Asilo Green e Tari, il Pd:
“Troppe cose non tornano”

TOLENTINO - Gli esponenti democrat in consiglio criticano l'amministrazione alla vigilia del prossimo consiglio comunale
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Gli esponenti del Pd tolentinate in consiglio Jacqueline Cesaretti, Marco Romagnoli, Bruno Prugni e Loredana Riccio

Gli esponenti del Pd tolentinate in consiglio Jacqueline Cesaretti, Marco Romagnoli, Bruno Prugni e Loredana Riccio

«Votare in Consiglio il piano delle alienazioni dell’amministrazione è impossibile. Molte, troppe cose non tornano. Vendite anomale, bandi di gara pubblici che sono soltanto una farsa». A dirlo il gruppo consiliare tolentinate del Pd che pone l’accento su due questioni: quella relativa all’asilo Green e quella sul pagamento della Tari. «La cosa più scandalosa rimane la vicenda dell’Asilo Green. Un bando pubblico che tutta la città sa come finirà. Anche i muri sanno chi è il privato che si aggiudicherà l’area – sottolineano –  Quello che qualcuno ci deve spiegare è il perché un privato dovrebbe pagare un’area 2milioni di euro, valore assegnato dal Comune, quando l’Agenzia delle Entrate ha stabilito un valore di 590mila euro. Vogliamo che questo agli atti risulti. Un’operazione folle e senza senso – ribadiscono i democrat – Abbattere un edificio scolastico ancora in ottime condizioni e perdere un’area verde in un quartiere densamente popolato, per avere alla fine di tutta l’operazione, 3oomila euro da destinare ad un ponte che non si sa quando e se si farà. Ma non è tutto. Nel prossimo Consiglio si materializzerà quanto avevamo annunciato a gennaio, e cioè che a Tolentino più sei onesto e più paghi – affermano i consiglieri Pd –  Tutti ricorderanno come l’Amministrazione Pezzanesi abbia deciso di far pagare a tutti i contribuenti onesti un quota per compensare l’evasione della Tari del 2014. Nell’ultima rata del 30 novembre, infatti, ci ritroveremo a pagare il regolare conguaglio dovuto, più una quota che andrà a compensare l’evasione fiscale prodotta da chi evade. In sostanza circa 550mila euro di maggiori tasse non saranno ammortizzate dalla giusta lotta all’evasione, ma spalmando tale cifra su tutti i contribuenti che svolgono sempre il proprio dovere civico. Continuiamo a dire che si tratta di una scelta profondamente ingiusta».

(Ma. Cen.)

 

 

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