In Regione è un valzer Pd
Daniele Salvi nuovo capo di gabinetto

COSTI DELLA POLITICA - Dopo Sara Giannini assunta come esperta economica, anche il maceratese candidato senza fortuna alle ultime elezioni regionali avrà un ruolo nello staff del presidente dell'assemblea legislativa Mastrovincenzo. Per lui uno stipendio di 4 mila ero al mese, rimborsi spese a parte
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Daniele Salvi_Foto LB

A Daniele Salvi è stato affidato l’incarico di Capo di Gabinetto

di Marco Ricci

Non solo l’ex assessore alle attività produttive, Sara Giannini, con una consulenza come esperta economica da oltre 24mila euro per qualche mese di “lavoro” (leggi l’articolo), negli interstizi della regione Marche di posti al sole, o quanto meno in penombra, ce ne sono parecchi, in particolare per chi ha avuto o ha una militanza nel Partito Democratico. Tra bocciati dalle elezioni, dirigenti di prima o seconda fila, ex sindaci, a spulciare per quel che si può delibere e determine della regione Marche, contratti ad personam ne spuntano parecchi.
Niente di illegittimo, ma 30mila euro qui, 40mila euro là, tra segreterie, gabinetti, staff si superano ampiamente il mezzo milione di euro l’anno di spese per personale esterno alla Regione, personale che la politica traghetta sulle spalle dei contribuenti invece magari di utilizzare i dipendenti della Regione. Tutti uomini e donne senza dubbio capacissimi e posti in ruoli di fiducia, anche se sembra proprio difficile che non se ne potessero trovare di ugualmente bravi e fidati tra le migliaia di lavoratori della regione Marche. Una prassi, l’occupazione di quel che è possibile, che si ripete ogni cinque anni e che, crisi o non crisi, con i tempi sembra non cambiare mai. Modalità criticata anche da 34 democrat maceratesi che nei giorni scorsi hanno criticato duramente la linea del partito (leggi l’articolo).

Il presidente Ceriscioli e sullo sfondo il presidente dell'assemblea Mastrovincenzo

Il presidente Ceriscioli e sullo sfondo il presidente dell’assemblea Mastrovincenzo

Si parte così dal vertice della segreteria del governatore Luca Ceriscioli dove troviamo, come noto, l’ex sindaco di Ancona, Fabio Sturani. Se l’ex primo cittadino dorico aveva deciso di non correre per la regione, dopo una condanna della Corte dei Conti che lo ha condannato al pagamento di 30mila euro, Sturani riceverà dalle Marche oltre 35mila euro lordi di compenso annuale. Ad affiancarlo nella segreteria di Ceriscioli, l’ex segretaria del Partito Democratico di Ancona ed ex assessore all’urbanistica del capoluogo dorico, Elena Maiolini.
Praticamente tutti targati Pd sono anche gli uomini che circondano da qualche giorno il nuovo presidente dell’assemblea legislativa delle Marche, Antonio Mastrovincenzo, la cui segreteria assomiglia molto da vicino a un’assemblea del Partito Democratico. A capo c’è infatti Daniele Salvi maceratese di Castelraimondo, candidato senza fortuna alle ultime elezioni regionali, con uno stipendio di 4 mila ero al mese, rimborsi spese a parte. A fare compagnia all’ex segretario dei Ds, nel gabinetto di Mastrovincenzo troviamo gli “esperti” Gilberto Fattori, anch’egli Pd e già vice sindaco di Isola del Piano, e Giorgio Marchetti, ex presidente di Ancona Ambiente, si dice pure lui di area piddina. I due “esperti” costeranno ai marchigiani solo 2mila e 250 euro al mese ciascuno, rimborsi a parte, si intende. Ma non è finita qui, perché Mastrovincenzo deve riservare molta fiducia agli uomini Pd se, come responsabile della sua segreteria, ha posto un altro uomo di chiara militanza, Andrea Gonnella. Ex presidente dell’assemblea provinciale anconetana del Partito Democratico, Gonnella riceverà anch’egli i suoi bravi 35mila euro annui. Venendo alle segreterie dei nuovi assessori, quasi nessuno si è lasciato sfuggire la possibilità di inserire un esterno, come la legge consente ma come i tempi di crisi e di tagli avrebbero forse spinto a evitare.

Il segretario del Pd Francesco Comi

Il segretario del Pd Francesco Comi

Scelti tra coloro che avevano ricoperto lo stesso ruolo in passato, come prevede il regolamento, se a spezzare il monocolore democratico ci pensa l’ex responsabile del gruppo Udc in regione, a ristabilire l’equilibrio del Nazzareno ci sono ad esempio l’ex responsabile dell’organizzazione del Partito Democratico di Pesaro e un membro della segreteria regionale di Francesco Comi. Entrambi gli incarichi superano i soliti 30mila euro anni, spiccioli nel bilancio regionale ma non proprio quisquillie. E probabilmente non è finita qui. A voler perdere un paio di giorni a scartabellare delibere di nomi ne spunterebbero altri, senza contare il probabile valzer nelle partecipate con le relative consulenze. I tempi, insomma, non cambiano mai, di qualsiasi colore sia la politica e di qualsiasi istituzione si tratti. Niente di illegittimo, come detto, con alcune persone che hanno indubbiamente un’esperienza istituzionale piuttosto ampia. Ma mezzo milione di euro l’anno solo per le segreterie e gli staff moltiplicato per cinque anni, fanno due milioni e mezzo di euro a legislatura, senza contare i collaboratori di tutti i gruppi presenti in Assemblea legislativa e le altre prebende che si distribuiscono chissà dove. Un piccolo tesoretto che magari, in tempi di crisi, poteva in parte essere destinato a qualcosa d’altro attingendo, come detto, al personale della Regione e delle ex provincie. Ma per la politica, come detto, slogan a parte i tempi non cambiano mai.
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CANDRIA (SEL): “lA REGIONE, CENTRO PER L’IMPIEGO DEI PRIVILEGIATI” – “Un inizio un po’ deludente per chi ha fatto di trasparenza, sobrietà e cambiamento le parole d’ordine della propria campagna elettorale per le regionali”. E’ critico il consigliere provinciale di Sel Esildo Candria, sugli incarichi attribuiti, dal neo presidente della Regione Luca Ceriscioli. “E’ innanzitutto una questione di coerenza e correttezza verso i propri elettori e verso tutti i cittadini – continua Candria -, oltre che di stile. La nostra regione sta attraversando da qualche anno una fase drammatica per lavoro e occupazione, con un numero crescente di giovani laureati e professionisti che lasciano le Marche per cercare opportunità altrove.
Non voglio inseguire facili populismi: gli incarichi di staff sono per loro natura fiduciari, ed è giusto che Ceriscioli e Mastrovincenzo li affidino a personalità vicine alla loro area politica, ma questo non vuol dire che di quegli incarichi non debbano dar conto, anche sul piano della opportunità.
Distribuire incarichi a chi ha perso le elezioni, come Salvi, o non poteva essere ricandidata per raggiunti limiti di mandato, come Giannini, senza specificare – nel caso di quest’ultima – mansioni e criteri di scelta, non ha nulla a che fare né con l’annunciata trasparenza, tantomeno con il cambiamento.
Quegli incarichi avrebbero potuto essere affidati a personalità di profilo diverso, magari scelte tra quei giovani con una competenza tecnica d’eccellenza, come ce ne sono tanti nelle Marche, o tra personalità di indiscussa esperienza professionale. Invece si è scelto di replicare la vecchia prassi del ripescaggio tra politici.
Se si vuole affrontare l’ondata di antipolitica è necessario farlo con gesti concreti anche su questo terreno – conclude l’esponente di Sel, che pochi mesi fa ha rinunciato al gettone di presenza del Consiglio provinciale per non pesare sulle scarse risorse dell’istituzione -, altrimenti, invece della promessa casa di vetro, la Regione continuerà ad essere vista come il solito centro per l’impiego dei privilegiati”.



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