Contributo Multileva,
i sindacati: «Eccessiva burocrazia»
ALLARME - Cgil, Cisl e Uil, con i rispettivi referenti dei pensionati accusano: «L'intesa con la Regione si è rivelata scritta sull'acqua. L’Ats15, di cui è capofila il Comune di Macerata, impedisce ai richiedenti di presentare la domanda per via telematica e persino per raccomandata e per pec e li obbliga a recarsi di persona presso gli sportelli»

Da sinistra Sergio Crucianelli, Daniele Principi e Rocco Gravina
«Il confronto tra i sindacati dei pensionati e Regione Marche sulle modalità di presentazione della domanda del Multileva aveva prodotto importanti risultati per agevolare i richiedenti dal punto di vista burocratico ma quell’intesa si è rivelata scritta sull’acqua, soprattutto per l’Ats 15 di cui è capofila Macerata». A dirlo sono Daniele Principi e Romina Maccari per la Cgil, Rocco Gravina e Gianluca Puliti per la Cisl e Sergio Crucianelli e Barbara Balducci per la Uil.
Il programma Multileva mette a disposizione dei familiari che hanno un congiunto ospite in strutture residenziali sociosanitarie e sociali per persone anziane, con disabilità o con problemi di salute mentale, un contributo annuale di 3mila euro per sostenerli economicamente nel pagamento della retta. A seguito del confronto tra sindacati e Regione, erano emerse due importanti direttive: «Da un lato la possibilità di presentare le domande sia in forma telematica che cartacea e, dall’altro, la facoltà, per il richiedente, di presentare l’istanza all’Ambito territoriale sociale di competenza dichiarando, sotto la propria responsabilità, il possesso dei requisiti e delle condizioni previste per l’ammissione in graduatoria, senza necessità di produrre la relativa documentazione che sarebbe stata richiesta in momento successivo e ai soli assegnatari del contributo. L’intento era quello di agevolare i richiedenti, evitando loro, una volta tanto, le pastoie e i bizantinismi della burocrazia e di non sovraccaricare gli uffici. Quella intesa si è rivelata scritta sull’acqua» spiegano i sindacati.
Cgil, Cisl e Uil hanno evidenziato che «non tutti gli Ambiti territoriali sociali si sono conformati al dettato regionale. L’Ats15, di cui è capofila il Comune di Macerata, ne è un esempio lampante ma poco edificante. Impedisce ai richiedenti di presentare la domanda per via telematica e persino per raccomandata e per pec e li obbliga a recarsi di persona presso gli sportelli dell’Ambito – spiegano –. Impone agli utenti di produrre, insieme alla domanda, una serie di documenti come il contratto di ospitalità, le fatture o le attestazioni di spesa, i bonifici bancari, le quietanze di pagamento. L’aggravio non è solo per gli utenti, ma anche per gli uffici dell’Ats e per le strutture residenziali che devono produrre, in poco tempo, una quantità di documenti e di attestazioni, senza che ve ne sia reale necessità».
«Riteniamo che la scelta dell’Ats15 di una eccessiva burocratizzazione possa produrre un ostacolo all’accesso al beneficio e non un venire incontro ai cittadini – concludono i sindacati -. Le nostre rimostranze all’Ats15 e al Comune di Macerata, che dell’Ambito è il capofila, sono cadute nel vuoto, ritenute evidentemente non degne di avere una risposta quale che essa fosse. Un altro segno di chiusura che ci lascia sconcertati».
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