Boutique accatastate come magazzini,
200 segnalazioni al catasto sugli immobili
CIVITANOVA - Le relative classificazioni sarebbero incongrue. A due anni dalla bomba delle villette segnate come case popolari arrivano altri casi. Ci sono anche abitazioni ultrapopolari che non dovrebbero avere nemmeno il bagno in casa
di Laura Boccanera
Duecento segnalazioni al catasto sulle abitazioni e sugli immobili con una presunta classificazione incongrua. Tante sono le “carte” fatte arrivare agli uffici competenti dal Comune attraverso la Civita.s dopo lo scandalo delle ville e degli accatastamenti. Sono passati due anni dalla detonazione della bomba che ha fatto tremare proprietari e possidenti (leggi l’articolo) con ville accatastate come villini e appartamenti signorili che però risultavano come abitazioni ultra popolari, poco è cambiato. E proprio come in un romanzo kafkiano si perdono, negli uffici del catasto, fra attese per i ricorsi e commissioni tributarie, le presunte irregolarità di oltre 200 immobili per ora censiti. Andiamo con ordine: nel 2012 scoppia il caso delle ville, si viene a sapere che a Civitanova per il catasto le ville non esistono, o meglio solo una, villa Eugenia, è correttamente accatastata in A8. Approfondendo si scopre che abitazioni con 30 vani e piscina sono accatastate come villini. Scoppia la bomba mediatica anche a livello nazionale e il Comune decide di vederci chiaro e inizia una procedura di segnalazione al catasto di situazioni potenzialmente irregolari. Nella prima tranche vengono segnalate 10 abitazioni accatastate come villini in A7. Il catasto 5 ne riclassifica come A8, ville a tutti gli effetti. Due dei proprietari però fanno ricorso nel novembre del 2013. Sul provvedimento ora pende l’esito della commissione censuaria che ancora non si è espressa e che deve dipanare la matassa dal momento che nella così detta zona 2, verso Civitanova alta il piano regolatore non contemplava la categoria A8.
La commissione censuaria attende inoltre l’udienza e il responso della commissione tributaria. E di responso in responso, le 200 segnalazioni della Civita.s al momento rimangono inevase. Al vaglio però ci sono una serie importante di immobili e sono soprattutto interessanti i dati relativi a quegli edifici accatastati come magazzini e rimesse nelle quali invece si trovano studi legali, studi medici e boutique. In pieno centro. 59 le segnalazioni nel 2013 di cui 53 riclassate dal catasto, 46 nel 2014 di cui 28 riclassati. Le segnalazioni sono state estese anche alle case popolari e ultrapopolari e ai ruderi di campagna diventati nel frattempo villette e restaurate, così come molte ex case di pescatori del borgo marinaro che negli anni sono diventate abitazioni di pregio. 25 gli immobili in categoria A6 segnalati e in attesa di verifica, mentre 50 sono quelli di categoria A5 ultrapopolare e che quindi per la classificazione in teoria non dovrebbero neanche avere il bagno in casa.

















Tutti furbi siamo … Poi ci rimette la pensionata settantenne che con un locale di 8 mq del 1950 usato come bottega fino a 30 anni fa deve pagare un casino di tasse perché il catasto non accetta la variazione in magazzino
Se veramente il comune ha bisogno di soldi,è sufficiente che passa a tappeto tutta Civitanova, le casse così staranno bene x 10 anni, che cosa aspetta?