«Allo chalet turni di lavoro da 16 ore»
Sfruttamento in un balneare
CIVITANOVA - Il caso di un ventenne denunciato dalla Cgil tra le storie raccolte dal sindacato legate alle categorie più fragili: i giovani della Generazione Z e migranti. Angelica Bravi: «Contratti a forfait, niente riposi, paghe da 3 euro l'ora e spesso anche umiliazioni»

Angelica Bravi Cgil
di Laura Boccanera
«All’inizio dovevo lavorare solo 8 ore al giorno, ma poi puntualmente diventavano 12, 14 o 16: di media iniziavo a lavorare alle 10, finivo alle 3 di notte. E spesso il titolare se rivendicavo qualcosa faceva pure la vittima: “Vuoi prendere più di me che ci lavoro da 20 anni?».
È il racconto di un ragazzo ventenne che l’anno scorso ha fatto la così detta “stagione balneare” in uno chalet di Civitanova. Turni straordinari, contratti a forfait, niente giorni liberi. Ed è andata pure peggio ad un’altra ragazza del Maceratese: nel 2025 è arrivata in Sardegna, un villaggio vacanze di lusso per occuparsi del baby park e dell’animazione per i bambini, ma alla fine costretta anche a svolgere mansioni di intrattenimento e animazione per gli adulti, a dormire su un tavolo, lasciata spesso senza pranzo, il tutto per 400 euro al mese.
Sono le storie che la Cgil ha raccolto per presentare l’iniziativa “Non c’è turismo senza di noi. Esperienze e rivendicazioni: Generazione Z per l’umanità del lavoro”, che fa da sintesi alla campagna di volantinaggio che il sindacato ha attuato per rendere consapevoli i più giovani dei diritti del lavoratori, specie nel settore del turismo estivo balneare. «Una caratteristica tipica di questo settore – spiega Angelica Bravi della Cgil – è il fatto che spesso viene prospettato un contratto omnicomprensivo ad una cifra che viene pattuita. Ma poi vengono aumentati i turni, le ore svolte, le mansioni. Spesso non rispettano il riposo settimanale, si arriva a retribuzioni di 3 euro l’ora. I casi che abbiamo voluto portare sembrano eclatanti, ma sono la normalità. Nel caso della ragazza del villaggio turistico sardo addirittura la proprietà negava il pranzo o le cene in caso di errori. È una situazione che riguarda non solo i giovani, ma anche i lavoratori stranieri migranti che per il permesso di soggiorno devono avere un contratto di lavoro. Spesso arrivano da noi anche stremati fisicamente perché costretti ad accettare qualunque condizione per non perdere il permesso di soggiorno».
Lo scopo della campagna Non c’è turismo senza di noi è proprio quella di sensibilizzare rispetto a diritti e lavoro dignitoso: «In particolare i più giovani spesso sono alle prime esperienze lavorative – conclude Bravi – e non hanno punti di riferimento come istituzioni o sindacati, spesso non si rendono conto se nelle richieste ci sono profili di abuso, o pur rendendosene conto, cercano comunque di andare avanti e concludere la stagione tenendo duro pur in situazioni davvero estreme».
I sindacati confederali hanno storicamente tradito i lavoratori, non altro.
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Solamente la nota assenza di memoria dell’italiano medio può portare a fidarsi ancora di essi.
Non è azzardato parlare di sfruttamento se il dipendente è maggiorenne? Non c’è forse connivenza con il datore di lavoro?
Questo è sfruttamento 4.0 poi non ci si lamenti che non si trova nessuno.P.S. consiglio ai nostri ragazzi di fare un biglietto di sola andata poi per le vacanze possono anche tornare in loco.
Ho letto castronerie incredibili, tipo la connivenza con il datore di lavoro (questi non ti fa lavorare se non alle sue condizioni e poi bisogna vedere se ti paga), sfruttamento del lavoratore solo se è minorenne (queste persone su dove si documentano, du Topolino?), sindacati che tradiscono i lavoratori (in questo caso si, un imprenditore disonesto) o la possibilità di andarsene al loro Paese (pensando che chi subisce il trattamento nell’articolo sia solo straniero). In 30 anni di servizio nella Guardia di Finanza di Civitanova ho preso centinaia di esposti da parte di persone che avevano subito lo stesso trattamento. Nel caso di violazione da parte del datore di lavoro a quanto sottoscritto sul mod. UniLav è stata attuata attività per lavoro irregolare, mentre sui casi di mancata corresponsione dei salari, la ricezione dell’atto si è presa ma di è solo potuto consigliare di fare vertenza con un legale perché il Corpo si può preoccupare solo di danno erariale (cioè allo Stato), mentre la diatriba tra le parti è ambito del codice civile (rapporto tra ci cittadini). Ebbene, tra tutte queste persone c’erano i nostri figli, in parte uguale agli “stranieri”, italianissimi e civitanovesi. Ma la gente sui social ammira l’evasore di turno – lo stesso che non paga il figlio o quello che elude il fisco trasferendo soldi chissà dove o effettuando falsi trasferimenti di beni a danno dei creditori – buttando per strada chi ha lavorato onestamente ignaro di ciò che sarebbe successo. Addirittura i commenti si spingono fino a dire “Bravo, faje vedè a sto Stato come se fa!”, senza sapere -poveri ignoranti – che lo Stato non è una cosa aleatoria ma siamo tutti noi e non ha nulla a che fare con chi indegnamente crede di poterlo rappresentare! Tanto, poi tocca anche a loro pagare per mettere “le pezze” al maltolto da parte di questi farabutti! Basta pensare a ciò che ho letto in fatto di commenti su una persona – con condanna passata “in giudicato” per reati gravissimi (su questo lascio a chiunque la possibilità di informarsi tramite i fascicoli processuali) – alla quale è stata annullata la confisca dei beni. Elogi nei confronti dei difensori (per carità, il diritto alla difesa è un pilastro della nostra Costituzione, ma elogiarli non per la loro professionalità bensì per aver ottenuto un vantaggio per QUEL reo mi sembra troppo!), sostegno, dimostrazioni di amicizia, offese nei confronti delle Forze dell’Ordine e dei Magistrati sono davvero una sconcertante mancanza di senso della giustizia. Purtroppo Civitanova – come ogni centro balneare da Trieste a Trapani – non è esente, a differenza di quanto ha detto recentemente un generale prestato alla politica, non è affatto una cosiddetta “isola felice”, io lo posso assicurare, ma non è difficile da farcela diventare, se si correggono questi comportamenti di appoggio a delinquenti (che oltretutto infettano le menti dei nostri giovani), denunciare sempre ogni atto contrario alla legge, dare sostegno a chi viene danneggiato dall’errato comportamento di taluni arroganti datori di lavoro e soprattutto fiducia nelle Istituzioni oltre che negli Enti preposti al controllo e al sanzionamento delle violazioni, soprattutto in ambito lavorativo. I nostri e gli altrui giovani meritano di credere nello Stato e nel loro futuro nel mondo del lavoro!