Carancini, Pantana, Lattanzi
La campagna elettorale
si chiude nelle piazze
MACERATA VERSO IL VOTO - Il sindaco uscente esalta la pluralità politica della sua coalizione. La candidata di centrodestra: "Abbasseremo Imu e Tasi del 20%. Con noi non ci saranno più i Ciaffi a dirci cosa fare". I Comunisti Italiani: "Siamo l'unica sinistra in questa città"
(foto di Lucrezia Benfatto e Andrea Petinari)
Finisce con il comizio di Romano Carancini in piazza Battisti la campagna elettorale dei record con nove candidati sindaco a contendersi le piazze cittadine già da oggi pomeriggio con l’arrivo in città di Giorgia Meloni per Maurizio Mosca (leggi l’articolo). Ripercorre tutte le tappe della lunga campagna elettorale il sindaco uscente. Una arringa appassionata che muove i passi dal confronto delle primarie, quando il si impose sull’avversario Bruno Mandrelli con uno scarto di 450 voti.
«La mia candidatura non è stata un’autoinvestitura – dice Carancini – è partita anzi dall’impegno di 5.200 cittadini che sono andati a votare. Non una cosa scontata, come non è scontato che da sindaco uscente mi sottoponessi alle primarie. Questo è già un criterio che ci distingue dagli altri. Un passaggio che a molti non è sembrato sereno o lineare e che invece racchiude la pluralità di un partito vero. Un soggetto plurale di storie distinte, di personaggi che hanno fatto la storia del nostro paese, da Alcide De Gasperi, passando per Aldo Moro fino ad Enrico Berlinguer. Una storia di confronto anche duro che però è arrivata alla sintesi del Pd. Ammettendo onestamente che si possono fare anche degli errori, come ha detto oggi Matteo Renzi ad Ancona, ma con la responsabilità di dover scegliere».
Da qui il riferimento alla composizione della coalizione con cattolici e sinistra agli antipodi: «Le sensibilità estreme di questa coalizione possono stare insieme perché si fondano su valori comuni come solidarietà e rispetto dell’altro. In questa coalizione c’è il meglio che la città può rappresentare. Accanto ai partiti abbiamo costruito una coalizione più ampia per tornare a considerare la politica come servizio e ascolto dei cittadini con le civiche. Liste che rappresentano l’accezione migliore di quello che i partiti devono essere, ossia centri di elaborazione delle idee e non gestione della cosa pubblica».
Quindi chiama in causa gli avversari della campagna elettorale e rivolge a candidati della sua coalizione e ai cittadini l’appello finale: «E’ stata una campagna violenta segnata anche forti attacchi personali. Non abbiamo ancora capito dagli avversari qual è il progetto alternativo rispetto al nostro. Non abbiamo capito se piazza della Libertà tornerà ad essere invasa dalle auto o se vorranno riaprire l’inceneritore di Sforzacosta. Ai miei candidati, a cui va il grazie più grande, ricordo che la campagna reale finisce alle 23 di domenica. Siamo vicini ad un buon risultato ma dobbiamo spenderci di più per trovare una bella sorpresa lunedì allo spoglio dei voti. Impegnamoci. Insieme siamo tanti e siamo il futuro della città».
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Debora Pantana in piazza Vittorio Veneto con Fabio Pistarelli, Barbara Cacciolari, Fabio Massimo Conti e Riccardo Sacchi
“Anticarancinismo” sembra essere d’altro canto la parola chiave della chiusura elettorale dalla candidata di centro destra Deborah Pantana, nel tardo pomeriggio in un’affollata piazza Vittorio Veneto. O meglio in, “piazza Vittoria” come per due volte, la chiama per sbaglio, la candidata. Un comizio infuocato con tanto di fischi al passaggio del trenino urbano. «Carancini tra qualche giorno arriveremo noi – dice Pantana – E’ finita. Siamo qui in piazza Vittoria perché è arrivato il giorno della libertà. A Macerata non ci saranno più i Ciaffi in giro a dirci quello che dobbiamo fare. Siamo liberi». Quindi l’elenco delle “malefatte del Pd” negli ultimi 20 anni di amministrazione cittadina e le proposte programmatiche per il futuro.
«Il 31 maggio ci riprendiamo Macerata solo se sottoscriviamo un patto, tra elettori ed eletti. Io mi impegno a fare le cose contenute nel mio programma e voi non lasciate deleghe in bianco. Torneremo in questa piazza tra un anno per rendicontare ciò che abbiamo fatto. Macerata cambia! Ce la puoi fare». Segue la sfilata dei capilista della coalizione di centro destra. Appelli finali riservati ai candidati al consiglio regionale, Fabio Pistarelli e Barbara Cacciolari. La giornata di Pantana si era aperta con una conferenza finale nella sua sede elettorale in cui la candidata aveva annunciato: «Abbasseremo Imu e Tasi del 20% a chi deciderà di venire a vivere in centro o chi ci vorrà aprire un’attività commerciale. Il primo atto dei primi 15 giorni di insediamento sarà poi togliere le sanzioni delle telecamere che bloccano l’accesso in centro storico. In caso di ballottaggio non fermo accordi con nessuno per non togliere legittimità al programma della nostra coalizione».
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Michele Lattanzi, candidato sindaco dei Comunisti Italiani conclude la sua campagna nel solco dell’attivismo, evitando i clamori dei comizi dal palco e distribuendo volantini in piazza Mazzini e parlando con le persone: «Dopo 5 anni di amministrazione fallimentare i cittadini hanno la possibilità di cambiare. Votateci per due motivi: uno di natura politica perché noi rappresentiamo l’unica lista di sinistra nel panorama cittadino, visto che la coalizione che si è formata intorno a Carancini non la si può definire di centro-sinistra, ma un’accozzaglia di sigle e un tentativo di fare quello che ha fatto Spacca in regione 5 anni fa, cacciare la sinistra per allearsi con i centristi;
il secondo motivo è di natura amministrativa in questi cinque anni Carancini e la sua giunta sono stati sempre autoreferenziali e sordi alle nostre richieste e suggerimenti, questo ha portato a un totale fallimento dell’azione amministrativa su molti punti programmatici come: piscine, palazzetto dello sport, via Mattei-Pieve, scuola delle Vergini, servizi sociali e partecipazione. Il tentativo di tagliare qualche nastro (di opere programmate ed iniziate dalla precedente Amministrazione) per nascondere questo fallimento la dice lunga su la considerazione dei cittadini che ha l’Amministrazione uscente. Cittadini che in questi anni nei diversi settori dalla cultura (cinema Italia, teatro Rebis ecc), al commercio (centro storico ecc), al mondo dello sport e del lavoro hanno più volte manifestato la loro contrarietà a scelte prese in totale autonomia senza nessun dialogo o confronto. Per tutto questo è necessario voltare pagina votandoci, per la nostra coerenza, perchè rappresentiamo realmente l’alternativa alla Giunta Carancini e perchè con noi è più forte la sinistra e i valori che deve rappresentare».
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Un manifesto strappato significa che un fesso si e’ divertito passandoci davanti. Manifesti enormi tappezzati di fogli bianchi incollati significano che qualche candidato dovrebbe uscire immediatamente dalla politica, oltre che essere denunciato.