«Nel cratere record di assunzioni.
Sulla ricostruzione privata
messi due miliardi in 12 mesi»
SISMA DECENNALE - Il commissario alla ricostruzione fa il punto e sottolinea che su quella pubblica nell'ultimo anno sono partiti il 23% di cantieri in più. Sul lavoro: «2025 meglio che prima del terremoto. L’edilizia è solo il quarto settore per contratti attivati: cresce il manifatturiero, crescono i servizi. All’azione integrata sono già associabili circa 1,5 miliardi di Pil e 9.800 occupati»

La piazza di Visso
«La ricostruzione pubblica sta accelerando, per quella privata abbiamo messo 2 miliardi solo negli ultimi dodici mesi. Tre anni di record di assunzioni nel cratere con i dati del 2025 superiori al periodo precedente al terremoto 2016», a dirlo una nota del commissario Guido Castelli.
Dati alla mano, si legge: «al 30 aprile 2026 la programmazione pubblica comprende 3.667 interventi per oltre 4,85 miliardi di euro, 125 interventi e 252 milioni in più rispetto a un anno prima, a fronte di risorse complessivamente disponibili dal 2016 pari a 9,4 miliardi. Gli interventi non ancora avviati sono scesi al 2,5%. Ma il dato che conta è il passaggio al cantiere: le opere con lavori in corso o concluse sono oggi circa il 40% dell’intera programmazione, contro il 34,4% del 2025». Quindi circa il 6% in più nel corso dell’ultimo anno.

Nella nota viene inoltre detto che «gli interventi prima dell’avvio dei lavori scendono da 2.521 a 2.432» e che i cantieri aperti «passano da 444 a 548, cioè +23,4% in un anno». C’è poi una crescita del 19,4% delle opere tra fine lavori e collaudo (da 574 a 684). Nei 44 Comuni più colpiti i lavori in corso crescono da 191 a 226 e i conclusi da 243 a 284.

Sulle scuole gli ordini di attivazione sono passati in un anno da 125 a 197 (+57,6%) su un piano di 459 interventi per 1,6 miliardi (riaperti il “Divini” di San Severino e l’Istituto comprensivo “Betti” di Camerino, per circa 15 milioni ciascuno). A questi si aggiungono cantieri cruciali come il nuovo polo scolastico Mestica (8,3 milioni) e la scuola Dante Alighieri (8,4 milioni) a Macerata, entrambi in fase di collaudo.
Sulle chiese il Rapporto 2026 registra 1.276 interventi programmati per oltre 750 milioni di euro, liquidazioni sviluppate sullo stato avanzamento lavori salite a 257,6 milioni (+18,5%) e opere concluse in crescita del 25% in un anno.

Sulla ricostruzione privata, al 31 maggio 2026 «le richieste di contributo sono 36.149 per 17,82 miliardi di euro; le pratiche approvate 24.650, il 68,2%, con 12,59 miliardi concessi (1,82 in più in un anno) e circa 8 miliardi liquidati, il 69% dei quali erogato dal 2023 a oggi, quasi 2 miliardi nei soli ultimi dodici mesi. I cantieri autorizzati sono 23.361, di cui 14.968 conclusi (64,1%) e 8.393 in corso. Nell’ultimo anno oltre 1.300 famiglie, circa 2.800 persone (+13,5%), sono rientrate nelle proprie case: circa 5.500 nuclei nell’ultimo triennio. Il baricentro si è spostato sui danni gravi, ormai il 56,3% delle pratiche, concentrati proprio nei 44 Comuni più colpiti.

Questa accelerazione non resta dentro i cantieri. Il Rapporto 2026 documenta per la prima volta l’effetto della saldatura tra ricostruzione e misure del Fondo complementare Next Appennino (1,78 miliardi): a fronte dei 625 milioni per le imprese sono arrivati 2.353 progetti per 2,54 miliardi, con oltre 400 milioni di capitale proprio degli imprenditori; le imprese con erogazioni sono passate in un anno da 443 a 786 (+77,4%). Il valore aggiunto del Cratere è stimato in 15,96 miliardi nel 2025, con una crescita dal 2022 superiore al 21% contro il 12,3% dell’Italia; il reddito medio dei contribuenti è cresciuto del 19% (22,2% nel Cratere ristretto) contro il 16,9% nazionale».
Le Comunicazioni obbligatorie, dice ancora la nota «registrano tre anni consecutivi di record di assunzioni, con il 2025 sopra i livelli pre-sisma, e l’edilizia è solo il quarto settore per contratti attivati: cresce il manifatturiero, crescono i servizi. All’azione integrata sono già associabili circa 1,5 miliardi di Pil e 9.800 occupati, su un potenziale a regime di 3,87 miliardi e oltre 15mila posti di lavoro. Per la prima volta nelle ricostruzioni italiane il territorio sta meglio, per reddito e occupazione, di prima del terremoto in ragione dei principali dati economici e sociali di riferimento».







































