No alle discriminazioni di genere
Flash mob per dire “Amami come sono”
CIVITANOVA - Una quarantina di persone fra attivisti e attiviste si è riunita di fronte al Batik e in un corteo silenzioso indossando un cartello con la scritta a favore delle diversità ha sfilato compatta. Tra loro anche una 90enne
di Laura Boccanera
C’è anche Marietta Bartolini, 90 anni, al flash mob contro le discriminazioni di genere che si è svolto oggi pomeriggio dalle 18 alle 19 e organizzato dalle associazioni Diritto Forte, Las Safinas e Donne di Mondo. Una quarantina di persone fra attivisti e attiviste si è riunita di fronte al Batik e in un corteo silenzioso indossando un cartello con su scritto “Amami come sono” in 20 lingue diverse è arrivato in piazza XX Settembre passando su Corso Umberto I temporaneamente chiuso al traffico. In prima fila anche la 90enne, nata nel quartiere Shangai, figlia di pescatori e ora in in difesa dei diritti contro le discriminazioni. Nonostante le difficoltà deambulatorie ha voluto esserci a tutti i costi per manifestare. Il corteo era scortato dagli agenti del commissariato, ma non si sono verificati disordini di alcun tipo. Fra le partecipanti anche l’assessore alle pari opportunità Cristiana Cecchetti e la presidente dei teatri di Civitanova Rosetta Martellini. Al flash mob seguirà anche una manifestazione prevista per il 22 luglio con un incontro dibattito sulla questione gender.





Le persone che valgono non hanno bisogno di pubblicità.
D’accordo, ma senza Gender nelle scuole e figli con uteri in affitto.
condivido. rispetto e amore per il prossimo, di qualunque etnia, colore, religione, opinione ed orientamento sessuale.
questo a mio figlio trasmetterò.
io e mia moglie.
l’esempio è il miglior insegnamento.
la scuola faccia la scuola e non orientamento affettivo del subconscio a bambini di 3 anni.
-l’art. 26 dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e l’art. 30 della costituzione impediscono alla scuola di sostituirsi ai genitori in merito all’educazione dei figli.
purtroppo, la riforma della scuola ha subdolamente e vergognosamente preparato il terreno per gli imminenti sessioni gender in scuole ed asili.
stiamo vigili e a settembre spediamo raccomandata con ricevuta di ritorno ai dirigenti scolastici (presidi) pretendendo il nostro consenso preliminare prima di impartire qualsivoglia lezione ai nostri bimbi e ragazzi.
in caso contrario, una bella denuncia alla Procura.
Una volta l’epatite C che trovava difficoltà ad essere classificata si chiamava epatite non A e non B. Anche il Gender a giudicare dai tanti commenti che lo teorizzano, che lo negano, dovrebbe chiamarsi Gender non A e non B. Così se un giorno si riuscisse a classificarlo si potrebbe chiamare C o anche X essendo i contorni del X più incerti, viste le numerose varianti formali del sesso X. Il problema non è il sesso X che ognuno si può gestire perché si può anche essere A e X e B e X, ma è quello che un milione di persone a Roma ( per la polizia potrebbero essere state anche dieci ) hanno detto no al Gender nelle scuole. Un milione di persone che protestano in piazza, rappresentano sicuramente tanti altri milioni di persone a casa. Dal momento che non sempre la minoranza ha ragione, come in questo caso, ognuno faccia le proprie manifestazioni, ma che non ci si ostini a rompere i co.ioni con questa storia che i genitori non vogliono. Ma si parla di bambini di tre anni, quattro anni o di sette – otto anni che dovrebbero essere liberi di avere rapporti sessuali omosessuali con maggiorenni o meno. Ma prima imparate loro i rapporti del sesso A e B se proprio dobbiamo dare da mangiare a qualche frotta di psicologhi disoccupati e poi che si passi pure al CX. Nella scuola da che ricordo io, l’insegnamento è graduale,prima si impara la a per arrivare alla z e così via. I sostenitori del Gender non A non B, partirebbero prima con l’insegnamento degli studi di genere e loro applicazioni sessuali e poi con lo studio delle tabelline. Ma andate 1° a ca,ga,re, 2° visto che sono proprio i Gay a spendersi per l’insegnamento Gender non A non B, mi sa che mi farete diventare OMOFOBO. Magari lo ero già, ma scoprirlo così non mi creerebbe nessun problema esistenziale.
Quanta confusione cari genitori i vostri figli al massimo diventeranno ottusi e non dovete preoccuparvi perchè saranno in buona compagnia.
Il ministro Giannini domenica in un’intervista su Sky ha chiaramente detto che i Gender non hanno nulla a che fare con la riforma della scuola. E’ solo frutto di cattiva ed approssimativa informazione (o strumentale). Chi avesse voglia di informarsi seriamente potrebbe farlo senza problemi.
Pero’ finirebbe la polemica… che gusto c’e’!?
semo gender de borgata…
aldila’ della strumentalizzazione di alcuni soggetti…nel presenziare alla riunione della bociofila civitanovese…quanti 30 persone di cui alcune non in grado di intendere??? vi consiglio di leggervi anche questo anche peche’ i nostri politici sono dei maghi meglio,o peggio,di houdini,,,
http://www.lamanifpourtous.it/sitehome/in-evidenza/il-gender-nel-comma-16-della-buona-scuola-le-ragioni-della-piazza/
Non vorrei che anche questo infuocato argomento (come tanti altri che, periodicamente, vengono sputati fuori dai mezzi di informazione) che tante coscienze smuove e fa salire il sangue a tante persone non sia altro che l’ennesimo strumento di distrazione di massa
Per cui tutti si accipigliano qui e cose assasi più importanti per la nostra vita (e le nostre tasche) passano inosservate…
Scrivere subito “Comune AntiGender” sui cartelli stradali ed avviare la procedura di riconoscimento della DOCG per la Famiglia Tradizionale Maceratese!
@Massimo Giorgi / O anche “Comune degenderizzato”.
@ Gianni Menghi:
Anche, l’importante però è che le scritte siano approntate per via istituzionale, con tanto di commissione linguistica per evitare errori. Per intenderci: no al fai da te.