Accatastamento dell’ambulatorio,
il centrodestra all’attacco
Corvatta: “Chiesto l’adeguamento nel ’71”

CIVITANOVA - L'opposizione chiede le dimissioni del sindaco: "Versioni discordanti fornite dalla Civita.s a gennaio e luglio". Il primo cittadino: "Mi sono autodenunciato a novembre, già mio padre chiese di cambiare la categoria dell'immobile oltre 40 anni fa"
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federazione centrodestra

di Laura Boccanera

“Il primo furbetto del catasto è il primo cittadino”. Così Giovanni Corallini e la federazione del centrodestra che tira fuori una lettera inviata dalla Civita.s al sindaco Tommaso Corvatta in merito all’accertamento sul suo ambulatorio di Corso Umberto. Dopo la “battaglia di equità” voluta dall’amministrazione e che ha portato l’agenzia delle entrate a chiedere il ri accatastamento per 5 abitazioni che passano da A7 (villini) a ville (A8) con l’obbligo del pagamento dell’Imu anche se prima casa (leggi l’articolo), l’opposizione si concentra sul sindaco. La vicenda prese piede con una lettera anonima consegnata in consiglio comunale lo scorso aprile. La federazione del centrodestra presentò un esposto in cui si diceva di fare controlli e verificare se l’ufficio del sindaco fosse accatastato correttamente come A10 o risultasse una civile abitazione. E lo scorso 10 gennaio la Civita.s comunica al primo cittadino che dalla visura catastale “l’immobile classificato A3 in corvattacorso Umberto, risulta utilizzato come ufficio da data antecedente il 2007″. La missiva prosegue con la richiesta di procedere entro 90 giorni al nuovo accatastamento. Alla luce della lettera, la Federazione del centrodestra chiede le dimissioni del sindaco e del presidente della Civita.s Alessandro Brandoni: “A luglio la Civita.s dice che è tutto in ordine, ora dopo il nostro esposto chiede la revisione al catasto della categoria – tuona Fabrizio Ciarapica – a distanza di mesi si affermano due cose differenti, ormai è venuto meno il rapporto fiduciario con questo sindaco e si deve dimettere, ha mentito per mesi a tutti i cittadini”. Dello stesso tono anche Ottavio Brini: “Brandoni è stato nominato dal sindaco, ci spieghi perché gli accertamenti fatti a luglio sono discordanti con questa lettera di gennaio – e sul sindaco aggiunge – Corvatta non ha mai chiarito la sua posizione, ha detto che in questi anni ha pagato di più, bene, ora però rifaccia l’accatastamento”.

Corvatta da parte sua porta un’altra versione dell’accaduto: “Ho nominato a novembre un tecnico perché facesse tutti gli accertamenti, mi sono autodenunciato al catasto ed è emersa una richiesta inoltrata da mio padre nel 1971 di adeguare la categoria, a quel tempo l’A10 non esisteva ed è stata predisposta una equiparazione ad abitazione da parte dello stesso Catasto. Ho sempre pagato l’Imu su di una rendita presunta A10“. Nel frattempo proseguono gli accertamenti della Civita.s anche su altri immobili. Sono un centinaio le segnalazioni che la società ha nel cassetto e che vengono inoltrate a gruppi di 10 all’agenzia del territorio, i prossimi 10 immobili rientrano tutti in zona 1.



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