Municipalizzate, tutto rinviato
Corvatta: “Sono arrivate informazioni
che modificano il quadro”
CIVITANOVA - Il primo cittadino ha motivato lo slittamento della discussione per avere tempo in seguito a dei cambiamenti pervenuti sulle partecipate. Se ne riparlerà il 14 luglio. Sembrerebbe che tutto ristagni sulla quota del 10% di Gas Marca che Uniti per cambiare vuole tenere di proprietà pubblica, mentre invece fino a ieri sera l'amministrazione aveva deciso per una cessione del 100%
di Laura Boccanera
Tutto rinviato al 14 luglio. La discussione calda e tanto attesa sulle municipalizzate slitta dopo un’ora di riunione e un’interruzione del consiglio comunale. Che tutto venisse procrastinato era nell’aria ad inizio consiglio comunale quando tutti sono rimasti piuttosto tranquilli e per l’assenza di Flavio Rogani, presidente Gas Marca che nei giorni scorsi aveva preso posizione contro la vendita al 100% della partecipata di cui è presidente. Affollata ieri la sala, fra i presenti molti farmacisti dipendenti delle comunali e i collaboratori della Gas Marca. Dopo aver votato però alcuni punti dell’ordine del giorno (tra cui il passaggio a livello) e bocciato la mozione sulla sicurezza, l’assise attorno alle 23.30 si è interrotta per circa un’ora: la maggioranza si è ritirata e al ritorno il sindaco ha proposto di rinviare i punti più caldi al 14 luglio. Ma il sindaco non ci sta a parlare di sfiducia e di dietrofront rispetto alla posizione già approvata dalla giunta e motiva il rinvio con l’arrivo di alcuni documenti che avrebbero in parte permesso una soluzione diversa del problema e degli obblighi di legge.
Ci sarebbe dunque un tecnicismo e non una prova di forza politica fra la lista Uniti per cambiare con a capo Costamagna e il resto dell’amministrazione, sindaco in primis. E’ il primo cittadino stesso a spiegarlo oggi: «Il rinvio di ieri sera in Consiglio comunale del punto all’ordine del giorno sulla razionalizzazione delle società partecipate non rappresenta una marcia indietro, né un segno di debolezza da parte dell’amministrazione comunale e della maggioranza. Siamo tutti consapevoli di trattare un tema di grande importanza, intorno al quale ruotano più di 100 lavoratori e svariati milioni di euro. E’ naturale quindi che ogni aspetto vada approfondito e ponderato con la massima attenzione. Proprio ieri, a poche ore dalla seduta consiliare, sono pervenute informazioni di notevole importanza che hanno parzialmente modificato il quadro complessivo che eravamo intenzionati a deliberare. Sono seguite consultazioni febbrili, che però non ci hanno permesso di trovare una quadratura in tempo utile per la discussione di ieri sera. Abbiamo quindi ritenuto opportuno prendere alcuni giorni per avere il tempo necessario a rivedere le decisioni ed apportare alcune modifiche che riteniamo possano essere utili ad individuare la migliore soluzione nell’interesse della città e delle società stesse. Sono convinto che questi 15 giorni saranno sufficienti per fare sintesi e presentarci compatti quando l’argomento sarà riproposto al dibattito in aula». Sembrerebbe che tutto ristagni su quella quota del 10% che Uniti per cambiare vuole tenere di proprietà pubblica, mentre invece fino a ieri sera l’amministrazione aveva deciso per una cessione del 100%. E l’inghippo starebbe su un’interpretazione della legge visto che secondo i tecnici non era possibile una cessione parziale, mentre ieri in extremis la lista avrebbe procurato un parere differente.
Commentano il rinvio anche gli esponenti dell’opposizione di centrodestra Giovanni Corallini, Massimo Mobili, Sergio Marzetti e Claudio Morresi che sulle partecipate hanno una posizione molto più “comunista” di quella del sindaco e sono per mantenere tutta la proprietà pubblica con un unico cda riunendo tutto in una holding. «Il sindaco è stato costretto a ritirare il punto perchè l’accordo con la sua maggioranza non c’era. Il modo di lavorare di questa gente è discutibile, stanno giocando a monopoli, vendono, comprano, dividono. Non esiste un obbligo di legge che impone la vendita, la legge afferma che è necessario razionalizzare o tagliare società in perdita, ma non è questo il caso. Non si capisce poi il perchè di tutta questa fretta». Analisi politica invece da parte di Morresi: «Rogani aveva detto che se non fosse passata la sua linea si sarebbe dimesso. Il punto è stato ritirato, quindi è passata la linea di Rogani, è una sfiducia verso il sindaco, che intende fare ora? Caccerà Rogani?» Una manovra quella della vendita delle partecipate per fare cassa ora e avere liquidità invece secondo Marzetti e Mobili che lancia un appello: «il sindaco sta prendendo una decisione in barba a quello che vuole la maggioranza della città e contro la sua stessa maggioranza» – dice Mobili. Conclude Marzetti: «il consiglio comunale come al solito viene delegittimato, si ratifica solo quello che è stato votato dalla giunta senza discutere, ma il consiglio è un organo di indirizzo non di ratifica. Il rinvio è anche una mancanza di rispetto per i dipendenti che ieri in aula erano in apprensione per il proprio futuro».



Molto meglio darsi una mossa visti i tempi che corrono….
L’État c’est moi e la legge sono io! Anche la città è mia! Per quanto riguarda il rispetto non ce l’ha neanche per se stesso, sennò avrebbe già da tempo abdicato . Se non ha ancora capito di non essere più tollerato dalla stragrande maggioranza dei cittadini amministrati con la zappa, o è duro di comprendonio o è affetto da disturbo narcisistico di personalità.
Mozione sulla sicurezza. Cecchetti dice che ci sono due tre vigili già vestiti e con blocchetto in mano, ma la Provincia non da l’ok per l’assunzione. Corvatta, da quel poco che si riesce a capire dai suoi monologhi dice che Civitanova deve preoccuparsi delle grandi infiltrazioni mafiosi che stanno aggredendo il territorio, quindi occuparsi di microcriminalità, siringhe a go go, feci umane miste a feci animali come fatto notare dal consigliere M5s, insieme all’abusivismo ecc., non è rilevante quindi niente sì alla mozione. Da notare che anche Livio de Livio si è scagliato contro il consigliere di M5S, di cui non accettava il racconto horror sulla situazione del decoro urbano. Mah!?!? Mi fermo qui perché il resto della discussione è conforme.
Corvatta non se ne va neanche stavolta. troveranno il solito, inutile escamotage per continuare a fare altri salti nel buio da menti completamente fuori dalla realtà.
Si vede che tanto “quisquiglie e pinzellacchere” le argomentazioni del leader de “La Nuova Citta”, Gismondi, sul riordino delle partecipate non erano, dato che è saltato il Consiglio comunale sul tema. Il consigliere della lista civica, dopo le elezioni regionali, aveva chiesto una “verifica programmatica”, incentrata sulle “partecipate”, ma il sindaco aveva risposto: “quisquiglie, ho altro a cui pensare”. Magari si fosse accettato il confronto, il Consiglio comunale avrebbe deliberato, invece di rinviare il punto di due settimane. La proposta di riordino delle partecipate – di cui si discute dall’inizio dell’amministrazione Corvatta – prevede la vendita di una farmacia, la cessione delle quote del mercato ittico, ma soprattutto la vendita di Gas Marca, società fiore all’occhiello del Comune, in forte attivo. Il presidente Rogani, chiede di riservare una quota del 10% al pubblico, ma la Giunta è per la cessione totale. Da notare che la legge prevede l’accorpamento delle partecipate, per risparmiare sui CdA, e la cessione delle società in perdita. Il sindaco ci informa di aver aquisito, nelle ultime ore, “informazioni di notevole importanza”, ma la realtà è che la legge sulle partecipate è sempre la stessa e le posizioni nella maggioranza sono le due descritte. Perciò il sindaco è costretto a prendere tempo per accettare la proposta Rogani, altrimenti non avrebbe più la maggioranza in Consiglio. Comunque, in qualsiasi modo il sindaco voglia metterla, sarà una sconfessione delle posizioni della Giunta. Ha fiutato il pericolo il vicesindaco Silenzi, assente alla seduta del Consiglio (in questo il servizio è carente). Più di quella del presidente di Gas Marca, Rogani, è pesata in Consiglio l’assenza dell’assessore al Bilancio, Silenzi! Il navigato politico fermano quando sente “puzza di bruciato” fugge: come non ricordare la diserzione degli spalti del Polisportivo, lui supertifoso, quando la Civitanovese è entrata in crisi. Anche il vicesindaco ha bisogno di tempo, per elaborare una posizione politica, che riesca a motivare l’amara sconfitta sulle partecipate.
Il sindaco ha ragione, ha altro a cui pensare, quindi lasci in pace i civitanovesi e se ne vada in quel di Porto Recanti a meditare.