Inconcepibile ma vero, così scrive Scattolini: "i fasti dell'incredibile campionato di Bucchi, in cui ormai è storia (sic!), i biancorossi sfiorarono la promozione in serie B". Considerazioni prodotte da un cronista che si permette di liquidare i commenti altrui come frutto di posizioni preconcette "anti Rata". La sua, invece, cosa sarebbe: posizione essenzialmente "filo Rata"? Per fortuna la storia - come la matematica - non è una opinione e possiamo ricostruire come si sono svolti realmente i fatti. La Rata si qualificò ai play-off di Lega Pro, stagione 2015/2016, quale ultima delle terze classificate (posizione del ranking 6, sulle 8 squadre partecipanti agli spareggi). La Rata venne eliminata al turno preliminare dal Pisa (seconda classificata nel girone B)col risultato di 3-1 e terminò a quel punto la sua avventura nei play-off. Si disputarono poi le semifinali, cui ebbero accesso: Pisa, Foggia, Pordenone e Lecce. In ultimo si giocò la finale, in doppia partita, aggiudicatasi dal Pisa nei confronti del Foggia (4-2 e 1-1). Il Pisa fu promosso in serie B, insieme alle vincenti dei tre gironi: Cittadella, Spal e Benevento. Perciò ci si chiede: basta aver messo piede nel turno preliminare dei play-off di Lega Pro per affermare, come fa Scattolini: "ormai è storia, i biancorossi sfiorarono la promozione in serie B"? Si, la storia di Scattolini, che ci dispiace per lui non corrisponde alla realtà dei fatti. Siccome è ora tarda, il buon Scattolini starà sognando, continui a farlo in "biancorosso", sapendo che la storia ha scritto pagine diverse da quelle che egli immagina e propone su CM!
  • Ferragosto arriva in ritardo,
    Civitanova fa il pienone (FOTO)

    148 - Ago 18, 2018 - 15:52 Vai al commento »
    ESTATE CIVITANOVESE E DIFETTI DI ORGANIZZAZIONE Alla fine i "fuochi di Ferragosto" si sono tenuti, ma con disagio da parte delle persone giunte a Civitanova per assistervi. Proteste si sono registrate al lungomare sud per il molo, a differenza del solito, totalmente sbarrato. Tanti hanno dovuto fare retromarcia e riversarsi sulla spiaggia, perdendo parte dello spettacolo. Essendo la battigia ad un livello più basso rispetto al molo, sono stati poco visibili i giochi pirotecnici a filo d'acqua. Se come sembra la normativa non è cambiata, un chiarimento del Comune con l'Autorità Portuale sarebbe quantomeno opportuno. Comunque, c'è stato un difetto di comunicazione dell'Amministrazione Comunale, che avrebbe dovuto informare della chiusura completa del molo, per evitare che una massa di persone vi si riversasse. Pieno successo, nel frattempo, al Lido Cluana della serata dantesca, nonostante il cambio di location e l'imminenza dei fuochi d'artificio. Calcolate 700-800 presenze, molte di più del tanto "strombazzato" Philoshow di San Lorenzo, dimostratosi come il festival Popsophia una "minestra riscaldata" poco digeribile. Ciò a dimostrazione che quando lavorano le associazioni cittadine, con il coinvolgimento delle scuole, i risultati si vedono e battono "macchine organizzative" sperimenatte a livello regionale. Intanto sempra aprirsi una falla nell'estate civitanovese, che perde un pezzo importante del programma. In giugno l'esibizione della pattinatrice Carolina Kostner al Palas (in una delle poche date concesse dalla convenzione al Comune) era data tra gli eventi di punta (insieme a Max Giusti e Dodi Battaglia) dell'estate civitanovese. Dell'esibizione prevista per domani sera, 19 agosto, non si è saputo più nulla. Pare che fino a qualche giorno fa fossero addirittura in vendita i biglietti (a 28 Euro cadauno), ma non risulta sia stata istallata la pista del ghiaccio. Sul sito ufficiale della Kostner (ospite di Porto Recanati nel novembre 2016) non compare la data di Civitanova, il tour termina stasera a Bormio. Anche qui l'Amministrazione Comunale, a fronte di un annullamento di tale portata, avrebbe dovuto darne comunicazione. Silenzio assoluto! Stasera come nulla fosse, con in vigore il lutto nazionale per le oltre 40 vittime della tragedia del ponte crollato a Genova, si terrà regolarmente la festa di San Marone. Sarebbe stato opportuno un rinvio degli eventi, soprattutto dei fuochi d'artificio (a Civitanova si "sparano" per due giorni consecutivi), appare poco significativo il solo minuto di silenzio previsto. Non è autorizzato a fare la morale, sul suo "bollettino di parrocchia", il PD cittadino. I civitanovesi ricordano che in occasione del terremoto, nell'agosto 2016, l'Amministrazione Corvatta annunciò l'annullamento per "rispetto delle popolazioni colpite" degli eventi estivi e poi tenne il concerto dei Dik Dik! Il leader del PD locale Silenzi brilla nella polemica, ma ha la "memoria corta" e i suoi argomenti perdono consistenza. L'Amministrazione attuale non è migliore, tanto che i civitanovesi, di fronte alle incongruenze organizzative denunciate, si chiedono: "non sarà maica la Gabellieri a gestire il Turismno"?
  • “I sogni son desideri”,
    la stella di Popsophia illumina
    la notte di San Lorenzo

    149 - Ago 12, 2018 - 16:38 Vai al commento »
    POPSOPHIA, IL GIOCO E' VALSA LA CANDELA? Possiamo dire che, da un punto di vista estetico (per restare nella popsophia), Paolucci ha ragione. La signora Maika è baricentricamente più equlibrata. Esce vincitrice rispetto ad altre presenze sul palco, con baricentro basso ed estremità inferiori più corte. Per una valutazione prettamente culturale, la serata ha riprodotto i difetti di Popsophia. Presenza eccessiva sul palco della direttrice, che da "padrona di casa" dvrebbe lasciare più spazio ad ospiti accademicamente più significativi. Il rischio è di scadere nella banalità e di incorrere in "errori grossolani". Come quando la direttrice ha citato una borgata romana inesistente: "Tor Bella Monica". Il sindaco a fine serata avrebbe dovuto omaggiarla di una guida di Roma, città dove la direttrice dichiara di vivere, ma che non conosce bene. A conclusione della "quattro giorni" di Popsophia nella Città Alta, è necessario fare un bilancio e anche un confronto con il passato. Il sindaco invita ad evitare "paralleli", ma trattandosi di impiego di denaro pubblico essi sono inevitabili. Diciamo che Popsophia ha riprodotto alcuni difetti di Futura: ritardo nella presentazione del programma (a pochi giorni dall'inizio), mancato coinvolgimento di scuole e associazioni culturali. Il che ha avuto la conseguenza di una ridotta partecipazione rispetto alla tradizione di Popsophia. Chi non ricorda i vicoli pieni di gente, l'arrivo in piazza ore prima dell'inizio degli eventi per assicurarsi il posto, la ressa di persone per prendere i bus navetta. Niente di tutto questo nell'ultima edizione, con scarso ritorno economico per la Città Alta, la ristorazione affidata a 4 chef della zona e non agli esercizi del borgo. Mai affidarsi ai bilanci positivi di chi organizza eventi o di chi li patrocina (Comune), non faranno mai altro che "autoincensarsi"! In più, tornando ai festival, Futura (il Comune ha rinnovato il marchio senza tenere la manifestazione) si poneva ad un livello più alto. Con ospiti internazionali (Augè, Bauman, Grossman) e registi da Oscar (Sorrentino, Virzì, Moretti). Riferendoci ai costi (poichè sono soldi dei cittadini), Futura - secondo i ben informati - prevedeva una spesa decisamente inferiore a quella di Popsophia. Perciò è giusto chiedersi - al di là di tanti "infatuati" bilanci - se "il gioco è valsa la candela?". Magari, data la breve durata di Popsophia (il sindaco nell'incontro del luglio 2017 aveva auspicato lo svolgimento del festival nell'arco di un mese), accogliere l'idea di Micucci. Tenere nello stesso periodo Futura e lasciare ai cittadini, tra proposte culturali diverse, un legittimo e doveroso confronto.
  • Il Comune rinuncia a Villa Eugenia,
    rabbia in Consiglio:
    «Persa per un piatto di lenticchie»

    150 - Lug 29, 2018 - 15:47 Vai al commento »
    CIARAPICA-NAPOLEONE OPPURE "FRANCESCHIELLO"? Silenzi, forse perchè ha a che fare con personaggi storici importanti (Gengis Khan, Robespierre), crede di attaccare il sindaco Ciarapica, ma gli fa un complimento. Lo paragona a Napoleone, mentre un confronto appropriato potrebbe essere con "Franceschiello", come lo avevano ribattezzato i napoletani. Con l'ultimo Borbone, cioè, delle "Due Sicilie", prima dell'annessione al Regno d'Italia. Ciarapica sembra destinato a chiudere (con una breve appendice), l'esperienza di amministrazioni di centro-destra a Civitanova. Un periodo lungo, per la maggior parte con protagonista il sindaco Marinelli (12 anni), che ebbe grande seguito elettorale. Proprio Marinelli (titolare anche della Cultura) pose il problema della "prelazione" su Villa Eugenia. Con una "visione" sul futuro di Civitanova, egli fece acquistare la casa di Annibal Caro (ora sede della Pinacoteca) e restaurare le Chiese sconsacrate di San Francesco e Sant'Agostino. Ora Ciarapica, che dei successi delle precedenti amministrazioni ha beneficiato (oltre che dell'infelice esperienza della Giunta Corvatta), rinuncia a Villa Eugenia. Il bene storico-ambientale più rilevante della città, per una somma irrisoria per il Bilancio comunale. Non venga posto a giustificazione il possibile esito negativo della sentenza: un privato non avrebbe presentato offerte convinto della possibilità di successo. Decisione che viene da un'amministrazione che di soldi ne spende eccome, per iniziative neno significative. Circolano le cifre di 170 mila euro per Popsophia (festival di 4 giorni), 66 mila euro per Deejay-Time (somma più alta mai spesa a Civitanova per uno spettacolo, senza sponsor). Ciò mentre Piazza XX Settembre rimane vuota per tutta l'estate in assenza di concerti. Si parla anche di 160 mila euro per l'Opera lirica (del Maestro Sorichetti), con il prestigioso Sferisterio vicino. Come se Monza si mettesse a organizzare una stagione lirica, con quella della "Scala" a Milano! Ci sono scelte che premono, come la destinazione dell'ex Pretura, che potrebbero segnare pagine altrettanto dolorose per Civitanova. Speriamo che il sindaco mostri al riguardo quella "lucidità" che gli è mancata su questioni come Ospedale e Sottopasso. Auspichiamo che si esprima l'assessore alla Cultura (perdoni se le "roviniamo la domenica"), poichè non lo ha fatto su Villa Eugenia. Sul piano politico, oltre alle significative proteste trasversali in città, la maggioranza traballa. Con 1-2 consiglieri che prendono le distanze, Ciarapica non sarebbe più politicamente "autosufficiente". Aspettiamo che chi ora esce dall'aula resti e voti contro (senza lasciarsi conquistare dalla promessa di poltrone). Così da chiudere una pagina amministrativamente idecorosa.
  • Macerata Opera Festival,
    la Minghetti oltre le polemiche:
    «La ruspa di Salvini? Vick non sa cos’è»

    151 - Lug 27, 2018 - 15:54 Vai al commento »
    COMMENTI SUI SOCIAL E CURIOSITA' DEI LETTORI E sì i lettori sono curiosi, quando qualcuno comincia a postare sui social (oggi è esattemente 1 mese, forse si interroggerà sul troppo tempo buttato) e si chiedono chi effettivamente sia il commentatore. Soprattutto quando il neoarrivato crede (per "rilassarsi e divertirsi") di "prendere per il naso" persone che non conosce, offendendone l'onorabilità. Si discute tra i lettori dell'appartenenza (o quantomeno vicinanza) di costui a "Fratelli d'Italia". Se così fosse con maestre del calibro politico di Meloni e Santanchè si potrebbe capire bene il tenore di tanti commenti. Se non vuole tenere la posizione del "coniglio", potrebbe chiarire, agevolerebbe il compito degli avvocati che sono sulle sue piste. Eppoi quel commento che apre l'archivio personale su CM: "Non c'è peggior fascista di un antifascista". Si dice che "il buongiorno si vede dal mattino", in questo caso il post assegna la "patente" a chi lo ha scritto. Individuo che si pone contro la storia e contro quella Costituzione (democratica e antifascista) che ne è chiara e diretta espressione.
  • Villa Eugenia, Comune pronto a rinunciare
    in cambio di 220mila euro

    152 - Lug 26, 2018 - 16:22 Vai al commento »
    QUELL'ULTIMA VOLTA DI VILLA EUGENIA NELLA STORIA Eravamo nel settembre del 1962, quando possiamo dire che Villa Eugenia recitò per l'ultima volta una parte nella storia. I giornali nazionali pubblicarono in prima pagina che la Polizia aveva accertato presso la storica dimora civitanovese la presenza di Georges Bidault. Bidault è stato una figura di primo piano nella politica francese del secondo dopoguerra. Fondatore dell'MRP (Movimento Repubblicano Popolare), più volte capo del Governo tra il 1946 e il 1950. Bidalut si era battuto al tempo della crisi d'Algeria - con la Francia dilaniata dagli attentati della guerriglia - per il ritorno al potere di De Gaulle. Per poi abbandonarlo, avendolo giudicato favorevole all'indipendenza algerina. Nel maggio del 1962, Bidault costituì a Roma il comitato esecutivo del CNR (Consiglio Nazionale Resistenza). Dichiarato decaduto da parlamentare, si stabilì quale rifugiato politico in Italia. In questo periodo venne segnalata la presenza di Bidault a Villa Eugenia di Civitanova. Non essendoci un trattato di estradizione per ragioni politiche, il capo antigollista venne accompagnato quale indesiderato all'aeroporto, da cui prese il volo per la Spagna franchista. L'avvenimento, affatto secondario, segnalò la politica degli eredi Bonaparte, in questo caso il principe Luigi, di sfuttare le crisi dei poteri istituzionali francesi per tentare il ritorno ai "fasti del potere". In seguito Bidault visse in clandestinità in Germania, Portogallo, Brasile e Belgio, prima di tornare in patria nel 1968 e fondare il "Fronte Nazionale". Fin qui Villa Eugenia di Civitanova nell'ultima vicenda storica che l'ha vista protagonista. Risparmiamo i suoi anni gloriosi, che non sappiamo se a conoscenza di chi amministra Civitanova: Ciarapica (sindaco) e Gabellieri (Cultura e Turismo). Figure che certamente non rimarranno nella storia (forse nemmeno nella cronaca) che oggi preferiscono "speculare" sulla prelazione per uscire dal discorso Villa Eugenia. Dimora storica che acquisita al patrimonio pubblico costituirebbe un eccellente Polo Museale, vanto di Civitanova in Italia e nel Mondo.
  • La Lega “suona” il Flauto:
    «Offesa per i cittadini
    che ci hanno votato»

    153 - Lug 26, 2018 - 0:52 Vai al commento »
    LE STRUMENTALI INTERPRETAZIONI DI UN CIALTRONE Siccome si fa riferimento ad una persona scomparsa, il Prof. Tullio De Mauro, preciso che "non lecchino politico" si riferisce alla parola "linguista" - come risulta ad una corretta lettura del commento - e non al valoroso accademico (che è stato anche ministro della Repubblica). Chi mi attribuisce intenzioni diverse da quelle espresse (atto più che sufficiente per una querela per diffamazione, peraltro già in itinere) si dimostra oltre che "analfabeta di ritorno" (come risulterà presto da altre citazioni: più scrive più posta "panzane") anche "cialtrone". Costui non riesce a spicciacere una parola sui suoi scritti che sotto innumerevoli punti di vista "non stanno nè in cielo nè in terra". Allora non gli resta che "buttarla a ridere". Il sentimento di "pena" egli lo ha già suscitato in molti, come risulta dai post (c'è chi riscontra "neuroni sperduti"). La definizione migliore, comunque, la può trovare nella Bibbia (se il tempo continuamnte impiegato ad offendere su CM glielo consente): "Il riso abbonda sulla bocca degli stolti"!
    154 - Lug 25, 2018 - 23:10 Vai al commento »
    LE FIGURACCE DELL'UOMO CHE NON CONOSCEVA TROPPO "Consiglio comunque a lei di informarsi meglio su certe cose, storie e dati, come cerco di fare il più possibile sempre io...". Ottimi propositi quelli manifestati dal lettore, peccato che non corrispondano alla realtà delle cose, nella quale rimedia spesso figure da "peracottaro" (nella brodaglia di pera), leggiamo: "Mah, finora la storia mi aveva insegnato che c'erano stati partigiani 'comunisti', 'socialisti', 'democristiani', 'liberali', 'repubblicani' e partigiani con le stellette, ma che ci fossero stati anche 'partigiani a prescindere' non mi risultava...". In questo scritto si mostrano evidenti limiti di conoscenza dell'etimologia delle parole e del loro uso. Bastava la consultazione on-line del prestigioso Vocabolario Treccani, per evitare tali figuracce da "sprovveduto". Il Dizionario citato riporta alla voce "Partigiano", come prima definizione: "Chi parteggia, chi si schiera da una determinata parte, chi aderisce ad un partito, sostenendone le idee, seguendone le direttive, per lo più con uno spirito fazioso e settario...". Le conclusioni, a questo proposito, sono due: abbiamo a che fare con un soggetto che ha frequentato a malapena la "scuola dell'obbligo" o con un "analfabeta di ritorno". Problema di cui si occupò il linguista (studioso della lingua, non "lecchino politico"), Tullio De Mauro. Leggiamo la definizione, informarsi come suggerisce il commentatore non guasta mai: "L'analfabetismo di ritorno è quel fenomeno attraverso il quale un individuo che abbia assimilato nel normale percorso scolastico di alfabetizzazione conoscenze necessarie alla scrittura e alla lettura, perde nel tempo quelle stesse competenze a causa del mancato esercizio di quanto imparato". Ne consegue che stare a dissertare della messa in scena del "Flauto magico" di Amadeus Mozart con soggetti al livello descritto (per di più con la mente imbevuta di propaganda politica, che possiamo ben definire: "partigiana a prescindere") è tempo perso. Si diceva una volta: "è come fare a cappellate con i passeri" oppure "è come correre dietro a una lepre"! Pasquale
  • Popsophia si riprende Civitanova:
    Ammanniti e il realismo magico,
    quando un sogno diventa miracolo

    155 - Lug 21, 2018 - 11:26 Vai al commento »
    QUELLA VOLTA CHE CRISTO MORI' DI FREDDO! Che significa "confermare il commento precedente", ammettere di aver postato una "fesseria" ed esserne contento? Benedetta ignoranza! La verità storica sentenzia che il Pci fu fondato nel 1921 da Antonio Gramsci e che a quell'epoca Stalin (di cui secondo qualcuno sarebbe una "creatura" non era alla guida del comunismo russo ed internazionale). Storicamente confermare il commento è come sostenere che "Cristo è morto di freddo!". Correttezza, qualità rara per certe figure del web, avrebbe voluto si fosse ammesso la topica colossale. In modo più plebeo, così certe orecchie intendono, che la si è "fatta fuori dal vaso". Quanto al giudicare attribuito a "sinistri nostrani" (iscritti d'ufficio a tale categoria?) senza voler subire critiche, la questione è ben diversa e non si svolge sul terreno del confronto civile. Ad ogni commento, come si può verificare - l'azione è iniziata senza essere stata provocata - scatta automatico l'insulto. Perciò un legale è stato incaricato di verificare, con un contatto diretto, ognuna delle tre ipotesi. Se il soggetto che tiene tale comportamento è "mosso da qualcuno" che non gradisce i commenti, se egli ha subito un torto di cui vuole rivalersi in rete (ma non conosce la persona che offende). In ultimo se tale personaggio vive patologie "ossessivìe" per cui sceglie sul web persone da insultare. Qualora il tentativo di dialogo non avesse successo, si passerebbe alla querela diretta. La situazione non è più tollerabile, diffide inequivocabili sono state rivolte, le ingiurie proseguono, è tempo di agire legalmente.
    156 - Lug 21, 2018 - 1:28 Vai al commento »
    LA STORIA INTERNAZIONALE SECONDO "NOANTRI" "Ma chi si definisce comunista ma non stalinista (o magari comunista italiano, come se il Pci non fosse una 'creatura' di Stalin) lo sa che il comunismo...". Alla luce della serie di "castronerie" e di falsi storici ammassati in appena tre righe, si domanda: 1) In quale anno fu fondato il Pci? 2) Chi era a capo del comunismo russo in quel periodo? 3) Chi ha fondato il Pci al congresso di Livorno? 4) Qual è il pensatore politico italiano, ancora attualmente, più letto nel mondo? 5) Chi è l'autore degli "sproloqui" virgolettati? I lettori (siamo nella pagina della cultura) che forniranno risposta esatta a tutte le domande, riceveranno in premio un abbonamento all'Almanacco di Paperino. Da tale albo, probabilmente, sono tratte le informazioni fornite nella parte virgolettata. "Conoscere per deliberare" titolava una sua opera l'ex presidente della Repubblica, Luigi Einaudi. Ma qui si preferisce navigare nell'ignoranza e si tenta di "affogare" i lettori nel mare della propaganda!
    157 - Lug 20, 2018 - 16:38 Vai al commento »
    FESTIVAL DI PIAZZA E FESTIVAL DI PALAZZO Mentre si tengono festival nelle piazze civitanovesi, altri sono in corso tutti interni al Palazzo. Importante, vorrei dire a Micucci, commentare la vita amministrativa cittadina da uomini liberi non legati ad alcun carro o potentato politico. Mentre il web è invaso da "utlili idioti" (secondo la definizione togliattiana) che seguono i potenti di turno come fedeli cagnolini. Alcuni di loro (quando il livello cognitivo è basso) si beano pure del ruolo che svolgono! Tornando ai festival di Palazzo, fatti di poltrone, occorre dare conto (CM in questo caso ha preso giornalisticamente "buca") delle dimissioni che hanno decapitato i vertici delle aziende partecipate. Dimissioni dell'intero CdA dell'Atac, tranne del vice presidente Brini. Quest'ultimo è stato condannato in primo grado per peculato (spese sostunute in Regione quando era consigliere). La tecnica sembra quella sperimentata con il CdA dei Teatri, dimissioni dei componenti per poi rinominare gli stessi senza un elemento. Per i Teatri la presidente, Squadroni (per ragioni politiche, non giudiziarie) e per l'Atac si diceva Brini. Con la differenza che per i Teatri i consiglieri, appartenenti alla lista Vince Civitanova, furono sottoposti a quanto pare a una "lavata di capo" per aver sottoscritto un documento a favore della presidente. Tutti rinominati nel CdA, ridotto nel numero dei componenti, con uno di loro nella carica di presidente. Quanto al sostituto di Brini all'Atac circola il nome del consigliere Perugini del gruppo consiliare Liberamente. Sembra poco per quest'ultimo che dispone di 4 consiglieri e che pare puntasse ad un aseessore o almeno alla presidenza del Consiglio comunale. Comunque con la "rimozione" di Brini, risolto in parte il problema Liberamente, si aprirebbe un fronte con Forza Italia. Come accadde all'atto della nomina di presidente del Consiglio: candidato della maggioranza Morresi, rischiò di essere eletto Baioni (FI), votato dalle opposizioni. Dimissioni anche al vertice di un altra partecipata, Civitas, dove se n'è andato il presidente Mobili (ufficialmente per motivi di salute), restano in carica due consiglieri. Si ricorderà Mobili per aver guidato il Comitato contro il "Crematorio" al Cimitero della Città Alta. Civitas come noto è interassata da un'indagine di Procura e Corte dei Conti per 500 mila euro (non bruscolini) di tasse sui rifiuti non pagate dall'Asur (Ospedale di Civitanova). Si preannuncia un autunno bollente per l'Amministrazione Ciarapica e in molti civitanovesi prevedono che non arrivi al termine del mandato, per la disperazione dei vari "servi sciocchi" della rete.
    158 - Lug 19, 2018 - 16:55 Vai al commento »
    CIVITANOVA, MANIFESTAZIONI ESTIVE E SPESE ALLEGRE Ritorna dopo 6 anni il festival Popsophia, perdendo parte delle sue caratteristiche principali. Programma presentato in forte ritardo, a pochi giorni dall'anteprima, nell'impossibilità perciò di una condivisione con le agenzie culturali cittadine e di una efficace promozione. In questo esso ricalca il festival Futura del riconfermato presidente Amat (terzo mandato "bulgaro"), Troli. Di quest'ultima rassegna il Comune ha rinnovato il marchio (e i civitanovesi pagano!) senza realizzarla nel suo contesto naturale. Popsophia, altra differenza con il passato, si svolge nell'arco di soli 4 giorni, più anteprima. Nel pezzo non si fa parola dell'annunciata conclusione del 10 agosto. A dispetto dei pochi giorni di svolgimento (in passato Popsophia - l'organizzazione aveva meno impegni sul territorio regionale - copriva i weekend di un intero mese) sostanziosa è la spesa: si parla di 170 mila euro. A cui vanno aggiunti i 20 mila euro per "Di sole e d'azzurro" (per il "solstizio d'estate", a Civitanova procrastinato al 1° luglio). Difficile parlare di ritorno economico, con la Città Alta, parziale location del festival, con problemi di viabilità (accessi chiusi per lavori ecc.). Il record assoluto delle spese estive del Comune (di ogni tempo a Civitanova, per uno spettacolo in piazza) se lo aggiudica Deejay Time, la reunion dei conduttori della omonima radio: 66 mila euro in un colpo solo! La Giunta ha deliberato tale somma, pagabile data la sua rilevanza ratealmente. Non si capisce come per un evento di tale richiamo nessuno abbia pensato all'intervento di sponsor privati, per coprire parte delle spese. Deejay Time si è tenuto a Civitanova in passato, con spese molto inferiori, in larga parte sostenute da sponsor. Tutto ciò mentre il Teatro di Comunità, che porta avanti una lodevole iniziativa sociale, si è dovuto arrangiare, poichè il Comune non ha concesso neppure 1 euro! Ne erano stati promessi 5 mila (poi ridotti a 3 mila) e fissata la data del 22 luglio. L'assessore Gabellieri ha comunicato con sms la soppressione (le pareva pure troppo, dato che l'evento "non figura causa budget nel cartellone estivo"). Solo dopo un post del responsabile del Teatro di Comunità, Di Stefano, l'assessora ha telefonato, rimproverandolo di averle "rovinato la giornata" (sic!). Modalità di comunicazione dell'assessora già note (il consiglio comunale mostra insofferenza, anche nei gruppi di maggioranza), deleterie per un pubblico amministratore. Dopo le critiche dell'opposizione, la Gabellieri ha tentato di "buttarla in politica" rimproverando la precedente Giunta di avere sospeso l'evento per 2 anni. Ci ha pensato la presidente dell'Anmic (originaria promotrice del Teatro di Comunità), l'ex sindaco di Macerata Menghi, a smentire sonoramente l'assessora "intoccabile". I fondi per alcune iniziative (anche discutibili) si trovano eccome, per altre radicate in città vengono tolti. La stessa Gabellieri ha condiviso in Giunta, di cui fa parte, la spesa di oltre 1.000 euro per la pergamena dei presidenti del consiglio comunale, per onorare Vastaroli, Borroni, Angelini e quanti hanno ricoperto quell'incarico istituzionale.
  • «Giunta e consiglieri pubblichino
    la loro situazione giudiziaria»:
    la maggioranza dice no

    159 - Lug 7, 2018 - 0:36 Vai al commento »
    CASELLARI GIUDIZIALI, COMINCI IL SINDACO! Caspita si è mobilitata tutta la grancassa della destra civitanovese! Quanti pollici, mai visti in calce ad altri articoli, non si sentiranno costoro muovere la terra sotto i piedi? Lasciamo perdere i post di qualche "sempliciotto" incapace di articolare pensieri concreti che circola sempre swul web. Veniamo, invece, alle considerazioni, addirittura citazioni di leggi spesso non confacenti, condite con deduzioni personali (di chi non ha cultura giuridica) che non spostano i termini del problema. Si ha un bel dire di non avere "simpatie politiche" quando ci si candida con la destra e si postano abitualmente commenti sulla linea dell'attuale Amministrazione. Non giustifica il diniego alla visibilità dei Casellari, la considerazione che precedenti Amministrazioni non abbiano provveduto. Basta con lo scaricabarile sul passato, pratica politica sin troppo desueta. Guardiamo al presente e al fatto che la mozione sui Casellari giudiziali degli Amministratori è stata respinta. Si dice che in una famiglia il capo di casa debba dare l'esempio ai componenti. Cominci allora il Sindaco, capo della Amministrazione comunale, a rendere pubblica la sua "posizione giudiziaria". Compia un atto di generosità e trasparenza verso i cittadini e pubblichi, per primo, sul sito del Comune il proprio Casellario giudiziale. Vedrete che di fronte alla prova dei fatti i contrasti spariranno. Ciò oltre supposti controlli a monte che qualcuno sbandiera per tenere calmi gli elettori. I citati frequenti arresti per corruzione sono frutto di fascicoli di indagine aperti delle Procure non altro. Da domani comincerò a controllare se la richiesta ha avuto corso sul sito del Comune, in caso contrario non cambierà la mia posizione nei confronti di questa Amministrazione. Non sono legato a nessuna "cerchia politica" e continuerò a postare liberamente ciò che penso. La mia posizione, si ricorderà, è stata molto critica con la Giunta Corvatta e lo sarà con l'attuale Amministrazione quando gli atti compiuti consiglieranno di farlo. Lezioni di equilibrio dispensate da chi si dimostra "partigiano a prescindere" non sono accette.
    160 - Lug 6, 2018 - 17:40 Vai al commento »
    SE TUTTO E' CHIARO, FUORI TUTTI I CASELLARI! Se come sostiene il Prof. Castellucci la situazione giudiziaria degli Amministratori è "chiara e lampante" perchè gli stessi (tutti) non approvano in Consiglio Comunale la mozione che chiede di rendere pubblici i Casellari giudiziali? L'esperienza insegna che, oltre le "simpatie di parte" , sono entrati ai massimi livelli, mi riferisco agli organi Parlamentari, dei condannati. Perciò l'opposizione, che ha presentato la mozione sulla "trasparenza", faccia il suo dovere e vada avanti. Finchè non sia fatta piena chiarezza sull'argomento e vengano rese pubbliche le situazioni giudiziarie di chi amministra Civitanova (in Giunta e Consiglio). E' una battaglia di civiltà e rigore politico, che ha la dignità di essere combattuta e vinta! Citazioni di legge associate ad interpretazioni soggettive (subito approvate da affezionati della maggioranza e del pollice) non servono, ci vogliono i fatti! I fatti che fugano ogni dubbio sono i Casellari giudiziali visibili e pubblicati sul sito del Comune. "Carta canta, verba volant" recita una massima latina. "Carta" è quella delle situazioni giudiziarie visibili subito, senza nascondersi dietro un voto di Consiglio!
    161 - Lug 6, 2018 - 1:18 Vai al commento »
    AMMINISTRAZIONE COMUNALE E CASELLARI NEGATI La questione, oltre le tante "pippe" di chi posta per partito preso (i pollici rossi/neri dimostrano che il post iniziale ha toccato nel segno!), è seria e semplice nella compresione. L'opposizione - non è noto se per sospetti maturati verso qualcuno oppure per sola trasparenza - chiede che tutti (Giunta e consiglieri comunali) rendano pubblici i rispettivi Casellari giudiziali. La maggioranza che esprime la Giunta nega tale possibilità. Perchè lo fa, solo perchè la legge non lo prevede? Un pubblico amministratore dovrebbe fare come un comune cittadino: mostrare subito, a richiesta, la propria situazione giudiziaria. Ne vale la sua permanenza nell'Amministrazione della città! Mostrarla senza tentennamenti, altrimenti il sospetto rimane. L'opposizione, a questo punto, non si deve fermare al voto contrario della maggioranza (compatta). Deve proseguire determinata e senza dubbi per la strada intrapresa. "Qui si parra la tua nobilitate", vergava il sommo poeta. Deve inondare la città di manifesti e "vele" (come fece l'allora opoosizione sulla vicenda Civita Park). Porre la "situazione giudiziaria" (la certificazione della "limpidezza morale") di chi amministra al centro del dibattito politico. Mantenere alta la guardia finchè i Casellari non saranno depositati sul tavolo e i cittadini possano controllare "rispettabilità e onore" di chi li guida. Come prevede un articolo della nostra Costituzione. Altrimenti si dimostrerà - come in altre occasioni - un'opposizione non all'altezza, incapace di condurre battaglie di trasparenza e chiarezza, a vantaggio dei cittadini. Le restanti sono "chiacchiere pelose" di chi vuole distrarre l'attenzione oppure persegue altri fini.
    162 - Lug 5, 2018 - 19:12 Vai al commento »
    POST SU QUOTIDIANI ON-LINE E OFFESE PERSONALI "Excusatio non petita, accusatio manifesta" ("Scusa non richiesta, accusa manifesta", per chi non conoscesse il latino). Lungi da me fare riferimento nei miei post a commentatori che mi citano per nome (non ce ne sono altri con il mio stesso). Simile comportamento, in forma popolare, si chiama "coda di paglia", di cui il commentatore che precede pare molto ben fornito. Stia comunque costui ben attento - primo e ultimo avvertimento - alla buona creanza. Ci sono studi legali in città che scalpitano e ci vuole pochissimo ad essere portati dinanzi al Giudice di Pace per offese e diffamazione. Per cui se questo soggetto ha denaro da regalare continui pure su questo filone, oppure stia ben attento (ma molto bene) a ciò che posta nei miei confronti. Pubblicare offese personali su quotidiani on-line, ricordo, ha responsabilità penale, non assolve nascondersi dietro a una tastiera. Per cui, non tornerò più sull'argomento, come si dice popolarmente: "Uomo avvisato, mezzo salvato". Stia molto attento, le farò passare la voglia di aver iniziato a commentare su CM!
    163 - Lug 5, 2018 - 16:18 Vai al commento »
    AMMINISTRAZIONE COMUNALE ALLERGICA ALLA TRASPARENZA? "Male non fare, paura non avere", recita una vecchia massima popolare. Questa la linea che avrebbe dovuto seguire l'Amministrazione Comunale nell'approvazione della richiesta di "pubblicazione del Casellario" avanzata dall'opposizione. Se le posizioni giudiziarie, non pensiamo il contrario, sono "cristalline" non si devrebbe avere alcun timore a renderle note. "L'aura di sospetto" temuta dal consigliere di maggioranza Perugini la si ingenera bocciando la richiesta di "trasparenza", come lui ha fatto. La maggioranza invoca la legge, la stessa che chiede di rendere pubbliche le dichiarazioni fiscali e non il Casellario giudiziale, ancora più importante. Quest'ultimo dovrebbe essere condizionante per la presentazione delle candidature! La legge non è un "elastico" da tirare dalla parte verso cui fa comodo, ma va orientata ai fini di trasparenza e correttezza, tanto più per chi ha un ruolo pubblico. La legge consente di "rinunciare alla prescrizione", ma l'attuale sindaco nonostante le promesse non lo ha fatto. Anzi la sua lista, oggi decisamente sulla linea del "garantismo", per la vicenda Civita Park (come ricorda il consigliere Rossi) non esitò ad esporre striscioni con richiesta di dimissioni di Sindaco e Vice all'arrivo dell'avviso di garanzia (che non ebbe seguito). Curiosa l'ortodossa posizione pro-maggioranza del consigliere Rogani. Non si sa che fine abbia fatto la richiesta (per cui si era mosso Costamagna) di diventare "coordinatore delle partecipate". Si ha tutta l'impressione che essa ripercorra la vicenda del monumento alla cavalleria di Pollastrelli. Si mantiene la promessa per "tenere buono" il consigliere, ma con Gas Marca venduta e Farmacie accorpate all'Atac le possibilità sono poche. La legge si diceva consente ai familiari del Sindaco di partecipare a "selezioni per graduatorie" effettuate da enti comunali. Opportunità politica consiglia, per non ingenerare sospetti, che ci si astenga dal farlo. A nulla serve poi arruolare commmentatori dell'ultim'ora che, insolazioni a parte, si prodigano a postare "fesserie a raffica", tutte a favore della Giunta.
  • Max Giusti fa ridere Civitanova
    con l’elogio
    della tirchieria marchigiana (Foto)

    164 - Giu 30, 2018 - 16:34 Vai al commento »
    SPETTACOLI IN PIAZZA E "TESTA A FARFALLE" Tiziana Streppa mi ha preceduto, avrei voluto chiedere al precedente commentatore: grazie al Comune di Civitanova "de che"? L'Ente ha solo concesso il "patrocinio", l'organizzazione dell'evento è di Banca Macerata. L'istituto di credito non è nuovo nella proposta di spettacoli a Civitanova nella stagione estiva. Ha una tradizione consolidata, ricordo ad esempio la serata con il duo comico Lillo e Greg. Quando si commenta un evento, bisognerebbe informarsi del contesto, invece di tenere la "testa a farfalle"!
  • Max Giusti, Dodi Battaglia, Carolina Kostner
    per l’estate civitanovese

    165 - Giu 14, 2018 - 17:43 Vai al commento »
    ESTATE CIVITANOVESE, C'E' POCO DA SORRIDERE! Se la ridono soddisfatti Ciarapica e Gabellieri, coppia di amministratori che l'Italia ci invidia, per le manifestazioni dell'estate civitanovese. Ci fanno sapere che non ci saranno concerti in piazza, una cesura con la tradizione: chissà come saranno felici i turisti! Lo spazio sarà coperto da uno spettacolo di Civitanova Danza. Per il festival che tocca la 25ma edizione, hanno pensato di non mettere in cartellone nemmeno un appuntamento di "danza classica". Il ballerino e coreografo Cecchetti, cui la manifestazione è dedicata, si rivolterà nella tomba! Non c'è nulla da fare, Civitanova Danza non decollerà finchè si affida all'Amat. Occorre la nomina di un direttore artistico (previsto per i festival Popsophia e Futura!), come avviene per le stagioni liriche di Macerata e Pesaro. Ma è dubbio che l'assessore Gabellieri abbia competenze nella danza e voglia muoversi in tale direzione. Ritorna Popsophia, anticipata dalla serata "Di sole e d'azzurro", in occasione del solstizio d'estate. Iniziativa molto simile a "Solideo" proposta, nello stesso giorno, la scorsa estate a San Benedetto. Protagonista stavolta il giornalista Mughini, ospite nei giorni precedenti di Macerata per "Controra". Per un'organizzazione che copre l'intero territorio regionale, qualche replica è possibile. A fine serata sarà annunciato il "tema" del festival Popsophia, che si svolgerà per 4 giorni (più anteprima e chiusura) ad inizio agosto. Meno date (copriva tutti i weekend per un mese) e molto in ritardo la presentazione. Il tema dell'omologo festival di Pesaro (Vietato vietare), previsto per inizio luglio, si conosce dal dicembre 2017. Non si parla è ovvio, considerati i tempi, di collaborazione con scuole e associazioni! Rinviato il festival Futura (di cui il Comune ha rinnovato il marchio), proposto negli ultimi 5 anni. Ricorda quegli studenti che venivano "rimandati a settembre" e poi bocciati. Troli quasi lo presentiva, avendo intitolato un'edizione "Todo cambia"! Fa specie che il direttore artistico, tanto "ciarliero", sia silente sulla sua "creatura abbandonata". C'è un altro festival che sta per partire (inizio luglio): Rive di Felicetti. E' stato annunciato il tema (Lavoro, arti e mestieri) in aprile, un'anteprima, ma non se n'è saputo più nulla. Ospiterà nel proprio programma Civitanova Danza, che c'entra come i "cavoli a merenda". Questo "passa il convento" nell'estate civitanovese. L'assessore Gabellieri opera da un anno, tempo ne ha avuto, i risultati sono modesti. Il grande fotografo civitanovese Tortelli è stato celebrato ad Ancona: Gabellieri avrà associato il nome a quello dell'Ottica!
  • Ospedale unico, Ciarapica:
    «Area Montecosaro inquinata?
    Dichiarazioni incredibili di Sciapichetti»

    166 - Giu 7, 2018 - 17:37 Vai al commento »
    OSPEDALE UNICO PROVINCIALE E AREE INQUINATE A conti fatti delle quattro aree prese in esame dall'algoritmo, per la costruzione dell'Ospedale unico provinciale, la metà risultano inquinate: La Pieve e Montecosaro. Lo si sapeva benissimo in anticipo ma, come emerge dagli eventi, si è taciuto disinvoltamente. Inquinata è La Pieve (area privata), poichè una parte di essa ospitava una discarica, che non è un parco giochi. Inquinata Montecosaro (area pubblica), poichè insita nel basso bacino del Chienti, che da tempo attende una bonifica. Tutti zitti e braccio libero all'algoritmo, compresi gli amministratori regionali a cui compete la bonifica delle aree pubbliche inquinate (vero assessore all'Ambiente, Sciapichetti?). Il sindaco di Macerata, pur di non perdere l'Ospedale unico nel suo territorio, si dichiara disposto a bonificare l'area de La Pieve, la cui competenza per legge spetta al privato che ne detiene la proprietà. Tra le due opzioni, a parità di condizioni, è sempre da privilegiare Montecosaro, perciò la Regione si attivi e subito, rendendo un servizio agli amministrati, per la sospirata bonifica. I sindaci rivieraschi, compreso quello di Montecosaro che non poteva ignorare lo stato del basso bacino del Chienti (sul territorio comunale), dovrebbero muoversi in questo senso. Il primo cittadino di Civitanova, dopo essere andato "in confusione" sull'Ospedale unico (puntava a mantenere quello cittadino - che nessuno avrebbe smantellato nel frattempo - fino alla costruzione del nuovo!), si è al fine schierato (tirato per le orecchie da Silenzi) per Montecosaro. Ma Ciarapica dimentica nel suo intervento di chiedere conto (per carità di Patria?) alla "vecchia volpe" della politica nostrana di alcuni "particolari" non secondari. Intanto come mai Silenzi si è buttato "a corpo morto" sulla questione Ospedale unico, solo dopo le elezioni comunali (temeva di essere penalizzato nei consensi?), quando il tema è in ballo da due anni, da quando egli era vicesindaco. Eppoi, aspetto essenziale e non trascurabile, come mai Silenzi ha sposato la tesi Montecosaro, pur sapendo che l'area era inquinata. Egli non poteva non sapere (lo ricorda una funzionaria dell'Ente in un suo commento), poichè da presidente della Provincia "si era occupato della bonifica basso bacino del Chienti", senza venirne a capo. Attendiamo che il suo alter ego Robespierre ce lo spieghi in uno dei suoi post, inesorabilmente diretti ad "annientare" la Giunta in carica. Dimentica Silenzi, come il PD a livello nazionale (relegato a un ruolo marginale), che se gli elettori cambiano rotta è per le mancanze di chi ha amministrato. E se si perde contro Ciarapica, permettetemi, le macanze sono state imperdonabili!
  • «Gabellieri supera Silenzi
    per giochi e cotillons»

    167 - Mag 18, 2018 - 18:45 Vai al commento »
    GABELLIERI, L'INCONSISTENZA DI UNA "INTOCCABILE" L'aveva spiattellato in faccia all'ex presidente dei Teatri, Silvia Squadroni, l'assessore alla Cultura, Gabellieri: "Io sono intoccabile!". In effetti dinanzi a lei si sono "immolati", in sei mesi, due presidenti dell'azienda speciale Cultura: Centioni e Squadroni. D'altra parte, il Sindaco Ciarapica (noto per il grande bagaglio culturale) aveva definito Gabellieri: "uno dei nostri migliori assessori" (figuriamoci il resto!). Tanta sicurezza farebbe pensare a grandi capacità progettuali nel settore cultura (da giustificare i quasi 400 mila euro di variazione bilancio, approvato appena 2 mesi prima). La realtà è ben diversa, la grafologa non ha esperienza nel settore, non avendo proposto in precedenza (la si ricorda per le trasmissioni a Radio Nuova Macerata) eventi di rilievo per la comunità civitanovese. Da circa un anno, Gabellieri ricopre l'incarico di assessore, ma non si sono notate una specifica linea di politica culturale e iniziative originali rispetto al passato. Ha annunciato la prosecuzione del festival "Rive", dirottato a dispetto del nome in collina, a Civitanova Alta. Si tratta di un evento di "nicchia", con un suo costo, ma per un pubblico limitato. Come non ricordare la conclusione della scorsa edizione, nell'area portuale, con la cantante somala che si esibiva in lingua madre e il pubblico che se ne andava "a grappoli". Si parla della riproposizione del festival "Popsophia", ma siamo arrivati a metà maggio e non si sa nulla del programma (in passato veniva presentato ad inizio primavera), e non si nota il coinvolgimento di scuole e associazioni. Proseguirà anche "Futura" (è stato rinnovato il marchio), nonostante il festival di Troli non abbia mai attecchito in città. Insomma, revival e festival doppioni, ma novità di rilievo nella progettazione culturale non se ne vedono. Siamo passati da un assessore "politico" (qualità che sovente si coniuga male con Cultura) ad un assessore che non è politico e non ha esperienze nel settore, di male in peggio! Si potrebbe giustificare la consistente variazione di bilancio (rispetto a cui inizia a fare opposizione il M5S, sinora evanescente) con le qualità del presidente dei Teatri, Santori. Ma si ha l'impressione, dopo le recenti vicende, che egli (come Gabellieri "digiuno" d'esperienze culturali) sia stato nominato per "non fare ombra" all'assessore. Considetato quanto sopra esposto, i limiti evidenti sinora palesati, ci si chiede per quali motivi Gabellieri sia "intoccabile" assessore alla Cultura. In questo caso, potrebbe correre in soccorso la sagacia dell'impareggiabile Marzullo: "fatevi una domanda e datevi una risposta"!
  • Stagione lirica, Silenzi incalza:
    «Trasparenza sui costi»

    168 - Mar 27, 2018 - 23:54 Vai al commento »
    IL SILENZIOSAURO NELLA NUOVA ERA DEI MOVIMENTOS Nel secolare stivale italico che conosce la nuova Era dei Movimentos, esseri con il capo decorato di stelle, si ascolta ancora all'ora del crepuscolo il verso lamentoso del Silenziosauro. Si è perso, invece, da tempo il controcanto della fedele Francosaura. Con l'avanzare delle Ere, lo si trova in letteratura, qualche esemplare particolarmente coriaceo può sopravvivere, per brevi periodi, all'estinzione della specie. Ciò non fa altro che prolungarne la straziante agonia verso l'inesorabile trapasso... politico!
  • Gli “Amici della Rata”
    puntano ad acquistare
    i simboli del club

    169 - Feb 12, 2018 - 16:30 Vai al commento »
    LE "RISCHIOSE" STRUMENTALIZZAZIONI DI SCATTOLINI Dispiace deluderlo ancora una volta, ma non c'è nessuna contraddizione nei miei post. Scattolini pone a confronto questioni tra loro imparagonabili. Un conto è usare un linguaggio "forte" (non credo, comunque, di averlo invitato a fare un soggiorno in "provincia di glutei"). Un altro è riferirsi, come fa Scattolini, alla "professionalità" altrui. Allo scopo di "non darla vinta" (sono parole sue) - tentando di "tappare la bocca" - a chi critica apertamente le sue opinioni. Per di più in un contesto, come quello calcistico, che nulla c'entra con gli "impegni" personali. Se Scattolini pensa di proseguire sul terreno della "professionalità", s'accomodi, ma sappia (la diffida è rivolta anche alla direzione di CM) che l'aspetta la notifica di querela a domicilio. Tanto più che non mi sono mai sognato, nè permesso, nei miei commenti - mostrando rigore morale e serietà personale - di riferirmi all'impegno di "consulente finanziario" di Scattolini. Se ho ripreso a commentare su CM, dopo una prima rinuncia (non cerco "notorietà" su un quotidiano locale, nè sono percorso da tali pensieri "contorti"), è per riaffermare il "diritto di opinione" (apprezzato da molti lettori). Contro ogni "desiderio" (neanche troppo nascosto, di soggetti fortemente "egocentrici") di mettere la sordina al dissenso. Oltretutto Scattolini - oltre gli "ipocriti" e inutili elogi - non mostra neanche "intelligenza giornalistica". In un Paese in cui la cultura si tiene distante dallo sport, un intellettuale che scrive di calcio dovrebbe essere apprezzato e non mortificato, come egli tenta di fare!
    170 - Feb 11, 2018 - 12:42 Vai al commento »
    LE MAGAGNE DEL "GLORIOSO" SCATTOLINI Bisogna riconoscere che i miei commenti un successo l'hanno avuto: quello di far prendere coscienza a Scattolini delle drammatiche vicende maceratesi. Lui, chiuso nel suo "mondo biancorosso", impegnato a pubblicare "non notizie" sul futuro della Rata, che non aveva adeguatamente "considerato" la pericolosità degli accadimenti. Per il resto le sue "magagne" sono le solite: un esperto cronista insofferente alle critiche e "depositario della verità" poco incline al confronto. Tenta di parare i colpi attaccando l'avversario, cui butta addosso l'eccessivo "spirito polemico" e un supposto "anonimato". Non valutando se per i commentatori la "notorietà" sia un valore (come capita a lui, con il suo smisurato "narcisismo"). Non si comprende peraltro quale notorietà possa vantare Scattolini, con una rubrica calcistica che per i temi trattati può interessare un pubblico che va dal Musone al Chienti. Figuriamoci adesso che la Rata è scomparsa e non ha prospettive di rinascita! Se poi le sue ricerche internet mirassero a confutare la mia "impegnativa" professionalità in ambito culturale, lo invito subito a desistere. Poichè sarebbe la strada giusta per finire davanti al giudice di pace! Ricordo a suo beneficio che la mia esperienza nel settore data 1979 (40 anni), quando ventenne venni nominato nel CdA dei Teatri di Civitanova. Sono seguite presidenze di CdA e consulenze assessorili presso enti pubblici, innumerevoli convegni (di rilievo nazionale), pubblicazioni e molto altro. Il ruolo di intellettuale concede il privilegio di conoscere (Scattolini, fuori da questo mondo, dovrebbe essere contento di avere tali lettori) la produzione letteraria. Di scrittori e poeti interpreti del proprio tempo, alcune volte anche "anticipatori". Sembra il caso di Trilussa (poeta in dialetto romanesco: speriamo che Scattolini non lo giudichi "anonimo"). Un suo celebre sonetto sembra dedicato al "cantore della Rata", a cui lo inoltro: "La lumachella de la Vanagloria/ch'era strisciata sopra un obelisco/guardò la bava e disse: Già capisco/che lascerò un'impronta ne la Storia". Cordiali saluti
    171 - Feb 7, 2018 - 20:52 Vai al commento »
    SCATTOLINI, PRIGIONIERO DEL "BUNKER" BIANCOROSSO? Credo, obiettivamente, che lo sforzo più grande sia - come fa Scattolini - di vivere in una città "blindata" (qual è Macerata attualmente) e non accorgersene. Che fa, "il cantore della defunta Rata", non esce di casa e impiega il tempo a ripassare la "storia biancorossa"? Egli arriva addirittura a scrivere, rileggiamo: "colloqui (per la cessione di un titolo sportivo, ndr) che avrebbero già dovuto invece impegnare l'avvocato Carancini (il titolo, nella "logica" di Scattolini, precede sempre il nome!) ed i due imprenditori interessati". Come se a Macerata, che vive il momento più drammatico della sua storia democratica, i pensieri del primo cittadino dovessero essere impegnati nel risolvere i problemi dei "seguaci del calcio"! Comportamenti, come quelli dell'ex "vate biancorosso", che potrebbero essere prodotti dal sentirsi ronzare in testa solo due parole: "pallò, pallò!". Forse è esagerato parlare di "irresponsabilità", ma non dedicare nemmeno un "passaggio" ai drammatici eventi accaduti a Macerata (anche in una rubrica sportiva) è gravissimo! Più grave ancora quando c'è qualcuno che ti mette sull'avviso, come abbiamo tentato di fare, e ignorarlo completamente. C'è un detto che sentenzia: "non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire", è il caso di Scattolini? Egli replica buttandola "a ridere" (bontà sua!), con l'assurda pretesa di assegnare la patente di "anonimo". Proprio Scattolini che mette il commento alle vicende (ora inestenti) di una squadra di provincia tra le sue occupazioni principali. Il che, com'è ovvio, assegna proprio a lui la patente di "provincialotto". Più "anonimo" di così si muore!
    172 - Feb 7, 2018 - 16:59 Vai al commento »
    IL DRAMMA DI MACERATA E I "PENSIERI" DI SCATTOLINI Su Macerata si sono concentrate e sono esplose - come riportano le cronache recenti - gravissime "emergenze nazionali". Che vanno dalle tossicodipendenze allo spaccio di stupefacenti. Dalla criminalità della immigrazione irregolare all'intolleranza xenofoba, a forme di "risorgente" fascismo. Il tutto ha portato alla morte e allo "smembramento" di una ragazza 18enne, e alla sparatoria contro persone di colore per Macerata e località limitrofe. Con la conseguenza di 6 feriti, ma l'azione avrebbe potuto comportare una "strage". Capi d'accusa che coinvolgono un giovane maceratese, infatuato di idee "nazi-fasciste", già candidato (e parte del servizio d'ordine, sembra) della Lega di Salvini. In questa drammatica situazione per la "sua" Macerata - che imporrebbe altra presa di coscienza - in cosa sono impegnati i "pensieri" di Scattolini? E' chiaro: nella rinascita della "beneamata" Rata. Tra parentisi è da un pò di tempo che della società di calcio è stato dichiarato il "fallimento" da parte del Tribunale. Sono a disposizione "nome e colori sociali" ma - a testimonianza dell'interesse dei "pistacoppi" - nessuno li acquista. L'associzione degli "amici" rimanda il discorso alla prossima assemblea, "campa cavallo...". Scattolini scrive di questo e delle "fasulle" probabilità che ipotetici imprenditori facciano risorgere la Rata. Continua, imperterrito, a pubblicare "non notizie", argomenta sul "nulla" (con pochi lettori e penuria di commenti). A parte l'affezionato lettore Ferramondo, sono rimasti ben pochi a interloquire con Scattolini. Se, come evidente, il "cantore della defunta Rata" senza calcio domenicale non può stare, un rimedio ci sarebbe (lo consigliamo!). Acquisti una bella confezione di "Subbuteo", schieri sul terreno di gioco la "beneamata" Rata, contro che so Parma o Venezia (come ai vecchi tempi della Lega Pro). In quel contesto riscirà a rivedere in campo i colori "biancorossi", che magari prevarranno sugli avversari con sua somma soddisfazione. Evitando di "stressare" i lettori di CM, i cui pensieri responsabilmente sono occupati da problemi più seri (per loro e Macerata).
  • Liste Pd, Belvederesi risponde alla Franco:
    «Corradini, Morgoni e Manzi ottime scelte»

    173 - Gen 29, 2018 - 19:06 Vai al commento »
    MIRELLA FRANCO: "ESCO DAL PD, ANZI RIMANGO" Dura appena una notte l'annunciata "uscita dal partito" di Mirella Franco, componente del direttivo provinciale PD e consigliere comunale a Civitanova. Le parole del post della Franco erano più che chiare, inequivocabili, rileggiamole: "Lascio questo partito (scritto tutto maiuscolo, ndr) nel quale i miei ideali e la mia stessa idea di partito non sono assolutamente rappresentati. E' per me una scelta dolorosa...". In altri passi del post, per esigenza di chiarezza, la Franco precisa i motivi della scelta: considera la decisione della Direzione Nazionale "un gravissimo atto di prepotenza, arroganza e totale disprezzo per gli Organismi locali". Direzione nazionale che, aggiunge la Franco: "non con un lanciafiamme, ma con un carrarmato, ha calpestato totalmente i ragionamenti scaturiti dagli Organismi locali e ha concesso l'en plein ai 'morgoniani'". Nelle ultime parole "la lingua batte dove il dente duole"! Non è chiaro se la Franco si sia resa conto - o lo voglia nascondere - a quale tipo di operazione ha partecipato con il congresso provinciale e con le decisioni dell'organo dirigente scaturito. L'intento, fin troppo palese, era quello di "fare fuori" la componente "renziana", facente riferimento al Sen. Morgoni (che la linea del segretario ha sempre condiviso, non a posteriori per necessità). Questa componente ha tentato sino all'ultimo un dialogo, disponibile a candidature condivise: è stata opposta la "blindatura" del segretario Vitali. Ne è la riprova che le candidature Morgoni (senatore uscente) e Corradini (ex rettore Unicam) non sono stare ritenute degne di essere "messe in votazione". Quindi, cancellazione senza ragione dalle liste della componente "renziana" (40% del partito), all'anima della democrazia! L'en plein, a cui la Franco fa riferimento, semmai l'hanno tentato avventatamente gli ex bersaniani! Renzi a Roma ha rimesso a posto le cose e riportato "equilibrio" nel PD marchigiano. Sono tornate le candidature di Morgoni e Corradini e sono state confermate quelle di Comi e Manzi. Giannini è rimasta fuori: probabilmente per problemi che "altre questioni" che potrebbero creare. Tornando alla decisione di Mirella Franco di "lasciare il partito" - inequivocabile, come si è letto - ora torna in discussione. La attribuisce ad uno "sfogo" nottuno, al mattino a "mente fredda" (o per la telefonata di qualcuno?) dichiara di "sospendersi". Con il nuovo giorno, troviamo un'altra Franco, scrive: "prendo una pausa di riflessione". Non solo, aggiunge addirittura: "sosterrò da iscritto (non se n'era andata?) i "candidati nel territorio" (se non gli andavano bene?). Comportamenti che lasciano interdetti e fanno interrogare sul "senso di responsabilità politica" di un soggetto - aspramente impegnato a "fare la morale" politica - da due legislature tra gli amministratori di Civitanova. E' quanto mai urgente che i "renziani", omogenei alla guida nazionale del PD (l'appello è alla Belvederesi, visto che interviene), prendano in mano il partito a Civitanova. Dicendo basta agli ex bersaniani (Silenzi e i suoi) che restano nel partito per esigenze meramente "tattiche", salvo poi "scarrellare" come nel caso della Mirella, Franco.
  • Esclusione Giannini, la Franco lascia il Pd:
    «Un carrarmato contro la democrazia
    Calpestati per favorire i morgoniani»

    174 - Gen 29, 2018 - 0:28 Vai al commento »
    MIRELLA FRANCO LASCIA IL PD, SILENZI RIMANE? Terminata la "maratona" delle candidature, al Largo del Nazareno sale la preoccupazione per l'addio al partito di Mirella Franco. Fuori dallo scherzo, brilla poco la "stella" della logopedista pugliese nel PD di Civitanova. Poco più di una consiliatura (durante la quale è anche stata segretaria di circolo), lasciando il partito con due rappresentanti in Consiglio Comunale. Pochi per le speranze di Silenzi - impegnato in un'opposizione a "testa bassa" (su tutto e contro tutto) - di "mandare a casa" Cirapica prima della scadenza. Poichè alle Comunali del 2022 per lui, allora ultrasettantenne, non ci sarebbe spazio (se non per il tresette al circolo anziani). Silenzi con la ufficilizzazione delle liste, tocca il punto più basso della carriera politica. La candidatura della "pupilla" Giannini è stata "cassata" dal segretario PD Renzi. L'influenza di Silenzi è ormai ridotta al livello "paesano": finito il tempo in cui portava a Roma figure "sponsorizzate" (come la Mariani, ora con Bersani nell'MdP). E dire che la "partita" Giulio se l'era "giocata bene", ad iniziare dal congresso provincile PD (se non vogliamo risalire alla vittoria di Ceriscioli in Regione). Assise "blindata" da parte degli ex bersaniani (come Silenzi) o renziani in "soccorso al vincitore" (citazione di Flaiano). Emarginazione dei "renziani" da sempre, come il Sen. Morgoni, nessun dialogo e nessuna mediazione. Fino alla "pantomima" di un direttivo provinciale blindato su tre candidature: Comi, Manzi e Giannini (fatta votare anche dai direttivi PD di Fermo e Ascoli). Un senatore uscente (Morgoni) e un ex rettore (Corradini) esclusi dal confronto con il voto dell'organo dirigente. Il direttivo regionale (segretario Comi), raggiunto lo scopo di candidature in contesti "sicuri", ha solo ratificato. Ma tutti non avevano fatto i conti con il "lanciafiamme" (non a caso si parla di "partito di Renzi"), che ha scombussolato i piani. Dentro Corradini (uninominale Camera, Macerata-Osimo) e Morgoni (proporzionale Camera, Marche Sud). Comi collocato al secondo posto, proporzionale Camera Marche Nord e Manzi, sempre secondo posto, proporzionale Senato. La Giannini (che ambiva al Senato, collegio Fermo-Ascoli), eliminata, ha dichiarato: "m'inchino al partito". Cadrà in piedi, continuando a percepire il "lauto compenso" da consulente economica del Governatore. Per il futuro (esclusa l'ipotesi del Parlamento) cominci a progettare un impegno di lavoro. Sconfessione, quindi, da parte della direzione nazionale PD, degli organi dirigenti regionali, i cui responsabili dovrebbero dimettersi. Insieme al Governatore Ceriscioli (prima avversario e poi amico "compiacente" del segretario Comi), che le candidature bocciate ha sostenuto, fino ad attaccare le decisioni nazionali. Silenzi, dopo che la fedelissima Franco ha abbandonato il partito, resterà nel PD? La "prudenza" (come per la ricandidatura di Corvatta) gli è stata "cattiva consigliera". Nel "salto della quaglia" da Bersani a Renzi si è fermato a metà del guado (Orlando): l'avesse completato (dal suo punto di vista) forse avrebbe avuto maggior fortuna. Ora a Silenzi, battuto, non resta che "chiudere il libro"!
  • Pd, la direzione regionale
    conferma i candidati:
    30mila euro per il “posto sicuro”

    175 - Gen 24, 2018 - 18:30 Vai al commento »
    PD, UN PARTITO PER RICCHI? Costa caro candidarsi ed essere eletti nel PD: spese per la campagna elettorale e lauto "compenso" (30 mila euro) nel caso si arrivi in Parlamento. La definitiva "americanizzazione" di un partito (nel nostro Paese scimmiotta la peggiore tradizione di Forza Italia), divenuto ormai riferimento di una "elite privilegiata". Chi ha idee valide per il futuro del Paese ma non soldi da "investire" resta a casa, nell'alveo del "dettato costituzionale" (sic!). Che il PD abbia ormai poco a che spartire con i "ceti popolari" è cosa nota: nelle grandi città (vedi Roma, la "storica" Bologna ecc.) essi votano stabilmente il M5S. Nell'elenco di candidati indicati dalle direzioni provinciali (e semplicemente ratificato dal direttivo regionale) non c'è spazio per la "società civile". Un suo autorevole rappresentante, l'ex rettore di Unicam (legato ai territori colpiti dal terremoto), Prof. Corradini, non è neppure stato preso in considerazione. Così come è stato negato il confronto con il voto della direzione al senatore uscente Morgoni, mentre è stata confermata (non si comprende per quali meriti) la deputata Manzi. Velo pietoso sulla "lista parallela" di 10 candidati, "secretata", che richiama associazioni nemiche della "trasparenza". Nemmeno a parlarne di "primarie", per consultare gli elettori, che invece si erano tenute alle precedenti Politiche. Il segretario Renzi che deve le proprie "fortune" alle primarie, dopo i ripetuti "rovesci" elettorali, comincia a temere tale "strumento". La ricostruzione più esilarante dell'esito della direzione provinciale, è quella fornita da un "bollettino di parrocchia" del PD civitanovese, dove si legge: "Per quanto riguarda una rappresentanza del territorio ferito dal terremoto, una candidatura autorevole può essere quella del segretario regionale Francesco Comi". Parole e musica di esponenti di un partito che in passato ha sempre "fatto la guerra" politicamente a Comi (candidatura contrapposta della Giannini alla Regione) e ora ci va a "braccetto", per evidenti "interessi elettorali". "Rappresentante del territorio ferito dal terremoto" riferito a Comi è davvero grossa (si dovrebbero spiegare le sue "alte benemerenze" in tale contesto). Ciò che invece chiarisce lo "scarso collegamento" di Comi con quel territorio è la "sonora batosta" rimediata (per mano di Pezzanesi) nell'elezione diretta a sindaco di Tolentino. La Giannini (insieme ad una cinquantina di ex consiglieri) rischia il rinvio a giudizio per il caso "spese facili" in Regione, riaperto dalla Cassazione. Volete che il PD, candidato ad occupare il gradino più basso alle elezioni, si faccia scrupoli?
  • Il Pd indica Comi, Giannini e Manzi:
    renziani senza voce in capitolo

    176 - Gen 23, 2018 - 17:41 Vai al commento »
    PD, PARTITO DEL "GATTOPARDO"? Il PD dovrebbe abbandonare il suo simbolo, piuttosto anonimo (ricorda quello del vecchio PLI) per assumere lo stemma del Principe di Salina. A quanto pare, quel partito è popolato (vedasi le possibili candidature al Parlamento) da esemplari di "gattopardo". Tutti i candidati in pectore provengono dalla corrente bersaniana (chissà che ne penserà l'ex segretario PD, uscito dal partito). Uno di loro, Comi, ha indossato la "casacca" renziana (corrente Franceschini) alla vigilia del ballottaggio, decisivo per la guida del PD (con risultato scontato), Bersani-Renzi. Bisogna ricordare che Comi - dipendente della Provincia, tra i primi ad essere trasferito alla Regione - iniziò l'attività politica a fianco di Calzolaio, nella corrente "ingraiana" del PDS. Comi - eletto segretario regionale PD senza avversari (la minoranza si astenne dal voto alle primarie) - vanta quale fiore all'occhiello la sconfitta da candidato-sindaco nella sua Tolentino. Città insignita al "valore della Resistenza" consegnata, per merito suo, alla Destra (non si ricordano esperienze precedenti), poi riconfermata. Altra bersaniana, "convertita al renzismo", la Giannini che dopo due mandati in Regione (ultimo quale assessore) non è stata - come da statuto del partito - ripresentata. Dopo le elezioni - aveva sostenuto in modo determinante Ceriscioli alle primarie del Centro-sinistra (contro il maceratese Marcolini, con cui sedeva in Giunta regionale) - è stata fatta rientrare con l'oneroso incarico (50 mila euro annui) di "consulente economico" del Governatore. Da notare che Giannini è diplomata ragioniera, professione non esercitata per dedicarsi alla politica. Nessun intervento al riguardo di Silenzi, che a Civitanova reclama "curriculum" a destra e a manca! Dalla corrente Bersani proviene anche la deputata Manzi, segretaria verbalizzante della commissione Cultura. Non si registrano negli atti parlamentari sue iniziative da rimanere a "futura memoria". Unica esperienza politica precedente della Manzi - anche lei dipendente della Provincia - quella di assessore Comunale a Macerata. I "pistacoppi" non si strapparono le vesti quando abbandonò l'incarico. Speriamo non si siano "toccati", come quando da assessore ebbe l'idea - che ancora tutti ricordano - di organizzare il raduno dei "carri funebri", nella piazza della Libertà vuota. I candidati della minoranza (40% del partito) non sono stati "ammessi al voto", dando ampia "dimostrazione di democrazia". Oltre il Sen. Morgoni, l'ex Rettore di Unicam Corradini, che avrebbe potuto portare consensi nell'entroterra, alle prese con i problemi del post-sisma. Nessuna traccia di "primarie", che avevano fatto la fortuna di Renzi e sono state abbandonate. Si capisce bene lo svolgimento dell'ultimo congresso provinciale PD, con la blindatura della riconferma di Vitali, nessuna apertura alla discussione e alla mediazione. Adesso decisione finale, sulle candidature, alla direzione regionale PD (segretario Comi). Come si diceva dalle sue parti, nelle lotterie di beneficenza: "L'agnello l'ha vinto il signor curato!". Intanto la Giannini, per rafforzare la candidatura, si è fatta indicare dagli organi dirigenti del PD ascolano (dell'amico di Rotella, Agostini, anch'egli sostenitore di Ceriscioli). Insomma, tutti vogliono la Giannini: c'è il rischio che la notizia arrivi al Capo dello Stato e la nomini "senatrice a vita", senza voto!
  • Ospedale, a febbraio il trasferimento Utic.
    Micucci: «Consiglio aperto dopo le elezioni»

    177 - Gen 17, 2018 - 17:56 Vai al commento »
    MICUCCI JR, UN INCARICO TROPPO GRANDE? Chissà quanto sarà impegnato Micucci Jr in Regione, se non ha nemmeno tempo di "farsi la barba"? Alcuni, tuttavia, sostengono che egli (che non aveva brillato quale assessore comunale all'Urbanistica) ricopra un incarico troppo grande rispetto alle sue "doti politiche". In verità nella cena elettorale (con 700 invitati, in prevalenza personale sanitario) del 2015 si erano prostettati incarichi rilevanti, fino al livello assessorile. Ne è uscito, invece, il semplice inserimento nella commissione Sanità (nemmeno la presidenza, assegnata al consigliere Volpini), che non ha prodotto grandi risultati per i servizi sanitari civitanovesi. Adesso Micucci Jr interviene da vice-capogruppo PD (promozione recente, non di paricolare rilievo) in appoggio al Governatore Ceriscioli, propenso a partecipare - solo dopo le elezioni politiche - al Consiglio Comunale di Civitanova sull'ospedale unico. Lo stesso Ceriscioli, sebbene invitato, aveva disertato l'assise dello scorso novembre, lasciando spazio ai dirigenti Asur, non titolati a dare "risposte politiche". Le ragioni della decisione, ribadite da Micucci Jr, sono di evitare "strumentalizzazioni elettorali". Mentre secondo la "propaganda PD" - che attribuisce la scelta della localizzazione a La Pieve agli errori del Sindaco Ciarapica - il suo partito non dovrebbe avere problemi. La realtà dice, invece, che alla decisione di includere Camerino nei calcoli dell'Algoritmo (di quale gruppo consiliare fa parte?) il Sindaco di Civitanova votò contro. Quella compiuta dalla Regione, con la localizzazione dell'ospedale nella località di Macerata, è una "scelta politica" maturata da tempo (parola di Pezzanesi, sindaco di Tolentino, uomo senza "peli sulla lingua"). Andrebbero, invece, accorciati i tempi della discussione in Consiglio Comunale, poichè la Regione procede nella scelta dell'ospedale unico: ha annunciato la gara per l'indagine geologica sul sito individuato. E' opinione diffusa che la mozione Ghio nel Consiglio Comunale di novembre 2017, che compattava tutti i gruppi nella richiesta alla Regione di rivedere la decisione La Pieve, abbia imbrogliato le carte al PD. Anche se la "propaganda" del capogruppo Silenzi aveva in un primo tempo decretato la vittoria del PD e la "spaccatura" della maggioranza (con sfiducia al Sindaco Ciarapica). Da allora, però, il PD "tace rumorosamente" sulla questione ospedale, dovendo unire il proprio impegno a quello del Centro-destra (all'opposizione in Regione, perciò non in difficoltà). Non sarà facile agli esponenti del PD civitanovese "mettersi contro" il Governatore Ceriscioli, che loro stessi - nelle primarie del Centro-sinistra - hanno posto in quel ruolo (penalizzando il candidato maceratese Marcolini). Intanto le scelte sanitarie della Giunta Ceriscioli, come logico, vanno in direzione di Pesaro. Dei 140 nuovi posti letto decisi - per acuti e post acuti - la stragrande maggioranza (80) è stata assegnata all'Area Vasta Pesaro-Urbino. Qualche motivo di ripensamento, oltre alle soddisfazioni professionali (incarichi di consulenza in Regione), da parte dei dirigenti del PD costiero dovrebbe esserci.
  • Quote rosa in giunta,
    in pole Silvia Squadroni

    178 - Gen 15, 2018 - 19:24 Vai al commento »
    BOCCANERA: EINAUDI AUTORE DI "MANUALI"? Se si tratta effettivamente di "prediche inutili", lo verificheremo dal contenuto dei prossimi "pezzi" della cronista Boccanera per CM. Al momento, il rilievo avanzato ha sortito l'effetto di produrre una immediata "correzione" (in "terza persona", mentre il resto del breve post è in "prima"). Per il resto, considerare "manuali", i "saggi" di un grande economista (fu indimenticato Governatore della Banca d'Italia) e uomo di Stato, quale Luigi Einaudi, potrebbero procurare un qualche "summovimento nella tomba". E' probabile che, nel caso specifico, occorra unire al celebre detto di Einaudi, una "massima" del leader rivoluzionario russo Vladimir Lenin. Il quale, come sappiamo, considerava tra i doveri ineludibili di ogni essere umano quelli di: "studiare, studiare, studiare". Buon lavoro!
    179 - Gen 15, 2018 - 16:19 Vai al commento »
    BOCCANERA: "CONOSCERE PER DELIBERARE"? C'è un famoso detto, attribuito all'ex Presidente della Repubblica Luigi Einaudi, che recita testualmente: "conoscere per deliberare". La "massima" richiama alla necessaria informazione, prima di prendere una decisione ovvero fare una affermazione. Non sembra attenersi al detto einaudiano la cronista di CM, "rigorosa" con gli altri, in questo caso non con se stessa. Scrive infatti che Silvia Squadroni, "papabile" ad entrare nella Giunta Municipale, sarebbe stata assessore ai "servizi sociali" della Giunta Mobili. Chi conosce le vicende amministrative civitanovesi, sa che la Squadroni subentrò a Renzo Foresi - nel settembre 2009 - con incarichi "al personale e alla delegazione della Città Alta". Fatto singolare è che la delega ai "servizi sociali" era detenuta allora - insieme a quella ai "servizi formativi" - dall'attuale Sindaco Ciarapica. Perciò, seguendo i "principi" di un grande Capo dello Stato, sarebbe bene informarsi prima di "dare notizie" e non fare completo affidamento sulla memoria e le sensazioni, che a volte possono tradire!
  • «Iacopini sostituita senza preavviso»,
    attacco bipartisan alla giunta

    180 - Gen 10, 2018 - 0:43 Vai al commento »
    SILENZI E MARINELLI, LA "STRANA COPPIA" Un comunicato congiunto Silenzi (ex Vice-sindaco) e Marinelli (ex Sindaco per 12 anni) sorprende la politica civitanovese. Lo "zio Giulio" - come lo chiamano per la longevità politica - ci avesse insistito avrebbe trovato un candidato-sindaco migliore dell'uscente Corvatta (in cui credeva poco). Marinelli (con il suo candidato Morresi) ha ondeggiato molto prima di schierarsi ai "nastri di partenza" delle Comunali. Candidatura autonoma, poi sostegno a quella di Ghio, infine al ballottaggio la scelta Ciarapica, che voleva evitare. Avrà scoraggiato Silenzi gli attaccchi diretti e non che egli aveva sferrato a Marinelli ("vincitore noto" del concorso a primario, inchiesta sui contributi in Regione). Dopo il riavvicinamento con la nota-stampa sulla Fototeca, può tentare la prossima volta nel nome della politica "che si rinnova". Sulla Fototeca appare singolare l'ipotesi di riconferma di un direttore a "titolo ereditario", quasi fosse una realtà privata di "uno dei fondatori". Operazione simile (con direttore in sella dopo il pensionamento) fu tentata con il Museo Polare. Se c'era necessità di "traghettamento" (quasi fosse una scelta di Governo) la Iacopini è stata in carica 3 anni, periodo sufficente. La Giunta ha la facoltà di nominare il direttore di un'istituzione culturale (oltre che un comitato di gestione, come ha fatto). Le motivazioni della scelta di Vesprini sono indicate in delibera: egli può assicurare, per formazione ed esperienze maturate, il funzionamento della Fototeca, non si può ignorarlo. Dato che siamo sul versante culturale, è bene dare un'occhiata allo stato in cui versano due istituzioni ancora più importanti: Biblioteca e Pinacoteca. La prima dal pensionamento del precedente non ha più un Direttore (pare scomparso dalla pianta organica), caso unico delle Marche. La Biblioteca opera con il contributo di una cooperativa. Il Presidente uscente ha guidato la Biblioteca sia con la Destra (con cui era stato assessore ai LL.PP) che con la Sinistra (confernmato per accordi politici-elettorali). La Pinacoteca non ha più da tempo un comitato di gestione, proposte tutte in mano alla direttrice (si ricorderà la polemica con Di Lupidio), nell'ambito dei Teatri di Civitanova. Tutte questioni su cui Silenzi, che ha accentrato le scelte presso l'assessorato alla Cultura - devitalizzando tutte le istituzioni culturali - porta pesanti responsabilità. Poco importa di fronte alla prospettiva politica di aver trovato in Marinelli un possibile alleato, troppo spesso bistrattato, per il futuro. Tanto "figure nuove" nel PD civitanovese, all'ombra del leader assoluto Giulio, non cresceranno.
  • Sara Giannini, rinnovato l’incarico
    da «esperta di economia»

    181 - Gen 3, 2018 - 23:38 Vai al commento »
    GIANNINI ECONOMISTA DI "LIVELLO INTERNAZIONALE"? Esagera, probabilmente, Cerescioli, nell'attribuire anche "valore internazionale" alle qualità della Giannini, fresca di rinnovo dell'oneroso incarico di "consulente economica" del Governatore della Regione. Cerescioli attribuisce tali qualità ad un curriculum (non chiarisce però se ne sono stati chiesti altri, oltre a quello della Giannini) a suo tempo fornito dalla cosulente. La quale ha maturato "esperienza economica" soltanto nella "pubblica amministrazione" (nei ruoli ricoperti di Sindaco di Morrovalle e Assessore regionale), mentre non ha mai esercitato continuativamente una professione. La Giannini non si è mai laureata in Economia, nè vanta masters internazionali, essendo soltanto diplomata "ragioniera". Ciò in una Regione che ha i fiori all'occhiello di un eccellente corso di laurea in Economia e del prestigioso Istituto "Adriano Olivetti", fondato dal compianto Prof. Giorgio Fuà. Due eccellenze nelle quali si potevano scegliere quali "consulenti regionali" fior di economisti! All'Istao opera il maceratese Pietro Marcolini, battuto nelle primarie del PD per la candidatura a Governatore - come ricorda un commentatore - dal sostegno determinante al pesarese Cerescioli del binomio Silenzi-Giannini. Insomma alla Regione si è passati da Marcolini, competente Assessore al Bilancio, alla Giannini "consulente economica", un bel balzo, non c'è che dire! Per Silenzi si era parlato di un incarico per la "emergenza terremoto", tramontato con la nomina a commissario della sottosegretaria De Micheli. Aspettiamo fiduciosi un commento sul rinnovo dell'incarico alla Giannini da parte dello stesso Silenzi, che verso l'Amministrazione di Civitanova si è eretto al ruolo di "moralizzatore" (come il personaggio della trasmissione "Le Iene"). Un suo protratto Silenzio farebbe emergere il "livello strumentale" della sua opposizione civitanovese. Il rinnovo dell'incarico regionale alla Giannini potrebbe essere momentaneo: si parla da tempo di una sua candidatura al Senato (in competizione con l'uscente Morgoni). La sostanza non cambierebbe: la Giannini continuerebbe a non esercitare una professione - passando dalla Regione al Parlamento - e i cittadini continuerebbero a pagarle lo stipendio. Siamo curiosi di vedere se c'è ancora qualcuno che posta commenti sull'utilità dei "politici di professione"! Il rimedio è come sempre nella "cabina elettorale", assestando una "pesante sonata" al PD (partito di Renzi), destinato nella competizione alla "medaglia di bronzo". La sua annunciata "politica della rottamazione" si è risolta, come si dimostra, nel semplice ripristino della vecchia "classe politica"!
  • “Quale futuro per il calcio biancorosso?”
    L’assemblea dei tifosi della Rata
    sia nel nome della concretezza

    182 - Gen 10, 2018 - 18:45 Vai al commento »
    RATA, "ACCORDO" CON SANGIUSTESE E BLA BLA ASSEMBLEARE Aveva dato in avanzato "stato di concretezza", qualche settimana fa, Scattolini - nella sua rubrica di calcio biancorosso - i contatti con la Sangiustese (Serie D) per l'acquisizione del "titolo sportivo", con cui far ripartire la sua "amatissima" Rata. Tanto da ipotizzare di festeggiare l'accordo a Natale, con il tipico "panettone". Consigliava - lo stesso Scattolini - l'uso di un linguaggio "criptico", per non compromettere l'esito favorevole dell'accordo. Le smentite, sebbene esternate dagli interessati, venivano catalogate dal cronista come il classico "gioco delle parti". Sull'accordo con la Sangiustese era già stato espresso il "consenso" della tifoseria "pistacoppa". L'Amministrazione Comunale, dal canto suo, si apprestava ad avviare "udienze" per la concessione degli impianti sportivi (considerati elemento "decisivo" per la ratifica dell'intesa). Coinvolti nell'operazione imprenditori maceratesi, disposti a "impegnare" denaro, ed "investitori" dell'entroterra provinciale. Tutto procedeva a "gonfie vele", dunque, salvo dover dichiarare - sempre Scattolini, nella sua rubrica su CM - che non si sarebbe "fatto nulla", alla vigilia dell'ipotizzato festeggiamento di Natale. Festività che sarà risultata per il "cantore biancorosso" tra le più amare della sua vita ("Primo Natale senza la Rata", titolava la rubrica). Con i tipici dolci panettone e torrone "rimasti sullo stomaco", divenuti indigeribili! Non è finita: di fronte alla secca smentita sulla "concretezza" dei contatti (definiti allo stesso livello di altri avuti con "diverse società") del Vice-presidente della Sangiustese, Scattolini ha replicato che si trattava di "sfumature lessicali"(sic!). Non pago della smentita, il "vate biancorosso" torna - anche in questa occasione - sull'argomento, insistendo sul valore degli impianti sportivi per un eventuale "accordo". In realtà, a molti mesi di distanza - come ricorda un attento lettore - dal "decesso" della Rata (già avvenuto, non c'è da attendere che si compia!), ancora nulla di nuovo sul fronte della "rinascia" del calcio a Macerata. Si attende l'esito dell'assemblea di domani, convocata dai tifosi, che potrebbe avere validità qualora si presentassero, in quella sede, imprenditori locali disposti ad assumersi precise responsabilità. Altrimenti, l'assemblea si rivelerebbe, come spesso accade in simili circostanze, un assordante coro di "bla bla bla" e un festival del "narcisismo". Dai nomi annunciati dei partecipanti, a cominciare dal "principe dei narcisi" (sembre a "mollo nell'acqua"), si segnalano sin troppi soggetti con tale propensione!
  • Comitati di quartiere, niente elezioni
    Belinda Emili: «Si torna indietro»

    183 - Dic 29, 2017 - 16:18 Vai al commento »
    IL CENTROSINISTRA CHE NON CREDE ALLA PARTECIPAZIONE Il discorso della "partecipazione" alle scelte amministrative (il cittadino non deve fermarsi all'esercizio del voto) è una questione seria. Specialmente per una Amministrazione "ottimista e di sinistra" (parole di Lucio Dalla), quale quella che ha governato Civitanova. Sappiamo tutti però che non è stato così, sebbene i comitati di quartiere siano stati eletti direttamente (che è un fattore importante). Il discrimine però non sta nell'elezione diretta, ma nella volontà dell'Amministrazione Comunale di essere da stimolo al loro funzionamento e di recepirne le proposte. Per l'Amministrazione Corvatta-Silenzi quella degli organi di partecipazione non è stata un'esperienza esaltante. Si è cominciato dalla presentazione delle candidature, che in alcuni quartieri non hanno raggiunto il numero dei consiglieri da eleggere. Si è proseguito con comitati che in pratica si sono sciolti senza aver mai funzionato. Per alcune questioni importanti (Donoma, Sottopasso Via Carducci) gli organi di quartiere sono stati scavalcati da comitati spontanei, più efficaci. Difficile aspettarsi qualcosa di costruttivo, quando in Amministrazione siedono "capisciotti" che credono solo in se stessi. Come può, infatti, chi definisce le indennità "soldi miei", tenere in considerazione i cittadini-contribuenti che quegli "stipendi" concedono? Per il Bilancio, i quartieri sono stati ascoltati (tranne nell'ultimo anno solo in alcuni casi, per l'avvicinarsi delle elezioni) a documento contabile già approvato dal Consiglio Comunale. Per non parlare della tanto sbandierata "urbanistica partecipata", risoltasi in una sorta di pantomima, con decisioni prese sempre a Palazzo. Personalmente posso portare l'esperienza dell'Amministrazione Mobili: comitati di quartiere nominati dal Consiglio (su domande presentate dai cittadini). Il funzionamento è stato apprezzabile, in alcuni di essi l'opposizione era maggioranza, esisteva un coordinamento tra i vari comitati. Ciò poichè, c'era un assessore, Renzo Foresi, che credeva nella partecipazione e nella funzione dei comitati. Non parli il centrosinistra di "lottizzazione", quando lo stesso ha "spartito" perfino la Biblioteca (per accordi elettorali). Bisogna ricordare che il centrosinistra ha riscoperto "furbescamente" i quartieri in campagna elettorale, ponendoli come punto del proprio programma. Ha subìto come naturale "contestazioni pesanti" nelle assemblee (il vicesindaco ricoderà la "vivace accoglienza" nella Città Alta) e l'apertura non ha avuto riscontro elettorale. I buoi erano già scappati dalla stalla, lasciando Corvatta e i suoi a piedi!
  • L’annus horribilis della Maceratese:
    dalla salvezza in campo
    alla scomparsa dal mondo del calcio

    184 - Gen 2, 2018 - 22:11 Vai al commento »
    UN 11 DI PRESTIGIO PER LA RATA DEL FUTURO Caspita come vola alto il cronista di CM, a ben vedere una spanna sopra dei "compaesani pistacoppi", che si tengono ben aderenti ai tetti. Tira in ballo, a proposito del calcio maceratese, addirittura la Nazionale (massima espressione del calcio italiano) e il Chievo (da svariati anni, salvo brevi parentesi, in Serie A). La realtà è che Macerata rappresenta la provincia profonda - lo stereotipo della stessa - descritta dal cinema italiano. Il cognato del Conte Del Grillo viene trasferito a Macerata, per essere allontanato dai "luoghi che contano". Flaiano, a proposito di cinema, rifletteva sul fatto che "c'è qualcuno che vive e lavora a Macerata!". La città aveva una dignitosa società che è scomparsa dalla geografia del calcio italiano, un primato per un capoluogo di provincia! E' inutile fare riferimento ai "fallimenti" del passato (anni 1989 e 2009), da cui la Rata era rinata (la prima volta ripartendo dalla Terza Categoria). Stavolta non è stata iscritta ad alcun campionato, si è verificata una cesura con la sua storia, che si è interrotta al 95° anno di attività. E' fuorviante dare per "concrete", tanto da poter essere "festeggiate con il panettone" di Natale, trattative con vicine società interregionali per acquisirne il "titolo sportivo". Lo è anche riportare che le "trattative" hanno ricevuto il "consenso dei tifosi" e che il Comune si appresta ad avviare colloqui per la concessione degli impianti sportivi. Al vice-presidente della Sangiustese (la società "interessata"), che da ai contatti "valore marginale", l'autore dello scoop (bontà sua!) risponde che si tratta di "sfumature lessicali". E dire che si richiama gli altri alla "corretta informazione"! Mai disperare quando non si intravedono vie d'uscita: una per il futuro della Rata, a fare attenzione, è fornita dal pezzo in pagina. Dall'elenco pubblicato potrebbe uscire un 11 di prestigio, che punti deciso alla scalata al calcio professionistico. Abbozziamo una possibile formazione, nel classico modulo 4-4-2: Spalletta a difendere la porta; La Cava, Macaluso Fantauzzi e Massone a comporre la cerniera difensiva; Liotti, Battiloro, Matrecano e Marinelli a costituire un robusto centrocampo; Ruggeri e Vella le punte d'attacco; Crucianelli di riserva. Non occorrerebbe nemmeno il calciomercato, la rosa è già pronta. Tecnico la Tardella, che alla formazione con la cessione della società ha dato avvio. Tecnico in seconda Scattolini, che le virtù della ex presidentessa ("scopritrice di talenti tecnici e calciastici") ha decantato nella sua rubrica sportiva. Inutile dar vita a una nuova società, che è contenuta nella squadra stessa: sarebbe la prima volta nel calcio italiano che i due livelli coincidono. Dovesse andare male, chiesto di tacere a Fantauzzi (rischierebbe l'ammonizione), si suggerisce, in un contesto più attuale: "tocca la palma"! Auguri per il Nuovo Anno agli sportivi lettori di CM, incluso un "riccio" dagli aculei avvizziti che si aggira sul terreno deserto dell'Helvia Recina. Forte con i deboli (capace dei più beceri insulti) e "prono" con i potenti, tanto da aver timore di rivelare gli autori del "caos biancorosso". Auguri, ne ha bisogno!
  • Post contro l’omelia del Papa:
    «Solo immigrati e accoglienza»
    Bufera sulla segretaria del sindaco

    185 - Dic 27, 2017 - 23:09 Vai al commento »
    "L'UOMO VESTITO DI BIANCO" VICINO A SILENZI Tempo di cena della Vigilia, pranzo di Natale, presto il cenone di Capodanno. Tempo di degustazione di dolci di Natale (il "nostrano" frustinco, i "tipici" panettone e torrone), presto zampone e lenticchie. Insomma tante leccornie (magistralmente descritte in un celebre sonetto dal Belli), innaffiate dalle bollicine dello spumante. Così a qualcuno capita di "esagerare" e, oltre che aumentare di peso, spingersi oltre i "propri limiti". Silenzi, fautore della "opposizione della fuffa", non si dimostra pago di aver "deriso" (se è lui Robespierre, dovrebbe vergognarsi del "linguaggio" osceno) l'Amministrazione Comunale sulle "palme falliche". Per altro le stesse - come qualcuno ha dimostrato sui social - erano addobbate in modo simile allo scorso anno, quando egli amministrava. In più però - i civitanovesi lo ricordano (perciò l'hanno mandato a casa insieme alla sua Amministrazione) - egli "spese e spase" in luminarie (esempio: "ricostruzione di Porta Marina"), in vista del concerto di D'Alessio, per cui la città doveva essere "invasa di turisti", che si rivelò un flop! A proposito di alcune dichiarazioni sull'omelia di Natale del Pontefice, Silenzi usa - spingendosi appunto oltre i "propri limiti" - l'espressione "autorità morale". Tanto che, a chi non è più giovane, fa tornare in mente una "storiella" in voga negli Anni '70 del secolo scorso (quando il "nostro" era già primo cittadino in un paesotto che porta il nome di un Santo). La "barzelletta" - adattata alla circostanza - domandava in conclusione: "Chi è quell'uomo vestito di bianco vicino a Silenzi?"
  • Il primo Natale senza Rata,
    ma c’è chi non la dimentica

    186 - Dic 28, 2017 - 16:13 Vai al commento »
    SCATTOLINI TIFOSO "PISTACOPPO" BENEMERITO C'è "smania di censura" su CM, a proposito di commenti sportivi. Ha cominciato Scattolini, paventando possibili querele, in replica ad un mio post, lo ha seguito qualche "Solone de noantri". Tutti con l'intento, neanche troppo nascosto, di mettere il "bavaglio al dissenso". Comportamenti che inducono, uno come il sottoscritto, a reagire per "non darla vinta" (espressione "democratica" di Scattolini stesso). Perciò, allertati i legali per monitorare i post, ripresa dei commenti sospesi, anche a questa rubrica. Al fine di riaffermare il libero confronto, anche con toni accesi, e non chinare il capo "a chi alza i toni". Commovente il comportamento di Scattolini (per niente "ridicolo", come qualcuno potrebbe pensare), che passa il giorno di Natale (come lo scorso anno) a scrivere la periodica nota sulla Rata (che non c'è più). Mentre gli altri, più umanamente, si dedicano a passatempi "più divertenti", egli si concentra sulla Rata (quasi vivesse una vedovanza inconsolabile). Comportamento che meriterebbe quanto meno un riconoscimento (mettiamo una medaglia) da parte dell'Amministrazione Comunale (se il Sindaco ancora pensa alla Rata). Una volta che il Signore l'avrà chiamato a se (più tardi possibile, per carità), per ricongiugersi all'adorata Rata, da mettere in conto l'intitolazione, se non della tribuna centrale dell'Helvia Recina, almeno della "cabina" dove si continueranno a udire gli echi delle sue telecronache. C'è, tuttavia, un aspetto che scoraggerà tali iniziative: il fatto che egli si stia distinguendo come "gufo pistacoppo". Aveva iniziato, anni fa (salì allora a livello nazionale nella trasmissione "Striscia la notizia") con una "gufata" pro Samb in un derby di Serie D perso in casa dalla Rata (1-3). Ha proseguito, più di recente, dando in "fare avanzata" l'accordo per acquisire il "titolo sportivo" della Sangiustese (Serie D), da "festeggiare con il panettone" a Natale, invece come ci informa "tutto saltato". La "gufata" diverrebbe colossale se il "titolo sportivo" venisse passato, come si adombra, ai cugini della Civitanovese! Per non parlare dell'esaltazione dei tecnici delle ultime stagioni della Rata (quasi una "metempsicosi" biancorossa), che invece sono tutti e tre (Bucchi, Giunti e Magi) "saltati come birilli" a nemmeno metà campionato. Insomma un "Natale amaro" per Scattolini, con panettone e torrone che per i loro contenuti "coriacei" avranno messo a dura prova (protesi o no) la "corona dentaria". Saltata la "resurrezione" della Rata a Natale (sono passati 6 mesi dalla scomparsa e non si è avuto, oltre le troppo ottimistiche previsioni, nessun cenno di "risveglio"). Poco da aspettarsi dell'assemblea tifosi-politici post Epifania, si sa come vanno certe cose. Ultima chiamata, se non troppo in ritardo, quella della "resurrezione" più consona a Pasqua (cadendo il primo aprile potrebbe rivelarsi per la Rata una beffa). Dopo di che si proseguirà con l'anno sabbatico sine die! C'è una previsione che, tra le tante "sballate", si potrebbe rivelare esatta: vedere la prossima stagione giocare all'Helvia Recina il Matelica, promosso in Serie C. Chi si contenta gode! Buon Anno ai tifosi "pistacoppi", "autorevoli" e no.
  • A “Che tempo che fa”
    i “Walter vegetali” di Civitanova

    187 - Dic 18, 2017 - 15:14 Vai al commento »
    LUCIANA LITTIZZETTO E I "PIPPI" DI CIVITANOVA Purtroppo l'arguta comica Littizzetto non conosce le vicende politico-amministrative civitanovesi, che non avrà avuto modo di "approfondire" prima del commento espresso nella trasmissione "Che tempo che fa". Altrimenti avrebbe saputo che i "pippi" (i "walter vegetali", come li definisce l'attrice piemontese) potrebbero ben simboleggiare gli ex amministratori civitanovesi che gli elettori hanno "mandato a casa" alle Comunali del giugno scorso. Come definire, infatti, coloro che hanno perso le elezioni dopo appena un mandato (il centrodestra ha rinnovato, invece, mandati per 17 anni consecutivi), gestendo la consultazione dalla "stanza dei bottoni" di Palazzo Sforza? Per di più prima del ballottaggio gli ex amministratori evevano siglato un apparentemento con una lista civica che avrebbbe dovuto portare loro 2500 voti, dei quali sono arrivati solo le briciole (decretando l'inevitabile sconfitta). Come possiamo definire "politici" che riportano risultati elettorali del genere e che dimostrano, dall'opposione che conducono, di non capirne nemmeno il senso? "Pippi", "walter vegetali", per l'appunto, secondo le parole della Littizzetto. E giustamente il nuovo assessorato al Turismo ha voluto ironicamente rappresentare costoro con i mica tanto "allusivi" addobbi natalizi. Una dimenticanza, però, è stata compiuta dalla nuova Amministrazione Comunale: non mettere delle "targhette" alla base dei "pippi" per decretare chi rappresentano. Probabilmente verrà fatto presto, tenendo presente che i due "pippi" in prima fila sono prenotati di diritto!
  • Forte è il più forte:
    l’ex portiere della Maceratese
    il migliore della Lega Pro 2016-2017

    188 - Dic 20, 2017 - 13:01 Vai al commento »
    RISPUNTA FERRAMONDO, "SPALLETTIANO" DI FERRO Meno male che si è rifatto vivo Ferramondo, volevamo chiamarlo nei giorni scorsi per risolvere un problema. C'è un amico "in difficoltà" sotto Natale, alla ricerca di qualcuno che gli "paghi una pizza". Visto che Ferramondo si è più volte dichiarato disponibile a provvedere al riguardo. Passando ad aspetti meno rilevanti, quali i commenti, ci vuole un "bel coraggio" a parlare di "calcio giocato" a Macerata. E' come "sventolare la corda" in casa dell'impiccato! Ogni categoria del calcio ha la sua dignità, al riguardo condivido la posizione del "cantore biancorosso". Non prova vergogna nemmeno Ancona, capoluogo di Regione, a ripartire dalla Prima Categoria. La vergogna assoluta è non esistere, essere cancellati da ogni categoria del calcio e dall'interesse generale come accade alla Rata. La società "pistacoppa" in passato è addirittura ripartita dalla Terza Categoria e allora Ferramondo non si era vergognato o "espatriato in Svizzera", a trovare l'ex presidente biancorosso. La vergogna dovrebbe provarla lui, e parecchia, per averlo definito entusiasticamente: "tutti noi". Anzi, quando si guarda allo specchio dovrebbe aggiungere lo "sputo in un ecchio", calcolando bene la "carambola". Eppoi, Ferramondo, come dicevamo, non dovrebbe perdersi nottetempo dietro commenti minori. Alla sera vada a nanna presto e aspetti l'indomani l'uscita della "Somma" (che non porta pari), rubrica tenuta da un cronista ben più autorevole. Siamo tutti in attesa di suoi commenti: oppure li evita, tenendo le "chiappe strette", perchè posto "sotto scoppola" di querela? Buon Natale, anche a Ferramondo, ne ha proprio bisogno! Ah Ah Ah Ah Ah Ah Ah Ah Ah Ah Ah Ah Ah Ah Ah Ah Ah Ah
    189 - Dic 18, 2017 - 17:14 Vai al commento »
    AL "GUERRIN MESCHINO", POST SCRIPTUM Mi permetto, sommessamente, di ricordarle che è stato/a proprio lei per primo/a a "chiamarmi in causa", spingendosi addirittura a fare "riferimenti personali", nel suo post. Non mi sono mai sognato di occuparmi di una "nullità sportiva", qual'è lei, nel mio commento iniziale. Pretendeva forse, disinvoltamente, che nella replica le "lisciassi il pelo"? Credo, però, ci sia poco da fare e sia tempo sprecato richiamare soggetti "fuori di melone", che non ricordano nemmeno le proprie azioni. Calza bene nel caso del nostro "Guerrin Meschino" il celebre motto: "ragli d'asino non salgono in cielo"! Spero che questa esperienza le sia utile per tornare a scrivere ciò che pensa e le passi la voglia di fare riferimenti "non richiesti" a chi non si occupas di lei. In conclusione, se la "metafora" della Palma - suggerimento elegante per affrontare la dolorosa "vedovanza" dalla Rata (la sua permanente ossessione) - non la gradisce, si "attacchi ar ca...", direttamente, come consiglia in romanesco Fantauzzi, già presidente "in pectore" della Rata. Saluti
    190 - Dic 17, 2017 - 22:24 Vai al commento »
    AL "GUERRIN MESCHINO": PASSO E CHIUDO! Ora basta, proseguire sarebbe assecondare le "smania di notorietà" riflessa di una persona (donna o uomo che sia, manca il chiarimento richiesto, altro che asilo!) che quanto a cultura (generale e sportiva), dimostra con i suoi post di valere poco più di un "abecedario". Perciò rimanga nel suo abituale "anonimato": ricorriamo in questo caso alla "pieitas umana" per un soggetto che, è evidente, va dialetticamente "allo sbaraglio". Esponendosi, senza averne coscienza alcuna, a figure miseramente "barbine". Riguardo alle vicende della Rata (società di calcio scomparsa dopo triste tribolazione), sarebbe come "sparare sulla Croce Rossa", non avendo la persona in questione argomenti legati all'attualità da far valere. Volgarmente, proseguire nella "disputa" sarebbe come assestare impietosamente "mazzate" ad una "vittima" designata, che non ha neppure uno scudo con cui difendersi. Rispetto alla "metafora" della Palma di Civitanova, non sarebbe inverosimile - dato il livello dei suoi argomenti - vederlo/a scalarne una durante le Feste: divertimento assicurato per i turisti. Auguri!
    191 - Dic 17, 2017 - 16:51 Vai al commento »
    LE CLAMOROSE PANZANE DI UN "GUERRIN MESCHINO" Di panzane il nostro interlocutore - non avendo chiarito la propria identità (Guerrino o Rita?), stavolta ne faremo riferimento al maschile per "pari opportunità" - ne ha postate parecchie su CM. Tutte tese a "dimostrare" lo stesso destino, che a suo dire accomuna la Civitanovese (una delle mie squadre, le altre: Torino e Pordenone) alla Rata: "Mal comune mezzo gaudio" e "ognuno pensi ai propri guai", ha scritto. Mentre appare più che evidente - almeno a chi è dotato di un "briciolo di intelligenza" - che le situazioni sono imparagonabili. Da una parte la Civitanovese che esiste e, dopo il fallimento, è ripartita con umiltà dalla Prima Categoria (di cui guida la classifica, come l'Ancona). Il cammino della Civitanovese come noto è esaltante: 31 punti in 12 partite (una soltanto persa), miglior attacco (28 reti) e miglior difesa (4 gol). Ciò che è più importante è che si sta impostando un discorso serio per il futuro: valida guida tecnica e organico che già ora potrebbe primeggiare in categorie superiori. La storia rossoblu continua, senza interruzioni e senza acquisire "titoli sportivi" altrui (soluzione che il "Guerrino" approva, denotando scarso "senso sportivo"). Tra poco più di un anno (2019) la Civitanovese festeggerà un secolo di vita! Dall'altra parte abbiamo la Rata che è deceduta (scomparsa da tutti i campionati nazionali!) a decorrere dall'estate 2017. La società biancorossa termina la sua attività al 95mo anno di vita: se ricostituita dovrà ripartire da zero, non festeggerà il secolo di attività. L'aspetto più grave è che non sono riusciti a portare ai nastri di partenza nemmeno una squadra in terza categoria (risibile la storiella dell'anno sabbatico!). Ora in collina pensano - per aggirare le "norme federali" - di acquisire il titolo sportivo di altre società, cosa già accaduta in passato (nell'esaltazione del "senso sportivo"), allorchè la Rata prese la denominazione di Fulgor. Ricordo, nell'esperienza di vita a Taranto, che i cittadini di Matera (unico capoluogo di Provincia privo di stazione ferroviaria) raggiungevano la città ionica per prendere il treno. Macerata - i "pistacoppi" tengono molto al ruolo - passa alla storia per essere l'unico capoluogo di Provincia a non avere una squadra di calcio (avendo perso quella storica). In conclusione, il "Guerrin Meschino" avrebbe tutti i motivi per "tacere", cosa che gli permetterebbe "miglior figura". Egli si trova, visto lo stato di Macerata ("zona depressa" calcisticamente) nella condizione di doversi "aggrappare" alle Palme di Civitanova. Il prode Guerrino si dedichi a tale pratica durante le Feste, evitando di postare altre "idiozie".
    192 - Dic 15, 2017 - 22:30 Vai al commento »
    @ RITA (o GUERRINO) PER PRECISAZIONE Le riporto per la precisione un passo dell'articolo, a cui ho fatto riferimento del mio commento: "Una Maceratese che, proprio attraverso i suoi ex calciatori o TECNICI, continua a vivere e talvolta SPLENDERE seppure lontanissima dalle Marche". Come vede polemica Rita (o Guerrino) - scusi ma non la conosco - il mio post c'entra eccome con quanto asserito nel pezzo. I TECNICI - mi riferisco direttamente anche ai tre ex biancorossi - c'entrano eccome con il cattivo andamento della stagione, poichè responsabili della conduzione tecnica delle squadre. Bucchi, Giunti e Magi avevano tutti e tre a disposizione - nelle rispettive categorie - organici di primissimo livello, che hanno fatto "precipitare in classifica". La responsabilità a chi la vogliamo dare: al magazziniere o a chi non ha dato un indirizzo alla squadra o tenuto lo spogliatoio? Perciò nessun livore, nè tantomeno risibile timore di chi non esiste, come la Rata (cassata dal calcio italiano!), ma esigenza di "corretta informazione" (che qualcuno reclama, ma per gli altri). E' vero o no che CM non ha dato notizia dell'esonero di Magi, esaltato quando era "invincibile"? Perciò, superficiale Rita (o Guerrino), legga attentamente i pezzi pubblicati, prima di postare "fesserie". Per quanto mi concerne, le consiglio di "sciacquarsi la bocca" prima di riferirsi a me e giudicare non attinenti i miei commenti. "Stia serena", come raccomanda qualcuno, e trascorra un Buon Natale. Se le manca la Rata e ha perso la speranza per una sua prossima "rinascita", corra anche lei a Civitanova e si "agrrappi" forte alle palme addobbate per le Feste.
    193 - Dic 15, 2017 - 17:48 Vai al commento »
    LA RATA E L'INESISTENTE "SPLENDORE" DEGLI EX TECNICI La "passione" giornalistica per la Rata (che non esiste più) può far vedere - oltre ad ex giocatori - ex tecnici che "splendono, lontano dalle Marche". La realtà è ben diversa perchè, come sappiamo, i tecnici delle ultime tre stagioni biancorosse: Bucchi, Giunti e Magi, sono stati tutti e tre - in una sorta di filotto - esonerati dalle rispettive società. Per Bucchi e Giunti, di cui si è scritto, si tratta di "scommesse perse", con squadre delle massime categorie del calcio professionistico: Sassuolo e Perugia, sebbene allestite per i vertici della classifica. Più grave è, invece, l'allontanamento di Magi da parte del Bassano - di cui CM non ha dato notizia (e qualcuno si permette di richiamare la "corretta informazione"!), militante in Serie C, categoria che il tecnico conosce. A Magi è stata fatale la sconfitta di Gubbio (squadra che nelle stagioni precedenti aveva promosso in Serie C e poi condotto ai play-off di categoria). Gubbio che in questa stagione è allenato da Dino Pagliari, giocatore della Rata Anni '70 e in seguito tecnico biancorosso: quasi una disputa "fratricida". A Gubbio, il Bassano ha incassato una rete dopo 3' (Ciccone) e non è più riuscito a recuperare, nonostante i "cambi tattici" di Magi, anzi poteva "beccare" ancora nella ripresa. Una situazione non più sostenibile, con i veneti reduci da 7 sconfitte in 8 partite (compresa la Coppa di Serie C, da cui sono stati eliminati). Nella descritta serie di 8 gare, gli uomini dell'ex Magi avevano segnato la miseria di 1 gol. L'ultimo successo risaliva alla 7a giornata, al "Recchioni" di Fermo. Insomma il presidente del Bassano (complesso costruito per i play-off), Stefano Rosso, ne aveva ben donde per "mettere alla porta" Magi. Il tecnico ex Rata alla prova dei fatti - più che "invincibile" - si è rivelato piuttosto "vulnerabile"! Perciò c'è poco da gioire per i supporters "pistacoppi" per i risultati degli ex tecnici biancorossi "lontano dalle Marche". Mentre non si intravedono spiragli di "rinascita" per la Rata. Dopo aver prospettato le soluzioni più disparate (e poco realistiche), qualche "ortodosso" sostenitore biancorosso aveva dato per fatto l'accordo con la Sangiustese (Serie D), da cui acquisire il titolo sportivo (per "ripartire dall'alto"). Tanto da spingersi a prevedere di festeggiare l'evento in occasione del Natale. Per lui, dispiace segnalarglielo, quest'anno sarà un panettone "amaro", con al posto dei canditi, "sassi". Se non volesse seguire l'auspicio del romano Fantauzzi: "attacchete ar ca...", egli potrebbe raggiungere Civitanova, dove presso i giardini troverà materiale consistente a cui "far presa". Buon Natale!
  • Il Sassuolo esonera Bucchi,
    Iachini in rampa di lancio

    194 - Nov 27, 2017 - 17:06 Vai al commento »
    IL "PISTACOPPO" PIANGE: GIUNTI E BUCCHI ESONERATI! La scommessa è vinta e stavolta è di particolare soddisfazione! Con il "collega" di Macerata c'era in palio una cena (di pesce, ovviamente) se entrambi i tecnici ex Rata (Bucchi e Giunti) fossero stati esonerati "entro il girone di andata" (la formula esatta). Ciò nonostante i diversi auspici di qualche "frescone" (con paraocchi bianco-rossi), inesperto del "calcio che conta", che - ad inizio stagione - aveva giudicato entrambi i tecnici idonei ai massimi livelli del calcio nazionale. A Perugia "Chicco" Giunti è stato "sollevato" dall'incarico già da 1 mese, all'11a giornata (sulle 42 in calendario). Dopo aver perso 5 partite di fila (6 sconfitte in 7 gare): tra cui i "rovesci" interni con le "pericolanti" Pro Vercelli (1-5) e Cesena del neo mister Castori (0-3). Giunti ha lasciato il Grifo (costruito per i play-off) al 15o posto in classifica in zona retrocessione, sommerso dai fischi del pubblico. Il DS umbro Goretti, valutando la situazione "la peggiore delle ultime 5 stagioni", definì la squadra: "indifendibile, inguardabile e ingiustificabile". E' arrivato alla 14a giornata (3 mesi di campionato) mister Bucchi - in odore di esonero da tempo - a Sassuolo (che una stagione fa giocava in Europa). Bucchi aveva salvato la panchina a Benevento (record europeo di sconfitte) con una rete realizzata al 94'. Gli è stata fatale la successiva "debacle" interna (7 partite, 5 sconfitte in casa per i neroverdi) con il Verona penultimo in classifica (0-2). Disarmante il modo con cui gli scaligeri (reduci da 5 sconfitte di fila) hanno vinto la partita, chiusa in 30' (il primo tempo poteva terminare 0-4!), con un'autostrada aperta sul "long-line" sinistro. Il Sassuolo non è riuscito a riequilibrare il risultato nella ripresa, con il Verona in 10 uomini per mezz'ora: unica azione-gol dei neroverdi all'89' con Missiroli. Bucchi lascia il Sassuolo (4 sconfitte nelle ultime 5 gare) al 16o posto in classifica, con 11 punti in 14 partite (nessuna vittoria in casa: manca dal 21 maggio 2017 con il Cagliari). I neroverdi (9 sconfitte in 14 partite) hanno il penultimo attacco della Serie A (8 reti). A Perugia, Giunti è stato sostituito da Breda (ex Ternana): la squadra, tornata alla vittoria, ha ripreso il cammino. A Bucchi subentra il tecnico ascolano Iachini (scuola Mazzone), ex Udinese e Palermo. Iachini e Breda sono entrambi allenatori "di categoria", perchè il problema sta proprio qui. Quelle di Bucchi e Giunti sono state "scommesse" perse, di tecnici che non sono riusciti a dare un gioco (e gestire squadre) ai massimi livelli, malgrado siano transitati sul "salvifico" terreno dell'Helvia Recina.
  • Civitanovese a passo di tango,
    tesserati gli argentini
    Libonatti e Zaldua

    195 - Nov 26, 2017 - 2:04 Vai al commento »
    JULIO LIBONATTI E IL "TRIO DELLE MERAVIGLIE" L'arrivo alla Civitanovese di Alexis, pronipote di Julio Libonatti, sollecita nel tifoso del Torino (e studioso della storia granata) grandi suggestioni. Julio Libonatti formò negli Anni '20-'30, con Adolfo Baloncieri e Gino Rossetti il famoso "trio delle meraviglie". Che con il Torino vinse due scudetti consecutivi (il primo nel '26-'27 revocato per il caso Allemandi, terzino della Juventus) e perse il terzo nel '28-'29 in finale con il Bologna. Occorre ricordare alle spalle del "trio delle meraviglie" il grande centromediano Antonio Janni (17 stagioni in granata, dal '20 al '37), dotato di altrettanta classe: "faceva vedere la palla e la dava a chi diceva lui". Libonatti fu il primo calciatore sudamericano a venire in Italia: aprì la strada ad Orsi (alla Juventus con Cesarini), Monti, Guaita, bicampioni del mondo con la Nazionale di Vittorio Pozzo nel '34 e '38. Julio Libonatti giocò nel Torino nove stagioni (dal '25 al '34), disputando 241 partite ufficiali e realizzando 157 reti (secondo marcatore granata di sempre, dopo Paolo Pulici). Tanti i records di Libonatti con il "trio delle meraviglie": da ricordare le 117 reti complessive in 33 partite nel campionato '28-'29, vinto dal Bologna. Il record personale di reti di Libonatti con il Toro è del campionato '26-'27 (stagione di inaugurazione dello stadio "Filadelfia"): 35 reti in 33 partite! Nel torneo '30-'31 il Torino rifilò un 6-0 (prima marcatura di Libonatti) all'Inter di Giuseppe Meazza (il più grande calciatore italiano), campione in carica. Come "oriundo" Libonatti giocò con la Nazionale italiana (con cui vinse due Coppe Intercontinentali, gli attuali Campionati Europei, nel '27 e '30), collezionando 17 presenze e 15 reti. Insomma, Julio Libonatti fu un campione assoluto, centravanti di manovra che univa grande potenza fisica ad astuzia, con notevoli capacità relizzative. Alexis, cui formuliamo i migliori auguri, sarà invitato al prossimo incontro conviviale del Torino Club. Sarà un piacere ascoltare i "ricordi di famiglia" di un protagonista di un periodo di storia granata, che anticipò il leggendario "Grande Torino"
  • Silenzi e l’indennità:
    «Ridicole tesi fiscali,
    Ciarapica fa sfoggio di superficialità»

    196 - Nov 21, 2017 - 23:17 Vai al commento »
    IL SINDACO CIARAPICA E L'IMPROPRIO "FURORE" DI SILENZI Caspita come si è "incacchiato" (è un eufemismo) il consigliere Silenzi. In stile Pdiota-renziano verrebbe da raccomandargli: "stai sereno!", come si conviene a chi è tranquillo sul proprio agire. Ci va giù pesante con il Sindaco, l'esponente politico di Capodarco: gli risparmia solo l'appellativo "somaro" (che aveva riservato ai cinque consiglieri di maggioranza). Silenzi accusa il primo cittadino di essere il "mandante" dei consiglieri di maggioranza, definiti "sicari". Ci si interroga su che modo di far politica sia "aduso" il capogruppo PD, ma rispetto ad una terminologia "malavitosa", il Sindaco farebbe bene a sporgere immediata querela! Ai cinque consiglieri, Silenzi aveva rivolto una sequela di "accuse gratuite", tra cui la mancata rinuncia al "gettone di presenza", mentre i consiglieri toccavano tutt'altro tema: la "trasparenza". Presa di mira soprattutto Monia Rossi, rea di avere "avallato" la nomina del fratello (la consigliera non era in Aula al momento del voto) nel CdA dell'Atac. Furente anche perchè l'azienda di famiglia (Rossi) lavora con l'Atac, salvo precisare subito dopo tramite "appalti" (che possono aggiudicarsi chiunque). Se Silenzi conosce "procedure diverse" o avesse dubbi sulla loro regolarità, li faccia valere nelle sedi opportune. Meraviglia e molto come un "maestro della politica" come Silenzi (dall'argomentare si comprende come egli si sente "superiore") prenda delle "scoppole" elettorali paurose (presidenza della Provincia, ultima quella delle Comunali 2017). Il suo modo di fare non lo aiuta a elaborare le "batoste" e si riduce nello stato d'animo che verifichiamo. Gli fa buona compagnia quanto a "insulti" (in uno stile di opposizione "iroso e vendicativo") la "fida" compagna di partito Franco, che si spende particolarmente sul tema "fascismo". Aveva iniziato la consiliatura parlando di "liste di proscrizione" (a proposito della gaffe del ex direttore dei Teatri, Di Lupidio). Di recente ha dato del "fascista" ad un uomo politico mite come il presidente del Consiglio, Morresi che l'ha censurata. Con un cognome identico a quello dei più "spietati" dittatori del Novecento, un pò di cautela non guasterebbe. Fa bene il Sindaco Ciarapica se ha dubbi ad indagare sulla regolarità - fino a interessare l'Anticorruzione - delle "donazioni" alle associazioni dell'ex vicesindaco Silenzi (dato che la procedura non ha precedenti ammministrativi). Saranno i contributi per un biennio stati concessi tramite Comune (con Silenzi vicesindaco), ma dal primo semestre 2017 le indennità confluiscono nel conto intestato a Silenzi. Il discorso andrebbe ampliato, come richiesto, all'ex sindaco Corvatta: anch'egli per quanto si sa aveva rinunciato all'indennità, per una parte del mandato devoluta in beneficenza. Andrebbe verificato se anche l'ex sindaco ha chiesto il riaccredito (ed in che data) o se l'indennità è restata nella disponibilità del Comune. I "contributi" alle associazioni sono un tema alquanto delicato, se a "elargirli" sono politici (che si candidano). Le associazioni è chiaro non sono entità astratte, ma sono composte da soci che alle "Comunali" diventano elettori, che esprimono il loro "consenso".
  • Silenzi si difende dalle accuse:
    «Indennità in un fondo vincolato
    per destinarla alle associazioni»

    197 - Nov 19, 2017 - 0:46 Vai al commento »
    CIARAPICA ELETTO SINDACO A SUA INSAPUTA? C'è da approfondire la ricostruzione fornita dall'ex vice-sindaco Silenzi. Se venisse confermata una data (che l'attuale capogruppo PD dimentica di citare), le sue tesi potrebbero perdere di efficacia. I cinque consiglieri di maggioranza riferiscono che la lettera con cui Silenzi richiede il riaccredito dell'indennità per l'anno in corso (da cui la determina degli uffici comunali) è stata protocollata il 20 giugno 2017. Ebbene a quella data Ciarapica non era ancora stato eletto Sindaco: il turno di ballottaggio, infatti, si è tenuto domenica 25 giugno 2017. Va ricordato che la coalizione dell'ex vicesindaco si era nel frattempo apparentata con quella di Ghio, che avrebbe potuto portare in dote 2000 voti e la vittoria per il candidato-sindaco Corvatta. Perciò se la data di protocollo della lettera è confermata, le ipotesi sono due: Silenzi ha doti di "preveggenza" o la sua ricostruzione non è pienamente attendibile. L'ex vicesindaco, infatti, non potrebbe dichiarare, come fa: "Visto che oggi c'è Ciarapica non volevo che i soldi miei potesse utilizzarli la sua Giunta". Perchè alla data del 20 giugno 2017 (protocollo della lettera?) Ciarapica non era ancora stato eletto sindaco, nè tantomeno esisteva la sua Giunta. Al suo posto avrebbe potuto esserci la Giunta Corvatta, con Silenzi confermato assessore. Precisato che le indennità dell'ex vicesindaco sono state destinate alle associazioni per un biennio e non per l'intero mandato (come passaggi del pezzo lasciano intendere) ci sarebbe altro da approfondire. Oltre all'ex vicesindaco, come noto ha rinunciato all'indennità - seguendo le stesse procedure - anche l'ex Sindaco Corvatta. I cinque consiglieri di maggioranza dovrebbero valutare, dato che sono in ballo, anche la posizione dell'ex Sindaco. Ha richiesto anch'egli - come Silenzi - il riaccredito dell'indennità (e semmai in quale data) oppure ha continuato a destinarla, come nell'ultimo biennio, alle associazioni tramite Comune? Attendiamo chiarimenti sulla vicenda, convinti - fino a prova contraria - che alle buone intenzioni siano seguiti fatti concreti.
  • Spunta all’orizzonte
    una nuova Maceratese

    198 - Nov 14, 2017 - 12:58 Vai al commento »
    CRITICA SPORTIVA O AULA DI TRIBUNALE? Francamente non avrei mai creduto che Scattolini si fosse spinto fino al punto di minacciare di querela i propri lettori. La lista si allunga: dopo Ferramondo, il sottoscritto, mentre c'è la curiosità di sapere chi sarà il prossimo destinatario. Eppoi sarebbero gli altri, secondo lui, ad essere "colpiti nel vivo" a "scarrellare"! Tutti chiari segnali di insofferenza alle critiche ricevute e mancata rassegnazione all'adorata Rata che, se ne faccia una ragione, non esiste piu, morta e sepolta. Il confronto dialettico, l'esperienza lo dovrebbe suggerire, va accettato pur nella sua asprezza, altrimenti è meglio cambiare mestiere. Non ritorno diffusamente sui termini del contendere, che ritengo sufficientemente chiari. Sulla differenza cioè tra "valori sportivi" (costituzione di una nuova società) e semplice "transazione monetaria" (acquisto del titolo sportivo di un sodalizio esistente). I lettori li avranno certamente compresi, valutati e stabilito quale causa sposare. Pongo piuttosto due questioni, una di sostanza e l'altra di metodo. Se sia il caso di mantenere in piedi una rubrica (dopo una prima intenzione di chiuderla) essendo venuto meno l'oggetto di attenzione: la Rata. Sta a questo punto alla direzione di CM decidere se conservare il cronista (con la sua autorevolezza, che contesto) ovvero privilegiare il contenuto. Considerato che quest'ultimo negli ultimi tempi è calato, essendo venuta meno la "ragione istituzionale" della rubrica. Dal punto di vista del lettore - la seconda questione - è intollerabile che i commenti siano sottoposti ad una sorta di "controllo poliziesco" da parte del cronista. Come è possibile commentare serenamente sapendo di avere sulla testa, come annunciato, la "minaccia di querela"? Per quanto mi concerne, lo avevo anticipato - non avendo la vocazione di finanziare altri - i commenti alla rubrica terminano qui. Spazio a lettori più "docili e accondiscendenti" e, soprattutto, che non disturbino troppo il "titolare della rubrica". Altrimenti il rischio concreto è di essere trascinati in Tribunale, nel nome della "corretta informazione"
    199 - Nov 13, 2017 - 15:55 Vai al commento »
    SCATTOLINI TRA "VIL DENARO" E VALORI SPORTIVI Scattolini, ci è o ci fa? Scusate, viene da chiederselo rispetto a quanto pubblica. Incredibile addirsi (tutto attaccato, cosi "tatà" Enrico è contento) ma trascorsi cinque anni non ha ancora compreso perchè è finito su "Striscia la Notizia". Quello di Scattolini è proprio "masochismo", dal momento che il suo rilievo sulla "poca prolificità" della Samb si è subito ritorto contro la Rata (terzo gol di Shiba e partita chiusa). Sta qui il senso della "gufata", che caratterizza la rubrica di Militello, perciò egli se ne è occupato. Altro aspetto incompresibile, l'aver bollato come "acidume" mie serie considerazioni sulla differenza tra "valori sportivi" (costituzione di una nuova società) e "transazione monetaria" (acquisto del titolo sportivo di altro club). Concetti ribaditi da Gatti (cui il "coniglio mannaro" Scattolini - ad Andreotti si risponde con Forlani - evita di replicare) con maggior enfasi. Il lettore dichiara di provare "schifo" per l'operazione in corso ("non è calcio", scrive), che manca di rispetto sia a sangiustesi (Scattolini dopo averne parlato smette di citarli?) che "pistacoppi". Ho posto il problema della possibile "destabilizzazione" della squadra cedente il titolo sportivo, cui aggiungo quello di un torneo che potrebbe essere falsato dalla trattativa (come già adombra un lettore). Sarebbe bene che la giustizia sportiva si occupasse dell'operazione in corso. Rilievi che possono far breccia nella mentalità un soggetto vissuto nel mondo della finanza? Oltretutto sarebbe la prima volta che la Rata ricorrerebbe all'acquisto del titolo sportivo di una club di "fuori città". Incredibile la giustificazione addotta: analoghe operazioni compiute da altre società. Ricorda l'intervista di una "prostituta" che collegava la sua professione alla condivisione di quella di un'amica. Sarebbe stato comprensibile un discorso - anche se non sposterebbe i termini - con la concittadina Helvia Recina (un primo interesse di Scattolini - come le "infatuazioni" giovanili - si è presto dissolto). La "corretta informazione" che si invoca agli altri, dovrebbe essere praticata da se stessi, toccando gli apetti significativi sopra evidenziati. Ad ogni modo, come si sarà compreso dai post, non nutro alcuna stima per Scattolini (sportivo e giornalista) e lo combatto apertamente. Non ho bisogno degli "ipocriti elogi" a cui fa ricorso, contraddetti un attimo dopo da espliciti insulti. Lo stagionato "vate biancorosso" si attacca all'ortografia, con l'augurio che a Natale (periodo in cui dovrebbe concretizzarsi la trattativa) - smentendo gli auspici del verace Fantauzzi - non debba "attaccarsi al ca..."
    200 - Nov 12, 2017 - 0:59 Vai al commento »
    LA CAUTELA DI SCATTOLINI, "GUFO" DELLA RATA La rubrica di Scattolini, dopo aver oscillato nell'arco della settimana, sembra aver trovato collocazione al venerdì. Giorno come noto di "passione e morte" perciò adatto per parlare della Rata. Società scomparsa la scorsa estate (a 95 anni), dopo lunga tribolazione, con relativo "trigesimo" celebrato in sede istituzionale. Usa un linguaggio criptico, Scattolini, quasi "iniziatico", per delineare possibili scenari per la Rata. Ipotizza, per quanto si può capire, un accordo con una società della provincia, militante in Serie D, da cui acquisire il titolo sportivo. Per aggirare le norme del calcio, non si accetta in terra "pistacoppa" l'umiltà di ripartire (come Ancona e Civitanovese) dalle categorie minori. Scattolini da l'intesa quasi per raggiunta, tanto da pensare ad un festeggiamento a Natale con il panettone. Sperando non lo si debba fare con il torrone coriaceo di un tempo, che metterebbe alla prova le robuste dentiere che si vedono in talune immagini. Vi sono però difficoltà, a cominciare dalla "plata" (come si dice in America Latina) per acquisire un titolo sportivo di quarta serie. C'è la curiosità anche di conoscere chi sono gli imprenditori che si "manifestano" ora, quando la scorsa estate non hanno consentito alla Rata l'iscrizione a nessun torneo. Poi i problemi interni che un accordo comporterebbe alle società coinvolte, con metà campionato da disputare. Chissà come sarebbero contenti i giocatori della Sangiustese (se si parla di tale sodalizio), impegnati nella lotta per la salvezza, nel sapere che la loro società non esisterà più! Ci va cauto Scattolini - memore di suoi precedenti - per, scrive: "nascondere particolari la cui pubblicazione potrebbe compromettere l'operazione". Perchè Scattolini da incautamente del "menagramo" al prossimo ma il "gufo" della Rata è proprio lui. Almeno il solo assurto agli onori della cronaca nazionale, essendo una sua "performance" nelle teche di Mediaset (trasmissione "Striscia la notizia"). Ricordiamo quando nel torneo di Serie D 2012/2013, durante la telecronaca del derby con la Samb, Scattolini sentenziò che i rossoblù non erano "mai stati prolifici" con la Rata. I biancorossi che perdevano all'Helvia Recina 0-2 subirono immediatamente il terzo gol di Shiba, che chiuse la partita. Una "gufata" colossale quella di Scattolini, di cui si occupò Cristiano Militello in "Strisca lo Striscione" (rubrica "Gufate", ovviamente). Potrebbe verificarsi che l'accordo slitti (come le previsioni della scorsa estate) e se ne riparli a Pasqua, magari festeggiando con la "colomba". Nella speranza che non voli via, portando con se tutti i sogni di rinascita della Rata.
  • Rata, la Tardella non incassa
    E restano in piedi le denunce

    201 - Nov 6, 2017 - 15:33 Vai al commento »
    @ MICUCCI Chi come me conosce il pugilato (Scattolini stranamente si è formato un'immagine "edulcorata") "sente", ha la percezione precisa di quando l'avversario "accusa" i colpi. A quel punto, sta alla generosità del più forte "salvare" il pugile in difficoltà, evitando di "affondare" i colpi e risparmiandogli l'umiliazione di finire al tappeto. E dire che il weekend calcistico offrirebbe più di un motivo per "darci dentro" e chiudere il match! Dalla terza sconfitta di fila del Sassuolo di Bucchi - sta seguendo le orme del collega ex Rata Giunti a Perugia - che i "cortesi auspici" per l'esonero (nel prossimo turno contro il "fanalino" Benevento?) se li costruisce da solo. Al pareggio a San Siro del "mio" Torino (dopo essere stato in vantaggio) con l'Inter di Scattolini, che punta alla conquista dello scudetto (sic!). Ma, con tutta probabilità ci troviamo di fronte ad un soggetto con talmente tanto coraggio (espresso solo sulla tastiera dell computer) che - semmai si trovasse su un ring - all'annuncio: "fuori i secondi" scapperebbe via a "gambe levate"!
    202 - Nov 5, 2017 - 15:09 Vai al commento »
    SCATTOLINI PELLEGRINO DEL "TERRITORIO DEL NULLA" Scattolini è troppo ottimista (come d'altra parte per le future sorti della sua amata Rata) nell'annoverarmi tra i "fedeli lettori" della sua rubrica. Come si sarà notato non la seguo più assiduamente come un tempo e - dal mio commento traspare chiaramente - non intendo seguire oltre Scattolini nel vago "territorio del nulla". Rispetto ad una società, la Rata, deceduta la scorsa estate, che per il futuro non mostra alcun segno di "rinascita". Avrebbe fatto meglio, Scattolini, a mantenere i buoni propositi estivi, svaniti nel giro di pochi giorni. Ricordiamo tutti di aver letto, su questo quotidiano-online, sue dichiarazioni esplicite: "il mio ultimo pezzo", "spero di trovare in futuro momenti di collaborazione con il direttore di CM", altro che "dettagli". Riguardo ai "cortesi auspici", che Scattolini mi attribuisce di aver riservato al tecnico del Sassuolo Bucchi, si tratta di sue considerazioni a "ruota libera". La mia è soltanto un'analisi dei fatti (è noto che la panchina di Bucchi è da settimane a rischio), corredata da cifre esplicative. Come quella riferita alla "avventura" di Giunti a Perugia (su cui Scattolini, nonostante i "lusinghieri giudizi" iniziali, ovviamente non si esprime. L'ex "cantore della Rata", in conclusione, avrebbe fatto meglio a dare seguito all'intuizione estiva di "rinuncia" alla sua rubrica. A questo punto - considerata la penuria di commenti su CM - egli corre il rischio che la sua nota settimanale sia sottoposta al giudizio del "Grande Capo Estiqaatsi". Saluti, Scattolini, la lascio al suo zapping domenicale di tifoso biancorosso disoccupato.
    203 - Nov 5, 2017 - 12:07 Vai al commento »
    LA SCOMPARSA DELLA RATA E LA RUBRICA DI SCATTOLINI E' da poco ricorsa la "Commemorazione dei defunti" ed è giusto ricordare la Rata, società calcistica scomparsa la scorsa estate all'età di 96 anni. Scattolini, suo "storico cantore", aveva annunciato (come ragione vorrebbe, essendo venuto meno l'oggetto) la sospensione della rubrica settimanale su CM. Così si intende quando ci si congeda e si ringrazia la redazione, prospettando un rifugio nel "porto sicuro" della finanza. Macchè la settimana successiva Scattolini era di nuovo a pubblicare, lamentando la domenica in casa senza stadio. In tal modo ha continuato fino ad ora, senza mantenere però un giorno fisso (la rubrica "fluttua", come la moneta). Gli argomenti - privo della gara da commentare - vanno dall'amarcord alle prospettive della Rata. In tale ambito l'acquisizione del titolo sportivo di Helvia Recina (squadra di Villa Potenza, di cui Scattolini è divenuto tifoso) o Sangiustese. Dimenticando che la scorsa estate la Rata non è riuscita ad iscriversi nemmeno alla Terza Categoria! Ci si chiede se l'ex "cantore biancorosso" la tirerà avanti fino a primavera e con quali argomenti!? Nella "risorta" rubrica vi sono anche "topiche" notevoli, come l'esaltazione (con campionati appena all'inizio) di ex tecnici della Rata, transitati sul "taumaturgico" terreno dell'Helvia Recina. Sappiamo tutti che fine ha fatto Giunti a Perugia, messo alla porta ad un quarto di campionato dopo 5 sconfitte di fila (6 flop nelle ultime 7 gare). Tra queste le debacle interne con la Pro Vercelli (1-5) ultima in classifica ed il Cesena (0-3) del tecnico "maceratese" Castori. Giunti ha dovuto lasciare una squadra costruita per disputare i playoff e scivolata in zona retrocessione, tra la contestazione dei tifosi ("andate a lavorare!"), senza sapere dove potrà ricominciare. Stesso destino sembra attendere Bucchi a Sassuolo (2 sole vittorie, a fronte di 7 sconfitte). La squadra neroverde, allestita per conquistare l'Europa, non ha ancora vinto in casa (2 pareggi e 3 sconfitte) e vede il fondo della classifica. Dopo la batosta al Foro Italico, pardon all'Olimpico di Roma (1-6) con la Lazio, l'esonero di Bucchi sembrava certo, ma si è salvato andando a vincere a casa della "fragile" Spal. Successivamente il tecnico ex Rata è riprecipitato cedendo in casa - e salvando la panchina a Del Neri - con l'Udinese. Dopo la sconfitta di Napoli (1-3), domani il Sassuolo riceve il Milan: vi sono due panchine in pericolo, quelle di Bucchi e Montella, vediamo chi la farà franca. Insomma niente male per due tecnici che il competente Scattolini aveva definito "attrezzati per le serie maggiori"! Non c'è da aspettarsi che l'attento cronista torni sui suoi giudizi quantomeno "affrettati". Tra le tante che abbiamo letto nella rubrica, una previsione potrebbe rivelarsi azzeccata. Che la prossima stagione i "pistacoppi" si trovino ad assistere all'Helvia Recina alle partite del Matelica, promosso in Serie C senza campo. Si della squadra i cui confronti con la Rata, in quarta serie, non erano proprio alla "camomilla". Ciò vorrà dire che la "Rata-Piccione" (corrispondente all'Ascoli-Picchio) non si sarà costituita e l'anno sabbatito diventato definitivo.
  • Ospedale unico, grido d’allarme
    “Civitanova sarà declassata:
    il sindaco si svegli”

    204 - Ott 31, 2017 - 1:43 Vai al commento »
    OSPEDALE UNICO E RESPONSABILITA' DEL PD CIVITANOVESE Si cerca, è facile ora che si è all'opposizione, di buttare la "croce addosso" alla nuova Amministrazione Comunale. Ma il discorso dell'ospedale unico distante da Civitanova (il cui nosocomio ha da poco inaugurato nuovi reparti e deve essere completato) viene da lontano e le responsabilità del PD locale e dei suoi dirigenti sono pesanti. Intanto perchè la soluzione adottata è dalla Regione, governata da quel Ceriscioli, pesarese, che deve la sua elezione al sostegno determinante alle primarie PD di Silenzi e del partito di Civitanova (a scapito del candidato maceratese Marcolini). Il sostegno di Silenzi a Ceriscioli non è stato dell'ultimo momento: l'aveva sponsorizzato per l'elezione a segretario regionale PD - contro le norme del partito - fino al boicottaggio delle primarie. Quando si appoggia un candidato, se non si è "sprovveduti" o si privilegia altro, si dovrebbero conoscerne i progetti. Del governatore Ceriscioli, va ricordato, è consigliere economico Sara Giannini, mentre per Silenzi si parla da tempo di un incarico per la ricostruzione post-terremoto. In consiglio regionale siede Francesco Micucci, esponente del PD civitanovese, che alla vigilia delle elezioni aveva "imbandito" una cena con 700 invitati, principalmente del settore sanitario. In quella sede promesse sul suo ruolo in Regione e sull'impegno per il potenziamento delle strutture sanitarie cittadine. Sarebbe il caso che il consigliere, che ora tace, spiegasse come si è mosso in sede regionale per promuovere Civitanova quale sede dell'ospedale unico. Silenzi rimprovera al sindaco Ciarapica di non aver agito di concerto con i colleghi della costa, mentre il tema dell'ospedale unico era emerso quando l'esponente PD amministrava Civitanova, senza aver promosso azioni tangibili al riguardo. Anzi esistono comunicati ufficili del PD civitanovese, e dichirazioni del consigliere regionale Micucci, a favore della soluzione Montecosaro, ponendo Civitanova come subordinata. L'elenco dei reparti da tagliare all'ospedale civitanovese, che ora Silenzi propone, suona come "mea culpa" per non aver fatto ciò che si doveva. Staremo a vedere se Silenzi, ora che si è esposto, saprà dare seguito alle sue posizioni con azioni di protesta unitarie con le altre forze politiche cittadine. Mettendosi in questo modo contro il governatore Ceriscioli, che egli ha promosso in quel ruolo. Unica consolazione, rispetto al papocchio sanitario e infrastrutturale che si prospetta, è che tra poco più di due anni a Ceriscioli toccherà il destino dei sui amici civitanovesi e le soluzioni per la sanità marchigiana saranno ripensate e ridiscusse.
  • Una via dedicata ad Anna Frank,
    la proposta del Pd

    205 - Ott 29, 2017 - 14:37 Vai al commento »
    ANNA FRANK E "SPECULAZIONE POLITICA" PAESANA Caspita ci sono voluti gli ultras della Lazio (che hanno affisso sue immagini in maglia giallorossa) per far "scoprire" al PD civitanovese la figura di Anna Frank! Si accorgono solo ora della giovane ebrea tedesca rifugiata con la famiglia ad Amsterdam (il suo "Diario" risale a quel periodo) e scoperta dalle truppe tedesce durante l'occupazione dei Paesi Bassi. Deportata nei campi di sterminio, la Frank morì di tifo nel campo di Bergen-Belsen a soli 16 anni. Perchè il trio PD autore del comunicato non viene dalla Luna, ma ha amministrato Civitanova (due di loro nel ruolo di assessore) per 5 anni consecutivi. Si accorgono solo ora questi "meravigliati signori" che non esiste in città un luogo pubblico che ricordi "le vittime della Shoah" e che sarebbe il caso di intitolare una via ad Anna Frank? Chiedono anche di prevedere fondi nel Bilancio comunale per l'acquisto di copie del "Diario" da destinare alle Scuole, di cui finanziare le visite ai campi di sterminio. Tutte proposte apprezzabili, ma ci si chiede: perchè non ci hanno pensato quando amministravano Civitanova? Dovevano cambiare l'intitolazione della Via dei Licei, perchè non hanno proposto il nome di Anna Frank (ragazza in età scolare) invece di scomodare un personaggio di un altro continente? Ma i misteri a tale proposito sono tanti e non è facile sondare il "percorso mentale" degli esponenti del PD locale. Nel 2010 si tenne a Civitanova un convegno (Amministrazione Mobili, cui va dato merito)- il filmato è visibile in rete - in ricordo di Franco Fortini. Fortini, uno dei maggiori intellettuali italiani del secondo dopoguerra (poeta, scrittore, saggista e traduttore) ebbe il primo incarico di insegnamento, nel 1939, all'ITC "Corridoni" di Civitanova. Il poeta - esiste al riguardo documentazione nell'archivio dell'Istituto - fu rimosso all'insegnamento poichè ebreo. Durante la sua permanenza, Fortini dedicò alla città una "struggente" poesia: "Di Porto Civitanova". Alla "illuminata" amministrazione Corvatta fu proposto di intitolare a Fortini un luogo cittadino (in occasione del Centenario della nascita) ma non è stato fatto. Perciò l'attuale presa di posizione del PD civitanovese "puzza di strumentale", come rileva un precedente commento. La proposta che dovrebbe essere accolta è quella di acquistare copie del "Diario" della Frank da destinare a tre estensori del comunicato. Per conoscerne (probabile che qualcuno di loro non ha letto il libro) il contenuto e escludere Anna Frank dalla polemica politica nostrana. Viceversa si offenderebbe la memoria di una giovane, martoriata dallo sterminio nazista.
  • Amministrazione assente a Giallocarta,
    “scorrettezza istituzionale”

    206 - Ott 24, 2017 - 16:49 Vai al commento »
    ROSETTA, PORTAVOCE DI "CARTA CANTA" O ACIDITA' DA EX? Non si capisce a che titolo intervenga la Martellini, attaccando l'Amministrazione Comunale per l'assenza alla premiazione di "Giallo Carta"? Tra l'altro - eravamo presenti - il sindaco Ciarapica non era al Teatro "Rossini" ad assistere allo spettacolo di Virginia Raffaele. Rivendicato dalla polemica Rosetta, mentre la "Performance" dell'attrice romana fa parte della stagione teatrale deliberata dal nuovo CdA dei Teatri. Si è avuto da ridire dall'opposizione vicina alla Martellini sulla composizione del nuovo CdA, mentre il precedente deliberava con due soli componenti (uno era dimissionario e non partecipava alle sedute). Tornando a "Giallo Carta" e all'intervento di Rosetta, non risulta che la stessa faccia parte dello staff di "Carta Canta", associazione promotrice della manifestazione, che sarebbe dovuta intervenire direttamante se il sindaco invitato non ha presenziato. Il patron Lattanzi, promotore della lista civica dell'ex sindaco Corvatta, non ha voce per parlare? Risulta che la Martellini abbia letto la sera precedente, durante la tradizionale cena con i parcecipanti al concorso, un racconto di Agatha Christie. Scelta un pò vecchiotta, quando la letteratura gialla offre, almeno per i miei gusti, molto di meglio. Il bagaglio culturale dell'attrice potentina non contempla opere meno datate? Non è la prima volta che la spigolosa Rosetta interviene "a sproposito" dopo aver lasciato la presidenza dei Teatri (quota PD, sponsor l'ex assessore Silenzi). Ricordiamo l'aspro attacco alla finale regionale di Miss Italia (Miss Cinema) che l'Amministrazione di cui faceva parte aveva proposto nel complesso al primo anno di mandato. Se non si condivide un'iniziativa la si evita subito e non la si cancella a posteriori. Aveva addirittura promosso la Martellini il boicottaggio della serata, con tanto di raccolta firme. Successivamente ha dovuto constatare con "amarezza" che il consigliere regionale PD Micucci era in giuria alla finale regionale di Miss Italia a Pievetorina (con la stessa vincitrice di Civitanova). Stia serena l'animosa Rosetta, si ritenga fortunata dell'incarico ricoperto, pure troppo alla luce dei risultati ottenuti. Da un'attrice ci si sarebbe attesa in primis una stagione teatrale d'alto livello, che in un quinquennio è sempre mancata. Altrimenti la Martellini darebbe dimostrazione di "acidità" per un incarico a cui teneva e che ora non ha più. Riprenda la sua attività, che ci auguriamo abbia intensa, e ci eviti di leggere questa "lagna" e le bacchettate all'Amministrazione Comunale di cui molti, viste le letture dei suoi interventi, faremmo a meno.
  • Civitanovese, semaforo verde.
    Pioraco in rosso: quattro espulsi

    207 - Ott 16, 2017 - 17:33 Vai al commento »
    LE DIVERTENTI RIFLESSIONI DI UN'ORFANO DELLA RATA Curiose le riflessioni del nostro "amico" (mi definisce così, ma non lo conosco), rimasto inopinatamente "orfano" della Rata. Critica l'interesse mediatico per la Civitanovese ma ne resta impigliato, commentando su CM a notte fonda le vicende dei rossoblu. E' recidivo: prima della gara col Pioraco, aveva commentato (alle 2 di notte) l'esordio in campionato. A rigor di logica egli non si impegnerebbe tanto a postare se non fosse interessato alla Civitanovese. Si può spiegare con il fatto che la squadra rossoblu (che valuta come un partito dello 0.3%) è più su della Rata, cancellata da tutti i campionati nazionali (quindi zero carbonella!). Chiude il "caro amico" con una considerazione da vero "fanello" (approfondisca l'espressione civitanovese). Invita a non dare rilievo ai contatti sugli articoli: ricordiamogli che ci troviamo su un quotidiano on-line (non parliamo di canzonette!) che deve la sopravvivenza (e relativa pubblicità) al numero dei lettori. Le visite al pezzo sulla Civitanovese, grazie anche al suo costributo, sono nella media: oltre quota 2300. Saluti
    208 - Ott 15, 2017 - 16:22 Vai al commento »
    LA CIVITANOVESE CHE DISTURBA IL SONNO DEI "PISTACOPPI" Va bene la Civitanovese in Prima Categoria, guidata da un tecnico esperto, Francesco Nocera (lo conoscono bene a Macerata, dove ottenne una promozione in Serie D con 20 punti di vantaggio). I rossoblu, sinora imbattuti (3 vittorie e 1 pareggio), con un organico da categorie superiori, guidano la classifica del girone C. La Civitanovese è seguita dagli sportivi, prova ne sono i 2000-2500 contatti che i pezzi sulle sue prestazioni registrano su CM. La Prima Categoria, dove milita la gloriosa Ancona (con trascorsi in Serie A), che porta allo stadio più di 1000 tifosi, non è seguita da "quattro gatti". Nemmeno da "quattro piccioni" (pistacoppi), dato che non dormono la notte (ore 2) per commentare le gare della Civitanovese. Si arriva a rilevare presunti aiuti arbitrali, mentre i rossoblu non hanno sinora avuto 1 rigore a favore, anzi ne hanno registrati 2 contro (Castelfidardo e Pioraco): i 2 unici gol subiti. Riguardo agli espulsi dell'ultima partita, sono stati 2 per il Pioraco (gli altri 2 sedevano in panchina) e 1 per la Civitanovese. I rossoblu procedono anche nella Coppa Marche: nell'ultimo turno hanno battuto 8-1 il Caldarola in trasferta. Ben diversa la situazione a Macerata, dove dalla Lega Pro si è giunti (dopo aver fatto ridere l'intera Italia per i ripetuti "passaggi di proprietà") alla scomparsa della squadra. Dopo i litigi tra i "salvatori della patria" per l'iscrizione in Serie D o Eccellenza, non sono riusciti nemmeno a disputare la Terza Categoria! Ora si tentano contatti con altre società (Sangiustese?) per acquisirne il titolo e aggirare le norme federali (i valori sportivi?). Immortali "cantori della Rata", caldeggiano accordi con l'Helvia Recina del rione Villa Potenza, di cui sono diventati tifosi (abbandonando i "beneamati" colori biancorossi per gli anonimi arancioneri). Imperdibili gli spassosi commenti televisivi di sperimentati cronisti sportivi, precipitati dal glorioso stadio "Tardini" di Parma al campetto della Pinturetta. Se le cose vanno bene, altrimenti lo sport praticato è quello della "minaccia di querela" tra ex tifosi della Rata.
  • All’Helvia Recina non c’è nessuno,
    prime domeniche senza calcio a Macerata

    209 - Set 11, 2017 - 18:04 Vai al commento »
    NOSTALGIE BIANCOROSSE ED ESAGERATI ELOGI TECNICI Vi pareva con una fava di cogliere due piccioni (pistacoppi): la fine certificata della Rata (esclusa da tutti i campionati) e quella della nota settimanale del suo "storico cantore" Scattolini. Invece, il periodo sabbatico di Enrico Maria - dichiarato con tanto di ringraziamento alla redazione CM e annuncio di rifugio nel "porto sicuro" della finanza - è durato una settimana. Torna a scrivere, speriamo la cosa gli eviti "problemi", dopo mezzo secolo di assiduità ai colori biancorossi. Costretto a passare la domenica in casa a fare zapping in cerca di ex biancorossi. Con una famiglia, come rivela, poco partecipe alla sua passione calcistica. Dalla nota di Scattolini emerge la nostalgia del "tempo che fu", la storia della sua squadra interrotta alla vigilia del secolo di attività. Cerca di individuare le responsabilità della dipartita, ma è più facile accertare chi non ne ha. Emerge un sindaco che doveva agire in prima persona, invece di delegare altri. Nel momento in cui si rivela che da forestieri non ci si può aspettare nulla - con il sindaco responsabilizzato dalle norme calcistiche - non portare avanti un "piano B" nel frattempo preparato. Se le risorse economiche locali non lo consentono, iscrivere comunque la Rata ad un campionato minore (come Ancona e Civitanovese) per proseguirne la storia. Sbagliato dichiarare "o la Serie D o nulla" da parte di un sindaco nel cui mandato, non si può ignorare, sono sparite da Macerata Lube e Rata. L'unico approdo per Scattolini (della serie "attaccate ar c..." di fantauzziana memoria) resta il collegamento con l'Helvia Recina (che veste altri colori in Promozione). Quando un "borioso" (che ora scrive poco) su CM considerava "umiliante" per la Civitanovese giocare con la squadra di Villa Potenza! Come cambiano velocemente le cose anche nel calcio. Enrico Maria nella "risorta" nota sfiora l'attualità esaltanto i "meriti" degli ex tecnici biancorossi. Scrive di avere "ammirato" l'esordio in Serie A di Bucchi col Sassuolo, dubitiamo abbia seguito però la partita. Il Genoa di Juric infatti li ha messi sotto in casa: si contano 5 limpide azioni da gol rossoblu (inclusa la traversa piena di Biraschi) e nel finale il quasi gol del 15enne Salcedo. Nella seconda di campionato, il Sassuolo ha subito a Torino il monologo granata: 3 reti (Belotti, Lajic e Obi) e azioni gol con Lajic (2), Falque e Rincon, contro la sola conclusione di Duncan. Visto il magro esordio Bucchi nella trasferta di Bergamo ha lasciato il 4-3-3 per un più accorto 3-5-2, rinunciando alla punta Politano. Passa in vantaggio in contropiede (una specialità di Bucchi) con Sensi, ma subisce la rimonta atalantina con Cornelius e il subentrato Petagna. Bergamaschi vicini al gol anche con Hateboer, mentre per il Sassuolo è inutile il forcing finale (azione Acerbi). Nel prossimo turno tanto per gradire gli emiliani riceveranno i pluricampioni della Juventus (prima della trasferta di Cagliari): difficile riescano a farla franca! Perciò mister Bucchi (1 punto raccolto in 3 partite) - mai farsi tradire dall'attaccamento agli ex biancorossi - deve ancora dimostrare di essere "attrezzato" per reggere il calcio della Serie A.
  • Mercuri lascia “Noi con Ciarapica”,
    salgono a 5 i transfughi delle liste

    210 - Set 5, 2017 - 15:34 Vai al commento »
    IL PD E L'OPPOSIZIONE DELLA FUFFA Caspita, al Pd toccherà cambiare opinione sul consigliere Paolo Mercuri, ora che ha lasciato la lista civica del sindaco Ciarapica, con cui è stato eletto, per confluire nel gruppo misto "Liberamente" di Marzetti. Non molti giorni fa lo stesso consigliere Mercuri, insieme ad altri di maggioranza, è stato attaccato pesantemente dal PD locale (con manifesti giganti affissi in tutta Civitanova) con l'accusa di "parentopoli". La figlia Milena, infatti, è stata nominata dal sindaco nel CdA dell'Atac. Da rilevare che il Pd quand'era in maggioranza (cambia il contesto, concetto su cui torneremo, che connota la sua opposizione) respinse un emendamento del M5S teso ad eliminare la nomina di parenti dei consiglieri nelle partecipate. Si dovrà industriare Robespierre (sotto lo pseudonimo molti intravedono la penna del "buontempone" Silenzi) nei suoi "salaci" commenti su Civitanova Live per trovare una motivazione alla palese contraddizione. Alla peggio potrà schierare dietro ad un tavolo il "trio delle meraviglie" - non di calcistica memoria - ma il gotha dei dirigenti del Pd civitanovese: Mirella, Lidia & Gazzosa per dare spiegazioni. Perchè ora Mercuri prende le distanze dall'amministrazione (anche se come ha precisato non esce dalla maggioranza) e viene rivalutato come segno di debolezza del sindaco Ciarapica. Stesso discorso vale per l'ex presidente dei Teatri, Francesco Centioni, prima additato come incallito "fascista" (cucinava con l'immagine di Mussolini sul petto) e poi "osannato" poichè resistente alle imposizioni di quella "prepotente" dell'assessora Gabellieri. Silenzi che al vertice dei Teatri aveva imposto (ignorando accordi elettorali) una fedelissima (Martellini) non ha avuto gli stessi problemi. A proposito di Rosetta (che della questione aveva fatto un motivo di onore), la "cantonata" più grossa il PD l'ha presa sul redivivo concorso di bellezza Miss Italia. Ha presentato una petizione, scomodando associazioni e personalità (tra cui addirittura i parlamentari Manzi e Morgoni) per il "boicottaggio" della maifestazione. Pochi giorni dopo, però, l'esponente di spicco del PD civitanovese, il consigliere regionale Micucci, è stato fotografato nella giuria e sul palco alla premiazione della finale regionale di Miss Italia a Pive Torina. Particolare significativo il concorso ha avuto la stessa vincitrice di Civitanova: la matelicese Ilenia Bravetti. Micucci, evidentemente accortosi dell'incongruenza, ha subito precisato che "cambia il contesto". Come dire, la Bravetti considerata "donna oggetto" a Civitanova non lo è piu a Pieve Torina! Insomma una "opposizione della fuffa" quella del PD nostrano, si potrebbero citare altri "illuminanti" esempi, concentrata su questioni marginali, distante dai temi della vita amministrativa che toccano i cittadini. Lontano dall'essere elaborata la debacle elettorale (Silenzi ha dichiarato in sedi ufficiali che hanno "vinto", ma sono in minoranza!). Mentre il "castoro Giulio", in riva al Chienti, continua a "rosicare" il ramo e risulta ogni volta positivo (4 volte la norma) al test del "rosicometro".
  • “Una via intitolata
    a Jimmy Fontana”

    211 - Set 3, 2017 - 16:25 Vai al commento »
    FONTANA: I DUBBI DI UNA INTITOLAZIONE La nascita e la residenza sono elementi importanti per la decisione dell'intitolazione di una Via cittadina. A meno che non si abbiano di fronte personaggi della storia nazionale (Mazzini, Garibaldi, Cavour ecc.) o di spessore internazionale. Nel caso di Enrico Sbriccoli (in arte Jimmy Fontana) risulta nato a Camerino nel 1934 e residente per gran parte della vita a Roma, dove dal 2013 riposano le sue spoglie. Semmai la lettera che propone l'intitolazione dovrebbe essere trasmessa a Camerino, nei cui atti anagrafici è registrato Sbriccoli e al sindaco locale, Pasqui. Quanto alle canzoni che hanno reso celebre Jimmy Fontana, il testo di "Che sarà" è di Franco Migliacci (autore della celeberrima "Nel blu dipinto di blu", canzone italiana più venduta nel mondo). Il "paese mio che stai sulla collina" è, come più volte dichiarato da Migliacci, Cortona (Arezzo), località di origine della sua famiglia e non Macerata, come si vuol far credere. Il motivo fu portato a Sanremo nel 1971 (dove si classificò secondo, dietro Nicola di Bari) e al successo internazionale dal cantante cubano Josè Feliciano. Il testo dell'altra canzone conosciuta, "Il mondo", si deve al compianto Gianni Boncompagni (sposato in Svezia, maturò profonda nostagia per il nostro Paese), sulle musiche (come per "Che sarà") di Fontana e Pes. Nascita e legami con la città, quindi, sono aspetti significativi e su di essi dovrebbe riflettere il sindaco Carancini prima di decidere l'intitolazione. Tanto che ci sono altri personaggi, per restare nel mondo dello dello spettacolo, che vantano maggiori diritti. Come non ricordare, ad esempio, Silvio Spaccesi, che a Macerata nacque nel 1926. Spaccesi, figura di primo piano di teatro e cinema, mentenne vincoli saldissimi con Macerata, dove dopo la scomparsa del 2015 riposano le sue ceneri. Non manca mai nei commenti il "sapientone" che da dell'ignorante a tutti. Dimenticando che egli ha assegnato origini macetaresi a calciatori della Rata (scomparsa nel 2017, proposta un'intitolazione?) quali Turchetta e Malizia, nati in tutt'altre parti d'Italia.
  • Petizione per boicottare Miss Italia,
    due parlamentari tra i firmatari
    Ciarapica: “Anche la bellezza è cultura”

    212 - Ago 11, 2017 - 23:03 Vai al commento »
    MISS ITALIA E POLITICI "SENZA VERGOGNA" Come uno dei gruppi, "I senza vergogna", che hanno accompagnato Renzo Arbore nella sua lunga carriera, meritano di essere definiti certi politici che hanno sottoscritto la petizione al boicottaggio del concorso "Miss Cinema" (parte di Miss Italia) riproposto a Civitanova. Gli stessi sono stati protagonisti nella passata amministrazione di "offese" ben più gravi alla "immagine femminile". Basti ricordare che all'inizio dell'amministrazione Corvatta hanno proposto, nell'ambito di un festival, l'incontro con la pornostar Valentina Nappi. La quale, dal palco del Chiostro di S. Agostino, per "scaldare l'ambiente" ha chiesto al pubblico: "Alzi la mano chi di voi si masturba". Una pornostar, pagata lautamente sul set per soddisfare le "pratiche solitarie" di maschi complessati e depravati, non è il massimo della "donna oggetto"? Ebbene dov'erano quando l'amministrazione di centrosinistra allestiva queste "iniziative" i vari: Cristiana Cecchetti, Tommaso Corvatta (sebbene sbugiardato sul tema firma), Mirella Franco, Lidia Iezzi, Rosetta Martellini, Pierpaolo Rossi, Giulio Silenzi (che difende se stesso)? Perchè non hanno mosso foglia (amministrazione amica, servilismo politico?) difronte a un'offesa così grave alla "figura femminile"? Per Silenzi la risposta è facile: era in prima fila quale assessore alla "cultura" nell'organizzazione dell'evento! Vergonatevi tutti, se avete un pò di coscienza, e smettetela di strumentalizzare i cittadini, che vi hanno "squadrato" alle elezioni e perciò spedito all'opposizione! La presa di posizione contro Miss Cinema, a ben verdere, fa il paio con le "ossessive critiche" di Silenzi alle riunioni di boxe promosse dell'amministrazione di centrodestra. Fino a che non si è scoperto che Silenzi (una foto lo mostra sul ring) le patrocinava da presidente della Provincia e allora non ha più riproposto l'argomento polemico. Fa specie che nella petizione si siano spesi due parlamentari (Manzi e Morgoni), che dovrebbero occuparsi dei problemi ben più seri, quali ad esempio la "ricostruzione dei nostri territori. Il che fa dubitare sulla loro autorevolezza (uno di essi non aveva brillato come amministratore comunale). Grave che si accosti nel testo della petizione, a fini di propaganda politica, gli "assassaini femminili" all'innocuo concorso Miss Cinema (Miss Italia). Se la similitudine avanzata venisse a conoscenza degli organizzatori del concorso, meriterebbe una querela immediata a tutti i firmatari. Se questo, infine, è il modo di fare opposizione (elevando a fatti epocali episodi del tutto inconsistenti), l'amministrazione di centrodestra può dormire sonni tranquilli: continierà a governare Civitanova Marche per molti anni ancora.
  • Ritorno di Miss Italia a Civitanova,
    Martellini a gamba tesa:
    “Boicottiamo il concorso”

    213 - Ago 9, 2017 - 21:11 Vai al commento »
    IL PD E LA "STRUMENTALIZZAZZIONE" DELLE DONNE Sa di strumentale e contraddittorio l'opposizione condotta dal PD civitanovese, dopo la batosta rimediata alle amministrative dello scorso giugno, soprattutto riguardo al discorso "femminile". Alle elezioni la norma della doppia preferenza (prevista da una legge del 2012), tesa a favorire la rappresentanza femminile, è stata "aggirata" a vantaggio del capolista (uomo). Alcune candidate PD con un buon bacino elettorale sono rimaste fuori dal Consiglio Comunale. In seguito lo stesso PD ha puntato il dito (presentato un esposto) contro la Giunta Ciarapica, rea di non rispettare la legge Delrio, del 2014, sulla presenza femminile (due donne anzichè tre). In Italia un quarto delle giunte comunali non segue la legge Delrio, perciò è facile immaginare l'esito del ricorso. Da rilevare che la Giunta Corvatta (in carica fino al giugno 2017) - di cui il PD faceva parte - aveva in seno una sola donna (Cecchetti). Ora è la volta della presidente dei Teatri, Martellini (quota PD) che, in seguito a un intervento dello stesso tenore della testata "Civitanova Live", attacca la nuova Giunta (in particolare l'assessora Gabellieri, in quanto donna) per la riproposizione di una parte (Miss Cinema) della finale regionale di Miss Italia. Martellini, nominata su indicazione dell'ex assessore Silenzi (di cui difende l'operato) rispolvera slogan del femminismo sessantottino. Nel nuovo Millennio, quando tali concorsi, ormai parte della tradizione nazionale, non "disturbano" nessuno, tantomeno la "figura femminile". Martellini conclude la nota con riferimenti a "particolari fisici" femminili, che nelle intenzioni voleva evitare. Tanto da far ipotizzare che la "stagionata" signora (che "gnocca" non è stata mai) sia mossa da "invidia" verso le "giovani e belle" ragazze partecipanti a Miss Italia. Può sempre rimediare iscrivendosi al concorso Miss Over, che ha un pubblico meno "esigente". Come noto la finale nazionale di Miss Italia (trasmessa da La 7) si tiene a Jesolo, città del Sindaco Zoggia (nipote del parlamentare bersaniano), che ha in Giunta assessori PD. Quindi Martellini, prima di prendere di mira giunte di "altri colori", faccia chiarezza in casa dei suoi "sponsor politici". Una opposizione, quella del PD civitanovese, "strumentale e contraddittoria": il voto al braccio destro (Baioni) del nemico storico Brini (definito il "regista" del centrodestra) per la presidenza del Consiglio Comunale; la prima seduta dell'assise fatta saltare per pochi minuti di ritardo (analogo comportamento della opposizione di centro destra era giudicato "irresponsabile"). La critica per la presenza di parenti di consiglieri comunali nel CdA dell'ATAC, quando nella precedente amministrazione il PD aveva bocciato un emendamento al riguardo. Insomma una opposizione "irosa e vendicativa" (poco incline alle proposte politiche concrete), da far prevedere che su questa strada il centrosinistra tornerà alla guida di Civitanova tra 17 anni, come le è capitato. Ovviamente ritroveremo l'immarcescibile Silenzi, alla veneranda età di 83 anni, alle prese con cateteri e pannoloni.
  • Rata, il piano per la nuova società:
    “Investimento di 250mila euro,
    coinvolto un imprenditore edile”

    214 - Lug 19, 2017 - 16:19 Vai al commento »
    REGOLE GRAMMATICALI E NORME IGENICHE PER CHI COMMENTA Ricordo che una volta passando davanti ad un casolare, nella campagna maceratese, notai un cartello con su scritto: "Attenti il cane". Quell'avviso potrebbe essere stato suggerito al proprietario del quadrupede da un signore che - pur dichiarandosi laureato - non conosce la differenza tra "articolo determinativo" e "preposizione articolata". "Come il solito"... Per il resto, nel suo post fa continua confusione e cade sovente in "pacchiana" contraddizione. Egli sostiene, infatti, che una società sportiva non può costituirsi finchè la precedente non viene dichiarata "fallita". Al contempo, lo stesso signore, afferma che la nuova società ha diritto - per legge - ad essere ammessa ("in sovrannumero") ai tornei di Serie D o Eccellenza. Siccome la sentenza di fallimento non è alle viste e non verrà pronunciata - con ogni probabilità - prima dell'inizio dei suddetti tornei, è chiaro che la Rata (o come si chiamerà) non potrà iscriversi e parteciparvi. Da qui i dubbi espressi nel precedente post, che il commentatore, a conclusione del suo scritto, sembra condividere. Confusione egli manifesta anche a proposito della Civitanovese, di cui l'imprenditore Profili ha acquistato il "titolo sportivo" (non le "quote sociali", come viene scritto). Ciò a seguito del fallimento della società rossoblu pronunciato solo di recente, non ai tempi a cui risale la polemica citata. Comunque, la Civitanovese, pur tra tante difficoltà, sta seguendo un percorso più lineare della Rata. Retrocessa in Eccellenza, acquistato il "titolo sportivo" dal fallimento, in fase di riorganizzazione societaria (taglio con la gestione Cerolini), buone relazioni con l'Amministrazione Comunale. Stanno per essere ufficializzati il tecnico (Nocera) e il direttore sportivo, tutto sembra pronto per l'iscrizione al campionato di Eccellenza (scadenza: 24 luglio 2017). Potrebbe verificarsi stavolta il cosiddetto "sorpasso" (di categoria) su cui il nostro interlocutore ha tanto "scassato il caxxo". Se ciò avvenisse, dopo il "fiume di veleno" sputato sui civitanovesi (guidicati razzisticamente "inferiori"), costui dovrebbe nascondersi. Come aveva diligentemente iniziato a fare, dopo aver esaltato le virtù del nuovo patron biancorosso, Spalletta. Salvo poi ricomparire proponendo le solite "baggianate" (ma il termine che egli usa è più "appropriato"), spacciate per "fatti reali", tipo: "la Rata sarà ai nastri di partenza della Serie C" o "Liotti non è solo, ha dietro imprenditori locali". Se proprio non riesce a starsene fuori, il consiglio - prima di postare altri commenti - è di "asciugarsi il naso con la carta igenica". Essendo paragonabile - questa sua parte anatomica - a quel "posto" dove, notoriamente, "non batte mai il sole".
    215 - Lug 18, 2017 - 18:11 Vai al commento »
    RATA TRA RADIAZIONE E "MIRAGGIO" SERIE D Quindi, quello di stamane in Comune sul futuro del calcio biancorosso, è stato - per bocca del sindaco Carancini - un "incontro interlocutorio", privo di risultati concreti. E' bene ricordare che siamo nella seconda metà di luglio, è in corso il calciomercato e le squadre partono per i ritiri precampionato. A Macerata invece si continua a discutere, l'annunciata "cordata romana" (sarà un Fantauzzi bis?) si rivela di un solo "investitore", (non presente all'incontro in Comune), se ne prospetta un altro locale (senza però fare il nome). Il programmato investimento per la Serie D di 600-700 mila euro si riduce a 250 mila (semmai sufficiente per l'Eccellenza). Poi si capisce perchè tali "investitori" non si siano manifestati per "salvare" la Rata in Lega Pro, quando lo stesso Chiaraluce (con Crucianelli, non più della partita) rilevarono le quote sociali dal campano Liotti allo scadere dell'iscrizione. Il duo maceratese, come si ricorderà, abbandonò la vecchia società per la montagna di debiti accumulati e l'assenza di "investitori". Senza "risposta definitiva" dal Comune (come poteva esserci date le assenze?) non dovrebbe costituirsi domani a Firenze (imprenditore "romano" e notaio "fiorentino") la nuova società, dal nome incerto. Non si comprende poi come la stesso sodalizio possa, eventualmente, iscriversi alla Serie D, non disponendo del vecchio "titolo sportivo" (non c'è stata sentenza di fallimento) e essendo scaduti i termini: 12 luglio. Molto più concreta, invece, appare l'ipotesi lanciata dal consigliere comunale Mosca, delegato a seguire le vicende del calcio biancorosso, a cui il sindaco dovrebbe affidarsi con più convinzione. Poichè Mosca ha esperienza da presidente, è rispettato dalla tifoseria, e ha vicino professionisti e imprenditori locali (che potrebbero aumentare). Il suo progetto è di organizzare una nuova società, ripartendo dal torneo di Eccellenza (investimento ridotto: 200-300 mila euro), la cui iscrizione è ancora aperta (scadenza: 24 luglio). L'impressione che a Macerata si vada "dietro alle chiacchiere" e si stia perdendo il poco tempo utile rimasto. Alla fine l'ipotesi Chiaraluce si potrebbe rivelare non più attuabile e quella di Mosca troppo in ritardo per realizzarla (l'iscrizione in Eccellenza scade tra una settimana), scivolando in terza categoria. Strano che la tifoseria, forse rassegnata al peggio (nei giorni scorsi aveva annunciato un'assemblea sulla "dignitosa" ripartenza della "Terza"), non si schieri apertamente con l'ex presidente Mosca. Come noto i tifosi biancorossi hanno storicamente avversato le "cordate forestiere", anche con azioni "clamorose", ed ora sembra se ne stia prospettando un altra, con i soliti protagonisti "anonimi" e le abituali incertezze.
  • Primo Consiglio dell’era Ciarapica:
    “Sarò amministratore di giustizia”
    Morresi presidente al rush finale

    216 - Lug 9, 2017 - 16:10 Vai al commento »
    PRIMO CONSIGLIO: "MAL DI PANCIA" E STRUMENTALIZZAZIONI E' noto che l'assegnazione delle deleghe di Giunta lasciano sempre "malumori" e "mal di pancia" che perdurano. E' accaduto puntualmente anche per la Giunta del Sindaco Ciarapica: Forza Italia chiedeva due assessori (come Vince Civitanova, che li ha avuti) e altre liste della coalizione magari speravano in assessori diversi da quelli nominati. Così le prime votazioni del nuovo Consiglio (elezione del suo Presidente) sono state la "cartina di tornasole" del malessere della maggioranza. Nella prima votazione, infatti, Baioni (Forza Italia) ha avuto 4 voti, contro il candidato ufficiale del centrodestra, Morresi (diventate prudentemente 5 schede bianche al secondo turno). La minoranza che nella prima votazione ha votato "in bianco", invece di presentare un proprio candidato (Rosati, sarà eletto vice-Presidente) ha messo i "piedi nel piatto" delle difficoltà del centrodestra. Alla seconda votazione e al ballottaggio (quando i "dissidenti" della maggioranza sono "tornati all'ovile") l'opposizione ha riversato i propri voti (i soli) su Baioni. A molti saranno tornati in mente gli "inciuci" di Silenzi (presiedeva la seduta quale "consigliere anziano", in tutti i sensi!) in sede provinciale con l'altra "sponda politica". Vedremo quanto riuscirà a rimanere consigliere di opposizione lo stagionato Giulio (a cui tanto "piace comandare") o cederà alle sirene di incarichi a più alti livelli di cui si parla. Quanto alla Giunta magari i "mal di pancia" manifestati potranno essere curati con nomine nelle partecipate (si parla di Atac e Mercato Ittico), anche se corrono voci di dimissioni per scelte di cui ci si è pentiti. Conferma la "natura battagliera" il consigliere Rossi, che qualche ragione di scontento dovrebbe averla. Presentata una lista a sostegno di un candidato-Sindaco (Ghio) sperando in incarichi di prestigio, si ritrova a fare il consigliere (come prima), per di più di minoranza. Una scelta che non ha prodotto risultati e ipotecato negativante il futuro politico, per il "comportamento ondivago" prima del ballottaggio per l'elezione del Sindaco, non seguito dai propri elettori (solo 500 degli oltre 2000 voti della "coalizione civica" sono andati a Corvatta). Nel primo consiglio Rossi ha posto due questioni, che specie la prima sanno di "strumentale". La presunta incompatibilità del consiglire Mei (da in uso la cucina dell'albergo ad una ditta che fornisce pasti alle scuole comunali). L'impressione è che il candidato-Sindaco pentastellato possa facilmente smontare il voto negativo del Consiglio. Sulla carente presenza femminile in Giunta (sollevata anche dagli uffici comunali) Rossi ha ragione, ma ci si chiede come mai egli la richiami solo ora. Il rimpasto della Giunta Corvatta è successivo alla Legge Del Rio (a cui egli fa riferimento), di donne ne venne nominata solo una: Cecchetti, il problema politico esisteva. Tornado all'attualità, non sempre "l'ampio consenso" elettorale (spesso rilevato dal Sindaco Ciarapica) si traduce in stabilità politica. Staremo a vedere: una cosa è certa, Civitanova ha bisogno di essere governata (meno propaganda alla Silenzi) e vedere risolti i problemi.
  • Rata, una telenovela lunga 8 mesi
    giunta all’ultima puntata
    “Non se ne poteva più”

    217 - Lug 11, 2017 - 1:14 Vai al commento »
    LE ESEQUIE DELLA RATA... "DALLA RIVA DEL FIUME" La Rata, società calcistica di Macerata, si è spenta come si suol dire "dopo lunga malattia". In tal caso era stata profetica la tifoseria, che nei giorni passati aveva affisso un manifesto funebre. A dare la ferale notizia l'ultimo dei 4 presidenti succedutisi nell'ultima annata calcistica: Crucianelli. E dire che qualche speranza di salvezza l'avevamo coltivata, basandoci sulle informazioni di "commentatori di fatti reali" che assicuravano decisi: "La Rata è viva e disputerà il campionato di Serie C". Purtroppo si trattava di fandonie (frutto di "contaballe seriali") che ora si permettono di definire "scemenze" i post di Micucci. Costoro si sono anche dimostrati "allocchi", abboccando alle promesse dell'ex patron Spalletta (campus per giovani calciatori, nuovo stadio, promozione in Serie B ecc.) e giudicando "alto merito" la partecipazione al torneo di Viareggio (su cui andrebbe fatta chiarezza). La Rata si spegne per il troppo tempo concesso all'ultimo patron Liotti, alla sequela di comunicati pieni di "buone intenzioni" ma senza risultati concreti. Ciò dietro "l'alibi" della mancata rinuncia al diritto di "evizione" da parte dell'ex presidente Tardella. Due mesi buttati al vento, senza percorrere strade alternative (piano B). Fino alla cessione della quote (risolta la questione Tardella, ma non l'ingiunzione a Spalletta) a prezzo simbolico (1 euro) ai locali Crucianelli e Chiaraluce, alla scadenza dell'iscrizione alla Serie C. Il duo maceratese, constatata l'enormità del debito (oltre 1 milione di euro) e senza sostegno economico (che bisognava assicurarsi ante-acquisto) hanno "staccato la spina" alla moribonda società. Ora la Rata lasciata a se stessa andrà verso il fallimento (varie istanze sono state presentate dai creditori). Attendere la sentenza e tentare l'acquisto del titolo sportivo richiederebbe troppo tempo. Rilevare il "titolo" di una società esistente: Sangiustese (Serie D) o Helvia Recina (Promozione) incontra l'indisponilità delle interessate. Non resta che la costituzione di una nuova società, ma occorre tempo, privi di un piano B (ricerca imprenditori, procedure affiliazione, iscrizione torneo ecc.). Bisogna ricordare che le iscrizioni ai campionati sono ravvicinate: domani 12 luglio (Serie D) e tra 2 settimane, 24 luglio (Eccellenza). Una corsa contro il tempo che potrebbe risultare, dati i presupposti, vana. Perciò meglio restare nel contreto e prospettare un mesto approdo in Terza Categoria (esperienza che la Rata ha vissuto 2 volte). In questo caso potrebbe mettere mano al portafogli Scattolini (si ricorda una vecchia intervista in cui prospetta una sua presidenza in Terza). Nel girone E (forse intendeva questo Micucci) di Terza Categoria, vinto lo scorsa stagione dal San Francesco Cingoli, militano le maceratesi Ventuno Just e Sforzacosta (per i derbies si può andare a piedi, con la merenda nello zaino), le squadre di Treia (Treiese e Abbadiense), di Loreto (Red Pin e Laurentum St.) ecc. Soprattutto le temibili Juventus Club Tolentino e Accademia Calcio Montefano, che hanno conteso la promozione in Seconda Categoria al Cingoli. Tra i giocatori della stagione passata (la nuova Rata potrebbe attingervi nel mercato), si sono segnalati i bombers: Sarasibar (Laurentum St.) 20 gol, Carboni, Tiranti e Tomassoni (San Francesco Cingoli), De Martino (Red Pin Loreto) e Pagliari, nome familiare (Juventus Club Tolentino). Il destino della Rata era stato forse profetizzato da un motto di un "mancato presidente" dell'ultima travagliata stagione. E' la frase che regalo a coloro che per fanatismo calcistico, senza alcun rispetto umano, hanno rivolto "offese immonde" a chi dissentiva: "ATTACCATEVE AR CAXXO"!
  • Ballottaggio, colpo di scena:
    Ghio si allea con Corvatta
    “Garantito rinnovamento della Giunta”

    218 - Giu 20, 2017 - 22:38 Vai al commento »
    GHIO SCONFITTO DUE VOLTE NELLE STESSE ELEZIONI C'è un candidato-sindaco, Stefano Ghio, singolare a dirsi, che è uscito sconfitto due volte dalle medesime elezioni. La prima dalle urne: sperava di andare al "ballottaggio", ma aveva fatto male i calcoli della sua "eterogenea" coalizione (sfaldatasi il giorno dopo il voto). Il magro risultato, invece, gli assegna la metà circa dei voti dei competitors Ciarapica e Corvatta. La seconda sconfitta il candidato-sindaco civico se l'è costruita con le sue mani in vista del ballottaggio. Aveva dichiarato di volersi apparentare ufficialmente, ma ha comiciato a girare come la boccetta del biliardo: sponda sinistra, sponda destra, prima di finire nella "buca" della sinistra. Dopo aver dichiarato di "lasciare liberi" i suoi elettori, Ghio ha stretto un accordo con Corvatta (al primo contatto aveva chiesto il rinnovamento completo di Giunta e partecipate) a tempo per gli apparentamenti già scaduto. Un accordo che i "volponi" della coalizione-Corvatta hanno afferrato al volo, poichè non comporta "rischi". Se l'avvocato candidato-sindaco fosse stato intenzionato ad allerasi con Corvatta doveva farlo nei termini previsti, partecipando così alla ripartizione dei seggi e all'esecutivo (i progranmmi si realizzano con i numeri). Nel modo scelto (condizionato dalla necessità di togliersi dall'isolamento), Ghio porta un 10% di voti (tolti quelli della lista Morresi direttasi altrove) a Corvatta, che ringrazia dando in cambio poco più che "lenticchie". Se la coalizione di centro sinistra risulterà vincitrice avrà una solida maggioranza di 15 consiglieri, cui si aggiungeranno i 2 di Ghio (come il "due di coppe"). L'accordo raggiunto si sostanzia in "vuote promesse" che possono facilmente essere disattese. Si parla di "rinnovamento" di una Giunta che è bella che fatta: dentro i confermati Silenzi, Poeta, Cecchetti e Rosati con i "nuovi ingressi" Franco ed Emili (al posto di Postacchini, non ripresentatosi e Peroni, non rieletto). Sempre che Gismondi, per restare nella coalizione, non abbia chiesto il secondo assessorato. A Ghio e amici racconteranno - vedrete - che il rinnovamento è la presenza di "tre donne" in Giunta. Stesso discorso per la questione "sottopasso" di via Carducci: si promette la consultazione di un "terzo" quando il progetto è già approvato e finanziato. Sulla "sicurezza" avanti con il programma (da "lacrime di coccodrillo") della Giunta (che sarà presentato, senza modifiche, giovedì prossimo al cospetto del ministro Minniti). Stupisce che attori dell'accordo siano dei capolista che conoscono bene la "serietà" della coalizione-Corvatta ("errare è umano, perseverare è diabolico"). Per essersene distaccati non approvandone l'azione amministrativa o aver verificato il mancato rispetto degli accordi (presidenza dei Teatri). Lo stesso Ghio è stato "vittima", prima e in campagna elettorale, di "velenosi" attacchi (sul suo "presunto" civismo ecc.) da parte del vicesindaco Silenzi (senza e con nickname). L'avvocato candidato-sindaco continua a credere alle sue "qulità" politiche e vede le sue liste "classe dirigente" tra 5 anni. "Stia sereno" la fuga inizierà al ballottaggio e alle prossime amministrative, dopo gli "ondeggiamenti" mostrati nel post voto e la "stampella" elettorale fornita a Corvatta, vedrà che ne resteranno pochi.
  • Liotti, braccio di ferro con la Tardella:
    “Senza un suo passo indietro
    la Maceratese non avrà un futuro”

    219 - Giu 18, 2017 - 17:00 Vai al commento »
    RATA DALLA TERZA CATEGORIA NAZIONALE A QUELLA REGIONALE Le parole del patron partenopeo della Rata suonano come una condanna senza appello per i colori biancorossi. Era scontato che a pochi giorni dalla scadenza di stipendi e contributi qualcosa dovesse essere inventato. Così il nuovo patron tenta di scaricare le responsabilità sull'ex presidentessa Tardella, che dovrebbe - secondo lui - rinunciare a 350 mila euro di ingiunzioni senza alcuna garanzia sul futuro della Rata. Liotti non contento, come si può leggere nella nota, allarga il discorso agli "altri creditori". Ciò da parte di una proprietà che acquistata la società due mesi fa (21 aprile) ha sinora impiegato (se lo ha fatto) solo poche decine di migliaia di euro per le quote. I due creditori che vanta di aver saldato, sono stati pagati con i fondi pro-Rata pignorati presso la Lega. Una nuova società che si esprime con note stampa unilaterali, si è vista solo di sfuggita a Macerata, non si sa chi la componga, non ha presentato entro il 3 giugno le credenziali in Lega per il necessario gradimento. Smentita in un primo tempo la presenza nella società di Battiloro (protagonista nel calcio di acquisti e fallimenti) è ricomparsa successivamente per bocca di Nacciarriti. La Gazzetta definisce Battiloro presidente della Rata e in questa veste annuncia l'interesse per il portiere Fiory (condannato a 3 anni di reclusione per stalking, in attesa dell'appello). Si è letto della vicinanza alla società dei Sibilia (che detenevano la proprietà dell'Avellino calcio), ma il capofamiglia è presidente della Lega di Serie D e in ultimo di un accordo con una società di procuratori (una loro dichiarazione ufficiale è stata smentita da Liotti). Si è letto di possibili allenatori (Giunti, vicino al Perugia, ha smentito ogni contatto) e dirigenti del territorio (Nacciarriti DG, Spadoni DS). Era, tuttavia, evidente che la "montagna di debiti" a cui deve far fronte la nuova proprietà non poteva essere coperta. Eppure di recente ci sono stati soggetti con il cervello provvisto di due neuroni (uno bianco e uno rosso) che hanno assicurato la permenenza della Rata in Serie C! Oltre alla questione Tardella, il nuovo patron dove provvedere agli altri creditori, a versare stipendi e contributi per 4 mensilità arretrate a giocatori e staff tecnico (più di 40 elementi). Inoltre, deve ricapitalizzare la società (da riportare nei parametri PA), versare la tassa di iscrizione (circa 100 mila euro) e presentare la fidejussione di 350 mila euro (se assicurazioni o banche la rilasciano). A pochi giorni dalle scadenze definitive (26 giugno stipendi, 30 giugno iscrizione) ogni speranza è caduta e il destino biancorosso è segnato. Manca alla Rata anche un "aggancio" a imprenditori locali, i quali (dopo la rinuncia di La Cava) hanno fatto cadere il "piano B", che avrebbe collocato la squadra in una categoria "decente", salvandola dall'umililiazione della "terza categoria". Mentre la società dei "bistrattati" cugini rossoblu sta per essere acquistata da Gianni Rosati, uomo di calcio, molto legato al territorio (il padre Armando ha allenato la Civitanovese), che presenterà la domanda di ripescaggio in Serie D. L'aspetto più doloroso per la Rata (a parte il baratro del dilettantismo e i flaconi di "ricino" in alcune dimore) è il destino dei giocatori che hanno onorato la maglia a dispetto della crisi societaria (tre presidenti in un campionato). Presentendo di non essere pagati dal nuovo patron hanno chiesto alla Lega di "escutere" la seconda parte della fidejussione "maltese" di Spalletta, il quale non è più presidente e non può garantire nulla. Significativo, in ultimo, il "silenzio" della tifoseria (si era fatta sentire, eccome, contro Spalletta e Fantauzzi): è il segnale che per la Maceratese ormai non c'è più nulla da fare e calcisticamente deve ripartire da 0 (zero)!
  • Corvatta: “Con la destra revival anni ’90
    sotto la regia del sempreverde Brini”

    220 - Giu 14, 2017 - 20:27 Vai al commento »
    CORVATTA MAESTRO DI GAFFES, ROBA DA ZELIG! Che Corvatta sia un maestro di gaffes lo ha dimostrato nel confronto pubblico, al teatro Cecchetti, tra i candidati-sindaco. Superlativa la "topica" sul sequestro dei beni di Mattucci, di Civita Park: rimarrà nel ricordo degli spettatori. Ora, come se non bastasse, se ne esce paventando un revival degli Anni '90 con la vittoria al ballottaggio del giovane Ciarapica. Sostenendo che alle sue spalle ci sarebbe la regia di Brini (Ciarapica non proviene da Forza Italia), che peraltro non era candidato, come aveva promesso. Ha dimenticato Corvatta, e qui sta la clamorosa gaffe, che per un'intera amministrazione è stato "assistito" (ha anche sostenuto di non averne avuto bisogno) dal vicesindaco Silenzi. In questo caso si tratta di revival anni '70, essendo stato Silenzi eletto sindaco di Monte San Giusto nel 1975. Pensi a quanti anni aveva al tempo Corvatta e rifletta un tantinello prima di parlare e vedrà che la mente, annebbiata dalla competizione elettorale, si illumina quanto basta. Desta sconcerto il fatto che il sindaco proponga queste singolari esternazioni a poche ore dall'incontro con la coalizione Ghio per un possibile apparentamento al ballottaggio. In quella sede l'avvocato candidato-sindaco ha suonato la tromba del "rinnovamento": per chi ha ricoperto incarichi di Giunta e nelle partecipate. In primis, ovviamente, Silenzi che da quell'orecchio proprio non ci sente (il suo attaccamento alla "cadrega" è evidentemente patologico!), tanto che si è ricandidato e ha "manovrato" per la caccia alle preferenze. Silenzi ha perso ancora un'ottima occasione per "dire basta" e ha aspettato che fossero gli altri a chiederlo. Deve essere umiliante, in sede politica, sentire da un possibile alleato, la richiesta di "fuori dalle balle", ma Silenzi è disposto a sopportarla. Tanto ci pensa Corvatta a coprire tutto con le sue "spassose" uscite, che speriamo in rete non siano osservate dai responsabili del programma Zelig. Potrebbe scattare automatico l'invito alla prossima edizione della trasmissione: farebbe così coppia con l'estemporaneo sindaco romagnolo interpretato dal comico Cevoli.
  • I partiti son tornati

    221 - Giu 14, 2017 - 18:19 Vai al commento »
    CORVATTA IN CALO, RESA AL BALLOTTAGGIO? Ringrazio Valori che, con il suo post critico verso il commento di Cambriani, mi da la possibilità di una valutazione del risultato della coalizione Corvatta. Il sindaco uscente si piazza al secondo posto, qualcosa significa, con 326 voti di distacco (-1.7%) da Ciarapica. Tra le liste che sostengono Corvatta solo la La Nuova Città cresce con un aumento di 229 voti (+ 1.4%), perde 206 voti (- 0.7%) il PD e scende la Sinistra Unita (nelle precedenti amministrative c'era Federazione della Sinistra) di 241 voti (- 1.3%). Nel 2012 la lista di riferimento di Corvatta era Uniti per cambiare che ottenne 1340 voti (7.2%); in queste elezioni egli presentava una sua civica "Futuro in Comune" che ha avuto 748 voti (4.1%). Una differenza di 592 voti (- 3.1%), ma bisogna ricordare che gli eletti della lista del 2012 non erano stavolta a fianco di Corvatta. Così come non era presente la lista Italia dei Valori (Di Pietro) che 5 anni fa ebbe 703 voti (3.8%). Sul versante preferenze, nel PD Silenzi cala da 642 a 457 (-185). In realtà egli ha perso 300-350 voti (portati da una "supporter" che non ha più vicino). Più della metà (da 150 preferenze in su) Silenzi le ha recuperate con la richiesta alle candidate donne (specialmente una recente new entry) di "portare" il capolista. In questo modo nell'emancipato e libertario PD civitanovese un provvedimento volto a favorire il voto alle donne è stato utilizzato a vantaggio di un unico uomo. Altro che "seconda giovinezza", Cambriani, si tratta di "vecchia" politica! L'assessore Rosati conferma grossomodo i voti precedenti: 238 (-18), mentre la segretaria Franco sperimenta la differenza tra "correre" da sola (61 voti) e essere "trainata" dal partito (245). Non decolla la consigliera provinciale Iezzi, forse per la "mole", che rimane sotto al centinaio di "voti": 82. Ne La Nuova Città Gismondi scende da 263 a 222 preferenze (- 41), ma stavolta era candidato il suo "scudiero" Andrenacci (177 voti). La "performance" maggiore, però, la registra l'assessore Poeta, al centro di polemiche alla vigilia del voto. Egli raddoppia i consensi e quasi raggiunge il capolista: passa da 106 a 220 voti (+ 114). Si dice sia stato aiutato da un ex-assessore di Forza Italia: prova ne sarebbero le "impennate" di preferenze in seggi di Santa Maria Apparente e Civitanova Alta. Nella civica del sindaco, Futuro in Comune, la Cecchetti ottiene 127 voti, la metà dei quali li avrebbe avuti "in dote" da Corvatta (riferimento indicativo il seggio elettorale dell'assessora). Il sindaco avrebbe diviso le sue preferenze con Pagliaricci che sale da 40 a 81 voti (+ 41). Infine nella lista Sinistra Unita la Emili, che porta i voti da 48 a 77 (+ 29), scavalca l'assessore Peroni che quasi conferma le preferenze (64). Con questi dati Corvatta va al ballottaggio, mentre nell'eterogenea coalizione Ghio (il Movimento 5 Stelle non darà indicazioni di voto) Morresi e i suoi sono orientati verso il sostegno a Ciarapica. Difficile che le restanti "truppe" di Ghio si muovano verso Corvatta (attendiamo le decisioni). In esse si trova chi è ostile all'amministrazione e l'ha abbandonata e chi dalla coalizione Corvatta è rimasto già "scottato" (presidenza di azienda partecipata). Staremo a vedere (chissà cosa frulla in mente al silente "consumato" politico Silenzi). Che i civitanovesi, dopo aver dato al primo turno una "spallata" a Corvatta, gli assestino il definitivo "colpo di grazia" al ballottaggio?
  • Il patto Liotti-Tardella
    può salvare la Maceratese

    222 - Giu 12, 2017 - 23:12 Vai al commento »
    LA RATA TRA REALTA' E FERVIDA IMMAGINAZIONE Dopo i commenti, a loro dire riferiti a "fatti reali" (sic!), di "risorti" commentatori di CM: "la Rata sarà regolarmente ai nastri di partenza del campionato di Serie C", stavamo quasi credendo che il "piccione biancorosso" stesse ricominciando a camminare. Post che oltretutto facevano seguito al comunicato stampa rassicurante del patron parte-nopeo e parte-pistacoppo Liotti: "sono stati già regolarmente pagati alcuni creditori, tra cui Fifa Security e Prince Sport e nei prossimi giorni saranno rispettati anche gli altri, che vantano nei confronti della società crediti per servizi corrisposti e mai riconosciuti". Poi, però, a far vacillare le nostre "certezze" la cautela di Scattolini di fronte al "mucchio di soldi" necessari per rimettere in sesto la Rata e ai "tempi ristrettissimi" (poco più di due settimane) per agire. Non basta, l'ex presidente Tardella vuole la "assoluta garanzia di iscrizione al campionato" per liberare la nuova proprietà dal "vincolo di evizione"; attesa sullo stesso fronte da parte di Nacciarriti per assumere l'incarico di DG. Cautela anche degli imprenditori locali, in testa un amato ex-presidente, per accettare di affiancare il nuovo patron (decisione, che "avventati" commentatori danno per presa). Forse i comunicati ottimistici del patron mirano a far "avvicinare" la cordata locale, che fa bene ad essere guardinga e pretendere i fatti. Anche tenendo conto delle dichiarazioni odierne di uno "storico" creditore della Rata (per debiti non pagati si è giocata a "porte chiuse" la gara interna con il Venezia). Cesari, titolare Top Security Guard: "Mi sto attivando per fare il decreto ingiuntivo per le fatture non pagate. Le uniche due aziende creditrici che hanno ricevuto i soldi si erano già attivate in tal senso. Non è stato Liotti a pagarle, bensì la Lega: con i soldi destinati alla Maceratese ha provveduto a pagare le cifre bloccate dal pignoramento presso la Lega Pro". Il pensiero, perciò, è corso subito alle "vagonate di panzane" che i faciloni "dispensatori di certezze" avevano postato a proposito dei "mirabili" progetti del presidente Spalletta (a partire dalla partecipazione al torneo di Viareggio: ci torneremo punto per punto) ed è ritornata la disperazione. E' bastato un barlume di "illusoria" luce a farli "riemergere dalla fogna" in cui erano sprofondati (a campionato ancora in corso). La sensazione è che in quel luogo, con questi chiari di luna (tra una smentita a l'altra), i "professionisti della fesseria" dovranno starci a lungo. A meno che essi non vogliano munirsi, per decoro personale e dei lettori, di carta igenica per pulire il loro lato A, che il precedente commentatore equipara al lato B.
  • Liotti: “Pagati alcuni creditori,
    vicino accordo con Tardella
    sul vincolo quote”

    223 - Giu 11, 2017 - 18:31 Vai al commento »
    PAROLA DI "MARIELLA NOSTRA", L'INFALLIBILE "E' giunto il tempo che la Rata ritorni da dove è partita". Parole e musica della "venerata" ex presidente biancorossa "Mariella nostra" Tardella che, è stato scritto e ripetuto fino alla nausea (anche da quelli che poi l'hannno disinvoltamente abbandonata) non sbaglia mai. Lei scopritrice di talenti (in primis di allenatori, anche se qualcuno come Magi già noto di per se), protagonista di ascese vertiginose nel mondo del calcio (Rata 43ma squadra nazionale, non si capisce sulla base di quali calcoli). Anche se stavolta la previsione sul destino "infausto" della Rata può apparire facile, poichè è noto che gli "speedy gonzales" esistono nei fumetti e non nel calcio (data, per la nuova proprietà del Rata, la massa enorme di problemi da affrontare e risolvere in poco tempo). Comunque, è importante "nella buona e nella cattiva sorte" - il discorso è generale, riferito a tutti i commentatori di CM - metterci la faccia sempre e assumersi le proprie responsabilità. Non dimostrasi talmente "pezzo di me..." (cito in questo caso la recente canzone di Max Gazzè) da scomparire per mesi quando le cose vanno male per poi rifare capolino sul web quando si diffonde qualche "barlume" di speranza. L'invito che viene rivolto anche stavolta è quello di aspettere gli eventi, avere pazienza, come quando l'ex presidente Spalletta doveva "sbloccare capitali" in America per pagare gli stipendi a giocatori e staff tecnico. Sappiamo tutti come è andata a finire, ma non togliamo a nessuno la possibiltà, descritta dal famoso detto popolare, di "vivere sperando e perire caca...".
    224 - Giu 11, 2017 - 1:53 Vai al commento »
    LA NOVELLA DELLA RATA, "DALLA RIVA DEL FIUME" "La nuova proprietà non si macchierà mai di collette varie per affrontare le trasferte domenicali e quant'altro". Quante ne tocca leggere in questo triste tramonto della Rata, curiosi di vedere come terminerà la "pantomima" che dura da un mese e mezzo. I tifosi biancorossi, ormai rassegnati al peggio, non commentano nemmeno più, ma ricordano che con la nuova proprietà si è già ricorsi alle "collette". La trasferta di Santarcangelo, ad esempio, è stata pagata dagli "Amici della Rata". Mentre la partita successiva con il Venezia - evento unico nella storia biancorossa - si è giocata a porte chiuse, poichè non pagati gli steward. Troppi punti non tornano in questo dialogo ad "voce unica", con il nuovo patron che diffonde comunicati senza che stampa e tifosi possano interloquire. La smentita da parte della nuova proprietà che della trattativa di acquisto facesse parte Battiloro, per poi apprendere da Nacciarriti che ha parlato con tale personaggio. Il contatto per la panchina con l'ormai ex Giunti, annunciato dal DS Matrecano, poi smentito dallo stesso tecnico. Ora manca che qualcuno dei creditori di cui si dichiara il pagamento smentisca e siamo a cavallo! A poco più di due settimane dalla scadenza dell'iscrizione al rinato torneo di Serie C, in pochi a Macerata credono nel miracolo. Troppi gli adempimenti (il patron è bravo a ogni nota stampa a elencarli) perchè possano essere tutti eseguiti. Saldare una montagna di debiti, versare stipendi e contributi a oltre 40 dipendenti a libro paga, ricapitalizzare la società per riportarla nei parametri PA, versare la tassa di iscrizione e depositare la relativa fideiussione. I documenti per ottenere il gradimento della Lega non sono stati depositati. La rubrica settimanale di Scattolini ormai è diventata un grido di dolore, un "requiem" per la Rata: pur mettendo tanta fantasia (vendita ad un altro patron napoletano) non prospetta una seria via d'uscita. Il fatto è che i tifosi biancorossi non hanno altro a cui aggrapparsi (qui verrebbe in mente l'epiteto di Fantauzzi) che alla "speranza napoletana". Eclissatosi La Cava, che cercava partners per saldare i tanti debiti, tramontata prima di nascere la cordata maceratese. A quest'ultima (con dentro ex-presidenti biancorossi) erano state attribuite da Scattolini intenzioni di acquisto della società, poi trasformatesi "in piano B" per salvare la Rata dai bassifondi del dilettantismo. Si è tirata fuori l'ex pratron Tardella (ora consulente della Jesina in Serie D) che secondo la "voce della Rata" doveva fare da "ponte" per gli acquirenti locali tramite il "diritto di evizione". Insomma "fiumi di parole", fatti pochi e molto a rilento (tra una smentita e l'altra) mentre il tempo sta per travolgere ogni residua speranza. Non mancano "fughe in avanti" per tenere calda la tifoseria come il ritiro fissato nelle "cinque terre" liguri. Quando non è certo se la società si iscrive, non si dispone - oltre che della dirigenza - di una rosa di giocatori e un tecnico che la guidi. Visto che siamo nel periodo di "Musicultura", bisognerebbe allertare un bravo paroliere che trasformi il brano "lacrime napoletane" in "lacrime maceratesi".
  • Campagna elettorale al rush finale,
    i comizi di chiusura dei candidati

    225 - Giu 9, 2017 - 17:44 Vai al commento »
    CIVITANOVESI AL VOTO, MA CON GLI OCCHI APERTI! Una campagna elettorale "fiacca" quella che si conclude stasera a Civitanova. Alcune forze politiche di opposizione forse si sono lasciate intimorire dall'atteggiamento aggressivo dell'amministrazione. Si ricorderanno gli striscioni sull'inchiesta Civita Park affissi illegalmente sulle rotatorie. Quando non si hanno argomenti amministrativi da far valere la si butta sul "giudiziario", così hanno fatto: Silenzi fino all'ultimo nei collegamenti facebook. Cosi sono mancati dal confronto temi essenziali, come la salvaguardia dell'ospedale cittadino. E' noto che è nelle intenzioni del governatore Ceriscioli di costruire un ospedale provinciale nuovo, a discapito di quelli esistenti tra cui Civitanova (ancora da completare), che vive gravi problemi con il pronto soccorso. Lo stesso governatore ovviamente non ha fatto cenno ai suoi propositi (per non svantaggiare la sua parte politica in giunta a Civitanova) alla recente inaugurazione del "dipartimento di emergenza". La nostra città è rappresentata in Regione da un consigliere (Pd), che sinora ha condiviso la scelta dell'ospedale a Campiglone di Fermo (a 20 km da Civitanova, la cui struttura sanitaria sarà penalizzata) e l'ospedale unico nella nostra provincia. Gli interventi di tale consigliere (che non aveva brillato quale assessore comunale) sinora si sono diretti al traffico e ai trasporti ma non alla sanità. Eppure a conclusione della campagna elettorale regionale aveva organizzato una cena (700 invitati, principalmente del settore sanitario) e in quella sede si prospettava l'incarico di assessore alla sanità o presidente della relativa commissiuone (non ha avuto nè l'uno nè l'altro!). Più pesanti sono le responsabilità degli amici di partito Silenzi e Giannini, i quali sono stati determinanti (insieme al sindaco Fiordomo a Recanati, ora sembra "pentito") per l'ascesa del pesarese Ceriscioli alla guida della Regione. Lo hanno sostenuto alle primarie del Pd (alle elezioni con la destra spaccata non c'è stata partita) contro il candidato locale, il maceratese Marcolini. L'operazione ha sinora portato solo vantaggi personali: Giannini, semplice ragioniera (in una Regione con una storica facoltà di Economia e il prestigioso Istao), consigliera economica del governatore, con la prospettiva della candidatura alla Camera. Ma ce n'è anche per Silenzi: si parla di un incarico per i problemi del terremoto (se a Civitanova va male?), vantaggi per il territorio non se ne sono visti. Perciò elettori civitanovesi quando sarete nella "gabina" riflettete seriamente sull'amministrazione uscente, se Civitanova è oggi più forte e votate di conseguenza. Pensate alle tante promesse fatte dall'amministrtazione Corvatta puntualmente disattese. I partiti di giunta concludono la campagna elettorale con il motto "prima di tutto i quartieri" quando per 5 anni li hanno dimenticati. All'elezione diretta per la prima volta effettuata, non ha fatto seguito il potenziamento dei comitati di quartiere (alcuni non esistono più). Spesso tali organi sono stati sostituiti da comitati spontanei (forno crematorio, sottopasso, movida). Il bilancio e l'urbanistica partecipate sono rimaste solo mere enunciazioni. I bilanci di previsione sono stati portati in assemblea, se va bene, una volta approvati. Una vergogna per un'amministrazione di sinistra, per cui la partecipazione dovrebbe essere il sale. Una gestione che non finisce, come i salmi, in "gloria", tra risultati di commissioni d'inchiesta (su centri commerciali e assunzioni) "secretati" e assunzioni "last minute". Perciò civitanovesi stavolta non fatevi "infinocchiare", votate un sindaco che sia realmente tale e non circondato da "vecchie volpi".
  • Piazza a 5 Stelle per Di Maio:
    “Date una chance a chi qui
    non ha mai governato”

    226 - Giu 6, 2017 - 16:39 Vai al commento »
    SILENZI, UNO SPOT ELETTORALE CHE VALE "ORO" Deve essere davvero "problematica" la campagna elettorale del vice-sindaco Silenzi, se ha bisogno di uno "sconclusionato" spot del fedelissimo Oro. Basti vedere lo sparuto numero di persone che, nella foto CM, ascoltava l'assessore domenica scorsa al "Varco a mare", per giunta con offerta di aperitivo (figuriamoci senza!). Silenzi si è ancora una volta imposto capolista (seguito dalla fida "segretaria" Franco), pur avendo perso e nettamente sia congresso che primarie (ha sostenuto Orlando, che ha racimolato appena il 18%). Sembra proprio che nel PD la democrazia e le consultazioni popolari abbiano grande valore! Sulle preferenze è certo che il vice-sindaco non ne avrà quante le passate amministrative (Galop Pina pare dirotti i suoi voti verso Ghio) e c'è il rischio che non risulti il candidato più votato. Potrebbe essere superato da qualcuno che lo segue in lista. Sarebbe un'uscita dalla politica attiva "ingloriosa", che forse già presente: fugaci le sue apparizioni "zainetto in spalla" ai confronti pubblici tra i candidati-sindaco e in altre iniziative elettorali. A differenza degli altri partiti (in minoranza tra le liste 19 presentate) il PD non è stato raggiunto da esponenti nazionali. Giachetti, membro della segreteria PD, è stato a Tolentino per sostenere l'omonimo candidato Corvatta e non ha pensato di arrivare a Civitanova. Allora magari può essere utile lo spot "cazzaro" dell'amico Oro, il quale esalta il ritorno economico per Civitanova dell'operazione Lube con la "presenza di 20 giocatori 8 mesi l'anno" e la visibilità mediatica della città sui "principali organi di informazione nazionali". Quando è noto che sui giornali lo spazio maggiore per lo sport è riservato al calcio, seguito sin nelle categorie minori. Che il fidato amico di Silenzi sia "fuori come un balcone" lo dimostra il fatto che egli dubita sull'identità di Micucci, quando è arcinoto che CM ha abolito i nickname da oltre due anni! Inoltre costui dovrebbe spiegare - a seguito della segnalazione di Iacopini - la sua presenza (lui vicino a Silenzi e quindi Pdiota di ferro) alle riunioni del Movimento 5 Stelle di Civitanova. Ci andava per iniziativa personale o perchè "sollecitato" da qualcuno, a cui i "pentastellati" sono sempre stati indigesti (un "peso sullo stomaco" da attaccare, anche con "nickname"). Come recita il motto popolare "non è tutto Oro quello che luce" e se Silenzi gli affida gli spot elettorali deve essere giunto alla frutta. Afferma il "seguace" Oro che il vice-sindaco è "un passo avanti": attento che l'11 giugno il successivo non lo precipiti nel burrone e con lui l'intera coalizione di Corvatta.
  • Civitanova, il confronto tra i sei candidati
    Per la prima volta il dibattito politico
    affronta il tema delle infiltrazioni mafiose

    227 - Mag 30, 2017 - 16:26 Vai al commento »
    AMMINISTRAZIONE CORVATTA, CHE "PIPPA"! Confronto a tratti "sottotono" tra i candidati-sindaco di Civitanova, "siparietti" di Papiri a parte. Nei dibattiti pubblici si fa attenzione a chi la "spara più grossa". In questo caso la palma del migliore spetta al sindaco Corvatta, che ha mostrato (basta vedere il video) evidenti lacune in campo giuridico, legale e (dopo 5 anni) amministrativo. Inevitabile una domanda sulla gestione della cultura e sui festival (che impegnano le maggiori risorse). Nei giorni scorsi la capolista Cellini (coalizione Ghio) era intervenuta sul tema cultura, unica a farlo. Un intervento che aveva brillato più per le buone intenzioni che per la concretezza delle proposte. Buono il proposito di rivitalizzare le istituzioni culturali comunali. Ciò a fronte di una cultura da "ghe pensi mi" gestita dall'assessore Silenzi nel palazzo, con alcuni "fedeli" amici (date le note carenze progettuali del vice-sindaco). Sottolineo che la Biblioteca Comunale (caso unico in istituzioni di pari livello) non ha un direttore, che pare non sia più in pianta organica! Tornando al confronto tra i candidati-sindaco e ai festival, critiche sulla elaborazione del programma che non lascia spazio alla "partecipazione" della città e quindi carente sul piano "formativo". Critiche sui ritardi nella presentazione del progetto, che penalizza l'aspetto turistico e quindi il ritorno economico. Corvatta ha tentato di replicare, puntanto sulla "qualità" di Futura rispetto a Popsophia (che, dice il sindaco, ha portato a Civitanova Platinette e una pornostar). Poca generosità per il lavoro svolto con la città dal direttore artistico Hermas Ercoli e la tempistica nella presentazione dei programmi (seguiti da enorme riscontro di pubblico ed economico). Oltretutto il sindaco incorre in una "topica" clamorosa, che molti spettatori avranno rilevato. Nel primo anno dell'amministrazione Corvatta (2012) il festival Popsophia si tenne e la pornostar (Valentina Nappi) fu ospite in quella occasione. Leggiamo il resoconto della serata di Cronache Maceratesi (15 luglio 2012): "All'inizio del dibattito la 21enne attrice hard di natali campani ha aperto con una provocazione chiedendo al pubblico 'Chi di voi si masturba?'. Solo due le mani alzate, una risposta che ha provocato l'atteggiamento ostile della Nappi che si è rifiutata di parlare della sua esperienza sui set hard e tantomeno approfondire i rapporti tra filosofia e pornografia: "Non mi concedo ad un pubblico di bigotti". Una serata insomma che ha lasciato a "bocca asciutta" pubblico e lettori, fino a che il giorno successivo (16 luglio 2012) non è internenuto con un post su CM Gian Berdini, esponendo tutta la sua sapienza sulla materia, leggiamo: "La domanda su quanti praticassero l'autoerotismo non poteva non ottenere quelle poche risposte, i due sono coraggiosi, non sappiamo se in pace con se stessi, quindi due disinibiti che non temono di parlare di sè in pubblico o solo due che amano apparire sulla scena o peggio ancora. Poco importa, per me il 98% che si è astenuto dall'alzare le mani sono persone comuni e normali che vuoi per pudore, vuoi perchè non lo fanno o vuoi perchè ammetterlo sarebbe come ammettere che hanno dei problemi. Dal momento che questa modalità della ricerca del piacere legato alla masturbazione, quasi sempre solitaria, generalmente e per comune definizione è collegata a cambiamenti profondi nella percezione del sè, con particolare riguardo, anche se non esclusivamente, alla psicologia dell'età evolutiva o nel comune sentire a frustrati, repressi, a eterni scapoli a vocazione zitellesca". Nulla da eccepire sulla "competenza scientifica" in materia di Berdini (di lui si è occupato per lo "spazzamento" un borgomastro olandese). Stupisce perchè il popolare Gian non sia stato invitato dall'amministrazione Corvatta a dissertare sul tema a posto della pornostar: sarebbe stato più gratificante per il pubblico. Nel confronto tra candidati-sindaco Corvatta è stato penalizzato dal "5 contro 1" e per lui in un certo senso il destino era segnato! Dopo ogni intervento del sindaco, gli elettori valutino le "sparate", pensino al suo motto: "Corvatta sindaco. Puoi fidarti, ora lo sai" e votino altri.
  • Cene elettorali al Club Vela,
    Cecchetti contro Cellini
    Ciarapica: “consulenze per 160mila euro”

    228 - Mag 24, 2017 - 23:55 Vai al commento »
    PAROLA DI CECCHETTI, CAMPIONESSA DI COERENZA Il sindaco Corvatta ha appena fatto in tempo a "imporla" quale capolista della civica "Futuro in Comune" - chissà come saranno contenti gli altri 23 componenti di essere stati messi dietro di lei - che già comincia a dare lezioni. Non si capisce per quali meriti, politici o amministrativi, il sindaco l'abbia posta in tale posizione (il capolista è noto qualifica la lista, ma da anche la misura del proponente). Forse un riconoscimento a passate esternazioni dell'assessora che hanno fanno inorridire molti. Ricordiamo quando la Cecchetti ha postato il suo "desiderio", lascio ai lettori il riferimento storico, di fare "tappetini" dei ragazzi dell'associazione "Leoni Neri". Nel suo ultimo intervento l'assessora lamenta l'uso del ristorante del Club Vela da parte della coalizione "fritto misto" (perciò appropriato il ristorante di pesce) capeggiata da Ghio. Ci si chiede allora dove fosse sabato scorso la Cecchetti, quando il PD ha "occupato" con propri simboli e bandiere la Sala Giunta (non si ricordano precedenti) per tenere la manifestazione elettorale sulla "sicurezza". Iniziativa peraltro inutile poichè tale partito, presente in Giunta, non ha fatto nulla in materia di sicurezza, anzi non ha ripresentato (unico tra gli uscenti) il consigliere delegato che aveva volontà e competenza di operare. Una piccola lacuna da parte della Cecchetti che vanta in passato "fulgidi esempi" di coerenza, tanto da chiederla oggi agli altri. Come quando era coordinatrice dei renziani civitanovesi, quindi iscritta al PD e come tale partecipante a congressi e eletta in organi regionali nel partito. Contemporaneamente, sostengono i ben informati, la Cecchetti partecipava alle riunioni della lista "Uniti per cambiare", che aveva sostenuto alle amministrative (in competizione con il PD): era candidato un esponente del comitato contro il cavalcavia da lei guidato. La stessa lista civica, riferimento del Sindaco Corvatta, la indicherà assessore donna, tanto far perdere la pazienza al PD che ne chiese le dimissioni dagli organi di partito. Dalla lista "Uniti per cambiare", in seguito alla mozione di sfiducia a Costamagna (presidente del consiglio comunale) la Cecchetti si distaccherà per seguire le orme del "maestro di vita" Corvatta. Il sindaco ora per ricambiare le porterà le sue preferenze (lei di personali ne avrebbe poche) così da far fare bella figura alla capolista. Insomma un luminoso "esempio di coerenza" l'assessora Cecchetti, con l'auspicio che venga presto indagato da illustri esperti, magari invitando "l'uomo con la barba", un tempo come tutti sanno erano "Uniti", per cambiare.
  • Sicurezza, Silenzi all’attacco:
    “Si parla di rom e abusivi
    ma è ignorato il problema droga”

    229 - Mag 23, 2017 - 16:10 Vai al commento »
    LA SICUREZZA A CIVITANOVA E LA "FUFFA" DI SILENZI Il vicesindaco Silenzi vuol continuare su un terreno per lui politicamente pericoloso, quale la sicurezza? Bene lo accontentiamo subito rilevando che egli - che si nutre di propaganda - sul tema dimostra di vivere sull'iperuranio. Non bisogna andare molto lontano per vedere la vera posizione del PD civitanovese sulla sicurezza. Basta scorrere la lista che tale partito presenta alle amministrative, su cui torneremo più avanti. Tutti i consiglieri uscenti sono ripresentati, eccetto uno: guarda caso proprio il più titolato per esperienze maturate a trattare il "problema sicurezza". Ebbene tale consigliere aveva preparato un dettagliato "piano per la sicurezza", che è stato ignorato sia dal suo partito che dalla Giunta Corvatta. Perchè non spiega ai lettori di CM il "principe della fuffa" la posizione del suddetto consigliere sul riordino della polizia municipale varato dalla Giunta? Ma di cosa stiamo parlando, Silenzi, i civitanovesi a differenza di quanto può credere non hanno l'anello al naso! Cos'è diventata Civitanova, specie negli ultimi anni, è sotto gli occhi di tutti. Si legge dalla cronaca: delinquenza organizzata nelle sue varie manifestazioni (illuminanti le inchieste di Bommarito), spaccio notturno in centro, abusivi disinvoltamente tollerati, questuanti ed accattoni spesso molesti ad ogni angolo di strada (a Silenzi preoccupa soltanto di non vederli al centro commerciale!). I condomìni si sono svuotati di studenti, dopo la "colpevole" (per la Giunta Corvatta) dipartita del corso universitario, e riempiti di pletore di "mignotte" e dintorni, attirate non dallo studio ma da altro tipo di locali. I poveri condòmini non sanno nemmeno con chi convivono: certemente i figuri che girano intorno alle "ragazze dell'Est" non garantiscono la loro sicurezza. Questa è la Civitanova di oggi e di fronte a questo stato di cose, con una Giunta che non ha mosso una virgola, il vicesindaco ricorre alla "denuncia dei problemi". Sceso dalle nuvole si vuole far passare da "oppositore" ipercritico, ma egli è un amministratore e su tali problemi avrebbe dovuto muoversi, altro che conviviali con ospiti! La risposta l'avrà alle prossime elezioni: dal risultato della lista PD (viene data al 10-12%) dipenderà la riconferma di Corvatta, che ha al seguito alcune formazioni da prefisso telefonico. Il PD presenta una lista "irreale", con capintesta Silenzi e Franco (premiata per aver portato il partito al "minimo storico" di iscritti?), entrambi sostenitori di Orlando, battuti nettamente sia al congresso che alle primarie. Dei renziani vincitori non candidata la leader locale e rare presenze in lista. Silenzi e amici si fanno forti della maggioranza nel direttivo, acquisita con il congresso del lontano 2013, in cui sono entrati da "bersaniani", mentre oggi Bersani non è più nel PD. Insomma giochi di "vecchio potere" sulla testa di una città che è peggiorata in 5 anni di aministrazione e chiede ben altro a chi la governa. La situazione nazionale è cambiata, il Movimento 5 Stelle è diventata la prima forza politica, niente Silenzi dall'iperuranio non se ne accorge e pensa di convincere le coscienze con dosi massicce di propaganda e fuffa.
    230 - Mag 22, 2017 - 0:49 Vai al commento »
    PD SULLA SICUREZZA: ARROGANZA E SUPERFICIALITA' L'iniziativa sulla sicurezza organizzata dal Pd - ha atteso la campagna elettorale mentre occorreva più incisività durante i 5 anni di amministrazione - è censurabile sotto due aspetti. Il primo è il luogo: un partito "occupa" con propri simboli e bandiere un luogo istituzionale, la Sala Giunta (vi si riunisce l'organo che governa Civitanova) per fare campagna elettorale, a cui partecipa con una propria lista. Nei giorni scorsi il consigliere Rossi aveva protestato perchè Corvatta aveva usato l'aula consiliare per presentare la propria coalizione. Il Pd ha fatto di peggio: è la prima volta che un cosa del genere accade e stupisce che nessuno sollevi il problema. Sarebbe come se il Pd nazionale tenesse iniziative di partito a Palazzo Chigi, dove si riunisce il Governo! Un brutto segnale per la nostra città, una sovrapposizione "arrogante" tra partito e amministrazione (di cui il Pd fa parte). Qualcuno probabilmente si sente il "padrone" delle istituzioni cittadine e questa è una valida ragione per spedirlo con il voto a domicilio a meditare. Intanto occorre ricordare al Pd che se vuole fare propaganda elettorale ha una sede recentemente aperta per farlo e non può usare la sala Giunta. Il secondo aspetto è il merito: il Pd e più in generale la sinistra accusa un "ritardo storico" sulla sicurezza, considerato "patrimonio della destra" e non problema dei cittadini. Lo dimostra il vicesindaco Silenzi con le sue dichiarazioni e lo evidenzia il "lassismo" di un mandato aministrativo, con Civitanova diventata terra di conquista di rom, accattoni, abusivi ecc. E' chi governa Civitanova che ha parlato rispetto al problema di "percezioni" e si è beato dei dati degli organi di sicurezza che parlavano di "calo di denunce". Quest'ultimo semmai dimostra la crescente sfiducia dei cttadini, non la diminuzione dei reati. Non c'era tra i relatori la consigliera Iezzi (politicamente vicina al vicesindaco) che aveva approfittato dei dati per tacciare la destra di "strumentalizzazione" sulla sicurezza. Nell'iniziativa del Pd, Silenzi tenta un'operazione sottile: spostare il discorso, non accorgendosi di toccare un tema che pesa come un macigno. La droga è un'emergenza a Civitanova, uno dei centri con maggiore spaccio e consumo (vedasi l'attività del Sert). L'incredibile è che, nell'esternazione e nel successivo post, il vicesindaco dimentichi che egli è un amministratore e sul tema deve rendere conto, tanto più in campagna elettorale, del proprio operato. L'amministrazione ha uffici e strumenti per operare, non si aggrappi al comodo discorso delle competenze. Silenzi ha omesso di riferire cosa ha fatto di concreto in 5 anni la Giunta di cui fa parte contro il problema droga, a parte lo spot sugli schermi dei cinema. Egli "denuncia" soltanto la criticità, è quello che emerge dalle dichiarazioni, di azioni specifiche non parla affatto. Emerge la figura di un politico "usurato", poco lucido: dopo oltre un quarantennio di attività ha ancora bisogno di riproporsi (mentre i vari Brini, Mobili, Marinelli si tengono fuori). Perciò se Silenzi non capisce che è ora di "dire basta" siano gli elettori a stabilirlo con il voto dell'11 giugno, per il bene suo e di Civitanova.
  • Rata, La Cava c’è:
    “La situazione è migliorata,
    contatterò le controparti maceratesi”

    231 - Mag 11, 2017 - 23:04 Vai al commento »
    @ Ricci. Noto con sorpresa che il suo cervello, oltre che il "pernacchio", riesce ad esprimere qualche frase di senso compiuto, sul cui "livello" lascio esprimere i lettori di CM. Con un pò di letture ed esercizi, forse riesce a migliorare: al riguardo le sottopongo uno SCATTOLINI "VINTAGE" IN ATTESA DEL RITORNO... "Livello (attuale) del calcio biancorosso (-) Sabato scorso mi trovavo a Venezia, in Piazza San Marco. Improvvisamente, iniziando il giorno successivo il campionato della Maceratese, mi sono ricordato degli anni che furono, quando prendevo il traghetto, al vicino imbarcadero, per raggiungere lo stadio Sant'Elena e commentare le partite dei biancorossi con il Venezia (che poi avrebbe raggiunto la Serie A). Il pomeriggio successivo, invece, il mio lavoro di telecronista l'ho svolto nell'angusta tribuna di Belvedere Ostrense (torneo di Eccellenza), per Belvederese-Maceratese. Con il rischio di essere travolto da un incontro ravvicinato tra le due tifoserie. Dalle stelle alle stalle!!! Meno male che i biancorossi hanno vinto. Barcaglioni (+) Sulla strada del ritorno da Belvedere Ostrense a Macerata, incrocio il pullman della Maceratese tirato a nuovo. Mi viene in mente il nome del dottor Barcaglioni, il presidente biancorosso di qualche anno fa che acquistò il vecchio automezzo, lo fece ristrutturare e lo mise a disposizione della società per ridurre il costo di trasporto della squadra, che allora veleggiava con qualche difficoltà, ma senza mai ricorrere ai play-out per salvarsi, in Serie D. Un imprenditore, il dottor Barcaglioni, che commise l'errore di vendere la Maceratese senza adeguate garanzie, ma che le ha dato molto nei suoi due anni di vertice. Non merita l'attuale anonimato..."(Enrico Maria Scattolini, "Somma Algebrica", 5 settembre 2011). Alcune brevi considerazioni, Ricci, per non affaticare troppo la sua mente già provata, che potrebbe risentirne. C'è la costante del Venezia (diretta già allora verso la Serie A), con cui la Rata potrebbe terminare la sua esperienza in Lega Pro e quella della "vendita senza adeguate garanzie" (nella fase attuale addirittura "ripetuta"). Soprattutto la notizia che i biancorossi, in Eccellenza, disponevano di un proprio pullman. Mentre in Lega Pro i giocatori si sono arrangiati con "tre pulmini" per raggiungere Forlì e con un "postale" per arrivare a Santarcangelo. La corriera di un tempo con i sedili da non "muovere la schiena" e l'apparecchio per obliterare i biglietti. Per la serie "si stava meglio quando si stava peggio" e "mai fare il passo più lungo della gamba". Saluti
    232 - Mag 10, 2017 - 23:02 Vai al commento »
    RATA, VITTORIA SUL "VENEZIA B" E INCUBO SOCIETARIO Enfasi nei resoconti, anche in quelli di Scattolini (soprattutto televisivi), sulla vittoria della Rata sul promosso Venezia nell'ultima di campionato. La popolare "voce della Rata", molto attenta alle vicende della "beneamata", dimostra di conoscere poco la Lega Pro. Altrimenti saprebbe che mister Inzaghi, vinto il torneo con 1 mese di anticipo, ha attuato un massiccio turn-over mettendo a riposo i protagonisti della promozione. Mister Giunti nell'ultima partita ha schierato solo 3 riserve: Moscatelli, Moroni e Mestre (in sostituzione di Forte, Turchetta e Malaccari, entrato nella ripresa). I lagunari, invece, avevano in campo soltanto 3 titolari (Facchin, capitan Domizzi e Bentivoglio), gli altri erano rincalzi. Imbarazzante la difesa veneta: fuori i "perni" Zampano (proveniente dal Crotone) e Modolo (5 gol), spazio ai "baby" Serena (1999), all'esordio, e Galli (1997). Quest'ultimo autore di un fallo da "ultimo uomo" che ha lasciato il Venezia in 10 per 80' di gioco. A centrocampo fuori i titolari Falzerano (preso a gennaio dal Bassano) e Soligo, in campo il giovane Acquadro e, nella ripresa, l'esordiente Sterchie (classe 2000), autore del fallo da rigore su Malaccari. In attacco fuori le 3 punte titolari: lo spagnolo Geijo, Marsura e Moreo (entrato negli ultimi 15'), autori di 27 reti complessive. Vittoria della Rata su un Venezia in "gita turistica" - lontano parente della formazione promossa in Serie B - favorita dalla superiorità numerica e dall'ennesimo rigore concesso. Il mediano Quadri si è ritrovato tra i cannonieri a quota 11 reti (mai capitato in carriera) per aver realizzato 9 rigori. Risultato che non è servito ai biancorossi (anche aggiungendo i 4 punti di penalizzazione subiti) a conquistare i play-off. Conclusa la stagione, resta il "macigno" dei problemi societari che iniziano secondo la squadra (a cui Scattolini dovrebbe chiedere "spiegazioni", non allo scrivente) dalla gestione Tardella. Mister Giunti (espulso, con 2 turni di squalifica) ricorda che le "bugie" risalgono all'inizio della stagione (promessi budget più alto e rosa migliore). La crisi emerge dal fatto che la società ha avuto in 5 mesi 3 patron, sfiorando il quarto (il ritirato Fantauzzi). L'ultimo della serie non ha trovato l'intesa con gli steward (forse si poteva chiudere ad una cifra inferiore) e si è arrivati - evento storico per la Rata - alla gara a "porte chiuse" (successiva multa da 2 mila euro) con il Venezia. Il nuovo presidente, arrivato a Macerata per trasferire nei conti dei giocatori (stipendi di novembre-dicembre 2016) l'escussione del 50% della fidejussione Spalletta in Lega, non ha incontrato la squadra e non era allo stadio. Ci si domanda come farà a ripianare l'esposizione debitoria (che egli valuta in "2 milioni di euro") se non salda neanche la "pendenza" di 15 mila euro con gli steward. L'imprenditore campano si dichiara disposto a cedere le quote a titolo "oneroso", come le ha acquistate e qui già sorgono problemi. La Rata al momento non dispone di un sito web (non pagato l'abbonamento al provider) e di un segretario (s'è dimesso). Scattolini non propone, stavolta, il discorso della "evizione" con cui la "venerata" (da lui) ex-presidentessa (impegnata nelle udienze per la "controversia" con il successore Spalleta) potrebbe tornare al comando della società. Resta la difficile opzione La Cava, che non vuole spendere per le quote e necessita dell'aiuto di altri soci. Tanti problemi che si scontrano con i tempi ristretti (secondo capitan Quadri "ci vorrebbe un miracolo") per agire: appena 1 mese e mezzo. Entro giugno dovranno essere ripianati i debiti, fatta la ricapitalizzazione per riportarsi nei parametri PA, presentata la fidejussione e iscritta la squadra al prossimo campionato. Poi occorrerà stanziare un adeguato budget per il mercato, tenendo conto che la Rata partirà con una nuova penalizzazione per stipendi e contributi non versati. Insomma si è di fronte ad un'impresa "titanica", che solo "creduloni" (a Macerata ce ne sono di illustri) possono pensare di compiere. Presto si desteranno dalle loro "vane speranze", ritrovandosi - in staffetta con la promossa Fermana - nelle poco ambite categorie del dilettantismo.
  • Maceratese, l’altro scenario:
    “ponte” Tardella per l’acquisto di La Cava
    e il rientro del main sponsor Gobid

    233 - Mag 3, 2017 - 16:54 Vai al commento »
    RATA, CROLLA ANCHE LA SQUADRA: "MANITA" IN ROMAGNA A Santarcangelo si è presentata una Rata ormai in vacanza e i romagnoli hanno calato il "pokerissimo" (5-1). Il gesto simbolico del team biancorosso è stato, a salvezza raggiunta, il comunicato stampa in cui hanno dettagliatamente ripercorso il travagliato cammino di una stagione. Accumunando nel "fallimento" - lo avrà notato l'attento Scattolini - le gestioni Tardella (ha pagato gli stipendi con prestito Lega non restituito) e Spalletta. Una serie di rivelazioni, presenti nella suddetta nota, che nulla hanno a che vedere con il "professionismo". Collette per pagare "magazziniere, fisioterapista e addetta alla lavanderia", medico sociale assente. Per toccare il top quando la compagine biancorossa riferisce che debbono provvedere i tifosi alle spese per "acqua, detersivo e carta igenica". Il nuovo patron, come presentazione, mantenendo la tradizione societaria non ha pagato la trasferta, su cui è più preciso Perna (esperienza come quella alla Rata "mai vissuta in carriera"). Santarcangelo, rivela il difensore, raggiunto con una "corriera", sedili rigidi da "bloccare la schiena" e macchina per obliterare i biglietti. Peggio andò a Forlì raggiunto con "tre pulmini" e soggiorno in albergo "minimale". La Rata aveva di fronte la "bestia nera" Santarcangelo, con cui in due stagioni ha raccolto appena 1 punto, subendo 10 reti. La scorso anno di questi tempi, i romagnoli espugnarono l'Helvia Recina (3-1) ottenedo la salvezza diretta, stavolta ai "pistacoppi" è andata peggio. Mister Giunti alla vigilia aveva dichiarato che avrebbe "puntato alla vittoria" per mantenere vive le residue "speranze di play-off". Non è andata proprio così: i "pistacoppi" hanno giocato un tempo (terminato 1-1) in cui oltre ai loro pali c'è stata la traversa di Cori. Nella ripresa con l'espulsione di Bondioli (assente Gattari per squalifica) e gli errori di mister Giunti il Santarcangelo ha dilagato. Invece di inserire subito un difensore, il tecnico umbro ha arretrato De Grazia terzino con Sabato al centro. Sguarnendo così la mediana, mentre mister Marcolini la irrobustiva (Ungaro al posto del terzino Florio), cambiando modulo. Giunti ha aspettato che i romagnoli segnassero altre 3 reti (incluso l'autogol di Marchetti) e inserissero la punta Cesaretti per schierare il terzino Broli (per la punta Palmieri), a partita ormai compromessa. Le altre sostituzioni (inclusa quella dell'esterno Franchini) mister Giunti le ha riservate (81') a quando il Santarcangelo aveva levato la "manita". Sul fronte societario le quote sono finite a Napoli, si è tenuta l'assemblea a cui il nuovo proprietario non ha partecipato (conosce Macerata?). Egli smentisce che nella trattativa sia entrato il conterraneo Battiloro (di cui conosce a menadito il curriculum sportivo). Nominato il nuovo DG (Matrecano) e avanti con il "concordato preventivo" (con ripercussioni negative nei rapporti con la Lega) per stoppare eventuali istanze di fallimento. Scattolini punta tutto sul ritorno "pro tempore" della "venerata" ex presidente ("Mariella nostra") e sul rientro di La Cava. Tale soluzione potrebbe essere favorita dall'avvenuta escussione in Lega della fidejussione di Spalletta, ma è resa problematica dal fatto che La Cava per entrare ha bisogno di partner. Il nuovo patron, inoltre, lo ha dichiarato è disposto a cedere come ha acquistato, cioè a titolo "oneroso". I tempi per agire sono stretti, le probabilità che la Rata lasci il professonismo (cui approda la vicina Fermana) assai elevate. Domenica conclusione del campionato con il già promosso Venezia, a patto che il servizio di vigilanza regolarmente retribuito (c'è la nuova società, non sono previsti interventi esterni) apra i cancelli dell'Helvia Recina.
  • Perugia “mura” la Lube,
    addio Champions

    234 - Apr 30, 2017 - 16:16 Vai al commento »
    LA GIUNTA CORVATTA E IL PALAS A "ZERO TITULI" Lube eliminata nella semifinale di Champions League (per di più da una squadra italiana: Perugia, che già tante amarezze le aveva riservato) farà masticare amaro nelle stanze dell'amministrazione civitanovese. Meglio così, la cosa avrà dissuaso qualche "maestro di propaganda" (sempre attento a proporsi) ad affiggere "manifesti giganti" per la conquista del principale trofeo europeo. Striscioni magari da affiggere sulle "rotatorie", come è stato fatto per l'archiviazione dell'inchiesta su Civita Park, che vedeva coinvolta la Giunta stessa. La qual cosa non è legale (come ha fatto notare il consigliere comunale Marzetti) ma si sa l'amministrazione è lì apposta per "dare il buon esempio". Una Giunta sempre pronta a strumentalizzare "pro domo sua" eventi che l'hanno appena sfiorata. Come dimenticare quando quasi voleva "prendere il merito" della selezione o dell'aggiudicazione di Oscar di registi ospiti del festival "Futura" (Sorrentino e Virzì). Oppure della vittoria al Premio Campiello di scrittori (Vinci) partecipanti al festival "Rive". Finora il Palas che il Comune ha costruito a beneficio della squadra di volley di Treia ha portato "zero tituli". Rimane sì lo scudetto (siamo solo all'inizio della sfida con Trento) che non è la stessa cosa di un trofeo internazionale quale la Champions League. Chissà come si sarebbe "pavoneggiato" il vice-sindaco Giulio Silenzi (principale artefice dell'operazione Palas). E quante immagini sarebbero apparse, magari insieme al sapiente commento di Robespierre, su Civitanova Live (vero e proprio "Instagram" della Giunta). Lo scudetto è qualcosa che riguarda il nostro Paese e la Lube ne ha vinti diversi, la Champions una sola volta e 15 anni orsono. Un Palas realizzato a discapito di una Fiera dimezzata, che penalizza le attività economiche locali (basta vedere il numero e il rilievo delle esposizioni realizzate). La gestione del Palasport è affidata ad una società abruzzese (che ha già cambiato il vertice), a cui il Comune versa annualmente 60 mila euro (per avere a disposizione l'impianto, di 4 mila posti, solo 10 giorni all'anno). A chi gestisce il Palasport l'amministrazione ha in animo di cedere, come se non bastasse, il "corridoio" che lo collega alla Fiera. Una Giunta che si definisce di "sinistra" dovrebbe avere un "approccio sociale" allo sport, permettere cioè a tutti di praticarlo. Non privilegiare, come sta facendo, società professionistiche, riservando ai cittadini il "ruolo passivo" di spettatori. Da sottolineare che sono state abbandonate le società civitanovesi, a partire dalla più antica (98 anni di vita), dopo l'iniziale improvvido sostegno a "gestioni infauste". Ma la parte politica che governa Civitanova, come a livello nazionale, ha subito una "mutazione genetica" e non si capisce più chi essa rappresenti. Nella Champions la Lube si dovrà accontentare, se le va bene, della terza piazza. Chissà che la stessa cosa non succeda, visti i competitors (4 candidati-sindaco da ballottaggio) alla coalizione Corvatta alle prossime elezioni. Nel frattempo, statene certi, spazio alla propaganda (ne vediamo "illuminanti" esempi). La lezione che certuno, in 40 anni di attività politica, ha appreso meglio.
  • Rata penalizzata di due punti,
    inibiti Spalletta e Sivieri

    235 - Apr 26, 2017 - 16:44 Vai al commento »
    SCATTOLINI TRA FINTE CERTEZZE E REALTA' "Perchè Caporaletti, in linea con la sua proverbiale passione per la Maceratese, raddoppia la sanzione? Nonostante che l'articolo di CM, da cui ha tratto il suo consueto de profundis, correttamente informa della penalizzazione di un punto. Essendo stati pagati i contributi" (E.M. Scattolini, CM, 18 febbraio 2017). L'aveva data per certa, l'informatissimo Scattolini, la penalizzazione di un punto per la Rata. Ma la decisione odierna del Tribumale Federale è stata, invece, di togliere due punti (come avevo scritto) per mancato pagamento di stipendi e contributi del bimestre novembre/dicembre 2016. Questi ultimi, secondo le "fonti certe" dell'autorevole Enrico Maria, erano satati versati nei modi e entro i termini dovuti (16 febbraio 2017). Bisogna ricordare che la società biancorossa per l'udienza (di cui si era dimenticata) non aveva preparato una "memoria scritta". Il proprio legale - che ha partecipato alla seduta poichè in zona - è stato informato all'ultimo momento. Diversa l'attenzione dimostrata dalla dirigenza in occasione della precedente penalizzazione (tre punti, poi ridotti a due), causa seguita dallo studio Nascimbeni. La sentenza odierna prevede, oltre all'inibizione degli ormai ex dirigenti Spalletta e Sivieri, anche l'ammenda di 4 mila euro. C'è materia per l'associazione "Salviamo la Rata", che si è già occupata di "servizio vigilanza e trasferte", per una nuova sottoscrizione. Tornando al "superpistacoppo" Scattolini, gli si sciogle in mano l'ipotesi del ritorno in sella della Tardella (non riesce ad accettare una Rata senza lei). Per promuoverne il ritorno aveva proposto nella rubrica "Somma Algebrica" improbabili conteggi. A cominciare dai contributi maturandi nel conto Rata presso la Lega, che Scattolini quantifica il 380 mila euro. Mentre l'ex DG Caira - promotore dell'unica concreta soluzione per la cessione (l'imprenditore perugino La Cava) - ha più volte dichiarato (lui che in società c'è stato) che essi ammontano a 130 mila euro. Mentre l'escussione della fideiussione da parte della Lega (come rileva l'avvocato Bommarito) fa salire e non diminuire il debito. E' notizia di queste ore la vendita della Rata (Spalletta aveva assicurato in un'intervista di non essere in contatto con il mediatore Battiloro) ad una società di Giugliano (Napoli). La Rata transita, per non farsi mancare nulla, in pochi mesi dalla Sicilia alla Campania, passando per il Lazio (dove risiedono Fantauzzi e Macaluso). Staremo a vedere se la tifoseria avrà per agli attuali acquirenti un gradimento diverso dai precedecessori. L'atto di trasferimento, a quanto trapelato, è stato sottoscritto il 21 aprile, mentre Scattolini tre giorni dopo (le sue fonti non l'avevano informato) fantasticava sull'intervento "ponte" di "Mariella nostra". Insomma notizie quelle di Scattolini su cui, come ammonisce un detto civitanovese, "mangiare il pane", come la "bufala" di un altro servizio CM che "informa" del pagamento a gicatori e staff di quattro stipendi (in realtà solo uno, quello di gennaio, degli altri non si sa nulla). Ironizza Scattolini sulla cultura e i suoi luoghi, magari una loro frequentazione toglierebbe un pò di provincialismo dalla sua rubrica.
  • Ma cosa vuole fare Spalletta?

    236 - Apr 12, 2017 - 16:10 Vai al commento »
    PAGNANELLI PECCA IN FALSITA' E IPOCRISIA Eh no, Pagnanelli lei forse dimentica di avere a che fare con una persona che ricorda molto bene le cose, forse troppo! Perciò le comunico che - a differenza di quanto sostiene - non è affatto "la prima volta" che lei fa inequivocabile riferimento alla mia persona (anche usando i medesimi "argomenti"). Lo ha fatto anche citando il mio "nome" (senza che io l'avessi in alcun modo chiamata in causa). Controlli bene i suoi commenti su CM, prima di pubblicare fandonie! Per una conferma risalga al commento che ha postato in data 26 luglio 2016. Perciò sono io che con questo post la "diffido formalmente" a fare riferimento, d'ora innnanzi, alla mia persona (in modo inequivocabile, sia diretto che indiretto). Nel caso continuasse a farlo - non serve a nulla negarlo ipocritamente - riceverà querela, che le costerà bei "soldini". La somma ricavata sarà devoluta ai terremotati della nostra provincia. Buona Pasqua si augura alle persone corrette, che si assumono le proprie responsabilità, non a quelle che usano, come dimostrato, la falsità.
    237 - Apr 12, 2017 - 14:45 Vai al commento »
    PREOCCUPAZIONI SENILI "PISTACOPPE" PAGNANELLI, tutti questi riferimenti ad esibizionisti "con o senza impermeabile". Viene il sospetto che lei soffra il "complesso del pistolino". Suvvia, chiarisca ai lettori di CM cos'è che la turba, in modo che essi possano comprendere tale suo "anomalo" comportamento. SCATTOLINI, che risponde "a singhiozzo" - quando chiamato in causa - dovrebbe preoccuparsi che il "rintocco" della sua campana non suoni "a morte" per la Rata. Se in tale condizione la condurranno i tanti avvoltoi, essi sì esibizionisti, che le girano attorno.
    238 - Apr 11, 2017 - 17:49 Vai al commento »
    LA CAMPANA DI SCATTOLINI... E QUELLA DI MISTER GADDA Per completezza ed obiettività di informazione, oltre alle valutazioni di Scattolini, è bene leggere l'analisi della gara di mister Gadda. Queste le dichiarazioni del tecnico (storico capitano dell'Ancona) riportate dal quotidiano "Corriere di Romagna", nell'edizione di lunedì 10 aprile 2017: "Non è mia abitudine parlare degli arbitri, ma credo che quello di ieri (Boggi di Salerno, ndr) non torni a casa con la coscienza pulita". A proposito del secondo rigore assegnato alla Rata (sorvoliamo sul primo, ndr) mister Gadda precisa: "Non credo sia giusto per un contatto così discutibile determinare le sorti non solo di una squadra, ma anche di una società. A questo va aggiunto il cartellino giallo assegnato a Bardelloni, colpendo senza motivo un giocatore che era già in diffida. A tutto questo aggiungo il fatto che abbiamo subito 4 rigori nelle ultime 4 gare. Società che non pagano gli stipendi si salvano (in questo caso il tecnico romagnolo pecca di ottimismo, ndr), chi invece come il Forlì - che paga regolarmente - lotta in fondo alla classifica. Anche il nostro presidente poteva prendere giocatori con varie promesse per arrivare all'obiettivo senza curarsi dei pagamenti, così è troppo facile". La conclusione di mister Gadda è carica di amarezza: "Della gara odierna non posso rimproverare niente alla mia squadra (la Rata esclusi i 2 rigori e la rete in contropiede nel recupero non ha fatto nulla, ndr), si prepara la gara per tutta la settimana poi veniamo penalizzati da episodi avvilenti". Rabbia quella di Gadda per una partita persa ingiustamente (c'è il risultato del campo - che può essere bugiardo - e la prestazione offerta non premiata adeguatamente). Ad ogni modo stia tranquillo mister Gadda: esiste una giustizia sportiva e in "fondo alla classifica" secondo le regole federali - se "recidiva" nel non ottemperare agli impegni - può finirci la Rata. Magari al posto della sua amata Ancona, che ha espugnato il "Tardini". Stadio dove, appena una settimana prima, il Parma aveva inferto una severa "lezione di calcio" alla malcapitata Rata, dimostratasi "mai in partita".
    239 - Apr 11, 2017 - 2:36 Vai al commento »
    RATA: A FORLI' UNA "VITTORIA DI PIRRO"? Esce vincitrice la Rata a Forlì, grazie agli "aiuti" dell'arbitro (a fine gara il tecnico Gadda era infuriato), vede la "salvezza" - non ancora matematica - ma tutto si potrebbe rivelare inutile. La partita è stata "indirizzata" dall'arbitro nel momento in cui ha concesso il 2° rigore alla Rata per una "spinta" non da massima punizione. In una gara giocata bene dai romagnoli (4 rigori contro nelle ultime 4 partite). Nel primo tempo hanno colpito traversa e incrocio dei pali, prima di pareggiare il 1° rigore di Quadri. La necessità di reiquilibrare il risultato ha spinto il Forlì in attacco (inserendo altre punte), esponendosi al contropiede della Rata. Quadri che nelle ultime 10 stagioni ha segnato massimo 2 reti a campionato si ritrova capocannoniere della squadra con 10 gol, grazie a 8 rigori concessi (il 9° è stato realizzato da Colombi). Ma quanto conquistato sul campo si potrebbe rivelare inutile se entro il 18 aprile (scadenza prorogata per la Pasqua) non saranno corrisposti a giocatori e staff tecnico gli stipendi del bimestre gennaio-febbraio. La Rata incorrerebbe nella "recidiva" (non pagati nemmeno gli stipendi del periodo novembre-dicembre) e secondo il regolamento federale retrocessa all'ultimo posto in classifica, con l'impossibilità di iscriversi al prossimo torneo di Lega Pro. Per evitare tale spiacevole situazione i tempi stringono e non è agevole la trattativa con il possibile acquirente La Cava, poichè è solo e alla ricerca di 2 soci (con il 30% rispettivo delle quote). Inoltre l'imprenditore perugino - che dovrebbe accollarsi i debiti - non è disposto a versare la somma richiesta dal presidente (si parla di 40 mila o addirittura di 100 mila euro). Sta qui la risposta all'interrogativo posto da Scattolini? La trattativa non è favorita dalla "rimozione" del DG Caira (referente nella società di La Cava), colpevole di dire la verità. Aveva rilevato che Spalletta non aveva rispettato la "ristrutturazione del debito" avviata dalla Tardella e contraddetto il legale della società sui contributi maturati in Lega (130 mila e non 380 mila euro). La società intanto in assemblea ha imboccato la strada del "concordato in bianco (decisione a cui sembrano legate le dimissioni dell'AD Sivieri). I soci chiedono al giudice delegato lo sblocco dei contributi in Lega (con cui si instaura un "conflitto"), che secondo Gravina sono "insufficienti" per gli stipendi (perciò ha escusso la fideiussione, di cui attende l'esito). Anche col "concordato" occorrono fondi per "soddisfare" i creditori privilegiati (tra cui giocatori e staff tecnico) e torniamo all'urgenza di una nuova proprietà. Viceversa, dopo 2 mesi di tregua (rispetto a pignoramenti ed a richieste di fallimento) si tornerebbe al punto di partenza. Altra incognita il comportamento della squadra, che si deve arrangiare per viaggio e albergo in trasferta (si arriverà alla lontana Bolzano?). Centrata la "salvezza" (aver adempiuto al proprio compito) e restando senza stipendi potrebbe "mettere in mora" la società e liberarsi. Guai a fare rimostranze sui pagamenti al presidente che - insospettato cultore della "noble art" - potrebbe prenderla male e reagire di conseguenza.
  • La Rata domina ma spreca:
    pari amaro col Bassano

    240 - Apr 6, 2017 - 18:59 Vai al commento »
    RATA: FLOP CON IL BASSANO, SALVEZZA IN SALITA L'aveva fatta facile il cronista di CM nel pezzo di presentazione della gara interna con il Bassano. Aveva scritto, infatti, di "match ball", "chiudere i conti con la salvezza", "messa in sicurezza della classifica" ed altre balle "bianche e rosse". Il discorso play-out non sarebbe stato chiuso in caso di vittoria, figuriamoci con un pareggio. La Rata aveva di fronte una squadra a digiuno di vittorie da 8 turni (in cui ha raccolto 1 punto), con la peggior difesa del torneo (0-6 a Pordenone), dopo il Forlì, con 46 reti subite. I biancorossi dopo aver disputato un buon primo tempo, in cui sono passati in vantaggio con Turchetta, hanno pensato di aver chiuso la partita e si sono seduti. Mister Bertotto, notando la squadra in sofferenza con la difesa a 3, al ritorno in campo l'ha ridisegnata. Fuori un centrale difensivo per un esterno e arretramento di Crialese. Non solo, modifiche anche in avanti: fuori un esterno di centrocampo e dentro Minesso (capocannonire dei veneti con 10 reti, dimenticato in panchina) a dare manforte alle 2 punte. E' proprio Minesso a confezionare l'assist per Candido che, approfittando della "bambola difensiva" dei biancorossi, sigla il pari. La Rata data la pochezza offensiva (nemmeno Allegretti cambia le cose) non riesce più a rimediare. Anzi, mister Bertotto nel finale manda in campo la terza punta (Grandolfo) per tentare il tutto per tutto. Ora i biancorossi, con i 2 punti di penalizzazione in arrivo, sono a quota 39 e per evitare i play-out occorrono, a detta dei tecnici, di altri 5-6 punti. Dovranno essere conquistati nei 2 "scontri diretti" in trasferta con Forlì (senza lo squalificato Marchetti)e Sud Tirol (vincitore 2-1 all'andata), che non hanno un ruolino di marcia invidiabile, ma beneficiano del fattore campo. Oppure nel successivo match interno con il Teramo in netta ripresa (6-0 al Gubbio), in serie positiva da 4 giornate (in cui ha raccolto 10 punti); ovvero nella trasferta contro il temibile Santarcangelo - impegnato nella conquista dei play-off - con cui la Rata ha una tradizione negativa. Perciò, una raccomandazione "trapattoniana" al cronista di CM: "mai dire gatto se non ce l'hai nel sacco". Eppoi c'è la "disastrata" situazione societaria, oggetto dell'assemblea di domani (a cui restano poche strade oltre il "fallimento"). Chiare le parole del presidente di Lega: chi entra in società deve "pagare stipendi e debiti". Se si salta anche la scadenza del 16 aprile (Pasqua, ma per la Rata non sarà di "resurrezione") i giocatori posssono attivare la "messa in mora" e liberarsi: la società precipiterebbe! Gravina chiede senso di responsabilità e conferma di aver escusso la fideiussione (di cui non conosce l'esito. I fondi nel conto Rata (interessati dai pignoramenti dei creditori, sollecitati anche dalle voci di "concordato preventivo") non sono sufficienti per pagare gli stipendi. Della miriade di "cordate" (almeno 5-6) che si dicevano interessate all'acquisto della Rata sembra sia rimasto solo l'immobiliarista perugino La Cava. Sull'impegno di Canil (gli interessi economici sono troppo legati a Matelica per lasciare quella società) poteva credere soltanto il sindaco Carancini. La Cava, amico del dg biancorosso Caira, sta valutando ma quella della Rata non è l'unica opzione (nel dicembre 2016 si era avvicinato al Mantova). Bisogna considerare che le sue esperienze nel calcio si limitano all'Eccellenza e attualmente presiede il "Fratticciola Selvatica" (seconda categoria umbra). Si spera che l'arrivo di La Cava non avvii per i colori biancorossi le prove tecniche di "dilettantismo". Certo solo un imprenditore "sconsiderato" si accollerebbe una montagna di debiti, che oltretutto egli non ha creato.
  • Maceratese, rispunta la cordata perugina
    Incontro con l’avvocato Cofanelli

    241 - Apr 4, 2017 - 19:55 Vai al commento »
    A PARMA SCONTRO TRA "MISERIA E NOBILTA'" Potremo scomodare un celebre film di Totò (di cui ricorre il cinquantenario della morte) per definire l'incontro andato in scena allo stadio "Tardini". Da una parte il Parma milionario dei "campioni" (rimodellato al mercato di gennaio con 6-7 acquisti di spessore, titolari in Serie A e B), dall'altra la Rata degli ingaggi dei "lungodegenti" (vedi Ingretolli e Moroni). Impressionante lo schieramento degli emiliani, che potrebbe essere all'avanguardia anche nella serie cadetta. Difesa: Iacoponi, Di Cesare, Lucarelli e Scaglia; centrocampo (privo dell'infortunato Giorgino): Munari (dal Cagliari), Scozzarella e Scavone. Per non parlare dell'attacco, guidato dall'ex Napoli Calaiò (174 presenze in Serie A), autore di 14 reti in campionato. Di fronte una Rata con giocatori e staff tecnico senza stipendio da ottobre 2016 (è in arrivo la scadenza di aprile), con difficoltà persino a reperire fondi necessari alla trasferta (allertati gli "amici della Rata") per trasporto (pare sia arrivato un autista da Pisa) e pernotto. Chiaro che la gara era, e si è dimostrata, impari: la Rata messa sotto con una rete (Nocciolini) appena trascorso 1 minuto dal via, ribadita poco dopo la mezzora dal bomber Calaiò. Con possibilità di calare il tris ad inizio ripresa se il centravanti non avesse fallito un penalty. I biancorossi erano si privi di due centrali difensivi (Perna e Marchetti), ma le "falle" si sono aperte sugli esterni (Sabato e Ventola), "colpevoli" sulle marcature e sul rigore del Parma. Una Rata mai in partita - troppo marcato il divario tecnico tra le due squadre - ma Scattolini (bontà sua!) si dichiara contento di non aver subito la goleada. Nella ripresa mister D'Aversa attua anche il tournover facendo riposare Munari, Scozzarella e Nocciolini, in vista del big match di domani con il Padova (superato in classifica). La Rata tenuto conto della penalizzazione (sono 2 punti, per mancati stipendi e contributi, Scattolini!) è a quota 38 e deve assolutamente sfruttare il turno interno contro il Bassano (reduce da un "brodino" con l'Albinoleffe, dopo 7 sconfitte di fila). Perchè poi i biancorossi avranno 2 "scontri diretti" in trasferta (Forlì e Sud Tirol), prima di ricevere il "redivivo" Teramo (vincitore sulla Samb) e il vantaggio sulla zona play-out potrebbe svanire. La carenza di liquidità della società potrebbe pesare sulle gare interne (servizio sicurezza allo stadio) e riproporsi nelle trasferte (tra cui quella lunga di Bolzano). Tra l'altro, per gli stessi motivi, è stato annullato il torneo giovanile "Velox", giunto alla 40ma edizione. Mentre si mormora che la partecipazione al torneo di Viareggio (iscrizione 30 mila euro) - che "fresconi" del web avevano attribuito ai "buoni propositi" di Spalletta - è stata consentita da un'autotassazione. Sul fronte societario, dopo la "mandrakata" di "Er Patata" e "Dolce" (molte trattative del "capocordata" erano in precedenza naufragate) si attende il responso dell'assemblea dei soci di venerdi prossimo. Società sommersa dai debiti: ingiunzioni con la "riapertura" del tribunale divenute esecutive, escussione della fideiussione in Lega (ma bloccati i contributi, in parte pignorati dai creditori), difficile evitare il "fallimento". Tra le soluzioni prospettate è, per lampanti motivi, impraticabile la "ricapitalizzazione" ed è estremamente difficile il "concordato preventivo", per cui occorre solvibilità e quindi nuovi ingressi. Tramontata l'ipotesi della "cordata locale" (con appendice russa), tanto che i suoi legali sono in contatto con una "cordata perugina", a questo punto chi intende entrare attende il "fallimento" per prendere il "titolo" a costo ridotto. Una pia illusione "l'azionariato popolare", vista l'amaro epoligo, dopo tante attese, registratosi ad Ancona. L'amministrazione comunale (irritualmente inseritasi in trattative, come il presidente di Lega che dovrebbe tenere un profilo super partes) coltiva la suggestione Canil che, oltre la cordialità istituzionale, resterà tale. Se il Comune vuol aiutare i colori biancorossi dovrebbe essere più elastico sul canone dello stadio (come avviene in realtà vicine) e non inviare ingiunzioni e sfratti ad una società con un piede o forse entrambi nel baratro.
  • Maceratese, la cartina di tornasole
    sarà il pagamento degli stipendi

    242 - Mar 28, 2017 - 18:33 Vai al commento »
    LA RATA NELL'EPOCA DE "ER PATATA"? Mentre assistevo alla larga vittoria dei "Ramarri" sul Lumezzane (a cui la Rata aveva strappato un pareggio) mi è arrivato un messaggio da un amico. A proposito con il successo nell'ultima gara (7 reti, come il Grande Torino, a 2) quello del Pordenone (che aveva battuto 6-0 il Bassano) con 60 reti è il miglior attacco di Lega Pro. Inoltre è il terzo attacco in tutte le serie professionistiche nazionali, dopo quelli di Roma e Napoli. Il messaggio dell'amico diceva: "La Rata è passata a "Er Patata". Incredulo ho controllato in rete le notizie sulla Rata: guardando foto e provenienza (Fregene) sembrava proprio l'attore romano, ma mi sono accorto che si trattava solo di forte somiglianza. Fuori dallo scherzo, oltre i ruoli ricoperti, appare probabile che il "regista" dell'acquisto della Rata (ceduta per poche decine di migliaia di euro: pare quelli che Spalletta aveva versato al passaggio di proprietà alla Tardella) sia Massone. Dei tre è l'unico che ha esperienza (ventennale) nel calcio italiano ed europeo (Scozia e Romania), come dirigente e come procuratore, difficile che come Bargagna faccia un passo indietro. Allarmante - speriamo non lo sia anche per la Rata - la confessione alla "Gazzetta" dell'ex interista Zè Maria (rispetto a trattamento di tecnico e giocatori) della sua esperienza in Romania. Alternative immediate per una società sull'orlo del fallimento (con escussione della fideiussione in Lega e ingiunzioni di pagamento esecutive) non c'erano. La cordata locale con partner russo del Burchio di Porto Recanati ("dare soldi, vedere cammello") chiedeva tempo. Sarà molto divertente assistere al "torna a casa Lassie" della tifoseria (i comunicati erano a nome di tutti i settori) che si è tanto esposta in contestazioni. Nel frattempo la squadra ha battuto in casa la Feralpisalò, ma non bisogna esaltare troppo la vittoria. I gardesani erano penalizzati dalle assenze, avevano in panchina solo 5 giocatori, tanto da non fare sostituzioni. Tra gli assenti, pedine fondamentali come il difensore Gambaretti (3 reti) e la coppia d'attacco Surraco (acquistato a gennaio dalla Ternana) e Guerra (9 gol). Inoltre il portiere Caglioni ha compito una "topica colossale" sulla punizione di Quadri (ha valutato male la traiettoria), che ha segnato la partita. Starei attento (mi rivolgo a Scattolini) ad esaltare la "maestria" di Quadri nei "tiri diretti". Il capitano biancorosso ne ha segnati solo 2 (sugli 8 gol totali, i restanti sono rigori) in una trentina di partite. Non si capisce come egli ne "ricordi almeno 3" ma, come dice un noto legale: bisogna "rispettare l'età". La Rata con i 2 punti di penalizzazione in arrivo (è stata deferita al tribunale federale per mancato pagamento stipendi e contributi) da 40 scenderà a 38 punti, ne servono altri 6-7, come sostiene mister Giunti, per evitare i play-out. Dovranno essere obbligatoriamente conquistati nei confronti interni con Bassano (alla settima sconfitta consecutiva) e Teramo. Da fidarsi poco degli incontri con Parma (impegnato con un organico da Serie B a recuperare, dopo la sconfitta interna con il Fano dell'ex biancorosso Fioretti) e Venezia (che vede le concorrenti alla promozione recuperare). Come saranno "terribili" gli "scontri diretti" in trasferta contro Forlì, Sud Tirol e Santarcangelo. C'è poco da esultare (mi rivolgo ancora a Scattolini) sui 2 punti di penalizzazione ai romagnoli. La Rata al "Valentino Mazzola" ha una tradizione negativa e il Santarcangelo è la sua "bestia nera" (la scorsa stagione la squadra di Bucchi perse entrambi i confronti). Sperare in esiti favorevoli è lecito, ma dovesse andare male c'è pronto il motto del patron al tifo "pistacoppo": "attacchete ar caxxo"!
  • Il bilancio approda in Consiglio,
    assemblea pubblica nel quartiere

    243 - Mar 28, 2017 - 12:57 Vai al commento »
    BILANCIO "PARTECIPATO" O ELEZIONI VICINE? L'Amministrazione in carica aveva fatto della "partecipazione" (dei cittadini alle scelte pubbliche) uno degli aspetti "qualificanti" del proprio programma elettorale. Inutile dire che - come tanti altri punti - è stato ampiamente disatteso, con esiti sconfortanti come "l'urbanistica partecipata" (vedasi la "questione Ceccotti" e dintorni). Ora che si avvicinano le elezioni comunali (previste per giugno 2017) la Giunta riscopre la "partecipazione" rispetto al bilancio. Un passo avanti - seppur condizionato - poichè negli anni passati le assemblee pubbliche si tenevano a "bilancio approvato" (come si suol dire a "babbo morto"). La scelta compiuta però non è esente da critiche: gli incontri pubblici si tengono soltanto in due quartieri (Fontespina e Risorgimento) mentre vengono ignorati gli altri pur popolosi. Se l'ascolto delle proposte è rivolto all'intera città si promuove un solo incontro (magari nella sede istituzionale del consiglio comunale) oppure si tengono assembleee in tutti i quartieri, escluderne la maggioranza non ha senso. Oppure vi sono criteri che hanno orientato le scelte, non noti ai cittadini? Uno di questi potrebbe essere quello di svolgere un incontro pubblico nel quartiere Risorgimento, serbatoio elettorale del consigliere Gismondi da riportare alla causa dell'amministrazione comunale. Quest'ultimo, infatti, dopo aver fatto il "giro delle sette chiese" (Morresi, Ghio ecc.) sembra orientato a "tornare all'ovile". Comunque sia, quello dei "comitati di quartiere" (organi di partecipazione) - di cui è stata sostenuta l'elezione diretta - è uno dei fallimenti maggiori di questa amministrazione. Pochi di essi esistono e sono operativi, mentre è sempre mancato il riferimento con chi amministra la città. Il documento di bilancio (speriamo sia stato discusso in commissione e messo a disposizione dei consiglieri, date le lamentele di Marzetti) annuncia tagli. Tra questi quello alle attività culturali, mentre l'assessore alla cultura (e al bilancio) Silenzi aveva appena finito di dire in conferenza stampa che tagli in questo settore sono "aspetti di sottocultura" (un chiarimento con se stesso sarenne opportuno). Forse il "maestro di zompi" fermano punta a restare assessore alla cultura nella prossima amministrazione o estendere il proprio operato "oltre le elezioni", senza rispetto per le scelte dei cittadini (non era accaduto lo stesso con lui). Ha convocato un incontro con la stampa per annunciare non solo i finanziamenti ma i programmi (con tanto di date, titoli e partecipanti) dei "quattro festival" (se ne vanta come Cornelia con i Gracchi). Peccato che in essi non vi sia niente di suo (unico assessore alla cultura in Italia a non aver proposto nulla in 5 anni). Nella conferenza stampa Silenzi era contornato dai "quattro direttori artistici" (che Hanno per lui la funzione dei "cani guida" per ciechi, senza di loro andrebbe a sbattere), che ogni anno presentano un "pacchettino preconfezionato". Anche per la cultura a CIvitanova - tanto per non smentire un cammino - "scelte di vertice", senza verifica alcuna con la realtà cittadina. I risultati - scarsa ricaduta sulle attività economiche locali e poca partecipazione dei cittadini, sono sotto gli occhi di tutti. Succede quando si sta tutto l'anno in Ancona (come nel caso più eclatante) a "grattarsi il pancione" e si viene a Civitanova per realizzare il festival, senza un preventivo confronto con le scuole e le associazioni. La proposta culturale (che dovrebbe partire dalle istituzioni pubbliche, in stato di abbandono) è uno dei temi cruciali da affrontare in campagna elettorale, con i candidati che avranno la volontà di farlo. Ma stiamo mettendo troppa carne al fuoco per l'assessore (cultura e bilancio) Julio Silenzi sempre superimpegnato. Prima l'estenuante trattativa per la scelta del candidato sindaco (il centrosinistra l'ha fatta per ultimo) che ha portato alla conferma di Corvatta: se convinti avrebbero dovuto farla subito. Poi le primarie per la segreteria nazionale del PD (novità assoluta, Silenzi e la sezione di Civitanova "bersaniani storici" sono tutti passati con Renzi). Un investimento per una interminabile carriera politica, ma speriamo la fine di un "balletto di potere" che ha stufato proprio tutti.
  • La Maceratese ritrova il sorriso,
    Allegretti fa gioire l’Helvia Recina

    244 - Mar 13, 2017 - 23:08 Vai al commento »
    RATA LABORATORIO DEL CALCIO: SI LAVORA PER "SPORT" Alla Rata sta diventando realtà il famoso detto "lavorare per sport", riferito a chi opera senza compenso. Da 5 mesi tecnico, staff e calciatori lavorano "senza vedere un soldo" (parole di capitan Quadri). Dopo una prima fase di sbandamento (1 mese senza successi) la squadra ha addirittura ripreso a vincere. La situazione potrebbe essere oggetto di studio per il calcio futuro e da esempio per società con investimenti milionari come il Parma. I ducali, che al mercato di gennaio hanno ingaggiato 6-7 giocatori titolari in Serie A e Serie B (Munari, Scozzarella, Scaglia ecc.) non riescono a battere Forlì e Mantova. Si diceva del successo sulla Reggiana, quinta forza del girone, nonostante il ridimensionamento nell'ultima sessione di mercato. Otto cessioni (le più dolorose: Mogos, Angiulli e Manconi volati ad Ascoli, Pisa e Trapani, in Serie B) e 4 soli arrivi di categoria. Anche se la Regia si presentava all'Helvia Recina con 5 assenze: Perilli, Riverola (arrivato a gennaio dal Foggia), Marchi, Maltese e Pedrelli, vanta un tasso tecnico superiore alla Rata (senza Perna e Malaccari). Gli amaranto non scendono praticamente in campo nel primo tempo, dove i biancorossi confezionano il vantaggio con una zuccata di Marchetti. Nella ripresa la squadra di mister Menichini (imbattuto dal suo incarico a Reggio Emilia) cambia registro, ma incorre nell'evitabile espulsione di Contessa (arrivato a gennaio dal Lecce) che spintona un raccattapalle "ostruzionista". Anche in inferiorità numerica gli emiliani raggiungono il pareggio con il "mago" Cesarini. A Forte, che aveva parato il rigore, non va "grassa" come con il Gubbio e deve capitolare. La Rata però è lesta a ristabilire le distanze con il neoentrato Allegretti (poco utilizzato) su respinta di Trevisan (assente dai campi da dicembre) e a fare sua la partita. Un mattone messo per la salvezza (6 i punti di vantaggio sulla "zona calda"), ma le insidie sono dietro l'angolo. Come la trasferta con il diretto-concorrente Lumezzane, che vorrà bissare per risalire il successo di Forlì (3-1). In più questa settimana c'è la "scadenza limite" (con un mese di ritardo!) per gli stipendi. Capitan Quadri ha fatto capire nel dopo partita che, con una società assente ("si vede solo il DS Benassi") dopo 5 mesi "la misura è colma". Restano 9 gare da disputare e da esse la Rata deve ricavare 9-10 punti (al netto della penalizzazione) per evitare i play-out. Punti da incamerare subito: gli incontri più favorevoli potrebbero essere quelli interni con l'altalenante Feralpisalò (battuto 3-1 a Fano) e il Bassano in "caduta libera" (5 sconfitte di fila, ultima con la Samb). Perchè poi i biancorossi avranno 4 scontri diretti consecutivi - uno in casa (Teramo) e gli altri 3 in trasferta (Forlì, Sud Tirol e Santarcangelo) - dove può succedere di tutto! Su tutto però aleggia la grave situazione societaria, che se non risolta potrebbe travolgere la squadra. Non fa merito alla dirigenza evitare il confronto con la stampa e la città. Come sono ingiustificabili comportamenti "vendicativi", come i divieti posti nei confronti del collaboratore dell'ex patron Tardella, Piangiarelli.
  • Gustavo Postacchini lascia la politica

    245 - Mar 8, 2017 - 1:31 Vai al commento »
    L'ASSESSORE NON SI RICANDIDA O NON PUO' RICANDIDARSI? Capita spesso nei giornali che il titolo (in questo caso il sottotitolo) contraddica il contenuto dell'articolo. Il sommario, infatti, recita: "L'assessore all'urbanistica ha deciso di non ricandidarsi alle prossime elezioni". Scorrendo il pezzo, però, per bocca del politico in questione emerge un'altra verità: "A maggio scadrà il mio secondo mandato (di consigliere comunale, ndr) e come da statuto non mi ricandiderò". Non sarebbe quindi una "decisione spontanea" - dopo 17 anni di impegno amministrativo (in Comune e Provincia) - ma norme statutarie gli impedirebbero di ripresentarsi. Una comunicazione tanto perentoria, in conferenza stampa, potrebbe sottintendere che volendo lo statuto del PD si potrebbe aggirare (due mandati non consecutivi ecc). In tali comportamenti nel PD sono specialisti, basti ricordare la "possente" ex-assessora regionale che uscita dalla finestra (dopo due mandati) è rientrata dalla porta, lautamente ricompensata ("consulente economica" - lei ragioniera - del governatore). Tornando all'assessore all'urbanistica, a leggere attentamente l'articolo, risulta che egli dal 2012 è stato sia consigliere comunale che provinciale. E dal 2015 (fino allo scioglimento dell'assemblea provinciale) assessore comunale e consigliere in Provincia. Quando si dice: preferibile evitare il cumulo di incarichi per meglio assolvere al proprio ruolo. Fare l'essessore dopo Micucci (promosso in consiglio regionale senza meriti amministrativi) non era un compito improbo. Se approfondiamo la questione "doppi mandati", il leader PD civitanovese, il "fermano" Silenzi (fulminato sulla strada di Renzi dal referendum costituzionale), è candidato da 40 anni e di mandati ne ha accumulati in quantità enorme. Piuttosto un PD carente di candidati sindaco, tanto da doversi aggrappare all'uscente Corvatta (poco gradito all'elettorato e agli alleati superstiti), potrebbe pensare all'assessore all'urbanistica quale candidato primo cittadino. Non avrebbe problemi con il secondo mandato da consigliere e per qualità rispecchierebbe bene il personale politico residuo del Pd civitanovese. Tanto non è nemmeno vera la notizia - riferita all'assessore - che CM riporta nel titolo: "lascia la politica", poichè nel pezzo si legge che egli "rimarrà nel Pd". Restare in un partito (che è un soggetto politico) significa "fare politica". L'assessore all'urbanistica rivendica, leggiamo, tra i meriti del suo mandato, la "variante al piano particolareggiato dell'area ex Sabatucci": un "ottimo viatico" per poter aspirare all'elezione a Sindaco di Civitanova Marche.
  • Rata, il ballo delle responsabilità
    e la certezza delle carte bollate

    246 - Mar 9, 2017 - 19:55 Vai al commento »
    SCATTOLINI "ROMANTICO" SOGNATORE, SMEMORATO? Pochi commenti questa settimana alla rubrica di Scattolini, mancano anche i più assidui. Sarà il pareggio a reti bianche della Rata (che aumenta a 4 le gare senza vittorie) in casa con il Gubbio, mentre i biancorossi avrebbero bisogno di dare consistenza alla classifica. Sarà la difficile situazione societaria con giocatori senza stipendio da 5 mesi (promessi dalla dirigenza per questa settimana, ma non sono arrivati). C'è un passo della rubrica "strappalacrime", in cui Enrico Maria - inguaribile romantico - si abbandona al sogno. Lo riporto, per delizia dei lettori: "Dalla conoscenza diretta dell'"invincibile" (mister Magi, ndr), ricavo due considerazioni. La prima: lui probabilmente punta alla terza promozione consecutiva. La seconda: la sua ambizione potrebbe andare a beneficio della Maceratese. Perchè un Gubbio pimpante potrebbe sottrarre punti preziosi a diversi avversari diretti dei biancorossi che dovrà incontrare. In casa: Ancona, Fano, Mantova e Modena; in trasferta: Teramo e Santarcangelo (ha addirittura consultato il calendario, ndr). Pensate: Magi che contribuisce a mantenere la Rata fra i professionisti dopo avercela portata allo scadere di mezzo secolo di purgatorio". Una pagina degna del De Amicis de: "Dagli Appennini alle Ande" (in questo caso dall'Appennino all'Appennino, umbro-marchigiano). Una Rata salva per propri meriti o con l'"aiutino" dell'ex Magi. Tecnico che se avesse avuto tali intenzioni, poteva cominciare a dimostrarle nel confronto di domenica scorsa. Sulle "velleità" di promozione del Gubbio c'è da sorridere, date le forze in campo: Cremonese, Alessandria e Livorno (Girone A); Venezia, Parma e Padova (Girone B); Lecce, Foggia e Matera (Girone C). Immerso nel "fumo dei sogni" delle fortune (con "spintarella") della Rata, Enrico Maria dimentica l'"arrosto", la sostanza dell'intervento di Magi. Messo in rilievo da tutte le testate, meno CM che ne fa solo cenno nel servizio sulla partita. Per obiettività di informazione, riporto le parole di mister Magi, che affondano il "dito nella piaga" della situazione della Rata: "Non sono sono sorpreso della situazione societaria che sta attraversando la Maceratese, non mi stupisce, ma sono molto dispiaciuto. Ricordo l'entusiasmo di questa città quando è ritornata in Lega Pro, però è stato (tempo passato, ndr) troppo breve il periodo di Serie C fatta in una certa maniera. Purtroppo oggi nel calcio se non programmi fai fatica, a Gubbio stiamo facendo un campionato importante e bello. Si può fare calcio anche guardando i conti. Otto o nove giocatori del Gubbio di quest'anno sono quelli che hanno vinto il campionato di Serie D, siamo sesti e già salvi. Se c'è programmazione e fiducia nelle persone si può fare calcio anche senza sperperare soldi". Dichiarazioni che si può permettere il tecnico di una società salva con 10 giornate di anticipo "senza sperperare soldi". Opposti i "problemi" della Rata che, senza mai programmazione, naviga "penalizzata" in bassa classifica confidando per salvarsi, come fa Scattolini, nella buona sorte o in "aiuti amici". Nella vita, come nello sport, è bene contare sulle proprie forze, tale è l'insegnamento che ho ricevuto e che sento di dare.
  • Maceratese sciupona,
    pari a reti bianche col Gubbio

    247 - Mar 6, 2017 - 23:28 Vai al commento »
    LA RATA SCIVOLA VERSO I PLAY-OUT: PARI CON IL GUBBIO Non ce la fa la Rata a battere il Gubbio nel primo dei due confronti tra le mura amiche (il prossimo con la titolata Reggiana, prima dello "scontro diretto" in trasferta con il Lumezzane). Nonostante l'impegno i biancorossi rischiano di perdere: le occasioni più ghiotte ce l'hanno gli umbri. Traversa di Piccinni (unico acquisto di gennaio, ma il Gubbio non ne aveva bisogno) dopo uno "svarione" di Perna e rigore fallito (vista l'incerta rincorsa e il tiro debole e centrale) da Casiraghi. Il penalty non trasformato è quasi sempre frutto di errore dell'esecutore. Non riesce agli umbri di "rendere la pariglia" (all'andata furono battuti da un rigore di Colombi inventato dall'arbitro). Il forcing della Rata, specie nella ripresa (la difesa del Gubbio era priva dell'ex Alex Marini) non produce molto, ci provano i difensori, dato il noto deficit realizzativo delle punte. In una gara in cui occorreva attaccare le fasce laterali, mister Giunti tiene a riposo Sabato, per il più difensivo Marchetti. L'azione più pericolosa dei locali è di Turchetta, nella ripresa, con deviazione di Rinaldi, sventata dall'ottimo portiere Volpe (scuola Juventus). Gli uomini di Magi con questo punto raggiungono quota 44 e dal 6° posto possono pensare ai play-off. Diversa la posizione della Rata (2 punti nelle ultime 4 gare, 2 delle quali in casa) che vede avvivicinarsi la zona play-out. I biancorossi hanno 2-3 punti di vantaggio (calcolata la certa penalizzazione) su Forlì (posticipo a Parma), Modena e Mantova (7 punti nelle ultime 4 gare). I virgiliani, che poche settimane fa avevano 9 punti di ritardo dalla Rata, hanno approfittato del "momento no" del Bassano (4 sconfitte di fila, nonostante il cambio del tecnico) battendolo a domicilio. Niente di scontato nemmeno per la retrocessione diretta, dopo la vittoria all'inglese del Fano ad Ancona (cui non giova la guida di Pagliari Jr). La Rata per evitare i playout deve raccogliere 13-14 punti in 10 giornate, non sarà facile. La squadra è "disturbata" da seri problemi societari (è stato annunciato il ricorso alla "carta bollata" tra vecchia e nuova proprietà) che si ripercuotono. Prossime scadenze gli stipendi (primo impegno economico consistente per il nuovo patron, la provvista dei precedenti era avvenuta nella gestione Tardella), promessi a giorni e l'imminente verifica (8 marzo 2017) della validità della fideiussione rilasciata all'ex proprietà. A rogito, non rispettato, essa doveva essere emessa da "primari istituto bancario o compagnia assicuratrice". E' all'esame degli organi della Lega la fideiussione sostitutiva del nuovo patron per l'iscrizione al campionato. Conclusione alle parole del tecnico "invincibile" Magi: "La situazione della Maceratese mi dispiace ma non mi sorprende. Trovo breve il tempo in cui si è affrontata la Lega Pro in un certo modo. La mia esperienza a Gubbio insegna che, se c'è programmazione e fiducia nelle persone, si può fare calcio professionistico senza sperperare soldi". Il Gubbio con questi presupposti (ha in rosa 9 giocatori vincitori del campionato di Serie D) è salvo con 10 giornate d'anticipo. Meditate pistacoppi, meditate!
  • I legali della Tardella:
    “Nessun debito occultato,
    i conti del club erano in ordine”

    248 - Mar 3, 2017 - 17:23 Vai al commento »
    REALTA' DEI FATTI E "MISTIFICATORI" DEL WEB Riporto con molto piacere alcuni passi dell'ampia (in verità troppo) e documentata dichiarazione del noto studio legale maceratese, al fine di consentire ai lettori di CM di valutare compiutamente l'attendibilità di taluni commenti - reiteratamente postati sul quotidiano - che tentano di far passare "fantasiose ricostruzioni" per "verità incontrovertibili". Leggiamo insieme: "Risulta agli scriventi che la FIDEIUSSIONE depositata dalla società in sostituzione di quella della dottoressa Tardella, avvenuta con un mese di ritardo rispetto al preciso impegno liberamente assunto dall'acquirente con la firma del contratto in data 22 novembre 2016 sia ANCORA AL VAGLIO DEGLI ORGANI DI VERIFICA DELLA LEGA PRO". Continuamo a leggere dalla nota dello studio legale: "Altra falzità che emerge dal comunicato stampa summenzionato (emesso dalla società, ndr) è quella che si riferisce al pagamento degli STIPENDI ai tesserati relativo ai mesi di settembre e ottobre 2016 avvenuto il 16 dicembre (ultimo giorno utile) con risorse personali dell'attuale prorietario, in quanto la PROVVISTA PER IL PAGAMENTO SI ERA FORMATA, almeno in gran parte, CON LA GESTIONE DELLA DOTTORESSA TARDELLA, per un credito esistente all'epoca nel cosiddetto conto Lega". Nulla da dubitare su quanto riferito dallo studio legale, la cui autorevolezza è ben conosciuta. Spero con quanto riportato di aver "stappato le orecchie" a chi diffonde in continuazione "notizie non verificate" - funzionali soltanto ad una personale ricostruzione dei fatti - nel maldestro tentativo di orientare le opinioni dei lettori.
  • Il cantiere della Recchi al lavoro
    per costruire un “Grande centro”

    249 - Mar 2, 2017 - 20:49 Vai al commento »
    RECCHI ALLE PRESE CON "L'UOVO DI COLOMBO" L'idea di Fernanda Recchi (ex assessore comunale, non solo consigliere come scrive Boccanera) è - dal suo punto di vista - interessante. Un "grande centro" che sa tanto di "casiniana" memoria - il riferimento è ovviamente a Casini - senza che il partito di quel leader (orientato ad allearsi come in Regione con il Pd) vi partecipi. Come dimenticare la magistrale imitazione del nostro Marcorè di "Pierferdi e il grande centro". L'intenzione è quella di tagliare le ali estreme di destra (Ciarapica che era partito con un disegno "civico" ed ora accoglie i vecchi leader forzisti) e di sinistra (con Corvatta che nessuno vuole ma per la pochezza politica del Pd ma sarà candidato). Il limite del progetto della Recchi (non si parla di programma, solo di candidati Sindaco) è che arriva troppo tardi, doveva partire l'anno passato. Uno dei candidati primo cittadino, per esempio, Morresi ha atteso a lungo prima di annunciare la "discesa in campo". Attendeva probabilmente riscontri che non ha avuto, la Recchi non aveva ancora partorito la "brillante" intuizione. L'altro candidato a cui l'ex forzista si riferisce, Ghio, era già partito in estate. Ha effettuato un primo "giro di consultazioni", ora magari si appresta (alla maniera del presidente della Repubblica) ad effettuarne un secondo, tempo ne ha. La dimostrazione che la sua proposta non sfonda, la da il fatto che le liste di appoggio si sono bloccate a due, non si parla più della terza e della quarta. Sarebbe come un "affronto" chiedere a Ghio di fare un "passo indietro" su una candidatura a cui tiene tanto e per cui lavora da tempo. Ardua anche l'intenzione della Recchi di riunire "sotto lo stesso tetto" figure dal percorso politico molto diverso, come Corallini e il "temporeggiatore" Gismondi. Quest'ultimo come il romano Fabio Massimo cerca cerca ma ancora non trova una giusta collocazine per le amministrative. Improbabile, quindi, che i due aspiranti sindaco, indispensabili alla formazione del "grande centro" - che hanno ormai ufficilizzato la candidatura - si ritirino. La Recchi dovrà sceglierne uno (nelle dichiarazioni sembrano posti a pari livello) da appoggiare. La proposta dell'ex assessore forzista non chiarisce se a "rinunciare" dovrebbe essere Morresi o Ghio oppure entrambi. In quest'ultimo caso si dovrebbe avanzare una candidatura alternativa (non facile da individuare di questi tempi, vedi le "acrobazie" del Pd). Nelle intenzioni, magari, avrebbe potuto essere quella della Recchi stessa, fautrice della proposta di "grande centro". Probabile che, come quello di Casini, nemmeno a Civitanova il progetto "centrista" avrà fortuna.
  • Rata, la società che si sottrae al confronto
    e la trattativa con imprenditori romani

    250 - Mar 1, 2017 - 14:57 Vai al commento »
    RATA TRA CRISI SOCIETARIA E FLOP AGONISTICI No, Scattolini, non farò dell'ironia sulla sua tesi che la Rata "non ha giocato male" a Mantova. Lascio rispondere da "Tuttolegapro", una sorta di sito istituzionale della terza serie. Il più seguito e spesso portato dai commentatori di CM ad esempio di obiettività. Leggiamo cosa scrive sulla prestazione della Rata nella trasferta di Mantova: "Match da dimenticare per gli uomini di mister Giunti, tutti sotto tono. Col Fano era andata bene, con una prestazione altrettanto appannata. Stavolta però non ci sono giustificazioni. BOCCIATURA TOTALE. Gara senza appello per i marchigiani, mai veramente in partita. Ci sarà molto da lavorare in settimana perchè la squadra è in netto calo. SPAESATI". Commento più che eloquente a cui c'è poco da aggiungere semmai una domanda. Se a Mantova giocando bene la Rata ne ha beccati 3, giocando male avrebbe fatto cla fine del Bassano a Pordenone? Parla l'evidenza dei fatti, a nulla serve inventarsi fantomatiche testimonianze. Riguardo alla crisi societaria, mi ritrovo nelle analisi sopra esposte di Bommarito (i suoi pezzi potrebbero figurare a buon diritto in settimanali d'inchiesta come "L'Espresso"), del "tardelliano" Savi e con i dubbi espressi da Ceresani. Qui non è questione di "debiti imprevisti" non vengono saldati nemmeno quelli sottoscritti davanti al notaio (270 mila euro alla vecchia proprietà, che ha attivato la fideiussione) o quelli verso il Comune (frutto di una convenzione in essere). I debitori che hanno pignorato i fondi alla Lega avevano documenti per agire (quindi poste iscritte in bilancio e note alla dirigenza) e si potrebbe continuare. Ostacola la chiarezza non dichiarare esplicitamente quali sono i "debiti fuori bilancio" e sfuggire il confronto con la città. Quando si rilascia un cominicato stampa, come ha fatto la società nei giorni scorsi, lo firma il presidente e non genericamente "la dirigenza". Quanto a dichiarazioni, curiore quelle del DS Benassi che rivendica alla nuova dirigenza di aver portato la Rata "a 8 punti dalla zona play-out" (semmai merito dei giocatori: non si può richiamarne la professionalità tenendoli da 5 mesi senza stipendio). Sempre Benassi sostiene che a gennaio si potessero acquistare solo atleti "svincolati, senza preparazione". Altre società come il Mantova (in sella da metà gennaio 2017) nell'ultima settimana hanno messo a segno colpi importanti. Girano molti dubbi intorno alla nuova proprietà, a cui non deve essere andata in porto qualche operazione programmata. Comunque impossibile difendere, senza sfociare nel patologico, soggetti di cui si dubita dell'affidabilità. La situazione non è piacevole (penalizzazione sicura) e per la squadra, che ieri ha incontrato i vertici dell'Assocalciatori (il presidente si ritrova un sindacalista in squadra), saranno decisivi i prossimi match casalinghi con Gubbio e Reggiana. Se non si riprenderà (mantenendo il trend recente: 3 gare 1 punto) il burrone è vicino. A poco serve "fantasticare" ipotetiche cordate romane (un commentatore aveva riferito l'interesse della famiglia Sensi: da Mariella a Rosella) o locali che mai si sono viste, lo spettro dei "dilettanti" è dietro l'angolo.
  • L’assemblea del Pd
    non scioglie i dubbi su Corvatta

    251 - Feb 27, 2017 - 0:20 Vai al commento »
    SILENZI E IL FINE CARRIERA DA "DEMOCRISTIANO" Luigi Pintor, ritenuto il più grande giornalista italiano del secondo Novecento, si augurava in un celebre fondo su "Il Manifesto" di "non morire democristiano". E' il destino, invece - almeno per quel che riguarda la carriera politica - che sembra avere il vicesindaco Silenzi. Mentre gli uomini vicini a Bersani, che egli sostenne in precedenti primarie, lasciano il PdR (Partito di Renzi) Silenzi e i suoi ci rimangono. Quello del Silenzi "renziano" è stato un lento cammino, il cui approdo è avvenuto in occasione del referendum costituzionale dello scorso dicembre. Sì la consultazione popolare della "tranvata" in pieno viso a Renzi, assestata da 6 milioni di elettori (fino a pochi giorni prima del voto l'ex premier la dava per vinta). Chi non ricorda Silenzi al "banchetto" sul Corso a raccogliere firme per la campagna "Basta un Sì" (per stravolgere la Costituzione!). Poi l'iniziativa con l'intervento dell'ex ministro dell'Istruzione (uno peggiori di sempre) Luigi Berlinguer a favore del Sì, con premiazione dell'ex partigiana (all'Anpi però ne dubitano) novantenne. Da lì Silenzi non è più tornato indietro e statene certi alle primarie del 30 aprile non sosterrà Emiliano (per alcuni tratti gli somiglia) nè Orlando (che ha l'appoggio di vecchi esponenti politici) ma Renzi che è favorito, anche se l'aveva avversato a quelle precedenti. Certo lo accomuna a Renzi l'autorefenzialità, basti vedere il modo con cui Silenzi ha gestito il Pd a Civitanova (ridotto a poche presenze testimoniali e nell'incapacità di indicare - a 3 mesi delle elezioni - un proprio candidato sindaco). Giustamente la base del partito diffida di Corvatta (come la maggioranza dei civitanovesi, per le scarse capacità amministrative dimostrate), che ha fatto "tirocinio politico" da Sindaco (una volta lo si faceva da consigliere comunale!). Tornando a Renzi, Silenzi si appresta a condividerne anche la "deriva centrista". Si, proprio lui, che ha sempre rivendicato la coerenza di averci "messo la faccia" ed essere sempre stato "dalla stessa parte". Proprio Silenzi che rimproverava - nel periodo craxiano - i colleghi socialisti della Giunta Regionale (Costamagna, lo ricorderà) di non fare "politiche di sinistra". Dovrebbe spiegarci ora cosa c'è "di sinistra" nei provvedimenti assunti nei 3 anni di governo Renzi: dal lavoro (presto con referendum riceverà la "seconda tranvata") alla scuola e via dicendo. Espressi da un partito che ha smarrito ogni collegamento con la sua area di appartenenza, come dimostrano le analisi dei risultati elettorali. Ebbene ora Silenzi si ritrova a sposare le strategie renziane, condivise in campo nazionale con gli ex "berlusconiani" Alfano e Verdini. Nella prospettiva di costituire insieme una formazione politica di centro (partito della Nazione), la nuova "democrazia cristiana". Tanto che viene da chiedersi se il giovane 24enne, pieno di idee ed entusiasmo, che divenne sindaco di Monte San Giusto nel 1975 giustificherebbe le scelte del Silenzi attuale. Il quale evidentemente ritiene che, con le elezioni amministrative in vista, è meglio stare con il più "forte" piuttosto che andare - nell'ottica del famoso romanzo della Tamaro - "dove ti porta il cuore"
  • Maceratese, tre sberle a Mantova

    252 - Feb 27, 2017 - 17:38 Vai al commento »
    ALLARME BIANCOROSSO: LA RATA MOLLA (3 PERE A MANTOVA) La società non rispetta gli impegni (mancato pagamento degli stipendi nei tempi dovuti) e la squadra con "la testa altrove" (come temeva mister Giunti) cala di rendimento. La rosa, tra l'altro, è piena di giovani che non avendo risorse proprie devono far ricorso ai genitori. I primi segnali di cedimento si erano avuti con il fanalino di coda Fano (reduce da 11 partite senza vittoria, con 4 sconfitte di fila, prima del successo sul Teramo). Contro i granata la Rata non era praticamente scesa in campo nel primo tempo, dove ha beccato l'eurogol di Gabbianelli e subito altre occasioni ospiti. Per fortuna Gattari (un difensore, le punte non si sono viste) ha rimediato nella ripresa. Anche se ci sono dubbi sulla regolarità della sua posizione nell'iniziale colpo di testa. A Mantova (ultima nella graduatoria play-out ad appena 6 punti dalla Rata, che sarà però penalizzata) i biancorossi non sono mai stati in partita, una vera disfatta! E dire che Giunti si era ben coperto, rinunciando a Ventola per Marchetti in difesa e a Palmieri per Petrilli in avanti. Franchini sostituiva l'infortunato Quadri. Vantaggio dei virgiliani - orfani del bomber Marchi - con Guazzo (era stato trattato dalla Rata con il Parma a gennaio). Quando mister Giunti pensa nella ripresa di "rialzare la testa" - in campo Ventola e Allegretti (Palmieri?) per Marchetti e Petrilli - il Mantova mette a segno un 1-2 micidiale con Vinetot (per Busiello: è un giocatore francese) e Smith (errore madornale di Sabato). Chi come me conosce la boxe sa dell'efficacia che ha sull'avversario "doppiare il colpo" (altro che errori arbitrali), inutile la rete di Colombi. Tutti i gol del Mantova (peggior difesa del girone B con 53 reti subite, a digiuno di vittorie in casa da prima di Natale) sono frutto di acquisti del mercato di riparazione: Guazzo, Vinetot e Smith. Da rilevare che i virgiliani hanno cambiato proprietà a metà gennaio 2017, ma nell'ultima settimana di mercato hanno messo a segno (a differenza della Rata) colpi importanti. Ora i biancorossi sono attesi da un difficile doppio impegno interno, data la situazione societaria: il "derby" con il Gubbio - forte in trasferta - degli ex (5 più mister Magi) e Reggiana (in lotta per la promozione), prima dello "scontro diretto" fuori casa con il Lumezzane. La società oltre a non rispettare gli impegni (stipendi promessi per la settimana scorsa spostati a fine marzo), si trova con i contributi di Lega bloccati e con la fideiussione "svedese" in attesa di valutazione. Ciò che più preoccupa è l'assenza del presidente alle partite (ha saltato Pordenone, Fano e Mantova, in cui la Rata ha raccolto 1 punto). I giocatori per far valere i loro legittimi diritti si rivolgeranno in settimana alla Assocalciatori. La dirigenza per far fronte agli impegni cerca di soci, difficili da trovare data la situazione societaria. Considerato che la Tardella ha trovato l'acquirente in Svizzera, poichè a livello locale evidentemente non c'erano. I "faciloni" che davano per "certa la salvezza" sono sonoramente smentiti: le probabilità che la Rata si ritrovi a disputare campionati "dilettanti" sono assai elevate.
  • La Maceratese non paga gli stipendi,
    penalizzazione in arrivo

    253 - Feb 18, 2017 - 14:50 Vai al commento »
    ER MONNEZZA AI TEMPI DEL PICCIONE "PADULO" Lo Potò (Er Monnezza in fermano) dovrebbe cominciare a mettere d'accordo i due sparuti neuroni che, per tragica "ironia della sorte", gli circolano meschini in testa. Il primo gli fa scrivere che "commento poco" le gare della Rata (quasi fossi stipendiato da CM). L'altro viceversa, come ora, gli fa affermare che "passo le giornate" (che a differenza delle sue hanno ben altri impegni) a commentare le vicende dei "pistacoppi". Quanto al sorpasso, qui mi sa che è una "gara al ribasso" e non si capisce come Er Monnezza sia certo di non "finire in fondo". Credo, cioè, che si tratti di un "sorpasso in discesa"! Come inizio, pignoramento dei contributi della Lega, mancato pagamento degli stipendi e ulteriore penalizzazione di 2 punti in classifica non c'è male. Aspettiamo i "gloriosi sviluppi" di una situazione nient'affatto piacevole. Per il futuro un consiglio al "burlone pistacoppo": stia attento al piccione della specie "padulo", potrebbe colpire senza avvertire là "dove non batte il sole" e allora sarebbero dolori per lui.
    254 - Feb 17, 2017 - 22:47 Vai al commento »
    MANCATI STIPENDI? ALLA RATA TUTTI ZIZZI E MOSCA! Completo silenzio in casa Rata rispetto al mancato pagamento degli stipendi, la cui scadenza era fissata insiene ai contributi (invece versati) nella giornata di ieri, per un importo complessivo di 200 mila euro. Il presidente del club "dichiara di non dichiarare" e sembra, ne scrive il quotidian on line "Picchio News", che il "silenzio stampa" sia stato imposto alla squadra. Altra la situazione all'Ancona, dove il neo DG Nacciarriti (in predicato di tornare a Macerata) ha comunicato che stipendi e contributi sono stati versati in tempo, evitando alla squadra la "penalizzazione di 2 punti". Il presidente della Rata lamenta "debiti non previsti" della precedente gestione (per un importo variabile tra i "250-400 mila euro"). Che la questione sia seria lo dimostra il fatto che i creditori sono arrivati a pignorare parte dei "contributi della Lega" alla società biancorossa. Sulla problematica sollevata credo occorra fare chiarezza ed a questo punto un intervento diretto dell'ex presidente Tardella. Sinora fonti a lei vicine, lo riferisce lo stesso "Picchio News", hanno fatto trapelare che il nuovo patron biancorosso "era a conoscenza dei debiti" (vi furono una due diligence e una trattativa di tre mesi). Tanto che l'importo totale per l'acquisto delle quote della società - davanti al notaio - fu ridotto da "700 mila a 400 mila euro". Tale differenza doveva servire a saldare i debiti pregressi, a cui doveva provvedere il nuovo presidente. Risulta difficile immaginare che i debiti ora lamentati siano da aggiungere alla somma decurtata al momento dell'atto notarile. Poichè ciò significherebbe che i debiti avrebbero coperto l'intero valore della società, che perciò sarebbe stato quasi nullo. Altro discorso è quello che riguarda il versamento di stipendi ("nessun problema" era stato assicurato) e contributi a giocatori e tecnico che è un dovere della società, da onorare entro scadenze stabilite. Non ottemperare significa non ricevere contributi dalla Lega (i precedenti sono oggetto di pignoramento), essere penalizzati di 2 punti e per presidente e amministratore delegato il deferimento, con conseguente "inibizione". Oltre naturalmente i riflessi sulla squadra a cui era stato raccomandato di "non preoccuparsi" e ora si rimanda il versamento degli stipendi (di "una settimana" o più?). Le ripercussioni si vedranno nelle prossime partite (la pecora "senza foraggio non cammina") a partire dal derby di domenica sera con il Fano degli ex Carotti e Fioretti (che all'Helvia Recina ha segnato con la Samb). Il vantaggio della Rata sulla zona playout è di 8 punti che con la penalizzazione scenderanno a 6 (due partite che si fa subito a perdere). Considerato che le "concorrenti" si sono tutte rafforzate e alla Rata in pratica (malgrado le promesse di "sostanzioso rafforzamento") è arrivato solo il terzino Sabato, mentre i veri problemi sono in attacco. Staremo a vedere, dati i presupposti forse si dovranno ricredere quanti davano per certe la "salvezza raggiunta", la costruzione di una società forte (arriverà il nuovo DG Caira?) e un "futuro luminoso" per i colori biancorossi. Intanto occorre raggiungere la salvezza (sembra che la dirigenza tolga ciò che la squadra conquista), mantenere in piedi la società e presentarla al prossimo campionato di Lega Pro (tassa di iscrizione, fideiussione ecc). Il cammino è lungo ed impervio, è bene non dare nulla per scontato, già presentendo che molte sorprese potrebbero verificarsi.
  • Due errori difensivi condannano
    la Maceratese a Pordenone

    255 - Feb 13, 2017 - 19:35 Vai al commento »
    I RAMARRI AZZANNANO IL "PISTACOPPO": RATA BATTUTA A proposito d'angoscia, chissà quanta ne avrà provata durante il viaggio di ritorno mister Giunti, che al Pordenone ha lasciato 6 punti su 6 nei due confronti. A segno il tridente Arma (2), Berrettoni e Cattaneo a Macerata e i due terzini Semenzato e De Agostini in Friuli. Viceversa, il nostro è stato un viaggio di "risate e battute": più di 2 vittorie indiscutibili non si può ottenere. "Ringalluzzito" dal successo nel recupero con il Modena, Giunti puntava a vincere a Pordenone (lo aveva anche dichiarato), schierando la stessa formazione (eccetto Colombi). In quel caso mister Capuano con il turn over ci aveva messo di suo. Fuori nuovi arrivi ben inseriti (Ambrosini e Remedi) e dentro altri come efficaci, come Accardi che ha "patito" Palmieri. Cambi di ruolo, che hanno toccato anche l'ex Pisa Fautario, la cui espulsione ha precluso al Modena la possibilità di rimonta. Non si comprende perchè Giunti si difenda in casa con il Padova (in campo Marchetti e Franchini, fuori Ventola e De Grazia) e poi pensi di espugnare il campo dei forti Ramarri. Il Pordenone (privo di capitan Stefani e Martignago) domina il primo tempo va a segno su azione di calcio d'angolo con Semenzato, per poco non chiude la partita con il "funambolo" Berrettoni e si vede annullata la rete del raddoppio di Misuraca. Ad inizio ripresa la Rata pareggia con rigore di Quadri, concesso per fallo di mano apparso involontario. Di penalty la Rata ne ha avuti abbastanza, non tutti limpidi (risibile quello di Gubbio) - Quadri è divenuto il goleador biancorosso - mentre l'Ancona ne conta appena uno. A questo punto del match Giunti pensa di portare a casa il pari e gioca le solite carte: Marchetti e Franchini (al posto di De Grazia e Palmieri). Non sempre i "furbetti" sono premiati e i Ramarri lo castigano con il gol di De Agostini, solo nell'area piccola, ancora su angolo. Dopo aver preso parecchie reti su corner, Giunti "ottusangolo" (il caso di dirlo) ancora non ha sistemato le marcature (addestramento!). A nulla serve l'inserimento tardivo di Petrilli (giocatore duttile lasciato troppo spesso in panchina) in luogo di Sabato, la sconfitta è servita. Nel finale l'indomito Berrettoni manca il tris. Non viene impiegato Ingretollio dopo i fischi della gara precedente all'Helvia Recina, mentre non si hanno notizie di Moroni (si è perso durante il viaggio da Cremona?). In questo turno i biancorossi perdono 3 punti dalle "concorrenti": Santarcangelo, Forlì, Modena e Mantova (sbanca Salò con Guazzo, trattato dalla Rata a gennaio). Il fondo classifica si muove, non si vedono dopo le recenti operazioni di mercato squadre "materasso". Badi la Rata a battere il Fano, che poi ha una striscia di gare "insidiose": in trasferta le "competitor" Mantova e Lumezzane e in casa le "temibili" Reggiana e Gubbio (pari a Padova con capitan Romano). Lascio un Pordenone in salute, una società ben organizzata dal presidente Lovisa (imprenditore friulano, non elvetico), in grado di ripetere i playoff della passata stagione (eliminato in semifinale dal Pisa). Indicativa a tal proposito la prossima trasferta di Venezia (i Ramarri debbono anche recuperare con il Teramo). Segnalo da Pordenone il centro sportivo "De Marchi", all'avanguardia in Italia (6 campi, palestra e mensa) e il progetto di uno stadio di 15 mila posti che sostituisca il "velodromo" Bottecchia. Una realtà che progetta seriamente il futuro, mentre la Rata fa fatica a completare l'organico societario. Nomi che vanno e vengono (ultimo l'ex procuratore Caira quale DG). Nel frattempo gli ex dirigenti Nacciarriti e Spadoni si accasano ad Ancona (esperti della "piazza", cureranno quella dorica). Tra pochi giorni la scadenza periodica di stipendi, contributi e tasse. Bisognerà tirare fuori tanti soldi (dopo il mercato "al risparmio") altrimenti altre penalizzazioni in classifica. La società farà fronte a tutti gli impegni o si chiuderà in silenzio come fa puntualmente ad ogni fine gara? Mandi frut!
  • Maceratese, scivolone in casa

    256 - Feb 8, 2017 - 14:23 Vai al commento »
    Toh Principi (al secolo "Er Monnezza") commenta le partite della Rata a giorni di distanza (i biancorossi stanno abbonandosi alla sconfitte interne) a seguito dei miei post. Perde colpi l'ultras "pistacoppo", non gli hanno detto che in Lega Pro si gioca la domenica? Finora avrà "giocato" - lui che ha familiarità con quell'ambiente - con er "cane di Mustafà". Stia attento però, che quello ha "particolari propensioni" e così accredita l'ipotesi di quel mio concittadino che nei giorni scorsi lo aveva definito "busone". Noi, ovviamente, estimatori di Giuli_ano, non gli crediamo ma potrebbero farlo i "celoduristi" della lega che non gradiscono "pirla" dalle loro parti e pronunciare il "raus". Ma attento Principi-Er Monnezza, tra pochi minuti la Rata scende in campo nel recupero con il Modena e se non dovesse andare bene (sai che catenaccio allestirà mister Capuano!) dovrà tornare a "coccolare" er "cane de Mustafà". D'altra parte, è noto, che in dialetto torinese "piciù" significa "pirla" e al povero Principi-Er Monnezza toccherà cambiare il soprannome!
    257 - Feb 6, 2017 - 16:56 Vai al commento »
    MISTER GIUNTI E IL MODULO DOPPIOUSO La "tenerezza", è evivente, la esprime chi nei commenti non riesce a "spicciacere" altro che la cronaca della partita (che si può leggere e confrontare in tanti siti on line), senza riuscire a proporre nulla di concreto su ciò che sta più a monte. Mi riferisco all'assetto tattico della squadra, verificato che mister Giunti si affida ad un unico modulo. Sia che giochi in trasferta, quindi nella necessità di contenere l'avversario e poi colpire di rimessa. Sia che giochi in casa, dove si deve provare a vincere: può capitare di perdere come ieri, ma almeno ci si è provato. Voglio dire: si affronta in casa il Padova e si schiera - partendo dalla difesa - un centrale adattato terzino (Marchetti) lasciando in panchina il "talento" Ventola, inserito solo nella ripresa. A metà campo si schiera un terzino adattato centrocampista (Franchini) e si lascia in panchina un giocatore offensivo come De Grazia. Parliamo dell'attacco: se si gioca col "trequartista" (Turchetta), posizione per cui non stravedo (preferisco giocatori definiti nel ruolo), c'è bisogno di un riferimento certo in area. A tale proposito la Rata ha un solo vero "centravanti" in rosa, per stazza e ruolo, e non può prescindere da Colombi, ieri inizialmente in panchina. In casa, forse a mister Giunti non è chiaro (come ad altri che si occupano di "cronaca" e non di "tattica"), non ci si deve difendere ma tentare di vincere e perciò bisogna presentare lo schieramento adatto. Non tutti i giocatori sono uguali tecnicamente e non tutti producono lo stesso risultato in campo, è evidente. Senza tralasciare il fatto che la Rata ha limiti dalla "cintola in su" non colmati nella sessione di mercato di gennaio, che si porterà dietro a proprio "rischio" fino alla fine del torneo. Per coerenza non si può promettere, come ha fatto la nuova dirigenza, giocatori che "fanno la differenza" e poi effettuare un mercato da "poveretto me". Due arrivi da squadre ultime in classifica quali Fano e Vibonese (Ingretolli e Sabato), un elemento della Cremonese fermo da due stagioni (Moroni) e "carneade" Mania non si sa da dove. L'auspicio è che vi sia maggiore coerenza dalla società per le scelte future e "elasticità tattica" da parte di mister Giunti rispetto alle squadre da affrontare, pur nella limitatezza del parco giocatori a disposizione. Seguo le gare della Rata, la prossima dal vivo sarà la trasferta contro i miei "ramarri" del Pordenone, nell'auspicio di bissare la vittoria dell'andata, di cui riferirò. Quanto alla sportività dei tifosi Rata, che aspettato il mio commento per intervenire sulla partita, basta leggere il post precedente per farsi un'idea della "miseria umana" in cui taluni affondano.
    258 - Feb 6, 2017 - 12:15 Vai al commento »
    ALLA RATA SUONA IL "SILENZIO D'ORDINANZA" E che è? Nessun commento alla nuova sconfitta interna della Rata (siamo a 4 su 11 gare giocate) contro il Padova? Certo i veneti hanno "rovinato la festa" del 95° della società, ma nemmeno una riga! Neanche da parte dei più assidui, pronti a "incensare" le gesta dei "beniamini", che raramente avvengono in casa (2 vittorie su autorete, con le pericolanti Mantova e Lumezzane). Tanto vale, affidarsi all'autorevole sito "Tuttolegapro", che a commento della gara scrive: "Flop. Tutti della Maceratese. Giornata no per il collettivo della Rata che quest'oggi subisce per gran parte della partita l'avversario. Da rivedere la gestione delle ripartenze, troppo imprecise, ma anche le marcature dei piazzati, oggi risultati quasi sempre pericolosi e solo per casualità non decisivi. Nel secondo tempo la reazione d'orgoglio dimostra che si poteva affrontare in modo diverso l'intera partita. Insufficienti". Analisi chiara e inconfutabile quella espressa del sito del calcio di Lega Pro. Certo che ce ne sarebbe da dire sulle scelte di mister Giunti, con la "rivelazione" Ventola e le punte Petrilli e Colombi lasciati in panchina (insieme a De Grazia) a vantaggio di sostituti che non hanno brillato. Gli esclusi sono stati proposti nella ripresa, quando la Rata era sotto su rigore (le scarse proteste avvalorano la decisione dell'arbitro), a dimostrazione dell'errore iniziale. Si dice che la "salvezza" si conquista in primis in casa e lo score della Rata in questo caso è carente. Quando si andrà verso i "verdetti finali" e i risultati si faranno pesanti, per i biancorossi sarà difficile fare punti in trasferta. Dacchè mondo è mondo le partite si vincono segnando e a ciò sono deputati gli attaccanti: sotto questo aspetto la Rata non ha risolto i suoi problemi alla recente sessione di mercato. E' arrivato Ingretolli (il presidente aggiunge Mania, sconosciuto al sito "Tuttocalciatori"), in uscita dal fanalino Fano, dove ha giocato solo 4 partite. Sono stati trattati il giovane Starita della Fidelis Andria, ritornato però alla casa madre Pro Vercelli e l'esperto Guazzo del Parma, ma approdato al concorrente Mantova. Con le punte in rosa sarà difficile per la Rata sbloccare la "crisi" realizzativa, nonostante gli "esperimenti" di mister Giunti. Un altro reparto che bisognava irrobustire è il centrocampo, in cui a "tirare la carretta" sono i soliti, che a lungo andare potrebbero cedere. In questo settore dal mercato è arrivato, dalla Cremonese, Moroni che nelle due ultime stagioni è sceso in campo una volta. E' stato trattato l'esperto Caponi del Pisa, ma ha preferito accasarsi nella vicina Pontedera. L'unico abile e arruolabile dei nuovi arrivati è il terzino Sabato, che però ha "35 primavere" e la Vibonese (fanalino nel girone C) ha ceduto per tentare la risalita. In questo ruolo si era pensato al ritorno di Imparato (che agisce sulla fascia destra) dal Perugia, ma è passato al concorrente Teramo, che gli ha assicurato un "biennale". Intanto sul fronte societario si prospetta, quale nuovo DG, un ex dirigente della Lupa Roma (anche questa stagione in bassa classifica, nel girone A). Vuoi vedere che la Maceratese, dopo gli arrivi in estate di Quadri e Malaccari, si trasforma davvero nella Lupa Rata?
  • Maceratese, mercato latitante
    I tifosi vogliono incontrare Spalletta

    259 - Gen 25, 2017 - 10:47 Vai al commento »
    LA RATA E LE MAGLIE SENZA NUOVI GIOCATORI Lo aveva dichiarato il nuovo presidente biancorosso a "Picchio News"(ormai testata di "riferimento", mentre ve ne sarebbero altre più vicine alla tifoseria) a metà gennaio, nel cuore delle operazioni. Per la sessione di mercato, come non fossero bastate le "specifiche" rispetto alle necessità della squadra (reparto per reparto) si poteva stare tranquilli. Leggiamo parte dell'intervista del nuovo presidente della Rata, rilasciata al quotidiano on-line ascolano. Ci saranno novità di calciomercato? "I nostri movimenti li abbiamo fatti in accordo con il mister, ci manca ancora qualche posizione. Sappiamo già chi vogliamo prendere, speriamo possano essere il valore aggiunto per la squadra". Quando saranno comunicati i nomi dei nuovi giocatori? "Sto aspettando una risposta da parte di uno sponsor tecnico con il quale abbiamo sottoscritto un nuovo contratto. Devono arrivare le nuove divise, vorrei presentare i giocatori con le nuove maglie. Spero si riesca a fare prima della partita del 22 gennaio con il Modena". Tutto chiaro: alcuni giocatori presi, altri in arrivo ma bene individuati (evidentemente con trattative avanzate), in accordo con mister Giunti. Pronte anche le nuove maglie (in passato venivano stampati i nomi: sarebbe stato curioso sapere quali), il tutto a datare 15 gennaio 2017. Siamo all'ultima settimana di mercato e di giocatori se n'è intravisto (l'ingaggio non è stato ufficializzato) solo uno: Ingretolli. La punta under in uscita dal Fano (ultimo in classifica) con cui ha giocato 4 partite in campionato, che dovrebbe arrivare in prestito in sostituzione di Allegretti, che dovrebbe tornare alla Vibonese. A un passo dalla chiusura delle liste, rischia di essere l'unica operazione biancorossa, sulla linea dello svincolato Ramadani (una comparsa tra i "ramarri" del Pordenone). E dire che di giocatori durante l'attuale sessione di mercato ne erano stati accostati alla Rata, a parte le "sparate" delle punte Infantino (Matera) e Cani (Pisa) a cui nessuno credeva. Sono, guarda caso, tutti finiti ad altre squadre: il terzino Imparato al Teramo (contratto biennale), il mediano Caponi al Pontedera e la punta Fioretti al Fano; mentre il difensore Sabato di cui si attendeva il ritorno sembra destinato alla Juve Stabia. D'accordo vi sono seri problemi societari - gelido ed enigmatico Scattolini nell'ultimo punto dell'elenco delle impellenze - ma è curiosa la ricerca di finanziamenti dopo e non prima l'acquisto di una società. La Rata andrà avanti con l'attuale organico (Ingretolli non è uno di quei giocatori che nelle intenzioni dovevano "fare la differenza") e le divise rimarranno senza titolari. Un errore poichè le dirette concorrenti - su cui tornerò con un commento conclusivo sul mercato - si sono rafforzate (alcune squadre sono state rivoluzionate). A proposito di errori, prima di segnalarli agli altri bisognerebbe riconoscere i propri! Clamoroso lo scambio tra l'attuale difensore Armando Perna e il terzino Anni '60 Alberto Prenna ("La Roccia") da parte di un cronista inevitabilmente legato al "tempo che fu"
  • Civitanovese, esonerato Caneo

    260 - Gen 16, 2017 - 23:28 Vai al commento »
    ESONERO D'ALLENATORE E COMMENTI DI "BUFFONE" E qui casca l'asino, anzi il "somaro", il commentatore infatti ha orecchie tanto grandi da ricordare il popolare equino. Il "nostro", assai poco avveduto, si confeziona una trappola con le sue mani e vi rimane impigliato in pieno. Egli, infatti, commenta una che, per giudizi continuamente espressi, dovrebbe essere "non notizia". Allora, partiamo dalla comunicazione dell'esonero a Caneo, non riportata diffusamente nel pezzo: "Il sottoscritto Giuseppe Cerolini, presidente nonchè amministratore unico della scrivente società (Civitanovese, ndr), con la presente comunica alla SV che a partire dalla data odierna deve ritenersi sollevato dall'incarico affidatole con contratto di allenatore della prima squadra". Da quanto si legge nella nota risulta che "presidente e amministratore unico" della società sportiva Civitanovese è tuttora Giuseppe Cerolini, che in tale veste ha "esonerato" dall'incarico l'allenatore Caneo. Secondo un "buffone" che imperversa "night and day" sul web (l'esistenza evidentemente non gli offre diversivi) la società sarebbe "sotto sequestro" e affidata dal Tribunale ad un "curatore" e Cerolini ("in galera", secondo il commentatore) non potrebbe prendere decisioni in qualità di presidente. Attendo sempre di sapere, dal "buffone" di cui sopra, chi ha nominato DG Gianni Rosati e ingaggiato 12 giocatori nell'ultima sessione di mercato. C'è di più: Caneo non si è dimesso, ma è stato esonerato, per cui con contratto valido dovrà continuare ad essere pagato, insieme al nuovo allenatore (cioè due tecnici a libro paga). Faccia sapere il nostro "super-informato" commentatore da dove proverranno i fondi necessari. Poichè costui ha sostenuto a più riprese che a Cerolini sarebbe stato sequestrato tutto, anche la "pigna della colla" (frase testuale). Altri più attenti servizi invece affermano che l'operazione sarebbe stata difficile e dato "minori frutti". Insomma, tesi quelle del "postatore indefesso" che fanno "acqua da tutte le parti". Un soggetto con minimo "senso del ridicolo" non si sarebbe esposto come lui al "pubblico ludibrio". C'è un aspetto, però, che fa "scompiscare dal ridere", e "rotolarsi per terra", cioè quando il "saputo commentatore" si spinge a criticare l'esonero di mister Caneo. Proprio lui, noto "lecchino" di presidenti ("sono sempre stato "governativo", confessa candidamente), che era pronto a sposare l'esonero di Giunti da parte della Tardella (quella che "non ha mai sbaglato una mossa"). La presidente che ci "porterà in Serie B" (si, prima di arenarsi con i debiti). Ad avviso di questo individuo sono da condannare le società che esonerano gli allenatori, giammai la Rata a cui tutto è concesso. Anche di sanare fideiussioni di precedenti gestioni, mentre chi acquista una società deve presentare una nuova a garanzia (lo capisce o no?). Nel caso di Caneo l'esonero può starci, perchè la squadra ha un nuovo organico, assemblato da un nuovo DG, Gianni Rosati. Si può pensare, anche alla luce di risultati carenti, a una nuova guida tecnica che inizi un lavoro con nuovi giocatori. Per quanto riguarda l'aspetto tattico mister Caneo si è dimostrato poco elastico e troppo ancorato al credo del "3-4-3" di Gasperini (di cui è stato secondo). Modulo rischioso per chi non ha un super-organico e giocatori forti nei centrali difensivi, nei laterali e negli interditori di centrocampo. Tutte valutazioni che mai potranno essere proposte da un "commentatore ottuso", un somaro della rete (esiste in natura "l'asino leccatore"). Attento com'è a non disturbare "chi è al comando" (un Sancho Pansa dei nostri tempi), invece che a far funzionare la scarsa "materia grigia" di cui dispone.
  • Civitanovese, altro scivolone

    261 - Gen 18, 2017 - 20:08 Vai al commento »
    VALENTINI, BUGIARDO E MISTIFICATORE La prova che Valentini è un "mistificatore" la da il fatto che dopo avermi "perseguitato" (titolo di reato) per mesi con pesanti offese personali per un mancato commento alla trasferta della Rata a Ferrara nel post non fa riferimento all'accusa. A beneficio dei lettori a dimostrazione che Valentini è un "bugiardo" e un "impostore", riporto la mia nota "IL SASSO IN PICCIONAIA" postata su CM il 14 marzo 2016 (la partita come noto fu disputata il giorno precedente): "... A FERRARA la partita è stata condizionata da episodi, fossero girati in modo diverso sarebbe stata un'altra storia. Si poteva evitare la designazione di un'arbitro di Pisa (squadra coinvolta nella lotta al vertice) e alla luce della sua condotta le polemiche si alimenteranno. L'arbitro ha concesso alla Spal un calcio di rigore su 3 netti di cui avrebbe avuto diritto. Il primo in avvio per fallo di Sabato su Cellini, nel secondo accordato per fallo su Lazzari, Karkalis andava espulso (poichè si trattava di azione da gol) e il terzo per evidente fallo di Faisca su Finotto, poco dopo la mezzora. Con la Maceratese in 10 e la Spal avanti di 2 reti sarebbe stata un'altra partita. Castagnetti prova a riportare avanti la Spal prima del riposo, ma la palla finisce sulla traversa. Nella ripresa Foglia trova il "gol della domenica", che Branduani valutando meglio avrebbe potuto evitare. Poi l'episodio che ha chiuso la partita: Cellini a due passi dalla porta spara addosso a Forte! Allora Bucchi blinda il centrocampo (Giuffrida per Togni), mentre mister Semplici inserisce il centrocampista offensivo Di Quinzio per il difensore Giani, con Grassi trequartista dietro le due prime punte Cellini e Zigoni. Modulo offensivo e spazi concessi alla Rata che chiude la partita con Kouko e Buonaiuto. Risultato: Spal con 4 punti sul Pisa, a cui deve far visita, e Rata a 3 punti dai toscani, campionato riaperto? Non è detto, il rischio delle "imprese" è l'appagamento...". Ecco la prova provata (con la citazione del testo interessato) che esistono miei commenti alla partita di Ferrara e che Valentini è un "impostore" sbugiardato. Oltretutto è un soggetto che agisce avventatamente, lancia accuse dandole per certe ("verità inequivocabile") senza prima informarsi. Ne è prova un attacco da un punto di vista "professionale" a un noto studio legale di Macerata. Valentini accusò i suddetti legali di non aver seguito una "procedura" nella vicenda della "penalizzazione" della Rata. Fu smentito da un titolare dello studio legale e dovette scusarsi. Si dimostra un "mistificatore" Valentini riguardo alla questione Scattolini, dove prende "fischi per fiaschi". Egli mi accusa in un post di aver "offeso la professionalità" di Scattolini, mentre il diretto interessato lo nega: "NON mi sento offeso". In questo senso egli mette in bocca a Scattolini "frasi non scritte". Spero che le "capacità mentali" di Valentini gli consentano di capire quanto precisato. Abbiamo a che fare quindi, per quanto mi riguarda, con un "mentitore" e un "mistificatore". Non si capisce perchè Valentini ce l'abbia così "ferocemente" con me. Ha inziato per primo ad isultarmi pesantemente (secondo titolo di reato): esiste ampia documentazione, nella disponibiltà del mio legale. Egli stabilisce la "professionalità" delle persone in base al "credo sportivo", mentre la stessa mi è stata riconosciuta da Scattolini e da altri soggetti titolati. Nel nuovo anno pur non avendo fatto riferimento a lui, sono stato da Valentini senza motivo "chiamato in causa", come dimostrano i post precedenti. E' un diritto (legittimo) la difesa, seguita nel mio stile di rendere "pan per focaccia". Se Valentini non ha di meglio da fare, invece "perseguitare" me (esiste un limite legale), si rivolga ad un centro sociale. Una cosa è certa, è terminata la mia tolleranza. PERCIO' DICHIARO UFFICIALMENTE CHE UN PROSSIMO RIFERIMENTO (DIRETTO O INDIRETTO) ALLA MIA PERSONA, NON RICHIESTO, DA PARTE DI TALE VALENTINI, RESIDENTE A MACERATA, SARA' SEGUITO DA MIA FORMALE QUERELA, CON AMPIA FACOLTA' DI PROVA.
    262 - Gen 18, 2017 - 4:17 Vai al commento »
    IL "MENTITORE" SMASCHERATO E SBUGIARDATO Quanto si può verificare sopra è la prova provata di come certi soggetti continuamente in rete agiscano con falsità e inganno nei confronti dei lettori. E' bastato un disguido del giornale nella pubblicazione di un suo post (ora presente in calce al pezzo) per autorizzarlo a prendersi il merito di averlo "eliminato". Di più: egli si attribuisce per tale comportamento (inesistente) doti di "buonsenso e intelligenza". Quando i suoi post dimostrano come si può constatare tutt'altro, semmai "insipienza ed evanescenza". Insonnna un perdurante "strazio senile", di cui i lettori farebbero volentieri a meno. Da parte di un tizio cui la vita, evidentemente, non suggerisce nulla di meglio. Definisce la sua replica (che doveva e non è stata tolta) "consona". Quando a una lettura essa appare la pura esibizione di uno "spelacchiato pappagallo", che non avendo strumenti propri si appropria in via prevalente di espressioni altrui. Il bagaglio culturale si acquisisce a tempo debito o si resta "ignoranti". In un altro post l'avevo paragonato a un "asino", si tratta invece di un "pappagallo" bravo a "ripetere". Considerata l'età vetusta è anche tormentato da "fisse". Dall'anno passato si arrovella dietro un mio commento per cui mi accusa (con termini offensivi) di mancate risposte, mentre sono contenute nel post stesso. Costui aveva attribuito a Scattolini "frasi mai scritte", sostenendo che avrei "offeso la professionalità" del cronista. Mentre lo stesso Scattolini scrive testuale: "NON mi sento offeso". Spero abbia afferrato la differenza e non debba precisarlo nuovamente. Quanto ai post dopo la gara di Ferrara, come ho numerose volte chiarito (e quindi sbugiardato l'interlocutore), ne ho scritti ben due e possono essere verificati in pagina o nell'archivio del giornale. Perciò è evidente chi è lo sbugiardato tra i due: in quell'occasione e in quest'ultima (chiarificatrice per i lettori). Il consiglio se ha un pò del "buonsenso" che si auto-assegna è di "andare a nascondersi". Evitando così la figura del "mentitore- mistificatore" o peggio di chi "non capisce troppo".
    263 - Gen 16, 2017 - 17:57 Vai al commento »
    GIOVANI ROSSOBLU E COMMENTI MALEVOLI Fa una certa pena leggere taluni commenti da cui traspare profonda "miseria umana". Se poi provengono da cariatidi (che pretendono non si tocchi la Rata e si affannano a scrivere dei cugini) si possono attribuire a "declino cognitivo". Solo un soggetto con "deficit conclamato" può, sorvolando sul contesto, tirare fuori una previsione d'inizio campionato (o inventare di sana pianta programmi di promozione). A quel tempo la squadra rossoblu aveva un organico da "media classifica" e quella posizione ha mantenuto finchè è stato insieme. Basta scorrere la formazione che ieri ha affrontato, a porte chiuse, l'Agnonese: della gara di andata (1-1, in Molise) un superstite: Rapagnani. Nella ripresa i rossoblu in campo con 10/11 under, alcuni nuovi arrivati assenti, capitano Battisti (1996). Prima di commentare per evitare di "imbrattarsi di escrementi" sarebbe meglio informarsi (si conosce la formazione che si giudica?). Nel mese di dicembre dalla squadra rossoblu si sono svincolati 15 giocatori, compresi gli elementi più esperti (quasi tutti hanno subito trovato sistemazione in Serie D). Chiaro che il pronostico presentato allora suffragato dai risultati non può essere propinato adesso, con una squadre del tutto diversa. Anche un "frico" lo capisce o un soggetto leale, che non agisce cioè in "palese malafede". Il DG Gianni Rosati, dirigente esperto che ha seguito società professionistiche, ha portato a Civitanova 12 nuovi elementi, per la maggior parte classe 1996-1998, in rosa 4-5 over. Contro l'Agnonese alcuni di questi ultimi (Enow, Pacini) erano assenti. Chi dispensa informazione a "senso unico", di fonte giornalistica, condita con infamie dovrebbe spiegare chi ha nominato DG Rosati e da chi sono stati ingaggiati i 12 nuovi giocatori. Dal momento che sostene che la società è "sotto sequestro" e seguita da un "curatore" del Tribunale. Una squadra in una situazione da pre-campionato, da amalgamare (beneficio che si concede solo a Rata per il deludente avvio di campionato). Se retrocederà in Eccellenza, come i seminatori d'odio tra comunità sperano, è presto per dirlo. Dipende dal lavoro di mister Caneo (con i giovani è più difficile) e se verrà completata la rosa con uomini esperti. Problemi in difesa, in cui giocano centrocampisti adattati (Tortelli e Cichella) e in attacco con due sole punte in rosa e under: Battisti e Acatullo (1998). Ciò a chiarimento di chi blatera "senza conoscere", e diffonde sicurezza sulla Rata (prima "leccava" Tardella e ora il nuovo presidente), con un futuro denso d'incognite. Poche settimane fa Scattolini ipotizzava il ritorno alla "passata proprietà". Non si capisce che idea si abbia di società: nel breve tempo, dirigenti che vanno e vengono. Se tornano gli ex della Tardella bisognerà saldare le pendenze! Due mesi dopo il passaggio delle quote ancora da sistemare la "questione fideiussione" (si cerca in Lituania e Svezia). Siamo alla terza settimana di mercato e la Rata non ha mosso foglia (le operazioni le cura il DS Benassi o il subentrante?). Dati i risultati delle ultime giornate (e l'amichevole di Perugia) dalla società si annunciano "movimenti minimi" o conferma della rosa attuale. Mentre alcuni provetti "tecnici del web" ritenevano necessari 5-6 giocatori (da reperire subito tra gli svincolati). Con le concorrenti tutte rinforzate (prima prova il Modena di Capuano) la Rata dovrà "guardarsi le spalle", come il "pirla pistacoppo". C'è tanto da riflettere sulla Rata, altro che sentenziare sui cugini. Intanto, "in bocca al lupo" ai giovani rossoblu e "crepi" chi vuole loro del male. Non c'è da preoccuparsi, tanto come sostiene qualcuno le mie previsioni "portano fortuna"
  • Maceratese, nuovo scenario:
    ritorno al passato
    con Nacciarriti e i “suoi”

    264 - Gen 11, 2017 - 23:36 Vai al commento »
    RATA: "UN GRANDE FUTURO DIETRO LE SPALLE" Mi permetto di prendere in prestito il titolo dell'autobiografia di un grande uomo di spettacolo, Vittorio Gassman, perchè rende bene l'idea di quanto potrebbe succedere in casa Rata. Nella vita, come nel calcio, si suol dire che è importante avere "poche idee ma convincenti". Ora se lo scenario prospettato da Scattolini, non si ha ragione di dubitarne, si realizzasse per la Rata sarebbe un contradditorio "ritorno al passato". Può darsi che proprio tali intenzioni del nuovo vertice societario abbiano indotto Bargagna (che aveva invece idee innovative da concretizzare) ad alzare i tacchi e andarsene. Si tratterebbe di una sorta di Governo Gentiloni in "salsa calcistica", con gli ex del governo Renzi (nel nostro caso Tardella) dentro, eccetto il presidente. Anzi, se l'ex presidentessa non si fosse affrettata ad accettare incarichi nel natio "borgo selvaggio" di Recanati (grossi miglioramenti dal suo arrivo non si sono registrati) può darsi che ci sarebbe trovato un "ruolo" anche per lei. In stile western, alla Rata si verificherebbe una sorta di "arrivano i nostri"! In particolare, il cambio di tre direttori sportivi (Stambazzi, Benassi e Spadoni) in meno di due mesi - secondo l'ipotesi Scattolini - sarebbe un record assoluto, difficile da riscontrare negli annali calcistici. Tutto ciò è bene ricordarlo, mentre è in corso da due settimane una sessione di mercato, in cui la Rata (sinora ferma al palo) dovrà compiere scelte tecniche importanti, per evitare lo spiacevole capitolo play-out. Lo stesso discorso, sulle scelte "contradditorie", riguarderebbe il ruolo di direttore generale e altri incarichi societari. Da escludere il ritorno di mister Bucchi, liberatosi a fatica con una "rescissione onerosa". Chissà come la prenderanno i supporter della Maceratese (non mi riferisco agli sperimentati "lecchini", il cui "pensiero" è facilmente intuibile). Quelli che alla fuoriuscita dei "vecchi" (ora probabilmente "nuovi") dirigenti avevano sparato bordate (in particolare sul DG Nacciarriti). Faranno come i sostenitori di Grillo che accettano a "scatola chiusa" l'apparentamento con gli "autonomisti inglesi" o quello con i "liberali europei", come fosse la stessa cosa? Scattolini prefigura un "mese di festa" per il calcio biancorosso, con il ritorno dei "salvatori della patria" e degli "eroi in campo" dello scorso campionato: Imparato (o Imposimato?), Giuffrida e Kouko (ceduto per "un piatto di lenticchie", si scrisse). Nel calcio però, come nella vità, si vince programmando il futuro e non restando ancorati ad un "nostalgico passato", che raramente riporta i fasti.
  • Maceratese, divorzio con Bargagna

    265 - Gen 11, 2017 - 17:12 Vai al commento »
    RATA. GENTE CHE VA E GENTE CHE "NON VIENE" Dopo gli addii del vice-allenatore Gianangeli, del Ds Stambazzi (in un primo momento confermato), alla Rata arriva il saluto pesante di Andrea Bargagna (insieme ad dirigente Minchella). Bargagna sin dal primo momento protagonista della trattativa per l'acquisto della società (si ricorderà la foto pubblicata da Scattolini degli "anonimi osservatori" all'Helvia Recina). Il legale pisano aveva seguito il passaggio di proprietà e poi assunto un ruolo di primo piano nella nuova Rata (organizzazione della società). Una sorta di "braccio destro" del presidente: sue spesso le dichiarazioni post-partita. In una di queste annunciava un "vertice di mercato" dopo le Feste, da cui potrebbe essere scaturito il "distacco". La differenza è che stavolta manca il "ringraziamento" per l'operato del "lecchino pistacoppo". Comunque, nei panni di mister Giunti - eredità della precedente gestione - sarebbe da preoccuparsi. Intanto siamo alla seconda settimana di mercato (il Padova ha comunicato di aver completato le operazioni) e sul fronte Rata nessuna notizia ufficiale. Il cronista di CM a corto di novità riferisce del "ritorno" di Kouko (difficile, perchè l'Olbia non lo mollerà e per il "brusco congedo" subito a Macerata). Altra notizia il rientro dalla Vibonese di Sabato, un "under" di 35 anni, terzino sinistro mentre su quella fascia agisce l'ottimo Ventola. Il tragitto verso la Calabria dovrebbe essere preso dalla punta Allegretti - poco valorizzata da mister Giunti - e dal difensore Marchetti. Appare singolare che mentre si dovrebbe rafforzare l'attacco si ipotizzi di far partire punte. Altro di rilevante non si sa (sembrano "bufale" gli arrivi di punte e centrocampisti dalla Serie B), mentre si parlava un "corposo" intervento sul mercato (almeno 4-5 nuovi elementi). Vedremo cosa lo "zelante" nuovo DS Benassi saprà fare nei giorni restanti. Sarebbe grave se la società sopravalutasse i recenti risultati, che hanno fanno risalire la squadra (che presenta limiti). Ultimo quello esterno (seppur storico) con la Samb, priva di 6 elementi e con difesa reinventata. Una squadra in crisi quella rossoblu, a digiuno di vittorie da novembre, con un misero punto raccolto nell'ultimo mese di campionato (al "Riviera" è passata anche l'Ancona). Formazione deconcentrata (buttato alle stelle il rigore del pareggio!), che il presidente Fedeli intende rimodellare nel mercato (già sostituito il tecnico Palladini). Provvedendo, come sembra possa avvenire, a qualche semplice "ritocco" - con le concorrenti che si rafforzano - il rischio play-out per la Rata sarebbe alto. Sono nel frattempo trascorsi due mesi dall'acquisto della società e non è stato risolto il problema "fideiussione". Ultimamente sono apparse notizie del rilascio da parte di soggetti della Lituania (o Svezia) su cui la Lega "nicchia". Non è noto se tali società abbiano l'autorizzazione di Bankitalia oppure dell'Istituto di vigilanza sulle assicurazioni. Ci sono validi soggetti - sia in Italia che in Svizzera - che possono provvedere al riguardo e non vengono considerati. Le "Generali", ad esempio, rilasciano "meravigliose" fideiussioni (a seguito, però, di "scrupolosi controlli"). Da considerare che se non si provvede regolarmente entro i termini (fine gennaio 2017) si incorre in "illecito sportivo", che comporta penalizzazioni in classifica (oltre quelle ereditate dalla gestione Tardella). Maurizio Costanzo in una nota trasmissione televisiva chiedeva agli ospiti: "cosa c'è dietro l'angolo?". Alcuni osservatori ritengono che dietro quello della Rata vi siano grosse "sorprese": non resta che aspettare, come suggeriva qualcuno, "seduti sulla riva del fiume..."
  • Un terzino, un centrocampista e due punte
    per la Maceratese del 2017

    266 - Dic 28, 2016 - 13:03 Vai al commento »
    ERRORI AD ARTE E LO "SCIACALLO" VALENTINI L'infallibilità nella storia è appartenuta solo al Papa (quando parlava "ex catedra"), ma è stata tolta. E' proprio degli uomini sbagliare e non c'è niente di male ammetterlo, come ho fatto altre volte. Non sono come quel "cialtrone" che nei suoi commenti fa esplicito riferimento alla mia persona e poi "nasconde la mano" (scrivendo di "coda di paglia" e fesserie varie). Questa volta si trattava di un "errore voluto" come ho scritto e GIURATO (non ho scordato la cessione di Kouko all'Olbia!) perchè conoscendo i "polli" di CM speravo che qualcuno abboccasse (come è poi avvenuto). La lista però non si è fermata a Molinari (preciso come un orologio svizzero), ma è proseguita con molti altri, come Morbiducci che ha inauguratio i commenti su CM occupandosi di me (quale onore!). Tutti meritano "Il boccalone d'oro" ex-equo, compreso Scattolini che come sovente gli capita fraintende. Scrive della necessità di rinforzi in attacco per la Rata, quando nel mio post faccio riferimento ad un "centravanti di spessore", chiaro. Si "poteva risparmiare" Scattolini i riferimenti personali (neanche mi conosce!), ma lo rassicuro sulla positività della mia esistenza. Lo dimostra il fatto che il mio Natale non è trascorso, a differenza del suo, a commentare le "vicende della Rata". Valentini (che nessuno ha tirato in ballo) ha approfittato dell'occasione per esternare da vero "sciacallo" tutto il "viscerale odio" nei miei confronti. Il suo rispetto dell'interlocutore si misura con la posizione "pro Rata". Egli arriva ad attribuire a Scattolini opinioni mai espresse: "non mi offendo", scrive il "cantore della Rata", mentre per l'obiettivo Valentini ne "offendo la professionalità". Allo "sciacallo" arriva la "bava alla bocca" quando mi accusa di "vigliaccheria" rispetto al mancato commento della gara con il Venezia. Valentini ci aveva provato in passato a accreditare un mancato intervento a proposito della vittoria di Ferrara, ma è stato "pubblicamente sbugiardato"! A suo beneficio ricordo che sono 3 gli incontri che non ho commentato: Lumezzane (seconda vittoria su due su autorete in casa), Venezia (pari in extremis, con rigore di Quadri) e Albinoleffe (scialbo pari interno). Certo non avrei avuto difficoltà a commentare la gara della "laguna", che il Venezia ha dominato e avrebbe meitato di vincere e i limiti ribaditi in casa col "ripescato" Albinoleffe. Le partite troppo travvicinate (2 a settimana) e gli inderogabili impegni pre-natalizi me lo hanno impedito (non sono come Valentini che non fa un "casso" e passa le giornate a postare su CM). Se la "vigliaccheria" secondo questo "bizzarro" individuo (che oltretutto da "lezioni di personalità") si misura con la puntualità dei commenti, essa va rispedita al mittente. Tanto che lo stesso Valentini, in un'altra parte del suo post, conferma di aver "interrotto la rubrica" (quindi i commenti sulle gare della Rata). In conclusione, auguri a tutti i lettori di CM (li ricambio cordialmente a Scattolini) per un proficuo anno 2017. Per Valentini l'auspicio di una "cura da cavallo" (pardon da piccione) che gli doni "equilibrio psicologico", rispetto e obiettività di giudizio
    267 - Dic 27, 2016 - 15:55 Vai al commento »
    Ne ero certo, anzi strasicuro... A fine anno vengono anche assegnati riconoscimenti nei settori più disparati. A Molinari, insieme all'augurio di un "prospero" anno 2017, va il premio di nuova istituzione: "Il boccalone d'oro" biancorosso. In questo caso non sono necessarie "cinquine" o responsi di relative Accademie. Egli stravince il premio "alla grande": basta in effetti lanciargli l'esca e egli "becca" sistematicamente. Giuro - ricordando suoi interventi precedenti su CM - che lo scambio tra Torres (da cui la Rata ha attinto in passato molti giocatori) e Olbia era voluto e diretto proprio a lui. Che ha avvistato l'appetitosa "pastura" e l'ha imboccata a volo. Spero soltanto che il riferimento alla Torres non serva alla dirigenza della Rata per giustificare il mancato ritorno del "figliol prodigo" (di reti) Kouko, che come noto milita nella società Olbia. Quest'anno il "preciso" tifoso pistacoppo si aggiudica il poco ambito premio, per il prossimo una solenne raccomandazione: "A' Sambuca, svegliati!".
    268 - Dic 26, 2016 - 16:39 Vai al commento »
    IL NATALE DEL CANTORE DELLA RATA "Non ho voglia di tuffarmi in un gomitolo di strade/Ho tanta stanchezza sulle spalle/Lasciatemi così come una cosa posata in un angolo e dimenticata/Qui non si sente altro che il TIFO (ndr) buono/Sto con le quattro capriole di fumo della RATA (ndr)". Dedico la celebre poesia di Ungaretti (riveduta e corretta alla circostanza) a Scattolini, che trascorre il "Natale" a commentare le vicende "pistacoppe" (alle sue spalle campeggia lo scudo biancorosso). Peraltro egli dimentica di fare (o quantomeno ribadire il giorno di Natale) gli auguri ai lettori. Auguri che viceversa io rivolgo, ricambiando chi li ha già fatti, a tutti i commentatori di CM, liberi o "tarati" che siano. A fine anno si fanno bilanci, anche calcistici e Scattolini presenta a Babbo Natale (nuovo presidente della Rata) alcune richieste da reperire sul "mercato". Dimentica però un centrale difensivo alto, il reparto difetta in centimetri e la Rata becca troppi gol su corner. Così come è necessario un incontrista, che alleggerisca il lavoro del centrocampo. Quanto agli attaccanti (i regali più costosi) basterebbe un centravanti di "spessore", di seconde punte ce ne sono sin troppe. Turchetta, dopo vari esperimenti, unico trequartista è la soluzione migliore. Scattolini sognava in un precedente numero della sua rubrica Infantino (Matera) e il ritorno di Kouko (Torres), che però non è un centravanti. Infantino, la scorsa stagione alla Carrarese migliore punta del Girone B (finchè non è stato ceduto al Matera) sembrava un "colpo grosso". Secondo i ben informati però il "cavallo di ritorno" in attacco sarà Giordano Fioretti, che non ha brillato alla Samb. Una sola rete in stagione, proprio nel derby che la Rata ha perso in casa in avvio di campionato. Allora nei post su CM molti attacchi dei tifosi biancorossi al possibile "figliol prodigo". Vedremo, se l'operazione si concretizza, se gli stessi cambieranno opinione. Mancano pochi giorni al mercato gennaio e appureremo se si tratta del "fumo" della poesia o verrà servito ai supporter pistacoppi un prelibato "arrosto".
  • L’assenteismo all’Helvia Recina
    mette a rischio il “governo Spalletta”

    269 - Dic 14, 2016 - 1:30 Vai al commento »
    QUANDO FLAIANO SI OCCUPO' DI ELVIO DI RICINO "Anche i cretini hanno diritto al loro quarto d'ora di celebrità", sosteneva un maestro dell'ironia come Flaiano. Ad Elvio Di Ricino, poichè il problema è accentuato, la "celebrità" è durata solo 4', cioè il tempo intercorso tra il vantaggio siglato da Quadri e il pareggio definitivo messo a segno da Sacha Cori. La cosa al "borioso" Elvio non va proprio giù e stava per cassare - se non sollecitato - la sua "rubrica". Continua a lanciare "insulti" (a mò di lavandaia) - propri di chi non ha argomenti per replicare - che qualificano bene la sua personalità. Quanto ai pochi argomenti che posta (la sua "rubrica" sa di pensierini da "elementari" del calcio) rilevo come dal sito "Tuttolegapro" risulti che il giocatore Cannoni è giunto a Macerata dopo Ramadani. Così come risulta che Allegretti fosse in panchina nella gara interna con il Sud Tirol e quindi utilizzabile (a meno che le formazioni di mister Giunti non siano ficton). D'altra parte Colombi e Malaccari erano "acciaccati", sembra più di Allegretti, e sono scesi in campo "stringendo i denti" sia a Teramo, che in casa con il Santarcangelo. Raramente nelle vita mi è capitato di confrontarmi con uno "sprovveduto", per soffermarci all'ambito calcistico, per giunta "presuntuoso", come Elvio Di Ricino. Nelle contese dialettiche mostra, alla sua "veneranda" età, l'emotività di un "bambino" (che vuole sempre averla vinta), ma ciò appartiene alla disciplina medica e spetta a questa occuparsene, se investita. Nel caso di Elvio Di Ricino, le "fesserie", come i fiumi, scendono dalla collina verso il mare.
    270 - Dic 13, 2016 - 16:23 Vai al commento »
    LA RATA LA DOVE "OSANO LE QUAGLIE" La situazione si fa seria, tanto che Elvio Di Ricino (popolare a Civitanova, qualcuno pensa a lui per il prossimo Carnevale) ha sospeso la "rubrica". Non è chiaro se per le difficoltà della Rata, che non si schioda dalla zona play-out (la dove "osano le quaglie", le aquile volano alto) o per problemi personali di "tenuta mentale". La scorsa settimana, in mia assenza, dopo aver lanciato una serie di "improperi", ha chiesto alla redazione di CM di "moderare" gli insulti (ritenendosi, evidentemente dispensato). Completamente fuori di melone, come nelle critiche non documentate ad un noto studio legale maceratese! La Rata esce vincitrice da Teramo con un gol in avvio di Palmieri che i locali non recuperano. Squadra incostante quella abruzzese che piazza la "manita" a Gubbio e perde in casa con Mantova e Rata. Bisogna aggiungere le numerose assenze (Ilari, Scipioni, Jefferson e Forte), Pietrella forzatamente in campo e gli errori di mister Nofri (squalificato). Il tecnico schiera Di Paolantonio a centrocampo e Cericola in avanti, lasciando Croce in panchina. Tra le mura amiche la Rata ripropone i soliti problemi che le hanno consentito di battere in 8 partite solo il Mantova (autorete) e rimediare numerose sconfitte. Pareggio con il Santarcangelo, che lo scorso torneo battè la Rata in entrambi i confronti (doloroso quello in casa 1-3 che costò la perdita dell'imbattibilità). La partita si gioca nei primi 30' quando si segnano le 2 reti, poi riposo fino alla fine. Mister Giunti recrimina sul fallo di Sirignano (palla al solito proveniva da corner), ma in molti giudicano dubbia la punizione che ha permesso alla Rata il vantaggio. Nella ripresa Giunti toglie Colombi e Palmieri (inguardabili) e inserisce Petrilli e Allegretti (secondo un saputo "beninformato" infortunato), ma nulla cambia. La partita doveva farla la Rata, al Santarcangelo stava bene il pareggio. Così i biancorossi riprecipitano in classifica, tornando a 3 punti dal fondo. Le dirette concorrenti non stanno a guardare: l'Ancona espugna San Benedetto, il Mantova batte il Modena e il Lumezzane passa all'inglese a Fano. Proprio il Lumezzane, che da un ventennio milita in Serie C, è il prossimo avversario nel recupero di domani (la solita solfa?). Poi la Rata avrà la "terribile" trasferta di Venezia, che con i miei "ramarri" del Pordenone (sarò in Friuli in febbraio per il ritorno) ha preso il volo in classifica. Gli occhi dei tifosi sono rivolti al mercato di gennaio, ma prima conosceremo l'esito del ricorso per la penalizzazione (la spesa vale l'impresa, cioè la riduzione di 1 punto?) e della fideussione presentata dalla nuova proprietà. E' difficile correggere le squadre "in corsa", i nomi dei primi arrivi (Ramadani e Cannoni) non sono confortanti, e non ci si attendono grossi investimenti. Si deve far fronte ai debiti "pregressi", che da un'inchiesta di CM coprirebbero la metà della somma dell'acquisto. Tra tante "incognite" Elvio Di Ricino non ha la consolazione di "sfogarsi" con la Civitanovese. Attacca la "proprietà" ma cade in contraddizione con se stesso, poichè sostiene che la società è "sotto sequestro" (quindi alle sue esigenze dovrebbe pensare il "curatore" del Tribunale). Non può attaccare squadra che senza rimborsi e allenamenti si mantiene fuori dai play-out. Ha battuto in casa in Alfonsine e Castelfidardo, ha ceduto di misura a Jesi (cui è stato dato un gol dubbio). Nell'ultima gara, con 8 under in campo (molti partenti e pochi arrivi) i rossoblù hanno subito una sola rete fuorigioco nella "tana" della favorita alla promozione Vastese. Perciò invece di postare "fesserie" è buon proposito tacere
  • L’Helvia Recina resta stregato,
    Maceratese ripresa dal Santarcangelo

    271 - Dic 14, 2016 - 0:05 Vai al commento »
    DALLA COLLEZIONE DI "FESSERIE" DI ELVIO DI RICINO "Il paese che 'sta sulla collina' della prima strofa (di 'Che sarà', ndr) è il noto borgo della Val di Chiana, CORTONA (Arezzo, ndr), molto caro a Migliacci (autore del testo della canzone, ndr), che vi trascorse molti anni della sua vita. Per Jimmy Fontana la canzone è dedicata al Comune di BERNALDA, situato in Basilicata, paese da cui proviene la moglie del cantante". Come si legge dal testo di Wikipedia non risulta affatto che il paese che "sta sulla collina" sia Macerata. La "presunzione" maestra e guida dei post di Elvio Di Ricino (la cultura è noto si è sempre tenuta lontana da lui) lo porta a prendere "sonore cantonate". Quella a cui mi riferisco si aggiunge alla collezione di "fesserie" finora postate dal borioso Elvio su CM. L'amicizia che egli vanta con il compianto Jimmy, evidentemente non era così profonda da rivelargli la genesi di una delle sue canzoni più note. Eppoi sull'esistenza della suddetta amicizia il cantante, deceduto, non può smentire ed Elvio Di Ricino può continuare a vantarla tranquillamente.
  • AAA cercasi subito attaccante:
    Kouko e Infantino nel mirino
    della Maceratese

    272 - Dic 6, 2016 - 16:11 Vai al commento »
    PRESIDENTE ACCONTENTATO: RATA SCONFITTA IN CASA Al termine del pareggio interno con il Forlì ultimo in classifica, il nuovo presidente (ha visto la partita col Sud Tirol?) aveva dichiarato: "Importante è non perdere". La squadra prendendolo per lo scherzo l'ha subito accontentato, perdendo a domicilio con il Sud Tirol (alla prima vittoria esterna). Gli altoatesini, squadra di caratura superiore, a differenza della Rata hanno il centravanti, Gliozzi (7 reti) e si vede. Apre le marcature, va subito vicino al raddoppio e sfiora il tris nella ripresa. Altra rete di capitan Fink, ancora su corner e soliti errori in difesa (fotocopia di un gol incassato col Pordenone!), cui nella ripresa Forte nega con un il tris. Da parte sua, la Rata reagisce al vantaggio degli altoatesini e torna a farsi viva nella ripresa, dopo l'espulsione di Sarzi (sostituiva lo squalificato Tait), senza riacciuffare in superiorità numerica la partita. I "pistacoppi" sprofondano in piena zona play-out, penultimi in classifica a soli 3 punti dal fanalino Forlì. La squadra è risaputo è tra le più modeste del girone, i rincalzi sono "penosi" (si consideri la "figuraccia" di Gremizzi), cominciano ad arrivare infortuni (Colombi) e squalifiche (Quadri, Petrilli e mister Giunti), le prospettive sono fosche. Il fatto che sia stato espulso il capitano, poco gradito alla tifoseria (perchè non fu scelto Gattari?) è segno che si sta alzando "bandiera bianca". Il pubblico fischia, la squadra dopo la sconfitta a rapporto dalla Curva. Prossimo turno nella tana del Teramo, vincitore a Forlì, che non perderà certo l'occasione per tirasi fuori dalla zona rischio. Non aiuta a risolvere i problemi il modulo 3-5-2, diventato un "credo" per il tecnico Giunti, ma troppo coperto quando la squadra deve fare la partita. Con i suoi sotto di un gol, in superiorità numerica, Giunti non ha impiegato la punta Allegretti, schierando il difensore Cannoni. Quale sostituto di Colombi, ad Allegretti (che può agire da prima punta) è stato preferito l'esterno Palmieri. Per eliminare i problemi in attacco, Scattolini prospetta il "riacquisto" di Kouko (i "cavalli di ritorno" non fanno bene), che non è una prima punta. Altra anticipazione, il centravanti Infantino, assente da mesi per un infortunio al ginocchio, che con un contratto fino al 2019, difficilmente lascerà la "sua" Matera. In attesa, egli suggerisce di pescare tra gli "svincolati" rimasti, da riportare in condizione (tanto vale aspettare il mercato di gennaio). In tutto questo marasma, solo un "deficiente" potrebbe trovare sollievo a scrivere dei "cugini rossoblù" (in una rubrica dedicata alla Rata). Rossoblu che escono a testa alta da Jesi dove, con poco allenamento e infortuni, passano 2 volte in vantaggio (con l'ex Negro), sfiorano il terzo gol e nel finale il meritato pareggio. La squadra, a dispetto dei guai societari, è fuori dai play-out, mentre la Rata vi è immersa fino al collo. Nulla da dire ad un "ottusangolo" che rimprovera l'arbitro dell'Helvia Recina di non aver "recuperato" nella ripresa per infortuni e sostituzioni avvenuti nel primo tempo. Rata "sempre più in alto", per lui brindisi con Grappa & Bocchino
  • Maceratese, serve un bomber

    273 - Nov 29, 2016 - 14:48 Vai al commento »
    VALENTINI E LA FIGURA DEL PERACOTTARO Che Valentini fosse un "raccontaballe" l'avevamo constatato da un pezzo e quest'ultimo episodio, in cui "incolpa" un noto studio legale, lo conferma in pieno. Egli, lo aveva scritto, aveva chiare in mente la penalizzazione di "1-2 punti" della Rata e l'elezione della presidente Tardella - che invece ha avuto 8 mesi di "inibizione" - nel consiglio di Lega. Riguardo alla penalizzazione si è trovato con 3 punti (quasi il massimo) e con qualcuno doveva prendersela. E allora, oltre che la Tardella, "attacca" lo studio legale che ha difeso la società davanti al Tribunale Federale. "Colpevole IMPERDONABILE", lo descrive il "contaballe" Valentini, perchè patteggiando la Rata avrebbe "risparmiato SICURAMENTE" 1 punto. Salvo, poi, di fronte alla contestazione inoppugnabile dello studio legale ("patteggiamento non accettato"), mostrarsi prono e sussiegoso, a dimostrazione di un carattere "pavido". Si scusa Valentini, definendo l'episodio un "equivoco" - bontà sua dati i termini usati - nel timore di incrinare l'amicizia con il legale. Se non fosse stato suo amico, viene da chiedersi, cosa averebbe scritto? L'imprudente Valentini lamenta d'essersi "fidato delle notizie" di alcuni media - non citati però come in altre occasioni - che dovrebbe riportare a sua discolpa. Il fatto è che Valentini non limita le sue "scempiaggini" alla squadra del cuore, ma si spinge oltre, toccando questioni che conosce meno. "Ho detto e ribadisco", scrive, che la società Civitanovese è "sotto sequestro" del Tribunale e seguita da un "curatore". Mentre constatiamo che delegati del presidente (non si sa come) stanno "trattando la vendita" delle quote. Il "bizzarro" Valentini rimprovera la società "sequestrata" di non garantire "rimborsi e alloggi" a giocatori e staff, mentre - dal suo punto di vista - dovrebbe provvedere il "curatore". Insomma tantissima confusione e disinformazione nei post di Valentini. D'altra parte lo sentenzia un noto motivo, che riporto in attesa della prossima "fesseria": "E io che sono Carletto, l'ho fatta nel letto, l'ho fatta nel letto".
    274 - Nov 29, 2016 - 2:10 Vai al commento »
    EMOZIONI D'ALTA CLASSIFICA E BRODINI BIANCOROSSI Un campionato avvincente: sarà un'emozionante lotta fino al termine con tante protagoniste. Dopo il successo nel posticipo del Padova a Venezia, troviamo al vertice 6 squadre nello spazio di 2 punti (con le "sorprese" Samb e Gubbio). Tornano al comando i miei "ramarri" del Pordenone, con cui bisognerà fare i conti per la promozione. Da quelle parti poteva stare la Rata dello scorso torneo, che al momento contava 28 punti. Nell'attuale è invece quasi stabilmente nella zona play-out. La scorsa settimana ha subito la penalizzazione di 3 punti (ritardata iscrizione al campionato) e questi "colpi" pesano sulla squadra. I biancorossi infatti falliscono l'occasione per riprendersi quanto loro tolto. Affrontano in casa la cenerentola Forlì, con la difesa più perforata del girone (26 reti) e non vanno oltre il pari. La Rata dopo essere passata in vantaggio, nella ripresa, con Ventola tira i remi in barca e subisce il pari ad un quarto d'ora dal termine. La rete dei romagnoli, manco a dirlo, trae origine da un "indigesto" corner. Mister Giunti ripropone lo stesso modulo che aveva consentito il pari interno con il Parma in crisi e la vittoria di "rapina" a Bassano (battuto in casa dal Feralpisalò). Il difensivistico 3-5-2 andava aggiornato in una partita da vincere, ma il tecnico si è limitato ad avvicendare Allegretti con Turchetta. A Colombi, che ha i suoi limiti (1 gol su azione in 14 gare) andava affiancata una seconda punta fissa. Anche nelle sostituzioni tardive, dopo il pari del Forli, Giunti non ha cambiato assetto alla squadra. Risultato, i biancorossi devono accontentarsi di un "brodino", condito al "ricino". Modulo a parte la Rata ha pesanti limiti non solo in attacco, riguardano la mancanza di un incontrista e di un esterno a livello di Ventola. Il nuovo presidente ha dichiarato che importante era "non perdere", si giocava in casa contro il fanalino Forlì, con chi si deve vincere? Al momento egli sta inserendo nuove figure ai vertici societari, forse troppe e con incarichi sovrapposti. Quando si passa dalla monarchia "assoluta" a quella "costituzionale", spesso si eccede. L'obiettivo è trovarsi pronti a gennaio per rinforzare la squadra, ma dati l'investimento per l'acquisto della società e i movimenti compiuti (Ramadani) c'è poco da sperare. Il neopresidente dichiara che opererà per ottenere una salvezza che eviti di "non dormire la notte". Intanto la classifica piange: per gli appassionati del "sorpasso", dopo la penalizzazione la Rata ha subito quello doppio di Fano e Ancona (che battendo nettamente il Parma è fuori dai play-out). Nel prossimo turno la Rata avrà il Sud Tirol in casa (formazione più attrezzata del Forlì) e non battendolo sarebbe nei guai. Perchè poi si dovrà recare nella tana della diretta concorrente Teramo. Ebbene con tutti questi problemi c'è un "indefesso" commentatore che, senza essere sollecitato, disserta sui cugini rossoblu. I quali avevano anche loro uno "scontro salvezza" e pur con tanti guai societari l'hanno vinto. Ciò appare come un vigoroso "manico d'ombrello" indirizzato ad un petulante "gufo pistacoppo".
  • Cambio di proprietà e penalizzazione:
    ore calde in casa Maceratese

    275 - Nov 22, 2016 - 17:19 Vai al commento »
    RATA, MODULO PERFETTO O DA ADEGUARE? Filosofeggia troppo il buon Scattolini sul "modulo perfetto" che sarebbe stato individuato dal tecnico Giunti (fino a qualche settimana fa in odore di esonero). Con l'esaltazione, da parte del cronista, della posizione dei due esterni Ventola e Petrilli. Dimenticando forse che il taumaturgico 3-5-2 fu utilizzato da Giunti nella partita d'esordio in casa, in cui la Rata fu "intortata" dalla Samb. Non esistono a mio modo di vedere schieramenti perfetti, ma da adeguare a seconda delle circostanze. Il 3-5-2, come noto, è il modulo più difensivista che esiste: i due esterni di centrocampo ripiegano in fase di contenimento, formando una difesa con 5 elementi. Impiegato nelle ultime due gare esso è servito a pareggiare in casa con il Parma, battuto poi sonoramente a domicilio - a dimostrazione del suo stato attuale - dal Padova. La Rata con la stessa impostazione ha poi "vinto" a Bassano per "grazia ricevuta", giocando altre 10 volte la stessa partita l'avrebbe vinta sempre il Bassano! Se l'arbitro avesse seguito la decisione del suo collaboratore la rete di Grandolfo non sarebbe stata annullata e ora staremmo a parlare di un risultato ben diverso. Sottolineo che il tecnico veneto D'Angelo ha dichiarato che "i due fuorigioco non sono affatto certi", ciò a beneficio di "cazzari" che sbugiardano con faciloneria. Ora la Rata è attesa da 3 incontri interni con dirette concorrenti alla salvezza e dovrà fare la partita, non difendersi come contro Parma e Bassano. Ci si chiede allora se il difensivistico modulo 3-5-2 potrà essere utile contro Forlì, Sud Tirol (partito con ambizioni di medio-alta classifica) e Lumezzane. Squadre che penseranno a difendersi, per non perdere posizioni in classifica. Soprattutto il fanalino Forlì, che negli ultimi turni ha guadagnato punti, anche vincendo, che il tecnico tiene coperto con il classico 4-4-2. Certamente in tali partite occorrerà una Rata più offensiva e in questo caso c'è da interrogarsi sul ruolo di Turchetta. Se un attaccante del genere - artefice della promozione del Forlì la scorsa stagione - debba essere sacrificato in panchina ("sopra la panca Turchetta campa"). Curiosi lettori di CM, come "Il Sambuca", interrogavano l'esperto Scattolini, ad inizio torneo, sulla bontà del giocatore ed egli garantiva sulle doti di "rifinitore e marcatore". Attualmente in attacco sono alternati giocatori non al livello di Turchetta e prosenguendo con questo andazzo il giocatore potrebbe chiedere a gennaio di "cambiare aria". In queste ore l'interesse "pistacoppo" è orientato sulla notizia del passaggio delle "quote sociali", se il presidente in pectore - dopo le polemiche e minaccie di querela - sarà a Macerata o come sabato a Bassano manderà un messaggino. Altro aspetto importante, per il proseguo della stagione della Rata, la sentenza del Tribunale Federale. La penalizzazione di 3 punti per ritardata iscrizione al campionato, che ripiombererre la squadra in piena zona play-out (dove si "rischia la categoria"). Associata a ciò l'inibizione per 8 mesi della presidente Tardella, che uscirebbe così di scena in modo "poco glorioso".
  • Maceratese, la gioia di Giunti:
    “Vittoria che aumenta l’autostima”

    276 - Nov 21, 2016 - 20:00 Vai al commento »
    SENILITA' AVANZATA E SUOI SPIACEVOLI EFFETTI Pensate l'assurdo, ride colui che è corso in soccorso de Er Monnezza, per dargli la solidarietà, scrivendo che votare NO al referendum come Salvini gli fa "venire l'orticaria". Mentre, come tutti sanno, Principi è da sempre un sostenitore della Lega. Ride un soggetto che annuncia di "chiudere ogni rapporto" con una persona e poi la tira continuamente in ballo. Di più, la cita in modo "inequivocabile" nei suoi post e poi in stile "codardo e vile" pretende di negarlo. Siamo di fronte alla "fase rinco" conclamata, più che ridere qui c'è da "scompisciarsi", oppure nell'anno dedicato alla "misericordia" provare tanta pietà!
    277 - Nov 21, 2016 - 0:39 Vai al commento »
    RATA RECIDIVA: NUOVO "FURTO" A BASSANO Come dimenticare il furto (a "mano armata", secondo alcuni) compiuto dalla Rata a Gubbio? Complice l'arbitro, in una vittoria ottenuta dai biancorossi su un rigore inesistente, con la palla deviata dal portiere che cambia traiettoria e Palmieri che si "lascia cadere" assai dopo. Agli umbri annullato un gol regolare di Ferretti, rimesso in gioco da Forte, con la punta dietro la linea della palla. Per completare l'opera l'arbitro espelle, a partita terminata, il difensore Rinaldi reo di volergli stringere la mano! A Bassano nuovo furto dei "pistacoppi" recidivi in una partita che i veneti (con una mezza dozzina di giocatori assenti) hanno la colpa di aver giocato solo un tempo. Credendo di farla propria contro una Rata schierata con 3 centrali in difesa e 5 centrocampisti ad erigere un muro difensivo. Ripresa giocata ad una sola porta, angoli 13-3 per i veneti e in uno di questi la Rata passa con un colpo di Colombi che insacca con una deviazione. Per il Bassano due gol annullati al bomber Grandolfo (7 reti, quante la Rata prima della partita), salvataggio miracoloso su Pasini e traversa piena del mediano Proietti. La Rata conquista immeritatamente 3 punti, con la forte probabilità di doverli lasciare tra poche ore con sentenza del Tribunale Federale, per la ritardata iscrizione al campionato. Alla penalizzazione dovrebbe aggiungersi l'inibizione per 8 mesi alla presidente Tardella e all'intero CdA della Rata. Insomma, come nel "gioco dell'oca" i biancorossi tornerebbero alla casa di partenza a ridosso delle ultime. Eppoi un "maestro di previsioni" dovrebbe spiegarci come la Tardella poteva entrare nel Consiglio di Lega se oggetto di "inibizione". Sempre ad inizio settimana è in programma il sospirato passaggio delle quote sociali, che tante polemiche e ritardi ha sinora registrato. Lunghe trattative (prima 10 ore, poi altre 7), due accordi sottoscritti (il secondo un preliminare). In mezzo constatazione di irregolarità, richieste di chiarimento, revoca della co-gestione societaria, minaccia di querela reciproca e di non presentarsi davanti al notaio. Non si ha notizia se il presidente in pectore fosse presente "sul ponte di Bassano" per la partita e se in queste ore si trovi a Macerata per il passaggio, in una vicenda che non avrà il punto fine prima delle firme. Con gli interrogativi che un presidente "forestiero" sempre suscita, tenendo conto delle amare esperienze passate del "calcio pistacoppo". Quanto al campionato, due scontri diretti in casa da prendere con le molle, anche alla luce della classifica post penalizzazione. La consistenza attuale del Parma, con cui la Rata ha pareggiato all'Helvia Recina, è stata certificata dal Padova che gli ha servito un poker a domicilio. Ora i bianco-rossocrociati hanno il Forlì che ha preso a muovere la classifica, ultima la netta vittoria 4-1 sul Mantova. Prossimo il recupero con il Lumezzane, immeritatamente battuto in casa dalla Samb, che nel turno precedente aveva espugnato il "Del Conero" di Ancona. Nell'auspicio che "l'uomo che non capiva troppo", come aveva fatto dopo il successo di Gubbio, non torni a pronosticare i playoff, poichè li disputano le "prime 10 squadre". Salvo poi, dopo uno dei rovesci della Rata, invocare l'urgente acquisto di "5-6 giocatori" svincolati, perchè alla riapertura del mercato - di gennaio 2017 - "sarebbe troppo tardi".
  • Il “sì” di Luigi Berlinguer:
    “Voto per decidere se andare avanti”

    278 - Nov 21, 2016 - 15:33 Vai al commento »
    PD E ISOLAMENTO A SINISTRA Sa di "strumentale" secondo molti l'iniziativa del PD civitanovese a favore del SI al referendum costituzionale. La premiazione della "partigiana" 93enne (il pezzo non chiarisce se "partigiana" o "collaboratrice") con targa del PD e riconoscimento della "Federazione associazioni partigiane". Non si parla di ANPI (non risulta l'iscrizione della "partigiana"), a cui il PD dovrebbe per la sua storia far riferimento. Come noto l'ANPI, principale associazione dei partigiani, è schierata per il NO al referendum. Poi l'intervento di Berlinguer (Luigi) a favore del SI che parte (con quale coraggio) dal ricordo della Resistenza, da cui originano i valori della Costituzione. Arriva, l'ex ministro dell'Istruzione (uno dei peggiori del dopoguerra) ad accostare il referendum del 4 dicembre a quello "Monarchia o Repubblica" del 1946. Un assurdo storico e politico avvicinare una "riformicchia" della Costituzione, come quella del Governo Renzi, ad una scelta istituzionale fondamentale quale quella a favore della Repubblica. Rifiutando la monarchia che aveva portato il fascismo, le leggi razziali e la seconda guerra mondiale. Stupisce che simili concetti siano rappresentati da un accademico (ex rettore dell'Università di Siena), che da ministro assestò un "colpo fatale" all'Università italiana. Sua la riforma dei corsi di laurea 3+2, portati tutti alla durata di 5 anni, mettendo in crisi una delle università migliori al mondo. Ad onor del vero il ministro successivo, Moratti, tentò di invertire la tendenza, ma il "treno era partito"! Berlinguer (Luigi) si dichiara a favore del SI per "andare avanti" (illustri costituzionalisti sostengono che le modifiche renziane complichino le procedure) e chiude affermando di votare con la mano destra, tenendo il "pugno chiuso" con la sinistra. Ci vuole un bel coraggio, quando il PD per il referendum (e in genere per la linea politica del segretario Renzi) appare isolato a sinistra. Poco collegamento con la sua area sociale di riferimento: "pugno chiuso" signigica unità dei lavoratori. La CGIL, maggiore sindacato italiano (con milioni di iscritti) è schierata per il NO al referendum. D'altra parte il PD ormai non raccoglie più voti nei "quartieri popolari" (lasciati ai "grillini"), lo hanno dimostrato le recenti elezioni amministrative delle grandi città. A Roma, per esempio, il PD riceve tanti consensi nel "quartiere bene" dei Parioli. Non riporta il pezzo gli interventi degli altri ospiti della serata: la "storica" on. Manzi, ma la sua espressione con in mano la targa è eloquente. Non si riferisce dell'intervento della "urlatrice" segretaria del PD civitanovese, Franco, che starà richiamando i fuggiti iscritti al partito (nel 2016 non sono state rinnovate le tessere). Dispiace che non vi siano nel pezzo le riflessioni del vicesindaco Silenzi, che ultimamente a livello di presenza pubblica "perde colpi". L'avrà buttata come suo solito "in politica", a difesa del governo, non riuscendo ad accreditare per "serie ed essenziali" le modifiche di Renzi alla Costituzione. Carta che prima tutta la sinistra difendeva e ora il PD, che da quell'area origina, mortifica con riforme ridicole.
  • “Sì” al referendum,
    arriva Luigi Berlinguer

    279 - Nov 18, 2016 - 16:44 Vai al commento »
    PRINCIPI OVVERO UN FESSO PRESTATO ALLA POLITICA Non c'è proprio niente da fare, Principi-Er Monnezza non capisce un "fico secco" di politica e pretende di discuterne. Con persone di questo stampo una cosa è certa: Renzi resterà al governo a vita. Non si tratta di "diverso valore" tra il mio voto (refendario) e quello di Principi (politico), un'interpretazione a dir poco contorta la sua. Tra l'altro non si capisce perchè costui se è veramente contrario (cosa di cui dubito altamente) ingiuria chi fa parte, come me, di un Comitato per il NO. Qui è in discussione l'impostazione da dare alla campagna elettorale, ma Er Monnezza è l'unico tra i lettori a non averlo ancora capito. Se cioè darle una connotazione politica - che secondo me è un errore - poichè sposta il problema e favorisce il premier, che vuole un referendum sul suo ruolo. Oppure incentrare la stessa sui contenuti del referendum, mettendo in evidenza il "pasticcio" dei cambiamenti costituzionali per ostacolare la presenza futura al governo di Renzi. Egli sta preparando il terreno (vedasi anche la riforma elettorale) per l'occupazione stabile del potere. Ma mi rendo conto che la riflessione è troppo difficile da afferrare ad un "sempliciotto" come Principi. Siccome la "lingua batte dove il dente duole" e le questioni a cui si tiene vengono per prime a galla, emerge che l'avversione di Principi è dovuta a motivi calcistici. Gli da fastidio che esprima il mio pensiero sulla Rata, cosa che lo rassicuro accadrà ancora molto a lungo. La curva dello stadio è l'idea dominante nella testa de Er Monnezza, che porta in politica con i risultati disastrosi sotto gli occhi dei lettori.
    280 - Nov 18, 2016 - 11:38 Vai al commento »
    ER MONNEZZA E CAPACITA' DI COMPRENSIONE POLITICA Provo a scrivere poche righe per far afferrare anche ad un "debole di mente" (che di neuroni è carente) come Er Monnezza ciò che tutti hanno già compreso. "Mandare a casa Renzi" è un'ambizione legittima, ma non la si raggiunge a mio avviso dando al referendum una connotazione essenzialmente politica. Anzi, si ottiene l'effetto contrario, ciò che desidera il premier che in questo senso ha impostato la campagna elettorale. Si sta strumentalizzando perfino la situazione economica per mantenere il governo! Toglietevi dalla testa che Renzi si dimetta in caso di sconfitta del SI, lo ha dichiarato. Bisogna discutere nel merito i temi del referendum, smontare pezzo a pezzo ciò che il premier ha fatto approvare, impedendogli il futuro che sta precostituendo. Mi rendo conto che ad uno come Er Monnezza si richiede uno sforzo di intelligenza enorme, considerate le sue ridotte capacità. Cerchi di capire quello che uno scrive, prima di partire con gli insulti, unica risorsa di cui dispone chi è privo di argomenti.
    281 - Nov 18, 2016 - 1:41 Vai al commento »
    GOVERNO RENZI E OPPOSITORI DEMENZIALI Ecco spiegato perchè Renzi governa in Italia e potrebbe rimanerci a lungo. Finchè ci sono soggetti ottusi (è quasi un complimento) come Er Monnezza, Renzi campa tranquillo. Egli pensa che in Italia possano vincere i "secessionisti" suoi amici, figuriamoci! Politicamente siamo a livello della favola di "Cappuccetto Rosso" e dintorni. Altro che "testa per spartire le orecchie", quella de Er Monnezza è imbecillità politica allo stato puro e incurabile. Non occorre un tso del sindaco per accertarlo, può essere rilevato da chiunque lo ascolti o legga. Possibile che egli non capisca - ma è il q.i. a limitarlo - che la "butta in politica" (referendum pro o contro il premier) chi non ha argomenti per difendere le modifiche costituzionali apportate. Le cui "caratteristiche negative" (restringe gli spazi democratici, senza grandi risparmi) credo di aver sintetizzato nel precedente post, che Er Monnezza date le sue capacità avrà capito in minima parte (lo dimostra la replica). Se non si boccia il referendum (e la legge elettorale collegata, con premio di maggioranza alla lista), ciò è all'ordine del giorno domenica 4 dicembre, Er Monnezza potrà andare alle elezioni 100 volte e raccoglierà un "pugno di mosche". Egli, nella sua mente bacata, ora pensa sia meglio insultare chi sostiene le ragioni del NO, favorendo in questo modo i fautori del SI. Nulla da fare, inutile insistere - con chi la concepisce come la curva dello stadio - la politica non entra nella testa de Er Mommezza, da "gallina" come quella del suo leader!
    282 - Nov 17, 2016 - 23:13 Vai al commento »
    VOTO REFERENDARIO E NON ELEZIONI POLITICHE! Che Er Monnezza, linguaggio becero a parte, capisse poco di calcio lo avevamo appurato da un pezzo su CM. Poco male, con questo post ci conferma di capire poco anche di politica è ciò è peggio. D'altra parte cosa aspettarsi da chi segue un leader con l'intelligenza politica di un "pollastro"? E' grave errore togliere al referendum la sua peculiarità (consultazione sulle modifiche costituzionali) per dargli un valore politico. Si fa così il gioco del premier Renzi che, al netto delle dimissioni che ora esclude, punta ad un referendum sulla sua persona (vedasi dichiarazioni e pubblicità TV ingannevole). Si deve puntare a discutere sulle correzioni apportate alla Costituzione, che si rivelano una "porcata". Senato che non viene abolito (come le Provincie) formato da dopolavoristi, diminuiti poteri delle Regioni e disparità di trattamento, processo legislativo complicato. Il tutto con diminuzione del suffragio universale, a vanatggio di aumentati poteri del Governo (in associazione alla legge elettorale con 100 capolista bloccati), senza grandi risparmi per i cittadini. Con la spesa dell'ultimo aereo acquistato dal Governo si facevano 5 riforme costituzionali! Viene a Civitanova a perorare la causa del SI l'ex ministro dell'Istruzione Berlinguer, ogni opinione è legittima. Ma quel cognome associato al SI a molti stona, come la posizione del comico Benigni che decantava in Tv la "bellezza della Costituzione" (carriera in declino?). Il pezzo ci porta a conoscenza che, dopo un'iniziale titubanza (aveva rinviato ogni decisione politica cittadina al post referendum), è "salito sul carro" del SI il vicesindaco Silenzi. Sarebbe il caso di interrogarlo sulle modifiche costituzionali: se è in grado di spiegare il nuovo art. 70, che non sanno decifrare nemmeno giuristi del calibro di Zagrebelsky. Lui che era diventato Sindaco Pci di Monte San Giusto poco più che ventenne per aumentare spazi di democrazia, mentre ora si impegna a restringerli. Se Silenzi ha compiuto questo passo - come aveva fatto con il governatore Ceriscioli - è perchè è convinto di vincere e "riciclarsi renziano". Ma se dovesse perdere dopo questa "piroetta politica" (era bersaniano della prima ora) e aver bloccato la politica civitanovese, Silenzi dovrebbe andare a nascondersi e passare la mano? No problem per il "politico a vita" (i senatori sono cancellati dalla riforma), sembra ci sia pronto per lui un incarico in Regione sui problemi dei terremotati. Così questi ultimi, come se non bastasse, dopo essere stati vittime del sisma si troveranno tra i piedi Silenzi!
  • Tardella lascia l’incarico in Lega

    283 - Nov 18, 2016 - 10:54 Vai al commento »
    PREVISIONI "CAZZARE" E DURA REALTA' L'aveva previsto un "supercazzaro pistacoppo": il ritardo di una settimana nel passaggio delle quote sociali era per consentire alla Tardella di entrare nel consiglio di Lega. Ora apprendiamo che la presidente resta fuori da quell'organo e i biancorossi non avranno "santi in paradiso", pardon in Lega, con buona pace di chi sperava in un "aiuto per la Rata". C'era anche la possibilità che la Tardella nel consiglio non sarebbe potuta entrare: tra le sanzioni in discussione oggi al Tribunale federale anche la sua "inibizione", che impedisce di rappresentare una società negli organi del calcio. La presidente ha dato la disponibilità per altri incarichi: chissà che in vista della sostituzoione alla Figc di Tavecchio, se la candidatura di Malagò non decollasse, qualcuno non la chiami! Riguardo alle considerazioni "cazzare" sulla classifica, sulle partite giocate in casa e fuori e sui prossimi avversari, essi sono tutti da affrontare e ogni gara presenta le sue difficoltà. Soprattutto se la decisione odierna del Tribunale federale penalizzasse molto la Rata (richiesti 4 punti e una multa) per la ritardata iscrizione al campionato. I biancorossi precipiterebbero in solitario al penultimo posto a ridosso del fanalino Forlì. Sul trasferimento delle quote, dopo le turbolenze delle ultime settimane, è bene aspettare l'apposizione delle firme. Non dimentichiamo che le parti avevano minacciato reciproche denunce, il futuro presidente (che aveva riscontarto irregolarità nella gestione: bilancio non presentato) definito "non gradito" e minacciato di esclusione dallo stadio se "privo di biglietto". Comunque si tratta di un "forestiero", che vive ln Svizzerra, di cui non si conoscono con precisione i programmi. Vi sono forti interrogativi, come quando si intraprende un viaggio senza conoscere il "conducente". C'è da rinforzare la squadra per evitare che torni tra i dilettanti, il primo arrivo il kossovaro Ramadani non fa compiere il salto di qualità. Solo un "cazzaro pistacoppo" può ipotizzare per la Rata una futura salita in Serie B.
  • Maceratese, affare da settecentomila euro

    284 - Nov 15, 2016 - 21:36 Vai al commento »
    EQUILIBRIO MENTALE E POST DI VALENTINI Rileggendo ciò che scrive Valentini su CM, spesso e volentieri "corbellerie" (su cui tornerò a tempo debito), viene da chiedersi se egli goda, come si dice di un certo "equlibrio mentale". In un commento egli scrive, chiamandomi perciò in causa: "Su questa situazione civitanovese sarebbe interessante conoscere il parere di Caporaletti". Ovviamente rispondo per come la penso, a mio modo, e certamente in modo diverso da come egli si attende. Allora - attenzione al passaggio - Valentini conclude (sembrerebbe): "Invito a chiudere questa annosa e inutile guerra che ha stancato me, credo lei e i lettori. Naturalmente ognuno rimane ancorato alle proprie fedi calcistiche". C'è di più, ancora Valentini chiude ogni spiraglio di dialogo (sembrerebbe) quando scrive: "Con questo chiudo ogni tipo di rapporto con la sua persona e la invito a non nominarmi più nei suoi post". A questo punto tutto finito e meno male, poichè a "dialogare" con uno che ritiene di avere sempre ragione è senza costrutto. Egli, come si è dimostrato nei post su CM, teme anche il confronto con i tifosi della Rata, figuriamoci! Macchè passano poche ore e (vedasi post sopra) egli ritorna ad attaccare, citandomi (nella sua presunzione pensa di poterlo fare lui solo?). I casi qui sono due: o costui ritiene di poter offendere a senso unico o siamo di fronte (torniamo all'apertura) ad un soggetto con problemi seri. In quest'ultima ipotesi, un appello alla moglie e ai figli - dichiara di averne tre - di farlo vedere da "uno bravo" per averne un responso. Da parte mia, persona che ha un ruolo pubblico, il dovere di replicare quando vengo citato e calunniato in modo deliberato e manicheo.
  • Sergio Staino dice sì:
    “Renzi baluardo contro populismo”

    285 - Nov 15, 2016 - 16:39 Vai al commento »
    REFERENDUM COSTITUZIONALE O ELEZIONI POLITICHE? Lascia sconcertati come uno - il direttore de L'Unità Staino - venga da Roma per un'assemblea pubblica sul referendum e non parli dei temi oggetto della consultazione popolare, ma quasi esclusivamente di politica. Solo un passaggio dedicato al referendum, per criticare il collega direttore Travaglio. Sta proprio qui la differenza con le iniziative promosse dai sostenitori del NO, che invece trattano nel merito le "modifiche costituzionali". I fautori del SI invece la buttano in politica (si parla financo di Trump), quando per quello vi saranno apposite elezioni nel 2018. D'altra parte non c'è pericolo di caduta per Renzi, essendosi egli stesso sottratto dopo "l'errore iniziale" a possibili dimissioni in caso di sconfitta. Si vota un referendum con oggetto le modifiche apportate alla Costituzione e di quelle si deve discutere! Siccome ad una attenta lettura risultano un "pasticcio", prodotto dal Governo e non dal Parlamento (come dovrebbe essere) non si possono appoggiare. Non viene abolito il Senato (cosi come le Provincie), si sminuisce il ruolo di alcune Regioni, si complicano le procedure legislative, senza grandi risparmi per il cittadino. Vi sono nelle modifiche apportate "aspetti oscuri" e incomprensibili, anche per chi ha fatto studi giuridici (come l'art. 70 che era di due sole righe, sostituito da un "papocchio"). Non riesce a decifrare il nuovo art. 70 nemmeno l'ex presidente della Corte Costituzionale Zagrebelsky, quindi figuriamoci! Il colmo, poi, è che Staino (con la posizione pro SI quante vignette di Bobo sono da buttare nel cestino?) venuto a parlare di questo non condivide l'azione politica di Renzi. Egli sostiene che il premier-segretario abbia "tolto un ruolo al partito". Riepiloghiamo: il partito quale "strumento di partecipazione" non ha ruolo, suffragio universale per Senato e Provincie abolito (verranno eletti in modo indiretto), al cittadino non si restringono spazi di democrazia? Perciò, teniamoci cara la Costituzione, frutto di chi non aveva "tacchi a spillo" come Boschi, ma sapienza giuridica e vera coscienza democratica.
  • Maceratese, fumata bianca
    Filippo Spalletta sarà il nuovo presidente

    286 - Nov 15, 2016 - 13:44 Vai al commento »
    @ Marsili. Rispondo al tuo post in cui trovo qualcosa di sensato, nulla dreplicare al "ciarpame" espresso dagli altri "commenti". In un colpo solo in fila i "gioielli" del tifo Rata, come se qualcuno avesse fatto l'appello, con i soliti insulti (unica pratica di cui sono capaci). L'onestà che richiami agli altri dovrebbe essere seguita in primis da te (mi perrmetto il "tu" per la comune fede granata). Non puoi inventare per aumentare i meriti della Rata (che vi ha pareggiato in casa) titoli a favore del Parma che non esistono. Il Toro ha vinto l'ultimo scudetto 40 anni fa (peccato la tua assenza alla festa di Civitanova), ma il Parma non lo ha conquistato - controlla pure - nemmeno uno. La stessa onestà che richiami sopra dovrebbe farti essere "equanime" e considerare che la Civitanovese, che vive una crisi societaria per cui è stata posta in vendita (dalla proprietà e non da altri, come invece sostiene un "ottusangolo") è falcidita dalle assenze. I rossoblu hanno perso si le ultime partite 0-2 a Campobasso e con la Sammaurese (che non sono squadre scadenti), ma aveva in campo nelle due partite ben 7 under (il regolamento ne prevede 4). Le poche assenze della Rata sono invece, quasi totalmente, frutto di scelte tecniche di Giunti, alla ricerca ancora dell'assetto migliore. Concordo che la rosa della Rata è "povera", ci sarebbe bisogno di validi innesti in ogni reparto per risalire la china. Se il biglietto da visita del "presidente che verrà" è il mediano kossovaro Ramadani (con scarse apparizioni in Lega Pro) c'è poco da stare allegri!
    287 - Nov 15, 2016 - 1:52 Vai al commento »
    RATA IN FONDO CLASSIFICA E PASSAGGIO QUOTE RINVIATO Cerca il pareggio in casa la Rata, con un modulo difensivistico, contro il favorito Parma e l'ottiene ma non si schioda dal fondo classifica. Mister Giunti dispone il terzo centrale difensivo, Marchetti (in luogo del terzino Broli) e Petrilli esterno alto con licenza di ripiegare a centrocampo. Il Parma, reduce da 4 vittorie di fila, aveva l'occasione dopo il pari del Bassano di raggiungere la vetta ma non la coglie. I ducali, con in organico 4-5 giocatori che la scorsa stagione hanno segnato in doppia cifra, motrano difficoltà nel costruire gioco. Mister Apolloni propone un centrocampo a 5, con un mediano (Giorgino) davanti alla difesa. Si è giocato solo un tempo, in cui una palla è finita in rete (tiro di Calaiò), ma l'arbitro tra le proteste ha annullato. Nella ripresa il Parma ha spinto, ma senza esito: mentre Apolloni inseriva punte (Baraye, Evacuo), Giunti rispondeva con difensori (Franchini). Risultato il Parma è al secondo posto e la Rata guarda il fondo classifica (la scorsa stagione alla stessa giornata aveva 25 punti!). Il turno segnala per i "pistacoppi" 2 pericoli: il Lumezzane (con cui dovrà recuperare) che passa ad Ancona e il Fano, alla seconda vittoria consecutiva (6 punti!), che si aggiudica l'altro scontro diretto a Mantova. Fanno compagnia alla Rata in classifica Modena e Sud Tirol, che hanno organici migliori. Un punto sotto c'è il Teramo sconfitto dalla "sorpresa" Samb, ma il presidente Campitelli annuncia rinforzi. Nel prossimo turno la Rata dovrà recarsi nella "tana della capolista" Bassano, una delle squadre più ostiche. Sul fronte societario dopo le "sciabolate" dei giorni scorsi - con il presidente entrante definito "non gradito" e invitato a "munirsi di biglietto" per lo stadio, per aver chiesto un approfondimento - sembra esserci una schiarita. Tuttavia ancora non sufficente - la presidente uscente Tardella (contestata dalla curva biancorossa) aveva minacciato denunce a Spalletta e collaboratori - per il passaggio delle quote. Su questo punto è bene essere cauti - altro che ringraziamenti alla vecchia proprietà e auguri alla nuova come un avventato commentatore fa - e non dare nulla per scontato. Non sono bastate finora 10 ore di trattative davanti agli avvocati e 7 ore davanti al notaio per arrivare alle firme finali. Si attendono informazioni "più precise" da parte di Scattolini, insolitamente silente di lunedì. Nello scorso numero della rubrica aveva posto "sotto la lente" degli uffici di Lega la fideiussione di Spalletta, il quale ha precisato che la stessa non può essere emessa prima che sia diventato presidente.
  • Civitanovese sconfitta in casa

    288 - Nov 14, 2016 - 16:43 Vai al commento »
    LO SVOLGIMENTO DEI FATTI E LE TESI DEL "CAZZARO" Ma come, il legale del presidente della Civitanovese "versa acconti" a calciatori e staff al termine della partita e "tratta la cessione" della società - il pezzo anticipa che vi sono soggetti interessati - che si impegna a seguire fino alla vendita? Eppure il "cazzaro sbugiardato" aveva assicurato - confermando le tesi che non trovano riscontro nei fatti a più riprese - che della Civitanovese calcio nulla si poteva toccare, poichè tutto "sotto sequestro" e affidato ad un curatore. Anzi, aveva invitato chi dissentiva a "informarsi meglio" prima di scrivere e per averlo contestato a "presentare le scuse". Per carità si può scrivere di tutto - dalla sua parte ne abbiamo lette di "balle rosse e bianche" (funzionali alla visione anticivitanovese) - ma c'è un limite alla decenza. Non c'è limite, invece, alla "stupidità": pensate che nel mondo c'è ancora, dopo quasi cinque decenni, chi sostiene che l'uomo non è mai "sceso sulla luna". Chissà che il "cazzaro sbugiardato" non voglia iscriversi all'esclusivo "club della fesseria"
  • Annibal Caro, celebrazioni
    per i 450 anni dalla morte

    289 - Nov 14, 2016 - 18:20 Vai al commento »
    CELEBRAZIONI CARIANE AL FALLIMETO BIS Non ha fortuna nella sua Civitanova - da cui è stato per tanti anni fisicamente lontano - Annibal Caro. Al fallimento del centrodestra per il 400° della nascita, nel 2007, fa seguito quello del centro sinistra quest'anno per il 450° della morte del letterato. Si ricorda l'infelice esperienza dell'amminitrazione Marinelli con "due comitati" per le celebrazioni (un secondo sostituì il primo, suscitando polemiche), convegno trasferito a Macerata (a Civitanova niente), mostra "povera di contenuti" e "ristampa anastatica" di libri già disponibili. La giunta Corvatta ha sbagliato sin dall'inizio, costituendo un comitato celebrazioni "poco scientifico" (a meno che non si vogliano definire esperti cariani: Silenzi, Martellini e Pipponzi). Poi si è dato vita ad iniziative prive di specialisti o che "lambivano Annibal Caro" (vedi quelle tanto sbandierate di Futura Festival) - eccezion fatta per il Prof. Ferroni - senza approfondire la conoscenza del letterato civitanovese. Il top lo si è toccato affidando la commedia "Gli straccioni" - messa in scena a Civitanova Alta nel 1966 dal regista Ronconi - alla recitazione di studenti liceali. Poi ci si è fatti prendere dalla "fregola delle celebrazioni" accostando al Caro di tutto: una rassegna di film su autori contemporanei, una mostra fotografica paesaggistica di un club locale, il concerto di un'orchestra giovanile jesina, che c'entravano assai poco. Finale in novembre, mese della morte di annibal Caro, con un convegno affidato al presidente del centro studi civitanovesi: come si nota l'assenza del "comitato scientifico"! Nel 1966 il comitato celebrazioni per il 400° della morte del Caro era presieduto dal Prof. Palladini, preside di Lettere all'ateneo di Macerata, e realizzò un convegno durato quattro giorni. Quello di giovedì prossimo poteva francamente essere meglio organizzato, offrendo il mondo accademico e non soluzioni migliori. Non c'è traccia di pubblicazioni (gli atti del convegno?), che sono quelle che rimangono ai posteri (il presidente della biblioteca comunale non si è fatto sentire!). Scende il sipario sulle celebrazioni con un recital di opere cariane e accompagnamento musicale. Nessun riscontro alla proposta di invitare la corale "Buonagiunta" di San Ginesio, intitolata ad un contemporaneo del letterato civitanovese, che alla scomparsa del Caro dedicò l'opera "Corona della morte". Il tutto nell'auspicio che cali presto il sipario sulla "gestione della cultura" a Civitanova dell'assessore Silenzi, che dopo 4 anni e passa non ha compreso di cosa si tratta la delega conferitagli.
  • La Civitanovese è in vendita

    290 - Nov 11, 2016 - 19:09 Vai al commento »
    VALENTINI, OVVERO IL "CAZZARO" SBUGIARDATO L'aveva sentenziato il superinformato e incontestabile Valentini, leggiamo il suo post: "Ribadisco che la società sportiva Civitanovese è sotto sequestro insieme ad altre 50 società che fanno riferimento al galeotto Cerolini. La Civitanovese può giocare perchè il Tribunale ha nominato un curatore...". Nel frattempo, però, da quanto riferisce CM - malgrado le "certezze" di Valentini - l'attuale dirigenza della Civitanovese ha "deciso di cedere la società" e dichiara che "verranno pagati acconti ai giocatori e allo staff". Così il "cazzaro biancorosso" è stato sbugiardato pubblicamente e ora vediamo se andrà a nascondersi o avrà la "faccia come il di dietro" di reintervenire sul tema. Piuttosto lo stesso Valentini dovrebbe aggiornarci, ma anche su questo argomento presenta vistose lacune (nonostante le sue "fonti sicure") sullo stato della cessione della Rata. Ossia sull'avvento della nuova proprietà "forestiera" che, secondo Valentini, dovrebbe la prossima stagione "conquistare la Serie B", mancata dal tecnico Bucchi. Ci renda edotti, Valentini, delle "situazioni a dir poco critiche e gravi inadempimenti nella gestione della società e del settore giovanile" riscontrati dal presidente in pectore Spalletta. Che succederà ora: la Rata rimarrà alla Tardella (tra penalizzazioni e multe), che l'accompagnerà per mano nel calcio dilettantistico? Intanto il "fanfarone" Valentini, sparasentenze fasulle, è pregato di occomodarsi in bagno per liberarsi dello "sterco polemico" che porta dentro e che dispensa di continuo ai lettori di CM.
  • Civitanovese, si dimette
    il dg Mario Cerolini

    291 - Nov 10, 2016 - 22:36 Vai al commento »
    VALENTINI TRA DISINFORMAZIONE E RISCHIO DI QUERELA Molti aspetti non tornano nelle notizie che Valentini fornisce a proposito della Civitanovese calcio, certamente uniformate ai suoi desideri antirossoblu o tratte da un giornale di cui è editrice la sua mente faziosa. Non si nota nella conduzione della Civitanovese calcio la presenza di delegati del Tribunale. Mario Cerolini - di cui Valentini commenta le dimissioni - di cosa sarebbe stato direttore generale negli ultimi 9 mesi (dal momento cioè dei sequestri) se la Civitanovese calcio fosse stata seguita da altri? Mario Cerolini nella sua nota fa riferimento a decisioni concordate con il fratello, tuttora presidente. La conferenza stampa tenuta in società, di cui riferisce CM, in cui si ribadisce che la Civitanovese calcio "non è oggetto di sequestro" e l'intenzione di "provvedere a risolvere i problemi" in essere nella società, è stata una fiction? Insomma c'è molta differenza tra ciò che afferma Valentini e come si svolgono realmente i fatti, riportati dagli organi di informazione. Quanto agli insulti Valentini sa bene che per ciò che scrive nei miei confronti ci sono gli estremi della querela. Il mio legale aspetta che egli trascenda, potrebbe accadere poichè agisce con poco senso di responsabilità, per citarlo. Non comprendo il motivo per cui egli debba riversare le "frustrazioni senili" sulla mia persona. Lasci stare l'educazione, poichè per quanto lo riguarda dimostra quanto sia un elemento accessorio. Anzi, alcuni amici lettori si stupiscono come un ultrasettantenne, invece di mostrare maturità, abbia modi più estremi degli ultras. Quanto ai giocatori nati nella nostra terra - appurato che molti di quelli elencati da Valentini non lo sono - Brizi ha giocato e vinto come Bizzarri in campo nazionale. In campo internazionale, invece, il civitanovese Bizzarri ha disputato la finale di Coppa Campioni contro il Real Madrid di Di Stefano, Gento e Kopa, mentre il maceratese Brizi quella dei Giochi del Mediterraneo con la Tunisia di illustri sconosciuti! Una persona con minimo di senso critico, immune dal fanatismo di Valentini, la differenza la nota
    292 - Nov 10, 2016 - 15:50 Vai al commento »
    VALENTINI, PAROLA DI "CAZZARO BIANCOROSSO" Pare si stia diffondendo sulla piazza per Valentini, dopo le fesserie a raffica che posta su CM, l'appellativo di "cazzaro biancorosso". L'ultima demenzialità che ha sparato (vedi sopra) è che la Civitanovese calcio sarebbe "sotto sequestro" e quindi nell'impossibilità di essere ceduta. Certo, Valentini attivo in ambito forense, persona "a conoscenza dei fatti", avrà avuto "accesso agli atti" e può riferire a ragion veduta su come stanno realmente le cose. Non spiega però il noto "cazzaro biancorosso" come la Civitanovese calcio "sequestrata" possa proseguire il campionato nazionale di Serie D, senza subire penalizzazioni e multe. Penalizzazioni che entro novembre arriveranno invece alla Rata (multata per il caso Faisca), sprofondandola in fondo classifica: un "gentile omaggio" al nuovo presidente "siculo-svizzerro"! Insomma fesserie su fesserie, sparse a manciate da Valentini su CM per meritare il titolo di "cazzaro biancorosso". Come dimenticare la sua replica al mio ricordo del compianto giocatore civitanovese (nato a Civitanova) di Serie A, Claudio Bizzarri. Bizzarri fu protagonista, nel 1957, di una memorabile finale di Coppa Campioni, contro lo stellare Real Madrid di Di Stefano. Valentini ha risposto spacciando per "maceratesi" alcuni giocatori approdati in Serie A (non paragonabili a Bizzarri!) che a Macerata hanno solo giocato. Ne cito solo alcuni, nella lista di Valentini sono più della metà: Agabitini (nato a Perugia), De Rossi (nato a Ivrea, Torino), Malizia (nato a Montenero di Bisaccia, Campobasso), Nobili (nato a Valencia, Spagna), Turchetto (nato a Cordovado, Pordenone), Valiani (nato a Pistoia) ecc. Insomma al netto delle falsità, degli insulti personali da codice penale (prima o poi qualche soldino Valentini se lo gioca) e del viscerale odio anticivitanovese (per la città, prima che per la squadra di calcio) nei post del "cazzaro biancorosso" c'e ben poco. Siccome egli è solito citare l'attore Sordi, pare opportuno chiudere con una domanda: Valentini, "te c'hanno mai mandato a quer paese..."?
  • Maceratese, fidejussione
    sotto la lente della Lega

    293 - Nov 8, 2016 - 20:54 Vai al commento »
    GIOCATORI DI SERIE A E FINALISTI DI COPPA CAMPIONI Che dire, quando non si hanno argomenti, si toccano solo quelli che fanno comodo. Così si finge di aver ricordato per primo il campione Bizzarri, mentre è chiaro il riferimento di Valentini al mio precedente post (che Micucci correttamente riporta). Si cita inutilmente una sequela di calciatori di Serie A che hanno giocato a Macerata, alcuni non originari di tale città. Anche Civitanova (nati in questa città) ha avuto giocatori in Serie A, oltre a Bizzarri (Ciccarelli e Ripari i primi che vengono in mente). Nel mio post scrivo di risultati prestigiosi: scudetti, coppe italia, finali di coppa campioni. Bizzarri, ricordo, ha giocato la finale di coppa campioni al "Bernabeu" di Madrid (125 mila spettatori) con il Real di Di Stefano. Valentini, che segue il calcio da 66 anni, sa che Alfredo Di Stefano in ogni classifica è riportato tra i 4-5 calciatori più forti di sempre, con Pelè e Maradona? Non si capisce di cosa si sta parlando, probabile che a qualcuno (che ricorre a gratuite offese), in similitudine con il terremoto, sia "sfollato il cervello"! Chiudo considerendo che non esiste giocatore nativo di Macerata - nemmeno a "cercarlo con la zeppetta" - che abbia raggiunto i livelli calcistici di Bizzarri. Perciò, nel momento della scomparsa, chiniamo il capo rispettosi davanti ad un campione che ha onorato il calcio maceratese. Salvò la Rata nel 1965 - con una rete all'ultima giornata - dalla retrocessione in Serie D. In questa stagione non c'è civitanovese che vi possa aiutare nella salvezza, perciò direbbe Totò: Arrangiatevi!
    294 - Nov 8, 2016 - 17:59 Vai al commento »
    CIVITANOVA SALUTA CLAUDIO BIZZARRI, CUORE ROSSOBLU Ultimo saluto a Claudio "Caio" Bizzarri l'ex calciatore civitanovese, scomparso all'età di 83 anni - era stato colpito in passato da ictus - domenica scorsa. Bizzarri è stato senza dubbio il giocatore nato a Civitanova che ha toccato i livelli più alti nel calcio. Iniziò la carriera nei primi anni '50 con la Civitanovese, poi passò al Venezia, in Serie C, dove rimase due stagioni. Nel 1954 fu tesserato dalla Fiorentina (allenata da Fulvio Bernardini), allora ai vertici del calcio nazionale ed europeo. Con i viola, con cui giocò quattro campionati, Bizzarri vinse lo scudetto nel 1956 e disputò la finale di Coppa Campioni (con il Real Madrid di Di Stefano) l'anno successivo. Nel 1958 Claudio - che da giovane giocò in Nazionale B - passò alla Lazio sempre in Serie A, con cui restò cinque stagioni e già alla prima vinse la Coppa Italia. Con la squadra capitolina, di cui fu capitano, concluse la carriera professionistica (176 presenze e 38 gol in Serie A). Bizzarri, uomo dal carattere difficile poco incline alla disciplina, era un'ala potente (dall'ottimo tiro) che aiutava il centrocampo per poi accentrarsi in attacco. Le sue doti furono valorizzate nella Fiorentina da Fulvio Bernardini, icona del calcio italiano (CT della Nazionale, tecnico del Bologna "che tremare il mondo fa, scudettato dopo spareggio con l'Inter). Dopo aver calcato i più prestigiosi campi europei - giocato Coppa Campioni e Coppa delle Fiere - Bizzarri nel 1963 tornò alla Civitanovese (con cui chiuderà poi l'attività agonistica) del presidentissimo Santori, reduce dai tornei di Serie C. La stagione successiva passò alla rivale Maceratese, che salvò (lui civitanovese!) con un gol all'ultima giornata dalla retrocessione in quarta serie. Un monito per i cultori del bla bla e del razzismo anticivitanovese alla Valentini, che questi eventi seguendo il calcio da 66 anni dovrebbero ricordare. Ai civitanovesi che si dilaniano in discussioni sull'intitolazione dello stadio, il destino ha posto di fronte il nome giusto: Claudio Bizzarri, calciatore rossoblu che ha raggiunto i livelli più alti. Il 2019, centenario della fondazione della società, sarebbe la ricorrenza giusta per il riconoscimento. Quale commosso commiato a Bizzzari, la formazione della Fiorentina che disputò il 30 maggio 1957 a Madrid - di fronte a 125 mila spettatori - la finale di Coppa Campioni (contro il Real vittorioso: reti di Di Stefano e Gento): Sarti, Magnini, Orzin, Cervato (Cap), Scaramucci, Segato, Julinho, Gratton, Virgili, Montuori, BIZZARRI (All. Bernardini). Addio, Claudio, cuore rossoblu!
  • Maceratese, trasferta amara a Salò

    295 - Nov 7, 2016 - 18:16 Vai al commento »
    CIVITANOVA PIANGE CLAUDIO BIZZARRI, MA CM TACE E' scomparso ieri all'età di 83 anni il calciatore civitanovese Claudio Bizzarri. Claudio era stato stato colpito da ictus e da tempo la sua vita era cambiata. Bizzarri è stato il giocatore nato a Civitanova che ha raggiunto i più alti livelli nel calcio. Iniziò la carriera nei primi Anni '50 con la squadra della sua città. Poi passò al Venezia in Serie C, dove rimase due stagioni. Nel 1952 fu acquistato dalla Fiorentina, allenata da Fulvio Bernardini, allora ai vertici del calcio nazionale. Con i viola, con cui giocò quattro campionati, Bizzarri vinse lo scudetto nel 1956 e disputò la finale di Coppa Campioni (contro il Real Madrid di Di Stefano) l'anno successivo. Claudio, che fece parte della Nazionale B, vinse anche alcuni trofei internazionali ora non più in calendario. Nel 1958 Bizzarri passò alla Lazio, con cui rimase 5 stagioni, e nella prima di esse conquistò la Coppa Italia. Con la squadra romana, di cui fu capitano, Claudio concluse la sua esperienza nel calcio professiobnistico, con 176 presenze e 38 reti in Serie A. Bizzarri, ala potente, dall'ottimo tiro, amava collaborare con il centrocampo per poi accentrarsi in attacco. Le sue doti furono individuate e migliorate ai tempi della Fiorentina da mister Bernardini, icona del calcio nazionale (Ct della Nazionale, tecnico del Bologna scudettato "che tremare il mondo fa"). Dopo aver calcato i principali campi nazionali ed europei, Bizzarri nel 1963 tornò alla Civitanovese del presidente Santori, retrocessa dopo i tornei di Serie C. La stagione sucessiva Claudio passò ai cugini della Maceratese, che salvò (lui civitanovese) con una rete all'ultima giornata dalla retrocessione in Serie D. Un monito ai tanti blablatori, alla Valentini, che tranciano giudizi anticivitanovesi su CM. La notizia della morte di Bizzarri, grande del calcio maceratese, è stata purtroppo ignorata da CM. Ai civitanovesi che si arrovellano sull'intitolazione dello stadio, il destino ha posto davanti il nome giusto: Claudio Bizzarri, giocatore che nella storia rossoblu ha toccato i livelli più alti. Siccome occorre del tempo dalla morte del personaggio per l'intitolazione, il 2019 ricorrenza del Centenario della società sarebbe l'occasione giusta. Come ultimo saluto a Claudio, cui va l'omaggio commosso di ogni sincero sportivo, la formazione della Fiorentina che il 30 maggio 1957 disputò a Madrid (contro il Real vincitore: reti di Di Stefano e Gento) la finale di Coppa Campioni: Sarti, Magrini, Orzin, Cervato (Cap), Scaramucci, Segato, Julinho, Gratton, Virgili, Montuori, BIZZARRI (All. Bernardini). Ciao Claudio, cuore rossoblu!
    296 - Nov 6, 2016 - 15:24 Vai al commento »
    IMPOSIMATO: UN FANATISMO A PROVA DI TERREMOTO! E' rimasto Imposimato, l'ultimo "giapponese biancorosso", a commentare le disfatte della Rata. Suo l'unico post alla settimanale rubrica di Scattolini Enrico Maria e suo il solitario commento alle due pappine rimediate dai pistacoppi a Salò. Nemmeno il terremoto che ha devastato buona parte della nostra provincia - come nemmeno la guerra aveva fatto - ha scalfito il radicato fanatismo di Imposimato. Evidentemente egli non ha parenti o amici colpiti dai tragici eventi, limitamdo le sue relazioni sociali ai commenti su CM, cui sta quotidianamente "appiccicato". A questo proposito, emblematica la sua fuga davanti alla richiesta di un confronto avanzatagli da un sostenitore della Rata. Imposimato è scappato spaventato, quasi il cotifoso pistacoppo volesse incrinare le "verità calcistiche" di cui egli è depositario. Che brutta serata avrà passato, dopo le sgradevoli notizie giunte da Salò, dove l'ex Ancona (risolti i problemi societari, i dorici stanno staccando la Rata) Parodi con le sue scorribande sulla fascia sinistra ha determinato la vittoria dei bresciani. Per Imposimato una misera cena con due pere cotte (produzione Feralpi)e come bevanda il "prelibato" ricino, poi pipì e a letto presto. Nelle speranza che si sia ricordato di indossare il pannolone, per non imbrattare le lenzuola. Chissà come avrà preso la nuova debacle biancorossa la "presidente uscente" Tardella, che dopo quella di Reggio Emilia aveva, nella sostanza, definito mister Giunti (da lei scelto), un "incapace". La squadra biancorossa gioca a buoni livelli un tempo (la gara ne prevede due) e non vengono impiegati i giovani. Per Palmieri, che appare il più pericoloso davanti (si procura pure rigori inesistenti, come a Gubbio), solo scampoli di partita. La "rapina a mano armata" (definizioine di un sito eugubino) compiuta in Umbria non verrà dimenticata facilmente dall'ex Magi. Continuando con l'attuale andazzo, nelle prossime gare la Rata affronterà le prime in classifica: Parma e Bassano (il Fano l'ha raggiunta e la penultima Mantova dista un punto), bisogna consigliare ad Imposimato una buona scorta di "ricino" e pannoloni. Nell'attesa del passaggio delle consegne al "presidente entrante" (resta il mistero per cui un "siculo-svizzero" decida di acquistare la Rata), a cui i tifosi biancorossi hanno dichiarato con striscioni la loro "simpatia". Ma l'indefesso fanatismo di Imposimato regge alla prova dei fatti (e ai terremoti): per lui la nuova dirigenza raggiungerà "l'obiettivo serie B", fallito la scorsa stagione. Nei cieli sopra Macerata gli asini continuano a volare!
  • Tardella: “La vittoria unica cosa positiva”,
    Giunti: “Non belli ma concreti”

    297 - Ott 9, 2016 - 21:19 Vai al commento »
    RATA: UN SUCCESSO "PENATO" COME IL FUTURO? Perchè il "ca pisciotto" Valentini cosa sa della "cessione" della Rata? Le sue "fonti sicure" gli hanno rivelato la composizione della "cordata toscana" (dopo i "sospetti" iniziali ora pare contento), noti solo a determinati studi legali? Li riveli allora, altrimenti si dimostra un "trombone" e farebbe meglio a stare "zitto e mosca" come consiglia a Fattori. Per aiutarlo lancio un assist: da indiscrezioni sembra che nella "cordata toscana" ci siano anche referenti "umbri e laziali". Sui conti a posto, li sta verificando in sede l'avv. Bargagna e se spuntassero debiti sarebbero detratti dalla somma d'acquisto. Quanto all'Ancona, la sua "cordata romana" è arrivata da tempo, si aspetta che formalizzi l'acquisto. Nell'ultima assemblea dei soci, Ranieri ha affermato di avere la somma per il "pagamento stipendi" e la "ricapitalizzazione" (mancano pochi giorni, vediamo). Sulle vicende societarie ritornerò in seguioto, ora due parole sul "successo" della Rata dopo 13 tentativi a vuoto (6 mesi esatti). Ha battono all'Helvia Recina il Mantova grazie a un'autorete di Carini, su cross innocuo del terzino Broli. I virgiliani, che poco prima avevano colpito una traversa, lamentano nella ripresa (da loro dominata) un "mani in area" della Rata. Un Mantova dilaniato da contrasti societari tra nuova e vecchia proprietà (1 punto nelle ultime 5 gare), con 5 assenti (Bandini, Siniscalchi, Zammarini, Boniperti e Maccabiti) e 3 acciaccati (Skolnik, Caridi e Ruopolo), prresenti in una panchina di 6 elementi. Un giudizio sul futuro tecnico della Rata si potrà dare dopo il trittico di gare in trasferta "da sturbo" (in 10 giorni): il recupero con l'Albinoleffe (la segue a 1 punto), con il dente avvelenato dopo lo stop di Ancona; le gare con il Gubbio (un derby con 5 ex "invincibili" più mister Magi "scoperto" dalla Tardella, sic!)e la Reggiana, cioè la prima e la secomda forza del torneo. La presidente, sul punto di lasciare, si diletta in "valutazioni" tecniche: lamenta le "mancate sostituzioni". I giocatori sono quelli: prime punte ce n'è una sola (Colombi), se non segna addio! Con il Mantova senza il dono dell'autogol altro pareggio. Sulla cessione della Rata fioccano le indiscrezioni on-line, le riepilogo. Sembra che sarà acquistata entro metà ottobre per 600 mila euro: è già stato sottoscritto un preliminare (con versamento di 50 mila euro). Sarebbe acquistato il 95% della società il restante 5% rimarrebbe all'ex presidente Paci. Il Ds Stambazzi, destinato ad altro ruolo, sarebbe sostituito, confermato per ora il tecnico Giunti. L'attuale presidente interessata a restare avrebbe un incarico "simbolico". Se tutto andrà in porto (tra pochi giorni) i supporter "pistacoppi" chiedono interventi sul mercato. Il nuovo arrivo, il mediano Ramadani, sembra sia frutto dalla "cordata toscana". Il suo curriculum (6-7 presenze in Lega Pro), non si discosta dai giocatori in rosa! Nella trattativa c'è però un "ma": l'intervento in extremis di una "cordata locale", a cui fa cenno la Tardella. Si dice sia stato "sollecitato" in questo senso il presidente del Matelica Canil, che sembra abbia risposto "niet"
  • Maceratese-Mantova vista da Giunti:
    “Dobbiamo prenderci la prima vittoria”

    298 - Ott 7, 2016 - 20:58 Vai al commento »
    RATA CON IL MANTOVA ALL'ULTIMA CHIAMATA? Quella di domani pomeriggio all'Helvia Recina è l'occasione propizia per la Rata per ottenere la prima vittoria in campionato. La scorsa stagione, dopo 6 partite, i "pistacoppi" avevano 11 punti (con già 3 vittorie), mentre nell'attuale hanno 4 punti (frutto di soli pareggi). A fare compagnia alla Rata con "0 successi" sono rimaste in tutta la Lega Pro altre 3 squadre: Prato, Forlì e Siracusa. Quindi per gli amanti del "sorpasso" la Rata, quanto a successi, è stata superata da 56 squadre su 60! In totale ai biancorossi manca la vittoria da 13 partite (oltre 6 masi, un record). Domani la Rata avrà contro una squadra con problemi di formazione (assenze in ogni reparto: Boniperti, Maccabiti, Zammarini e Bandini) e soprattutto societari. La "cordata romana" che ha rilevato la società non rispetta gli impegni e la precedente proprietà (rimasta con quote minoritarie) vuole ritornare al "comando", con contrasti interni e ripercussioni sulla squadra. Che ha ottenuto 1 solo punto (sabato a Padova) nelle ultime 4 partite. Perciò la Rata deve incamerare i 3 punti, anche perchè poi è attesa da 3 trasferte di fila. Il recupero con il ripescato Albinoleffe (che ha 6 punti, come il Mantova). Poi il Gubbio (quasi un derby, con 5 ex "invincibili" in rosa) di mister Magi (vorrà dimostrare alla Tardella che le deve la "scoperta"). Squadra umbra che "vola alto" in classifica (vera sorpresa del torneo, insieme alla Samb), pur non avendo fatto grandi investimenti! Infine la partita con la Reggiana, una delle candidate alla promozione, insieme Parma e Venezia (con cui condivide la proprietà americana). Giunti metta in campo chi ritiene opportuno (è lui il tecnico!), non badi alle "ingerenze" della Tardella (il fedele Scattolini la ritiene meritevole del patentino di allenatore, sic!). La dirigente farebbe meglio a seguire la società, visto che i risultati recenti non sono esaltanti (iscrizione, stadio, vigilanza ecc.). I supporter biancorossi reclamano "rinforzi" (con quali risorse?), ma se del livello degli acquisti estivi sono inutili. E' in prova il mediano svizzero Ramadani, la passata stagione 6 apparizioni in Lega Pro (come volevasi dimostrare). La presidente rimasta "isolata" ("cattivi rapporti" con Comune e tifoseria) è arrivata alla decisione di cedere la società. E' stata sottoscritta una "lettera di intenti" con l'avvocato pisano Bargagna, scadenza metà ottobre. Proprio il periodo in cui bisogna versare stipendi e contributi (in assenza, ci sono 2 punti di penalizzazione, oltre a quelli in arrivo). Il legale è stato dirigente del Pisa nella scorsa stagione e in molti ipotizzano che della "cordata toscana" faccia parte l'ex presidente Battini. Una nemesi per i tifosi "pistacoppi" che giudicavano quelle pisane "fideiussioni taroccate" e criticavano la Lega "compiacente". I supporter della Rata hanno molto da guardare (e con apprensione) nel proprio orto, senza sfoderare giudizi "allucinati" sui cugini. I quali hanno pagato gli stipendi al 30 settembre e procedono nel campionato di Serie D, rispettando i programmi di "centro-classifica".
  • Mancati pagamenti,
    Maceratese deferita dalla Procura Federale

    299 - Set 27, 2016 - 9:15 Vai al commento »
    CARLO DI RICINO E L'INFORMAZIONE PRO-RATA Ci ha messo 2 giorni e mezzo Carlo di Ricino per rieversi, eppoi manco in pieno, dalle "4 pappine" rimediate sabato a domicilio da parte del Pordenone. E' ancora "rintronato" Di Ricino, da non capire che la "prima tegola" di cui si tratta è la situazione sportiva della Rata, penultima in classifica con 3 punti e 0 vittorie. "L'altra tegola", in arrivo, è la "penalizzazione" in classifica e la possibile "squalifica" del CdA biancorosso, a cominciare dalla presidente Tardella per "ritardata iscrizione". Interviene a sproposito Carlo Di Ricino per rimprovere l'autore dell'articolo (fin troppo "clemente" con la società) di non essere, testuale: "dalla parte della Rata". Vediamo quali sono (sempre meglio rilasire alla fonte) le motivazioni del "deferimento" della Rata, sulle quali il Tribunale Federale dovrà esprimersi (riportate dal Corriere Adriatico): "Per non aver provveduto, entro il 7 luglio 2016, al ripianamento complessivo della carenza patrimoniale risultante dal PARAMETRO PA al 31 dicembre 2015...". Eppoi: "Per non aver corrisposto, entro il 30 giugno 2016, le RITENUTE IRPEF relative agli emolumenti dovuti ai propri tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo fino al mese di aprile 2016 e i CONTRIBUTI INPS relativi agli emolumenti dovuti ai propri tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo fino al mese di maggio 2016...". Ancora: "Per non aver provveduto, entro il 30 giugno 2016, al pagamento del DEBITO IVA relativo all'anno d'imposta 2015...". I versamenti, per chiarezza, non effettuati nei tempi previsti sono "mancati pagamenti", come sostiene l'articolo. Se i versamenti di IRPEF, INPS e IVA (Di Ricino pensa di cavarsela con il solo "documento IRPEF") ed il "ripianamento" del PARAMETRO PA sono stati effettuati successivamente è per ottenere l'iscrizione al campionato. Da cui la Rata in prima istanza era stata esclusa per gli inadempimenti sopra riportati (altro che "ritardati pagamenti", come sostiene contrariato Di Ricino). Quella descritta non è che l'ennesima dimostrazione di come Di Ricino intenda l'informazione sportiva: faziosa, schierata "dalla parte della Rata", qualunque comportamento essa tenga. Si spiega così la sua animosità - il ricorso all'insulto, all'offesa e alla denigrazione - verso chi non è sulle sue posizioni e scrive ciò che pensa. Se ce ne fosse bisogno, i lettori di CM sanno quando seguono Di Ricino di quale tipo di "obiettività" si tratta.
  • Maceratese in vendita,
    i due volti della cordata toscana

    300 - Set 27, 2016 - 18:50 Vai al commento »
    LE NOSTALIE SENILI DI CARLO DI RICINO Non ce la fa Carlo Di Ricino a non rispondere alle mie "punzecchiate": si è ridestato dopo 2 giorni e passa di "coma sportivo" per essere stato tramortito sabato scorso a domicilio dal MIO Pordenone. Evidenzio l'aggettivo, altro che squadra "presa in prestito", Pordenone è la seconda città della mia vita. Non sento per nulla i chilometri di distanza (da lì non è lontana Venezia, pensi che differenza con Macerata!), che ho percorso tante volte (la Romea era la strada preferita). E' la città di origine della mia compagna, lì avevamo casa, lì abbiamo vissuto. Conosco benissimo la gente friulana di cui conservo un grande ricordo, la sua cultura e mi restano in mente un mare di espressioni della "lingua friulana". Ho assistito a tante partite allo stadio "Ottavio Bottecchia" (il grande ciclista vincitore di 2 Tour de France). Perciò sento, eccome, le "4 pappine" che i Ramarri hanno rifilato alla Rata come MIE, come se fossero arrivate dirette sulla faccia di Di Ricino (che blatera senza cononoscere). Ora egli è costretto a rispolverare il passato (di cui discute a ruota libera, ma dovrebbe consultare gli annali), poichè il presente gli riserva solo amarezze. Scrive di "dignità", persa casomai, perchè la Rata è ancora a secco di vittorie, "primato" che condivide con sole 4 squadre in tutta la Lega Pro. E sono in arrivo 2 punti di penalizzazione per la "ritardata iscrizione" (sforamento parametro PA, mancati versamenti IRPEF, INPS e IVA, memorizzi!). Se vogliamo allargare il discorso la Rata non vince da 12 partite (di cui 6 perse, l'ultima sabato con il MIO Pordenone). Quanto all'intelligenza, Carlo Di Ricino dovrebbe essere l'ultimo a farvi riferimento, poichè egli alle favole ci crede, eccome. Non aveva fatto in tempo a smaltire la sconfitta nei playoff a Pisa (1-3, per lui ingiusto, ma per la presidente esatto) che già scriveva di puntare a salire tra i cadetti. Ricordate tutti quando, impettito, postava: "La Tardella farà la squadra per la Serie B. L'appetito vien mangiando" e fesserie simili. Ora che egli si trova con il "sedere per terra" (Rata penultima in classifica con soli 3 punti), con una società che raccoglie "tegole" a ritetizione (gestita come una "trattoria familiare", parole della Curva Just) si "sfoga" con gli altri. Nessuno soffre, nè ha sofferto, stia tranquillo Di Ricino, si constata che la "ruota gira" in senso opposto, come era prevedibile (un anziano dovrebbe portare tale concetto nell'esperienza). In questi casi si fa più bella figura a "tacere", altrimenti sono dolorose "pappine" in campo e sui social, a meno che uno non soffra di masochismo. Oppure concedersi una vacanza ai Caraibi (ci sono le isole Cayman), per verificare se il loro "Ricino" è migliore! Forza grandi "Ramarri", avete asfaltato la Rata con mia somma gioia, ora sotto con la capolista Venezia
    301 - Set 26, 2016 - 1:59 Vai al commento »
    ERRATA CORRIGE Alcuni attenti lettori mi hanno segnalato un errore nel mio commento: ho assegnato alla Rata 3 reti all'attivo, quando in realtà ne sono 4. E' vero, rettifico, ma constato di avere tenuto una "par conditio" dell'errore, avendo dato 1 gol in meno anche al Pordenone (13, invece di 14). Succede a chi, come me, scrive direttamente i post, senza appunti, facendo esclusivo affidamento alla memoria. A proposito di statistiche, possono interessare ai lettori, per un confronto, quelle della passata stagione, sempre riferite alla Rata. Alla sesta giornata di campionato i biancorossi avevano totalizzato 8 punti, frutto di 2 vittorie, 2 pareggi e 1 sconfitta (quella con il Rimini, costata la "invincibilità" in campionato). Considerato che anche la scorsa stagione la Rata doveva recuperare una partita (con il Savona), la differenza è di 5 punti in meno. Hanno avuto da ridire su un mio post, della scorsa settimana, per il confronto con la Samb (con cui la Rata ha perso il derby casalingo alla prima di campionato). Se i punti di differenza con la Samb (con una partita in meno) erano 6, ora sono diventati ben 9! Frutto, per la matricola rivierasca, di 4 vittorie e 1 sconfitta (in casa, inattesa, con il Mantova). Ora basta con le statistiche, a qualcuno potrebbe "girare la testa". Anche se, nel suo "assordante silenzio", lo immagino alle prese con la borsa del ghiaccio per mitigare le "4 pappine" rimediate sabato dal Pordenone.
    302 - Set 25, 2016 - 22:25 Vai al commento »
    I RAMARRI ASFALTANO LA RATA (4-2): E' CRISI NERA! Chi la scorsa settimana si era "spaccato la bocca" per il 2-4 subito dai cugini rossoblu (prontamente riscattatisi a Chieti) ha ricevuto la meritata ricompensa. La Rata è stata dominata sul proprio terreno dal Pordenone, squadra di altro livello (per gioco e uomini) e ha perso con lo stesso punteggio (2-4). I biancorossi hanno provato a stare dietro ai friulani (attacco più forte della Lega Pro: 13 reti realizzate) fino al pareggio di Ventola. Poi la Rata, come gli capita sempre nella ripresa, è calata e i "ramarri" sono stati spietati. Segnalo che il Pordenone proviene dal girone A, come il Cittadella che guida la Serie B (davanti al Benevento, promosso dal girone C). Ogni attacco dei friulani diventava un incubo per la Rata, soprattutto i corner di Burrai (la scorsa stagione a Siena) ispiratori dei gol. Arma, goleador di Lega Pro (7 reti, primato condiviso con Caturano del Lecce) è andato in doppietta e il recuperato Cattaneo ha chiuso il match con un eurogol! La Rata ha "ballato" in difesa, specie nel centrale "nonno" Perna che non ha visto Arma, segnalando uno dei suoi gravi problemi. L'altro è l'attacco che non segna: solo un gol dei 3 realizzati (7 quelli subiti) dalla Rata, pagando il mancato ingaggio di una prima punta di categoria. Turchetta, a soddisfazione dei quesiti di uno "spigoloso" tifoso, non risolve da solo i probemi della squadra. Palmieri che aveva pareggiato nel recupero a Padova è stato inserito con la Rata in calo e Allegretti a 2 minuti dal termine, con i biancorossi sotto di 2 reti. La Rata ora è penultima in classifica, 1 punto avanti al Forlì, con cui condivide lo "zero" nelle vittorie. Poche le squadre con questo "primato" in Lega Pro (nel girone C solo il Siracusa). Per gli amanti del "sorpasso", in questo turno la Rata l'ha subito da Ancona e Teramo, entrambe vittoriose. Ai "pistacoppi" manca il successo da 12 partite (6 di queste perse), da quasi 6 mesi. "Crisi nera" di una squadra attesa dalla trasferta con una "diretta concorrente", il Fano (che al "Mancini" ha asfaltato il Padova). In tale situazione Scattolini anticipa la sua rubrica di un giorno. Non tratta della partita disputata (la prima volta che accade), forse ne prova vergogna, ma ci intrattiene sulla possibile "vendita" della società (dando per scontata l'uscita della Tardella). La Curva Just ha toccato il problema della "vendita" per la "cattiva gestione" della società, non perchè aveva notizie al riguardo. La cordata non è quella dell'ex Dg del Pisa, Lucchesi (contenti i polemisti delle "fideiussioni taroccate"), ma di un legale pisano. Ci si chiede il motivo per cui si acquisti una società nel corso del campionato. Una cosa appare certa: la Rata andrà in "mani forestiere", esperienze passate non sono lusinghiere. Vedremo se, come auspica Scattolini, costoro "rafforzeranno" la squadra e le consentiranno di mantenere la Lega Pro (il dubbio è lecito). Grazie "ramarri" del Pordenone (città a cui mi legano importanti motivi familiari): il regalo richiesto è arrivato, graditissimo. Mandi
  • La presidente “incontentabile”:
    un’efficace provocazione

    303 - Set 23, 2016 - 17:56 Vai al commento »
    CARLO DI RICINO IN ESILIO ALLE ISOLE CAYMAN? "Gable, una compagnia di assicurazioni che corre da sempre sul filo del rasoio, sospesa tra la City di Londra e il mondo offshore. Gable Holding, capofila del piccolo gruppo finanziario, batte bandiera di un paradiso fiscale caraibico, le Isole Cayman. La società che vende le polizze, invece, ha uffici a Londra ma la sede legale si trova a Vaduz, in Liechtenstein, minuscolo principato alpino notoriamente non proprio all'avanguardia in fatto di trasparenza" (L'Espresso, 18 settembre 2016). Carlo Di Ricino getta una messe di ingiurie addosso all'interlocutore (a dimostrazione del proprio spessore intellettuale e morale). Ma gli tornano tutte indietro, come se facesse pipì controvento, per la serie di idiozie e mistificazioni che propina nei post. Come quella della Banca d'Italia che ha concesso il "nulla osta" sulla fideiussione della Rata, mentre sulle assicurazioni (Gable lo è) vigila l'Ivass. Oppure l'attribuirmi di accettare "fideiussioni taroccate", mentre sostenevo che quella del Pisa non riguardava l'iscrizione al torneo. La situazione finanziaria della Gable era nota, come si legge nel testo citato dell'Espresso, bastava informarsi. Chiaro che a tali assicurazioni si rivolgono società che non "navigano nell'oro" per avere condizioni favorevoli, con i rischi che comportano. Che la Gable sia in pericolo lo testimoniano i dati di bilancio: 30 milioni di euro la perdita dello scorso anno, risorse proprie ridotte al minimo: 3,5 milioni di euro. Confermati dalla Borsa, con il titolo Gable crollato nell'ultimo anno del 90%. Problemi gravi potrebbero sorgere alle società in caso di fallimento dell'assicurazione, non più in grado di onorare gli impegni pregressi. In questo caso sarebbe necessaria la "sostituzione" delle fideiussioni: la nota della Lega Pro - che fotografa la situazione attuale ("per ora") - non esclude affatto questa eventualità. Sulla situazione della Gable potrebbe essere più esplicito Scattolini, noto esperto di finanza. Scattolini si preoccupa che gli altri non emergano dall'anonimato. Stia attento a non finirci lui, poichè non risponde - giornalisticamente dovrebbe farlo - ai rilievi che si pongono. Perchè pratica la "commistione" tra Magi e Bucchi e critica quella altrui tra Bucchi e Giunti? Riemergerà l'incenso che Scattolini ha sparso oltre misura sulla Rata e vedremo il comportamento. Minaccia Carlo Di Ricino di lasciare i commenti su CM, lo ha fatto da "zitella acida" tante volte, senza dare corso. E' il momento giusto per agire, poichè "non c'è trippa per gatti": spetta ad altri sedersi "sulla riva del fiume" e attendere la Rata in transito "verso la Serie D". Gli ultimi avvenimenti hanno in comune l'aspetto economico: Stadio (canone, fideiussioni bancaria e assicurativa), iscrizione campionato (fideiussione Gable), vigilanza (società che interrompe l'accordo). Nel professionismo con una società gestita da "trattoria familiare", che vive "alla giornata" (parole testuali della Curva Just). Perciò fa bene Carlo Di Ricino (novello Don Abbondio), a sparire davanti alle difficoltà ("vediamo come butta"). Vada in vacanza alle Isole Cayman, sono un paradiso fiscale ma si trovano nei Caraibi, quindi ambita meta turistica. Così quando torna, Carlo Di Ricino, ci racconta cosa succede da quelle parti!
    304 - Set 21, 2016 - 18:18 Vai al commento »
    CARLO DI RICINO E LE CRITICHE A SENSO UNICO "Un avvio di campionato da far tremare i polsi. Incrociate con i due appuntamenti casalinghi sucitati due trasferte da sturbo (Modena e Padova) dopo il vernissage di Bergamo con l'Albinoleffe, le cui difficoltà sono tutte da decifrare" (Enrico Maria Scattolini, CM, 18 agosto 2016) Previsioni assai poco azzeccate quelle di Scattolini, che mai Carlo Di Ricino, nella sua proverbiale "obiettività" si sognerebbe di criticare. Ciò ovviamente mina la sua credibilità, poichè esclude il "tifo amico" (immune da critiche). E' andata peggio alla Rata nelle due gare interne - i derbies con Samb e Ancona - in cui ha raccolto 1 misero punto. Si sono rivelate meno "da sturbo" le trasferte di Modena e Padova (due grandi che finora hanno deluso), da cui sono venuti 2 punti. A Modena, causa gli "esperimenti" di mister Pavan, era stato escluso il fantasista argentino Schiavi, che nel turno successivo a Teramo è andato in doppietta. A Padova il pareggio, frutto di due combinazioni favorevoli, è arrivato a 30 secondi dallo scadere del recupero, dopo che Forte aveva parato un rigore. Così sono 11 le partite ufficiali che la società Rata, di questo si parla, non vince. Dal 9 aprile 2016, quando battè in casa il Tuttocuoio. Non si tratta di "commistioni" tra le gestioni Bucchi e Giunti. In questa rubrica Scattolini (con lui Di Ricino) non si preoccuoava di compiere "commistioni" tra le gestioni Magi e Bucchi, tecnici in categorie diverse (Serie D e Lega Pro). Ciò per esaltare l'imbattibilità della Rata che in campionato (in gare ufficiali l'aveva persa nella poule scudetto con l'Akragas) è decaduta nel match con il Rimini, 26 settembre 2015. Perciò, Scattolini Cucù!!! A Carlo Di Ricino invece, principe delle gaffes (Kouko è stato rimpiazzato da Petrilli, è Fioretti che manca di sostituto), un consiglio. Cambi un sottotitolo della sua rubrica, costretto per polemizzare a risalire a due stagioni indietro e a dirigenti che sono "scappati a gambe levate", altro che osannati! Di Ricino scriva quale nuovo titolo: "Ultime dal Liechtestein". Dopo il "comico" inizio campionato, inutile stare a girare il "coltello nella piaga", è arrivata la grana della fideiussione per l'iscrizione al torneo. Non c'entra nulla il Pisa (altra dimostrazione di confusione informativa): la sua era una garanzia aggiuntiva per il mercato di gennaio. La Rata ha contratto polizza con una compagnia del Liechtestein (finanziariamente significa qualcosa), ora non più abilitata a tali contratti. Legga Di Ricino la bella inchiesta de "L'Espresso", c'è il rischio di dover ripresentare la fideiussione di 350 mila euro e di penalizzazione. Mentre dovrebbe già scontarne una di 2 punti per "ritardata iscrizione". Insomma c'è la possibilità che il campionato della Rata debba ancora iniziare!
  • Palmieri riprende il Padova al 93′,
    punto d’oro per la Maceratese

    305 - Set 21, 2016 - 13:33 Vai al commento »
    PAROLA DEL PAPPAGALLO CARLO DI RICINO Ripete a pappagallo, come un vecchio disco rotto (che si inceppa in un determinato punto), Carlo Di Ricino. Che dire rispetto ad argomenti su cui ho tante volte replicato e che egli, nella sua ottusità, continua a riproporre? E' lampante, lo sanno tutti i lettori, che Di Ricino ha scritto: "La Tardella costruirà una squadra per la Serie B. L'appetito vien mangiando". Certo non può crescere l'appetito lottando per non retrocedere in Serie D! Così come è chiaro che egli ha scritto: "Anche se vince il campionato la Civitanovese resterà in Eccellenza. Continuerà a giocare tra scapoli e ammogliati". Ma non ci può essere confronto con un soggetto, come Di Ricino, che definisce le sue affermazioni "speranze" e quelle altrui "certezze", così facendo non sbaglia mai! Continua a ripetere, indefessamente, della forza del girone b della scorsa stagione (per aumentare i meriti della Rata), solo perchè "due squadre sono state promosse". Carlo Di Ricino afferma anche che la Rata milita attualmente in un "girone tosto" (pieno zeppo di squadre provenienti dal girone A!). E' facile dedurre, ma non alla sua mentalità da "ottusangolo", quali fossero i valori della passata stagione, per non parlare del girone C (il discorso sarebbe il medesimo). Dove Di Ricino raggiunge il top della disinformazione è quando scrive del Gubbio, tema che tocca indirettamente la Rata. E' noto a tutti che gli umbri appartengono alla stessa fascia della Rata, il valore dei giocatori è in rete ed è facile fare confronti. Di Ricino non solo sostiene che con la Rata giocasse "Imposimato", ma non ricorda nemmeno i nomi degli ex "invincibili. Altrimenti saprebbe che a Gubbio, insieme al tecnico Magi, non ce ne sono 3, bensì 5 (Marini, Petti, Croce, Romano e Ferri Marini) e in una squadra di calcio sono molti. Preoccupa, Carlo Di Ricino, che se non avesse CM su cui postare i suoi sproloqui non saprebbe come "passare il tempo". Lo dimostra quando associa al molo il "buttarsi a mare", mentre in quel luogo si possono fare cose più interessanti. Come assistere ad un emozionante tramonto nei colori biancorossi (vedi classifica), magari rievocando in compagnia i momenti d'una vacanza a Vaduz (Liechtestein)
    306 - Set 19, 2016 - 10:36 Vai al commento »
    CARLO DI RICINO E LO "SPUTO NELL'OCCHIO"! Povero Carlo Di Ricino, aveva pronosticato (lui che critica gli altri poichè azzecca tutte le previsioni) che i rossoblu mai avrebbero disputato la Serie D. Per loro soltanto tornei strapaesani e gare tra "scapoli e ammogliati". Invece, ora, senza giustificare le sue solenni cantonate, si ritrova a commentare derby con la Fermana, squadra costruita per la Lega Pro (che nessuno pensa di scavalcare). Come se la Rata avesse esperienze esaltanti in questo tipo di partite! Se la memoria fa cilecca, ricordo che i biancorossi hanno perso in casa il derby d'esordio con la Samb. I rivieraschi, pur con una partita in meno, hanno già staccato la Rata di 6 punti e non puntano alla promozione in Serie B. Il Gubbio di mister Magi, molti "invincibili" in squadra, con un budget non superiore alla Rata, la sopravanza addirittura di 7 punti! A proposito di "sorpassi", i biancorossi, sotto scoppola per possibile penalizzazione di 2 punti ("capolavoro" della ritardata iscrizione), dovrebbero guardarsi da quello del Forlì - cenerentola del girone - che dista appena 1 punto. In attesa che sabato prossimo i miei "ramarri" assestino il "colpo di grazia" (come nella corrida), quella sarebbe davvero una "grande gioia". Dal momento che il Pordenone, formazione del "calcio spettacolo", si è sinora dimostrato più forte in trasferta. Sevirebbe ad "abbassare le orecchie" a Di Ricino, sicuro che la Tardella avrebbe allestito una "squadra per la Serie B", poichè "l'appetito vien mangiando" (povero illuso!). Ora, invece, Carlo Di Ricino si ritrova a pasteggiare con pane e acqua! Nel suo caso lo "sputo" non è caduto in testa: come nei film di Totò, gli è arrivato diritto nell'occhio!
    307 - Set 18, 2016 - 1:42 Vai al commento »
    RATA IN MEDIA SALVEZZA: 3 PUNTI IN 4 PARTITE! Guardando la classifica al contrario (a differenza della scorsa stagione) la Rata è ai primi posti. In realtà i biancorossi, quanto a punti, sono penultimi, con la possibilità - se arriva la penalizzazione per "ritardata iscrizione" - di ritrovarsi ultimi da soli a 1 punto. Il recupero esterno con Albinoleffe, avendo i bergamaschi già 6 punti (con una partita in meno) presenta grosse incognite. D'accordo che Scattolini aveva previsto un inizio campionato da "far tremare i polsi", ma un pessimista come me qualche punto in più l'aveva accordato. Preoccupa il fatto che la Rata ha collezionato una striscia di 11 partite senza vittorie (nei 90' regolamentari). L'ultimo successo risale al 9 aprile (oltre 5 masi fa!): vittoria interna (2-1) con il Tuttocuoio, dopo di allora sconfitte e pareggi. A Padova, i biancorossi la "rimediano" con Palmieri (Giunti rischia la terza punta e gli va bene) nel recupero. Nel vantaggio del Padova, ad opera del "genio" Dettori, la difesa biancorossa "balla", specie nell'esperto Perna. I veneti, dopo la "batosta" di Fano (1-3), tripletta di Gucci, hanno ribadito i problemi "caratteriali". In vantaggio, sbagliano il rigore con Altinier, calano e concedono la rete del pari a Palmieri. Certo che giocatori come Favalli, il regista brasiliano Felipe e la punta argentina Alfageme non si regalano, ma il Padova ha riserve di categoria. Giunti ha presentato la Rata con un inedito 4-3-2-1, con il giovane Mestre (la Tardella chiede di valorizzare i "baby") al posto di Malaccari. Ha arretrato Turchetta in mediana, togliendogli il ruolo di "rifinitore"; ha avanzato De Grazia, abbinato con Petrilli, dietro l'unica punta Colombi, ancora digiuno di gol, pur avendo avuto 2 ghiotte occasioni. Il problema del centravanti di categoria (la Rata ha segnato 2 reti in 4 gare) si fa già sentire e difficilmente sarà risolto da Allegretti. Costante delle ultime avversarie della Rata è che erano reduci da "batoste": ricordo quella del Padova a Fano, ma anche quella dell'Ancona in casa con il Bassano (1-2), non ancora "metabolizzate". Il prossimo avversario dei biancorossi, il Pordenone (per ragioni familiari, la mia seconda città!), ha le stesse caratteristiche. Sconfitto in casa, da capolista, dal Parma (2-4), dopo aver ottenuto il doppio vantaggio. Due "dormite" in difesa costano il pareggio, poi la sconfitta e la perdita della testa della classifica. Spero che i miei "ramarri" sabato prossimo mi facciano il regalo (mister Tedino pratica il miglior calcio del girone). Con il goleador Arma: malgrado la serata "storta" della squadra ha marcato una doppietta. Mandi!
  • Addio a Carlo Azeglio Ciampi,
    a Macerata l’inizio della carriera
    e l’incontro con la moglie Franca

    308 - Set 17, 2016 - 22:05 Vai al commento »
    CIAMPI CONOBBE DAVVERO LA MOGLIE FRANCA A MACERATA? Verdenelli avanza nel suo pezzo un'ipotesi suggestiva, un inedito storico, ma rileggiamo ciò che scrive: "A Macerata aveva incontrato, Ciampi, l'amore della vita: Franca. Figlia del cassiere della Banca d'Italia (la cui sede di via Matteotti è stata chiusa appena qualche anno fa) che aveva conosciuto a casa del padre, una domenica". Peccato che quanto il cronista riferisce non sia suffragato dalla realtà degli eventi. E' lo stesso ex presidente Ciampi a smentirlo nel libro autobiografico: "Da Livorno al Quirinale" - scritto con Arrigo Levi (Edizioni Il Mulino) - quando ricorda: "Con Franca ci conoscemmo nel dicembre del '39 in casa di comuni amici pisani. Ho già detto che mia madre, che era una buona pianista, aveva delle amiche a Pisa, ugualmente pianiste; ogni tanto si vedevano. In una di queste riunioni in casa di una signora di Pisa, c'era anche la signora Pilla con la figlia, Franca, mentre io avevo accompagnato mia madre. C'erano anche altre ragazze e ragazzi, erano una decina di persone e fra loro Franca. Era arrivata da poco a Pisa, con il padre, che lavorava in Banca d'Italia, ed era stato trasferito a Pisa; aveva chiesto il trasferimento per andare in una città universitaria. Lei faceva il primo anno di università, io facevo il terzo, eravamo coetanei, ambedue del dicembre del 1920". Quindi l'incontro tra Franca Pilla e Carlo Azeglio Ciampi avvenne a Pisa nel '39, nel periodo universitario, i due - riportano le biografie ufficiali - si sposarono a Bologna nel 1946 e nel 1949 è nata la loro primogenita Gabriella (oggi docente all'Università di Viterbo). Sempre le biografie ufficiali recano che Ciampi fu trasferito alla filiale della Banca d'Italia di Macerata nel 1951 e vi rimase fino al 1960. Chiaramente il futuro presidente della Repubblica non conobbe a Macerata la moglie Franca (ipotetica figlia del locale cassiere della Banca d'Italia), poichè con lei era sposato da almeno 5 anni e avevano già avuto una figlia, Gabriella. Perciò a Verdenelli, giornalista professionista (attenti lettori di CM assicurano sia già incappato in "topiche" nei suoi pezzi) il dovere di verificare la fonte della notizia. A Cronache Maceratesi la raccomandazione di non prendere per "oro colato" quanto viene loro presentato (tanto da riportalo nel titolo!). Ne vale l'autorevolezza della testata, se non si riportano informazioni attendibili. Si richiede una rettifica, a beneficio dei lettori, come la deontologia della professione giornalistica esige. Aldo Caporaletti, promotore culturale, già presidente Biblioteca Comunale "Zavatti", Civitanova Marche
  • Maceratese, Giunti in bilico:
    decisiva la gara con l’Ancona

    309 - Set 13, 2016 - 13:47 Vai al commento »
    @ Principi ex Er Monnezza (ora Mustafà). Non si preoccupi per gli altri, badi piuttosto a se stesso! Si guardi bene alle spalle, in questa stagione stia certo non le mancheranno pericoli di "inchiapp...". Un tecnico in "bilico" (salta non salta?), una squadra che se è priva di una pedina crolla come il castello di carte. Hai voglia quante occasioni, Mustafà, le si presenteranno presto. A meno che lei non provi piacere nel ruolo di "prendente" (ha già avuto l'esperienza con la Samb), allora le auguro buon divertimento!
    310 - Set 13, 2016 - 13:25 Vai al commento »
    @ Carlo Di Ricino. Le faccio sommessamente notare che è stato proprio lei a chiamarmi in causa, a seguito di un mio commento in cui la sua persona non viene assolutamente citata. Nel suo post fa riferimento ai comici, a Totò, mi può spiegare cosa va cercando? Per il resto lei non "sbugiarda" nessuno e non pone in "modo chiaro" un fico secco! L'ho invitata a citare i miei interventi "tra virgolette", poichè considerate le sue elevate capacità "inventive" c'è da dubitare seriamente su ciò che riferisce. Non pretenderà mica che sia solo io a dover rispondere al "maestrino" dei miei stivali che interroga! Lei, Di Ricino, come s'è visto, non replica nemmeno a sue affermazioni citate testualmente. figuriamoci. Non ha nulla da dire, era "sobrio" mentre esponeva opinioni che la realtà sconfessa? Lasci perdere - l'ha anmmonita in tal senso Ferramondo - non si avventuri sul piano dialettico: "è una battaglia persa in partenza". Considerato quanto sopra riferito, Carlo Di Ricino, le si addice il termine "ridicolo" che lei usa nei miei confronti. Per stasera non dimentichi che l'Ancona è nelle "precarie" condizioni della Rata e perciò venderà cara la pelle.
    311 - Set 13, 2016 - 10:48 Vai al commento »
    CARLO DI RICINO E LE PREVISIONI DA MAGO GABRIEL "Futuro. Ho fiducia nella Tardella. E' una persona vincente e credo che il prossimo anno, anche cambiando tutto, appronterà una squadra all'altezza della situazione. L'appetito vien mangiando!!! Del resto mi pare che non abbia mai sbagliato una scelta" (Carlo Di Ricino, 16 maggio 2016). Che succede, la squadra che secondo Di Ricino doveva essere "all'altezza della situazione" (leggi competitiva per la Serie B) ora è diventata "scarsa"? Perchè meravigliarsi, Carlo Di Ricino (come è dimostrato) afferma di aver "sempre sostenuto" che la squadra è scadente. A questo punto chiedo: anche la Tardella non è più una "persona vincente" e non è più vero che "non abbia sbagliato mai una scelta"? A proposito di "appetito vien mangiando", il povero Di Ricino che aveva pregustato per questa stagione una prelibata "torta" si trova tra i denti "un tozzo di pane", sportivamente parlando! Per uno come Carlo Di Ricino specialista nel "fare le pulci" alla coerenza altrui (citi mie frasi con virgolette, come faccio io con lei, altrimenti ciò che afferma - dato il "pulpito" - non nè attendibile) non c'è male. La Rata stia attenta a portare a casa stasera i 3 punti nel derby con l'Ancona (non è nel suo momento migliore). Viceversa con il possibile "esonero" di Giunti (particolare: la squadra, come già la stagione passata con Bucchi, è dalla parte del tecnico) il cammino della Rata si complicherebbe parecchio. Confermo in pieno, come si evidenzia da quanto riportato, l'appatenenza di Carlo Di Ricino alle categorie esposte nel precedente commento.
    312 - Set 13, 2016 - 1:50 Vai al commento »
    CARLO DI RICINO E LE PENE PER LA RATA Carlo Di Ricino confonde il termine "comico", categoria cui appartiene Totò (al secolo Antonio De Curtis), a cui sono onorato di essere avvicinato. Totò da molti critici e spettatori, sottoscritto compreso, è considerato il nostro maggior attore (tale è il profilo professionale) del secolo passato. Il prossimo anno ricorre il 50° anniversario della scomparsa del grande artista, speriamo che il nostro Paese gli dedichi celebrazioni degne della fama. Totò fu un grande attore sia comico che drammatico, come sta a dimostrare il film "Uccellacci e uccellini" di Pirpaolo Pasolini. Altre categorie, invece, sono quelle di "buffone" (in secoli passati) e "pagliaccio"(anche in tempi più moderni), deputati esclusivamente al divertimento, alla risata. A questi ultimi generi appartiene Carlo di Ricino, relativamente almeno alle "analisi" calcistiche che propone sui social: fanno "scompisciare" dal ridere! Egli ne da piena conferma quando allude a presunte posizioni altrui, senza però citarle, vanificando in tal modo le sue critiche. Probabilmente Carlo di Ricino confonde le annate sportive: a una certa età si hanno seri problemi con la memoria! La formazione che la Rata ha presentato a Modena è, escluso Perna, la stessa che ha perso il derby casalingo con la Samb. Quindi se la squadra, nella sostanza, era "derelitta" a Modena lo è sempre. La Rata non è piaciuta a me e nemmeno alla presidente Tardella, se è vero che ha "minacciato" di esonerare il tecnico Giunti. Ha poco di stare allegro Carlo Di Ricino, per quanto riguarda la squadra e sul piano personale, se dal mio ampio e articolato commento è riuscito a ricavare le solite quattro "frescacce".
    313 - Set 12, 2016 - 17:43 Vai al commento »
    L'ESONERO DI GIUNTI E I MEA CULPA DELLA TARDELLA Che mister Giunti (tecnico con esperienze ed esoneri essenzialmente in Serie D) avrebbe consumato il panettone a Macerata erano in pochi a crederci. Ma la possibilità di un suo esonero addirittura alla seconda partita (si è discusso di questo) ha sorpreso tutti. Al tecnico per la verità cambia poco, si tratta solo di aggiornare il "record personale": a Foligno (Serie D) egli fu esonerato dopo 4 turni di campionato. I problemi, dal punto di vista personale, dovrebbe porseli la presidente Tardella che lo ha scelto pur sapendo dell'inesperienza del tecnico in Lega Pro. Come secondo la dirigente biancorossa ha chiesto di collocare, per un eventuale subentro, Gianangeli, con una sola conduzione in Serie D, a Matelica, conclusa con esonero dopo il girone d'andata. Sulla presidente Tardella, da qui i "mea culpa", ricadono anche le scelte compiute per la "rosa", insufficente come formazione titolare e quasi completamente mancante nelle riserve. Il tutto in un campionato - la Tardella fa parte del consiglio di Lega che l'ha votato - a 20 squadre. Quindi con 38 partite da disputare, turni infrasettimanali, per cui validi ricambi servono "come il pane". Infine l'elemento meno condivisibile, il fatto che la presidente biancorossa abbia posto il problema del "cambio del tecnico" nel mezzo di un tris di partite, in una settimana, invece che alla sua conclusione, come ragione vorrebbe. In questo modo carica di "tensione e timori" la squadra alla vigilia del match determinante con l'Ancona, che deve vincere! Perchè poi i "pisatacoppi" sono attesi dalla trasferta con Padova, che a differenza del Modena l'attacco ce l'ha. Dovessero andare male le prennunciate "scelte tecniche", i tifosi biancorossi potrebbero rivolgere le loro attenzioni verso il Gubbio dove, oltre al tecnico Magi, milita buona parte degli "invincibili". Il Gubbio, avesse evitato il pareggio a Pordenone, ottenuto dai friulani nel recupero, ora sarebbe a punteggio pieno solo in vetta alla classifica. Leggete cosa scrive "Tuttolegapro", sulla prestazione, dopo la vittoria a Lumezzane, dell'ex Alfredo Romano: "Sa il come, il quando, il perchè. Ecco come si potrebbe descrivere il giocatore che oggi, con la maglia numero 8, ha guidato il centrocampo del Gubbio in trasferta contro una squadra esperta come il Lumezzane, facendo sembrare il Tullio Saleri lo stadio di casa dei suoi. I passaggi sono illuminanti, le idee attecchiscono e coinvolgono. Se il Gubbio ha potuto tenere il controllo della partita per buona parte del primo tempo, il merito è soprattutto suo. Illuminato". Per un confronto sul valore del centrocampo degli ex "invincibili" e quello dei "retrocessi" della Lupa Roma, basta aspettare un mese, per l'incontro in terra umbra. Tra i "mea culpa" della presidente Tardella ci sarà soprattutto quello di aver "smantellato" la squadra vincitrice, imbattuta, del campionato di Serie D. I giocatori per affrontare la Lega Pro c'erano, lo stanno dimostrando con il Gubbio, bastava tenerseli.
  • Forte salva la Maceratese,
    a Modena il primo punto

    314 - Set 12, 2016 - 16:46 Vai al commento »
    TIRO IN PORTA E TIRO IN DIREZIONE DELLA PORTA Credo che la polemica tra il cronista Busiello ed i lettori derivi dalla diversa interpretazione dell'espressione: "tiro in porta". Mentre Busiello lo intende in senso letterale (tiro nello specchio della porta) com'è giusto che sia, i suoi "contestatori" (tra cui Carlo Di Ricino) in senso lato e da ciò origina una "polemica" che non ha ragion d'essere. Vale la pena ricordare, allora, ai tifosi "pistacoppi" cosa si intende in termini di regolamento per porta: "In un campo di calcio la porta è il limite di fondo campo, all'interno della quale deve essere inviato il pallone per realizzare un gol. Essa è composta da 2 pali verticali, equidistanti dalle bandierine d'angolo, alti 2,44 m e distanti 7,32 m tra loro; i pali sono congiunti dalla traversa, una barra trasversale, alle estremità superiori". Riguardo alla partita del "Braglia", quando si ha di fronte una squadra come il Modena che non segna (nessun gol realizzato in 3 partite) - come avevo rilevato alla vigilia - è facile che l'incontro termini in pareggio. Mister Pavan ha rimescolato le carte: confermato al centro dell'attacco Diakite, la punta più "navigata" a disposizione, affiancato sulla destra dalla "promessa" Tullissi ('97), ex Primavera dell'Atalanta. Sul lato opposto Basso (proveniente dal Venezia), messo in campo insieme all'altro neoacquisto, il mediano Laner. Il risultato per gli emiliani non è cambiato, hanno provato a spingere con continuità nella ripresa (quando solitamente la Rata cala fisicamente) ma nulla da fare. Mister Giunti sull'altro versante, rispetto alla partita con la Samb, infortunato l'ex canarino Perna (teneva tanto a questa partita!) ha alzato il difensore Franchini a centrocampo, il resto è rimasto invariato. Resta il punto conquistato e poco altro - l'attuale valore della Rata è "quotato" dalla Samb (con cui ha perso il derby in casa): battuta a domicilio (1-3) dal Mantova. Per i "pistacoppi" l'auspicio di conquistare l'intera posta domani con l'Ancona, squadra alla loro portata, con solo 1 punto in classifica. Non fossero riusciti a pareggiare nel recupero la gara interna con il Mantova, ora i dorici sarebbero in fondo alla classifica insieme al Forlì. Oltretutto mister Giunti recupererà il trequartista Turchetta, elemento fondamentale della squadra, senza il quale il tecnico è costretto a cambiare modulo. Un ricambio in quel ruolo, essenziale nell'economia del gioco biancorosso, sarebbe stato importante, ma l'illuminata dirigenza biancorossa non ci ha pensato!
  • Estate da 100mila presenze,
    Civitanova regina della costa

    315 - Set 13, 2016 - 18:31 Vai al commento »
    OSSESSIONE CRITICA O OSSESSIONE POLITICA? Il filosofo Gianni Vattimo, ospite di Popsophia (festival che il "nostro" vanta di aver smantellato), ha raccontato in una serata al Lido Cluana, di aver incontrato dopo un pò di tempo, il suo concittadino ed ex sindaco di Torino, Diego Novelli. Consersando, Novelli gli ha rivelato di essere "tornato a fare politica". Alla richiesta delle motivazioni, da parte di Vattimo, l'ex primo cittadino (ed ex parlamentare) ha confessato: "me lo ha consigliato il medico!". Non vorrei fosse accaduto al "nostro" (non lo chiamo per nome per ricambiare la "squisita" cortesia) la stessa cosa! Dopo la sconfitta subita da Capponi nelle elezioni provinciali (il "nostro" era presidente in carica), gli elettori lo avevano collocato per cosi dire "a riposo". Un politico intelligente, che tiene agli amministrati, avrebbe "tolto il disturbo" dopo gli incarichi in Regione, lasciando spazio alle nuove generazioni. Per carità, anche dopo la "batosta" alle provinciali egli ha continuato: segretario cittadino Pd e altra "sonata" alle primarie per sindaco di Civitanova contro il neofita Corvatta. A questo punto stop? Neanche per l'idea: candidato consigliere, vice sindaco, con l'intento di "condizionare" il sindaco inesperto. Il limite di un uomo, di più di un politico (che amministra una comunità) è quello di non saper guardare oltre il presente, pensare al proprio futuro. Si può programmare l'avvenire di una città, se non si riesce a farlo per se stessi? L'autocritica che chiede a me (per quale motivo?) il "nostro" la rivolga a se stesso e approfonditamente. Io non ho nulla da rimproverarmi: quando assunse l'incarico alla cultura, scrissi sul mensile "Millepaesi" che da costui "non avrei accettato incarichi", ma mi sarei "riservato il diritto di critica sul suo operato". E' quello che sto facendo, con il riscontro di tanti civitanovesi, e ciò all'assessore fa male, tanto che risponde in modo scomposto. Egli se ne deve fare una ragione, in un Paese in cui c'è "libertà di parola". Non ho nulla da dimostrare a siffatto personaggio, che pur non avendo mai lavorato con me blatera, senza nemmeno informarsi. Chieda al suo amico Caporalini, vice-presidente della Provincia durante il suo mandato (con cui per 5 anni ho collaborato al Comune di Porto Recanati), le mie competenze culturali e poi scriva con cognizione di causa. Nessun "ruolo marginale" pertanto, ma una precisa scelta (sono una persona libera che "non si compra", come viceversa ce ne sono in politica). La mia collaborazione è offerta a soggetti che sanno della materia e hanno un'idea di "politica culturale", non a chi pende dalle labbra altrui, perchè di proprio non sa mettere nulla. Anzi, mira soltanto alla "visibilità pubblica", nella speranza di avere un "ruolo politico" anche in futuro (dopo 41 anni!), poichè nella vita non riesce a programmare null'altro.
    316 - Set 9, 2016 - 15:35 Vai al commento »
    SILENZI TRA I BILANCI ESTIVO E DI FINE CARRIERA Non stava nella pelle l'assessore Silenzi per annunciare il successo delle iniziative estive (a proposito: sono mai state un flop, secondo lui, le sue proposte?). Tanto da non aspettare nemmeno lo svolgimento di "Vita Vita", l'evento carlacchiano che chiude la stagione. "Da i numeri" Silenzi commenta il servizio in modo drastico, diciamo le "spara grosse", come nel suo stile. L'assessore per fare conto pari buttà là 100 mila presenze (34 mila a luglio e 66 mila in agosto) e fa tombola! Peccato che siano presenze indimostrabili, solo percezioni un pò "gonfiate", poichè si riferiscono a spettacoli di piazza gratuiti, senza riscontro nei biglietti venduti. Non c'è da stupirsi, visto che è lo stesso Silenzi che "inventò" i 13 spettatori al concerto degli Stadio, sempre in piazza, a chiusura di Futura (prima edizione). Avete capito bene: secondo Silenzi c'erano in piazza XX Settembre ben 4 volte gli spettatori dello Stadio Polisportivo al completo. Eventi di piazza che per la verità erano stati sospesi, con tanto di avviso pubblico, in segno di "lutto e rispetto" per le popolazioni terremotate, ma è subito ripresa a suonare in piazza, più rumorosa di prima, la "grancassa". Tra i requisiti per l'accoglienza dei turisti Silenzi mette il "mare pulito", cita la "bandiera blu" (sulla cui attendibilità dubitano pure i bambini). Dimentica però di riferire che tratti di spiaggia sono stati chiusi alla balneabilità, durante l'estate, a causa del mare inquinato (particolare trascurabile?). E' generico, invece, Silenzi sui dati delle presenze negli hotel e strutture ricettive, forse perchè ancora non disponibili, con la stagione in corso. L'assessore riferisce di "aumenti nelle presenze": bastava aspettare senza affrettare i bilanci, ma non c'è riuscito! All'inizio del mandato Silenzi ci aveva abituati a noiosi bilanci trimestrali delle presenze negli alberghi, suscitando le proteste della Regione, unico ente deputato a fornire tali dati. Finchè per un insperato "aumento primaverile" dovettero intervenire gli albergatori per chiarire che si trattava degli addetti della Civita Park, impegnati nella costruzione del Palas, che soggiornavano in albergo. Da allora Silenzi si è tenuto alla larga dal comunicare dati sulle presenze, per eviate figure "pacchiane". Le due specialità dell'assessore, lo abbiamo imparato, sono: attribuire i meriti a se stesso e i demeriti alle amministrazioni precedenti! Ora concediamo a Silenzi il bilancio di fine mandato (e fine carriera), non lo rimpiangerà nessuno, e tolga a Civitanova il disturbo. C'è bisogno di "aria fresca" in Comune, non di un soggetto che nel 1975 (41 anni fa!) faceva il Sindaco a Monte San Giusto ed è vissuto sempre di politica. Tanto più che l'assessorato alla cultura è l'ultimo da affidare ad un politico, poichè richiede competenza e passione. Lo dimostra il modo in cui Silenzi ha svolto l'incarico, affidandosi esclisivamente a terzi. Senza i "pacchetti" dei vari Felicetti, Carlacchiani, Troli, Fofi egli non avrebbe saputo dove "sbattere la testa"
  • Tardella: “La squadra è questa,
    mercato chiuso”

    317 - Set 9, 2016 - 10:17 Vai al commento »
    Io non sarei così pessimista, poichè non necessariamente il treno per salire di categoria passa ogni 50 anni, basta aspettare pazienti in stazione e ogni 7-8 mesi una fermata la effettua, per il piacere dei viaggiatori!
    318 - Set 9, 2016 - 0:40 Vai al commento »
    Scattolini, lasciamo stare le critiche passate per elogi (non ne ho mai sentito uno che termina con: peccato) e l'attribuzione di previsioni mai espresse (retrocessione Rata e promozione Civitanovese), utili per successivi attacchi ed "elogi" di frustrazione. Sono troppo adulto per farmi prendere per il naso da qualcuno. Rilevo che occorre avere il coraggio delle proprie opinioni e non camuffarle artatamente. A proposito di previsioni, mi sono segnato le sue riguardanti la "lotta-salvezza", in cui unclude il Teramo, ne riparliamo a fine stagione. Trovo una lacuna nella sua rubrica d'inizio campionato, lei sempre attento a citare i record (positivi) della amata Rata. Ricordo quando orgoglioso riportava le partite in cui i biancorossi non subivano sconfitte. Mi permetta di farle una domanda: lo sa da quanto tempo la Rata non conosce la vittoria nei 90 minuti regolamentari? Sono esattamente 5 mesi, dal 9 aprile 2016, quando battè all'Helvia Recina il Tuttocuoio, da cui le aveva "beccate" all'andata. Da allora si sono succedute 8 partite ufficiali senza vittorie, tra queste la Rata ha rimediato ben 5 sconfitte (Arezzo, Santarcangelo, Pisa, Carpi e Samb). Che fa la squadra biancorossa sabato prossimo a Modena, allunga la striscia del "digiuno di vittorie" a 9? Dipende dal lavoro che Giunti farà in settimana con squadra, che deve superare il "trauma" della sconfitta interna nel derby con la Samb (la presidente delle dichiarazioni dell'ex Fioretti). Potrebbero correre in soccorso della Rata i limiti del Modena, che oltre ad essere digiuno di vittorie è anche digiuno di gol. Qui sta il limite più grande degli emiliani, per cui la critica non li pronostica tra i "papabili" alla promozione. Squadra ringiovanita, il Modena, dopo la retrocessione dalla Serie B, di cui ha salvato la difesa. In attacco gioca, specularmente alla Rata, con il trequartista (Schiavi), incaricato a servire le "acerbe" punte. Il tecnico Pavan sinora ha alternato i due centrali Ravasi ('94) e Diakite ('93) e i due esterni Loi ('96) e Tulissi ('97), senza risultati apprezzabili. Intanto è arrivato dall'Ungheria il centrale Bajner, con esperienze nei campionati tedesco e inglese, ma non in quello italiano! Da considerare che di fronte c'è la difesa della Rata, che non è proprio un "fortino inespugnabile". Mister Giunti, riportando l'assetto difensivo a 4, potrebbe confermare Gattari e l'ex canarino Perna e concedere un periodo "sabbatico" in monastero (l'aspetto lo suggerisce) a Marchetti.
    319 - Set 6, 2016 - 18:41 Vai al commento »
    @ Nulla da replicare alla "pagella" affibbiatami dal "maestro" Scattolini, peraltro non richiesta. Dico soltanto che nella vita mi sono avvalso dei giudizi di maestri ben più "autorevoli". Si tenga il termine "frustazione", che considero offensivo. Quanto alle previsioni, Scattolini fraintende (da verificare se volutamente o meno) e mi consenta - come si dice dalle nostre parti - prende le "pedecate" di Imposimato. Mi deve spiegare, il "maestro" Scattolini, in quale post ho dato la Rata per "retrocessa". Ho sestenuto, invece, in vari commenti che è tra quelle che dovranno "giocarsi la salvezzza": insieme a Forli e Fano, in questo concordando con le "previsioni" che egli espone nella rubrica e altre squadre. Così come non ho scritto da nessuna parte (risparmi il termine tuttologo: non ne ho le pretese) che considero favorita la Civitanovese. Ho scritto, invece, che ha battuto il "favorito" San Marino, non mi pare sia lo stesso discorso! A questo punto se è una persona corretta, come la ritengo, dovrebbe chiedere scusa. Poichè è nella "deontologia giornalistica", e non soltanto, rettificare gli errori. La realtà, Scattolini, è che sono una persona libera - non un pariniano "cicisbeo" - e questo può dare fastidio.
    320 - Set 6, 2016 - 15:40 Vai al commento »
    IMPOSIMATO E LE SONORE LEGNATE DELL'ASINO Dov'è finito l'Imposimato baldanzoso della scorsa stagione, ma anche quello di poche settimane fa (che forse ancora sperava in una "squadra per la Serie B")? Ha lasciato il posto ad una figura dimessa, rassegnata al destino che l'attende: quello di un campionato "periglioso". Imposimato è nella condizione dell'asino che porge il groppone alle legnate del padrone. E nella corrente stagione ne riceverà molte (a livello dialettico, ovviamente) per come è messa la Rata e per il "fango" che volutamente ha scaricato addosso. "Chi la fa l'aspetti", recita il proverbio, ed Imposimato, stia tranquillo, ne avrà con gli interessi. E non pensi di nascondersi, Don Abbondio dei nostri tempi, come sta cominciando a fare: tanto le arriveranno ugualmente copiose. Pur in questo stato, egli non rinuncia alla "menzogna", ribadendo la scontafavola di una mia fuga dopo la vittoria di Ferrara. Imposimato pur essendo stato più volte "sbugiardato", prosegue manifestando la sua ottusità. Esistono miei commenti su quella gara e può tranquillamente leggerli o richiederli a CM. La squadra della scorsa stagione è stata "costruita per ottenere la salvezza", la stessa società biancorossa l'ha affermato, Imposimato chieda alla dirigenza spiegazioni. Tanto è vero che la presidente Tardella per gran parte del campionato ha contato i "punti mancanti" per la permanenza in Lega Pro. Se la Rata ha raggiunto i play-off è anche per il livello basso del girone B (altro che raggruppamento più forte!), dove c'erano solo due squadre superiori alla media: Spal e Pisa. Come sempre Imposimato rimane vittima delle "trappole" che lui stesso innesca. Egli afferma, infatti, che in questa stagione la Rata dovrà confrontarsi con squadre di "grande blasone". Domanda: da dove provengono queste società, dal Paradiso? Le rispondo io: dal girone A, sdoppiato nella parte ovest e in quella est e le risparmio la passata composizione del girone C, per cui vale il medesimo discorso. A proposito di previsioni azzeccate, tra le "bufale" di Imposimato quella che la Civitanovese non avrebbe mai partecipato alla Serie D. Poi invece ha superato due turni di Coppa Italia, vincendo a Campobasso, e battuto in campionato il favorito alla promozione San Marino. A casa Imposimato olio di ricino a garganella. Per uno che dice di "azzeccarle tutte" non c'è male!
    321 - Set 6, 2016 - 2:37 Vai al commento »
    Ero preoccupato dall'immagine che apre la nuova edizione della rubrica di Scattolini: un tavolo pieno di bottiglie, poi ho constatato che si tratta d'acqua. Dall'analisi della "voce della Rata" colpisce, quale cultore di Letteratura, il quadretto deamicisiano con il "figliolo del collega dallo sguardo triste". In tempi di "declino biancorosso" - basta vedere la rosa a disposizione di mister Giunti - si possono registare anche questi momenti. Ritengo troppo favorevole la valutazione di Scattolini del gioco della Rata nel secondo tempo: a mio avviso ha perso l'assetto di squadra. Solo con giocate individuali ha tentato, nel finale, di riacciuffare il pari. Giocando in casa, assente Turchetta nella finalizzazione del gioco, avrei messo le tre punte (4-3-3), come aveva lasciato intendere alla vigilia Giunti. Invece di irrobustire la difesa, con 5 elementi, come poi il tecnico ha fatto. Battere la Samb, squadra completata a fine mercato, con giocatori appena arrivati (Tortolano, autore del vantaggio) era un'occasione da non perdere! La sconfitta interna in una gara così sentita, nella "giornata biancorossa", peserà psicologicamente nei prossimi difficili turni, ravvicinati. Errata è poi la previsione delle squadre che faranno compagnia alla Rata nella lotta-salvezza. Ci possono stare Fano e Forlì, mentre ritengo che l'Ancona (penalizzata dalla "tegola" Cognigni) possa risollevarsi. Sbagliato inserire il Teramo in questa fascia, perchè con un attacco come il suo (guidato da Sansovini) non può retrocedere! Non sono ipotizzabili "tarcolli dall'alto", poichè è troppo netto il divario con le squadre di prima fascia. Piuttosto c'è una pesante assenza, sempre puntuale a commentare questa rubrica con la sua nota "Helvia di Ricino". Probabilmente ha assunto per intero la bevanda "preferita" e per noi non resta nulla! Fino a pochi giorni fa, borioso "rivangava il passato", arrivando ad attribuirmi sue frasi, al fine di confutare i miei post e ora tace. Torna nella parte del "coniglio", dimostrata nel fare in una settimana "macchina indietro", rispetto a "critiche" per la prima volta rivolte alla società. Ricordate: "Kouko, svenduto per un piatto di lenticchie" e poi "ai nastri di partenza con una squadra di ragazzini" ecc. Un altro grande scrittore, Manzoni, a proposito di Don Abbondio (si nota la somiglianza) scrisse: "il coraggio chi non ce l'ha non se lo può inventare". Dimostra di non averne affatto Imposimato, mentre scappa di fronte alle difficoltà della Rata. Lui che confidava nella costruzione di una "squadra per la Serie B": perchè "l'appetito vien mangiando" e altre idiozie. Manca il suo commento "marittimo", l'irrisione delle disgrazie altrui, che come la "ruota che gira" si ritorcono. Lo sentenziò lui stesso: "basta sedersi sulla riva del fiume...". Niente da fare, dopo aver atteso tanto, tocca andare a dormire senza leggere nulla del "solone pistacoppo"
  • Maceratese punita dal rigore dell’ex:
    la Samb espugna l’HR con Fioretti

    322 - Set 5, 2016 - 23:40 Vai al commento »
    @ Ricci da Loreto. Un pò di senso di "amor proprio" non lo avverte? Nel derby interno con la Samb, con la "giornata biancorossa" andata a "carte quarantotto", la Rata ha beccato il primo gol da un giocatore, Tortolano, appena acquistato che aveva svolto solo un allenamento con i compagni di squadra. La Rata, dopo il rigore di Fioretti (causato dallo "stopper delle meraviglie") è andata in barca, scordandosi di essere squadra. Salvo avere un sussulto nel finale (in superiorità numerica), con giocate però soltanto individuali. Una formazione, la Rata, che tra tanti difetti ha gli uomini contati a centrocampo (solo Bangoura riserva over). Se manca Turchetta, con il modulo prescelto da mister Giunti, in attacco la squadra non sa più che "pesci pigliare" (qui l'incoerenza con quello che scrivo non la trova?). Per di più il tecnico tiene a "fare la muffa" in panchina, giocando in casa, la "terza punta" Allegretti. No, Ricci da Loreto, preferisce soffermarsi sul passato: "inventando", "forzando" cose scritte o addirittura attribuendomi "frasi di Valentini". Ricordo soltanto, per troncare ogni discorso, che la stessa società biancorossa parlò la scorsa stagione di "squadra per la salvezza", quindi poche polemiche! Se Ricci vuole fare un "tuffo nel passato", dove si trova meglio, non può che recarsi ai Giardini Diaz, sedere su una panchina, aspettare un anziano e sai quante ne saprà. Sorvola sul presente, Ricci, perchè se ne vergogna o la squadra biancorossa non gli da alcuna emozione. La realtà delle cose dice che la Rata è attesa da un tris di partite "mozzafiato" e in pochi giorni: Modena, Ancona e Padova. Non riuscendo a superare il "trauma" della sconfitta interna nel derby con la Samb, ne potrebbe uscire "affondata". Non dimenticando che la squadra potrebbe essere penalizzata (2 punti) per il "capolavoro" della ritardata iscrizione (mancati versamenti, sforamento parametro PA ecc.). Riguardo ai propositi sui commenti, un consiglio a Ricci: scriva "quando pisciano le galline" o "quando vince la Rata", che nella stagione in corso è la stessa cosa.
    323 - Set 5, 2016 - 20:23 Vai al commento »
    Caro Marsili, la festa del Torino club, per i 40 anni dello storico scudetto, all'Hotel Miramare, è riuscita perfettamente. Dispiace non esserci potuti incontrare, sono certo accadrà in un'altra occasione. Eravamo 60 invitati, c'era tutta la stampa locale, credo solo CM non si sia occupata dell'evento. Ospiti d'onore: Eraldo Pecci, testimone dello scudetto del 1975-1976 e Gigi Danova, che vestì la maglia granata la stagione successiva; Nedo Sonetti, venuto per la festa dello scudetto da Piombino, che da allenatore del Torino, nel 1994/1995, battè i "gobbi" della Juventus in entrambi i derbies. Presente anche la "gloria locale" Gegè Di Giacomo, che ha giocato nell'Inter di Suarez, Mazzola e Corso, ma ha illustri trascorsi granata. Caro Marsili, anche se festeggiamo poco i trofei, quella granata è una "grande famiglia". Per il significato profondo di tale appartenenza - essere del Torino è diverso che tifare altre squadre - ti rimando al capitolo conclusivo del libro di Eraldo Pecci "Il Toro non può perdere", che hai scritto di aver letto.
    324 - Set 5, 2016 - 16:15 Vai al commento »
    ER MONNEZZA NEL RUOLO DE ER CANE DE MUSTAFA' S'è fatto attendere 2 giorni, dalla disputa della partita, Principi-Er Monnezza, per commentare l'amara sconfitta interna nel derby con la Samb. Avrà dovuto smaltire il dolore "rettale" per aver girato, nella parte de Er cane de Mustafà, le prime scene del nuovo film dell'ispettore Giraldi, le altre previste nelle prossime settimane. Le sue analisi più che di critica sportiva sanno tanto di giornaletto a fumetti. Avrà letto sull'albo di Topolino che nel girone B di Lega Pro le squadre forti sono "un'eccezione". Ce ne sono almeno 10 migliori della Rata, vado con l'elenco: Parma, Venezia, Reggiana, Pordenone, Bassano, Feralpi Salò, Padova e potrei continuare. Non ho messo, avrà notato, il Modena prossima avversaria, assetata di punti con cui sarà difficile, lei è pratico, "salvare le chiappe". Principi ritiene necessario per rendere competitiva la Rata l'acquisto di 2-3 giocatori (uno per reparto), ma gli faccio notare che il mercato s'è chiuso il 31 agosto, la prossima finestra è nel gennnaio 2017. Non resta che imbarcarsi nella "lotteria degli svincolati", con quello che si trova e con quali valori. Il mercato bisogna farlo nei tempi consentiti e con scelte oculate. Se si prende un centrale di una difesa (Martina Franca) che ha incassato 58 reti in 34 partite, poi si vedono gli esiti. Il risultato giusto è quello del campo ("vince chi segna", avrebbe detto Boskov), per pareggiare bisogna mettere la palla in rete e non aspettare il recupero per fare il forcing finale. Soprattutto occorre schierare formazioni offensive, non con 5 difensori in casa (invece delle 3 punte) come fa mister Giunti. Perchè qua il problema non sta solo in campo, anche in panchina, i nodi verranno al pettine. "Anonima" la prestazione di Fioretti non è stata, se la presidente Tardella si è arrabbiata tanto. I gol dell'ex (Fioretti ha fatto anche altro) che esulta fanno male parecchio! Solo il risentimento può bollare per "finito" un giocatore di 30 anni. Stia tranquillo, egli segnerà più gol di ogni punta della Rata, attuale o di nuovo arrivo. I fischi sono insensati, poichè Fioretti ha sostenuto una cosa ovvia: "il pubblico rossoblu è più caldo di quello della Rata". Basta vedere le presenze allo stadio (e il numero di abbonati) anche in categorie inferiori per avere la risposta. Suvvia Principi, anche si definisce Er Monnezza, faccia uno sforzo di riflessione prima di postare colossali fesserie. Dimostri di non avere al posto della materia grigia "granturco sfarrato".
    325 - Set 4, 2016 - 19:44 Vai al commento »
    DALLA RIVA DEL FIUME: LE AVVENTURE DELLA RATA L'ex Fioretti rovina la festa alla Rata, che in occasione del derby con la Samb aveva indetto la "giornata biancorossa", ospite d'onore il presidente di Lega Pro, Gravina. Il centravanti mette lo "zampino" in entrambi le reti rossoblu: con un assist al neoentrato Tortolano e segnando direttamente il rigore. La prende male la presidente Tardella, che negli spogliatoi si lascia andare ad una "furiosa" polemica contro "l'ingrato" ex biancorosso: della serie "ne ho prese, ma gliene ho dette!". Ardore che non serve a nulla, poichè i 3 punti in "riva al Tronto" li porta Fioretti e alla Rata resta un "pugno di mosche". Magari si poteva trattenere il giocatore, utile alla "causa biancorossa". La Tardella ha dichiarato che la squadra le è "piaciuta", bontà sua! Tutti hanno visto che la Rata ha giocato bene i primi 20 minuti ed ha reagito al vantaggio rossoblu, realizzando il penalty con Quadri. La squadra però non ha replicato al secondo vantaggio della Samb (rigore di Fioretti) e ha avuto un calo nella ripresa, come ha rilevato la mezzala De Grazia. La Rata non è riuscita a pareggiare in superiorità numerica (espulso Lulli) e con 10 minuti di recupero accordati dall'arbitro. Mister Giunti che, assente il trequartista Turchetta, aveva fatto prevedere il modulo 4-3-3, ha invece proposto il più prudente 3-5-2, con 5 difensori (nella fase difensiva i 2 esterni rientrano). Il tecnico biancorosso deve aver avvertito "sofferenza" nelle retrovie, tanto da mettere in campo 3 centrali di ruolo. La conferma l'ha fornita Marchetti, autore del fallo da rigore, che nella terra della Lube ha prodotto un colpo da "pallavolo". Il modulo iniziale, in sostanza, è stato mantenuto da Giunti per l'intera partita, nonostante lo svantaggio. Problemi emergeranno presto in attacco: Allegretti, autore la scorsa stagione con la Vibonese di 19 gol, era in panchina. Se il giocatore non viene impiegato nemmeno in assenza di Turchetta, che ruolo ha in squadra? Difficile che la punta recanatese, dal carattere deciso, si rassegni a fare la "comparsa". Che differenza con la passata stagione: la Rata vinse la prima fuori con Lupa Roma (rete di Kouko, trasferito in Sardegna), mentre ora perde in casa il derby con la Samb. Cade con i rossoblu in ritardo di preparazione, con molti giocatori arrivati a chiusura di mercato. Siccome si tratta di una partita importante (la presidente Tardella aveva visto la squadra "carica al punto giusto", sic!), collegata alla "giornata sociale", contraccolpi psicologici ne lascerà. Vicina è la difficile trasferta con il Modena, ancora digiuno di vittorie, che dovrà "rialzarsi" dalla sconfitta esterna con il Feralpi Salò. L'impressione è che mister Giunti in settimana avrà molto da fare con la squadra. A meno che, visto che il modulo con 5 difensori si è dimostato inefficace in casa, egli non pensi di schierarne di più al "Braglia" (dove la Rata è stata eliminata dalla Tim Cup dal Carpi). Intanto la classifica è comandata dalla "sorpresa" Santarcangelo, che la scorsa stagione evitò i play-out vincendo all'ultima giornata all'Helvia Recina. Il "ripescato" Albinoleffe ha pareggiato, dopo essere stato addirittura in vantaggio, sul terreno del blasonato Padova. Scattolini, nella sua rubrica su CM, ha lamentato il rinvio della partita di Bergamo: meno male, la Rata attuale avrebbe perso pure quella!
  • Civitanova come Viareggio
    con il premio poesia nel nome di Sibilla

    326 - Set 1, 2016 - 23:24 Vai al commento »
    CIVITANOVA, LA CULTURA E I "BOTTI" DI FERRAGOSTO L'Amministrazione di Civitanova dedica sempre molta attenzione ai fuochi d'artificio di Ferragosto, tanto che gli effetti continuano. Come avvenuto ieri in Municipio, alla presentazione del "poco inedito" Premio "Sibilla Aleramo", in cui se ne sono "sparate" grosse. L'assessore alla cultura, Silenzi, che ripete "a pappagallo", senza premurarsi di verificare la notizia, della candidatura al Nobel del presidente del Premio "Aleramo". Come noto, i candidati al Nobel non sono comunicati, per cui tra essi potrebbe esserci un intellettuale come Silenzi. Vi sono però siti autorevoli, come quello del Corriere della Sera (non Civitanova Live!)che recano informazioni attendibili. Rispetto al Nobel per la Letteratura del 2005, cui si parla in una biografia di Piersanti, il Premio, assegnato al drammaturgo Harold Pinter, ha avuto quali candidati: Philip Roth, Milan Kundera, Orhan Pamuk, Joyce Carol Oates, Margaret Atwood, Hugo Claus. Nell'elenco del Corriere, figura anche l'italiano Claudio Magris, ma del "nostro" non c'è traccia. Altro "botto" sparato in conferenza stampa, l'ambizione del Premio "Aleramo" di porsi in concorrenza con il Viareggio (principale riconoscimento nazionale per la poesia). Il Premio Viareggio, fondato nel 1929, ha dal dopoguerra una sezione dedicata alla poesia, che ha visto premiati: Saba, Bertolucci, Pasolini, Quasimodo, Caproni, Giudici, Risi, Luzi, Zanzotto, Sereni, Raboni, Merini, Erba (caro amico perduto), la stessa Aleramo. Il Viareggio è stato assegnato anche a poeti marchigiani: Paolo Volponi, Eugenio De Signoribus, ma mai a Piersanti. Un paragone tra i due Premi è improponibile, anche per le "lacune" organizzative di quello civitanovese. All'atto dell'ufficilizzazione del "concorso" non viene resa nota la Giuria degli esperti, mentre quella del Viareggio è permanente. In quest'ultima furono autori di "vivaci confronti" Ungaretti e Montale, come ricorda Cesare Garboli. La Giuria del Viareggio, presieduta da Silvia Costa (già preside di Lettere all'Università di Macerata) è composta da grandi intellettuali: Luciano Canfora, Ennio Cavalli, Marcello Ciccuto, Sergio Givone, Giuseppe Leonetti, Giorgio Pressburger e altri. C'è poi l'aspetto della scorrettezza: la Giunta delibera l'istituzione del Premio "Aleramo" dimenticando, come avvenuto nella presentazione, che esso esisteva. Il Premio di poesia "Sibilla Aleramo" a Civitanova è stato assegnato per un decennio, a partire dal 1994. Fu inaugurato da un convegno (si poteva fare anche stavolta!) con la presenza delle maggiori specialiste della Aleramo: Alba Morino, Marina Zancan, Anna Nozzoli ecc. Mancava Bruna Conti, la maggiore studiosa di Sibilla (per 25 anni curatrice del Fondo Aleramo presso l'Istituto Gramsci). Colmai la lacuna (la Conti non era mai stata invitata a Civitanova e me ne fu grata), con un convegno per i Licei cittadini sulla "nascita dell'industria in Provincia di Macerata". Nel corso delle numerose edizioni, il Premio "Aleramo" venne assegnato a grandi figure: Mario Luzi, Dacia Maraini, Kennethe White, Mary De Rachewitz Pound, Alda Merini, Franco Loi, Enis Batur ecc. La scorrettezza, imperdonabile, sta nell'aver ignorato tali precedenti e il fondatore, nonchè direttore del Premio "Sibilla Aleramo", lo scomparso Antonio Santori. Gli "ideatori" di oggi erano presenti alle cerimonie di allora: Piersanti, quale premiato e Silenzi, quale assessore regionale. E' necessario a questo punto un "passo ufficale" del Sindaco di allora, Erminio Marnelli, e della vedova del poeta, poichè non può passare sotto silenzio una "appropriazione". Siamo vicini al 10° anniversario della prematura morte di Antonio e l'Amministtrazione non fa nulla per ricordarne la figura e l'opera per Civitanova. Si dice che chi non ha memoria del passato non ha un grande futuro. Monito per l'Amministrazione, le cui "sparate", come i fuochi d'artificio, sono destinate a finire "in fumo".
  • Albinoleffe e Pisa,
    perchè trattamenti differenti
    dalla Maceratese?

    327 - Set 2, 2016 - 18:33 Vai al commento »
    @ Er Monnezza de Macerata. Cosa rispondere ad un "poro cocco" che non sa distinguere le "citazioni" riportate dal testo personale di un post? Poco, se non rilevare che quelle citate sono parole del cotifoso Imposimato, su cui si può convenire ma restano testuali parole sue. Noto costanti riferimenti al passato da parte dei supporter della Rata (come capita a quei vecchi che ricordano la gioventù!). Ma come ricorda un vecchio adagio: "acqua passata non macina più". Forse questo atteggiamento poichè il presente è amaro e non degno di considerazione. Certo che in questa stagione, con lo "squadrone" allestito e cotanto girone ci sarà da "divertirsi" (qui di forti mica ci sono solo Spal e Pisa come in passato!). Le do una notizia, Principi, in anteprima: sarà presto girata a Macerata una nuova serie dalla saga dell'ispettore Giraldi. Il ruolo del protagonista è coperto, resta quello de "Er cane de Mustafà", lei che è esperto lo conosce. Perciò non scappi di casa, come suggerisce a me (io ci sto benissimo). Si faccia trovare disponibile, mi sa che la parte spetterà proprio a lei. Si, ha afferrato bene: Er cane de Mustafà, "quello che ce l'aveva nel c... e diceva che stava a s...". Scusate, ma per chi non capisce bisogna esprimersi allo stesso livello.
    328 - Set 2, 2016 - 13:23 Vai al commento »
    IMPOSIMATO E LA MEMORIA CORTA DELLA SENILITA' "La Maceratese: - non ha rispettato i tempi della convenzione, - ha fatto la bella figura dell'iscrizione, - smantellato una validissima squadra, - svenduto Kouko per un piatto di lenticchie, - si presenta ai nastri di partenza con una squadra di ragazzi, - ha inopinatamente aumentato i prezzi dei biglietti e degli abbonamenti (i più alti in Italia nonostante la successiva diminuzione)". Imposimato, anche se sembrerà strano quelle che ho riportato sono valutazioni che lei ha postato su CM appena una settimana fa. Con esse concordo ("miele per le mie orecchie", direbbe lei): sono parte del mio commento che lei ora critica (o almeno prova a farlo), ricorrendo a citazioni di una "altra vita". Delle due l'una: o quella mattina, a colazione, ha bevuto per sbaglio la grappa al posto del latte o la sua memoria in età senile fa cilecca e di brutto! Mi faccia sapere, resto in attesa preoccupato di notizie al riguardo. Nel frattempo le rispondo come lei ha fatto in quella occasione a quel "buontempone" (mio affezionato fan) Mastro Cerescia: "EBBENE DOPO TUTTO QUESTO SI PERMETTE DI SCRIVERE UN POST DEL GENERE?"
    329 - Set 2, 2016 - 9:04 Vai al commento »
    LA RATA TRA VALORI TECNICI E COMPLESSO DI CALIMERO Calimero, il simpatico personaggio di Carosello, come noto non era un "pistacoppo", ma un pulcino, pur sempre un pennuto. Calimero lamentava di essere sempre oggetto di ingiustizie (faceva la vittima, insomma) per il fatto di essere "piccolo e nero". E' lo stesso "complesso" che sembra aver colto la Rata ("piccola e biancorossa", nel suo caso), da quanto si legge nella "saltuaria" nota calcistica estiva di Scattolini. Che la Rata non sia più quel "modello di gestione", tante volte decantato dalla "voce biancorossa" nelle sua rubrica settimanale, sembra ormai assodato. Stanno a dimostarlo le vicende, per citare le più clamorose, della mancata iscrizione al campionato (ritardo nei versamenti, sforamento del parametro PA) e della convenzione per l'uso dello stadio Helvia Recina (mancate fidejussioni, parziale corresponsione del canone annuale). Ora Scattolini, paventando presunte ingiustizie nei confronti della Rata, da parte della Lega (di cui la presidente fa parte del Consiglio) sembra "mettere le mani avanti". Rispetto a possibili, anzi probabili, insuccessi sportivi della squadra. Perchè la questione sta proprio qui, caro Scattolini, malgrado la giusta penalizzazione per la "ritardata iscrizione": conquistando tanti punti sul campo la permenenza nella categoria sarebbe garantita, oltre ipotizzate ingiustizie alla Calimero! Su questo versante, sportivo, la Rata sta poco tranquilla: dopo aver smantellato la squadra dei play-off (ultima la cessione all'Olbia di Kouko), sta cercando di assemblare una rosa, ancora largamente incompleta. Poichè la sirena della chiusura del mercato è suonata a fine agosto, la società sarà costretta a pescare tra gli "svincolati". Il primo risultato della "pesca miracolosa" è il 35enne difensore esterno Perna, destinato dato il ruolo di "movimento" alla panchina. Per il resto la Rata attualmente può essere definita una "mezza squadra", carente in tutti i reparti, soprattutto in difesa, priva di ricambi validi in settori nevralgici come il centrocampo. Se in questa sformazione mancano Quadri o Turchetta, senza alternative, sono dolori. In ultimo l'attacco quale elemento esperto è stato preso un esterno (Petrilli), lasciando il ruolo cruciale di centravanti a due "giovanotti" di pari livello, che Giunti (tecnico di Serie D) dovrà "gestire" con attenzione. Quanto vale la Rata cominceremo a scoprirlo dal campionato (le amichevoli e la Coppa Italia hanno dato indicazioni parziali). A partire dal darby di domani con la Samb, che ha fatto molto movimento di mercato, specie nelle ultime ore, che mister Palladini dovrà assemlare bene. Secondo gli esperti la Rata è collocata nelle seconda fascia di un torneo nettamente spaccato in due (dieci squadre contro dieci). Staremo a vedere se saprà sollevarsi sul campo dalle sabbie mobili della "lotta salvezza", sfuggendo al "complesso di Calimero" che Scattolini nella nota comincia a prospettare
  • “Giornata biancorossa”
    per Maceratese-Samb

    330 - Ago 30, 2016 - 2:47 Vai al commento »
    CON NICOLA PETRILLI LA RATA COMPLETA L'ATTACCO O NO? Nel pomeriggio di ieri il sito del Padova calcio ha riportato la notizia della cessione in prestito alla Rata della punta Nicola Petrilli, classe 1987. Arriva un giocatore esperto per l'attacco biancorosso, ma "sorpresa" non è il centravanti di cui si parlava, ma un esterno. Petrilli, che sottoscritto un contratto biennale viene dato in prestito, ha giocato titolare nelle 2 ultime stagioni con il Padova (prima in Serie D poi in Lega Pro). In precedenza, 2 stagioni in C2 con il Martina. A questo punto è logico ipotizzare Petrilli seconda punta titolare, con Palmieri (poche presenze in Serie C con il Santarcangelo) in panchina. Problemi, però, si potrebbero porre per il ruolo di centravanti. La Rata aveva puntato su Colombi, nella passata stagione vice di Fioretti (ora alla Samb, prossima avversaria nel derby). Colombi per stazza fisica è adatto a fungere da boa d'attacco: ne ha dato prova con gli exploit di Voghera (Serie D). Ora sembra che per il ruolo di centravanti sia stato "tesserato" Allegretti, reduce da 3 stagioni con la Vibonese (in Eccellenza e Serie D), nelle ultime 2 gol in doppia cifra. La notizia è riportata da CM, ma al sito della Rata, sabato scorso, il Ds Stambazzi ha dichiarato: "L'accordo con Diego Allegretti deve essere soltanto formalizzato, ma è stato raggiunto". Quindi non c'è nulla di scritto e non vorremmo che la notizia di fare la "riserva" a Colombi - il problema si potrebbe porre viceversa - complicasse le cose, alla vigilia della chiusura del mercato. Ciò poichè il quotidiano on-line calabrese "Zoom24.it", al momento dell'addio alla Vibonese, anche dopo smentita del giocatore, ha scritto: "Divergenze di natura tattica che inducono Allegretti a ritardare la firma del contratto (un biennale, ndr)". Staremo a vedere gli sviluppi e come si concluderà il mercato della Rata: erano stati promessi rinforzi a centrocampo (dove l'argentino Chavez è stato "tagliato") e in difesa (dove mancano, specialmente negli esterni, uomini di categoria)
  • Maceratese-Comune, polizze pronte:
    accordo sempre più vicino

    331 - Ago 28, 2016 - 21:43 Vai al commento »
    LEGA PRO: INIZIO CAMPIONATO TRA CONFERME E SORPRESE Rinviate le partite di 2 squadre marchigiane del "girone B": Maceratese, che doveva recarsi ad affrontare il "ripescato" Albinoleffe (il Ds, ex giocatore rossoblu, Giacchetta sta completando l'organico) e Samb, che invece aveva in casa il difficile ostacolo Padova (una delle formazioni più quotate del torneo). Delle altre 2, l'Ancona riesce a rimediare nel recupero con Falou Samb ('97), giovane punta arrivata da 2 giorni, al gol subito al Del Conero dal Mantova (squadra giudicata di pari livello). Il Fano perde all'inglese (0-2) sul terreno del Sud Tirol, prima rete della giovane punta Gliozzi ('95), di cui sentiremo parlare. Un monito a quanti si recheranno a Bolzano a giocare contro un'ottima compagine. Delle favorite alla vittoria finale, il Venezia approfitta del turno casalingo per battere di misura il Forlì di mister Gadda (1-0. L'altra "candidata" alla promozione, il Parma, pareggia a Modena (contro una formazione "spuntata") il derby emiliano, dove le 2 contendenti "non si fanno male" (0-0). Un altro big match si è giocato a Bassano, dove i locali hanno battuto (2-1) la Reggiana (formazione di alto livello), che aveva raggiunto il pari nel recupero. Rete della vittoria veneta del giovane attaccante Fabbro ('96), elemento di grande interesse (scuola Milan). Il "regolare" Lumezzane (società che milita in Serie C da due decenni) supera in casa con un "micidiale uno-due", realizzato in 2 minuti, l'ambizioso Teramo (0-2), a cui toglie alcuni "grilli per la testa". Tra le "sorprese", la più clamorosa è realizzata dal Santarcangelo (dato tra le squadre impegnate nella "lotta-salvezza")che sul terreno amico rifila 3 gol al forte Feralpi Salò (destinato ad altra classifica), prima del gol della bandiera di capitan Bracaletti. Quattro gol, la gara che ne ha avuti di più, tutti segnati da centrocampisti e difensori. Tra i marcatori romagnoli, la "promessa" Gatto ('94), scuola Torino. Di un'altra "sorpresa" è stato protagonista il Gubbio di mister Magi: ridotto in 10 da un'espulsione, è passato in vantaggio a Pordenone (per ragioni familiari la mia seconda città) con l'ex Civitanovese Ferretti. I "ramarri" friulani, indicati tra i più forti del girone, sono riusciti a pareggiare nel recupero. Un campionato, lo dicono i risultati, pieno di insidie: già si sono fatti notare "pezzi da 90", come Fabiano del Venezia (in Serie B con la Pro Vercelli) e Minesso del Bassano (in B con il Cittadella). Hanno anche "lasciato il segno" due delle punte che nelle ultime stagioni sono andate in "doppia cifra": il marocchino Arma (Pordenone) e Guidone (Reggiana). Dalla prima giornata un "avvertimento" alla Rata, alle prese con polizze fideiussorie per lo stadio e contatti di mercato per completare la rosa (con le poche risorse disponibili): è un torneo in cui c'è poco da stare "allegretti". E' in arrivo il derby con la "imprevedibile" Samb, con Macerata invasa dai tifosi rivieraschi e l'Helvia Recina tappezzato di rossoblu.
  • Maceratese in forma campionato,
    otto reti all’Osimana

    332 - Ago 26, 2016 - 1:23 Vai al commento »
    LA RATA TRA PRECAMPIONATO E CHIUSURA DEL MERCATO Non serve alzare di una categoria l'avversaria (l'Osimana milita in Promozione, non in Eccellenza) per esaltare la prestazione della Rata e definirla "in forma campionato". Non si è accorto della "topica" Mastro Cerescia, che posta (indefesso) commenti bianchi e rossi anche durante il terremoto. Altro che piccione, è un'aquila! Nemmeno il prode Imposimato, a cui il sisma (lo scuotimento) ha portato il dono della "obiettività". E' la prima volta, da quando scrivo su CM, che lo "quoto": non avrei mai creduto a sue affermazioni tipo: "una squadra di ragazzini", "Kouko ceduto per un piatto di lenticchie". Come direbbe Imposimato: "miele per le mie orecchie"! In campionato non servirà aumentare la categoria delle "corazzate" che vi giocano (ne sono molte), poichè una rosa da Serie B ce l'hanno già. Il livello della Rata è dato dai risultati ottenuti nelle gare, ufficiali e non, di pre-campionato. Andiamo dall'eliminazione dalla Tim Cup da parte del Carpi (Serie B) 3-2, che ad un certo punto conduceva 3-0. Ai pareggi con compagini di Serie D: Campodarsego (3-3), poi battuto nella "lotteria dei rigori" e Recanatese (1-1). Alla vittoria risicata con una formazione di Eccellenza, Biagio Nazzaro ("eravamo stanchi", ha giustificato la dirigenza): 2-1, dopo essere stati in svantaggio. Infine i larghi successi con squadre di Promozione: Corridonia ed Osimana, in attesa del Trodica. Si può quindi mettere la Rata sul piano delle compagini di "quarta serie" con cui ha pareggiato. I supporter biancorossi sperano ancora in operazioni di mercato (che chiude tra 5 gionni), ma ormai la casa è fatta. Si possono fare delle modifiche (magari in difformità al "permesso a costruire"), ma tale è la Rata della prossima stagione: una casetta, non una lussuosa villa. Modesta in ogni reparto, non ha leaders che la guidino, pochi ricambi: giovani e non di categoria. Si cerca un giocatore per ogni settore e si devono valutare 3 elementi in prova. Il trequartista argentino Chavez e la punta Allegretti, entrambi provenienti dalla Serie D: Sacilese e Vibonese. Del secondo, su cui la società prende tempo, da verificare la "compatibilità tecnica". Il giornale calabrese "Zoom24" conferma, anche dopo la smentita, un litigio con l'allenatore della Vibonese per il suo "impiego in campo". Vi è poi il giovane Giorgi, "scartato" la scorsa stagione da mister Bucchi e tornato in prova. Su internet non si trova il suo curriculum, non è noto dove abbia giocato l'ultimo torneo. Ha una sorella famosa nel tennis, ma qui non si discute di "gossip" ma di impiego in Lega Pro. Tra i difensori si è letto di un interessamento per Boron, provenienza Siena, dove ha collezionato 16 presenze. Tornado agli attaccanti, ne occorrono 2, si parla di De Respinis, 15 gare con Santarcangelo e Iunco, 16 partite con l'Alessandria. Quando va bene si studiano profili di "riserve" in Lega Pro, altrimenti è Serie D. Di giocatori che hanno disputato un intero torneo di Serie C nessuna traccia. Intanto nel weekend inizia il campionato (me ne occuperò in un altro post): la Rata avrà la partita con l'Albinoleffe (ultimo dei ripescati) rinviata. I bergamaschi con l'impegno del Ds Giacchetta (ex rossoblu) stanno operando sul mercato: ultimo colpo la punta Virdis dal Venezia. Anche l'incontro con i lombardi, che si prospettava non proibitivo, presenterà per la Rata gravi insidie
  • Quattro giorni al Lido Cluana
    con Vite d’autore

    333 - Ago 23, 2016 - 19:14 Vai al commento »
    "Un viaggio chiamato amore", regia di Michele Placido, sulla "tormentata" storia d'amore tra Sibilla Aleramo e Dino Campana, talmente "tocca da vicino Civitanova" che non ne tratta affatto! In primo luogo perchè, come sappiamo , la "relazione" della Aleramo con il poeta dei "Canti Orfici" avvenne in un periodo successivo al soggiorno civitanovese (fine Ottocento) della scrittrice. Eppoi perchè i riferimenti che la pellicola fa all'attività lavorativa giovanile di Sibilla (in cui subì violenza dal futuro marito) non sono ambientati nella "fabbrica di bottiglie" di Civitanova, ma in una "salina del sud", ambiente evidentemente più familiare al regista lucano. Il film "Un viaggio chiamato amore" quindi - come gli spettatori potranno facilmente verificare - non c'entra nulla con Civitanova. Noi sappiamo che Sibilla Aleramo ha vissuto a Civitanova, dove ha ambientato il celebre romanzo "Una donna", ma di questo nel film non c'è alcuna traccia! Perciò sarebbe stato meglio, da parte dell'anonimo autore dell'articolo (sperando non si tratti di una nota stampa), informarsi prima di scrivere. Si diceva nessuna attinenza del film di Placido con Civitanova e poca "vicinanza" del ciclo cinematografico "Vite d'autore" con le celebrazioni del 450° della morte di Annibal Caro. Vengono proposti film dedicati ad autori difficilmente associabili (la critica non ha scritto al riguardo) al letterato civitanovese: Sibilla Aleramo, Pablo Neruda e addirittura Walt Disney (pensate che fantasia!) appartengono al Novecento; il più vicino sarebbe William Shakespeare, che è però del secolo successivo (Secicento) a quello di Caro. Tutto ciò mentre Civitanova aspetta che si celebri davvero il suo personaggio più illustre (Annibal Caro), senza "girarci intorno" come si è fatto (quasi sempre) finora. Gli strumenti per indagare il celebre letterato sono quelli classici: convegni, mostre e pubblicazioni e dato che il Caro è anche autore di teatro, rappresentazioni. Se poco di significativo è stato sinora proposto il problema è a monte: la costituzione, cioè, di un "comitato scientifico" (se ne doveva accupare il Consiglio Comunale, anzichè la Giunta) che non è tale, poichè infarcito di politici e dintorni. Pretendere che i progetti per le celebrazioni del 450° di Annibal Caro siano valutati, programmati e realizzati da soggetti quali Corvatta, Silenzi e Martellini (invece che da studiosi) è "peggio che andar di notte"
  • Maceratese, in prova Allegretti

    334 - Ago 19, 2016 - 21:30 Vai al commento »
    LA NUOVA RATA: ATTACCO DI MOVIMENTO O "MOVIMENTATO"? "L'agente di Diego Allegretti... aveva consigliato il giocatore ad accettare l'offerta del Taranto. Al cuore, però, non si comanda e così, saputo del ripescaggio in Lega Pro, il bomber è tornato a Vibo aggregandosi alla squadra nel ritiro di Lorica. "Ci vediamo a Vibo": aveva anticipato qualche giorno prima del suo ritorno in Calabria. Tutti contenti. Il presidente Pippo Caffo ed il direttore generale Danilo Beccaria contentissimi di riabbracciarlo. Talmente contenti da sottoporgli un contratto biennale (per questioni di privacy non pubblichiamo le cifre) con premio salvezza, vitto e alloggio. Uno strappo alla regola visto che fin qui tutti hanno al massimo ottenuto un annuale con opzione per il secondo anno. Allegretti è però Allegretti e i suoi 50 gol (in verità 40, in tre stagioni, tra Eccellenza e Serie D, ndr) in maglia rossoblu meritano questo investimento. Costantino però ama giocare con il 4-3-3 o, meglio, con il 4-2-3-1. Un modulo che non sembra adattarsi alle caratteristiche di Diego che arriva a Vibo e viene subito piazzato nel ruolo di esterno destro. Il bomber non ci sta ed esterna le sue perplessità ai massimi dirigenti e al capo dell'area tecnica Marcello Battaglia. Divergenze di natura tattica che inducono Allegretti a ritardare la firma del contratto. Malumori che vengono ovviamente espressi al procuratore... ed il suo agente si rimette in movimento riaprendo le trattative con il Taranto. Il giocatore piace ai rossoblu ionici, pronti a tutto pur di portarlo in Puglia. Intanto a Vibo Costantino si ricrede e inizia a strudiare una soluzione. Ormai però è troppo tardi. Allegretti ha deciso: via da Vibo. Inutili tutti i tentativi del ds Battaglia..." (Zoom24.it , giovedì 18 agosto 2016). Nel pezzo del quotidiano on-line calabrese manca un passaggio importante: come Allegretti sia passato, in poche ore, da un possibile accordo con il Taranto (Lega Pro) all'approdo "in prova" alla Rata, bisognosa di forze un attacco, dopo il traumatico addio a "l'invincibile" Kouko. Se risponde a vero tutto quanto pubblicato da Zoom, che la testata dichiara a prova di smentita, poichè raccontato da una "fonte qualificata", potrebbero sorgere problemi in caso di ingaggio (con contratto biennale?) per il tecnico Giunti? Un metodo sicuro per prevenire qualsiasi "dissapore" ci sarebbe: predisporre una confortevole panchina per il centravanti Colombi, biancorosso dalla scorsa stagione, e schierare al centro dell'attacco la "star" appena arrivata. Allo spettatore preoccupano molto i tanti arrivi dalla Serie D in casa della Maceratese (ce ne sono in rosa e c'è già in prova il trequartista ex Sacilese, Chavez). Che la società biancorossa, "in declino" tenico rispetto al torneo passato, si stia preparando ad un "dolce ritorno" nella categoria tanto amata (e meno dispendiosa) dei dilettanti?
  • Concerto
    in nome di Annibal Caro

    335 - Ago 20, 2016 - 1:53 Vai al commento »
    Si dedica tutto ad Annibal Caro, ma non si parla specificamente del grande letterato, figura più illustre di Civitanova nei secoli. Questa sembra la linea seguita dall'assessore Silenzi e dallo pseudo "comitato scientifico" - tutto politico-istituzionale costituito dalla Giunta - per le celebrazioni del 450° della morte di Caro. Come non ricordare le iniziative messe in campo da Futura Festival, addirittura con l'anteprima che ha ospitato il filosofo Cacciari: si è parlato di Eneide (ma di Virgilio), di traduzione in generale e del regista Luca Ronconi, tralasciando di entrare approfonditamente nel contesto cariano. Ad oggi, nell'anno che doveva essere dedicato alle celebrazioni, l'unica iniziativa di prestigio tenuta è la lectio magistralis di Giulio Ferroni, massimo specialista di Caro, a fine maggio. Ma non si capisce perchè non venga presentato, cosa fatta finora solo dall'università di Macerata, il libro che raccoglie tutti gli scritti di Ferroni su Caro, un percorso di 40 anni. A fine agosto vengono proposte tre iniziative "In nome di Caro", che con il grande letterato c'entrano relativamente: il concerto dell'orchestra giovanile internazionale per il progetto "Pentagrammando la pace insieme"; la mostra fotografica del circolo "Il Faro", con immagini di luoghi "suggestivi" civitanovesi; la rassegna di film dedicati a Pablo Neruda, William Shakespeare, Sibilla Aleramo e addirittura Walt Disney. A proposito di concerti si poteva invitare la corale "Bonagiunta" di San Ginesio, intitolata al compositore del Cinquecento amico di Caro, alla cui scomparsa dedicò "La corona della morte". Non resta che aspettare il convegno di studi promesso a conclusione delle "celebrazioni", in novembre, che mai potrà eguagliare quello di 4 giorni (itinerante in 4 città marchigiane, con i maggiori studiosi cariani dell'epoca) realizzato nel 1966 per il 400°. Da rimarcare la grave lacuna delle pubblicazioni, non previste nel "programma" delle celebrazioni, molto importanti, poichè i libri costituiscono materiale che rimane e tramandiamo. Si poteva arricchire la sezione "Annibal Caro" della Biblioteca Comunale, acquistando libri d'epoca. Bisognava investire, con l'intervento di sponsor, in una mostra (nel vero senso della parola), raccogliendo materiale sul territorio nazionale, che avrebbe attirato su Civitanova l'interesse dei principali media. Si è preferito girare intorno a Caro, puntando sull'ospite famoso (non sullo specialista del letterato) o negli ultimi casi associargli iniziative che appena lo sfiorano. Appare singolare, anzi meraviglia, che nella "fervida" mente politica dell'assessore alla cultura (e turismo) Silenzi non abbia fatto capolino l'idea di intitolare "In nome di Caro" una manifestazione a cui ogni anno riserva sempre maggiore impegno: i fuochi d'artificio di Ferragosto!
  • Ufficiale: rinviata
    Albinoleffe-Maceratese

    336 - Ago 17, 2016 - 17:44 Vai al commento »
    IL CANTIERE RATA: MODESTI CONSIGLI PER GLI ACQUISTI Si è consumato durante la fase iniziale della Tim Cup l'addio tra la Rata e l'ultimo degli "invincibili": Kouko, condito da pesanti "battibecchi". Attacchi avvenuti durante il match con il Campodarsego, compagine di Serie D, che la presidente Tardella e il giocatore ivoriano si attribuiscono vicendevolmente. Kouko così è finito all'Olbia (girone A, Lega Pro), ma è singolare il modo in cui gli è stato comunicato il trasferimento. Dal Ds Stambazzi, prima della partita di Coppa Italia con il Carpi: un efficace "stimolo" affinchè il giocatore "facesse bene". Infatti, Kouko durante la gara ha combinato poco e la Rata è stata eliminata dalla competizione a cui teneva tanto. Kouko era un elemento determinante per l'attacco biancorosso e ora per la società sarà un grosso problema rimpiazzarlo. Il nodo però riguarda l'intero reparto avanzato, attualmente affidato a due giocatori giovani: Colombi ('94) e Palmieri ('95), con limitata esperienza in Lega Pro. Si legge di un interesse della Rata per la punta De Respinis, che la scorsa stagione a Santarcangelo ha collezionato poche presenze. Certo se fa, come avvenuto ultimamente, un mercato di "rincalzi" (Bangoura e Palmieri) o giocatori di settori giovanili (Gremizzi e Mestre) la Rata non salirà molto in classifica. Specialmente in attacco, quando si prospetta una lotta per la "salvezza", occorre almeno un elemento di esperienza, che conosca bene la categoria. Si veda a questo proposito, nello scorso torneo, il Santarcangelo: aveva il forte centravanti Guidone (ora acquistato dall'ambiziosa Reggiana), che gli ha tolto parecchie "castagne dal fuoco". Il Venezia, una delle squadre candidate alla vittoria finale nel girone B, all'inizio del mercato aveva acquistato la punta Francesco Virdis. In seguito i lagunari hanno ingaggiato dallo Spezia (Serie B) il centravanti Calaiò - un lusso per la categoria (242 presenze in Serie B e 174 in Serie A) - e Virdis, diventato un esubero, è tornato sul mercato. Si stanno interessando a lui Mantova (che ha di recente cambiato proprietà) e Albinoleffe (appena ripescato in Lega Pro), che hanno necessità di "fare mercato". Si tratta di due squadre della "stessa fascia" della Rata, perciò anch'essa dovrebbe fare un serio pensiero al giocatore sardo. Virdis, 31enne, gioca da diverse stagioni in Serie C: nell'ultima ha disputato 27 partite e segnato 7 gol a Savona, in una situazione "disastrata", condizionata da ripetute penalizzazioni. Sua una delle reti del 4-2 che i liguri hanno servito ad una "sconcertata" Rata. In due stagioni precedenti, da sottolineare, Virdis sempre a Savona e tra i Pro ha messo a segno rispettivamente 24 e 15 reti. Un'opportunità che merita un'attenta riflessione (e uno sforzo economico) da parte della Rata, poichè attiene un reparto, l'attacco, "nevralgico" in caso di lotta per salvare la categoria. Eppoi, mi permetto di aggiungere, poichè la Maceratese ha già in rosa un brillante finalizzatore come Turchetta, con i cui assist il potente centravanti Virdis, inutile sottolinearlo, si troverebbe a meraviglia!
  • Maceratese, possibile
    il rinvio dell’esordio

    337 - Ago 17, 2016 - 16:43 Vai al commento »
    IL CANTIERE RATA: MODESTI CONSIGLI PER GLI ACQUISTI Si è consumato durante la fase iniziale della Tim Cup l'addio tra la Rata e l'ultimo degli "invincibili": Kouko, condito da pesanti "battibecchi". Attacchi avvenuti durante il match con il Campodarsego, compagine di Serie D, che la presidente Tardella e il giocatore ivoriano si attribuiscono vicendevolmente. Kouko così è finito all'Olbia (girone A, Lega Pro), ma è singolare il modo in cui gli è stato comunicato il trasferimento. Dal Ds Stambazzi, prima della partita di Coppa Italia con il Carpi: uno efficace "stimolo" affinchè il giocatore "facesse bene". Infatti, Kouko durante la gara ha combinato poco e la Rata è stata eliminata dalla competizione a cui teneva tanto. Kouko era un elemento determinante per l'attacco biancorosso e ora per la società sarà un grosso problema rimpiazzarlo. Il nodo però riguarda l'intero reparto avanzato, attualmente affidato a due giocatori giovani: Colombi ('94) e Palmieri ('95), con limitata esperienza in Lega Pro. Si legge di un interesse della Rata per la punta De Respinis, che la scorsa stagione a Santarcangelo ha collezionato poche presenze. Certo se fa, come avvenuto utimamente, un mercato di "rincalzi" (Bangoura e Palmieri) o di giocatori di settori giovanili (Gremizzi e Mestre) la Rata non salirà molto in classifica. Specialmente in attacco, quando si prospetta una lotta per la "salvezza", occorre almeno un elemento di esperienza, che conosca bene la categoria. Si veda a questo proposito, nello scorso torneo, il Santarcangelo: aveva il forte centravanti Guidone (ora acquistato dall'ambiziosa Reggiana), che gli ha tolto parecchie "castagne dal fuoco". Il Venezia, una delle squadre candidate alla vittoria finale nel girone B, all'inizio del mercato aveva acquistato la punta Francesco Virdis. In seguito i lagunari hanno ingaggiato dallo Spezia (Serie B) il centravanti Calaiò - un lusso per la categoria (242 presenze in Serie B e 174 in Serie A) - e Virdis, diventato un esubero, è tornato sul mercato. Si stanno interessando a lui Mantova (che ha di recente cambiato proprietà) e Albinoleffe (appena ripescato in Lega Pro), che hanno necessità di "fare mercato". Si tratta di due squadre della "stessa fascia" della Rata, perciò anch'essa dovrebbe fare un serio pensiero al giocatore sardo. Virdis, 31enne, gioca da diverse stagioni in Serie C: nell'ultima ha disputato 27 partite e segnato 7 gol a Savona, in una situazione "disastrata", condizionata da ripetute penalizzazioni. Sua una delle reti del 4-2 che i liguri hanno servito ad una "sconcertata" Rata. In due stagioni precedenti, da sottolineare, Virdis sempre a Savona e tra i Pro ha messo a segno rispettivamente 24 e 15 reti. Una opportunità, che merita un'attenta riflessione (e uno sforzo economico) da parte della Rata, poichè attengono un reparto l'attacco, "nevralgico" in caso di lotta per salvare la categoria. Eppoi, mi permetto di aggiungere, poichè la Maceratese ha già in rosa un brillante finalizzatore come Turchetta, con i cui lanci il potente centravanti Virdis, inutile sollolinearlo, si troverebbe a meraviglia!
  • Premio di poesia
    nel nome di Sibilla Aleramo

    338 - Ago 13, 2016 - 15:59 Vai al commento »
    L'istituzione del premio di poesia "Sibilla Aleramo", con delibera della giunta comunale di Civitanova, sa come di "scoperta dell'acqua calda". Tale premio infatti (di poesia e narrativa "Sibilla Aleramo") esisteva a Civitanova, è stato attivo per circa un decennio a partire dal 1995 (assegnato a Dacia Maraini). Nel corso delle sue numerose edizioni sono state premiate personalità della cultura nazionale e internazionali: Mario Luzi (vero candidato al Nobel), Alda Merini, Franco Loi; Kennethe White, Mary Pound, Enis Batur ecc. Direttore artistico dell'evento era il compianto Antonio Santori, docente e poeta, di cui ricorrerà il prossimo anno il 10° anniversario della prematura scomparsa. L'amministrazione comunale - nel mentre "riscopre" senza citarlo una glorioso premio (era collegato ad un importante convegno) - dovrebbe impegnarsi a ricordare Santori. Antonio, a partire da quando, all'inizio del mio mandato di presidente (1990), lo chiamai a "lavorare" in Biblioteca alla guida di un Centro Studi, ha dato molto a Civitanova. Portò in città i convegni filosofici, fino ad allora proposti a Fermo, con protagonisti Hans-Georg Gadamer ed Emanuele Severino. Una omissione grave da parte della Giunta aver ignorato questi precedenti, dovrebbe intervenire l'ex sindaco Erminio Marinelli, al tempo assessore alla cultura, durante la cui amministrazione il premio "Sibilla Aleramo" era assegnato. Comportamento imperdonabile da parte di Silenzi (immeritatamente attuale assessore alla cultura) che al premio "Sibilla Aleramo" partecipava quale assessore regionale. Un caso simile alle riunioni di pugilato a Civitanova, che Silenzi criticava fino a quando non è stata pubblicata una sua foto sul ring, presidente della provincia, a presentare la serata: dopo non ne ha più parlato! Tra le iniziative del redivivo (staremo a vedere la qualità con cui sarà proposto) premio "Sibilla Aleramo", pubblicazioni di opere e antologie di vincitori e partecipanti. Staremo a vedere da dove proverranno i finanziamenti, poichè occorre ricordare che per Annibal Caro (principale personalità di Civitanova) nel 450° della morte non si è stanziato un centesimo per pubblicazioni. Siccome si sente parlare nell'ambito di Futura Festival di un possibile premio di traduzione "Annibal Caro", è bene precisare che detto riconoscimento (collegato alla saggistica) a Civitanova esisteva, negli stessi anni e con lo stesso successo del premio "Sibilla Aleramo". Perciò una raccomandazione alla Giunta comunale, attenti che a forza di adoperare "l'acqua calda" ci si può scottare!
  • Maceratese-Kouko,
    cessione a un passo

    339 - Ago 8, 2016 - 23:12 Vai al commento »
    Ferramondo, pur senza le "fonti sicure" di Imposimato, non ne sbaglia una! Aveva previsto la cessione di Kouko (e forse Colombi) e ciò puntualmente si verifica. Certo che alla punta ivoriana il "mal di pancia" sarà venuto alla finestra di mercato di gennaio 2016, dopo aver "segnato a rotò" nel girone d'andata di Lega Pro. Allora non forzò (come sembra fare ora) la società a cederlo all'Avellino (Serie B) che era interessato a lui. Un'occasione che non gli si ripresenterà facilmente, tanto che ora è richiesto solo in Lega Pro. Ciò gli ha fatto proseguire il "dolore alla pancia" nel girone di ritorno, disputato in "calando". Doveva rispettare il contratto (valido fino al 2017), ma Kouko ha iniziato la nuova stagione controvoglia. Si è presentato al ritiro in ritardo, è finito in tribuna nell'amichevole con lo Spezia rimpiazzato da Belkaid, anche lui in partenza (le "doti morali" che suggerivano la conferma sono svanite?). Kouko ha fatto poco a Campodarsego - dove ha sbagliato un rigore - e infine ha deluso sabato con il Carpi (Rata eliminata dalla Tim Cup). La società biancorossa ha visto e preso nota ed è arrivata alla determinazione di cederlo, per non mantenere uno "scontento". Se ne va l'ultimo dei cosiddetti "Invincibili" (lo scrivo con i brividi, per me lo sono solo quelli del Grande Torino!), che conquistarono la promozione in terza serie dopo più di 40 anni. Sarà difficile rimpiazzare Kouko, perchè gli attaccanti sono i pezzi più pregiati e più costosi del mercato. La nota prevede che con il ricavato del cartellino di Kouko la società acquisterà addirittura 2 centravanti (da precisare che Kouko è una seconda punta): avesse ragione Ferramondo anche su Colombi? La società, però, potrebbe ricavare un maggiore utile, se si dimostrasse coerente con la "vicenda Bucchi". Anche in questo caso si tratta di un contratto in essere (scadenza giugno 2017) e per cedere Kouko potrebbe chiedere "la rescissione onerosa". Tanto più che non c'è nemmeno un patto a latere, che permette di liberarsi. Chissà come sarebbe felice Imposimato, che vedrebbe entrare nelle casse sociali denaro per il mercato: tornerebbe a sedersi "sulla riva del fiume". Ma non siamo più a giugno, il campionato inizia tra meno di 3 settimane, il girone B è molto complicato e arrivare ad attaccanti di categoria (meglio prenderne 1 buono che 2 mediocri) è estremamente difficile.
  • Primo giorno per Angelini presidente

    340 - Ago 9, 2016 - 17:17 Vai al commento »
    Caspita che commenti feroci a proposito dell'articolo di CM, non lasciano nemmeno la facoltà della prova. Però a ben guardare l'elemento più interessante dell'immagine pubblicata da CM è l'opera di Domenico Cantatore, credo proprio sia sua, appesa alle spalle della scrivania. In effetti è un bene che essa sia presente negli uffici comunali, poichè il celebre pittore pugliese era molto legato a Civitanova. Cantatore, fraterno amico del maestro Luciano Moretti - fautore dell'omonima Pinacoteca Civica, realizzata attraverso la donazione della collezione d'arte del figlio scomparso - ha soggiornato spesso a Civitanova. Ne parla nelle memorie la figlia dell'artista, Liliana: racconta con dovizia di particolari dei luoghi civitanovesi fonte di ispirazione delle opere di Cantatore. Speriamo soltanto che il quadro custodito nella sede municipale, presente nella foto di CM, non sia una copia. Ai nostri tempi, purtroppo, circolano molti "falsi" e "repliche mal riuscite". Ma fortunatamente da un occhio attento, anche se profano, esse vengono facilmente smascherate.
  • I socialisti fanno quadrato su Costamagna,
    Rossi smitizza: “Comunicazione emotiva”

    341 - Ago 8, 2016 - 0:49 Vai al commento »
    Conti è poco informato delle cose politiche civitanovesi e, francamente, troppo indulgente nei confronti del Pd locale. Eppure egli dovrebbe avere esperienze tangibili di questo partito (o come si chiamava allora) e del suo attuale leader civitanovese, che gli riservò un bel "servizietto" quando era assessore provinciale. Al tempo il leader "barbuto", ricorderà Conti, era alla guida della Provincia. Dario, come sappiamo, si prese poi una bella rivincita, risultando eletto sindaco della sua città: Camerino. La fa troppo facile Conti, riducendo il problema ai 5 consiglieri che hanno firmato la sfiducia a Costamagna. A differenza del diretto interessato che, invece, cerca le "prospettive politiche" dei dissidenti. Conti, da politico navigato, dovrebbe aver captato alcune vistose "stranezze" nella vicenda "sfiducia", ad esempio il "silenzio assordante" del Pd. Non una parola in difesa di Costamagna - si è astenuto dal farlo anche il sindaco, espressione della lista dell'ex presidente del consiglio - da parte del Pd, in cui Ivo è risaputo non è molto "popolare". E' opinione diffusa che i 5 dissidenti abbiano tolto le "castagne dal fuoco" al Pd di Silenzi. Costamagna si è dimesso in anticipo sul voto del Consiglio, ma circolava notizia che 4 consiglieri Pd erano disposti a votare la sfiducia insieme ai 5 firmatari. Quindi, Conti, il problema non è dove si collocheranno i 5 consiglieri, ma se riuscirà a fare uno "straccio" di alleanza elettorale il centrosinistra, quella maggioranza, che governa (o dovrebbe) Civitanova. L'impressione è che siamo al "rompete le righe", che ognuno alle prossime Comunali vada per conto suo, aprendo la strada al M5S. Rifondazione e Sel cercano - o l'hanno trovato - un loro candidato, la lista civica che ha promosso la sfiducia ha altri progetti. Il Pd probabilmente dovrà fare affidamento sulle proprie forze, che considerati gli aderenti sono poche. L'indulgente Conti crede che con il "silente" Pd i suoi possano fare un'alleanza elettorale. Costamagna, invece, più pratico di cose civitanovesi, prospetta un approdo al "centro", che stante l'attuale situazione politica locale, sempre che ce lo vogliano, appare il percorso più concreto.
  • La Maceratese sfiora l’impresa,
    col Carpi ko a testa alta

    342 - Ago 9, 2016 - 1:14 Vai al commento »
    Senta "Guerrin Meschino", dato che preferisce la prima più nobile definizione, delle due l'una: o non capisce ciò che scrivo oppure "ciurla nel manico". Lasci stare la confusione (lei ne dimostra tanta) e le parole grosse che "possono costare care". Pur propendendo per la seconda ipotesi, rispondo alle sue osservazioni: 1) Il Campodarsego è una buona formazione ma resta, è la categoria stessa a dimostrarlo, di quarta serie. Lauria e Meloni (il terzo di cui ha scritto chi è?) non provengono da categorie superiori, ma dalla Serie D; 2) Il Bassano è un complesso forte, ma non da vincere il campionato, preferisco: Parma, Venezia e Padova; 3) Non propongo "strampalate" classifiche, ma il risultato dell'attenta verifica dei 19 organici del girone B; 4) C'è molta differenza tra Ancona, che ha appena cambiato società, e Rata, che ha la stessa da un lustro. 5) Le presenze in Lega Pro degli "esterni bassi" non sono sufficienti, dato che la società vuol sostituirli. Mi fermo qui, credo di aver replicato alle sue argomentazioni (definiamole tali) più rilevanti. Se non ha sonno e vuol proseguire la lettura trova un mio commento a proposito della cessione de "l'invincibile" Kouko. E' una stagione difficile - se ne convinca - la Rata sembra quelle costruzioni che appena si aggiunge un pezzo ne cade subito un altro. Comprendo che i miei post non l'aggradano, ma in una tribuna libera come CM ci sono e continueranno ad esserci (se ne faccia una ragione), come i suoi. Piuttosto non pretenda di attaccare pesantemente le persone, sperando che queste le "liscino il pelo". Il sottoscritto, ne sia pur certo, non è di quelli che se "stuzzicati" chinano il capo, ma risponde e a "brutto muso". Stia sereno, ne trarrà giovamento
    343 - Ago 8, 2016 - 18:43 Vai al commento »
    @ Ferramondo. E' proprio vero, Guerrino ha una "onestà intellettuale" che gli fuma! Egli pur di sostenere le tesi della Rata, è disposto a far credere "lucciole per lanterne" o "fischi per fiaschi", semmai ne facesse uso. Restando ai commenti di questa pagina - ma sarebbe il caso di rispolverare i precedenti (es. quello sull'esperienza in Lega Pro degli esterni bassi della Rata) - eccelle in invenzioni e considerazioni che non stanno "nè in cielo nè in terra". Nessuno ha mai affermato che il Campodarsego è una "squadra di pellegrini" (anche se non si vedono tutti questi elementi di categoria superiore), così come nessuno ha definito la Samb - che nella mia graduatoria è collocata (come può verificare) a metà classifica - uno "squadrone". Lo stesso dicasi dell'Ancona, con l'organico ancora in costruzione, pronosticata più in basso. Così come è esagerato definire uno "squadrone" il Bassano, il fantasioso Guerrino: nel girone B ci sono squadre molto più forti e ciò a svantaggio della assai "modesta" Rata. Egli aspettava di conoscere la "composizione del girone" e gli "organici delle squadre" (in gran parte delineati) e ora che sono noti non c'è molto da stare allegri in casa biancorossa. Anzi "speedy gonzales" Stambazzi dovrebbe muoversi e subito, altrimenti sulla piazza rimarranno solo giocatori "svincolati e anzianotti" che nessuno cerca. Se poi, il sapiente Guerrino, predilige il detto "mal comune mezzo gaudio", nel senso che gioisce per l'eliminazione delle squadre di Lega Pro, dalla Tim Cup (la Rata è "in buona compagnia" scrive), faccia pure. Sappia che in campionato può accadere che ci siano squadre che racimoleranno le stesse sconfitte della Rata, ma ciò non la toglierà dalla posizione di doversi "guardare le spalle". Insomma, Ferramondo, un soggetto della cui "obiettività" c'è molto da diffidare e siccome dalle nostre parti si ammirano i Sibillini - e amando egli dare "nomignoli" - potremmo ribattezzarlo "Guerrin Meschino". Ma sarebbe fargli troppo onore, associarlo ad un personaggio tanto importante, perciò ricorrendo al comico Totò d'ora in poi per noi sarà "Guerrin Tapino"!
    344 - Ago 7, 2016 - 20:23 Vai al commento »
    LA RATA ALLA PRIMA AMAREZZA: E' FUORI DALLA TIM CUP Ci tenevano molto a Macerata, a partire dalla presidente Tardella, alla "storica" partecipazione alla Tim Cup, ma ne suono fuori, senza averla neppure "assaggiata" sul proprio terreno (al centro di un aspro contenzioso con il Comune). Riesce a farla franca la Rata al primo turno, quando elimina ai rigori il Campodarsego, compagine di quarta serie, da cui subisce 3 reti. E dire che i veneti avrebbero potuto fare lo "scherzetto", se l'arbitro avesse loro concesso un rigore per fallo di mano in area della Rata, sul risultato di 2-2, a pochi minuti dal termine dei tempi regolamentari. In vantaggio nel primo tempo supplementare, non è servita a mister la sostituzione della punta Colombi con il difensore Di Sabatino (vecchi vizi biancorossi) ad evitare la rimonta. Infine la Rata si è affermata nella "lotteria dei rigori" - con il consueto errore di Kouko - ma c'è il compagno Malaccari a rimediare. Anche a Modena la Rata ha incassato 3 gol (uno su autorete), a conferma che i problemi più seri sono in difesa. A cui, stavolta, si sono aggiunte le incertezze di Forte, non esente da colpe sulle reti degli emiliani. Il "giustiziere" della Rata è stato l'attaccante ex Spezia, Catellani, autore di 2 reti, vero protagonista dell'incontro. La seconda marcatura, ad inizio ripresa, porta il Carpi di mister Castori sul 3-0 e di fatto chiude la partita. A nulla servono, con gli emiliani ridotti in 10, la rete dell'ex Palmieri - tesserato in settimana - a 2 minuti dal termine ed il rigore di Quadri a fine recupero. Sono stati appena resi noti i gironi di Lega Pro: la Rata è stata inserita in quello B, che ha una composizione diversa dal passato (raggruppando formazioni del nord est e adriatiche). Un girone molto difficile, con 7-8 squadre di primo piano (la scorsa stagione in quello della Rata ce n'erano solo 2: Spal e Pisa, entrambe promosse in Serie B). Le favorite per la vittoria finale sono le "corazzate" Parma e Venezia, provenienti dalla Serie D, ma pronte per un nuovo salto di categoria. Subito dopo troviamo 3 formazioni di rilievo, molto temibili: Padova (in salsa "brasiliana"), Reggiana e Feralpisalò, reduci da un torneo di Lega Pro ad alto livello. Da non dimenticare, poi, Pordenone e Bassano, la scorsa stagione protagonisti dei play-off e Modena, retrocesso dalla Serie B. Scendendo nella "personale" graduatoria, troviamo le "ambiziose" Teramo, Sud Tirol e la "nostra" Samb, che potrebbero costituire le "sorprese" del girone. Le restanti dovrebbero collocarsi nella parte destra della classifica, dove troviamo le formazioni che si giocheranno la permanenza nella categoria. Tra di esse, le squadre con l'organico più modesto - al momento attuale del calciomercato - appaiono: Maceratese, Santarcangelo, Fano e Mantova. Da segnalare che i virgiliani hanno da poco cambiato proprietà (sono arrivati imprenditori romani) e potrebbero rilanciarsi intervenendo sul mercato. La rosa della Rata è incompleta in ogni settore: a Campodarsego mister Giunti ha dovuto portare in panchina 3 elementi della "Berretti" per raggiungere quota 18! Recentemente il Ds Stambazzi ha dichiarato: "non ci vuole un luminare per capire che la squadra ha bisogno di un attaccante, un centrocampista e due esterni bassi". Ciò anche in risposta a chi su CM sostiene che la difesa biancorossa sarebbe a posto. I nomi che sui giornali sono associati alla Rata, però, non le consentiranno di fare il "salto di qualità". Sono giocatori avanti con gli anni e svincolati: più si va verso il termine del mercato - con le squadre già formate - tali saranno i profili prevalenti. Tra i difensori, si parla del 33enne brasiliano Vanin (che di nome, ma solo di quello, fa Ronaldo), svincolato dal Sorrento (Eccellenza) e del 35enne Scalise, svincolato dal Mantova. Se la società non interviene a colmare le lacune, l'amarezza della Tim Cup si potrebbe ripete più dolorosa in campionato, che inizia il 28 di agosto. Un suggerimento, infine, al "supertifoso" della Rata (da 66 anni e tocca) che sognava la Serie B: si procuri una buona scorta del suo prediletto "Ricino", temo che nella prossima stagione dovrà farne uso e spesso!
  • Nove serate, cento appuntamenti:
    il congedo di Futura
    nel nome della musica

    345 - Ago 2, 2016 - 16:32 Vai al commento »
    Il direttore artistico di Futura, Troli, "se la suona e se la canta", vede un "clamoroso" successo del festival che non esiste. Per fortuna i civitanovesi (ora coccolati, ma nella prima edizione "trattati" diversamente) hanno buona memoria e fanno confronti con il passato. Si chiude un'altra edizione con numero di presenze non esaltante, difetti di organizzazione (non ci si può lamentare se il festival non riceve attenzione). Un evento come sempre "calato dall'alto" con poco collegamento con il territorio, specialmente con le scuole (principali agenzie culturali). Ritorno economico scarso per la Città Alta (perchè abolita la parte del festival che si teneva al Porto?), una desolazione vedere le vie buie, bus navetta con minimo utilizzo. Difetti organizzativi evidenti: l'unico ospite "straniero", il filosofo spagnolo Savater collocato al pomeriggio, sotto il sole del chiostro Sant'Agostino, limitando la partecipazione del pubblico. Per non intralciare l'esibizione della ballerina Abbagnato, in serata al Palasport, pur trattandosi di festival e pubblico diversi. Il regista Moretti, corteggiato per anni e presentato tra gli ospiti del "Grande cinema", ma venuto a recitare la Ginzburg, nel centenario della nascita. Appuntamento previsto al Teatro A. Caro, che l'organizzazione "imprevidente" ha dovuto spostare in piazza, considerato il richiamo del regista. Non azzeccato nemmeno il film: tentando un collegamento con la Ginzburg si poteva proiettare uno dei primi film di Moretti - es. Ecce Bombo - in cui intrerpretava Michele (ispirato da Caro Michele). Niente di tutto ciò, si è proposto "Caro Diario", che non c'entra nulla; non preso in considerazione "Mia madre", in cui come nel romanzo della Ginzburg si affronta il rapporto madre-figlio. A Moretti è stato assegnato - con decisione dell'ultim'ora - il premio "Esploratori del Futuro", previsto inizialmente per lo scienziato Rizzolati. Il regista lo ha accolto con un gelido "grazie", lasciando con un "palmo di naso" il sindaco e l'assessore Silenzi (giunto in piazza 10 minuti prima). Resta quella del 1981, lo ricordo poichè ero nel CdA dei Teatri di Civitanova, l'unica volta in cui Moretti è venuto a Civitanova a parlare di cinema. Presentò al Rossini il film "Sogni d'oro", appena premiato alla Mostra di Venezia con il Leone d'Argento per l'opera prima. Per non parlare della parte di Futura dedicata ad Annibal Caro (di cui in assenza di monumento è stato collocato su un balcone un manichino). Si è girato attorno al letterato, senza entrare nel cuore della sua opera. Come quando si naviga intorno ad un isola senza mai trovare l'approdo. Sorvoliamo sulla mostra, ennesima occasione perduta, ma nel festival si è trattato di Enea (nessun riferimento al presente come invece in programma), di Troia e di traduzione, senza affrontare specificamente la versione del Caro. Si è anche ricordato Ronconi, regista de Gli Straccioni nel 1966, ma non si è pensato alla nuova rappresentazione della commedia. Si è puntato al personaggio famoso (es. Cacciari) senza preoccuparsi di celebrare Annibal Caro. Futura ha quasi completamente rinunciato, alla parte musicale - che quest'estate ha sede in una "inventata" Arena del Mare - che avrebbe potuto assicurale presenza di pubblico. La chicca organizzativa di quest'anno - ce n'è una in ogni edizione del festival (nella prima il numero elevato di forfait) - è aver annunciato in pieghevoli stampati e distribuiti, in almeno 1000 copie, nella serata di Cacciari, la presenza a Futura di Paolo Sylos Labini, l'economista scomparso 10 anni fa. Con tutto questo il direttore Troli comunica di mettere in cantiere l'edizione 2017 di Futura. Uno dei limiti di Troli è essersi legato all'amministrazione comunale in carica - in particolare a Silenzi (con cui è stato in Giunta Regionale), che ha cancellato la positiva esperienza di Popsophia. Troli frequenta poco Civitanova e legge poco i giornali, altrimenti saprebbe che l'Amministrazione è squassata da contrasti interni. La maggioranza non si presenterà coesa alle elezioni e non sarà confermata. Non si capisce perciò chi consentirà a Troli di ripetere la poco felice esperienza di Futura. Domenica sera quindi, a conclusione del festival, con senso della misura, Troli poteva ringraziare i presenti e salutare Civirtanova, nella certezza che non lascerà rimpianti.
  • Elezioni, spunta il “Pd Sinistra Marche”

    346 - Lug 26, 2016 - 0:20 Vai al commento »
    Silenzi che fa: lui e il "gruppuscolo" che gli gira intorno nel Pd civitanovese aderiscono alla neonata corrente "Pd sinistra Marche"? Silenzi che ha sempre votato in congressi e primarie del partito per Bersani o chi per lui (ultimo Cuperlo) dovrebbe ritrovarsi su queste posizioni. Dagli osservatori Silenzi non è considerato un "renziano" ufficiale, d'accordo ha avuto delle fuoriuscite, ma non si è allontanato troppo dalla posizione iniziale. Ha abbandonato il percorso originario per sostenere due volte Ceriscioli (si dice: sbagliare è umano, perseverare è diabolico!), prima per segretario regionale Pd (candidatura non accolta e perciò boicottaggio dei seggi elettorali) e poi per governatore della Regione. Ceriscioli non è ritenuto un renziano "ortodosso", ma il sostegno datogli alle primarie da Silenzi contro il maceratese Marcolini - insieme a quello di Fiordomo determinante - sta producendo danni enormi al nostro territorio, specie sul versante sanitario. Silenzi e i suoi hanno raccolto le firme per il "Si al referendum costituzionale" di ottobre, ma come potevano sottrarsi dirigendo localmente il partito del premier? Bisogna anche dire che Silenzi non si impegnato, e c'è da dubitare che lo faccia da qui ad ottobre, in iniziative pubbliche a sostegno del Sì. Quindi Silenzi. rivendicando l'orgoglio "bersaniano", con qualche "strategico" cambio di rotta potrebbe partecipare all'incontro del "Pd sinistra Marche" di Corridonia. Tra i promotori dell'iniziativa quel Montesi che Silenzi ha sostenuto per la segreteria provinciale del Pd; interverrà Vasco Errani, già govenatore dell'Emilia Romagna, punto di riferimento importante per un ex Pci come Silenzi. Se non fosse che il Pd di Civitanova di recente è entrato in completa "confusione" politica e non prende più posizione: perchè non è in grado o non vuole scoprirsi in vista delle Comunali. Il Pd civitanovese non si è espresso sulle questioni amministrative sollevate dal consigliere Rossi, sulla mozione di sfiducia che 5 consiglieri di maggioranza hanno presentato contro il presidente dell'assise comunale Costamagna, sulla ricandidatura di Corvatta e via dicendo. Si mormora che Silenzi e i suoi stiano cercando un proprio candidato in caso di primarie (tra i papabilli Frinconi Jr, consulente dell'assessorato al Bilancio). Il Pd dovrà anche confrontarsi con una candidatura "pesante" che sta crescendo nel centro-sinistra: Ghio. Costamagna ieri ha annunciato, prima del consiglio che dovrebbe discuterle, le dimissioni da presidente. Potrebbe verificarsi che l'ex sindaco, leader di Upc, seconda forza elettorale della maggioranza (da qui la richiesta del ruolo di presidente del consiglio) ritiri i suoi, provochi la crisi politica della Giunta Corvatta e apra le porte al commissario. La maggioranza, comunque, non avrebbe coalizzate alle comunali le stesse forze che la composero del 2012. Per cui dalle prossime elezioni potrebbe uscire un quadro politico civitanovese stravolto e certi personaggi (inutile citare i nomi) messi in pensione definitivamente. Ma ci sono ancora alcuni mesi e nel frattempo Silenzi starà riflettendo se aderire a "sinistra Pd Marche". Alla peggio, come ha fatto in altre occasioni, manderà a Corridonia l'osservatore "Gazzosa".
  • Maceratese senza stadio per la Coppa,
    Tardella: “Mi sento abbandonata”

    347 - Lug 26, 2016 - 18:46 Vai al commento »
    Complimenti a Lei, Sig. Filiberto, che ha annunciato oltre alla tessera del tifoso per seguire in trasferta la Rata, anche quella al "Club del Dito". A quest'ultimo, come saprà, sono iscritti tutti coloro che quando si indica il cielo osservano il Dito, invece della volta celeste. Lei a proposito del mio lungo e argomentato commento - credo documentato e quindi utile agli sportivi - ha trovato da eccepire solo un veniale "errore di battitura" nel titolo. Le rivelerò un particolare che potrebbe esserle utile Sig. Filiberto: in questa circostanza, per indicare il cielo, ho usato il Dito medio. Stabilisca Lei, con la perspicacia che qui dimostra, l'uso migliore che può farne. Saluti
    348 - Lug 26, 2016 - 17:43 Vai al commento »
    LA RATA AL PRIMO IMPEGNO UFFICIALE: L'IMPENATIVO OSTACOLO CAMPODARSEGO Curiosità della "sorte" la Rata non potrà disputare il primo incontro ufficiale della stagione 2016-2017 sul proprio terreno, ma dovrà chiedere ospitalità allo sfidante Campodarsego, team di serie D, designato a partecipare alla Tim Cup dalla Lega Dilettanti. Ufficialmente perchè il campo dell'Helvia Recina è in manutenzione, ma il Comune lamenta "mancati pagamenti" del canone da parte della società. Il Comune è in ritardo con i lavori, dice di averli autorizzati dopo il "Pellegrinaggio", ma è trascorso 1 mese e mezzo; la Rata avrebbe dovuto pagare in base alla "convenzione" stipulata e semmai riservarsi la modifica per il tempo restante. I maligni potrebbero sommare i "mancati pagamenti" del canone dello stadio a quelli di Irpef, Inps e Iva, che potevano costare alla Rata - insieme all'abnorme sforamento dei parametri PA - l'iscrizione al campionato di Lega Pro. Problema che, tuttavia, potrebbe non essersi esaurito e costare alla Rata il deferimento per ritardata iscrizione e una penalizzazione in classifica. Spero non le succeda come quei "rimandati a settembre", che a scuola l'anno scolastico successivo venivano bocciati! Quest'anno iscrizione "sofferta", squadra a "basso costo", e la prossima stagione nessuna domanda. Dicevo Campodarsego, città di 14 mila abitanti (come Corridonia) a 40 km da Padova, con squadra giunta seconda nel girone C di serie D, dietro al Venezia. Il Campdarsego - la stagione precedente vincitore del campionato di Eccellenza - avrebbe avuto diritto alla Lega Pro, ma ha rinunciato. Malgrado ciò la squadra è stata rinforzata con l'intento primeggiare nel prossimo campionato. Il modulo che il nuovo tecnico Cunico (ex Luparense) applica è il 4-3-1-2, speculare a quello biancorosso. Il Campodarsego, che schiera 4 under (obbligatori in Serie D) ha nel centrocampista Bedin (1979) l'elemento più esperto, in squadra dall'Eccellenza. Ha alle spalle una lunga carriera in Lega Pro, con Spal e Padova e in Serie B, con Cesena e Sampdoria. Ma ciò che preoccupa del Campodarsego è il trio d'attacco, che metterà alla prova la difesa della Rata, il reparto più debole. Il centravanti albanese Aliù (1989) autore la scorsa stagione di 16 reti e in quella precedente di 13, sempre con il Campodarsego. La seconda punta Meloni (1985) prelevato dal Fondi (D) dove ha messo a segno 26 reti in 28 partite e la stagione precedente con l'Akragas 19 reti. In totale Meloni negli ultimi 4 campionati ha segnato 83 reti in 116 gare! Dietro alle due punte agisce il trequartista Lauria, prelevato dal Parma con cui ha vinto il torneo di serie D, segnando 7 reti. La stagione precedente aveva realizzato 17 gol con il Porto Tolle (D). Anche per lui carriera in Lega Pro con Venezia e Arezzo. Una squadra con cui c'è poco da scherzare e non vorrei che la Rata tornasse a casa con le "pive nel sacco", lasciando la Tim Cup con una squadra dei dilettanti. Gettando nello sconforto Imposimato, che sognava le squadre Pro, costretto ad affogare l'amarezza nei suoi "boccali di ricino". La nuova Rata, in fase di "costruzione" (tenendo conto delle risorse in cassa, dopo la "onerosa" ricapitalizzazione per l'iscrizione in Lega Pro), presenta diverse lacune. In difesa, specialmente nei due esterni poco avvezzi al torneo di Lega Pro: Broli, proveniente dal campionato della Lituania, e Franchini, ultima stagione nella "Primavera" del Carpi. Imposimato (pardon Imparato) è partito, di Sabato non si è saputo più nulla. A centrocampo giocando con il trequartista, Turchetta (l'elemento migliore, prelevato dal Forli (D), che a Campodarsego ritroverà l'ex compagno D'Apollonia), ci sarebbe bisogno di un mediano, restituendo al ruolo di esterni Malaccari e Quadri. In attacco occorre un centravanti di esperienza (l'articolo più costoso del mercato!). Rischioso affidarsi unicamente a Colombi, poca esperienza in Lega Pro ed ha dimostrato discontinuità. I giocatori in prova: Gandelli, Perfetti e Solinas non spostano i termini della questione. Il Ds Stambazzi, predica "prudenza e calma" (le virtù del bradipo), ricordando che resta un mese per l'inizio del campionato. Ma si rischia di trovare poco sulla piazza e di mettere in difficoltà il "silenzioso" tecnico Giunti, che non potrà presentare una squadra ben assemblata all'avvio del torneo di Lega Pro.
  • Maxi frode fiscale,
    arrestato Giuseppe Cerolini:
    società in Bulgaria per evadere le tasse

    349 - Lug 22, 2016 - 19:17 Vai al commento »
    @ Valentini. Io starei invece molto attento, lo dico seriamente, ad attribuire ad altri valutazioni mai fatte. Se le è sfuggito, poichè "in confusione mentale" o legge lo scritto altrui con "occhi foderati di prosciutto" (come Ferramondo le rimprovera), rilevo che non ho mai paragonato la questone Cerolini con le vicende giudiziarie della Tardella. Lo fa lei vigliaccamente per "mettere in difficoltà" chi non la pensa al suo stesso modo. Lei ha già dato dimostrazione - gliel'ho fatto rilevare - di avere capacità mistificatorie, attribuendo ad altri parole mai scritte. Ho semplicemnte risposto al suo post, pubblicato in sede sbagliata, in cui con atteggiamento da "fanfarone" dichiara che i "pistacoppi non hanno bisogno di lezioni nè dal punto di vista sportivo, nè morale". Stia ben attento, Valentini di Macerata - l'ammonimento le è già arrivato - che la querelo e, tenendo conto di ciò che scrive nei miei confronti, non sarà una parentesi piacevole. Non è mia intenzione, come lei invece scrive, di "denigrare e insultare la Rata e i suoi tifosi" (miserevole tentativo di mettermi contro la città), per cui ho rispetto tantè che ne scrivo ("si ignora ciò che non si considera"). Quanto pubblico è semplicemente il mio pensiero, che va accettato com'è, ma lei in questo dotato del "liberalismo" di Erdogan lo avverte come l'ortica. E' fuori luogo, glielo hanno detto, collegare questioni calcistiche - non è questo articolo la sede - con vicende giudiziarie attinenti attività imprenditoriali diverse. Le ripeto, in conclusione, qualora non l'avesse afferrato: non metta in bocca ad altri cose mai scritte (con me lo ha fatto molte volte). Se continua su questo piano - lo giuro sui miei familiari - verrà a conoscermi in Tribunale. A buon intenditor, Carlo Valentini, poche parole...
    350 - Lug 22, 2016 - 15:13 Vai al commento »
    @ Marco Marsili. Imposimato è come quei cacciatori che rimangono vittime delle trappole e essi stessi innescano. Ma ognuno, come si suo dire, si "cucina come può", anche inconsapevolmente. A proposito di cucina, la marinara, quella buona, ti aspetto alla Festa del Toro, che sto organizzando con gli amici club granata, dopo Ferragosto. Riconciliamoci sotto la bandiera del Torino, abbandoniamo le polemiche sui quotidiani on-line, lasciamole a chi è anche intellettualmente "provinciale". Noi siamo del Toro, la squadra che ha fatto la storia del calcio italiano (5 scudetti di fila), gli "invincibili" per antonomasia: Bacigalupo, Ballarin, Maroso; Grezar, Rigamonti, Castigliano; Menti, Loik, Gabetto, Mazzola (Cap), Ossola. Quest'anno ricorderemo il quarantennale dello scudetto e Giorgio Ferrini, per noi torinisti "il capitano": 16 stagioni con la maglia granata, in quel campionato secondo di Radice. "Giorgio", per noi del Toro, morì proprio nell'anno di quello storico scudetto, lasciando una famiglia giovane, quasi avvesse compiuto la sua missione granata. Indimenticabile la formazione dell'ultimo scudetto: Castellini, Santin, Salvadori; Patrizio Sala, Mozzini, Caporale; Claudio Sala (Cap), Pecci, Graziani, Zaccarelli, Pulici. All'annuale appuntamento del Toro Club saranno presenti giocatori di quello scudetto e di stagioni successive, oltre che tecnici che hanno allenato il Torino (Radice, come saprai, purtroppo è malato). Fammi sapere, Marsili, nella risposta al post se sei in zona nella seconda metà di agosto, troveremo un modo per sentirci. Per prepararti all'evento, se non lo hai ancora fatto, leggi il libro: "Il Toro non può perdere", di Eraldo Pecci - regista dello scudetto - ripubblicato da Rizzoli. Stringiamo la gloriosa bandiera del Toro, che fu dell'immenso Gigi Meroni, parliamo per una volta di "calcio italiano", lasciamo le speciose polemiche ai sostenitori di coloro che lo stanno vendendo ai cinesi!
    351 - Lug 21, 2016 - 23:41 Vai al commento »
    Siccome Imposimato nella sua nota "confusione mentale", che Ferramondo attribuisce alla "senilità galoppante", propone considerazioni sportive commentando un servizio relativo a vicende giudiziarie, mi vedo costretto a scrivere in tale contesto. E' preoccupato, Imposimato, di eliminare i miei commenti, che lo disturbano (e parecchio) da CM. Ma siccome tale quotidiano on-line non opera nell'ottica di Erdogan (intento all'eliminazione in tutti i modi dissenso) si dovrà rassegnate. Commenta lui, che non riesce a mettere due concetti di critica sportiva in fila, ma si rotola ne "lo potò" (direbbero nel fermano), a maggior ragione hanno diritto di cittadinanza i miei post. Colpisce nel suo commento la frase: "siamo orgogliosi di essere pistacoppi e nessuno ci deve insegnare niente nè dal lato sportivo nel dal lato morale". Da cosa è autorizzata tanta protervia (esiste anche "l'arroganza degli sciocchi")? Da nulla, poichè devono essere sfuggiti ad Imposimato i motivi per cui la Rata è stata bocciata in prima istanza (la cosa comporterà una penalizzazione in classifica) l'iscrizione alla Lega Pro. Li chiarisce un comunicato della Lega Pro riporto da CM: "la Maceratese non aveva passato il primo controllo della Covisoc per l'ammissione al prossimo campionato per una serie di inadempienze relative alla stagione 2015/2016: il mancato pagamento delle ritenute Irpef rigardante gli emolumenti dovuti fino al mese di aprile; i contributi Inps riguardanti gli emolumenti dovuti fino al mese di maggio ai tesserati, dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo (chi ne resta escluso?, ndr). Il pagamento del debito Iva relativo all'anno d'imposta 2015. Oltre alle mancanze sopra citate la società ha dovuto ricapitalizzare con oltre 245 mila euro le casse della Maceratese per poter garantire l'iscrizione per il secondo anno consecutivo" alla Serie C. Secondo Imposimato non si può insegnare nulla ad una società che ha presentato l'iscrizione alla Lega Pro senza i regolari pagamenti di Irpef, Inps e Iva e sforato il parametro PA di 245 mila euro, che ha dovuto ricapitalizzare prima del ricorso? Imposimato non si accorge che fa ridere i polli, che se a quest'ora sono a dormire. Fa pena, invece, un "decerebrato" del web (il cui nome ricorda un frutto estivo spesso bacato): attribuisce l'iniziale mancata iscrizione della Rata ad "errori contabili". Credendo alle "scantafaole" che gli raccontano, è impegnato "notte e giorno" a cercare le dichiarazioni (veritiere!) del presidente Gravina. Dell'altro aspetto evidenziato da Imposimato, quello morale, si occupa nella replica Gatti domandando se "Santa Tardella ha condonato la villa?". Probabilmente si riferisce ad un servizio di CM del maggio scorso che ha questo incipit: "Abuso edilizio, falso, mancanza di conformità con il permesso a costruire: chiuse le indagini e disposto il decreto di giudizio immediato per la presidente della Maceratese Maria Francesca Tardella e per altre 4 persone. La vicenda riguarda la villa costruita dalla presidente della società biancorossa in contrada Santa Maria del Monte, a Macerata. Il processo si aprirà al Tribunale di Macerata il 7 dicembre prossimo". Anche qui, Imposimato, non si può dire nulla rispetto a contestazioni - derivate dalle indagini - riportate da CM quali: "reato di falsità ideologica commessa dal privato, relativamente - dice la Procura - al fatto che avrebbero attestato nella dichiarazione del direttore dei lavori... allegata alla domanda di agibilità dell'edificio di Contrada Santa Maria del Monte, la conformità delle opere realizzate rispetto al progetto approvato"? La "domanda di agibilità" è stata presentata al Comune, di cui attualmente la signora Tardella è amministratrice nel ruolo di consigliere. Su un aspetto, in conclusione, metto in guardia Carlo Valentini, cito nome e cognome, di Macerata: non s'azzardi ad accostare il mio nome (e della mia famiglia) a figure con cui non ho a che fare e non sono oggetto dei miei post. Qualora lo facesse non esiterò, quant'è vero Iddio, a trascinarla in Tribunale, "turbando" la sua senilità.
  • Maceratese, preso Marchetti
    Via alla prenotazione degli abbonamenti

    352 - Lug 19, 2016 - 15:58 Vai al commento »
    Si dice che i nuovi adepti - il popolare Riccio viene dalla "selva" di Loreto e si fa passare supertifoso della Rata - sono i più integerrimi (ovvero i più indefessi) a sostenere la causa. Peccato che il nostro amico, non sappiamo quanto coscientemente, cambi troppo spesso opinione. A qualche distratto lettore, ricordo cosa egli ha scritto pochi giorni fa (il 12 luglio) sempre su Cronache Maceratesi: "In una piazza freddina, che si fa molto trascinare da simpatie ed antipatie, il campionato di quest'anno con queste premesse sarà durissimo. Lo scorso anno nonostante le ottime performance non si è riusciti più di tanto a coinvolgere tutti figuriamoci quest'anno con queste premesse ma questo passa il convento. Attualmente si sta costruendo una squadra che in altri periodi sarebbe stata considerata di media caratura in Serie D, speriamo nelle capacità a noi sconosciute del DS...". Insomma valutazioni sulle vicende dalla Rata non dissimili da quelle presenti nel mio precedente commento, in alcuni casi addirittura coincidenti. Nel frattempo, il Riccio lauretano trapiantato a Macerata, si deve essere galvanizzato dai nuovi arrivi in casa biancorossa. Devono averlo esaltato Malaccari, centrocampista proveniente dalla Lupa Roma (retrocessa in serie D) e Marchetti, difensore arrivato dal Martina (non iscritto al campionato di Lega Pro). Bontà sua, ma è risaputo che a Macerata (la nuova patria coinvolge più di quella di origine), città dello Sferisterio e del melodramma, il tifoso anche importato: "è mobile, qual piuma al vento, muta d'accento ed il pensier...". Non vado oltre, perchè i lettori avranno compreso che non c'è bisogno di prendere il Riccio lauretano per i "fondelli": si incarica di farlo ampiamente da solo con i suoi post. In ciò fa bella coppia con Er Cerescia, la cui "condizione mentale" lo porta, malgrado l'età, al "cazzeggio" e all'offesa personale, davanti alla tastiera del computer con la fifa di farlo direttamente.
    353 - Lug 18, 2016 - 23:03 Vai al commento »
    DALLA RIVA DEL FIUME... LA NUOVA RATA E IL FANTACALCIO DE ER CERESCIA La dirigenza della Rata, in attesa di conoscere l'esito del ricorso per la riammissione in Lega Pro, ha avuto la brillante idea di iniziare il discorso abbonamenti. Ma i sostenitori della Rata, come nei paesi arabi, vogliono "vedere cammello" prima di dare i soldi. Ma il cosidetto "cammello", a giudicare dai primi arrivi, non mostra la resistenza adatta per attraversare il deserto (leggi campionato) di Lega Pro. Perciò i tifosi biancorossi, già riluttanti la scorsa stagione con la squadra nei play-off, figuriamoci quella futura con una compagine da "media serie D". Le altre formazioni marchigiane di Lega Pro si stanno tutte attrezzando meglio della Rata. In difesa sono stati convocati per il ritiro due giocatori provenienti dal campionato della Lituania (uno stato che ha meno abitanti della città di Roma): Broli e Bondioli. I centrali difensivi titolari saranno, probabilmente, Gattari e Marchetti. Il primo arriva dal Campobasso (Serie D), mentre il più quotato - anche in considerazione dell'età più giovane - è il compagno di squadra Ferrani (che invece finirà altrove). Il secondo proviene dal Martina, società che non ha presentato l'iscrizione in Lega Pro, dopo aver disputato i play-out. La scorsa stagione, occorre ricordare, il Martina ha incassato 58 reti (in 34 partite) e un centrale difensivo qualche responsabilità ce l'ha. Il centrocampo si annuncia quello della Lupa Roma, retrocessa in Serie D dopo i play-out, autorizzando l'appellativo "Lupa Rata" per la cenerentola della prossimo torneo. E' infatti in ritiro la coppia Quadri e Malaccari, cui bisogna aggiungere Belkaid, che ha disputato il girone di ritorno con la squadra di Aprilia. Se questi calciatori non hanno brillato con la Lupa Roma (o il Marina) come potranno far bene a Macerata? Per il centrocampo erano circolati nomi di elementi di qualità, come Del Pinto (Benevento) e Mancino (Rimini) ma a Macerata non si vedranno. Da rilevare che la squadra sarà guidata da un tecnico, Giunti, che ha esperienze in "quarta serie" (condite con altrettanti esoneri). Sono dati per imminenti gli arrivi di due elementi dell'Helvia Recina (Villa Potenza), formazione di Eccellenza: Di Crescenzo e Midei e ciò chiarisce gli obiettivi della Rata. Assordanti silenzi, ai nomi dei nuovi acquisti, tra i tifosi biancorossi, solo Er Cerescia, nella sua visione di "fantacalcio" crede nella forza della squadra. Ma quando si sopravvaluta se stessi (un genio invece di un "cazzaro") si esagera lo spessore della squadra. Ma i primi confronti, a partire dalla Tim Cup a fine luglio, chiariranno la realtà delle cose. Intanto attesa per la decisione del Consiglio Federale (la bocciatura in prima istanza comporta già la penalizzazione) per verificare se i mancati pagamenti (altro che garanzie, Cerascia!) saranno stati saldati e la squadra riammnessa in Lega Pro.
  • Maceratese rimandata dalla Covisoc,
    Gravina: “Ci sono dei mancati pagamenti”

    354 - Lug 15, 2016 - 18:14 Vai al commento »
    DALLA RIVA DELO FIUME... CRONACHE PISTACOPPE Sembra passato un'infinità di tempo, invece appena 2 mesi fa la Rata disputava lo spareggio play-off all'Arena Garibaldi di Pisa, con l'esito segnato, ma i biancorossi erano della partita. Ora la Rata, a poche settimane di distanza da quello "storico" evento, si trova fuori dalla Lega Pro. La Covisoc, infatti, ha accettato l'iscrizione di 47 squadre e respinto quella delle restanti 5: Pavia, Rimini, Paganese, Casertana e Maceratese, le ultime due reduci dai play-off. Le motivazioni di tale decisione non si conoscono nei particolari, ma attengono per quanto concerne la Rata allo "sforamento" dei parametri PA, relativi al rapporto "costi e ricavi". Due giorni fa, in dichiarazioni rilasciate al quotidiano on-line piceno "Picchio News", la presidente Tardella si mostrava alquanto preoccupata del futuro della Rata: "temo seriamente per l'iscrizione al prossimo campionato di Lega Pro". Scendendo nei dettagli della decisione della Covisoc, la presidente imputava i problemi al "mutuo" per l'impianto di Collevario, nel bilancio della Rata ma di proprietà del Comune. Subito dopo la presidente aggiungeva altri significativi particolari : "Domani mattina sarò in banca, saranno pagati stipendi, premi, F24 ed IVA...". Ad appena un giorno di distanza leggiamo le dichiarazioni del presidente della Lega Pro Gravina che, pur nel dovuto riservo, puntano il dito sui "mancati pagamenti", così da orientare le problematiche della Rata in quest'ultima direzione. Qualche sospetto gli osservatori l'avevano derivato nel periodo della rescissione "onerosa" di mister Bucchi, quando il tecnico e il suo staff avevano rinunciato per liberarsi ad "alcuni stipendi arretrati". La somma che la Rata ricavò - anzi risparmiò - con quell'acccordo era come si ricorderà di 50 mila euro: che se ne dovrebbero andare quasi per intero per i problemi rilevati dalla Covisoic. Lo "sforamento" dei parametri PA compiuto sarebbe di 35 mila euro e le spese per il ricorso sommano a 10 mila euro circa, cifre non utilizzabili per il mercato. Il ricorso avverso alla decisione Covisoc deve essere presentato entro la giornata di oggi, mentre martedì prossimo si riunirà il Consiglio Federale per le decisioni definitive. Nel frattempo, la campagna acquisti subirà un ulteriore rallentamento, non essendo certa la categoria in cui sarà collocata la Rata ed i possibili nuovi arrivi non saranno certo invogliati dalle voci sui "mancati pagamenti". Sabato prossimo ci sarà il raduno per il ritiro pre-campionato e a 2 giorni di distanza solo 5 giocatori sono sotto contratto. I protagonisti della passata stagione si stanno pian piano accasando in altre squadre - il mercato a differenza di quanto sostiene il loretano trapiantato a Macerata si fa in luglio non in agosto - gli ultimi: D'Anna a Cosenza e Karkalis a Teramo. Giocatori di cui si prospettava la conferma sono cercati da altre società: Imposimato (Grosseto) o non sono stati più sentiti: Carotti. Al possibile nuovo arrivo Ferrani (Campobasso), è interessato il Fano, in odore di ripescaggio. Non si sa con quale squadra la Rata disputerà la Tim Cup, in programma a fine luglio, conquista che la dirigenza rivendicava con orgoglio. Bisogna dare atto al fiuto di Ferramodo che, senza i contatti in società sbandierati da Imposimato, aveva previsto problemi con la Covisoc. Sembra che in torinese "Piciù" sia l'omologo del milanese "Pirla" e in questo modo si potrebbero spiegare le recenti vicende "pistacoppe". Ed anche il motivo per cui il spertifoso Rata da "66 anni e tocca" sembra sia stato notato in giro con "orecchie basse" e "glutei serrati". Di questi tempi la precauzione non è mai troppa!
  • Massimo Cacciari
    riempie la piazza di Futura

    355 - Lug 11, 2016 - 18:28 Vai al commento »
    No, i Mille - tanti quanti quelli con cui Garibaldi conquistò l'unità d'Italia - non erano in piazza sabato scorso a Civitanova Alta ad ascoltare il filosofo Cacciari. Il numero mille non corrisponde, come vedremo, all'indice di gradimento e nemmeno alle presenze, poichè non erano in giro per piazza altrettanti spettatori di quelli seduti. Fino a mezz'ora dall'inizio della lectio magistralis era facile trovare sedie libere, si può parlare di ritorno economico solo per gli esercizi commerciali di piazza e non per tutta la Città Alta, come avveniva in passati e più affollati eventi. L'incontro era dedicato ad Annibal Caro, di cui è stato istallato su un balcone un manichino (un "pupazzo", definito da qualcuno) meccanizzato, che non risolve il problema di CIvitanova, patria del letterato, priva di un monumento in suo onore. Cacciari, però, nel suo intervento ha citato il Caro una sola volta, prima della lezione, quando su invito ha scelto tre lemmi da conservare. Per il resto massima attenzione al testo virgiliano pre-traduzione cariana ("bella e indele", definita dalla critica) con numerose citazioni latine, in relazione alla figura di Enea e al "suo tempo": Sono mancati i riferimenti al contemporaneo (migrazioni, sbarchi), presenti nel programma, annunciati nella presentazione e addirittura dal direttore di Futura - di cui l'intervento di Cacciari, superimpegnato in festivals estivi, era l'anteprima - in avvio di incontro. Una spettatrice in una domanda tardiva , di una serata che Cacciari aveva dato per chiusa, ha richiamato al programma e al mancato riferimento all'attualità. Il relatore, però, ha precisato di essersi voluto attenere al testo di Virgilio. L'accaduto fa emergere una vistosa "falla organizzativa", tanto da far chiedere se la direzione del festival fosse a conoscenza del tipo di intervento che Cacciari avrebbe proposto. Vi sono altre iniziative nel programma di Futura riservate alle celebrazioni cariane, ma si ha l'impressione che esse "girino intorno" alla figura del letterato, senza proporre riferimenti diretti. Sulla scia dell'intervento di Cacciari si pone la relazione sul III canto dell'Eneide (anche qui nulla a che fare con la traduzione del Caro) di Bettini. Sarà ricordata attraverso la figura di Ronconi, regista dell'evento, la rappresentazione de "Gli Straccioni" a Civitanova Alta nel 1966: con la presenza dell'attrice Benedetti, che tenne il prologo della commedia. Nessuna messa in scena ex-novo dell'opera cariana, affidata ad una compagnia di prosa nazionale. Il festival proporrà una mostra su Annibal Caro, vedremo di cosa si tratta, sperando non sia al livello di quella "parziale" allestita nel 2007. Nulla si sa del convegno di studi da tenersi in novembre a conclusione delle celebrazioni pei il 450° del Caro. Al momento l'unico evento di spessore effettivamente riferito al Caro è stato l'intervento di Ferroni - maggiore studioso del letterato civitanovese - sul complesso della sua opera. Infelice la scelta della data, il giorno della nascita del Caro, mentre le celebrazioni riguardano la sua morte! Resta il mistero del perchè non venga presentata a Civitanova (l'iniziativa finora si è tenuta all'Università di Macerata) la raccolta di tutti gli scritti di Ferroni su Annibal Caro (alcuni inediti), che coprono un arco di oltre 40 anni.
  • De Grazia e Ferrani,
    Maceratese vicina a due acquisti

    356 - Lug 11, 2016 - 22:49 Vai al commento »
    DALLA RIVA DEL FIUME... CRONACHE PISTACOPPE Allora, amici pistacoppi, che si dice Imposimato, pardon Imparato, resterà alla Rata, oppure seguirà il destino dei partenti Buonaiuto, Foglia, Altobelli, Karkalis, Faisca, Fioretti e compagnia bella? Nella "penata" campagna acquisti della Rata la difesa (a parte il portiere Forte) è il settore più trascurato. La dirigenza biancorossa prima ha perso un mese per la rescissione "onerosa" (mica tanto) del contratto di mister Bucchi e dello staff, poi altro tempo per scegliere i collaboratori di mister Giunti, tecnico con esperienza ed esoneri in "quarta serie". Ora la Rata si ritrova vicina al ritiro precampionato di sabato prossimo con solo pochi elementi in organico, con il ds Stambazzi nelle vesti della "tartaruga". Oltre ai confermati Kouko e Colombi e al "revenant" Belkaid, dispone dei nuovi arrivi Turchetta (Forli, serie D) e Quadri (Lupa Roma e Feralpi Salò, Lega Pro). Insomma un manipolo di giocatori con cui, associando alcuni elementi della Berretti (come prospettato dalla dirigenza) si potrebbe disputare - con apposita deroga - il torneo di calcio a 5. Troppo pochi i giorni rimasti al ritiro per allestire un organico come si dovrebbe di almeno 20-25 giocatori. Considerando che sono state programmate 2 settimane di preparazione prima della Tim Cup - cui la presidente Tardella tiene tanto - si rischia di giocare l'importante torneo con i "ragazzini" della giovanile. La società biancorossa "paga" le spese eccessive della scorsa stagione, specialmente quelle del "mercato di riparazione" (non si sono avuti i controlli della Covisoc?), in cui sono arrivati alla Rata elementi che non hanno "sconvolto" gli equilibri esistenti. Ora non rimane che la scelta di contenere le spese (gli anticipati arrivi di Ferrani e De Grazia con recenti esperienze di serie D vanno in tale direzione) o ricapitalizzare, ma non si capisce con quali fondi. Anche l'incrollabile tifoso Imposimato, ma con i soldi degli altri (con tutte le proprietà che vanta potrebbe dare una mano all'amata Rata) ha "abbassato la cresta" ed è approdato a più miti consigli (mantenimento della categoria). Mentre prima garantiva la rapida salita in serie B (dopo il primo tentativo fallito ai play-off): "la presidente farà la squadra per la promozione, l'appetito vien mangiando" e altre stupidate del genere. Gli erano addirittura spuntati gli "occhi a mandorla" e come i cinesi si era seduto sulla riva del fiume, all'epoca della rescissione "onerosa" (secondo lui) di mister Bucchi. Pensava di poter fare campagna acquisti con i 50 mila euro ricavati, mentre ora si rende conto che servono appena a pagare 2 mesi di stipendio a Maciste, pardon Sansone! Al momento non gli resta che sperare sulle virtù "magiche" della presidente, che calcisticamente trasforma tutto in oro (secondo lui e Scattolini). Ma i miracoli non sempre si ripetono (per i matrimoni e le promozioni occcore approntare un abbondante banchetto) e con i nuovi arrivi e quelli che si prospettano, le speranze della Rata di salire in alto sono decisamente modeste!
  • Forte, Colombi e Kouko:
    buon punto di partenza
    per la Maceratese

    357 - Giu 23, 2016 - 19:58 Vai al commento »
    Mette sempre imbarazzo inserirsi in un dialogo di "amorosi sensi" (calcistici, ben inteso) tra 2 pistacoppi che "tubano", che oltretutto hanno parte del nome in comune. Speriamo che tornino al "tu", dopo i continui appelli lanciati, in modo da togliere dal "cruccio" i lettori. Tempo di vacche magre alla Rata - pardon di pistacoppi spennati - dopo le spese da "Pantalone" della scorsa stagione, specie per la sessione di mercato di gennaio (ne valeva la pena, visti i giocatori arrivati?). La presidente Tardella è alle prese con un bilancio da "risanare" e non si può permettere grandi spese per il prossimo campionato di Lega Pro. E' stato ingaggiato un tecnico, Giunti, di "quarta serie" (cioè con sole esperienze maturate in Serie D), dove ha collezionato esoneri nelle squadre che ha allenato. L'ultimo allontanamento, mister "esonero", l'ha subito a Foligno, dopo appena 4 giornate di campionato. Questa settimana dovevano essere annunciati i collaboratori di mister Giunti, ma in società tutto tace. La Tardella - dopo l'esperienza Bucchi - aveva espresso l'intenzione di affiancare all'allenatore uno staff scelto dalla società, ma è improbabile che un tecnico rinunci ai propri collaboratori. Si sta mediando, ma è possibile che l'unico inserimento sia quello del vice Gianangeli (con una sola esperienza in Serie D finita con esonero, a Matelica). Sul fronte giocatori, la Rata fa come Troisi, "Ricomincio da tre": Forte, Kouko e Colombi (si può definire una colonna?), più uno. Come nel romanzo di Dumas "I tre moschettieri", c'è il quarto elemento, D'Artagnan, nel caso impersonato da Belkaid, di ritorno dall'esperienza con la Lupa Roma (retrocessa ai play-out, dopo spareggio con il Prato). Belkaid, giocando mister Giunti con il trequartista (ruolo delicato: uomo che detta l'ultimo passaggio), dovrebbe agire dietro alle 2 punte. I tifosi pistacoppi ricordando la partita in cui Belkaid è stato schierato dall'inizio, persa in quel di Santarcangelo, avvertiranno i brividi. In difesa (Imposimato dovrebbe salire in Serie B) la società biancorossa spera nella riconferma di Altobelli, che dovrebbe far coppia al centro con Sabato, e Karkalis, ma sui 2 giocatori, di proprietà del Pescara, ha posato gli occhi l'ambizioso Teramo di mister Zauli. Nel quadro dell'annunciato "ringiovanimento" della rosa (dovuto ai noti motivi di bilancio), dovrebbero trovare posto in prima squadra (perciò le preoccupazioni fondate di Ferramondo) alcuni elementi della Beretti. Occorre ricordare che la squadra giovanile della Rata la scorsa stagione si è classificata all'ultimo posto nel campionato di categoria. Si presentarà quindi ai nastri di partenza del prossimo torneo di Lega Pro (che potrebbe ospitare 4 squadre marchigiane: oltre alla Rata, Ancona, Samb ed il "ripescato" Fano), una formazione con ambizioni ridotte. Con l'obiettivo di "salvare la categoria" - che ci si augura non vessata da ripetute penalizzazioni, ma con una classifica espressa dai risultati del campo - in attesa di tempi migliori
  • Grillini critici sul bilancio:
    “Bocciato emendamento taglia tasse”

    358 - Giu 20, 2016 - 23:39 Vai al commento »
    A proposito dell'emendamento al bilancio di previsione 2016, a cui fanno riferimento gli esponenti del M5S, domenica 19 giugno sul quotidiano on-line filo (ma molto filo) amministrazione comunale "Civitanova Live", in una nota a firma "Robespierre" (un giacobino moderno?) si legge: "(I grillini) nonostante quattro anni di esperienza incappano in topiche istituzionali. Hanno presentato un solo emendamento al bilancio preventivo 2016 fuori tempo massimo. Chiedevano di fatto l'azzeramento dello stanziamento annuo destinato alla cultura. Per coerenza si immagina che nel programma elettorale 2017 proporranno la cancellazione della stagione teatrale, del festival internazionale di danza, dei festival Futura e Rive, di Vita Vita e dei contributi a biblioteca e pinacoteca. Niente teatri e incontri. Tutti sul web...". Lo stile inconfondibile, per chi frequenta la politica civitanovese, e i reiterati riferimenti a bilancio e cultura, dichiarano chi si cela dietro lo pseudonimo "Robespierre" (i vecchi vizi sul web non si cancellano!). Emerge, però, un'abissale differenza tra quanto sostenuto dai consiglieri del M5S in conferenza stampa: "tagliare le spese per giochi e cotillons" e quanto riportato dal fantomatico (mica tanto) "Robespierre" nella sua nota domenicale. Quest'ultimo, infatti, scrive che l'emendamento dei grillini chiedeva: "l'azzeramento dello stanziamento annuo destinato alla cultura". Ora spetta alle due parti: agli esponenti del M5S e al misterioso "Robespierre" (con il suo vero nome, su CM i nickname sono aboliti) la spiegazione delle tesi nettamente contrapposte. Così i lettori di CM sapranno finalmente da quale parte risiede la verità e in quale, viceversa, alberga la strumentalizzazione politica.
  • Umberto Piersanti:
    “Civitanova vivace, Macerata ferma”

    359 - Giu 20, 2016 - 20:31 Vai al commento »
    Il giudizio espresso dal poeta Piersanti sullo splendore della "cultura civitanovese" è quantomeno affrettato. Egli è da poco "civitanovese d'adozione" e le molteplici iniziative a cui partecipa lasciano supporre che abbia contatti con il personale politico locale. A questo proposito, è doveroso suggerirgli un noto detto civitanovese, che con tutta probabilità non conosce: "ci mangi il pane", nel senso sia più riflessivo prima di esternare elogi immotivati. Se poi il "corteggiamnto" dei politici civitanovesi si spingerà fino a chiedergli una candidatura alle prossime comunali - per avere una "copertura intellettuale" - si renderà meglio conto con chi si rapporta. Ma dell'eventualità di una candidatura dubito molto, poichè come noto l'intellettuale è poco propenso a diventare il "suonatore di piffero" di vittoriniana memoria. Appare, poi, inopportuno il giudizio "negativo", tantopiù se suggerito - come Piersanti lascia trasparire - da sentimenti di "poca simpatia" (da un intellettuale ci si attenderebbe una valutazione fondata su elementi oggettivi) su Macerata. La città di Matteo Ricci ha le sue eccellenze da un punto di vista culturale (stagione lirica, Musicultura ecc.), su cui si innestano eventi di interesse nazionale. Civitanova sotto l'aspetto culturale ha poco da gioire, basti considerare "Futura", esempio di come un festival non va organizzato (staccato dal territorio) o le celebrazioni del centenario di Annibal Caro, annunciate in pompa magna e poi declinate in iniziative "al risparmio" (dedicate al civitanovese più illustre!). Potremmo proseguire con una stagione di prosa "minore" (a differenza di Macerata, mantenuta sempre ad ottimi livelli) - sebbene i Teatri civitanovesi siano presieduti da "un'attrice" - e molto altro, ma sarebbe come "sparare sulla Croce Rossa". Avrebbe fatto meglio Piersanti ad attendere (civitanovesemente parlando a "mangiarci il pane"), prima di profferire immeritati elogi. Ma statene certi quando il "civitanovese adottivo" avrà valutato attentamente le "politiche culturali" cittadine (coordinate da un assessore delegato incompetente, perciò costretto ad affidarsi in esclusiva alle altrui proposte) cambierà decisamente opinione
  • Maceratese-Bucchi, divorzio ufficiale

    360 - Giu 16, 2016 - 17:43 Vai al commento »
    La vicenda della rescissione "onerosa" del contratto di mister Bucchi si è conclusa come tutti gli organi di informazione avevano previsto. L'ormai ex-tecnico della Rata ed i suoi collaboratori lasciano per "liberarsi" alla società le mensilità di fine stagione non corrisposte: non entra perciò "denaro fresco" nelle casse biancorosse. Si tratta di una risposta "chiara e lampante" a chi nei giorni scorsi - in difformità con altri servizi di CM - aveva prospettato che Bucchi avrebbe dovuto sborsare denaro (addirittura anche a favore del suo staff) perchè quello degli stipendi arretrati non sarebbe stato "sufficiente" a coprire il "gravoso" indennizzo richiesto dalla Rata. Le somme corrisposte avrebbero poi dovuto ripercuotersi "negativamente" sul futuro contratto - peraltro allora da sottoscrivere - con il Perugia. Ora, invece, in barba a tali notizie si è appreso che Bucchi ha addirittura firmato con la società del Grifo un accordo biennale! La querelle, durata un mese, in cui all'inizio mister Bucchi e i suoi avevano abbandonato la trattativa (forse per la pesante prima richiesta della società, poi ammorbidita) si è conclusa con la "rinuncia" a mensilità non ancora riscosse. Le informazioni inesatte diffuse sanno tanto di "vendetta mediatica" postuma, verso un tecnico che ha lasciato la Rata per assumere incarichi più importanti. Ma è risaputo nel calcio si passa facilmente dall'essere osannati a diventare oggetto di attacchi pesanti. Non vorremmo che le "notizie infondate" sopra descritte abbiano la stessa fonte di quelle che sotto Natale prospettarono "inadempienze" a carico della Spal (poi promossa in anticipo in Serie B), che sarebbero state oggetto di controlli da parte della Covisoc. La qual cosa suscitò, ricordate, ferme proteste da parte della società ferrarese, fino a minacciare querele nei confronti di chi aveva diffuso tali notizie "sballate". Per tornare al "risarcimento", la somma ricavata non consente granchè sul piano del mercato. come più volte invece prospettato da servizi al riguardo, con l'augurio che la società abbia altre risorse in serbo, altrimenti ci sarebbe da preoccuparsi sul livello della stagione a venire della Rata.
  • Maceratese, martedì la risoluzione
    dell’enigma Bucchi

    361 - Giu 13, 2016 - 20:11 Vai al commento »
    Quando si fa riferimento a post altrui correttezza vorrebbe, come mi comporto solitamente io, che si riportasse il pensiero "virgolettato", altrimenti lo si interpreta. Quando l'interpretazione, la "sintesi" la definisce Imposimato, è proposta da un tifoso "maniacalmente" fanatico come lui, si arriva allo stravolgimento del pensiero altrui, allo scopo di piegarlo alle proprie tesi sempre pro-Rata. Per quanto mi concerne non ho mai scritto, nè inteso scrivere: "smacco" a proposito della firma di Zauli con il Teramo, nè senza "scampo" riferito alla finale play-off del Pisa a Foggia. Speriamo almeno che Imposimato capisca quanto sopra precisato, vittima di "confusione mentale", come dimostra nel commento dedicato a Ferramondo, dove bastano poche righe per farlo cadere in pacchiana contraddizione. Tra l'altro dichiara "ottusamente" di essere da sempre "governativo", cioè a favore del presidente della Rata, chiunque esso sia (anche quelli che l'hanno fatta fallire e precipitare in infime categorie!). Riguardo alla gara dei play-off che la Rata ha perso a Pisa, la presidente Tardella a fine partita è stata chiara, cito virgolettato: ha prevalso la maggiore "freschezza fisica e voglia di vincere" dei toscani, il loro successo è "legittimo". Se poi Imposimato vuole deliziare le sue orecchie su come la presidente ha visto la partita, segua su Youtube l'intervista completa, in cui la Tardella aggiunge che il Pisa ha vinto "alla grande". Guardando al futuro torneo non ci vuole tanto ad immaginare che i programmi della Rata saranno ridimenzionati, dopo le spese della passata stagione. Altro che le dichiarazioni di