Cerolini, referendum tra i tifosi:
“Se non mi vogliono cederò la società”

SERIE D - Il patron della Civitanovese, tramite il suo avvocato Domenico Basile, risponde ai supporters rossoblu che nei giorni scorsi gli avevano chiesto di farsi da parte. "La società non fallirà perché è solida. Lo sforzo del presidente è quello di andare avanti: se si accorgerà, strada facendo, che sarà impossibile troverà le persone pronte a garantire il futuro della squadra"
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L’avvocato Domenico Basile, Giuseppina Marinozzi e Antonio Cardinali durante l’incontro che si è tenuto oggi in via D’Annunzio

 

L'avvocato Domenico Basile

L’avvocato Domenico Basile

 

(foto di Federico De Marco)

«Il presidente Giuseppe Cerolini prende atto dell’appello dei tifosi e promuoverà una consultazione, un referendum in cui si chiede se la sua persona è gradita o meno. In caso di risposta negativa accetterà il responso e per il bene della Civitanovese si attiverà per la cessione della società». Sono l’avvocato Domenico Basile e la ragioniera Giuseppina Marinozzi a rispondere in una conferenza stampa – a nome del patron della Civitanovese, che si trova agli arresti domiciliari – al comunicato diffuso dai sostenitori rossoblu in cui chiedono al numero uno della società di farsi da parte (leggi l’articolo). «Sicuramente Cerolini non porterà mai la chiave al comune: quel comune che ha voltato le spalle alla squadra, che ha preso le distanze sin dal primo momento – sottolinea l’avvocato Basile – Questa richiesta non verrà accolta, soprattutto perché qualcuno che si finge tifoso ha interessi personali e spinge perché questo avvenga. Indipendentemente dalla sua volontà, Cerolini non ha potuto seguire la squadra come ha fatto l’anno scorso, non ha potuto realizzare quanto promesso proprio per la vicenda giudiziaria. Ricordo che oltre a salvare la Civitanovese, Cerolini è stato l’unico a presentarsi all’asta pagando 30mila e ha provveduto all’iscrizione della squadra – dice l’avvocato – Per l’errore di qualcuno la società, poi, non è stata iscritta in serie D. E’ ripartita dall’Eccellenza, con una squadra competitiva che ha vinto il campionato alla prima stagione dopo 28 anni con tre giornate di anticipo, stando sempre al primo posto. A differenza del signor Patitucci e della signora Santinello, Cerolini non ha avuto sponsor garantiti dal Comune, provvedendo lui stesso. Considerando la media degli incassi di circa 4mila euro al mese ha pagato importi pari a 400mila euro fino ad oggi. Agli ultras, a quelli che hanno fatto il manifesto di protesta dico solo che ci vuole rispetto per una persona ingiustamente ai domiciliari».

Giuseppina Marinozzi

Giuseppina Marinozzi

In merito all’attuale situazione, l’avvocato Basile afferma: «è innegabile che ci siano stati dei problemi in questa stagione per quanto accaduto ma vi garantisco che la ragioniera Giuseppina Marinozzi si metterà subito al lavoro e acquisirà la situazione contabile per sistemare la situazione e garantire una programmazione della futura gestione finanziaria della società: è giusto criticare, ma non diffamare e calunniare chi ha fatto tanto per Civitanova e la Civitanovese. Cerolini merita rispetto, riconoscenza e gratitudine come persona, come presidente e come imprenditore. L’appello è a restare uniti e a sostenere la squadra che ha dimostrato che quando vuole non è seconda a nessuno. La società non fallirà perché è solida – conclude Basile – Considerate le spese sostenute ci sarà un debito pari al 5-6 per cento, per chi si intende di economia abbiamo una situazione deficitaria, in pratica, pari allo zero. Lo sforzo del presidente, e che si farà, è quello di andare avanti: se si accorgerà strada facendo che sarà impossibile troverà le persone che, per il bene della Civitanovese, saranno pronte a garantire il futuro della squadra, prendendola in mano attraverso una cessione rituale, legale e formale».

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