Pd verso il nuovo segretario, Morgoni:
“Sia autorevole, non un suddito delle correnti”
POLITICA - Il senatore democrat detta le linee per l'elezione della nuova guida provinciale: "I mali sono profondi e non si curano certo con l'ipocrita ricerca di comodi capri espiatori come sì è fatto nell'ultima direzione provinciale nei confronti della dimissionaria Teresa Lambertucci"
Il senatore Mario Morgoni interviene sulla prossima elezione del segretario provinciale del Pd dopo le dimissioni di Teresa Lambertucci. In una nota Morgoni detta le linee guida per la scelta del successore di Lambertucci alla guida della federazione, attualmente lacerata dagli strappi che si sono creati durante la formazione della giunta regionale.
«Il Pd provinciale di Macerata – scrive Morgoni – dopo le dimissioni di Teresa Lambertucci, legate alla candidatura per il Consiglio regionale, deve scegliere un nuovo segretario. Non è certo un passaggio rituale né di esclusiva valenza interna. La scelta che faremo testimonierà non solo ai militanti, ma anche ai cittadini, le nostre reali intenzioni. Il Pd maceratese, con il 29,87% raccolto alle regionali è la cenerentola delle Marche, ma ciò che preoccupa ancor di più è la scarsissima affluenza al voto – 47,15%, degli elettori-, anche qui la più bassa delle Marche. Già questi dati da soli testimoniano quanto sia importante la scelta del nuovo segretario per avviare una riconciliazione con un’opinione pubblica che diffida sempre di più della politica. Dietro questi dati, al di là delle influenze di fatti nazionali e internazionali. Per quanto riguarda la federazione provinciale, c’è una degenerazione correntizia e personalistica diventata incontrollabile negli ultimi anni, che ha totalmente esautorato gli organismi eletti, ha impedito ogni elaborazione politica, ha reso marginali i circoli compromettendo ogni residua funzionalità organizzativa».

Teresa Lambertucci e Francesco Comi. La nomina della Giunta regionale ha portato a profonde divisioni del Pd maceratese
«I mali sono profondi – continua la nota – e non si curano certo con l’ipocrita ricerca di comodi capri espiatori come sì è fatto nell’ultima direzione provinciale nei confronti di Teresa Lambertucci. Oggi tutti invocano l’unità. Ma la ricerca di accordi ed equilibri tra capi corrente in vista di candidature o incarichi per i prossimi appuntamenti non è certo l’ unità di cui abbiamo bisogno. Ci dobbiamo piuttosto misurare su un’idea di unità che si concretizza su contenuti e obiettivi comuni, come promuovere nuove figure di dirigenti senza il timore di vederli futuri, pericolosi competitori, ricollocare al centro del confronto e delle decisioni gli organismi elettivi di partito (assemblea, direzione) restituire dignità ai circoli, attivare un confronto sistematico con i sindaci, che sono il termometro più sensibile del rapporto con i cittadini. Tutto questo sarà possibile a condizione che vengano resi innocui i gruppi di potere a cui abbiamo colpevolmente consentito di mangiarsi il partito».
Da qui il senatore di Potenza Picena avanza delle indicazioni agli organi di partito sui parametri da considerare nella scelta del futuro segretario: «Convenire su questo obiettivo vuol dire essere consapevoli che non abbiamo bisogno di un segretario di transizione, incolore o di basso profilo. Serve piuttosto una persona autorevole, riconoscibile dall’opinione pubblica, che non soffra di sudditanze verso gli aggregati correntizi ed i loro capi. Una figura che, esprimendo con la propria storia e con le sue scelte, una coerenza con le politiche del governo guidato dal Pd e da Matteo Renzi, sappia sostenerle e promuoverle con convinzione anche nel nostro territorio. Un segretario capace di accelerare e gestire politicamente la transizione dalla provincia all’area vasta, senza titubanze verso resistenze e ostilità strumentali, in grado di mettere le basi per una aggregazione delle troppe partecipate che si occupano di servizi pubblici locali con una frammentazione – 11 società si occupano della gestione delle acque in provincia di Macerata – che non risponde a principi di risparmio, efficienza e qualità del servizio. E che dire del tema delle unioni o fusioni dei comuni in una provincia che ne conta 57, con una drammatica ormai necessità di agire abbandonando ogni resistenza di campanile se non vogliamo condannare ad un irreversibile declino tante nostre comunità. E del tema del lavoro che bussa quotidianamente alle porte di una politica distante e distratta?»
«Queste sono le ragioni – aggiunge Morgoni – che dovrebbero indurci a considerare la scelta del segretario non una pratica interna da sbrigare a termini di regolamento, ma l’opportunità per rilanciare un progetto politico degno di questo nome e una classe dirigente capace di gestirlo. Per questo infine, credo sia necessario chiedere al nuovo segretario (e alla nuova segreteria) un impegno assiduo e tenace fino alla scadenza congressuale di fine 2017, mettendo da parte ogni ambizione ed obiettivo personale che potrà trovare successivamente un fondamento più solido nei risultati prodotti da questo difficile lavoro. In un panorama politico caratterizzato da partiti e movimenti che sopravvivono sfruttando i disagi della crisi, il Pd, con tutti i suoi mali, è l’unico soggetto politico che non si sottrae alla sfida della trasformazione di questo paese. Magari facendo errori, ma cercando di immaginare e costruire l’Italia del futuro. Anche a Macerata dovremmo essere consapevoli e conseguenti con questo compito».

Siete un Partito ridotto a brandelli. Per tenervi assieme ci vuole il fil di ferro, quindi fate presidente un carpentiere che sappia cucire. Ma tanto, sia qui che a livello nazionale siete spaccati in tutto, certo finché la politica della poltrona vi regge, andate avanti ma prima o poi saltate. Se tra di voi c’è qualche brava persona non può stare a togliersi tutti i giorni ” lo stabbio ” con cui viene ricoperto dall’ipocrisia dei più.
Morgoni, ma Lei ha fatto il suo autoritratto. Facci Lei il segretario del partito. Lasci Roma: Qui potrà contare su vere forze di sinistra, dal Proff. con due effe Mr Silenzi, che potrà trovare al Palasgombi, come viene d’alcuni affettuosamente chiamato, oppure dal Dr. No, in arte Corvatta. Vive a Porto Recanati e non si capisce bene perché fa il sindaco a Civitanova, visto poi che al Porto sono rimasti senza. Si offra, Corvatta, si faccia avanti, si faccia conoscere, si faccia qualche amico di quelli buoni, come a Civitanova. Basta mi sono stancato, perché non ve ne andate tutti a fan..bagno?
Per Mario Morgoni
Sulla questione della Provincia di Macerata, tenuta in piedi nonostante tutto dal PD provinciale, sarebbe il caso che tu spendessi qualche parola. Dov’è finita la spinta rottamatrice dei renziani di casa nostra?
Quanto ai renziani stessi, la loro totale débacle è iniziata allorché hanno fatto quella sciagurata e improvvida alleanza con l’area Dem di Comi e Sciapichetti, che portò Comi alla segreteria regionale e Sciapichetti a fare il bello e il cattivo tempo a Macerata città e in provincia.
Ora sarà molto dura risalire la china, con un partito che è preda dei vari potentati locali e con la componente renziana dispersa in mille rivoli e sconfitta su vari fronti.
Per Giuseppe Bommarito che saluto con piacere. Sulla Provincia ho già preso una posizione chiara chiedendo pubblicamente da tempo a Presidente ed assessori di dimettersi e favorire il passaggio all’ area vasta. Confermo la mia posizione tanto che in questo articolo dico che il PD, con il nuovo segretario dovrà imprimere un’ accelerazione a questo passaggio. Per quanto riguarda i ” renziani “, e’ vero che non sono stati all’altezza del compito, dimostrandosi deboli, divisi e dispersi. E’ evidente che per promuovere il cambiamento non basta indossare la maglietta con la scritta Renzi e forse in troppi si sono illusi che potesse essere così. I ” renziani” non sono una razza diversa, la loro capacità di distinguersi non sta nei proclami ma nei comportamenti e nelle scelte. A partire da questo passaggio vedremo se ne saranno, o meglio, se ne saremo capaci.
Il male del PD sono i dirigenti del PD stessi attaccati alla poltrona, mentre secondo me Morgoni ha pianamente ragione e pur non condividendo molte cose, penso che sia una persona non attaccata alla poltrona è un ottimo professionista, quindi spero che sia lui insieme ad altri a fare un po’ di pulizia…una cosa poi da apprezzare e’ che è uno con le p…… che si è sempre esposto in prima persona…