Corruzione sulle ex Monachette
«Lo studentato un affare d’oro
Perché nessuno ha controllato?»
LA MAXI INCHIESTA DELL'ANTIMAFIA - Alessia Morani, ex deputata Pd, attacca sull’appalto milionario a Macerata: «Dove sono finiti i filtri di controllo preventivo prima dell’arrivo della magistratura? Possibile che nessuno si sia accorto che ad aggiudicarsi i lavori sia sempre la stessa impresa che gestisce 800 cantieri? Il guadagno per chi lo ha venduto è di oltre un milione di euro pagati con i soldi pubblici». Intanto Fabio Pistarelli, ex capo di gabinetto del presidente Acquaroli, sta preparando la memoria difensiva in carcere

Alessia Morani
di Alessandro Luzi
«C’è chi ha trasformato un ex convento danneggiato in un vero e proprio affare d’oro. Possibile che nessuno si sia accorto di nulla? Dove sono finiti i filtri di controllo preventivo prima dell’arrivo della magistratura?» Sono gli interrogativi di Alessia Morani, ex deputata del Partito Democratico ed ex sottosegretaria al ministero dello sviluppo economico, pubblicati in un video sui social riguardo l’indagine della Dda di Ancona sulla ricostruzione post sisma. Morani punta i riflettori sulla vicenda legata ai lavori all’ex Monachette a Macerata. Tema che rientra nell’inchiesta e dove, secondo gli inquirenti, sarebbe avvenuto il contatto tra “la cricca” dell’avvocato Fabio Pistarelli, ex capo di gabinetto del presidente delle Marche Francesco Acquaroli, composta anche dagli imprenditori Antonio Ezechielli e Antonio Cervigni, con il costruttore Enrico Crucianelli e Andrea Intermesoli, socio della Avinstas srl, precedentemente proprietaria dell’immobile.

Il cantiere dell’ex Monachette
Intanto ieri la procura ha depositato dei nuovi documenti riguardo l’indagine, così il gip Sonia Piermartini ha deciso di spostare alla prossima settimana gli interrogatori preventivi di Intermesoli, Michele Pompili (dirigente dell’Area tecnica di Erdis Marche), Pasqualino Allocco e i fratelli Francesco e Giovanni Pighi. Gli interrogatori si sarebbero dovuti svolgere ieri.

Fabio Pistarelli
Riguardo la questione delle ex Monachette, Morani spiega che «l’ente regionale per il diritto allo studio (Erdis, ndr) compra l’ex convento di proprietà di Intermesoli per 3 milioni di euro destinandoli a uno studentato ma per gli inquirenti quell’edificio è stato acquistato a un prezzo troppo alto rispetto al suo valore reale. Il guadagno per chi lo ha venduto è di oltre un milione di euro pagati con soldi pubblici e quindi con soldi nostri. Dalle indagini emerge una fitta rete di intrallazzi».

Antonio Ezechielli
L’ex deputata si chiede «come sia possibile che nessuno si sia accorto di nulla? Che ruolo ha avuto la struttura commissariale in questa torbida vicenda?» Nelle carte dell’indagine si legge che, riguardo la vicenda dell’ex Monachette, Pistarelli «si è dimostrato necessario e risolutivo fin dall’avvio dell’operazione, creando il contatto tra Cervigni e la famiglia Intermesoli» ed anche «introducendo lo stesso Cervigni e Michele Pompili (dirigente dell’Area Tecnica di Erdis Marche, anche lui indagato nell’inchiesta, ndr) agli incontri con Guido Castelli (commissario alla ricostruzione, ndr) per concordare i finanziamenti delle opere di ricostruzione». Nei giorni scorsi Castelli ha precisato «di aver agito su richiesta dell’ente regionale per il diritto allo studio – prosegue Morani -, istruendo la pratica sulla base degli atti amministrativi trasmessi».

Andrea Intermesoli
Per l’ex deputata dem restano aperte le questioni riguardo a «dove sono finiti i filtri di controllo preventivo prima dell’arrivo della magistratura. Perché quei casca l’asino. Possibile che nessuno si sia accorto della sproporzione di quel prezzo? Possibile che nessuno si sia accorto che ad aggiudicarsi quell’appalto milionario sia sempre la stessa impresa che gestisce 800 cantieri? Parliamo di persone che si conoscono da anni e anni che condividono dinamiche, storia politica e appartenenza politica. Possibile che tra loro nei corridoi non se ne sia mai parlato?». Per Morani «queste sono un po’ di domande che ad oggi sono senza risposta ma penso che presto la verità verrà fuori».

Secondo gli inquirenti, la figura chiave riguardo la questione delle ex Monachette è Fabio Pistarelli, in quanto all’epoca era capo di gabinetto del presidente Acquaroli. L’avvocato, accusato di corruzione, avrebbe utilizzato il suo ruolo, i poteri, i contatti e le relazioni connesse alla sua funzione per orientare l’azione amministrativa verso obiettivi che assicurassero un vantaggio personale. In particolare, oltre a creare i contatti tra Cervigni e Intermesoli e aver introdotto l’imprenditore e Pompili a Castelli (che non è indagato), Pistarelli sarebbe intervenuto in modo deciso affinché Pompili venisse nominato Rup (con determina Erdis del 14 marzo 2025) dei lavori di ristrutturazione. Tutto ciò facendo pressioni sul direttore generale Erdis.
Pistarelli, sempre a quanto emerso dalle indagini, avrebbe evitato i contatti con gli imprenditori, rivolgendosi quasi esclusivamente a Cervigni ed Ezechielli: una scelta «intenzionale» per «mantenere nascosti i legami con soggetti che beneficiano dell’alterazione delle gare». Le remunerazioni illecite per l’ex capo di gabinetto, non sarebbero mai arrivate direttamente dal privato che invece si sarebbe interfacciato con Cervigni ed Ezechielli. Sono loro due che avrebbero agito come «facilitatori» e avrebbero provvisto «a corrispondere a Pistarelli la sua quota di profitto illecito, compromettendo e assicurando varie utilità per aver messo a disposizione la sua funzione».
Per la vicenda legata all’ex convento, la procura contesta a Pistarelli di aver ottenuto 10mila euro. L’ex capo di gabinetto si sarebbe adoperato affinché i lavori di restauro e risanamento conservativo sull’immobile ricevessero il finanziamento dall’Ufficio speciale ricostruzione per un importo pari a circa 3,9 milioni di euro, che era stato concesso il 21 dicembre 2023.

Intanto Intermesoli, proprietario dell’immobile, avrebbe proposto a Crucianelli, amministratore unico e direttore tecnico Rest Edile Srl, presidente della sezione costruttori (Ance Macerata), componente consiglio direttivo Ance Marche, di attivarsi per assicurargli il buon esito della gara pubblica per l’aggiudicazione dei “lavori di restauro e risanamento conservativo”: gara indetta dall’Erdis Marche per il recupero della struttura e per l’adattamento a studentato. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, Crucianelli avrebbe accettato la proposta di Intermesoli di pagare il 2% dell’importo di gara, avrebbe interloquito con il presidente di commissione della gara e si sarebbe prestato a realizzare una triangolazione con Intermesoli e Cervigni per il pagamento di quanto pattuito per la precedente gara d’acquisto dell’immobile. L’avvocato che assiste Intermesoli, Paolo Giustozzi, ieri ha detto: «Escludiamo il suo coinvolgimento nei fatti dell’inchiesta». L’imprenditore è atteso in aula il prossimo 11 novembre per l’interrogatorio preventivo. Su di lui pende la custodia cautelare in carcere.
Pistarelli invece è stato arrestato il 22 ottobre, così come Ezechielli e Cervigni. L’ex capo di gabinetto, difeso dall’avvocato Gabriele Cofanelli, in carcere sta preparando una memoria difensiva da presentare al gip Sonia Piermartini.







































Leggo “Intanto Pistarelli sta preparando la memoria difensiva”
Pistarè..cerca de ricordatte tutto che quà me pare la faccenna se sta a ngarbuja’ sempre de più..
chi occupa posti di responsabilità non può cavarsela con un “non sapevo”, deve dimettersi e basta!
I non ricordo famosi di Garlasco forse arriveranno anche nelle Marche chissà.