Centri commerciali naturali,
Pantella prende le distanze:
«Non sapevo della delibera»

CIVITANOVA - L'assessore al commercio replica dopo le polemiche: «La pratica è passata dagli uffici senza che ne fossi informato e la cosa mi ha dato fastidio. Sul piano politico Ruffini avrebbe potuto evitare: una delibera approvata in tre giorni dà un'immagine della città in cui un consigliere comunale, anziché essere al servizio dei cittadini, si fa approvare atti a proprio vantaggio»

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L’assessore Roberto Pantella

«Di quella delibera non ero a conoscenza, è passata tramite ufficio commercio e nessuno mi ha informato». L’assessore al Commercio Roberto Pantella interviene dopo le polemiche sollevate dall’approvazione da parte del Comune del progetto presentato dai privati per i fondi del bando regionale per i centri commerciali naturali. La questione è  finita al centro del dibattito perché tra le tre imprese private coinvolte figura anche lo chalet Antonio, di proprietà del consigliere comunale di Fratelli d’Italia Andrea Ruffini.

consiglio comunale civitanova - archivio arkiv - andrea ruffini - FDM

Andrea Ruffini

Pantella respinge l’idea di aver seguito o sostenuto l’iter amministrativo. «La richiesta del consigliere Ruffini è stata presentata agli uffici e portata avanti da loro. Io sapevo che Ruffini stava cercando di ottenere questo contributo, ma non sapevo che la pratica fosse cpassata attraverso l’ufficio Commercio. Non l’ho seguita, non l’ho sponsorizzata. Me la sono trovata questa mattina e, sinceramente, mi ha dato fastidio». L’assessore riconosce però che, sul piano dell’opportunità politica, la vicenda pone un problema. «Non dico che un consigliere comunale non possa partecipare a un bando regionale o ottenere un contributo. Però, quando ricopri un ruolo istituzionale, hai anche la possibilità di incidere e di spingere. Una delibera approvata in tre giorni dà un’immagine della città in cui il consigliere comunale, anziché essere al servizio dei cittadini, sembra farsi approvare atti a proprio vantaggio. Da questo punto di vista avrebbe potuto farne a meno». Pantella rivela di aver anche valutato la possibilità di ritirare il provvedimento, salvo poi rinunciarvi. «Ho preso subito le distanze da quella delibera e ho pensato perfino di revocarla. Poi mi sono reso conto che la toppa sarebbe stata peggio del buco, perché avrei danneggiato anche gli altri due privati che partecipano al progetto».

A sollevare la questione è stata la presidente di Viviamo Civitanova Manola Gironacci, che parimenti aveva chiesto indicazioni all’assessore su come aderire e si era vista rispondere nei mesi scorsi che il Comune non avrebbe partecipato al bando per mancanza di tempo e di personale. «Quella era la situazione reale – spiega Pantella – quando anche Confcommercio e Confartigianato mi sottoposero la possibilità di partecipare al bando, gli uffici mi dissero chiaramente che non sarebbero riusciti a predisporre tutta la documentazione necessaria. Per questo avevo risposto alla consigliera Gironacci che il Comune non era in grado di presentare il progetto. Quello che ha fatto Ruffini e gli altri privati è diverso perché il progetto l’hanno presentato e istruito direttamente loro». Infine, Pantella sottolinea il disagio personale e politico provocato dalla vicenda. «Come assessore ho sempre cercato di lavorare nella massima trasparenza. Situazioni come questa mettono in difficoltà non solo me, ma l’intera amministrazione».

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