Discarica, anche Corridonia si difende:
in 22 ricorrono al Tar:
«Rischiamo di tornare in ballo»
RIFIUTI - Il sito di Bore Chienti è salito dal sesto al quinto posto con la revisione dello scorso maggio firmata dall'Ata. Andrea Germondari, presidente del comitato che già dal 2020 si muove sulla questione: «In pericolo se venissero accolti i ricorsi già presentati dai primi tre Comuni»

Andrea Germondari, presidente del comitato, durante la riunione di lunedì sera
Non solo Montefano, Loro Piceno e Pollenza. Anche Corridonia è sul piede di guerra sulla questione discarica, seppur non con la sua amministrazione comunale. Il comitato Corridonia Green No Discarica ha infatti annunciato che 22 cittadini hanno dato mandato all’avvocato Luca Forte per redigere dei motivi aggiunti al ricorso originario del 2020 e chiedere l’annullamento delle delibere approvate dell’Ata 3 lo scorso 6 e 15 maggio, che rivoluzionarono la graduatoria dei siti potenzialmente idonei ad ospitare il nuovo impianto provinciale facendo salire Corridonia di una posizione.

Lunedì il comitato si è riunito con i residenti di Cigliano e gli interessati per discutere del ricorso. «Corridonia è attualmente al quinto posto, ma rischia di tornare in ballo qualora i ricorsi dei primi tre della classifica dovessero andare a buon fine – dice il presidente del comitato Andrea Germondari – le variabili in gioco sono molte e si è deciso, in via cautelativa, di affidarci alle norme dello stato di diritto in cui crediamo»
Due le motivazioni aggiuntive messe sul piatto. «In primis, è stata sovvertita la classifica iniziale e siamo passati dal sesto al quinto posto: tale procedura è stata anche recentemente criticata dall’Ufficio ambiente della Regione Marche, ente sovraordinato all’Ata 3 – continua Germondari a nome del comitato – inoltre, ci sono degli aspetti della relazione finale dell’Università di Ancona che penalizzano oltremodo il sito di Corridonia a Bore Chienti. Sono stati male applicati: il criterio di visibilità dai centri abitati e luoghi di interesse storico e la distanza minima dai corsi d’acqua. In più, la graduatoria approvata rimane valida sia per una discarica di rifiuti urbani che, in futuro, per una discarica di rifiuti speciali non pericolosi. Intanto è partita la campagna di raccolta fondi. Per contribuire alle spese legali chiunque voglia può contattare i membri del direttivo del comitato».
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