“Fortuna” al don Bosco
Storia di un ragazzo diversamente abile

Il film realizzato dalle cooperative La Talea e Di Bolina, è stato girato tra Macerata, Treia e Porto Recanati
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Una scena del film tutto maceratese

Sarà proiettato domani  (lunedì 23 gennaio), alle ore 21, al teatro Don Bosco, “Fortuna”, il terzo film di Eleonora Khajeh e Francesca Rossi Brunori, con la fotografia e il montaggio di Angelo Cioci, realizzato in collaborazione con le cooperative sociali Di Bolina e La Talea. “Fortuna”, girato in circa un anno tra Macerata, Treia e Porto Recanati racconta la vita monotona di Fabrizio, ragazzo timido e impacciato le cui giornate sono scandite da appuntamenti fissi: lavoro, casa, televisione e qualche pomeriggio al fiume con un suo amico. E’ la storia di un ragazzo diversamente abile che per la prima volta si innamora e che grazie a questo sentimento vedrà crollare le certezze a cui era aggrappato. Inizierà per lui un importante percorso di crescita, di cambiamento e soprattutto di apertura al mondo.  Il film è un’opera multidimensionale, che si presta a numerosi e differenti punti di vista e permette agli spettatori di scegliere in quale modo “entrare” all’interno della vicenda. Sarà proiettato al teatro Don Bosco, una delle location principali del film stesso, per favorire nello spettatore, in un gioco di specchi, la completa immedesimazione. Altri film nel film saranno l’occasione per il resto del cast di attori diversamente abili di sperimentarsi e raccontare, irridendo, nello spirito irriverente che contraddistingue le due talentuose registe, alcuni modi di fare film “colti”. “Da quattro anni le nostre cooperative – intervengono i presidenti de La Talea e Di Bolino rispettivamente Adriano Spoletini e Matteo Cioci – hanno avviato con successo un laboratorio di cinema supportato da una piccola casa di produzione DiBolinaStorie che offre la possibilità a persone diversamente abili di lavorare con attori professionisti alla realizzazione di cortometraggi e lungometraggi. Il mezzo artistico che abbiamo scelto ci sembra ideale per poter fissare le capacità espressive e comunicative di ognuno, ma non solo, è anche un modo per rivedersi, specchiarsi, correggersi e soprattutto sorprendersi. Ogni sequenza del film  – proseguono Spoletino e Cioci – nasce da un lavoro di improvvisazione degli attori. Al regista è affidato il compito di introdurre e spiegare le scene, il resto avviene a telecamere accese e senza un copione scritto. La particolarità del progetto sta proprio nella scelta di affidare la narrazione ai protagonisti senza imporre strutture rigide. E’ un lavoro difficile ma al quale abbiamo creduto fin da subito perché convinti che potesse rendere più autentico e consapevole il coinvolgimento di tutti. In questo modo abbiamo anche superato le difficoltà che il soggetto disabile può incontrare  di fronte alla lettura e alla memorizzazione di materiale scritto. Col tempo abbiamo esplorato un modo diverso di lavorare con la disabilità e il nostro intento è quello di realizzare un prodotto di qualità”. Nel 2008 le cooperative hanno realizzato 21, film premiato alla Festa Internazionale di Roma “ilcorto.it” come miglior corto surreale con tema “gli altri” e come miglior musica originale composta dal maestro Gianluca Gentili. Il  secondo film  “Un giorno come un altro” è stato accolto con grande entusiasmo ed è considerato un film irriverente e al contempo profondo.



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