Innalzamento delle ore di insegnamento
I docenti dell’Itc:
“Basta tagli mascherati da riforme”
MACERATA - Il provvedimento è contenuto nella legge di stabilità al vaglio del Parlamento
La Legge di Stabilità, tanto discussa in questi giorni, contiene tra l’altro un innalzamento delle ore di insegnamento da 18 a 24 settimanali. La commissione cultura della Camera ha dato parere negativo, ma il testo non è stato stralciato e sarà dibattuto in Parlamento. Preoccupazione tra gli insegnanti dell’Itc Gentili che raccolgono le loro osservazioni in una nota:
«Il corpo docente dell’ITC “A.Gentili” di Macerata riunito in assemblea sindacale, il 29 ottobre, esprime forte preoccupazione, profonda indignazione e il più convinto dissenso nei confronti di una politica governativa così punitiva ed avvilente nei confronti della scuola pubblica statale italiana.
Gli interventi, auspicati e necessari a valorizzare e a far crescere in competenza e formazione il patrimonio prezioso di risorse umane presente nella scuola italiana, si traducono in continui e ininterrotti tagli mascherati da riforme e falsi adeguamenti a standard europei.
La proposta di innalzamento da 18 a 24 ore settimanali dell’attività frontale con gli studenti con il risarcimento di 15 giorni di ferie in più, anzichè in termini salariali, è demagogicamente usata per far pensare che l’attuale lavoro dell’insegnante sia minimo e privilegiato e avere così l’appoggio dei media e dell’opinione pubblica per continuare a svilire l’immagine di questa categoria. Si legittimano così i tagli che si riversano sui docenti come il blocco del contratto dal 2007 fino al 2014, con una perdita del potere di acquisto del salario di almeno il 20%. Questi interventi vengono imposti ai lavoratori non tenendo minimamente conto del normale iter contrattuale e di concertazione tra le rappresentanze sindacali e il governo.
Il CCNL stabilisce che l’attività funzionale all’insegnamento comprende tutte le attività, anche a carattere collegiale, di programmazione, progettazione, ricerca, valutazione, documentazione, aggiornamento e formazione, preparazione dei lavori degli organi collegiali, partecipazione alle riunioni e attuazione delle delibere adottate nei collegi docenti, consigli di classe, consigli di dipartimento, consigli di istituto, commissioni varie e svolgimento di scrutini ed esami; la stessa Commissione Cultura della Camera stima queste attività con le 24 ore di lezione frontale in ben più di 40 ore settimanali.
Il famigerato confronto con gli standard europei è poi avvilente: a fronte di una media europea di 19,3 ore di lezione frontale per i docenti della scuola secondaria superiore contro i nostri 18, lo stipendio dei docenti italiani è del 19,1% più basso pur tenendo conto del diverso costo della vita. I docenti tedeschi hanno 24 lezioni settimanali di 45/ 50 minuti, ma il nostro stipendio è del 41% più basso! (fonte Teachers’ and School Heads’ Salaries and Allowances in Europe 2011/12).
Inoltre insieme all’innalzamento dell’età pensionabile si avrà l’effetto che la scuola non assumerà nuovi insegnanti per molti anni. Non vi saranno ingressi in ruolo né per precari né per giovani laureati, né per concorso né per scorrimento dalle graduatorie, consolidando il primato della scuola italiana per anzianità dei docenti.
Si avranno ricadute peggiorative sulla qualità della didattica e quindi sui livelli di apprendimento. L’aumento di un terzo delle ore di lezione frontale, infatti, porterebbe gli insegnanti a lavorare su più classi ‘aumentando in modo irragionevole il numero degli alunni da seguire’, come riconosciuto nella relazione della Presidente della Commissione Cultura della Camera, ed incrementando ulteriormente le attività funzionali all’insegnamento.
I docenti, contro tutto e tutti, hanno formato generazioni di giovani, che una volta preparati, sono però spesso costretti ad emigrare all’estero per trovare: lavoro, gratificazione e riconoscimento della qualità delle competenze acquisite, disperdendo ed annullando la possibilità di futuro e crescita per il nostro Paese.
I docenti chiedono l’eliminazione di tale provvedimento e al governo un atteggiamento responsabile e lungimirante che investa sulla qualità della scuola pubblica, dall’innovazione tecnologica, alla formazione e alle infrastrutture, per un Paese più colto e pronto ad una cittadinanza anche per i giovani!
La mobilitazione si concretizzerà nella sospensione delle attività aggiuntive che le commissioni hanno previsto per il Piano dell’Offerta Formativa dell’ITC, garantendo solo la didattica ordinaria e sollecitando il confronto con gli studenti e le famiglie».
Fermo restando l’importantissimo ruolo ricoperto dal corpo docente per la formazione dell future generazioni pongo qualche quesito:
Nell’articolo si legge: “L’aumento di un terzo delle ore di lezione frontale, infatti, porterebbe gli insegnanti a lavorare su più classi aumentando in modo irragionevole il numero degli alunni da seguire.” Cosa significa? Che gli alunni faranno in media un terzo di ore in più per assorbire l’incremento di presenza dei professori? Perchè se aumentano le ore dei professori ma non quelle di scuola degli alunni son curioso di capire come perchè e come i professori dovranno venire in contatto con un numero maggiore di alunni. L’unica ipotesi è che magari facciano classi più piccole.
Si sostiene che con il blocco di contratto c’è stato una perdita di potere di acquisto da parte della categoria. Vorrei dire che moltissimi dipendenti privati grazie alla crisi e grazie agli ammortizzatori sociali (solo i più fortunati), hanno rimesso molti soldi in questi anni e solo i lavoratori pubblici non hanno avuto inizialmente alcun sacrificio.
Orario. Un metalmeccanico e la stragrande maggioranza di lavoratori lavora, e PASSA 8 ore al giorno per 5 giorni presso il suo posto di lavoro. Scandalizzarsi se si richiede ad un insegnante di stare a scuola anzichè 18 ore BEN 24 non mi sembra un delitto. A mio avviso un professore dovrebbe passare a scuola 40 ore come tutti!!! Parte di quelle ore deve essere destinato all’insegnamento, il resto all’impostazione delle lezioni, correzione delle verifiche, riunioni e corsi di aggiornamento. Prima di piangere per un diritto che viene eroso in minima parte pensate anche a chi sta a fare un lavoro in fabbrica…provate ad immaginare di chiedere ad un operaio di lavorare ad una pressa un’ora in più al giorno!
Si sostiene che il professore è sempre sul pezzo, sempre all’opera, dentro e fuori dalle pareti scolastiche: 40 ore Standard – 18 ore a scuola = 22 ore di correzione compiti e pianificazione lezioni. 22 Ore in 5 giorni sono oltre 4 ore al giorno e non credo siano poche.
L’aumento delle ore lavorate se non erro verrebbe ripagato con altri 15 giorni di ferie. Sindacato…rinfrescatemi la memoria. Un lavoratore con contratto a tempo indeterminato quanti giorni di ferie ha nell’arco di un anno? Ipotizziamo 1 mese. Ora…quanti giorni di ferie ha diritto un professore?…non ditemi che in estate sta sempre a fare corsi di aggiornamento perché se fosse vero i livello di scolarità in italia sarebbe uno dei più alti nel modo…
Fermo restando l’importantissimo ruolo ricoperto dal corpo docente per la formazione dell future generazioni pongo qualche quesito:
– Nell’articolo si legge: “L’aumento di un terzo delle ore di lezione frontale, infatti, porterebbe gli insegnanti a lavorare su più classi aumentando in modo irragionevole il numero degli alunni da seguire.” Cosa significa? Che gli alunni faranno in media un terzo di ore in più per assorbire l’incremento di presenza dei professori? Perchè se aumentano le ore dei professori ma non quelle di scuola degli alunni son curioso di capire come perchè e come i professori dovranno venire in contatto con un numero maggiore di alunni. L’unica ipotesi è che magari facciano classi più piccole.
– Si sostiene che con il blocco di contratto c’è stato una perdita di potere di acquisto da parte della categoria. Vorrei dire che moltissimi dipendenti privati grazie alla crisi e grazie agli ammortizzatori sociali (solo i più fortunati), hanno rimesso molti soldi in questi anni e solo i lavoratori pubblici non hanno avuto inizialmente alcun sacrificio.
– Orario. Un metalmeccanico e la stragrande maggioranza di lavoratori lavora, e PASSA 8 ore al giorno per 5 giorni presso il suo posto di lavoro. Scandalizzarsi se si richiede ad un insegnante di stare a scuola anzichè 18 ore BEN 24 non mi sembra un delitto. A mio avviso un professore dovrebbe passare a scuola 40 ore come tutti!!! Parte di quelle ore deve essere destinato all’insegnamento, il resto all’impostazione delle lezioni, correzione delle verifiche, riunioni e corsi di aggiornamento. Prima di piangere per un diritto che viene eroso in minima parte pensate anche a chi sta a fare un lavoro in fabbrica…provate ad immaginare di chiedere ad un operaio di lavorare ad una pressa un’ora in più al giorno!
– Si sostiene che il professore è sempre sul pezzo, sempre all’opera, dentro e fuori dalle pareti scolastiche: 40 ore Standard – 18 ore a scuola = 22 ore di correzione compiti e pianificazione lezioni. 22 Ore in 5 giorni sono oltre 4 ore al giorno e non credo siano poche.
– L’aumento delle ore lavorate se non erro verrebbe ripagato con altri 15 giorni di ferie. Sindacato…rinfrescatemi la memoria. Un lavoratore con contratto a tempo indeterminato quanti giorni di ferie ha nell’arco di un anno? Ipotizziamo 1 mese. Ora…quanti giorni di ferie ha diritto un professore?…non ditemi che in estate sta sempre a fare corsi di aggiornamento perché se fosse vero i livello di scolarità in italia sarebbe uno dei più alti nel modo…
Se non accettate le 24 ore settimanali ……………..
potete anche scegliere le 40 ore settimanali sulla catena di montaggio di una fabbrica qualunque,
basterebbe solo una settimana di prova
Le Vostre idee cambieranno e
non vi lamenterete sicuramente mai piu’ del ( poco )lavoro che svolgete !!!!!!
Ogni lavoro ha le sue caratteristiche e difficoltà e tutti hanno pari dignità. Il lavoro dell’insegnante consiste nella trasmissione delle conoscenze e competenze disciplinari, nel far sviluppare capacità di analisi e sintesi e nello stimolare la rivisitazione critica delle conoscenze acquisite in modo da sviluppare la capacità di rielaborazione autonoma degli studenti. La professionalità del docente si acquisisce in anni di studio che come per altri mestieri prosegue per tutto l’arco della vita lavorativa.
L’accesso a questa professione ha visto per la maggioranza degli insegnanti il superamento di un concorso pubblico.
Il docente inoltre si rapporta con dei ragazzi, degli individui con storie personali a volte complesse e difficili, nella fase adolescenziale che è la più sensibile e incisiva nella vita di una persona. A volte l’insegnante rappresenta un modello di riferimento con tutta la responsabilità del caso.
Il docente deve far fronte a dinamiche di classe in cui si riproducono dei piccoli spaccati della nostra complessa vita quotidiana con tutte le problematiche sociali, di relazione, accettazione, rispetto delle regole e delle persone. L’aumento di 6 ore comporta dalle 2 alle 3 classi aggiuntive, cioè dai 50/60 agli 80/90 studenti in più che debbono essere seguiti, formati e gestiti. In merito all’orario di lavoro questa professione è un ibrido: ha un monte ore che è effettuato nel luogo di lavoro e una parte altrettanto consistente gestita, come se il docente fosse un libero professionista che può organizzarsi negli orari più strani, ma che in fondo non “stacca” mai, certo si potrebbe trasformare questa seconda parte, ma non è questo lo spirito della Legge di stabilità che va ad aumentare sia il carico nel luogo di lavoro che quello fatto a casa a parità di salario sempre e solo con una logica di risparmio e taglio delle risorse e mai con un confronto e una riorganizzazione seria e di prospettiva. La preoccupazione è data dal fatto che, se anche una istituzione pubblica si permette di attuare meccanismi autoritari di mancata contrattazione e concertazione si legittima un processo inaccettabile che dovremmo contrastare per la difesa dei diritti, con la solidarietà di tutti i lavoratori, perché il tentativo sembra essere quello di annullare tante delle conquiste di anni di lotte, soprattutto degli operai, facendo pagare a chi ha sempre pagato la crisi.
Il punto che non va sottovalutato, cari lettori, è che questa proposta del governo è molto simile ad un colpo di mano infatti, in una situazione che vede il blocco della contrattazione fino al 2014 e il blocco degli scatti di anzianità, modificare ope legis una materia contrattuale, sottraendola alle sedi deputate, rappresenta un monstrum giuridico mai registrato nelle moderne democrazie, né nel nostro Paese né nel resto dell’Europa, che potrebbe costituire un pericoloso precedente.
Sono certa che al Sig. Nardi tutto questo non interessa e forse stenta anche a capirlo, probabilmente come molta gente è così lontano dalla realtà scolastica che non può oggettivamente rendersi conto di cosa significhi parlare ( insegnare sarebbe presunzione) 4 o 5 ore al giorno a 30/32 studenti, spesso adolescenti in crescita con difficoltà, spesso ragazzi che a casa al loro rientro sono soli, ragazzi diversamente abili i cui docenti speciaizzati vengono ulteriormente ” tagliati” e potrei proseguire a lungo.
Il punto non è soltanto l’innalzamento del monte ore, ma la mancanza del riconoscimento del valore di un lavoro svolto spesso in condizioni difficili per fare il quale i docenti hanno studiato a lungo, hanno sostenuto concorsi e che ogni giorno svolgono con amore ed attenzione (che è esclusivo appannaggio del metalmeccanico)! Ogni lavoro ha la propria dignità, il proprio valore e non dimentichiamo che stiamo parlando di persone che formano le future classi dirigenti e che lavorano con materiale umano, scusate se è poco!