Caso Ircr: i familiari chiedono discontinuità col passato

MACERATA - Tanti gli interrogativi posti dal Comitato. "Che cosa si sta facendo per ridurre le rette? Come si stanno recuperando i canoni di locazione da recuperare?"

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Mentre si attende di conoscere la data di un consiglio aperto sull’Ircr (leggi l’articolo), i familiari degli anziani ricoverati continuano a far sentire la loro voce:

«Passano i giorni, ma il giallo delle vicende IRCR non accennano a trovare una soluzione. Abbiamo assistito alle ultime autodifese che segnano una svolta nell’inesauribile repertorio di alibi dei personaggi coinvolti, spostare l’attenzione  altrove, mai entrare nel merito dei fatti, è stato fatto a mia insaputa, non vorremmo che la prossima mossa   venissero scomodati gli ufo, incominciamo a pensare che ci siano dei fantasmi. Si aprano gli archivi e si forniscano argomenti , documentazione per ricostruire la verità, è mai possibile che   nessuna amministrazione comunale abbia  mai sentito l’esigenza di fare un’operazione di trasparenza sull’affare IRCR  pieno di buchi neri.

Abbiamo assistito alla storia del vestito rotto ma rattoppato,  la professione di sarta non si improvvisa. Per rattoppare quella “toppa” bisognava essere una brava sarta e poi se la cosa era cosi grave occorreva consultarsi, ci sono di mezzo i soldi degli ospiti, non si possono gestire i loro risparmi a loro insaputa, un  buon gestore deve mettere al corrente i propri ospiti. Non stiamo parlando di politica ma di vita e di morte dei nostri famigliari ospiti dell’IRCR. Non si sarebbe usato tanto inchiostro se ci fosse stata una minima azione di trasparenza e di coinvolgimento dei famigliari. I famigliari vogliono, esigono di conoscere che cosa è accaduto  nella gestione del patrimonio immobiliare, i cui frutti servono per integrare le rette  degli ospiti che ne hanno bisogno. I famigliari hanno paura di non potercela fare ad aiutare i propri genitori, si notano  facce, sguardi smarriti, lacrime, notti insonni, pensieri ossessivi, c’è questa angoscia, questa paura di non potercela fare ad aiutare i  genitori.

Che cosa si sta facendo per ridurre la retta a carico dell’ospite e riportarla dal 2013 allo standard regionale di  33 euro al giorno anziché i 53 euro che paghiamo attualmente ? Quanti famigliari conoscono la composizione della retta, a fronte di  questi 53 euro giornalieri quali sono i servizi che ci vengono riconosciuti? Perché in assenza di una carta dei servizi per le residenze protette non si fa una comunicazione ai famigliari dove si spiega questa è la retta che dovresti pagare (come suggerito dalla Regione Marche) di 33 euro  invece si paga molto di più  perché ci sono questi servizi aggiuntivi? L’attenzione deve essere posta anche sui contenuti  della convenzione firmata di recente con l’ASUR ,  su un’azione di monitoraggio della stessa. I posti accreditati, per la residenza protetta, dalla Regione Marche per Macerata sono 60, per i quali il costo della retta a carico degli ospiti è di  33 euro al giorno, l’altro 50% è a carico della struttura ASUR, invece  gli ospiti non autosufficiente accettati sono circa 90, e pagano tutti 53 euro al giorno, più ne   accetto e più incasso, magari a discapito della qualità del servizio.

Avevamo  messo a disposizione del Consiglio di Amministrazione, le professionalità di alcuni famigliari, ad esempio fornendo uno sviluppo temporale di alcune voci di bilancio che dovevano essere attentamente osservate e sulle quali ottimizzare le risorse. Fare un confronto tra strutture presenti sul nostro territorio in termini di servizi socio-assistenziali, servizi amministrativi, rette e incominciare a ragionare su quelli che potevano essere gli aspetti da migliorare, ad esempio perché una struttura omogenea viene gestita con certo numero di impiegati rispetto ad un’altra. Adottare un sistema di valutazione interna per l’attività svolta e una rendicontazione sociale. Intendere l’economicità come condizione necessaria di socialità, ricercata e valutata sulla base di sistemi di governo tesi ad orientare l’efficacia della gestione e il non spreco di risorse. Che cosa si sta facendo per recuperare canoni di locazione ancora da riscuotere?

Ecco perché chiediamo si faccia presto a nominare un nuovo consiglio di amministrazione che segni una netta discontinuità con il passato,  vorremmo che il sindaco di Macerata anche per l’IRCR  adotti una “nuova storia”, uno slogan nel quale, il candidato sindaco prospettava e  garantiva una discontinuità, rispetto al passato. Dare coerenza alla parole che si pronunciano e una guida unitaria al Consiglio di Amministrazione».

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