Crucianelli, lunedì vertice col prefetto
per i 1.500 operai dei subappalti.
Martedì il Riesame per gli arrestati

INCHIESTA DDA SULLA RICOSTRUZIONE - Cataldi (M5S) interroga Meloni in Senato sui controlli antimafia. Il costruttore Enrico Crucianelli è imputato per estorsione in un processo in corso al tribunale di Macerata: lunedì prevista la prossima udienza. Allarme dei sindacati per 50 operai della ditta subappaltatrice Edilnova di Vincenzo Chiappalone, legato alla 'Ndrangheta

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enrico crucianelli gru tolentino

Enrico Crucianelli

di Alessandro Luzi

Fissato a martedì il Riesame per il costruttore Enrico Crucianelli, Fabio Pistarelli (ex capo di gabinetto del presidente Acquaroli) e l’imprenditore Antonio Cervigni. Ricorrerà al Riesame anche l’imprenditore Antonio Ezechielli. Il suo legale Sergio Del Medico oggi ha presentato l’istanza. Tutti e quattro sono in carcere nell’ambito dell’indagine della Dda sulla ricostruzione.

Assemblea sindacale Crucianelli

La scorsa riunione dei sindacati con la ditta Crucianelli Rest Edile

Intanto sul fronte dei cantieri preoccupa ancora la sorte dei lavoratori della Crucianelli Rest Edile. Lunedì si svolgerà un incontro con il prefetto Giovanni Signer, a cui parteciperà anche il commissario alla ricostruzione post sisma Guido Castelli. Un appuntamento con i sindacati che si svolgerà alla biblioteca Mozzi Borgetti a Macerata. L’incontro servirà a capire se l’impresa a cui sono stati bloccati 39 milioni nell’ambito dell’inchiesta della Dda, ha liquidità sufficiente per pagare i 1500 operai dei subappalti. Crucianelli, amministratore unico e direttore tecnico Rest Edile Srl, presidente (autosospeso dopo l’arresto) della sezione costruttori Ance Macerata, ha circa 400 cantieri in provincia, per lo più di edilizia privata per la ricostruzione. Nel mirino della Dda è finita quella parte che era in subappalto ad imprese che vedono presunte connessioni con la criminalità organizzata.

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I cantieri della Crucianelli Rest Edile attivi nel Maceratese

A Crucianelli, difeso dai legali Massimiliano Cofanelli e Marcello De Sanctis, vengono contestati: bancarotta, truffa aggravata ai danni dello Stato, utilizzo di fatture false, corruzione, turbativa d’asta e contratti di subappalto irregolari. Il gip Sonia Piermarini ha escluso l’aggravante dell’agevolazione mafiosa. Su questo aspetto la Dda ha presentato ricorso al Riesame.

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Uno dei cantieri della Crucianelli Rest Edile

Accanto all’inchiesta, il costruttore è coinvolto in un altra vicenda giudiziaria. È imputato in un processo dove è accusato di estorsione per una vicenda che riguarda il recupero del teatro Vaccaj a Tolentino che era da sistemare a seguito dell’incendio del 2008. L’appalto era andato alla Crucianelli Rest Edile Srl che aveva concesso in sub appalto le opere alla ditta Alfart Sas. A processo per questa vicenda era finito anche Luigi Pisani, 56, di Loro Piceno, direttore tecnico delle opere per conto della Alfart sas. L’accusa parla di minacce all’esecutrice materiale (insieme ad altre persone) delle opere, prima sotto contratto con la Crucianelli e poi dipendente della Alfart.

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Per l’accusa Crucianelli e Pisani avrebbero costretto la donna ad accettare trattamenti retribuitivi non adeguati alle prestazioni effettuate. Crucianelli, continua l’accusa, avrebbe minacciato la dipendente di allontanarla dal cantiere, senza retribuzione, se questa avesse insistito nel chiedere un adeguamento del compenso inizialmente pattuito.
Il motivo per cui chiedeva di più era che rispetto al compenso di 20mila euro inizialmente pattuito (per la sola opera di pittura della volta del teatro) a suo avviso era cresciuto perché aveva eseguito altri lavori per un valore di circa 80mila euro. Lunedì si svolgerà la prossima udienza.

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A Tolentino Crucianelli ha attivi la maggior parte dei cantieri del sisma, 93 su 396 totali. Secondo gli inquirenti «la criminalità organizzata ha utilizzato lo schermo prestigioso della di Rest Edile e di Enrico Crucianelli per accreditarsi nella realtà marchigiana ed evitare di destare sospetti».
Sempre secondo le indagini «la criminalità organizzata ha realizzato nelle Marche un sistema pressoché unico: non si è solo associata in affari con una impresa, ma ha consentito all’impresa “legale” stessa di diventare di fatto general contractor della ricostruzione, ricevendone in cambio, a cascata, un flusso ingente di “subappalti”».

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Tra le ditte che avrebbero lavorato in subappalto risulta la Edilnova, riconducibile a Vincenzo Chiappalone (arrestato nell’ambito dell’indagine), imprenditore vicino alla ‘Ndrangheta. I sindacati Feneal-Uil, Filca-Cisl, e Fillea-Cgil hanno lanciato l’allarme per 50 dei suoi operai: si sono ritrovati senza stipendio e senza possibilità di lavorare. Altri 24 invece hanno trovato occupazione altrove.

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Roberto Cataldi, senatore del M5S

L’indagine ha agitato anche la sfera politica e il senatore del Movimento 5 Stelle, Roberto Cataldi, mette nel mirino l’Anagrafe antimafia: «Com’è stato possibile che imprese che, secondo l’ipotesi accusatoria, sarebbero riconducibili alla criminalità organizzata, abbiano ottenuto l’iscrizione all’Anagrafe antimafia degli esecutori, lo strumento creato proprio per tenere le mafie fuori dai cantieri del dopo sisma?» Quesito che il senatore rivolge al presidente del consiglio Giorgia Meloni in un’interrogazione che ha presentato riguardo l’indagine della Dda.

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Cataldi chiede anche «quante iscrizioni all’Anagrafe siano state sospese o revocate a seguito dell’inchiesta e come il governo intende rafforzare i controlli sui subappalti e sulle intestazioni fittizie, senza allungare i tempi per le famiglie con le pratiche in regola». Il senatore domanda infine se il commissario straordinario per la ricostruzione «sia stato informato delle voci che il presidente della Regione, Francesco Acquaroli, ha dichiarato di aver raccolto nel 2025 sul suo allora capo di gabinetto».

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