Ciarapica ‘mani di forbice’
Record di tagli del nastro
CIVITANOVA - Inaugurazioni a raffica per il sindaco che insieme al consigliere Crocetti è ormai presente in ogni attività commerciale: nove 'sforbiciate' negli ultimi giorni, una anche oggi pomeriggio. La candidatura alle elezioni regionali è alle porte e anche Borroni non si tira indietro

Alcune inaugurazioni dell’ultimo periodo
di Laura Boccanera
Ogni volta che il sindaco di Civitanova fa capolino a una nuova inaugurazione, con il nastro da tagliare in mano, una domanda sorge spontanea: è già partita la campagna elettorale per le regionali del prossimo autunno? Se il barometro della politica fosse davvero segnato dai nastri da tagliare, allora ci troveremmo nel pieno degli ultimi giorni di frenesia elettorale pre-voto. E, a guardare Fabrizio Ciarapica, non possiamo fare a meno di pensare al magico personaggio di Tim Burton Edward Mani di Forbice.

Un bar inaugurato ieri
Le inaugurazioni in cui il sindaco è protagonista hanno raggiunto proporzioni tali che il taglio del nastro sembra ormai l’unico atto di distensione fra una tappa e l’altra di una marcia trionfale verso le prossime elezioni. Eclatanti gli ultimi 10 giorni: il sindaco ha tagliato ben 9 nastri di attività commerciali, l’ultimo oggi pomeriggio in una tavola calda nella zona industriale, il penultimo l’altro ieri ha riguardato un’attività che di fatto ha solo traslocato da un punto all’altro del centro, per non contare poi la presenza a cene, incontri, eventi, mostre organizzati da privati. Da inizio febbraio sono addirittura 15 le sole inaugurazioni di negozi e attività commerciali.

Borroni, Ciarapica e Crocetti oggi pomeriggio all’inaugurazione di una tavola calda
Immancabile da un po’ di tempo a questa parte la presenza del fido consigliere Gianluca Crocetti che dalla civica del sindaco è passato a Fratelli d’Italia per poi tornare alla corte di Ciarapica, presenziando con lui ad ogni nuova apertura o appuntamento con l’immancabile testimonianza fotografica. Non sarà però sfuggito che i tricolori sminuzzati non sono legati ad opere pubbliche che vedono la luce, migliorando servizi o infrastrutture, ma sono per lo più iniziative di commercianti, associazioni ed imprenditori privati. Ma ogni nuova apertura, grande o piccola che sia, viene vista come un’opportunità di visibilità per dimostrare il fermento della città, quale segno distintivo del buon governo. Non mancano però anche le chiusure.

Ciarapica e Borroni ieri all’inaugurazione di una mostra
E se è vero che anche la comunicazione politica tra video in diretta, post sponsorizzati e megafoni social è molto cambiata, il taglio del nastro rimane una costante della “vecchia politica” dura a morire. Se sia di fatto davvero performante lo dirà solo il voto. Ma è proprio di questi giorni, per chi osserva bene il mondo dei social, che sul podio della competizione agonistica di “taglio del nastro” irrompe un avversario altrettanto agguerrito: Pierpaolo Borroni. Che sia una mostra, un ristorante, le siepi al campetto di Fontespina (quartiere di residenza in cui si gioca in casa) o l’ariete sopravvissano, anche Borroni si prepara a battagliare con le stesse armi: forbici e presenzialismo. Il già consigliere regionale e il sindaco infatti sono entrambi dati per certi come candidati alle prossime elezioni regionali: Borroni cerca il bis dopo il primo mandato con Fratelli d’Italia, mentre per Ciarapica, che scade nel 2027 come primo cittadino e non può essere ricandidato, il salto alle regionali in lista con Forza Italia rappresenterebbe un un avanzamento di carriera e la garanzia di altri 5 anni di incarico pubblico.

Pierpaolo Borroni con l’ariete sopravvisano



Il presenzialista
Di Borroni avranno perso le tracce in quel di Ancona visto che sta sempre a tagliare nastri che a volte sono talmente pesanti d’avere bisogno del consigliere Crocetti di cui non ho ancora capito il senso oltre a sapere che saltellando da un partito all’altro è diventato un pilastro per le politiche del sindaco, altro
noto e conosciutissimo sostenitore e abile tagliatore di nastri e che collabora con le scelte culturali dello stesso. Tra i tre, anzi tra i due più conosciuti membri dell’alta politica maceratese c’è spesso condivisione anche se qualche volta per il taglio si dividono ma rimanendo sempre molto vicini negli ideali che passano attraverso le lame di una forbice con cui si mostrano continuamente al pubblico raggiungendo a volte note molto forti di resistenza a critiche che lasciamo recondite nei pensieri di chi si chiede se per ottenere traguardi politici anche piuttosto ambiti sia più importante presenziare a inaugurazioni che non hanno nemmeno il buongusto della misura o fare qualcosa di buono per gli amministrati. A me personalmente mi sembra che per quest’ultimo compito nessuno dei due si presti molto, qualcuno direbbe per niente. Tra i tagli e le foto per ogni avvenimento anche senza nessuna rilevanza che però per loro è comunque un motivo per una foto ricordo e forse tracotanti di presunzione crederanno che più ti fai vedere e più correranno a frotte il giorno dell’elezione, qualunque sia, a siglare la scheda non con una X ma con un disegnino che ricordi in qualche maniera il loro viso oramai abbarbicato nell’elettore che per così tante volte si è beato ad osservarli mentre svolgono al massimo della loro potenzialità il compito di amministratori. Certo non è difficile pensare che appressandosi all’urna , si cerchi di dare la preferenza a chi abbia dimostrato che il “giusto” riconoscimento economico che le loro cariche impongono sia stato ben meritato. Naturalmente senza troppa convinzione per evitare di sfuggire come la peste e come in molti fanno il seggio elettorale ,oramai diventata quasi una sfida alla comprensione del perché di una deriva che il facile dire ” e allora quelli di prima” non può assolutamente spiegare una Meloni che pensa, visto che lo dice spesso che lei rappresenta l’Italia. Però si mormora nell’ambiente che qualsiasi decisione e il sindaco e il regionario prenderanno, si premuniranno di preparare un vademecum per l’elettore tipo (c’è un po’ di confusione e ancora non è stato ben definito visto che in molti pensano che con il Governo attuale tutto va a meraviglia) dove elencheranno i motivi per cui sceglierli. Il primo e il più importante già lo conosciamo ed è ben descritto nell’articolo.
…che facciamo, allora, ci diamo un taglio…o affiliamo le forbici!!? Ai nastri di partenza l’ardua sentenza!!! gv
I sindaci vengono eletti per mandare avanti un Comune, non per inaugurare attività commerciali, anche perché il titolare di un’attività commerciale inaugurata si sdebita e certamente non con profitto per i cittadini.