«Foto e brindisi non bastano,
in centro vuota una vetrina su quattro»

CIVITANOVA - L’associazione guidata da Manola Gironacci fotografa una realtà in crisi: 422 vetrine censite, in tutto il centro di cui 102 chiuse: saldo negativo del -2,5%. Tra le vie zone più colpite corso Umberto con 35 serrande abbassate su 154. Resistono invece via Duca degli Abruzzi, via Matteotti e viale Vittorio Veneto, seguite da corso Dalmazia, corso Vittorio Emanuele e via Trento

- caricamento letture

 

vetrine-vuote-2-650x488

Foto di gruppo e selfie non bastano a salvare il commercio cittadino. Lo sostiene l’associazione Viviamo Civitanova che in questo periodo ha stilato un “censimento” delle attività del centro, tra vetrine chiuse e aperte, un saldo negativo del -2,25%.

vetrine-vuote-4-650x488-1-e1746086809492

Dall’inventario emerge un quadro tutt’altro che florido: 102 serrande abbassate su 422 vetrine in totale e l’associazione denuncia il silenzio dell’amministrazione: «Basta propaganda, si intervenga con serietà per sostenere chi investe – la posizione di Manola Gironacci, presidente dell’associazione – «Il commercio è un comparto che va sostenuto con politiche serie, non solo con brindisi inaugurali – afferma Gironacci – in centro contiamo 422 vetrine: 320 attive, ma ben 102 serrande abbassate. Le nuove aperture non bastano a invertire la tendenza: anche nel nostro censimento, il saldo è negativo del -2,5%, in linea con il dato nazionale».

Un trend confermato anche dai numeri diffusi dalla Camera di Commercio: nel primo trimestre del 2025, nelle Marche, hanno chiuso 3.207 aziende a fronte di 2.663 nuove aperture. Il saldo è di -544 attività in appena tre mesi.

cafe-del-mar-corso-umberto-I-2-325x244

Corso Umberto I

«Siamo tutti consapevoli – prosegue la presidente – che il commercio sta attraversando una crisi profonda, dovuta a cause nazionali e globali: potere d’acquisto in calo, inflazione, aumento dei costi energetici, concorrenza dell’e-commerce. Ma a livello locale servono risposte: viabilità, sicurezza, riqualificazione degli spazi, eventi mirati che valorizzino il tessuto urbano senza ostacolarne le attività». Tra le vie più colpite, secondo la ricostruzione dell’associazione Corso Umberto I, dove c’è la maggiore incidenza di serrande abbassate: su 154 esercizi, 36 sono chiusi. Resistono invece via Duca degli Abruzzi, via Matteotti e viale Vittorio Veneto, seguite da corso Dalmazia, corso Vittorio Emanuele e via Trento.

«Il commercio di vicinato è un pilastro della vita cittadina – continua Gironacci – e merita attenzione. Non è più accettabile che, mentre altre città mettono in campo piani di rilancio, come ad esempio ad Ancona qui si proceda senza ascolto, autorizzando manifestazioni una dopo l’altra senza valutarne l’impatto. Il sindaco parla di esplosione di energia imprenditoriale, ma non legge i dati: se davvero Civitanova vuole essere il motore economico della costa, deve cominciare dal commercio. Il centro storico e il Borgo marinaro non sono una passerella per le foto elettorali, ma luoghi dove si lavora ogni giorno. Il rischio, altrimenti, è che restino solo le vetrine vuote».

 

Ciarapica mette il commercio in vetrina: «25 aperture in meno di 4 mesi, segnale forte di una città che cresce»

Ciarapica ‘mani di forbice’ Record di tagli del nastro

Un boulevard di vetrine vuote «Corso Umberto, tristezza infinita» Affitti fino a 6mila euro al mese


© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page
Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Gianluca Ginella. Direttore editoriale: Matteo Zallocco
Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X